Tim Duncan (34)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Timothy Theodore Duncan
  • Data di nascita: 25 Aprile 1976
  • Professione: Cestista
  • Luogo di nascita: Saint Croix
  • Nazione: Isole Vergini
  • Tim Duncan in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Tim Duncan
  • Wikipedia: Tim Duncan su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Timothy Theodore "Tim" Duncan (pron. ; Saint Croix, 25 aprile 1976) è un cestista statunitense, professionista nella NBA. Gioca nel ruolo di ala grande: alto 211 cm, ha un peso-forma di 118 kg.

    Caratteristiche tecniche
    Duncan è già considerato uno dei migliori giocatori di sempre della NBA: agli imponenti mezzi fisici ed atletici, al forte temperamento che gli permette di essere decisivo nei momenti importanti delle partite, unisce fondamentali e doti tecniche eccezionali che, soprattutto nel basket moderno, rappresentano merce più che rara nelle posizioni di centro e ala. Il suo caratteristico tiro prevede l'appoggio della palla al tabellone anche da notevole distanza.
    Proprio per le sue incredibili doti tecniche è soprannominato Big Fundamental e The Teacher. Non ama molto apparire in pubblico e cerca in ogni modo di proteggere la sua privacy.
    Carriera
    Inizi nel nuoto
    Da piccolo pratica il nuoto, sotto la supervisione di sua madre, e a 14 anni è considerato uno degli atleti più promettenti sui 400 metri stile libero.
    La preparazione per le Olimpiadi di Barcellona 1992 continua senza problemi fino a quando, nel 1989, l'uragano Hugo devasta completamente la città, scoperchiando la piscina. Una delle poche "infrastrutture" salvatasi dalla furia distruttrice dell'uragano è un modesto canestro di un suo vicino di casa. Qui, Tim, può sfogarsi, dimenticandosi dei problemi che affliggono la sua famiglia (sua madre, infatti, era malata terminale di cancro).
    La pallacanestro al college
    Innamoratosi della pallacanestro, decide di aggregarsi alla rappresentativa locale che, nel periodo estivo, affronta alcune squadre dell'NCAA. La fortuna vuole che durante una di queste partite, non sapendo come fermare Alonzo Mourning, i responsabili della sua squadra decidano di farlo marcare proprio a Tim, il quale si esibisce in una serie di giocate difensive che annichiliscono Mourning.
    Dopo la sfida molti talent scout accorsero a vedere il nuovo fenomeno e fra tutte le università sceglie la Wake Forest University, dove nel corso dei quattro anni diventa un giocatore dominante. È il primo nella storia dell'NCAA a superare i 1.500 punti, 1.000 rimbalzi, 400 stoppate e 200 assist.
    NBA
    Viene poi preso a sorpresa dai San Antonio Spurs come prima scelta assoluta al draft NBA del 1997. La sorpresa fu dovuta al fatto che alla lotteria i favoritissimi per la prima scelta erano i Boston Celtics, tanto che oramai i giornali parlavano del caraibico come il prescelto per risollevare le sorti di una franchigia storica allo sbando da alcuni anni. Duncan non era affatto contento della prospettiva di andare ai Celtics. Temeva sia il rigido clima di Boston, sia le forti pressioni dei media. Con un gran colpo di fortuna, invece, la franchigia texana degli Spurs viene pescata alla lotteria, aggiudicandosi il numero 1. La dirigenza degli speroni senza alcun dubbio sceglie Tim.
    Nella NBA si mette subito in mostra vincendo il premio come matricola dell'anno nella stagione 1997-98 ottenendo 113 preferenze su 116. L'anno seguente conduce, assieme a David Robinson, i San Antonio Spurs al titolo NBA, sconfiggendo i New Jork Knicks in 5 sfide, e Tim si aggiudica anche il premio di MVP delle finali. Nella stagione 2001-02 vince l'NBA Most Valuable Player Award, premio che vince anche nella stagione seguente, in cui guida per la seconda volta i San Antonio Spurs al titolo NBA. Per giungere al secondo anello gli Spurs hanno la meglio dei New Jersey Nets di Jason Kidd per 4-2. Alle critiche di quei pochi che lo accusavano di vincere solo grazie all'aiuto di David Robinson, Duncan risponde da vero leader, giocando quasi alla perfezione, e collezionando prestazioni monstre: in gara 6 mette a referto ben 21 punti, 20 rimbalzi, 10 assist e 8 stoppate (record delle finali eguagliato), sfiorando una storica "quadrupla doppia". Al termine delle finali le sue medie conteranno 24,2 punti, 17,0 rimbalzi, 5,3 assist e 5,3 stoppate (record), meritandogli un altro titolo di MVP.
    L'anno seguente Tim e i suoi compagni non riescono a ripetersi, fermati nel loro cammino dai Los Angeles Lakers del duo Shaq-Kobe. I losangelini in gialloviola eliminano San Antonio per 4-2, ma verrano a loro volta fermati in finale dagli agguerritissimi Detroit Pistons di Chauncey Billups e Coach Larry Brown. La serie tra texani e californiani rimarrà comunque nella storia per l'epilogo thrilling di gara 5: con i Lakers avanti di un punto Duncan segna un canestro impossibile riportando i suoi avanti 73-72 con 0,4 secondi da giocare. La vittoria sembra ormai in pugno. A gelare l'SBC Center arriva invece il miracoloso canestro di Derek Fisher, che manda a bersaglio il classico "tiro della disperazione", fissando il punteggio finale sul 74-73 per Los Angeles. La dirigenza dei San Antonio Spurs sosterrà poi nella conferenza stampa post-gara che il cronometro degli arbitri era partito in ritardo, ma non espone alcun reclamo alla Lega, accettando la decisione presa dagli arbitri alla moviola. La sconfitta sul parquet amico ribalta però il fattore campo, che era in favore di San Antonio, e risulta decisiva per la sconfitta finale nella serie.
    Nella stagione 2004-2005 Duncan non è al meglio, tormentato per tutta la regular season dalla fascite plantare. Riesce comunque, grazie anche al continuo miglioramento dei suoi compagni, in particolare di Manu Ginobili, a trascinare la squadra alla finale contro Detroit. I Pistons sono anch'essi una squadra molto solida e difensiva, e danno vita ad una delle finali più belle di sempre, che si conclude a gara 7 con la vittoria di San Antonio per 81-74, e la conquista del terzo titolo. Nonostante le difficoltà fisiche, Tim viaggia ad una media di 20,6 punti e 14 rimbalzi, e si aggiudica per la terza volta il premio di miglior giocatore delle finali battendo per 6 voti a 4 Ginobili. Il voto tiene conto delle normali gerarchie che ci sono all'interno delle squadre NBA, penalizzando però di fatto il fenomeno argentino, che secondo molti critici sportivi avrebbe meritato almeno l'ex-aequo, se non di più.
    Nel 2005-06 Tim e compagni non vanno al di là delle semifinali di conference: complice un sistema che assegna le teste di serie ai playoff in maniera non totalmente meritocratica (che infatti verrà rimodificato già dall'anno successivo) San Antonio incontra prima del previsto i Dallas Mavericks di Dirk Nowitzki, loro principali rivali ad Ovest per la conquista del titolo. La compagine del tedesco riesce ad avere la meglio sugli speroni texani al termine di una serie epica, che si conclude solo al supplementare della decisiva gara 7, dove il senegalese DeSagana Diop, complice la maggior freschezza, annulla un Duncan fino a quel momento dominante, condannando il caraibico e compagni ad una vacanza anticipata, e confermando la tradizione negativa degli Spurs negli anni pari.
    Duncan in attacco contro Ben Wallace.
    Il 2006-07 vede di nuovo i texani protagonisti nella post-season. Il mese in più di vacanza rispetto all'anno precedente fa bene sia a Duncan che ai suoi compagni, che nonostante una partenza stentata nella regular season ritrovano solidità e affiatamento giungendo nuovamente in finale a combattere per il titolo, ma non senza aver superato grandi difficoltà nel corso dei playoff. In semifinale di conference affrontano infatti gli ostici Phoenix Suns guidati in panchina da Mike D'Antoni e in campo dal fenomenale playmaker canadese Steve Nash, vincitore degli ultimi 2 titoli di MVP, in quella che si rivelerà poi la serie più difficile di tutti i playoff. San Antonio soffre molto la squadra dell'Arizona, e lo stesso vale per Tim che, marcato in maniera molto fisica ed efficace da Kurt Thomas, non riesce ad esprimersi al meglio. La serie è dura, equilibrata e combattuta, ma alla fine i texani riescono a prevalere in 6 gare. In finale poi hanno buon gioco dei Cleveland Cavaliers della stella nascente LeBron James, che non vincono nemmeno una partita, finendo sconfitti per 4-0. Duncan per la prima volta non vince il titolo di miglior giocatore, che va meritatamente a Tony Parker, che segna nella serie 24.5 punti di media, tirando con il 57%.
    Ha fatto parte della Nazionale di pallacanestro degli Stati Uniti che ha conquistato la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004. Figurava anche nella lista iniziale dei convocati della selezione americana che avrebbe poi vinto l'oro alle Olimpiadi di Sydney 2000, ma un infortunio gli precluse la possibilità di partecipare ai Giochi. Fu sostituito da Antonio McDyess.
    Statistiche
    Finora nella NBA ha mantanuto una media di 22,5 punti e 12,2 rimbalzi e 2,50 stoppate. Nei play-off conta 23,8 punti 13,0 rimbalzi e 2,79 stoppate. Il massimo punteggio realizzato in una partita è 53 (contro i Dallas Mavericks) mentre ha un record di 25 rimbalzi in una sola partita (contro i Miami Heat).
    Il 24 gennaio 2008 Tim raggiunge quota 17.000 punti nel campionato NBA contro i Miami Heat, e chiude la partita con 30 punti, 11 rimbalzi e 5 assist che aiutano gli Spurs a vincere sugli Heat di misura.
    Palmarès
    4 Titoli NBA: 1999, 2003, 2005, 2007
    2 Premio NBA miglior giocatore dell'anno: 2002, 2003
    3 Premio NBA miglior giocatore delle finali: 1999, 2003, 2005
    1 Premio NBA matricola dell'anno: 1998
    7 partecipazioni all'NBA All-Star Game (MVP nel 2000 a parimerito con Shaquille O'Neal)
    8 volte nel miglior quintetto stagionale
    1 volta nel secondo miglior quintetto stagionale
    6 volte nel primo quintetto difensivo stagionale
    1 volta nel secondo quintetto difensivo stagionale
    Medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004
    Voci correlate
    Lista dei cestisti plurivincitori del campionato NBA
    Collegamenti esterni
    (EN) Sito ufficiale
    (EN) Profilo su NBA.com
    (EN) Statistiche su basketball-reference.com
    (EN) Statistiche olimpiche su sports-reference.com



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