Ultimate Warrior (51)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Brian James Hellwig
  • Data di nascita: 16 Giugno 1959
  • Professione: Wrestler
  • Luogo di nascita: Crawfordsville
  • Nazione: Stati Uniti
  • Ultimate Warrior in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Ultimate Warrior
  • Wikipedia: Ultimate Warrior su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Bryan James Hellwig, oggi Warrior (Crawfordsville, 16 giugno 1959), è un ex wrestler statunitense.
    Noto al grande pubblico col nome di The Ultimate Warrior, nel 1993 ha legalmente cambiato il suo nome in Warrior.

    Infanzia e Giovinezza
    Il padre abbandona la famiglia quando lui è ancora piccolo, generando in Hellwig un forte contrasto verso il padre stesso, che proseguirà per il resto della sua vita, in cui il loro rapporto comprenderà anche anni di totale rottura (come i 5 precedenti alla malattia e conseguente morte del genitore, nel 1996, occasione che portò ad un breve riavvicinamento tra i due). Assieme all'intenzione di poter usare il proprio nome di gimmick anche al di fuori dal ring, la suddetta avversità nei confronti del padre rappresenta la motivazione che spinse Hellwig ad abbandonare il proprio nome, cambiandolo in Warrior.
    Cresciuto dunque, assieme a 4 fratelli, dalla madre, si rivela un ottimo studente e pratica football americano. E proprio su consiglio del suo allenatore, che lo invitò ad incrementare la massa muscolare, si avvicina al Body Building, ambiente dove riceve la prima proposta di partecipare ad un incontro di Wrestling (di coppia).
    Carriera
    Gli inizi: Memphis, UWF e WCCW
    Con il semplice nome di Jim Hellwig, nel 1985 va a costituire, assieme a Steve "Flash" Borden, Glory e Commando, il Power Team USA. Fu Red Bastein, ex campione della WWWF e della AWA, a scoprirlo e a scommettere su di lui. Hellwig e Borden si rivelarono i più talentuosi del Team e, insieme, andarono a combattere a Memphis in coppia,chiamandosi "Freedom Fighters". La paga era di 25-30 dollari a serata, sufficiente solo a coprire il prezzo di ogni viaggio.
    Hellwig cominciò a farsi chiamare "Rock". Il successo vero, lo ottennero quando iniziarono a farsi chiamare "Blade Runners", come il film di Scott del quale entrambi fecero da comparse. Non vennero salutati con simpatia dai veterani del ring, e furono accusati di sapersi solo iniettare steroidi nelle vene. Quindi la coppia andò a lottare nella regione Mid-South, grazie anche alla collaborazione di Eddie Gilbert. Debuttarono, come Blade Runners, sconfiggendo gli avversari in 28 secondi. Ma i rapporti tra "Rock" Hellwig e Sting cominciarono a deteriorarsi ed Hellwig decise di lasciare il partner. Rock e Sting parteciparono il 30 maggio 1986 al torneo di assegnazione del primo titolo UWF, ma Hellwig perse al primo turno da Ted DiBiase e Sting venne eliminato, sempre al primo turno, da Kamala. Il torneo venne vinto da Terry Gordy. Sting continuò a lottare in Tag con Rick Steiner, mentre Hellwig passò alla World Class (WCCW) di Fritz Von Erich, sotto il nome di Dingo Warrior.
    Fu nella World Class che cominciarono a delinearsi le caratteristiche del futuro Ultimate Warrior. Dingo Warrior diventò un babyface, cosa avvenuta in un six-men tag match, quando Dingo venne tradito dai suoi compagni. Dingo Warrior, in seguito, in coppia con Lance Von Erich, diventò campione di coppia battendo Buzz Sawyer & Matt Borne il 17 novembre 1986, ma persero le cinture poco dopo. Dingo Warrior, come singolo, successivamente diventò il nuovo campione del Texas. Mantenne il titolo per 4 mesi, per poi perderlo contro Al Perez.
    World Wrestling Federation
    Warrior ricevette una chiamata dalla New Japan per combattere una serie di match contro una stella emergente dell'epoca, Vader, ma allo stesso tempo Vince McMahon si accorse del suo talento e gli fece firmare un contratto a gettone per la seconda metà del 1987. Approdato alla WWF, venne fuori il problema relativo al nome del suo personaggio. Alla compagnia erano infatti già presenti i Road Warriors e Texas Tornado (che aveva la parola "Warrior" in un suo soprannome). Ma nel girare il promo d'esordio, James Hellwig fece capire di essere un "guerriero" particolare, diverso dagli altri lottatori che portavano quel nome: "I'm not this warrior, I'm not that warrior, I am the ultimate warrior!" L'affermazione piacque a Vince McMahon, che optò proprio per quel nome. E da allora, per tutto il periodo in cui militerà nella compagnia di Stamford, egli sarà solo e soltanto The Ultimate Warrior.
    Lo stile di lotta concordato per il personaggio è caratterizzato quasi esclusivamente da power moves, allo scopo di mettere in evidenzia la sua forza bruta. In una sua recente intervista, Warrior ha affermato che molti, nel backstage, gli avevano consigliato di non giungere nel ring correndo, di non scuotere le corde, ma piuttosto che sentire costoro, il Guerriero ha deciso di dare ai fans ciò che essi volevano.

