Tommaso Moro (1478-1535)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Thomas More
  • Scomparso nel: 1535
  • Data di nascita: 7 Febbraio 1478
  • Professione: Scrittore
  • Luogo di nascita: Londra
  • Nazione: Gran Bretagna
  • Tommaso Moro in Rete:

  • Wikipedia: Tommaso Moro su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Thomas More, italianizzato in Tommaso Moro (Londra, 7 febbraio 1478 – Londra, 6 luglio 1535), è stato un umanista, scrittore e politico inglese.
    Nel corso della sua vita si guadagnò fama a livello europeo come autore umanista e occupò numerose cariche pubbliche, compresa quella di Lord Cancelliere d'Inghilterra tra il 1529 e il 1532 sotto il re Enrico VIII. Cattolico, il suo rifiuto di accettare l'Atto di Supremazia del re sulla Chiesa in Inghilterra mise fine alla sua carriera politica e lo condusse alla pena capitale con l'accusa di tradimento. La Chiesa cattolica e la Chiesa anglicana lo venerano come santo; nel 2000 papa Giovanni Paolo II lo proclamò patrono dei governanti e dei politici.
    Tommaso Moro coniò il termine "utopia", con cui battezzò un'immaginaria isola dotata di una società ideale, di cui descrisse il sistema politico nella sua opera più famosa, L'Utopia, pubblicata nel 1516.

    Biografia
    Hans Holbein, studio per La famiglia di Tommaso Moro
    Moro nacque a Londra (Inghilterra). Entrò alla corte di Enrico VIII nel 1520 e venne nominato cavaliere nel 1521. Figlio di Sir Giovanni Moro, un avvocato di successo e giudice, la sua carriera forense è celebrata sebbene non sia sopravvissuta ad oggi alcuna testimonianza dei casi di cui si occupò. Come studioso fu inizialmente un umanista nel senso più comune del termine. Fu grande amico di Erasmo da Rotterdam, che gli dedicò il suo Elogio della follia (la parola "follia" in greco si pronuncia moria). In seguito, le relazioni tra i due furono tese, poiché Moro fu impegnato nella difesa dell'ortodossia religiosa, mentre Erasmo denunciò quelli che vedeva come errori intrinseci della dottrina cattolica.
    Come consigliere e segretario di Enrico VIII, Moro contribuì alla redazione de La difesa dei sette sacramenti, una polemica contro la dottrina protestante che fece guadagnare al sovrano il titolo di difensore della Fede da parte di papa Leone X nel 1521. Sia la risposta di Martin Lutero ad Enrico che la conseguente Responsio ad Lutherum (Risposta a Lutero) furono criticate per i loro intemperanti attacchi ad hominem.
    Moro fu un acceso difensore del primato della Chiesa, sia dal punto di vista spirituale (come il titolo del clero di redimere il peccato) o temporale (come per il primato della legge canonica sulla legge comune). Il suo cancellierato (1529-1532) si distinse anche per la sua costante caccia agli eretici e alle loro opere. Alcuni ritengono un paradosso che un uomo visto oggi come un libertario e un libero pensatore fu al tempo stesso un conservatore nelle questioni di religione.
    Il divorzio di Enrico VIII
    Lapide di Tommaso Moro nella cattedrale di Norwich
    Il cardinale Thomas Wolsey, arcivescovo di Yorke, non riuscì ad ottenere il divorzio e l'annullamento che Enrico aveva cercato e fu costretto a dimettersi nel 1529. Moro venne nominato cancelliere al suo posto. Enrico evidentemente non realizzò le resistenze di Moro su quella questione. Essendo stato ben istruito in diritto canonico, oltre che profondamente religioso, Moro considerava l'annullamento del sacramento del matrimonio come una questione all'interno della giurisdizione del Papato, e la posizione di papa Clemente VII era chiaramente contro il divorzio.
    La reazione di Enrico fu quella di mettersi a capo della Chiesa d'Inghilterra. Solo al clero venne richiesto di prestare l'iniziale giuramento di Supremazia, dichiarando il sovrano come capo della Chiesa. Moro, in quanto laico, non sarebbe stato soggetto a questo giuramento, ma si dimise da cancelliere il 16 maggio 1532, piuttosto che servire il nuovo regime.
    In un primo tempo Moro sfuggì a un tentativo di collegarlo a un episodio di tradimento. Tuttavia l'approvazione nel 1534 l'"Atto di successione" da parte del Parlamento di Westminister (che includeva un giuramento che riconosceva la legittimità di ogni figlio nato da Enrico ed Anna Bolena e ripudiava ogni autorità straniera, principe, o potentato) si rivelò uno strumento nella mani della corona contro gli oppositori del re. L'Atto prevedeva infatti che questo giuramento non venisse richiesto a tutti i sudditi, ma solo a coloro che vennero specificamente convocati a prestarlo: ovvero, coloro che rivestivano un incarico pubblico e coloro i quali erano sospettati di non appoggiare Enrico. Moro venne chiamato a prestare tale giuramento nell'aprile del 1535 e, a causa del suo rifiuto, fu imprigionato nella Torre di Londra, dove continuò a scrivere. La sua scelta fu quella di mantenere il silenzio, comunemente interpretato come allo stesso tempo assenso e rifiuto di abiura. Quando però questa mossa fallì venne processato, condannato, incarcerato e quindi giustiziato a Tower Hill il 6 luglio. La sua testa venne mostrata sul London Bridge per un mese, quindi recuperata (dietro pagamento di una tangente) da sua figlia, Margaret Roper.
    Le opere
    «L'Utopia»
    Illustrazione per «L'Utopia» di Tommaso Moro
    L'opera più famosa di Moro è L'Utopia (Utopia, 1516 circa), in cui descrive un'immaginaria isola-regno abitata da una società ideale, nella quale alcuni studiosi moderni hanno ravvisato un opposto idealizzato dell'Europa sua contemporanea, mentre altri vi riscontrano una satira sferzante della stessa. Moro derivò il termine dal greco antico ou-topos (cioè non-luogo); utopia è quindi, letteralmente un "luogo inesistente".
    L'Utopia si divide in due libri: città reale e città perfetta.

