Vincenzo Visco (68)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 18 Marzo 1942
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Foggia (FG)
  • Nazione: Italia
  • Vincenzo Visco in Rete:

  • Wikipedia: Vincenzo Visco su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Vincenzo Alfonso Visco detto Enzo (Foggia, 18 marzo 1942) è un economista e politico italiano, più volte Ministro della Repubblica.
    Coniugato, due figli, risiede a Roma.
    È stato:
    ministro delle Finanze dal 1996 al 2000 (governi: Prodi I, D'Alema I e D'Alema II; lo era già stato per pochi giorni soltanto nel 1994 con il governo Ciampi),
    ministro del Tesoro e del Bilancio dal 2000 al 2001 (governo Amato II),
    vice ministro dell'Economia con delega alle Finanze dal 2006 al 2008 (governo Prodi II).

    Carriera accademica
    Dopo la laurea in Giurisprudenza all'Università di Roma, nel 1966, prosegue gli studi presso l'Istituto di Economia e Finanza dell'Ateneo romano e poi, l'anno successivo, presso l'Università della California a Berkeley (Stati Uniti d'America). Vincitore di una borsa Stringher alla Banca d'Italia nel 1968, compie un periodo di perfezionamento nel Regno Unito presso l'Università di York. Lasciata la Banca nel 1969, inizia la carriera accademica come assistente alla cattedra di Scienza delle Finanze retta da Cesare Cosciani. Dal 1973 è professore incaricato della stessa disciplina all'Università di Pisa, dove assume la titolarità della cattedra nel 1980. Docente all'Università LUISS di Roma dal 1988 al 2001. Dal 2001 è Ordinario di Scienza delle finanze all'Università La Sapienza di Roma.
    Dal 1982 è socio della Società italiana degli economisti. Collaboratore di numerosi quotidiani e riviste, è autore di molti saggi sui temi della finanza pubblica, in particolare sull'imposizione fiscale. Dal 2001 è presidente del Centro studi NENS, Nuova Economia Nuova Società, di cui è uno dei fondatori. Nel 2004 viene insignito del dottorato ad honorem presso l'Università di York.
    Carriera politica
    Visco (a destra) con Antonio Fazio (al centro) nel settembre 2000, alla conferenza di Praga dell'FMI.
    All'attività accademica affianca presto l'impegno politico e istituzionale. Anche dopo lunghi anni di presenza politica, si conserva nella sua attività con un ruolo a mezza via fra il "tecnico" ed il politico.
    Dopo una collaborazione con il Ministro delle Finanze Franco Reviglio (PSI; 1979-81), tra il 1981 e il 1982 è nel gabinetto tecnico del ministro del Tesoro Beniamino Andreatta (DC). Continuò per alcuni mesi nello stesso incarico anche il successore di Andreatta al Tesoro, Giovanni Goria (DC).
    Nel 1983 è eletto deputato come indipendente di sinistra (nelle liste del PCI) nel collegio Venezia-Treviso fu rieletto nel 1987 nello stesso collegio; fu componente della Commissione Finanze e Tesoro. È stato Ministro delle Finanze del governo ombra del Partito Comunista Italiano dal 1989 al 1992. Fu favorevole alla svolta della Bolognina che trasformò il PCI in Partito Democratico della Sinistra; con la nuova formazione politica Visco fu eletto senatore nel 1992. Nel 1992 diviene membro della Direzione e coordinatore delle politiche economiche del PDS.
    Nominato nel 1993 Ministro delle Finanze durante il governo Ciampi, Visco si dimise (con tutti gli altri ministri semi-tecnici di sinistra) dopo quattro giorni per protesta al voto contrario della Camera sull'autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi.
    Nel 1994 e nel 1996 preferì rioccupare il suo seggio alla Camera dei Deputati, di cui fu anche vice-presidente della Commissione Finanze e Tesoro in due circostanze. Dal 1994 al 1996 fa parte della Commissione di Vigilanza sull'Anagrafe Tributaria. Fu fra i sostenitori della nascita dell'Ulivo, nonché uno dei principali collaboratori governativi di Romano Prodi nella sua attività governativa.