    I primi successi


    Nel gennaio del 1988, The Ultimate Warrior partecipò alla primissima edizione della Royal Rumble di 20 combattenti a eliminazione; l'atleta venne eliminato da Dino Bravo e da One Man Gang. Il primo feud di rilievo per Warrior fu con Hercules Hernandez, contro il quale combattè a Wrestlemania IV il 27 marzo 1988: Warrior vinse rovesciando la Full Nelson di Hercules in un pin vincente. Si affrontarono anche in Italia, nella primavera dello stesso anno a Milano in occasione della European Tour della WWE; il risultato di quel match fu un doppio count-out.
    Dopo la vittoria a Wrestlemania, la sua popolarità cominciò a crescere, e la vittoria in un "Weasel Suit Match" contro Bobby "The Brain" Heenan in occasione del Wrestle Fest di Milwakee contribuì a renderlo sempre più presente nel cuore dei fans. Ormai era una delle prime stelle della federazione, e Vince McMahon decise di proporlo come primo sfidante del titolo Intercontinentale di Honky Tonk Man (il cui manager era Jimmy Hart, detto "The Mouth of the South" - la bocca del sud), sostituendolo quindi a Brutus "The Barber" Beefcake. Una settimana prima di Summer Slam 1988 (tenutosi il 29 agosto), Beefcake (secondo la storyline, venne infortunato per mano di "Outlaw" Ron Bass durante una puntata di Wrestling Challenge, per permettere al "guerriero" di essere l'avversario misterioso di Honky Tonk Man. Al Madison Square Garden bastarono 28 secondi a Warrior per schienare Honky Tonk e diventare il nuovo campione, ponendo fine al più lungo regno di campione Intercontinentale, record tuttora imbattuto.
    Dopo alcune difese del titolo vittoriose contro l'ex campione Honky Tonk Man, "Ravishing" Rick Rude (capeggiato da Bobby "The Brain" Heenan venne nominato primo sfidante. Mai scelta fu così azzeccata: Warrior e Rude misero in scena un feud molto riuscito, con match spettacolari, a detta di tutti i più belli di tutta la carriera del guerriero. Rude, che allora si vantava di avere il più bel fisico della WWE, decise di sfidare Warrior alla Royal Rumble 1989, in gennaio, in un Super Pose Down contest. La sfida venne vinta dal Guerriero, anche per il grande favore del pubblico nei suoi confronti. A WrestleMania V il 2 aprile, il si svolse infine l'atteso match: dopo nove minuti Warrior si trovò nella condizione di chiudere la contesa, ma mentre stava per eseguire un suplex a cavallo delle corde per riportare Rude dentro il ring, Heenan colse l'occasione e lo sgambettò, permettendo al suo cliente di eseguire il pin vincente e di vincere l'ambito titolo intercontinentale. Finalmente "The Weasel" riuscì a portare il titolo all'interno della sua scuderia, la Heenan's Family, portandolo via al wrestler che l'anno precedente lo aveva umiliato facendogli indossare un vestito da donnola .
    Divenuto nuovamente sfidante, Ultimate Warrior si trovò a fronteggiare un nemico in più: Rude allora godeva infatti della protezione di Andrè the Giant, che già in precedenza aveva attaccato Warrior durante alcuni match. Pochi giorni prima del loro rematch a Summer Slam 1989, Warrior sconfisse Haku nella maniera che sarebbe diventata la sua trademark hold, ossia la Warrior's Gallop (danza di guerra del guerriero) seguita dalla Gorilla Press Slam e dal Body Splash.
    Cinque giorni dopo ebbe luogo la rivincita a Summer Slam. Fu il match più spettacolare della serata. Rude stavolta mise in seria difficoltà il guerriero, ma commise un grave errore, quello di distrarsi per concentrarsi su "Rowdy" Roddy Piper, che era a bordo ring. Warrior ne approfittò e divenne nuovamente campione Intercontinentale per la seconda volta. Nuovo sfidante venne nominato Andrè the Giant e per il gigante francese questo fu l'ultimo feud della sua carriera come lottatore singolo attivo. Grazie a questo feud Warrior segnò un record: fu il secondo wrestler a riuscire ad effettuare un bodyslam su Andrè, impresa riuscita in passato solo ad un'altra leggenda, Hulk Hogan durante il loro match storico a Wrestlemania III il 29 marzo 1987. Gli incontri tra i due vennero vinti tutti da the Ultimate Warrior, quasi tutti per pin nel giro di pochi secondi.

