Vittorio Mangano (1940-2000)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 2000
  • Data di nascita: 18 Agosto 1940
  • Professione: Mafioso
  • Luogo di nascita: Palermo (PA)
  • Nazione: Italia
  • Vittorio Mangano in Rete:

  • Wikipedia: Vittorio Mangano su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Vittorio Mangano
    Vittorio Mangano (Palermo, 18 agosto 1940 – 23 luglio 2000) è stato un criminale italiano legato a Cosa Nostra, conosciuto - attraverso le cronache giornalistiche che hanno seguito le vicende processuali che lo hanno visto coinvolto - con il soprannome de lo stalliere di Arcore.

    Biografia
    Nel 1957 abbandonò gli studi al terzo anno di perito industriale; nel 1964 si sposò ed ebbe la prima figlia (la seconda nel 1967). Dal 1965 in poi entrò nelle cronache giudiziarie. Cinque anni prima di trasferirsi a Milano subì tre arresti e vari procedimenti penali per truffa, emissione di assegni a vuoto, ricettazione, lesioni volontarie, tentata estorsione; subisce le prime condanne: per assegni a vuoto dalla Pretura di Milano (15 gg di reclusione), per truffa dalla Corte d'appello di Palermo (1 anno e 4 mesi; pena condonata).
    Fu "stalliere" (con funzioni di amministratore) nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi, nella quale visse circa due anni (tra il 1973 e il 1975). Era stato proposto per quell'incarico da Marcello Dell'Utri. La Procura della Repubblica di Palermo sostiene che Dell'Utri era a conoscenza dei precedenti penali di Mangano. Al tempo in cui Dell'Utri, infatti, lasciò l'impiego in banca per diventare collaboratore di Berlusconi, e successivamente chiamò Mangano ad Arcore, la locale stazione dei Carabinieri ricevette un'informativa dai loro colleghi palermitani che segnalava Mangano quale persona con precedenti giudiziari e Dell'Utri quale persona che era informato di ciò.
    Mangano lasciò la villa di Arcore nel 1976 (a suo dire di propria iniziativa), mentre Berlusconi con la famiglia si trasferì prima in Svizzera e poi in Spagna.
    Il 26 maggio 1975 una bomba esplose nella villa di Berlusconi in via Rovani a Milano, provocando ingenti danni con lo sfondamento dei muri perimetrali e il crollo del pianerottolo del primo piano. Berlusconi parlando al telefono con Dell'Utri accusò Mangano, il quale in realtà si trovava in carcere in Sicilia a scontare una condanna (l'attentato è ascrivibile altresì alla mafia catanese, come risulta dalle dichiarazioni del pentito Antonino Galliano, un affiliato del clan della Noce).
    Tommaso Buscetta e Totò Contorno, durante il maxiprocesso di Palermo (1986-1987), lo indicarono come uomo d'onore appartenente a Cosa Nostra, nella famiglia di Pippo Calò, il capo della famiglia di Porta Nuova (della quale aveva fatto parte lo stesso Buscetta).
    Il nome di Mangano viene citato per la prima volta dal Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino in una intervista rilasciata il 19 maggio 1992 (due mesi prima di essere ucciso nell'attentato di via d'Amelio), riguardante i rapporti tra mafia, affari e politica. Borsellino affermò che Mangano era "uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia".
    Il 19 luglio 2000 Mangano fu condannato all'ergastolo per il duplice omicidio di Giuseppe Pecoraro e Giovambattista Romano, quest'ultimo vittima della "lupara bianca" nel gennaio del 1995. Di questo secondo omicidio Mangano sarebbe stato l'esecutore materiale.
    Mangano, malato di tumore, morì pochi giorni dopo la sentenza, il 23 luglio 2000, in carcere, dove risiedeva già da cinque anni per reati per cui era stato precedentemente condannato (traffico di stupefacenti, estorsione).
    Verrà inoltre sospettato di aver rapito il principe Luigi D'Angerio dopo una cena alla villa di Silvio Berlusconi, il 7 dicembre 1974.
    Il pentito Salvatore Cancemi divulgò la notizia che la compagnia Fininvest di Berlusconi, attraverso Marcello Dell'Utri e Mangano, pagò a Cosa Nostra 200 milioni di lire (100.000 €) annualmente e in base agli accordi presi con Cancemi.
    L'8 aprile 2008 Marcello Dell'Utri durante un’intervista ha suscitato molte polemiche definendo Mangano un uomo che fu "a suo modo un eroe" perché, a suo dire, pur malato terminale di tumore si rifiutò di inventare dichiarazioni contro Berlusconi o lo stesso Dell'Utri nonostante i benefici che ciò avrebbe potuto portargli. Il giorno dopo (9 aprile) lo stesso Berlusconi durante la trasmissione televisiva Omnibus su La7 sostiene questa tesi commentando: "Su Vittorio Mangano ha detto bene Dell'Utri: quando era in carcere ed era malato, i pm gli dicevano che se avesse detto qualcosa su Berlusconi sarebbe andato a casa e lui eroicamente non inventò mai nulla su di me, i pm lo lasciarono andare a casa solo il giorno prima della sua morte. Mangano era una persona che con noi si è comportata benissimo, stava con noi e accompagnava anche i miei figli a scuola. Poi ha avuto delle disavventure che lo hanno portato nelle mani di una organizzazione criminale, ma non mi risulta che ci siano sentenze definitive nei suoi confronti. Poi quando era in carcere fu aggredito da un male che lo fece gonfiare in maniera spropositata. Quindi bene dice Dell'Utri nel considerare eroico un comportamento di questo genere", posizione ribadita poi intervenendo a 28 minuti, trasmissione di RadioDue dello stesso giorno..
    Note