    Dal maggio 1996 all’ottobre 1998 è Ministro delle Finanze nel Governo Prodi I. Successivamente viene riconfermato in tale incarico nei due Governi presieduti da Massimo D'Alema (dall'ottobre 1998 all’aprile 2000). Nel governo Amato II, fino al giugno 2001, è ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica.
    Nella XIV Legislatura è membro della Commissione permanente Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati.
    Nella XV è viceministro nel Ministero dell'Economia e delle Finanze guidato da Tommaso Padoa-Schioppa, che gli delega, tra l'altro, alla Guardia di Finanza ed al Dipartimento delle Finanze (in pratica, gli sono delegate tutte le funzioni che erano dell'autonomo Ministro delle Finanze prima della fusione dei ministeri). Con lo scioglimento dei DS, dal 2007 aderisce al Partito Democratico. Alle elezioni politiche italiane del 2008 decide, insieme all'altro viceministro dell'Economia Roberto Pinza, di non ricandidarsi.
    Con la fine del governo Prodi II, esce dal cuore della scena politica.
    Operato di governo
    Aspetti controversi
    Il caso Speciale
    La vicenda risale al maggio del 2007 quando la procura di Roma aprì un fascicolo sulle presunte pressioni che sarebbero state esercitate dal viceministro Visco nei confronti dell'allora comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale per costringerlo a trasferire gli ufficiali che indagavano sulla scalata di Unipol a BNL. «Se non avessi ottemperato a queste direttive, erano chiare le conseguenze cui sarei andato incontro» disse Speciale ai giudici. Il 22 maggio del 2007 il quotidiano Il Giornale ha pubblicato un articolo nel quale riporta un verbale di interrogatorio in cui il comandante della Guardia di Finanza generale Roberto Speciale afferma di aver subito ripetute pressioni e minacce da parte di Visco. Da questi fatti scoppiò il c.d. caso Visco-Speciale.
    Successivamente, altri tre generali della Guardia di Finanza hanno confermato le pressioni anche se il PG di Milano ha dichiarato che non si ravvisano ipotesi di reato nei confronti di Visco.
    A seguito delle veementi proteste dell'opposizione di centrodesta e delle critiche anche dell'Italia dei Valori, parte della stessa maggioranza (che rischiavano di sfociare in un voto di sfiducia al Senato), Visco ha rimesso al ministro Tommaso Padoa Schioppa la delega relativa alla direzione della Guardia di Finanza, in attesa che venisse fatta piena luce sulla vicenda. È il 1° giugno 2007. Lo stesso giorno, il Consiglio dei Ministri in seduta straordinaria approva la revoca dell'incarico di comandante della GdF a Roberto Speciale e l'attribuisce a Cosimo D'Arrigo. In mattinata il gen. Speciale aveva chiesto l'intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma il presidente in una nota ha ribattuato che «si tratta di decisioni prese dal governo nella sfera delle sue esclusive competenze e attribuzioni».
    Nei giorni successivi, il quotidiano La Repubblica fa emergere, attraverso inchieste giornalistiche, una condotta alquanto dubbia del comandante generale dei finanzieri: questa ha incluso l'uso dell'elicottero di servizio per ragioni di diletto privato e l'elevato numero di encomi e promozioni di ufficiali "a lui vicini",, l'organizzazione di feste «faraoniche» con i fondi della Finanza. Lo stesso Visco denunciò ai pubblici ministeri questi fatti il 28 giugno 2007, anche se la notizia di questo si venne a sapere solo a distanza di mesi.
    Il 6 giugno il ministro dell'Economia, Padoa Schioppa, è chiamato a relazionare in Senato sulla questione: in rappresentanza del governo, il ministro ha mosso gravi accuse contro la gestione del generale Speciale alla GdF, definita «sleale e personalistica», nonché di ostilità nei confronti di Visco e «discrasia permanente» tra il generale ed il Governo della Repubblica. Padoa Schioppa ha anche affermato che gli ufficiali da trasferire non indagavano sulla scalata di Unipol a BNL. Oltre a pronunciare la citata relazione nell'aula del Senato, il ministro ha depositato una relazione dettagliata sulla vicenda..