    Città reale


    Viene fatta un'analisi critica sulla situazione politica ed economica dell'Inghilterra . In particolare Moro ritiene assurda e illegittima la sanzione di pena capitale per il furto. in Inghilterra erano aumentati i furti a causa della chiusura delle enclosoures. Infatti la pena di morte non fece altro che aumentare i furti e gli omicidi.
    Ci sono due possibilità per risolvere questo determinato emblema:
    tornare alla situazione economica del medioevo (una posizione reazionaria che Moro non condivide)
    creare una manufatturiera per la produzione di lana in modo da creare un'economia mercantile che possa sviluppare il benessere sociale nella nazione.
    Moro sembra escludere queste ipotesi. Ritenendo che il male dei mali sia la proprietà privata, ne propone l'abolizione, in maniera da ripartire i beni materiali in maniera eguale. Si tratta di un sistema di tipo comunistico. È possibile fare paragoni con La repubblica di Platone; tuttavia nell'Utopia lo stato perfetto non esiste ma si può conoscerlo in maniera analitica, mentre nella Repubblica invece la città ideale esiste solo nell'iperuranio.

    Città perfetta


    Nella seconda parte viene descritta L'Utopia.
    Nell'isola di Utopia (la forma è simile a quella della Gran Bretagna) secondo Moro, la proprietà privata è vietata per legge e la terra deve invece essere coltivata, a turni di due anni, da ciascun cittadino, nessuno escluso;Tutti hanno un lavoro, di 6 ore al giorno; nel tempo libero, tutti i cittadini possono altresì dedicarsi alle proprie passioni e professioni abituali, ma un posto fondamentale è occupato dallo studio delle scienze e della filosofia. La famiglia rappresenta un nucleo fondamentale per l'Utopia. Tipo di famiglia allargata e monogamica. L'uomo si può sposare all'età di 22 anni e la donna a 18 anni. Il divorzio è consentito. L'adulterio è severamente punito, l'individuo viene incarcerato e incatenato con catene e biglie d'oro (l'oro in Utopia non vale nulla)
    Per quanto riguarda la religione, nell'isola di Utopia deve essere prevista la più larga tolleranza religiosa, fermo restando però l'obbligo di credere nella Provvidenza di Dio e nell'immortalità dell'anima. Chi infrange le regole viene scacciato da Utopia. Tutti hanno diritto a una vita pacifica. Il fine è il benessere
    Gli stessi nomi all'interno della descrizione ricalcano lo spirito utopico dell isola. La città si chiama Amauroto, dal greco "amauros" che significa evanescente. Allo stesso modo il principe Ademo (dal greco alfa privativo + demos cioè "senza popolo") o il fiume Anidro ovvero "senza acqua".