    La rivalità con Hulk Hogan e il Titolo Mondiale


    Intorno alla fine del 1989 Warrior si trovò a combattere il duo Dino Bravo - Earthquake, capeggiato da Jimmy Hart. In un match di questi Warrior, trovandosi in seria difficoltà contro Earthquake, venne aiutato da Hulk Hogan. Pochi giorni dopo fu Warrior a restituire il favore all'Hulkster, ma questi, come aveva fatto il guerriero, dimostrò apertamente di non gradire l'aiuto dell'amico-rivale. Comunque nel tentativo di superare queste divergenze, Warrior venne invitato da Hogan a sfidare in un Tag Match Mr. Perfect e The Genius, in occasione di un Saturday Night's Main Event. Lì però i problemi e la rivalità tra i due riemersero: con Hulk a bordo ring, Warrior stese i due avversari con una double-clothesline e mentre Hulk si avvicinò al compagno per congratularsi, Warrior colpì inavvertitamente Hogan con un'altra clothesline. Hulk però un mese prima, alla Royal Rumble 1990, aveva fatto altrettanto eliminando involontariamente il Guerriero. Intanto Warrior era ormai all'apice della popolarità, il merchandasing intorno alla sua figura rendeva tantissimo, e l'enorme schiera di fans aumentava di giorno in giorno.
    Vince McMahon si convinse di aver trovato in lui il degno erede di Hulk Hogan. Warrior, insomma, sarebbe dovuto diventare l'icona WWF degli anni '90. Decise quindi di concedergli un title shot, ma l'avvenimento e le circostanze volevano che il passaggio di consegne tra i due beniamini avvenisse in maniera solenne: WrestleMania VI era alle porte e l'incontro, che avrebbe dovuto sancire l'inizio dell'era Warrior, doveva essere preparato puntigliosamente. Come successivamente riferirono molti, l'incontro fu pianificato e preparato mesi prima, in modo che niente di imprevisto potesse accadere, ma soprattutto il match sarebbe dovuto diventare "leggenda". Molti tuttora ne parlano come il più grande match di sempre, perché sebbene non fosse stato prettamente tecnico, fu memorabile per l'atmosfera creatasi allo Skydome, col pubblico diviso in due fazioni, gli Hulkamaniacs e i Warriors. Nessun incontro sarebbe riuscito minimamente a pareggiare questo match a livello di atmosfera ed intensità.
    A quella che venne chiamata "The Ultimate Challenge", l'ultima sfida, assistettero 67678 spettatori. 22 muniti e 53 secondi, 3 conteggi non segnalati, con entrambi i wrestler a fallire le loro finisher, entrambi una volta KO. Il finale fu emozionante: pugno in testa di Hogan a Warrior, un secondo, un terzo, big boot, legdrop che Warrior evitò per poi eseguire il suo big splash, 1-2-3, Warrior new World Wrestling Federation Champion. Il finale fu memorabile, con Hulk Hogan che consegnò di propria iniziativa la cintura al Guerriero, sancendo ufficialmente il passaggio della "torcia". Il guerriero diventò il primo - e finora eguagliato dal solo Triple H nel 2003 - wrestler a detenere sia il titolo mondiale sia il titolo intercontinentale, sebbene quest'ultimo gli venisse tolto il giorno dopo.

