Tino Buazzelli (1922-1980)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Agostino Buazzelli
  • Scomparso nel: 1980
  • Data di nascita: 13 Settembre 1922
  • Professione: Attore
  • Luogo di nascita: Frascati (RM)
  • Nazione: Italia
  • Tino Buazzelli in Rete:

  • Wikipedia: Tino Buazzelli su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Tino Buazzelli nei panni di Nero Wolfe
    Agostino "Tino" Buazzelli (Frascati, 13 settembre 1922 ‚Äď Roma, 20 ottobre 1980) √® stato un attore italiano di teatro, cinema e televisione.

    Biografia
    Dopo aver conseguito il diploma dell'Istituto Magistrale, studiò all'Accademia d'arte drammatica dove conseguì il diploma nel 1946, e iniziò la carriera di attore teatrale nel 1947 con la compagnia Maltagliati-Gassman, ottenendo subito ottimi giudizi critici nelle sue intepretazioni di lavori teatrali quali "Ora tutti miei figli" di Arthur Miller, "Casa Monastiera" di Dennis Aniell e "L'aquila a due teste" di Jean Cocteau, prima di diventare capocomico.
    Il cinema
    Esordisce nel cinema interpretando una piccola parte nel film "Il cavaliere misterioso", diretto nel 1948 da Riccardo Freda. In seguito apparir√† in pi√Ļ di 20 film in svariati ruoli, spesso da comprimario e talvolta anche come "spalla" di comici affermati quali Tot√≤ e Renato Rascel.
    Il Teatro : gli inizi
    La famiglia dell'antiquario , di Carlo Goldoni, con Paolo Panelli, Maria Teresa Albani, Tino Buazzelli, Franca Mariani, Giulia Bellini, Nino Manfredi, regia di Alfredo Zennaro, 17 aprile 1946, Teatro Quirino Roma.
    Il ventaglio , di Carlo Goldoni, con Luciano Salce, Tino Buazzelli, Nino Manfredi, Giancarlo Sbragia, Gianni Bonagura, Marina Bonfigli, Franco Giacobini, regia di Alfredo Zennaro, 15 aprile 1947, Teatro Quirino Roma.
    Quelli di Stralsund , di Fritz Stavenhagen, con Tino Buazzelli, Nino Manfredi, Bice Valori, Franco Giacobini, regia di Ettore Gaipa, 19 giugno 1947. Teatro Valle Roma.
    L'uomo e il fucile , di Sergio Sollima, con Rossella Falk, Tino Buazzelli, Achille Millo, Vittoria Martello, Nino Manfredi, Luciano Salce, Arnoldo Foà, Alberto Bonucci, regia di Luigi Squarzina, 1947.
    La fiera delle maschere, a cura di Vito Pandolfi, con Achille Millo, Rossella Falk, Nino Manfredi, Vittoria Martello, Alberto Bonucci, Paolo Panelli, Tino Buazzelli, Arnoldo Foà, Marina Bonfigli, Luciano Salce, 22 agosto 1947.
    Tutti miei figli , di Arthur Miller, con Vittorio Gassman, Tino Buazzelli, Evi Maltagliati, Nino Manfredi, Nora Ricci, Luciano Salce, regia di Luigi Squarzina, 4 novembre 1947, Teatro Quirino Roma.
    N.N. , di Leopoldo Trieste, con Anna Alegiani, Tino Buazzelli, Achille Millo, Anna Proclemer, regia di Gerardo Guerrieri, 28 maggio 1948, Piccolo Teatro di Milano.
    Brecht e Strehler
    Considerato tra i massimi interpreti brechtiani del Novecento, è tuttora ricordato per la magistrale interpretazione di Galileo de' Galilei nella "Vita di Galileo" diretto da Giorgio Strehler nella stagione 1962/1963 al Piccolo Teatro di Milano. L'incontro con Strehler risaliva al 1952, quando il regista lo chiamò per mettere in scena "Elisabetta d'Inghilterra" di Ferdinand Bruckner, "Il revisore" di Nikolai Gogol e "Sei personaggi in cerca d'autore" di Pirandello.
    Nel 1955, in compagnia di Renzo Ricci, Giorgio Albertazzi ed Anna Proclemer, compie una lunga tournée in Sudamerica. Tornerà sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano solo nel 1959, con "Platonov" di Anton Cechov.
    La prosa radiofonica
    RAI
    Displaced persons di Vito Blasi, con Tino Buazzelli, Lauro Gazzolo, Carlo Romano, Augusto Mastrantoni, Ubaldo Lay, Mario Colli, Manlio Busoni, regia di Franco Rossi, 1951.
    Il tacchino dalle gambe di legno , di Ugo Liberatore, con Ottavio Fanfani, Tino Buazzelli, Lina Volonghi, Gianni Bortolotto, Enzo Tarascio,Franca Nuti, Carlo Cattaneo, Andrea Matteuzzi, Remo Foglino, Pina Cei, regia di Mario Ferrero, secondo programma 1959.
