Walter Chiari (1924-1991)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Walter Annichiarico
  • Scomparso nel: 1991
  • Data di nascita: 2 Marzo 1924
  • Professione: Attore
  • Luogo di nascita: Verona (VR)
  • Nazione: Italia
  • Walter Chiari in Rete:

  • Wikipedia: Walter Chiari su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Walter Chiari
    Walter Chiari, pseudonimo di Walter Annicchiarico (Verona, 8 marzo 1924 – Milano, 20 dicembre 1991), è stato un attore, comico e conduttore televisivo italiano.



    Biografia
    Nato in una famiglia di origini pugliesi, il padre Carmelo funzionario di PS originario di Grottaglie, la madre Enza maestra elementare di Andria, trascorse l'infanzia con la famiglia ad Adria (RO), per poi trasferirsi a Milano dove viene assunto come magazziniere all'Isotta Fraschini. In quel periodo iniziò a praticare il pugilato, diventando campione lombardo della categoria pesi piuma, nel 1939. Fu anche un provetto giocatore di tennis e campione lombardo anche nel gioco delle bocce, sport che abbandonò in seguito alle fratture alle mani, causate dallo sport pugilistico. Praticò anche il nuoto a livello agonistico, vincendo i campionati promossi dalla Gil nei 100 metri stile libero.
    Abbandonati gli studi, trovò lavoro in una ditta come radiotecnico, ma fu subito licenziato, per aver fracassato tre valvole nel riparare un apparecchio. Fu assunto in una banca, ma si licenziò perché non gli piaceva e non sopportava il lavoro d'ufficio sempre seduto. Passò quindi a svolgere la professione di reporter ma anche questa fallì per cui si mise a fare il caricaturista. Una sera, però, alcuni suoi amici che aveva caricaturato lo convinsero a riprendere gli studi . Conseguì il diploma di Maturità scientifica, e mentre stava per iscriversi all'università scoppiò la guerra.
    Nella RSI
    Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, viene inquadrato nell'esercito della Repubblica Sociale Italiana. In quel periodo collabora come autore di vignette umoristiche al settimanale L'Orizzonte della Xª Flottiglia MAS . Conclusa la guerra, viene imprigionato dalle truppe alleate nel campo di concentramento di Coltano, in provincia di Pisa (lo stesso in cui venne rinchiuso il poeta Ezra Pound).
    Nel 1946 l'approdo allo spettacolo
    Una sera del 1944 si trovava con amici al teatro Olimpia di Milano (oggi scomparso, si trovava in Largo Benedetto Cairoli) durante un concorso per dilettanti. Ad un tratto i suoi compagni lo sollevarono scaraventandolo sul palcoscenico. Una volta davanti al pubblico non poté far altro che esibirsi in quello che era il suo forte: l'imitazione di un balbuziente che cerca disperatamente di ordinare una granita in un bar. Il pubblico apprezzò quella esibizione euforicamente, decretandogli un caloroso applauso e un successo pressoché istantaneo.
    Nel 1946 ottiene la sua prima parte di rilevo in teatro grazie a Marisa Maresca, che lo inserisce nello spettacolo Se ti bacia Lola. Di qui ha inizio una lunga carriera nel teatro di rivista dove, oltre che per la bella presenza, si fa notare per le innate capacità d'improvvisazione. Partecipa agli spettacoli "Simpatia" (1947), "Allegro" (1948) e "Burlesco" (1949). Nel 1950 diventa primo attore in "Gildo" con Miriam Glori, nel 1951 in "Sogno di un Walter" con Carlo Campanini e Dorian Gray, e nel 1952 consolida il suo successo con "Tutto fa Broadway" con Lucy D'Albert e Carlo Campanini.
    Inoltre si afferma anche come autore di testi nei successivi spettacoli "Controcorrente" (1953) di Metz, Marchesi e Chiari, e "Saltimbanchi" (1954) di Chiari, Silva e Terzoli.
    Il cinema
    Nel frattempo esordisce nel cinema con Vanità, diretto da Giorgio Pàstina nel 1946, in cui è calato in un personaggio drammatico curiosamente doppiato da Alberto Sordi, con il quale vince il prestigioso premio "Nastro d'argento" . Molto più noti sono i successivi ruoli in film-commedia come Totò al giro d'Italia (1948) e I cadetti di Guascogna (1950), in cui lavora con l'esordiente Ugo Tognazzi.