    La difesa del titolo


    La prima difesa del titolo avvenne in Giappone il 13 aprile in occasione del Wrestling Summit contro Ted DiBiase, che venne sconfitto non senza difficoltà. Negli States, invece, Warrior sconfisse in sequenza Haku, Earthquake, Mr.Perfect (che era diventato il nuovo campione intercontinentale), Rick Martel, Dino Bravo e Akeem. Ma il vero avversario doveva ancora arrivare: e questi non era altro che "Ravishing" Rick Rude, l'unico che poteva vantarsi di aver sconfitto (seppure non in maniera pulita) il Guerriero nella WWF. Il culmine della seconda faida tra i due si ebbe nel Cage Match a Summer Slam, dove Warrior riuscì a sconfiggere l'odiato rivale, dopo una emozionante sfida. Sconfitto definitivamente Rick Rude, Randy Savage, divenuto tra l'altro Macho King, diviene il nuovo n°1 contender. L'incontro si svolse in un House Show in ottobre e Savage venne umiliato e sconfitto in 40 secondi. In quella circostanza, per la prima e unica volta, Warrior si presentò sul ring senza la sua famosissima maschera dipinta in volto.
    In seguito, durante un match tra Warrior e DiBiase, Savage e Sherri attaccarono il guerriero, al quale ripetutamente venne chiesta una nuova opportunità, che però Warrior non concesse. Intanto mentre tutti gli appassionati di wrestling stavano già sognando un rematch contro Hogan da tenersi a WrestleMania VII, Vince McMahon con lo scoppiare della guerra del Golfo, approfitta dell'occasione facendo salire rapidamente le classifiche a Sgt. Slaughter, che proprio in quei giorni "tradì la patria" schierandosi con l'Iraq. Il 19 gennaio, a Miami in Florida,in occasione della Royal Rumble, Warrior affrontò Sgt. Slaughter. Quando tutto faceva presagire una nuova vittoria del guerriero, vi fu l'intervento di Macho King e di Sherri, che consegnarono il titolo nelle mani di Sgt. Slaughter: tutto ciò faceva parte di un accordo tra i due heel che prevedeva nel caso di vittoria del sergente un immediato match contro Savage per il titolo. La beffa per Savage fu che non venne assolutamente posto come primo sfidante, dato che l'opportunità venne data prima a Hacksaw Jim Duggan e poi, a furor di popolo, ad Hulk Hogan. Quest'ultimo in occasione di WrestleMania VII si riappropriò del titolo. Nella stessa occasione The Ultimate Warrior si trovò a dover combattere contro Randy Savage in un "career ending match".
    Fu uno dei più emozionanti e spettacolari match, a detta di molti il più bel match della storia della WWF e sicuramente uno dei migliori feud mai realizzati dalla World Wrestling Federation. Warrior, che - per la prima e unica volta - entrò nel ring senza correre, giunse con indosso un costume sul quale era raffigurata la cintura di campione WWF con una frase molto eloquente "Means much more than this" (Questo match vale molto più di questa cintura). In quel match Warrior non si arrese nemmeno a 5 elbow drops consecutivi, ma ad un certo punto lo stava per fare quando, "consigliato dai suoi spiriti degli antichi guerrieri", stava abbandonando l'arena. Un altro messaggio proveniente dagli "spiriti indiani" lo invogliava però a chiudere il match e continuare la carriera. Tre Warrior Gallop consecutivi e la chiusura, con un piede sopra il petto di Savage, sancirono una vittoria prepotente e umiliante che avrebbe dovuto porre fine la carriera di Savage.
    Ma il destino fu beffardo: Savage trovò da questo match una nuova linfa per la sua carriera, mentre il nostro guerriero da questo momento intraprese una parabola discendente mai arrestata. Infatti Savage venne reintrodotto mesi dopo nella WWF, mentre Warrior a Summer Slam 1991 abbandonò la federazione. Per poter cercare i motivi bisogna fare un passo indietro. Subito dopo WrestleMania, Warrior accettò la sfida postagli da the Undertaker, che tra l'altro in un famoso Funeral Parlour chiuse il guerriero in una bara. Fu uno dei feud più belli della storia della WWF (fu nominato "Feud of the year 1991"), il guaio è che nessun incontro tra i due (e furono quasi una trentina in 3 mesi!!) fu mandato in PPV, per cui non ebbe quel grosso seguito meritato. Warrior uscì in tutti gli incontri vittorioso per pin o per DQ, ma subì il tradimento dell'amico Jake the Snake Roberts, che si alleò col becchino. Tutto questo doveva culminare con un match a Summer Slam '91.