    Pronto, chi spara? , di Carlo Manzoni, con Tino Buazzelli, Cesare Polacco, Valeria Valeri, Ruggero De Daninos, Guido Verdiani, Gastone Moschin, Enrico Luzi, Laura Rizzoli, regia di Nino Meloni, secondo programma 1960.
    Corso di lingue , di Herrman Mert, con Tino Buazzelli, Evi Maltagliati, Roland Witt, regia di Giandomenico Giagni, 1966.
    La rigenerazione , di Italo Svevo, con Tino Buazzelli, Laura Carli, Massimo De Francovich, Tino Bianchi, regia di Edmo Fenoglio, secondo programma 24 maggio 1975.
    La televisione
    Sempre nel 1959 Buazzelli esordisce in televisione, apparendo in una riduzione per il piccolo schermo di "Rabagas" di Sardou. Sarà proprio il mezzo televisivo che contribuirà in larga parte alla sua notorietà, non solo con la sua partecipazione all'edizione 1960-61 di "Canzonissima", ma anche con le sue interpretazioni di sceneggiati tratti da opere teatrali quali "Il malato immaginario" di Molière per la regia di Silverio Blasi nel 1963, "Charlow e le figlie" di Turgenev, diretto da Giandomenico Giagni nel 1966 e "Tartarino sulle Alpi" di Daudet, diretto da Elmo Fenoglio nel 1968.
    Nero Wolfe
    Ma l'apice della sua popolarità lo raggiunse interpretando il personaggio dell'investigatore privato Nero Wolfe, creato da Rex Stout, in una serie di dieci telefilm trasmessi tra il 1969 e il 1971, diretti da Giuliana Berlinguer, interpretati anche da Paolo Ferrari (nel ruolo di Archie Goodwin) e Pupo De Luca (nel ruolo del cuoco svizzero Fritz Brenner). Lo sceneggiato raggiunse 19 milioni di spettatori di media a puntata, superando persino il Commissario Maigret interpretato da Gino Cervi.
    Nel 1970, oltre che inteprete, fu anche sceneggiatore e regista di "Papà Goriot", ispirato al celebre romanzo di Balzac. Ancora nel 1978 diede una magistrale interpretazione del protagonista dello sceneggiato "Il balordo", tratto dall'omonimo romanzo di Piero Chiara per la regia di Pino Passalacqua. Le sue ultime interpretazioni televisive furono il "Faust" diretto da Leandro Castellani nel 1977 per la Rai, e come conduttore dello spettacolo "Il piatto ride" per l'emittente privata romana "Video Uno".
    Era sposato con la soubrette del teatro di rivista milanese Ermellina Banfi.
    Dotato di una dizione perfetta e inconfondibile e di un timbro di voce caldo e armonioso, Buazzelli seppe trarre partito dal contrasto tra la sua stazza ingombrante e l'eleganza del gesto e della parola per creare un tipo umano insieme vigoroso e ombroso, a tratti sognante, capace di passare naturalmente dal comico al drammatico.
    Filmografia
    Il cavaliere misterioso (1948)
    Guarany (1948)
    Margherita da Cortona (1949)
    I fuorilegge (1949)
    La fiamma che non si spegne (1949)
    Totò Tarzan (1950)
    La strada finisce sul fiume (1950)
    Le sei mogli di Barbabl√Ļ (1950)
    Il conte di Sant'Elmo (1950)
    Contro la legge (1950)
    La bisarca (1950), regia di Giorgio Simonelli
    La folla (1951)
    I morti non pagano tasse (1952)
    Il bandolero stanco (1952), con Renato Rascel
    Capitan fantasma (1953)
    Il nemico pubblico numero uno (1953), diretto da Henri Verneuil
    Totò all'inferno (1954)
    Il cardinale Lambertini di Giorgio Pàstina (1954)
    Donne proibite (1954)
    Carosello napoletano (1954)
    Il conte aquila ((1955)
    Il corazziere (1960)
    I baccanali di Tiberio (1960)
    Fantasmi a Roma (1961)
    Vino, whisky e acqua salata (1963)
    I cuori infranti (1963)
    Chi lavora è perduto (1963), regia di Tinto Brass
    Thrilling (1965)
    Una vergine per il principe di Pasquale Festa Campanile (1966)
    Caccia alla volpe di Vittorio De Sica (1966), con Peter Sellers
    Il diavolo nel cervello di Sergio Sollima (1972)
    Portale Cinema
    Portale Teatro

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