      ^ Provincia di Ferrara, gruppo consiliare del Partito dei Comunisti Italiani. Cronologia Mangano-Dell'Utri-Berlusconi. URL consultato il 20-11-2008.
      ^ Travaglio, L'amico degli amici, 2005, p.119)
      ^ Atti citati in E. Veltri, M. Travaglio. L'odore dei soldi, 2001, pp. 27-28.
      ^ Marco Travaglio. L'amico degli amici. 2005. URL consultato il 20-11-2008.
      ^ Video su YouTube: Telefonata di Berlusconi a Dell'Utri intercettata dalla polizia
      ^ Nicola Andrucci. Stato a rovescio. Il processo a Marcello Dell’Utri, Senatore di Forza Italia, per “Concorso esterno in associazione mafiosa”. La sua amicizia e gli affari con Silvio Berlusconi. Una storia iniziata negli anni Settanta e giunta fino ai giorni nostri. (pdf (compresso zip)). 09-10-2007. URL consultato il 20-11-2008.
      ^ http://www.ruttar.altervista.org/indigeni/1_2_berlusconi_mafia/mafioso_ad_arcore.htm
      ^ L'intervista fu rilasciata ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi
      ^ Intervista a Paolo Borsellino (trasmessa su RaiNews24)
      ^ Video dell'ultima intervista di Paolo Borsellino
      ^ Ergastolo a Vittorio Mangano (cronaca) su La Repubblica 19/07/2000
      ^ Muore Mangano (cronaca) su La Repubblica 23/07/2000
      ^ Citazioni di Salvatore Cancemi
      ^ Berlusconi: "Perizie per i pm" Dell'Utri: "Mangano un eroe" "La Repubblica.it", 8 aprile 2008
      ^ Video su YouTube: Berlusconi: lo stalliere Mangano fu un eroe

    Bibliografia
    Elio Veltri e Marco Travaglio, L'odore dei Soldi (2001, Editori Riuniti).
    Altri progetti
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Vittorio Mangano
    Collegamenti esterni
    Senato della Repubblica. Legislatura 14 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03493. 04-12-2002. URL consultato il 20-11-2008.
    Intervista di Daniele Luttazzi a Marco Travaglio
    Pentiti
    Tommaso Buscetta · Totuccio Contorno · Giuseppe Di Cristina · Santino Di Matteo · Antonino Giuffrè · Leonardo Messina · Baldassare Di Maggio
    Lotta a

    Cosa Nostra
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