    L'uscita di scena


    A Summer Slam, invece, Warrior fece coppia con Hulk Hogan contro Sgt. Slaughter, Mustafà e Gen. Adnan, con Sid Justice (da poco entrato in federazione) arbitro speciale. Al termine del vittorioso match, Warrior e Hogan avrebbero dovuto posare nel ring per i fans insieme con Sid Justice. Warrior, invece, se ne andò negli spogliatoi sparendo letteralmente dalla scena.
    La versione data dalla WWE fu la seguente: la sera di Summer Slam 1991, Warrior si presentò davanti a Vince McMahon ponendogli una sorta di aut-aut: se non avesse ricevuto una determinata somma di denaro non avrebbe preso parte al pay per view. Vince McMahon acconsentì alla richiesta del Guerriero, ma subito dopo la fine della manifestazione licenziò Ultimate Warrior.
    La versione data dal Guerriero è completamente opposta: Vince McMahon promise nel marzo del 1991 un premio in denaro in conseguenza della partecipazione di Warrior a Wrestlemania VII (cosa che succede nei confronti di tutte le più importanti superstar ad ogni edizione di Wrestlemania). Secondo Warrior, Vince, per evitare di adempiere al pagamento ed in collaborazione col suo consulente finanziario di allora, Doug Sages, avanzò a sua volta una pretesa nei confronti del Guerriero, un prestito del quale Warrior avrebbe beneficiato in passato, così da pareggiare il credito avanzato dal Guerriero. Warrior si accorse di tutto questo nell'agosto del 1991, proprio nel periodo di Summer Slam, e, dopo aver preso parte comunque al pay per view, decise di abbandonare la federazione.
    Qualunque sia la verità sta di fatto che, da quel momento, la presenza dell'Ultimate Warrior nel pro wrestling sarebbe diventata molto sporadica.
    1992: Il grande ritorno
    Nell'Aprile 1992, Vince McMahon era di fronte ad un'altra grana in vista: Hulk Hogan decise di gettare la spugna e ritirarsi. Si trovò quindi a dover fronteggiare la futura assenza del beniamino del pubblico, con il problema della sua sostituzione, cercando quale personaggio carismatico potesse essere in grado di sostituirlo. Fallito il tentativo di Sid Justice (che addirittura a WrestleMania VIII andò proprio contro l'ex amico Hulk Hogan), McMahon si fece convincere dalla gente, che continuava a invocarlo per tutti gli 8 mesi d'assenza, che fosse ancora Warrior il degno successore. 5 aprile, Hoosier Dome di Indianapolis, WrestleMania VIII: Sid vs Hulkster. Il match terminò con la vittoria di Hulk per DQ, che subì l'interferenza di Papa Shango che si schierò al fianco di Sid incastrando Hulk nelle corde. A quel punto una musica rimbombava nell'arena: Ultimate Warrior era tornato!! Fu sicuramente il comeback più emozionante della storia del wrestling. Nell'epoca post internet, infatti, ogni ritorno sarà sempre già annunciato tempo prima, e l'effetto sorpresa ne uscirà dimezzato. Se aggiungiamo poi che nel periodo di assenza circolavano voci (mai ufficialmente smentite) di una probabile morte del Guerriero, potete solo immaginare che effetto fece rivedere inaspettatamente il guerriero di nuovo sul ring. In pochi secondi spazzò sia Papa Shango che Sid Justice fuori dal ring, e i due più amati dai fans poterono festeggiare insieme, tra grida e fuochi d'artificio.
    Sparito Hulk dalle scene, intanto Randy Savage era tornato campione. Warrior fu nominato primo sfidante. Durante un attacco di Ric Flair ai danni di Savage, Warrior intervenne per aiutare il campione, ma questi intimò al guerriero di tornare a farsi gli affari suoi dicendo di non aver bisogno di alcun aiuto. Savage, dal canto suo, poche settimane più tardi restituì il favore, quando fu Warrior vittima di un attacco di Flair e Mr. Perfect. Un feud che somigliava dunque a quello tra Hogan e Warrior di due anni prima. Decisero allora, Warrior e Savage, di accettare la sfida dei Nasty Boys, ma la tensione fra i due nel ring fu notevole e finirono per litigare, subendo ambedue l'attacco di Flair e Mr. Perfect. Savage allora sfidò Ultimate Warrior per un match col titolo in palio a Summer Slam '92 che si sarebbe tenuto al Wembley Stadium di Londra. Flair e Mr.Perfect intanto, sarebbero stati a bordo ring ma non svelando se al fianco dell'uno o dell'altro. Tutti gli 80.000 fans e gli appassionati degli States erano pronti a giurare che Warrior quella sera sarebbe tornato campione. Anche questo match fu emozionante e spettacolare, pur viziato da continui interventi di Flair e Perfect quasi tutti a sfavore di Warrior. Quando, dopo aver applicato il Warrior Gallop e il Gorilla Press, la vittoria sembrava fatta, proprio un attimo prima di effettuare il big splash, Warrior venne colpito da una sedia scagliatagli da Ric Flair. Il match finì con la sconfitta per count-out di Savage, che invece di "finire" Warrior, esanime al centro del ring, si concentrò su Flair che astutamente gli infortunò la gamba sinistra già martoriata. Nonostante tutto, Savage conservò la cintura e da quel giorno si sarebbe potuto avvalere di un nuovo amico, Ultimate Warrior che sollevò Savage e lo scortò fino agli spogliatoi. L'Ultimate Maniacs si era formata.