    Caratteristiche dell'opera


    Una delle caratteristiche delle opere di Moro rimane l'uso esagerato di tropi, sia di una presunta voce autoritaria (come nel "Dialogo del conforto", apparentemente una conversazione tra zio e nipote) che di una altamente stilizzata, che di entrambe. Questo, assieme alla mancanza di una direzione chiara di Moro circa il suo punto di vista - per ragioni che diverranno ovvie - significa che è possibile dibattere praticamente qualsiasi opinione di qualsiasi suo lavoro. Per la realizzazione della sua opera si ispira alla dottrina Neoplatonica: ad esempio la descrizione di questa società ideale richiama la Repubblica di Platone.
    La storia di Riccardo III
    Frontespizio degli Epigrammi pubblicati a Londra nel 1638
    Molto è stato fatto dai riccardiani sui manoscritti della Storia di Riccardo III di Moro, da cui deriva molta propaganda anti-Riccardo, comprese le opere di Shakespeare. Il lavoro esiste in diverse versioni, sia in inglese che in latino, tutte incomplete. Non venne pubblicato quando Moro era in vita, ma fu trovato tra le sue carte dopo l'esecuzione, circa un quarto di secolo dopo che venne scritto. Riccardo III è un'opera storica nel senso che tratta di eventi passati di cui Moro non fu testimone. Resta comunque un'opera di storia Tudor (nell'accezione classica) intendendo con ciò che include una considerevole quantità di discorsi inventati dall'immaginazione di Moro e passaggi allegorici e di colore. Ancora una volta, l'opinione di Moro sul testo è sconosciuta, con il risultato che è stata considerata come una fonte storica affidabile da Alison Weir, una parodia da Alison Hanham, e un esercizio letterario della drammatica rappresentazione della scelleratezza da Jeremy Potter. La verità sta senza dubbio da qualche parte nel mezzo. Gli storici moderni hanno demistificato la pretesa che il lavoro fosse in realtà opera del vescovo John Morton.
    Il culto
    Moro venne canonizzato dalla Chiesa cattolica nel 1935 da Papa Pio XI ed è commemorato il giorno 22 giugno; dal 1980 è commemorato anche nel calendario dei Santi della Chiesa anglicana (il 6 luglio), assieme all'amico Giovanni Fisher, vescovo di Rochester, decapitato quindici giorni prima di Moro. Nel 2000 san Tommaso Moro venne dichiarato patrono degli statisti e dei politici da papa Giovanni Paolo II.
    Biografie
    Statua di Tommaso Moro vicino alla chiesa vecchia di Chelsea, Londra
    L'opera teatrale di Robert Bolt Un uomo per tutte le stagioni parla della battaglia persa da Moro contro la determinazione di re Enrico nell'ottenere una Chiesa nazionale inglese che fosse sotto il suo controllo. Da tale opera sono stati tratti film: il primo nel 1966, vincitore di sei Premi Oscar, con Paul Scofield, e un secondo del 1988, con Charlton Heston come protagonista.
    Karl Zuchardt scrisse un romanzo, dal titolo esplicativo Stirb Du Narr! (Muori sciocco!), sulla lotta di Moro contro re Enrico, che ritrae Moro come un umanista idealista, destinato a fallire nella lotta di potere contro un governante spietato ed un mondo ingiusto.
    Fra le buone biografie recenti si trovano quelle di Richard Marius e di Peter Ackroyd.
    Voci correlate
    Atto di Supremazia
    Utopia
    Altri progetti
    Commons
    Wikimedia Commons contiene file multimediali su Tommaso Moro
    Wikisource
    Wikiquote
    Wikisource contiene opere di Tommaso Moro
    Wikiquote contiene citazioni di o su Tommaso Moro
    Collegamenti esterni
    testo completo dell'Utopia di Tommaso Moro dal Progetto Gutenberg (in inglese)
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    Portale Letteratura

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