    Nel 1951 Luchino Visconti gli offre il ruolo del giovanotto cialtrone, modesto dongiovanni di borgata, in Bellissima, a fianco di Anna Magnani; questo ruolo, citatissimo dalla critica, è fonte di grandi soddisfazioni artistiche, ma Walter continua nel teatro leggero, nella commedia musicale (in coppia con Delia Scala nel 1956 con Buonanotte Bettina e nel 1958 con Il gufo e la gattina, e nel 1960 insieme a Sandra Mondaini, Ave Ninchi ed Alberto Bonucci con Un mandarino per Teo, tutte di Garinei e Giovannini), nel teatro di prosa recitando nel 1965 con Gianrico Tedeschi nella commedia "Luv" di Murray Schisgal, e nel 1966 con Renato Rascel ne "La strana coppia" di Neil Simon, e nel cinema di genere, al quale continua infaticabilmente a lavorare prendendo parte, tra gli altri, ai film del filone comico-giudiziario Un giorno in pretura (1953), Accadde al commissariato (1954), Accadde al penitenziario (1955); film dai quali, qualche anno più tardi, prenderà origine la cosiddetta commedia all'italiana.
    Walter Chiari con Paola Quattrini in una scena di La più bella coppia del mondo
    Il grande seduttore
    Ma più che per le sue interpretazioni sul palcoscenico e sullo schermo, in quegli anni Walter Chiari è sulle prime pagine dei rotocalchi per le storie d'amore con donne famose e attraenti che - a torto o a ragione - gli vengono attribuite dalla stampa "rosa". Da Elsa Martinelli a Delia Scala, a Lucia Bosé (con la quale intrattiene un lungo fidanzamento), alla principessa Maria Gabriella di Savoia. Viene descritto come un infaticabile seduttore che inanella storie d'amore una dietro l'altra, ma in realtà sono quasi sempre le sue partner ad essere conquistate dalla sua prestanza fisica, dalla sua simpatia e dal suo carattere gioviale.
    Nel 1957, grazie anche alla sua buona conoscenza dell'inglese, viene scritturato in una produzione americana girata a Cinecittà da Mark Robson. In questo film, intitolato La capannina , Walter Chiari ha l'opportunità di lavorare con Ava Gardner, all'epoca moglie separata di Frank Sinatra. Con lei intreccerà un chiacchierato e tumultuoso flirt, che proietta la sua fama di rubacuori nelle pagine di cronaca mondana su tutte le riviste del mondo. Questa inaspettata pubblicità gli fa ottenere anche un ingaggio a Broadway, dove nel 1961 interpreta ben 113 repliche della commedia musicale The Gay Life, tratta da Schnitzler.
    Ma anche la storia d'amore con l'attrice hollywoodiana non durerà a lungo. Durante un soggiorno in Australia, irritata da una graffiante parodia di suo marito che Walter improvvisa al termine di una cena, la Gardner si alza sdegnata dal tavolo piantandolo in asso e andandosene direttamente all'aeroporto, da dove prende un aereo per gli Stati Uniti. Successivamente, tuttavia, la Gardner dichiarerà che egli è stato l'unico, vero grande amore della sua vita.
    Il monologo
    Dotato di grandi capacità parodistiche, parlatore infaticabile (sarà poi uno dei migliori attori alle prese con il monologo), negli anni sessanta Walter Chiari trova finalmente nella televisione il mezzo più congeniale alla sua comicità, tanto da diventare in pochi anni il più noto e apprezzato comico televisivo italiano; con la sua voce un po' roca ed il gesticolare a scatti, univa infatti una straordinaria comicità di tipo fisico e mimico ad un eloquio scioltissimo, a tratti anche ricercato e forbito, che gli consentivano di prolungare a piacere qualsiasi sketch, trasformando ogni più semplice storiella in un divertentissimo monologo.