    Il 19 settembre la procura di Roma ha comunicato di aver chiesto al GIP di archiviare l'indagine avviata a carico del viceministro per abuso di ufficio e minacce nei confronti del generale Speciale. Nella richiesta - firmata dal procuratore della repubblica Giovanni Ferrara e dal pm Angelantonio Racanelli - si afferma che la condotta di Visco, pur essendo risultata discutibile ed illegittima, non avrebbe i caratteri del dolo di danno («Un comportamento illegittimo, ma non illecito»).
    Nel mese di ottobre, la Procura militare di Roma aprì un fascicolo d'indagine sui comportamenti del gen. Speciale quando era a capo della GdF.
    Il 7 novembre, il TAR del Lazio ha accolto il ricorso presentato da Speciale, volto ad ottenere in sede civile un risarcimento di 5 milioni di euro, ed ha annullato il provvedimento col quale il governo ne dispose la rimozione dalle funzioni . Il gen. Speciale è reintregrato nell'incarico il 15 dicembre, ma si dimette subito dopo, facendo così tornare D'Arrigo al comando del corpo.
    Il 20 dicembre 2007 il GIP di Roma ha respinto la richiesta di archiviazione della posizione di Visco, disponendo contestualmente un supplemento d'indagine di 90 giorni.
    Il 10 marzo 2008 il caso Visco-Speciale si chiude: ai primi di gennaio, non essendoci nessun nuovo elemento e non ritenendo quindi di dover richiedere il rinvio a giudizio del viceministro Visco, la Procura di Roma aveva reiterato la richiesta di archiviazione del fascicolo. Restano quindi ferme le conclusioni della prima inchiesta, che aveva individuato i comportamenti di erano stati «illegittimi» ma non penalmente rilevanti.
    Il 6 aprile 2008, la Procura di Roma ha chiesto e ottenuto l'archiviazione anche della posizione del ministro Padoa-Schioppa, che era stato querelato dal gen. Speciale per le dichiarazioni espresse in Senato: il pubblico ministero ha reputato che le dichiarazioni rese dal ministro nell'aula parlamentare non possano essergli imputabili poiché il Senato è «il luogo più alto dove si svolge il dibattito politico e in quella sede deve ritenersi ampia la dimensione del diritto di critica politica»; inoltre, il pm ha ravvisato il nucleo essenziale delle dichiarazioni è stato ricavato dalla documentazione messa a disposizione dagli uffici del ministro, e quindi non può dirsi infondato.
    Resta infine tutt'ora aperta l'indagine della Procura militare di Roma sul comportamento del gen. Speciale.
    Con le elezioni politiche italiane del 2008, Vincenzo Visco e Tommaso Padoa-Schioppa si sono ritirati dall'attività politica, mentre il gen. Speciale è stato eletto deputato per Alleanza Nazionale, nelle file del Popolo della Libertà.
    Il caso Magistro
    Luigi Magistro, responsabile dell'Audit e dell'accertamento presso l'Agenzia delle entrate è stato spostato e demansionato da Visco che lo ha nominato direttore aggiunto dell'Accertamento. La nota ufficiale recita "Si tratta di un normale avvicendamento. Magistro non è stato silurato, ma nominato vicario di un settore che impegna molte risorse nella lotta all'evasione fiscale". Invece la giustificazione addotta dall'Agenzia delle Entrate a Report è che Magistro doveva essere avvicendato dato che è prassi spostare i dirigenti che per quattro anni hanno diretto un servizio . È stato osservato però, che al Contenzioso lo stesso dirigente è responsabile del servizio da 10 anni.