    Molti si stupirono del finale del match e della mancata vittoria di Warrior, ma i progetti erano che Warrior sarebbe dovuto tornare campione in Autunno ai danni di Ric Flair. Infatti Savage dovette successivamente affrontare infortunato Ric Flair per il titolo e perse. Warrior fu nominato primo sfidante e il titolo sarebbe dovuto arrivare il mese più tardi. Intanto in quei mesi nella WWF era scoppiata la grana steroidi e il governo federale stava cercando altri argomenti per inchiodare definitivamente McMahon, e quest'ultimo decise di allontanare diversi wrestler per evitare altri guai, e tra questi in particolare the Ultimate Warrior e British Bulldog. L'intenzione della WWF, quindi, era realmente quella di far tornare nuovamente Warrior WWF Champion, anche perché all'epoca, con Hogan fuori gioco, era il personaggio più popolare, sicuramente più di Bret Hart. Infondo il suo ritorno nell'Aprile di quell'anno, nella maniera in cui avvenne, evidenziava proprio il passaggio di consegne da Hulk Hogan ad Ultimate Warrior. Vince McMahon aveva in mente la volontà di far riconquistare il titolo a Warrior in occasione di Summer Slam, salvo poi ripensarci e stabilire che il guerriero avrebbe conquistato il titolo a Settembre, non da Randy Savage bensì da Ric Flair.
    Detto ciò ora si capisce meglio il motivo per il quale Warrior fu messo da parte per la conquista del titolo WWF e, per dare un filo logico alla questione, il feud con Flair venne protratto in seguito e sarebbe dovuto sfociare nel tag team match a Survivor Series in coppia rispettivamente con Randy Savage e Razor Ramon. La conseguenza dell'allontanamento di Warrior e Bulldog, riuscì infatti ad evitare che le inchieste sugli steroidi affossassero definitivamente la WWF e Vince McMahon, il quale per analogo motivo aveva dovuto rinunciare già nell'Aprile 1992 ai servigi di Hulk Hogan, lui sì tirato in prima persona nello scandalo steroidi. Comunque, con Bret Hart nuovo campione, a Survivor Series gli Ultimate Maniacs sarebbero dovuti andare contro Ric Flair e Razor Ramon, ma tutto era già deciso e il 9 novembre Warrior disputò il suo ultimo incontro nella WWF in coppia con Savage contro i Money Incorpored. Essi vennero aggrediti nel dopo match da Flair e Ramon, fingendo per Warrior un infortunio che gli avrebbe impedito di disputare Survivor Series. Secondo quanto riferito dallo stesso Bret Hart in una recente intervista al "Below the belt show", la WWF stava preparando un match tra Bret Hart e Ultimate Warrior per il titolo assoluto alla Royal Rumble 1993, ma per le già citate questioni Warrior venne sostituito da Razor Ramon. Da quel momento passarono quasi 4 anni, e di Warrior si persero le tracce.
    1996: L'ultima parentesi nella WWF
    Intanto nel 1993 cambiò legalmente il suo nome in "Warrior" e si trasferì in Arizona. Girò anche un film "Fire Power", di scarso successo e fece sporadiche apparizioni nelle federazioni indipendenti.
    Intorno alla fine del 1995 Vince McMahon contattò Ultimate Warrior per proporgli di ritornare nella WWF. Warrior inizialmente declinò l'offerta, dichiarando tranquillamente che, in virtù della popolarità di cui godeva e soprattutto a causa delle altre iniziative che intanto aveva intrapreso (la Warrior University e la serie di fumetti dedicati proprio al Guerriero) avrebbe meritato un contratto particolare e non standard.
    Successivamente venne contattato da Linda McMahon la quale con la sua abilità riuscì a raggiungere un accordo con Warrior. C'è da dire che due erano i "marchi" relativi al personaggio Ultimate Warrior: uno era "Always Believe" e l'altro "Feel the power". L'accordo era che Warrior sarebbe ritornato nella WWF ma al contempo la WWF gli avrebbe ceduto la proprietà del marchio "Always Believe" (che Warrior avrebbe potuto utilizzare in esclusiva per commercializzare i propri "comic book" e che la WWF avrebbe utilizzato solamente con la contestuale promozione delle attività del Guerriero). La WWF manteneva i diritti solo sul marchio "Feel the Power" l'unico dunque che la federazione avrebbe potuto utilizzare per vendere il merchandising dell'Ultimate Warrior.
    Anaheim, California 31 marzo 1996 : Wrestlemania XII, the Ultimate Warrior vs Triple H. Warrior lo distrusse in pochi secondi, rimanendo impassibile anche al temuto "pedigree". Su questo incontro molto si è discusso e Warrior stesso, successivamente, disse che fu lui a ritenere che il match sarebbe dovuto durare pochi minuti per rendere più d'impatto il suo ritorno. Triple H inizialmente era d'accordo su questo, ma la sera stessa andò a lamentarsi con Gerald Brisco circa l'andamento del match. Warrior allora ebbe un diverbio con HHH dicendogli chiaramente che se aveva qualche rancore nei suoi confronti avrebbe dovuto dirglielo di persona da vero uomo e non per via traversa.