    Il matrimonio
    Ancora in Australia nel 1966, durante le riprese del film "Sono strana gente" diretto da Michael Powell, Walter aveva conosciuto sul set l'attrice Alida Chelli ed aveva iniziato con lei una lunga e tempestosa storia d'amore fatta di litigi, riappacificamenti, separazioni e ricongiungimenti meticolosamente scanditi dalle copertine dei settimanali. Finalmente nel 1969, mentre Alida è impegnata nelle riprese dello sceneggiato televisivo Giocando a golf una mattina, riceve una telefonata da Sydney.
    Alida Chelli e Walter Chiari
    All'altro capo del filo c'è Walter, che nella città australiana stava girando il film Squeeze a Flower (mai distribuito in Italia) che le dice: "Sono vestito da frate davanti a una fontana, se accetti di sposarmi mi ci butto dentro!".
    Due giorni dopo le nozze vennero celebrate in una chiesa di Sydney, ma il matrimonio si preannunciò immediatamente irto di problemi dal momento che all'uscita della chiesa Walter venne "prelevato" dagli emissari della produzione che lo portarono ad un evento promozionale a cui doveva partecipare e di cui si era "dimenticato" (i ritardi e le "buche" agli appuntamenti erano una caratteristica dell'attore), per cui la povera sposa si trovò a dover tagliare da sola la torta nuziale.
    I due divorziarono nel 1972, dopo meno di tre anni dalle nozze, ma anche in seguito Walter restò sempre in buoni rapporti con Alida e con il figlio Simone.
    La televisione
    Sul piccolo schermo ripropone numerosi sketch tratti dalle sue riviste, il più celebre dei quali rimane quello del Sarchiapone, trasmesso per la prima nel 1958 durante il programma televisivo La via del successo insieme a Carlo Campanini, sua fedele "spalla"; partecipa come ospite fisso a numerose trasmissioni, su tutte Studio Uno, con la regia di Antonello Falqui.
    Al cinema interpreta ancora alcuni ruoli degni di nota: ne La rimpatriata (1962) di Damiano Damiani è il ragazzone un po' strafottente che rimette insieme un gruppo di vecchi amici per una serata di evasione, e che si conclude invece con amare riflessioni; ne Il giovedì (1963) di Dino Risi è invece un uomo profondamente immaturo, alle prese con il suo improbabile ruolo di padre. Nel 1966 si fa notare per due interpretazioni molto diverse: quella del balbuziente Silence nel Falstaff firmato da Orson Welles, e di Sandro, il cinico giornalista che nel film "Io, io, io, e... gli altri", diretto da Alessandro Blasetti, conduce un'inchiesta sull'egoismo che lo spinge a riflettere sulla propria vita.
    Nel 1968 conduce in televisione una delle più fortunate edizioni di Canzonissima, in trio con Mina e Paolo Panelli. Nel 1969 è protagonista con la moglie Alida Chelli del giallo-rosa Geminus, per la regia di Luciano Emmer.
    I problemi con la giustizia e l'inizio del declino
    Il 20 maggio del 1970, mentre si sta recando negli studi radiofonici della RAI di Via Asiago per registrare una puntata del programma "Speciale per voi" condotto da Renzo Arbore, Walter Chiari viene tratto in arresto e associato al carcere di Regina Coeli. L'attore viene accusato di consumo e spaccio di cocaina da un piccolo delinquente, tale Guido Malmignati, e si ritrova nel vortice di uno scandalo, ingigantito dai media e dalla stampa dell'epoca, che coinvolge suo malgrado anche Lelio Luttazzi, completamente estraneo alla vicenda. C'è chi oggi sostiene che il clamoroso arresto e la detenzione di Chiari, la cui tossicodipendenza era nota da tempo nell'ambiente del cinema, facessero parte di una precisa strategia politica a cui non sarebbero stati estranei Mariano Rumor e Franco Restivo, all'epoca rispettivamente Presidente del Consiglio e Ministro dell'Interno, finalizzata a distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica dal protrarsi senza esito delle indagini sulla strage di Piazza Fontana. Walter Chiari resterà in carcere 70 giorni tra il maggio e l'agosto del 1970, venendo a sapere da un secondino della nascita del figlio Simone (nato l'8 giugno di quell'anno), e l'anno seguente viene processato, venendo prosciolto dall'accusa di spaccio e condannato con la condizionale per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale.
    Ritorno in scena
    Tornato in libertà, ma emarginato dalla RAI e ignorato dai produttori teatrali, a Walter Chiari viene inaspettatamente data l'opportunità di tornare alla ribalta nell'estate del 1974 da Paolo Pillitteri, allora giovane assessore alla Cultura del Comune di Milano, che gli offre di partecipare ad una serata nell'ambito della serie di spettacoli "Vacanze a Milano", patrocinati dall'amministrazione del capoluogo lombardo. Da quella sera, conclusasi con lunghe ovazioni e due bis, ha inizio per Walter la riconquista della sua professionalità.
    Ma il cammino per risalire la china della popolarità risulta arduo, e per sbarcare il lunario Walter Chiari di adatta a lavorare in film di serie B e nelle emergenti TV private, dove conduce spettacoli leggeri per un pubblico circoscritto ma che comunque continua a tributargli affetto. Tra il 1977 ed il 1978 conduce "A mezzanotte va..." su Tele Alto Milanese (programma antesignano degli spogliarelli integrali), quindi "Walter Chiari di sera" sull'emittente pavese Tele Monte Penice, ed in seguito "Ciao, come stai?" nel 1980 e "Mezzogiorno di gioco" nel 1986 su Antenna 3 Lombardia, quest'ultimo insieme alla giovane Patrizia Caselli, con la quale già dal 1981 fa coppia anche nella vita nonostante la grande differenza d'età (54 anni lui, 18 lei).
    Nel 1978 torna al teatro leggero con la commedia di Maurizio Mosca "Hai mai provato nell'acqua calda?" in cui ha come partner Ivana Monti. Nel 1982, sempre con la Monti, riporterà in scena "Il gufo e la gattina", curandone anche la regia teatrale.
    Al 1979 risalgono le sue ultime partecipazioni di rilievo in RAI dove, coadiuvato da Augusto Martelli , conduce la trasmissione Una valigia tutta blu, ed insieme ad Ornella Vanoni partecipa allo spettacolo musicale "L'appuntamento". Nello stesso anno, il 7 dicembre, gli viene conferita dal sindaco di Milano, Carlo Tognoli, la benemerenza civica (medaglia d’oro) della città.
    Ma nell'estate del 1985 il suo nome viene nuovamente associato ad una vicenda giudiziaria. Viene infatti accusato insieme al cantautore Franco Califano dal camorrista "pentito" Giovanni Melluso (lo stesso accusatore di Enzo Tortora) di aver trattato l'acquisto di rilevanti partite di droga. Anche se questa volta Chiari viene prosciolto in istruttoria, per lui la vicenda è un altro duro colpo da sopportare.
    Soltanto nel 1986 verrà riabilitato dal mondo dello spettacolo grazie al teatro di prosa, al quale ritorna interpretando il personaggio dell'avvocato Lattes in un adattamento de "Gli amici" di Arnold Wesker, ed al programma televisivo della RAI in sette puntate Storia di un altro italiano, biografia appassionata per la regia di Tatti Sanguineti.

    Nel 1986, nell'ambito delle celebrazioni per Firenze capitale europea della cultura, riprende la collaborazione con l'amico Renato Rascel con il quale interpreta "Finale di partita" di Samuel Beckett per la regia di Giuseppe Di Leva. Nel 1987 Ugo Gregoretti, allora direttore del Teatro Stabile di Torino lo chiama per interpretare "Il critico" di Richard Sheridan e tra il 1988 ed il 1989 "Six heures au plus tard", di Marc Terrier, in cui recita assieme a Marcello Leva. Nel 1990 riproporrà nuovamente "Il gufo e la gattina", stavolta insieme a Lory Del Santo.

    Torna anche al cinema con il film Romanzo di Massimo Mazzucco, per il quale viene nominato tra i candidati alla Coppa Volpi come migliore attore alla Mostra del Cinema di Venezia, ma non vince il premio per un soffio (in tale occasione, dato già per sicuro vincitore, Chiari aveva offerto da bere champagne agli amici). Avrà anche il ruolo di Tonio nei Promessi sposi di Nocita.
    Nel 1990 interpreta il suo ultimo film, Tracce di vita amorosa di Peter Del Monte.
    Negli ultimi anni di vita dell’attore c’è stato un affettuoso riavvicinamento tra lo stesso Chiari e la città di Grottaglie di cui era originario il padre. Un riavvicinamento sancito, tra l’altro, da una memorabile serata tenuta dal grande artista presso il Quartiere delle Ceramiche. Dopo la sua morte Grottaglie ha voluto rinnovare questo ritrovato legame, ha dedicato a Chiari una strada ed ha celebrato diverse manifestazioni ed incontri in suo ricordo a cui ha partecipato anche il figlio dell'artista, Simone.
    La morte improvvisa
    Nel dicembre del 1991 Walter Chiari si era recato al Teatro Manzoni per applaudire il collega ed amico Gino Bramieri. Pochi giorni dopo si era sentito poco bene ed era stato ricoverato in osservazione all’Ospedale San Carlo, dal quale era stato dimesso dopo pochi giorni.

    Il 20 dicembre Walter Chiari aveva in programma una cena con l’impresario teatrale Libero Zibelli, suo amico da oltre vent’anni, il quale non vedendolo arrivare chiamò la stanza 50 del residence Siloe di Via Cesari, dove l'attore viveva da solo da tre anni dopo essersi separato anche da Patrizia Caselli.

    Non ricevendo risposta Zibelli, allarmato, si recò presso il residence e sfondò la porta, trovando il povero Walter esanime sulla poltrona con gli occhiali sul naso e la televisione ancora accesa. L'autopsia rivelò che la causa della morte fu un infarto. Per ironia della sorte, poche ore prima di morire si era sottoposto ad un check-up completo, risultato perfettamente regolare.

    I funerali di Walter Chiari si svolsero presso la Chiesa di San Pietro in Sala, in piazza Wagner, a due passi da quel Teatro Nazionale dove l’attore si esibiva spesso quando recitava a Milano, e vi partecipò una folla immensa che gli tributò un ultimo, lungo e scrosciante applauso. Sulla lapide dove riposa, presso il Cimitero Monumentale di Milano è incisa la battuta che a Dino Risi aveva confidato voleva fosse scritta: Non vi preoccupate, è tutto sonno arretrato.
    Curiosità
    A lui, ed al celebre Sarchiapone, è dedicato il concorso che si svolge ogni anno a Cervia in primavera, riservato ai giovani comici emergenti. Dal 2006 il premio è rappresentato dal "Sarchiapone" in ceramica realizzato plasticamente da Francesco Annichiarico e graffita da Stefano Monteforte entrambi artisti di Grottaglie e sarà il simbolo delle successive edizioni.
    Il film del 1996 di Pupi Avati, Festival, è ispirato a Chiari e alla sua mancata vittoria, come miglior attore, alla Mostra del Cinema di Venezia (tra l'altro l'attore che "soffiò" la vittoria a Walter Chiari fu Carlo Delle Piane con un film proprio di Avati, Regalo di Natale).
    In una intervista rilasciata alla Domenica del Corriere n. 52 del 28 dicembre 1952 dichiarò di aver avuto più di una segreta passione: quella di diventare scrittore del tipo John Dos Passos o Ernest Hemingway; e quella di fare grandi viaggi negli sconfinati mari del sud.
    Nel 1966 viene scelto come attore protagonista per il film They're A Weird Mob (tradotto in italiano come Sono strana gente). E' uno dei film fondamentali per la storia della cinematografia australiana, tratto da una famoso romanzo di John O' Grady. Il regista Michael Powell vuole che sia Walter Chiari ad interpretare Nino Culotta, un giornalista italiano emigrato a Sydney, che pur conoscendo bene la lingua inglese, trova difficoltà di adattamento per il particolare slang australiano e le usanze del posto. Grazie all'enorme esperienza teatrale e cinematografica ed all'ottima conoscenza della lingua inglese, Chiari sarà protagonista di una riuscitissima prova interpretativa, riscuotendo un'enorme successo di pubblico e di critica.
    Filmografia
    Vanità, regia di Giorgio Pàstina (1946)
    Totò al Giro d'Italia, regia di Mario Mattòli (1948)
    Che tempi!, regia di Giorgio Bianchi (1948)
    Quel fantasma di mio marito, regia di Camillo Mastrocinque (1950)
    L'inafferrabile 12, regia di Mario Mattòli (1950)
    I cadetti di Guascogna, regia di Mario Mattòli (1950)
    Vendetta... sarda, regia di Mario Mattòli (1951)
    Il padrone del vapore, regia di Mario Mattòli (1951)
    O.K. Nerone, regia di Mario Soldati (1951)
    È l'amor che mi rovina, regia di Mario Soldati (1951)
    Arrivano i nostri, regia di Mario Mattòli (1951)
    Abbiamo vinto!, regia di Robert Stemmle (1951)
    Era lui... sì! sì!, regia di Metz e Marchesi (1951)
    Bellissima, regia di Luchino Visconti (1951)
    Oggi sposi, regia di Metz e Marchesi (1952)
    Noi due soli, regia di Marino Girolami (1952)
    Lo sai che i papaveri, regia di Metz e Marchesi (1952)
    Era lei che lo voleva!, regia di Marino Girolami e Giorgio Simonelli (1953)
    Cinque poveri in automobile, regia di Mario Mattòli (1952)
    Il sogno di Zorro, regia di Mario Soldati (1952)
    L'ora della verità, regia di Jean Delannoy (1952)
    Viva la rivista!, regia di Enzo Trapani (1953)
    Gli uomini, che mascalzoni!, regia di Glauco Pellegrini (1953)
    Siamo tutti Milanesi, regia di Mario Landi (1953)
    Cinema d'altri tempi, regia di Steno (1954)
    Questa è la vita - episodio "Marsina stretta", regia di Aldo Fabrizi (1954)
    Gran varietà, regia di Domenico Paolella (1954)
    Un giorno in pretura, regia di Steno (1954)
    Avanzi di galera, regia di Vittorio Cottafavi (1954)
    Accadde al commissariato, regia di Giorgio Simonelli (1954)
    Rosso e nero, regia di Domenico Paolella (1955)
    Io piaccio, regia di Giorgio Bianchi (1955)
    Vacanze d'amore, regia di Jean-Paul Le Chanois (1955)
    Nanà, regia di Christian-Jaque (1954)
    Io sono un sentimentale, regia di John Berry (1955)
    Accadde al penitenziario, regia di Giorgio Bianchi (1955)
    Moglie e buoi, regia di Leonardo De Mitri (1956)
    Donatella, regia di Mario Monicelli (1956)
    Mio zio Giacinto, regia di Ladislao Vajda (1956)
    La capannina, regia di Mark Robson (1957)
    Buongiorno tristezza!, regia di Otto Preminger (1958)
    Festa di maggio, regia di Luis Saslavsky (1958)
    Amore a priva vista, regia di Franco Rossi (1958)
    I zitelloni, regia di Giorgio Bianchi (1958)
    La ragazza di piazza San Pietro, regia di Piero Costa (1958)
    Le sorprese dell'amore, regia di Luigi Comencini (1959)
    L'amico del giaguaro, regia di Giuseppe Bennati (1958)
    Parque de Madrid, regia di Enrique Cahen Salaberry (1959)
    Un mandarino per Teo, regia di Mario Mattòli (1960)
    Femmine di lusso, noto anche come Intrigo a Taormina, regia di Giorgio Bianchi (1960)
    Un dollaro di fifa, regia di Giorgio Simonelli (1960)
    I baccanali di Tiberio, regia di Giorgio Simonelli (1960)
    Vacanze in Argentina, regia di Guido Leoni (1960)
    Walter e i suoi cugini, regia di Marino Girolami (1961)
    La ragazza sotto il lenzuolo, regia di Marino Girolami (1961)
    Mariti a congresso, regia di Luigi Filippo D'Amico (1961)
    I magnifici tre, regia di Giorgio Simonelli (1961)
    Lui, lei e il nonno, regia di Anton Giulio Majano (1961)
    Ferragosto in bikini, regia di Marino Girolami (1961)
    Bellezze sulla spiaggia, regia di Romolo Girolami (1961)
    La moglie di mio marito, regia di Tony Roman (1961)
    Il giorno più corto, regia di Sergio Corbucci (1962)
    L'attico, regia di Gianni Puccini (1962)
    Copacabana Palace, regia di Steno (1963)
    Due contro tutti, regia di Antonio Momplet (1962)
    Gli Italiani e le donne, regia di Marino Girolami (1962)
    Gli onorevoli, regia di Sergio Corbucci (1963)
    Il giovedì, regia di Dino Risi (1963)
    La donna degli altri è sempre più bella, regia di Marino Girolami (1963)
    La rimpatriata, regia di Damiano Damiani (1963)
    Obiettivo ragazze, regia di Mario Mattòli (1963)
    Gli imbroglioni, regia di Lucio Fulci (1963)
    Follie d'estate, regia di Carlo Infascelli ed Edoardo Anton (1963)
    Le tardone, regia di Marino Girolami (1964)
    I motorizzati, regia di Camillo Mastrocinque (1964)
    I maniaci, regia di Lucio Fulci (1964)
    Se permettete, parliamo di donne, regia di Ettore Scola (1964)
    I gemelli del Texas, regia di Steno (1964)
    Le motorizzate, regia di Marino Girolami (1964)
    Thrilling - episodio "Sadik", regia di Gian Luigi Polidoro (1965)
    Amore all'italiana, regia di Steno (1966)
    Här kommer bärsärkarna, regia di Arne Mattsson (1965)
    Colpo grosso ma non troppo, regia di Gérard Oury (1965)
    Gli eroi del West, regia di Steno (1965)
    Made in Italy, regia di Nanni Loy (1965)
    Falstaff, regia di Orson Welles (1965)
    Ischia operazione amore, regia di Vittorio Sala (1966)
    Io, io, io... e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1966)
    Sono strana gente titolo originale "They're A Weird Mob", regia di Michael Powell (1966)
    La più bella coppia del mondo, regia di Camillo Mastrocinque (1968)
    Capriccio all'italiana - episodio "La gelosia", regia di Mauro Bolognini (1968)
    Quei temerari sulle loro pazze, scatenate, scalcinate carriole, regia di Ken Annakin (1969)
    Squeeze a Flower, regia di Marc Daniels (1970)
    Joe Valachi - I segreti di Cosa Nostra, regia di Terence Young (1972)
    Amore mio, non farmi male, regia di Vittorio Sindoni (1974)
    Due prostitute a Pigalle, regia di László Szabó (1975)
    Son tornate a fiorire le rose, regia di Vittorio Sindoni (1975)
    La banca di Monate, regia di Francesco Massaro (1975)
    Per amore di Cesarina, regia di Vittorio Sindoni (1976)
    Passi furtivi in una notte boia, regia di Vincenzo Rigo (1976)
    Come ti rapisco il pupo, regia di Lucio De Caro (1976)
    Ride bene... chi ride ultimo - episodio "Prete per forza", regia di Walter Chiari (1977)
    La bidonata, regia di Luciano Ercoli (1977)
    Tanto va la gatta al lardo..., regia di Marco Aleandri (1978)
    Ridendo e scherzando, regia di Marco Aleandri (1978)
    Belli e brutti ridono tutti, regia di Domenico Paolella (1979)
    Tre sotto il lenzuolo - episodio "No, non è per gelosia", regia di Paolo Dominici (1979)
    Romanzo, regia di Massimo Mazzucco (1986)
    Kafka la colonia penale, regia di Giuliano Betti (1988)
    Tracce di vita amorosa, regia di Peter Del Monte (1990)
    Capitan Cosmo, regia di Carlo Carlei (1991)
    Note


      ^ Fonte: Laltraverita.it
      ^ Titolo originale: The Little Hut
      ^ Anch'egli al suo ultimo contratto con la televisione di Stato, prima del passaggio alla Fininvest.
      ^ Chiari descriverà in un'intervista questa sua ultima apparizione in teatro come "una vera e propria tortura" per il fatto di aver dovuto interpretare il suo personaggio, cieco ed immobilizzato su una sedia a rotelle, rimanendo seduto in scena per tutti i 100 minuti della rappresentazione.

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