Vincenzo Monti (1754-1828)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1828
  • Data di nascita: 19 Febbraio 1754
  • Professione: Scrittore
  • Luogo di nascita: Alfonsine (RA)
  • Nazione: Italia
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  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Disambiguazione – Se stai cercando il disegnatore di fumetti, vedi Vincenzo Monti (fumettista).
    Vincenzo Monti, 1809, dipinto di Andrea Appiani presso la Pinacoteca di Brera a Milano
    Vincenzo Monti (Alfonsine, 19 febbraio 1754 – Milano, 13 ottobre 1828) è stato un poeta, drammaturgo e scrittore italiano.

    Biografia
    Monti, figlio di Fedele e Domenica Maria Mazzari, proprietari terrieri, nacque ad Alfonsine, in provincia di Ravenna. Dopo avere ricevuto la prima educazione presso il seminario di Faenza, studiò diritto e medicina all'Università di Ferrara.
    Già nel 1775 Monti venne ammesso all’Accademia dell'Arcadia e poté pubblicare il suo primo libro "La visione di Ezechiello"; tre anni dopo, invitato dal legato pontificio a Ferrara - il cardinale Scipione Borghese - si recò a Roma dove si sposò con Teresa Pikler che gli diede due figli: Costanza e Francesco (quest’ultimo morirà tuttavia in tenera età). Nella città eterna lavorò al servizio del Conte Luigi Braschi Onesti, nipote di papa Pio VI.
    Stimolato dalle opere di Vittorio Alfieri Monti iniziò a scrivere pezzi teatrali e nel 1785 debuttò con grande successo con la tragedia Aristodemo.
    Nel gennaio 1793 l'inviato francese Hugo Basseville fu ucciso nella via pubblica dove circolava esibendo il simbolo dei rivoluzionari francesi, la coccarda. Monti riprese l'evento nella celebre Cantica in morte di Ugo di Basseville ispirata a Dante Alighieri.
    Inizialmente su posizioni contrarie alla rivoluzione francese, che trovarono spazio nelle sue poesie La Feroniade o La Musogonia, Monti accolse tuttavia, successivamente, in modo positivo i mutamenti politici portati dall'arrivo in Italia di Napoleone, divenendo addirittura un collaboratore dell'amministrazione cisalpina.
    In effetti già il 18 luglio 1797, solo pochi giorni dopo la proclamazione della costituzione della Repubblica Cisalpina, egli era giunto a Milano da Roma. Tornati gli austriaci nel corso della Campagna d'Egitto, Monti si rifugiò a Parigi, per tornare al seguito di Napoleone nel marzo 1801, alcuni mesi dopo Marengo. Al periodo parigino risale la Mascheroniana, opera in tre canti rimasta incompleta scritta da Monti in occasione della morte di Lorenzo Mascheroni il 14 luglio 1800.
    Ritornato in Italia fu nominato professore di retorica all'università di Milano e poi di Pavia dove tenne tuttavia soltanto il discorso inaugurale. Dopo che Napoleone si fece Re d'Italia nel 1805 Monti divenne lo storico e poeta ufficiale di corte, componendo molte liriche inneggianti a Bonaparte, alle sue vittorie e alla sua politica, come la poesia "Bardo della Selva nera". Quest'opera celebra Napoleone tramite le parole di uno dei suoi soldati sopravvissuto alla battaglia di Austerlitz.
    Vincenzo Monti sposò Teresa Pichler, figlia di Giovanni Pichler (1734-1791) famoso intagliatore romano di gemme.
    Dopo la sconfitta di Napoleone, Monti non si fece scrupoli nel dedicare pari lodi al nuovo sovrano, l'imperatore d'Austria e Re del Lombardo-Veneto Francesco I, e ne fu ricompensato conservando il ruolo di poeta di corte. Agli ultimi anni di vita del Monti, che si spense a Milano il 13 ottobre 1828, risale la magnifica traduzione dell'Iliade di Omero.
    Fu sepolto a San Gregorio fuori Porta Orientale, ma la sua tomba andò dispersa. Nella Cripta della Chiesa di San Gregorio Magno in Milano (attuale Porta Venezia) è custodita la lapide funebre (insieme a quella di altri personaggi illustri) che era posta sul muro di cinta del cimitero di San Gregorio. La sua casa natale di Alfonsine, nella Romagna, è attualmente adibita a museo.
    Critica
    I suoi repentini cambiamenti di posizione non furono ben visti da Giacomo Leopardi, che lo definì "poeta veramente dell'orecchio e dl'immaginazione, del cuore in nessun modo".
    Di lui fu più volte criticata l'ispirazione poetica, dovuta per lo più al bisogno di denaro, ma gli si riconoscevano grandi doti di poeta: la traduzione dell'Iliade, infatti, fu da lui realizzata per puro diletto, senza guadagno, ed è l'unica (insieme alla versione inglese di Alexander Pope) che la critica ha considerato paragonabile, a livello poetico, all'originale omerico. Su una posizione assolutamente contraria fu peraltro Ugo Foscolo, che criticò il Monti chiamandolo il "traduttor dei traduttori", in quanto aveva tradotto l'Iliade senza sapere il greco, ma rielaborando semplicemente in maniera poetica le traduzioni precedenti.
    Opere principali
    1776 - "La visione di Ezechiello"
    1779 - "Prosopopea di Pericle" (ode) e "Saggio di poesie"
    1781 - "La bellezza dell'universo" (poema)
    1782 - "Sciolti a Sigismondo Chigi" e "Pensieri d'amore"
    1783 - "Versi"
    1784 - "Al signor di Montgolfier" (ode)
    1787 - "Aristodemo" (tragedia)
    1788 - "Galeotto Manfredi"
    1793 - "Bassvilliana"/"In morte di Ugo di Bassville" (mai terminato)
    1797 - "La Musogonia" e "Prometeo"
    1800 - "Poesie", "Dopo la battaglia di Marengo", e la traduzione dell'opera di Voltaire "La Pucelle d'Orléans" -> "La pulcella d'Orleans"
    1802 - "Mascheroniana"/"In morte di Lorenzo Mascheroni" (poema) e "Caio Gracco" (tragedia)
    1803 - traduzione: "Satire" (Persio)
    1805 - "Alla maestà di Napoleone"
    1806 - "Il bardo della Selva Nera"
    1810 - traduzione: "Iliade" (Omero)
    1815 - "Il mistico omaggio"
    1816 - "Il ritorno di Astrea"
    1825 - "Sulla mitologia"
    1817-1826 - "Proposta di alcune correzioni ed aggiunte al Vocabolario della Crusca"
    Bibliografia
    Cesare Angelini: Carriera poetica di Vincenzo Monti. Fabbri, Milano 1960
    Guido Bustico: Bibliografia di Vincenzo Monti. Olschki, Firenze 1924
    Nicolò Minéo: Vincenzo Monti. La ricerca del sublime e il tempo delle rivolutione. Giardini, Pisa 1992
    Angelo Romano: Vincenzo Monti a Roma. Vecchiarelli, Roma 2001, ISBN 88-8247-076-8
    Achille Monti: Apologia politica di Vincenzo Monti". Galeati, Imola 1870
    Altri progetti
    Wikisource
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    Commons
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    Wikiquote contiene citazioni di o su Vincenzo Monti
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    Portale Teatro
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