    Secondo le notizie raccolte da L'Espresso "Magistro sarebbe il capro espiatorio dell'indagine, partita proprio da un esposto di Visco alla Procura di Milano, sullo spionaggio fiscale contro Prodi, sua moglie Flavia, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e altri personaggi delle istituzioni. Interrogazioni abusive ai terminali dell'anagrafe tributaria fatte da parecchie decine di dipendenti dell'Agenzia delle entrate, come anche da alcuni uomini delle Fiamme Gialle, per curiosità o per altri motivi più mirati".
    Oltre a Magistro sono stati allontanati due suoi strettissimi collaboratori: il colonnello dei carabinieri Giuseppe Nucci e il maggiore della Finanza Ernesto Bruno.
    Il caso dei "redditi on line"
    Condanna per abusivismo edilizio
    Nel 2001 Visco fu condannato in via definitiva per abusivismo edilizio per via di alcuni ampliamenti illeciti della sua abitazione a Pantelleria, con una pena di 10 giorni di arresto, 20 milioni di lire di ammenda e l'ordine di riduzione in pristino dei luoghi, cioè la demolizione delle opere abusive.
    Note


      ^ Delega al Dipartimento per le Politiche Fiscali, alle Agenzie fiscali, all'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, al Secit, alla Scuola superiore dell'Economia e delle Finanze (dal 31 maggio 2006 al 8 maggio 2008) e con delega alla Guardia di Finanza (dal 31 maggio 2006 fino al 1° giugno 2007)
      ^ Convegno "Andreatta a via XX Settembre", 13 febbraio 2008. Vedi video dal sito di Radio Radicale.
      ^ Ecco le ombre rosse. la Repubblica, 18 luglio 1989. URL consultato il 2/6/2008.
      ^ "Il viceministro minacciò conseguenze se non avessi agito" - Il Giornale - 22 maggio 2007
      ^ "Caso Visco, non c'è nessun reato" - La Stampa - 25 maggio 2007
      ^ Vedi, tra l'altro, "La strana coppia Di Pietro-Speciale" di Giuseppe D'Avanzo.
      ^ Vedi Articolo su Repubblica.it.
      ^ Vedi Articolo su Repubblica.it.
      ^ Vedi Articolo sul discorso di Padoa-Schioppa in Senato il 06-02-2007; da Repubblica.it.
      ^ La relazione di Padoa Schioppa sul caso Visco-Speciale: scaricabile qui
      ^ GdF, Visco rimette la delega Speciale spostato alla Corte dei Conti - la Repubblica - 1 giugno 2007
      ^ Caso Speciale, la procura di Roma chiede l'archiviazione per Visco. Corriere.it, Data pubblicazione 20-9-2007. URL consultato il 23-10-2008.
      ^ . Repubblica.it, Data pubblicazione 18-10-2007. URL consultato il 23-10-2008.
      ^ TAR Lazio, sez. II - Sentenza 15 dicembre 2007 numero 13361. www.giurdanella.it, Data pubblicazione 17-12-2007. URL consultato il 26-12-2007.
      ^ . Repubblica.it, Data pubblicazione 21-12-2008. URL consultato il 23-10-2008.
      ^ Caso Speciale, la procura di Roma chiede l'archiviazione per Visco. www.giurdanella.it, Data pubblicazione 7-1-2008. URL consultato il 23-10-2008.
      ^ Chiuso il caso Visco-Speciale: archiviazione per il viceministro. Repubblica.it, Data pubblicazione 11-3-2008. URL consultato il 23-10-2008.
      ^ Speciale, archiviazione per Padoa Schioppa. Corriere della Sera, Data pubblicazione 7-4-2008. URL consultato il 2-11-2008.
      ^ Articolo de L'Espresso sulla vicenda Magistro http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Fiamme-Gialle-e-poco-rosse/14759871
      ^ Il caso Magistro nella trasmissione Report http://it.youtube.com/watch?v=9Z8KRZYy2Pw
      ^ Articolo de L'Espresso sulla vicenda Magistro http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Fiamme-Gialle-e-poco-rosse/14759871
      ^ Peter Gomez; Marco Travaglio, La repubblica delle banane, Prefazione di Curzio Maltese, Roma, Editori Riuniti, giugno 2001. pp. 509-513 ISBN 88-359-4915-7

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