    Warrior venne posto prima contro l'allora campione intercontinentale Goldust, ma tutti i match tra i due si conclusero per vittoria di Warrior per count-out, tranne il match per le qualificazioni a KOTR che terminò con un double-count-out. Cominciò quindi un feud con Jerry Lawler, che culminò in un altro squash a King of the Ring 96. Nei vari House Show Warrior umiliò prima Vader (sconfitto 6 volte per pin e 6 volte per count out), quindi Owen Hart e dr. Isaac Yankem. Tutto ciò perché Warrior era in un feud che vedeva contrapposto il Team di Jim Cornette (Bulldog, Owen Hart e Vader) contro il campione WWF Shawn Michaels, il campione intercontinentale Ahmed Johnson e, appunto, the Ultimate Warrior.
    I contrasti con la dirigenza e la causa contro la WWF
    Ma solamente quattro mesi dopo il suo ritorno, Warrior si rese conto che una volta ancora la WWF non era stata all'altezza degli impegni presi nel contratto. Warrior sarebbe dovuto andare ad una convention per la promozione di merchandising WWE e dello stesso Warrior, ma poco prima ricevette una telefonata da Stamford dicendogli di non recarsi. Allora il Guerriero si insospettì e decise di recarsi ugualmente: scoprì dunque che lo stand della WWF era stato coperto da manifesti col suo motto "Always Believe" ma non vi era nessuna traccia del merchandising di esclusiva proprietà del Guerriero né una sua immagine. A questo punto un Warrior disgustato chiamò immediatamente Vince McMahon sfogandogli tutta la sua frustrazione. Chiedendo dunque spiegazioni sul perché fosse stato ingannato per quattro mesi Vince rispose "Succede. Le persone mentono a me ogni giorno". Si consumò quindi l'ennesimo divorzio dalla WWF. Warrior per ripicca non si presentò a diversi house show (anche per assistere il padre ammalato che sarebbe morto di lì ad un mese). McMahon allora impose a Warrior un contratto in cui si impegnava a non assentarsi più a determinati eventi pena l'immediata rescissione del contratto; Warrior, ritenendo umiliante tale trattamento rifiutò e Vince lo licenziò senza troppi complimenti. L'ultima sua apparizione avvenne durante una puntata di Raw dove sconfisse per DQ Owen Hart, dopo l'intervento di Vader e Bulldog. Dopo il licenziamento, Warrior sentendosi dalla parte della ragione, intentò una causa alla WWF e a Vince McMahon al fine di ottenere il 100% dei diritti sulla proprietà del marchio "Ultimate Warrior", proprio per non incorrere più nei problemi sopra citati. Il giudice diede ragione a Warrior, che oltre ad un congruo risarcimento per danni morali e materiali divenne l'unico proprietario del marchio Warrior, Ultimate Warrior, Ultimate Creations. Warrior anni dopo riferì che il giorno in cui il giudice diede lettura della sentenza che dava ragione a Warrior, Vince McMahon si avvicinò al Guerriero per stringergli la mano dimostrando almeno apparentemente la volontà di mettere tutti i loro problemi alle spalle, ma Warrior rifiutò dicendogli letteralmente "Mi hai preso in giro già tante volte, non permetterò che tu lo faccia ancora".
    World Championship Wrestling
    A metà 1998, Hulk Hogan per conto della WCW contattò Warrior per proporgli un accordo con la federazione, vantandosi con Warrior di come poteva tranquillamente disporre del denaro della WCW facendo firmare vantaggiosi contratti a chiunque. Dopo qualche mese Bischoff e Warrior stipularono un contratto della durata di sei mesi.
    Vi fu un retroscena che molti ancora ignorano: la notte precedente alla firma del contratto con la WCW, Warrior ricevette nel cuore della notte una telefonata da Vince McMahon per convincerlo a tornare nella WWF, facendogli una offerta economica che lo stesso Warrior definì incredibilmente vantaggiosa. Warrior, per non venir meno alla sua coerenza, ovviamente rifiutò dicendogli che mai avrebbe più lavorato per lui.
    Warrior fece la sua prima apparizione a Nitro quando Hogan, nell'accettare la sfida lanciatagli dal commissioner James Dillon, che aveva indetto per Fall Brawl un match a tre teams rappresentanti WCW, NWO Hollywood e NWO Wolfpac, dove il wrestler vincente avrebbe sfidato all'Halloween Havoc il campione WCW Goldberg affermò che non c'era nessuna guerra che non potesse vincere né tanto meno nessun guerriero che non potesse battere. Le luci si spensero e, tra rumori di scosse elettriche e col fumo che coprì interamente l'arena, Warrior debuttò nella WCW. Durante il suo monologo, prese in giro sia Hogan, sia Bischoff che Disciple, annunciando una rivoluzione che avrebbe soverchiato la NWO e Hogan stesso: la OWN (One Warrior Nation), cioè la scritta NWO al contrario.
    A Fall Brawl, nei War Games l'apparizione di Warrior durò pochi minuti poiché nel tentativo di raggiungere Hogan fuori dalla gabbia, sfondò la recinzione e cadendo si procurò uno strappo al tricipite destro. Malgrado i dottori gli prescrissero riposo assoluto per 2 mesi per dare tempo sufficiente al suo braccio di guarire, il Guerriero iniziò la rieducazione immediatamente con esercizi fisici leggeri ogni giorno. Dato che la lesione lo rese incapace di combattere, Warrior cominciò a realizzare dei promo per fare un grosso lancio pubblicitario per il rematch dell'Halloween Havoc contro l'Hulkster. Malgrado il Guerriero avesse messo ogni sforzo affinché il match potesse generare lo stesso calore di quello svoltosi a WM VI, il risultato fu mediocre, anche per la cattiva gestione del feud da parte della WCW. Il guerriero venne sconfitto da Hogan grazie all'interferenza di Eric Bischoff e Horace Hogan che colpì il Guerriero con una sedia di acciaio.
    La notte successiva, Nitro era live da Phoenix, dove Warrior viveva a suo tempo. Fece una breve apparizione alla fine dello show facendo intuire che la contesa con Hogan doveva proseguire, dopo tutto mancavano ancora due mesi allo scadere del suo contratto. La settimana seguente, Nitro si svolgeva presso Kansas City. Warrior, come del resto tutti gli altri wrestler, ricevette un biglietto d'aereo per recarsi in quella città, ma quando il Guerriero giunse nell'edificio, si meravigliò dello stupore che avevano le persone nel vederlo, in quanto non era previsto nessun angle nel quale apparire. La WCW in pratica gli fece fare migliaia di chilometri per poi lasciargli la serata libera. Questo è uno dei tanti esempi di disorganizzazione da parte di Bischoff e della World Championship Wrestling.
    Nelle settimane successive Warrior cercò di contattare Eric Bischoff per ben 16 volte, ma Eric non richiamò mai il Guerriero, il quale ricevette dunque il compenso per i due mesi finali dello stipendio standosene tranquillamente a casa. Warrior anni dopo affermò di aver contattato comunque un dirigente della WCW, chiedendo se vi fosse qualche impegno per lui nella federazione. Alla risposta negativa del dirigente, chiese dunque dove fosse finito l'angle del NWO contro la One Warrior Nation. Brutale fu la risposta del dirigente: "Nella toilette".
    Eric Bischoff invece affermò, sempre nel DVD WWE dedicato a Warrior, che i progetti per lui erano a lunga scadenza nella WCW e che l'unico motivo per il quale il rapporto durò solo un paio di mesi a causa delle assurde pretese contrattuali avanzate da Warrior. Ad ogni modo Warrior successivamente riferì che c'era già sentore della crisi della federazione all'epoca del suo breve stint nella WCW: vi era una totale mancanza di organizzazione, a tal punto che i wrestler giungevano un'ora prima dell'inizio dei tapings delle trasmissioni senza sapere cosa avrebbero dovuto fare quella notte. Non è dunque difficile capire perché la WCW sia fallita di lì a poco.
    Col senno di poi Warrior affermò di aver capito che l'unico motivo per il quale era stato contattato dalla WCW era per concedere una rivincita ad Hulk Hogan che gli aveva concesso il job nel famoso match di otto anni prima e a rivincita avvenuta, in pratica non vi erano altre ragioni per tenere Warrior negli schermi della WCW. In precedenza, l'unica nota da sottolineare, fu la riunificazione degli ex Blade Runners, Sting e Warrior per un match contro Hogan e Bret Hart, a 13 anni dal loro primo incontro.
    La vita dopo il wrestling
    File:Warrior speaks at DePaul 2006.jpg
    Warrior in un discorso alla DePaul University
    Terminata la carriera di wrestler, Warrior ha cominciato una carriera da speaker e conferenziere che lo ha portato in molte università statunitensi. Nei suoi discorsi, che spaziano dalla politica all'attualità e al costume, Warrior critica aspramente le associazioni (politiche e non) di sinistra americane, accostando il suo pensiero a quello dei conservatori. Warrior ha anche ricevuto aspre critiche a causa di alcune sue dichiarazioni ritenute offensive nei confronti delle persone omosessuali.
    A chi gli ha chiesto se sarebbe mai tornato a lottare sui ring della WWE, Warrior ha risposto di non voler più lavorare per i McMahon e la WWE.
    Nell'aprile 2006 il sito della World Wrestling Enterteinment ha aperto un sondaggio per individuare quale wrestler fosse per i fans il più meritevole di entrare nella Hall of Fame. Il Guerriero è risultato di gran lunga il più votato, ma è improbabile che egli accetti questo riconoscimento da parte della WWE.
    2008: il clamoroso ritorno
    Nell'aprile 2008, Warrior è apparso in uno show della NWE a Madrid, ha attaccato Orlando Jordan colpevole di aver importunato un fan di Warrior, in seguito Warrior ha affermato che tornerà sul ring per sfidare Jordan sempre in uno show NWE per il NWE World Heavyweight Championship. Il 25 giugno 2008, Warrior, sancendo dunque il ritorno dopo ben 10 anni di assenza dal wrestling agonistico, ha vinto il NWE World Heavyweight Championship ma lo ha reso vacante per riflettere se tornare a combattere negli Stati Uniti d'America o meno.
    Titoli conquistati




    Note

      ^ Ultimate Warrior Biography. Warrior Central. URL consultato il 30 giugno 2008.

    Collegamenti esterni
    Home of Warrior - Sito ufficiale
    IMDb Entry
    Portale Sport: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di sport

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Ultimate_Warrior"
    Categorie: Biografie | Wrestler statunitensi | Nati nel 1959 | Nati il 16 giugnoCategorie nascoste: BioBot | Voci con citazioni mancanti

    « Torna al 16 Giugno


    Cerca compleanni per iniziale: a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 5
    Oppure per mese: Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre