Syd Barrett (1946-2006)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Roger Keith Barrett
  • Scomparso nel: 2006
  • Data di nascita: 6 Gennaio 1946
  • Professione: Musicista
  • Gruppo: Pink Floyd
  • Luogo di nascita: Cambridge
  • Nazione: Gran Bretagna
  • Syd Barrett in Rete:

  • Sito Non Ufficiale: Un sito non ufficiale su Syd Barrett
  • Wikipedia: Syd Barrett su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Roger Keith "Syd" Barrett (Cambridge, 6 gennaio 1946 – Cambridge, 7 luglio 2006) è stato un musicista, cantante e artista inglese, fondatore e primo leader dei Pink Floyd dal 1965 al 1968. Dopo il '68, Barrett abbandonò il gruppo a causa di un esaurimento nervoso esacerbato dall'uso di droghe pesanti come l'LSD. Prima di ritirarsi a vita privata incise due LP da solista (The Madcap Laughs e Barrett), mentre a partire dagli anni ottanta è stato oggetto di numerose biografie. Nel 1975 i Pink Floyd (la band in cui precedentemente suonava) gli dedicarono l'album Wish You Were Here.

    Biografia
    Infanzia
    Roger Barrett nacque il 6 gennaio 1946, quarto di cinque figli. Suo padre Max era un anatomista, ma nel tempo libero si dedicava alla pittura ed alla coltivazione di funghi. Inoltre, Max suonava nella Cambridge Philharmonic Society, cosa che suscitò la passione per la musica al giovane Roger. Sino ai 14 anni, però, il ragazzo pose la musica in secondo piano, riservando il primato alla scrittura ed al disegno: si concentrò in particolare sui giochi di parole ed altri espedienti letterari del genere, come onomatopee ed assonanze. Il suo eroe letterario di questo periodo era Edward Lear, che, come lui, amava la pittura.
    Roger iniziò ad appassionarsi veramente alla musica dai 14 anni in su, mentre suo fratello maggiore Alan imparava a suonare il sax: a questo punto, visto l'exploit delle skiffle bands, Roger acquistò il suo primo strumento musicale, un ukulele.
    Prima di passare alla chitarra, Roger si interessò al banjo (nel periodo della Elvis-mania), ma l'unica corrente del rock and roll che lo interessava era quella di Bo Diddley, gli spettrali riff degli Shadows e di Buddy Holly. A 14 anni, iniziò ad usare la sua prima chitarra acustica, insieme ad un suo amico, John Gordon. Iniziò a questo punto ad avvicinarsi sempre più al mondo della musica e divenne amico di un noto batterista chiamato Sid Barrett; i frequentatori del locale chiamavano entrambi "Sid", ma per differenziare Roger dal batterista, sostituirono la i con una y.
    Syd non fu l'unico soprannome che venne affibiato a Barrett. A scuola divenne noto come Syd il Beat, Syd-Knee e Sydernee. Rimase Roger, anzi Rog, per la sua fidanzata, Libby Gausden, con la quale intrattenne una lunga e seria relazione dal 1961 al 1964.
    La prima chitarra acustica di Syd Barrett
    Adolescenza
    Ma le cose iniziarono a cambiare molto presto: dai 14 anni in su, ogni studente della nuova Cambridge, appena entrata negli anni sessanta, sperimentava le droghe du jour: speed e cannabis. A partire dal 1963, dagli Stati Uniti giunse un nuovo allucinogeno, l'LSD-25: questo nuovo prodotto si diffuse più rapidamente nella piccola Cambridge che in tutto il resto d'Europa.
    Inoltre, la città natia di Barrett andava diventando sempre più piccola: metà della popolazione sognava di sfondare nell'emergente scena della Swinging London. Nel 1961, accaddero diverse cose che segnarono Barrett, in un modo o in un altro: iniziò la relazione con Libby, comprò la sua prima chitarra elettrica ed assistette alla morte del padre Max (la quale, però, non fu probabilmente un avvenimento così determinante, dal momento che sul suo diario, a questo proposito viene riportata solo la frase Poor Dad died today - Il povero papà è morto oggi).
    Presto casa Barrett divenne il quartier generale per la prima band di cui Barrett fece parte: i Geoff Mott and the Mottoes. Roger Waters - amico di Barrett - stava iniziando a suonare il basso e - di tanto in tanto - prendeva parte alle prove. La band si dilettava in alcune cover R'n'B; dopo uno spettacolo, questo primo gruppo, si sciolse.
    Waters andò a studiare al Regent Street Poly di Londra, insieme ad un altro amico di Barrett - Bob "Rado" Klose - mentre Syd iniziò un corso alla Camberwell School of Art. Nelle vacanze, Roger e Syd pensarono di mettere su un nuovo gruppo, cosa che però non si verificherà prima del 1965. Intanto, Syd iniziò a comporre due delle sue prime canzoni: Golden Hair e Effervescing Elephant, la prima tratta dal Chamber Music di Joyce e la seconda da un testo di Lear.
    L'unica persona che in questo periodo riuscì ad accedere completamente alla mente di Syd era la fidanzata, Libby Gausden. Il giovane continuò a dipingere e comporre, sempre giocando sul non-sense e le assonanze. Già da adesso, però, Barrett iniziò ad assumere - sebbene in piccole dosi - droghe leggere come la marijuana, come è riportato da svariate lettere inviate, da Londra, alla sua fidanzata. Dopo un po' di tempo, Barrett e la Gausden si lasciarono, sostanzialmente perché erano due personalità totalmente diverse: la Gausden era una ragazza di buona famiglia, mentre Barrett era un beat. Ciònonostante, Barrett la ricorderà nella sua trilogia dell'amore dall'album The Madcap Laughs.
    Giunto al college, l'irrequieta personalità di Barrett si fece notare immediatamente; Syd riallacciò i contatti con il chitarrista John Gordon e con l'amico d'infanzia David Gilmour, nel frattempo diventato un musicista di serie A, nettamente più bravo di Barrett. Non a caso, Gilmour metterà su di lì a poco - insieme a Gordon ed altri ex-Mottoes - i Joker's Wild, band che eseguiva cover dei Four Seasons e dei Beach Boys.
    Carriera musicale
    All'Art School il tempo era sufficiente per dipingere e suonare, così Barrett iniziò a seguire il proprio sogno di formare una band insieme a Waters e Klose. Ma Waters e Klose avevano iniziato senza di lui, unendosi ad altri studenti, formando i Sigma 6 - conosciuti anche come gli Architectural, gli Adlabs, gli Screaming Adlabs, i Meggadeaths ed i T-Set - e suonando durante alcune feste al college. Da quanto Barrett si aggregò, il gruppo divenne noto come gli Spectrum Five. Questa prima formazione prevedeva Waters al basso, Klose alla chitarra e due colleghi di Waters alla tastiera e alla batteria (Nick Mason e Richard Wright). Barrett era la chitarra ritmica e sostituiva l'ormai sempre più assente Chris Dennis, il cantante. Juliet Gale, che diventerà la moglie di Wright, partecipava occasionalmente come corista.
    Appena entrato nel gruppo, Barrett comprò una Fender Esquire, adornata con dei piccoli specchi circolari. In molti diranno comunque che, almeno in questa prima fase, Barrett si limitava a recitare un ruolo e non a viverlo. Presto la band conobbe Mike Leonard, un tecnico delle luci che mise a disposizione dei quattro futuri Floyd la propria abitazione ad Highgate: mentre i ragazzi suonavano i loro brani, Leonard li accompagnava con i cosiddetti light shows, proiettati su una parete o sulla band stessa.
    Nella residenza di Highgate, tra una pausa e l'altra, Syd iniziò a comporre canzoni come Astronomy Domine: lo aiutarono i molteplici libri messi a disposizione da Leonard e la biblioteca di suoni (incisi su nastro) che il tecnico delle luci possedeva e che tornerà poi utile in svariate canzoni del primo album del gruppo, The Piper at the Gates of Dawn.

    Pink Floyd


    Ad aprile del 1965, Barrett inventò il nome della band: Pink Floyd, dal nome di due dei suoi bluesmen preferiti (Pink Anderson e Floyd Council). Barrett disse tuttavia ai giornalisti che il nome gli era stato suggerito da creature extraterrestri. Il passo successivo fu il "furgone Floyd", che serviva a trasportare l'attrezzatura da un concerto all'altro: Barrett vi dipinse sul parafango il nome Pink Floyd con vernice nera e rosa.
    All'estate del '65 risalgono i primi bootleg dei Floyd, due canzoni composte da Barrett e Klose: Lucy Leave e la cover di (I'm A) King Bee di Slim Harpo, che poi sarà ripresa qualche mese dopo dai Rolling Stones. Davanti allo stile che la band stava acquisendo sempre di più, alla delirante follia dell'ultima trovata di Syd, la canzone Bike, il primo chitarrista Bob Klose, purista del blues, decise di abbandonare il gruppo di Barrett e compagni.
    Pochi giorni dopo, Barrett tornò a Cambridge, dove iniziò una relazione seria con Lindsay Corner e partecipò al film amatoriale di Nigel Lesmoir-Gordon, intitolato Syd's First Trip; la trama della pellicola vede Barrett assumere svariate droghe. A seguire, Barrett si recò a Saint-Tropez con diversi amici di Cambridge, tra cui il chitarrista David Gilmour. Tornati in Inghilterra, i due si separarono di nuovo: Gilmour andò in tour con i Jokers Wild, mentre Barrett tornò a Londra con la sua nuova fidanzata.
    Barrett continuò a scrivere canzoni, fortemente influenzato dai gruppi che ascoltava in quel periodo: i Mothers of Invention, i Byrds ed i sardonici Fugs. Seguì un periodo sentimentale tumultuoso per l'artista: si lasciò più volte con Lindsay, stando temporaneamente con le sue concittadine Jenny Spires (la Jennifer Gentle di Lucifer Sam) e Kari-Ann Moller.
    I Floyd si esibivano prevalentemente in locali della cosiddetta "scena underground": nel '65 fecero solamente due concerti, e solo l'anno successivo riuscirono a farsi notare nel clima della Swinging London. Attraverso Lesmoir-Gordon, i Floyd conobbero il promoter Steve Stollman, che li schedulò per una serie di concerti al Marquee Club di Londra. Già ad aprile del 1966, i più grandi fan di Barrett erano la futura rockstar David Bowie e il futuro manager dei Sex Pistols Malcolm McLaren. A notare Barrett e - conseguentemente - i Floyd furono Peter Jenner ed Andrew King, due imprenditori di etichette musicali indipendenti che colsero subito il potenziale commerciale di Barrett e compagni. Il 31 ottobre di quell'anno, Barrett e i Floyd firmarono un contratto con i manager, con il quale si impegnavano in una serie di concerti in cambio di nuova attrezzatura ed uno stipendio di 5 sterline a settimana.
    Gli spettacoli e i concerti, in tutta Londra, si andavano facendo sempre più frequenti e sempre più bizzarri: all'inaugurazione dell'International Times, ad esempio, oltre all'abbondante quantità di LSD, acidi e altri generi di droghe, il pubblico poté assistere alla presenza di un alquanto stravagante Paul McCartney vestito da sceicco arabo ed una non meno appariscente Marianne Faithfull travestita da suora. Fu in questo periodo che la creatività di Barrett venne spinta al massimo; accanto alla ballata psichedelica Matilda Mother, egli compose il classico dell'acid pop See Emily Play.
    Durante i primissimi concerti della band, Barrett era in grado di ipnotizzare il pubblico, come ricorda Pete Brown: «Syd Barrett faceva un incredibile lavoro sul palco. Era estremamente poetico e potevi quasi dire che prendeva vita in quegli spettacoli di luce, "light shows": una creatura dell'immaginazione. I suoi movimenti parevano orchestrati per armonizzarsi con le luci e sembrava un'estensione naturale, l'elemento umano, di quelle immagini liquide».
    Il 1967 fu però il vero anno della svolta per Barrett e compagni: dopo una serie di fortunati successi in vari college in tutto il Regno Unito, la band divenne attrazione fissa per il locale più gettonato della nuova Londra, l'UFO (Yoo-Fo) Club. Joe Boyd, amico di Peter Jenner, portò i Floyd in sala di registrazione a gennaio di quell'anno, per registrare il primo 45 giri per l'etichetta discografica EMI. Il lato A del singolo sarebbe stato Arnold Layne, un pezzo che Barrett aveva composto basandosi su un personaggio realmente esistito a Cambridge, mentre il lato B non era altro che una rivisitazione meno esplicita di Let's Roll Another One, intitolata Candy and a Currant Bun.
    Per promuovere il primo singolo, i Floyd si fecero aiutare da un loro amico regista e girarono un breve video in bianco e nero per Arnold Layne ed un altro a colori per una traccia di Barrett ancora non pubblicata ma già composta: The Scarecrow. Ad aprile si verificò l'evento forse più prolifico per quell'anno: dopo una serie di concerti in Olanda, Barrett e i suoi Floyd si precipitarono alla periferia di Londra, dove si stava svolgendo il 14 Hour Technicolor Dream, un lungo concerto a cui la band iniziò a contribuire solo alle prime luci dell'alba. Già allora, tra i troppi concerti e la continua richiesta di nuovo materiale da parte della casa discografica, Barrett iniziava a essere profondamente stanco.
    Sue Kingsford, amica di Barrett, dichiara che in quel periodo Syd si recava spesso da uno spacciatore di LSD soprannominato capitano Bob; Andrew Rawlinson, conoscente di Barrett, aggiunge che «in quel periodo era talmente tanta la gente che prendeva acido che - se avevi già assunto ingenti quantità di LSD in passato - era normale "fare un trip" anche solo guardando chi lo stava facendo». Rawlinson aggiunge poi: «A quei tempi l'acido era cinque volte più potente di quello in circolazione oggi; prendendo 250 microgrammi potevi fare un "trip" lunghissimo; alcuni però credevano che potevi apparire normale e contemporaneamente fare brevi "trip" prendendone 50 al giorno: forse era questo ciò che faceva Syd».
    A queste dosi già piuttosto pesanti, Barrett aggiungeva cannabis e qualche sporadica pillola di Mandrax, un farmaco che induce effetti simili alla morfina se assunto in concomitanza ad alcol. Nei cinque mesi a seguire, Barrett e compagni si chiusero in studio per lavorare al primo LP, The Piper at the Gates of Dawn, prodotto questa volta da Norman Smith.
    Smith era una persona più severa di Boyd e forse meno adatta a dirigere le sessioni con Barrett; infatti, il produttore ricorda in questo modo le prove con Syd: «Mi domando spesso come abbiamo fatto a terminare l'album, a creare qualcosa. Lavorare con Syd era veramente un inferno. Non penso di avere mai lasciato una singola sessione per quell'album senza una fortissima emicrania. Syd non sembrava aver entusiasmo per niente. Lui cantava una canzone, io lo chiamavo in studio e gli davo qualche dritta. Poi lui tornava in sala registrazione e continuava a cantare quella parte allo stesso modo di prima, infischiandosene dei consigli che gli davo. A volte, cambiava anche le parole - non aveva disciplina. Parlare a lui era come provare a parlare ad un muro di mattoni, perché il suo viso era senza espressione. I suoi testi erano semplici e infantili, come lui: proprio come un bambino, per un attimo era su, ed il secondo dopo giù».
    Lindsay Corner pensa invece che a Syd piacesse la parte del pazzo e che si divertisse a recitarla, apparendo sempre più strano di minuto in minuto. Jenner, invece, ne parla ammirando lo stile che utilizzava nelle registrazioni: «Syd aumentava e diminuiva il volume di tutte le tracce, apparentemente senza alcuna regola. Non faceva nulla se non era fatto in maniera artistica. Voleva essere una sorta di Jackson Pollock della musica». Ma il comportamento di Syd non era ancora giunto alle estreme conseguenze, e la band continuava a tollerare anche le sue sparate più stravaganti.

    Crollo psicologico


    Il primo netto cambiamento in Syd lo rilevò Boyd. Quando i Floyd si presentarono all'UFO Club per promuovere le tracce del loro primo LP, Boyd notò che mentre gli altri membri del gruppo erano amichevoli, Barrett «mi guardava negli occhi e nel suo sguardo non c'era un singolo battito di ciglia o un accenno di vitalità, come se non ci fosse nessuno a casa». Quando David Gilmour lo incontrò, due mesi dopo l'uscita dell'album, Syd quasi non lo riconobbe. Grazie al successo avuto con il secondo singolo (See Emily Play/The Scarecrow, uscito qualche mese prima dell'album) i Floyd entrarono ufficialmente nella Top of the Pops inglese: gli episodi che iniziarono a delineare la personalità folle e tremendamente irregolare di Barrett presero luogo di lì a poco. Quando venne invitato per la seconda settimana di seguito in studio, Syd si presentò in pigiama, mentre alla terza settimana - ricorda Waters - annunciò di non volere più partecipare alla trasmissione televisiva perché «non facendolo nemmeno Lennon, perché lui invece doveva?».
    Di lì a poco, Barrett iniziò a trasportare questo suo atteggiamento a metà tra l'anticonformismo ed il non sense anche nelle esibizioni dal vivo. A volte, mentre il resto della band suonava un pezzo, Syd si andava a sedere vicino un amplificatore, scordava la chitarra sino a quando le corde non erano molli e stava per tutta la durata del concerto fermo a suonare ripetutamente una nota. A volte non cantava nemmeno, lasciando che fossero Roger o Rick a occuparsi della voce. A questo proposito, intervenne Juliet Wright: «A volte, pensavamo che stesse recitando la parte dell'anticonformista nella situazione "standard" di una band».
    Da questo momento in poi, Syd divenne gravemente malato, cosa che forse egli stesso era riuscito a capire. Il fratello maggiore Alan tentò più volte di convincerlo a farsi controllare da un buon medico, ma la risposta di Barrett - dice Andrew Rawlinson - era uno dei suoi enigmatici sorrisi assenti. Cambiamenti del genere vennero notati anche dalla sorella minore di Syd, Roe: quando lei lo aveva chiamato per congratularsi del successo avuto con Arnold Layne, Barrett si era dimostrato quello di sempre; quando lo andò a trovare per complimentarsi del secondo successo, ottenuto con See Emily Play, Syd non era più sé stesso.
    I concerti andarono sempre peggio, tanto che la compagnia Blackhill cancellò tutta la scaletta dei Pink Floyd e prenotò una vacanza per Syd Barrett, Richard Wright, la moglie Juliette e Sam Hutt sull'isola di Formentera. Riviste del settore come Melody Maker diffusero la notizia che i Pink Floyd stavano per sciogliersi. Intanto, l'album continuava ad avere un inaspettato successo di pubblico e critica: l'unica cosa che il pubblico contestava (tra i molteplici, ad esempio Pete Townshend) era che l'LP risultava essere - al confronto con le esibizioni dal vivo - solo un surrogato di fabbrica.
    Il risultato, però, fu che la EMI iniziò a pressare per nuovo materiale. Poco prima della vacanza, Barrett scrisse Scream Thy Last Scream (Old Woman With a Casket), un singolo che ben delineava il suo stato mentale. La EMI lo rifiutò e aspettò il ritorno di Barrett da Formentera per incidere qualcosa d'inedito.
    Tornato a Londra, Barrett passò parecchio del suo tempo a nascondersi dalla EMI nei De Lane Lea Studios a Kingsway, sfruttando quel tempo a comporre un nuovo singolo. Un tentativo fu il lunatico Vegetable Man, canzone che viene spesso citata come incontrovertibile prova della sua follia. Se le stranezze dei singoli di Barrett rimanevano ancora tollerabili, ciò che il gruppo iniziò a non sopportare più era il comportamento del suo frontman, che andava diventando sempre più erratico.
    Per l'album successivo, A Saucerful of Secrets, comunque, Waters pensò che le tracce da inserire potevano essere alcuni pezzi scritti da lui e Wright. Barrett ideò a questo punto una nuova traccia, Jugband Blues, un brano che si contraddistingue per il lungo intervallo improvvisato dall'Esercito della Salvezza Britannico e per il suo testo a metà tra l'ironico ed il malinconico. Per questo album, Syd suonò la slide guitar in Remember a Day e diede un minimo contributo per Let There Be More Light. Ma il mercato continuava ad esigere un altro singolo.
    Dovendo partire per un tour negli Stati Uniti, Barrett si affrettò e ciò che si venne a creare fu Apples and Oranges; la critica venne divisa da questo nuovo singolo, il pubblico lo ignorò, ma la band si sentì sollevata - sebbene temporaneamente - perché era riuscita a soddisfare le esigenze dell'etichetta discografica.
    La band partì alla volta della California, dove la scena musicale era più ricca e molto più esigente rispetto ai piccoli club underground inglesi. Questo viaggio fu determinante per il futuro della band: in seguito ai comportamenti sempre più erratici e compromettenti di Barrett (che non era riuscito a seguire il playback in una trasmissione, aveva dato di matto in un'altra e - secondo alcune voci - aveva anche abbandonato un concerto per scappare a bordo di una Cadillac verso un luogo indefinito), Waters disse a King di volere risolvere il problema con Syd.
    Il giorno dopo, i Floyd erano in Olanda, dove Barrett non accennò nemmeno a suonare e si limitò a sfiorare con le dita le corde della sua chitarra. E il giorno dopo ancora, parteciparono ad una serie di concerti insieme a Jimi Hendrix, gli Amen Corner, i Move ed i Nice. Dave O'List dei Nice suonò al posto suo in diverse occasioni per quei concerti; quando la rivista Melody Maker gli chiese il perché dello scarso successo di Apples and Oranges, Barrett rispose «Non me ne frega più di tanto».
    Lindsay Corner ricorda che Syd iniziò a chiudersi sempre di più e a diventare sempre più strano, di giorno in giorno. Fino al dicembre del '67, Barrett continuò a suonare sporadicamente con la sua band, ma arrivati a Natale di quell'anno, Waters chiese al chitarrista David Gilmour, vecchio amico di Barrett, di unirsi ai Floyd come chitarrista di supporto; in verità, Gilmour entrò a far parte della band come lead guitar, mentre a Syd vennero assegnati vocals e rhythm guitar.
    Inizialmente, a Barrett non importò molto: sapeva soltanto che Gilmour era un chitarrista molto bravo; anche Nick Mason lo sapeva, avendo già suonato con lui in uno spettacolo a Soho. Gilmour entrò ufficialmente nella band il 3 gennaio 1968. La band si chiuse negli studi di registrazione per una settimana, prima di ritornare in tour. L'avvenimento più grave accadde proprio in quella settimana: Barrett si recò in sala prove e annunciò di avere composto una canzone intitolata Have You Got It, Yet?. Secondo l'idea di Barrett, lui doveva cantare Have You Got It, Yet? e Waters doveva rispondere No!, suonando un ritmo molto semplice sia alla chitarra che al basso. Ma Barrett iniziò a suonare la canzone con la chitarra scordata e andò cambiando tonalità sempre di più, sino a quando Waters non riuscì più a seguirlo. Decenni più tardi, Waters rivelerà ciò che aveva pensato qualche ora dopo aver assistito a quella canzone: secondo lui, Barrett stava chiedendo di non comprendere una canzone (ed una persona) che non doveva essere compresa.

    Abbandono dei Pink Floyd


    La settimana successiva, i Floyd ebbero quattro spettacoli, in cui Syd sembrò riprendersi, anche se di poco: tutto il lavoro sul palco veniva svolto dal nuovo promettente chitarrista. Per il quinto concerto, che si tenne il 26 gennaio, il gruppo doveva recarsi a Richmond. Passando da Holland Park Avenue, vicino casa di Syd, uno dei componenti - nessuno ricorda chi - chiese: «Non dobbiamo passare a prendere Syd?». Qualcun altro rispose: «Ma chi se ne importa. Non preoccupiamoci». David Gilmour e Roger Waters confermano questa versione degli eventi; fu così, dunque, che tutto finì e tutto iniziò. Waters aggiunge poi: «Syd era la gallina che aveva scoperto l'uovo d'oro». Ma ora Barrett era diventata una vera e propria minaccia per i tour dei Floyd.
    Ma Syd aveva ancora la scaletta dei concerti, così, qualche settimana dopo si presentò all'Imperial College, per una loro esibizione dal vivo. Waters ricorda quanto fu orribile dovere cacciare il loro amico dal palco, dicendogli che quella sera non suonava con loro. Al Middle Earth, Syd si sedette di fronte al palco, fissando Gilmour negli occhi durante tutto il concerto. Secondo il "piano iniziale", Gilmour doveva supportare Barrett, non soppiantarlo. Barrett venne sicuramente ferito da questo comportamento.
    Altri ricordano una proposta che venne fatta a Barrett: diventare come il Brian Wilson dei Beach Boys, il genio e compositore del gruppo che non suonava più dal vivo per problemi simili. Fortunatamente, Barrett aveva scritto un nuovo singolo da portare in tour. Un paio di settimane dopo i concerti, durante un incontro tra King, Jenner e Barrett, Waters rimase esterrefatto nello scoprire che Syd - lontano dall'accettare il suo "ruolo Wilson" - parlava di riunirsi alla band, «magari insieme ad un sassofonista e qualche corista». Ma gli altri quattro membri del gruppo non supportarono l'idea di Barrett e la Blackhill Enterprises (la compagnia che si occupava dei tour in tutta la Gran Bretagna) si sciolse. Barrett uscì ufficialmente dalla band il 6 aprile 1968: i suoi manager continuavano ad essere Jenner e King, che - inaspettatamente - avevano più fiducia nella carriera musicale di Barrett che in quella del resto dei Floyd.
    Da questo momento in poi, Barrett toccò il fondo, per poi, lentamente risalire.

    Carriera solista


    Tra maggio e luglio del '68, Jenner portò Barrett in studio, per far registrare qualcosa di nuovo; il risultato furono delle versioni embrionali di canzoni che vedranno la luce sui suoi due LP da solista e due lunghe improvvisazioni chiamate Rhamadan e Lanky. Barrett non era più la persona adatta a suonare; a volte dimenticava la chitarra, in casi più gravi rompeva l'attrezzatura messa a disposizione dalla EMI, altre volte non riusciva neanche a tenere in mano il plettro. Da agosto in poi, Jenner e King videro Barrett sempre di meno; e lo stesso fecero i suoi coinquilini.
    Secondo Aubrey 'Po' Powell, «Syd sapeva ancora essere molto lucido e divertente, ma anche alienato. Ti fissava, a volte anche per ore, senza aprire bocca. In quell'appartamento, avevamo tutti a che fare con gli eccessi di acido degli anni passati, e quando ci si sente così fragili - come tutti noi - non vuoi sapere molto di uno che è lì per grazia di Dio». In molti cercarono di aiutarlo: Waters, per esempio, prenotò una visita dallo psichiatra R. D. Laing, che però disse di non avere mai visto Barrett nel suo studio. È in questo periodo che si colloca molto probabilmente l'episodio riferito più tardi da Jonathan Meades, secondo cui Syd era stato chiuso nell'armadio: la realtà è forse ancora più cruda. Po riferisce di avere visto Syd prendere a colpi di martello un lavandino rosso, nel bagno del suo appartamento, urlando «Fatemi uscire! Fatemi uscire!».
    Barrett sfogava la sua frustrazione su Lindsay, picchiandola, facendola scottare con i mozziconi di sigaretta. Quando i suoi amici gli dicevano di smetterla, Syd si arrabbiava con loro, a volte anche in maniera brutale. Quando Syd ruppe una chitarra contro Lindsay, Po e Storm Thorgeson abbandonarono l'appartamento. Anche Lindsay abbandonò l'appartamento, di lì a poco, perché Barrett le aveva bruciato tutti i vestiti.
    «Per un po' di tempo, Liz visse nei sedili posteriori della Mini Cooper di June Child», ricorda Juliet Wright, «poi la convincemmo a trasferirsi a casa di Storm, ad Hampstead». Ma Barrett venne a conoscenza del posto dove Liz si era rifugiata, e cominciò a spiarla, pedinarla, suonare il citofono; poi, forse per vendicarsi, iniziò una relazione con un'amica di Liz chiamata Gala Pinion. Frequentò anche una ragazza eschimese chiamata Iggy, poi immortalata nella canzone di Barrett Dark Globe, nella frase («with Eskimo chain / I tattered my brain all the way»).
    Dall'autunno del '68, Syd era senza una casa fissa. Ritornava con una certa regolarità a Cambridge, dove anche Win, la madre, gli consigliava di consultare un medico. A Londra, Syd stava fuori fino a tarda notte con amici e conoscenti casuali; una volta, dovette addirittura scappare dalla polizia, dopo essere stato tutta la notte con dei drogati a Holland Park. Spesso, a piedi nudi, si recava a Battersea, un piccolo sobborgo appena fuori Londra, dove vivevano alcuni suoi vecchi amici: Anthony Stern, ex-collega alla Camberwell Art of School, Jenny Spires, ex-fidanzata, Rusty e Greta, due consumatori abituali di acido.
    Syd iniziò ad aggiungere anche eroina alla sua "dose quotidiana" di hashish e Mandrax, cosa che viene testimoniata da alcuni suoi amici dell'epoca: «Syd spariva, ogni 40 minuti, agitato come mai. Poi tornava ed era stranamente molto, molto calmo».
    All'inizio del 1969, Barrett affittò un appartamento ad Earls Court Square, insieme a Duggie Fields, un suo amico pittore. In questo momento, Syd - mentre in pubblico era fidanzato con Gala Pinion - frequentava Iggy l'eschimese. Inoltre, come riporta Fields, «Syd aveva a che fare con dozzine di groupie, che gli si gettavano letteralmente addosso».
    Entrambi si chiusero nelle loro rispettive camere: Fields per concentrarsi sui suoi dipinti, Barrett per proteggere i quadri che diceva di dipingere, ma in realtà non stava dipingendo. «Syd» dice Fields «passava la maggior parte del tempo a letto, sul materasso che aveva collocato sul pavimento, aveva un potenziale infinito. Una decisione ne avrebbe limitato le sue possibilità».
    The Madcap Laughs

    Ma nella sua testa, Syd stava componendo le canzoni che sarebbero poi apparse sul suo primo LP da solista, The Madcap Laughs. A fine marzo, vari musicisti - tra cui i Soft Machine - accettarono di fare da session men per il nuovo album di Syd Barrett. Syd contattò il dirigente della nuova etichetta "alternativa" della EMI, la Harvest, Malcolm Jones e gli chiese se era possibile registrare del nuovo materiale agli studi di Abbey Road. Jones si recò ad Earls Court per ascoltare i nastri delle sessioni con Jenner e le nuove tracce che Syd aveva composto: Clowns and Jugglers (poi rinominata semplicemente Octopus), Terrapin, Love You e due ripescaggi del passato, Golden Hair ed Here I Go.
    Nonostante lo stile di Barrett fosse profondamente mutato - in quanto le nuove tracce erano per lo più acustiche, con molto poco di psichedelico - Jones accettò la proposta di Barrett e iniziò le registrazioni il 10 aprile del '69. Tre settimane dopo, Barrett aveva registrato abbastanza materiale per metter su un album. A causa dei repentini cambiamenti di tonalità e accordi, della sua riluttanza a ripetere una canzone più volte, a causa della sua follia, i suoi problemi con la droga e la sua impossibilità a comunicare in maniera limpida, queste sessioni ebbero una fama molto cattiva. Ad esempio, una mattina, Barrett decise di dover inserire nella canzone Rhamadan il rombo di una motocicletta; a metà mattina, perse interesse nella cosa e lasciò tutti in asso, senza preoccuparsi neanche un po'. Gilmour, a proposito delle sessioni di Madcap, dice: «Dieci prove per una canzone non è certo il massimo, ma non è neanche una cosa così noiosa».
    La stravaganza di Barrett coinvolse anche queste sessioni. Robert Wyatt, session man per Barrett, chiese una volta a Syd in che accordo fosse la canzone che stavano registrando e Syd si limitò a rispondere «Divertente!»; e quando Wyatt gli sottolineò il fatto che il tempo era stato cambiato da due battute e mezzo a cinque, Barrett rispose: «Oh, davvero? Forse potremmo fare la parte centrale più buia e quella finale più da pomeriggio, perché per ora è troppo ventosa e glaciale». Per questo suo stile reminiscente un quadro mai completato, Wyatts definisce oggi il nuovo stile di Syd Barrett come una sorta di proto-punk.
    David Gilmour, che lavorò insieme a Roger Waters alle sessioni di Madcap, aggiunge poi che le sessioni con Barrett erano difficili, ma ispirate, e descrive poi un aneddoto riguardante la canzone Octopus: «Avevamo tutti il testo davanti, ma inserì lì una frase dal nulla: "Little minute gong coughs and clears his throat". Non ha niente a che fare, musicalmente parlando, con la canzone, ma funziona perfettamente. L'unica altra persona che poteva spezzare il tempo - ignorando il numero di battute in favore dei testi - era John Lennon».
    La EMI era spazientita dall'atteggiamento di Barrett: aveva lavorato per tre settimane di fila, ma il risultato era un album caotico e completato solo in parte. Jones chiamò allora i due ex compagni di Barrett, Waters e Gilmour, per completare l'album nel più breve tempo possibile. Syd prese poi una vacanza all'isola di Formentera, dove, a parte qualche altro episodio di lunatismo tipicamente Barrettiano, egli apparve agli occhi di tutti in gran forma.
    In autunno, Gilmour lavorò per due giorni di seguito - insieme a Barrett - all'album, terminandolo. Gilmour stesso gli diede il titolo, pescato casualmente nel delirante testo di Octopus ("The madcap laughs at the man on the border"). La copertina venne demandata a Storm e Po, che ora lavoravano regolarmente al reparto grafico dei Pink Floyd. Mick Rock fu incaricato di scattare una fotografia nella residenza di Syd, a Earls Court Square. Rock notò subito che Barrett aveva messo il materasso, il piatto per vinili, la chitarra e gli amplificatori tutti contro una parete, lasciando un grande vuoto al centro del pavimento ora dipinto a strisce arancio e blu. Iggy si aggirava nuda per casa. La foto per la copertina venne da sé. Gilmour aggiunge «Alcune parti del suo cervello erano ancora brillanti».
    Wish You Were Here
    Nel 1975 i Pink Floyd dedicarono a Barrett l'album Wish You Were Here.
    Durante il periodo di produzione di Wish You Were Here, per l'esattezza nella fase di presentazione dell'album ad amici e parenti, negli storici studi di Abbey Road, si presentò uno strano personaggio, completamente calvo, grasso, e con le sopracciglia rasate, con in mano una busta della spesa, che si aggirava tra i presenti completamente allibiti. Il primo a riconoscere Syd Barrett in quella figura ormai deturpata dagli abusi della gioventù fu proprio l'elemento che di Barrett aveva preso il posto, ossia David Gilmour. I compagni lo invitarono in regia ad ascoltare il prodotto della sua assenza. Dopo aver ascoltato i brani, Barrett disse, sorridendo: Mi sembra un po' datato, non pensate?, e uscì così come era venuto, lasciando Waters e compagni inebetiti e con le lacrime agli occhi; i Pink Floyd non lo rivedranno più.
    Tempi recenti
    Di Syd Barrett da allora si persero apparentemente le tracce. In realtà, è noto il fatto che sia tornato a vivere nella sua vecchia casa a Cambridge, assieme alla madre. Il materiale per il suo terzo lavoro musicale mai uscito, insieme ad altro materiale scartato ed ad alcuni bootleg, è stato pubblicato nel 1988 col titolo Opel.
    Negli ultimi anni, l'ex leader dei Pink Floyd si faceva chiamare semplicemente Roger e continuò a vivere a Cambridge, ormai solo, in seguito alla morte della madre, isolato da tutto quello che in qualche maniera poteva ricordargli il passato. Coltivava la sua passione per la pittura, dipingendo secondo uno stile prevalentemente astratto, e si dedicava al giardinaggio. I suoi vecchi compagni ormai non lo contattavano più. Era rimasto solo.
    Nel 2005, durante il Live 8 che ha visto i Pink Floyd riunirsi eccezionalmente per quella particolare occasione, Roger Waters ha ricordato l'ex compagno di band Barrett, dedicandogli l'esecuzione di Wish You Were Here:
    È morto a Cambridge il 7 luglio 2006 a 60 anni per un tumore al pancreas, anche se spesso è riportato che sia deceduto per complicanze dovute al diabete.
    La notizia è stata resa pubblica il 10 luglio. Il giorno dopo, Roger Waters, durante il concerto tenutosi a Lucca, ha dedicato all'amico appena scomparso Wish you were here, facendo apparire immagini dei primi Pink Floyd sul maxi schermo posto dietro al palco.
    Influenza
    Syd Barrett è una delle figure più carismatiche e controverse della storia del rock: oltre ad essere il fondatore dei Pink Floyd (uno dei gruppi più importanti di sempre), Syd ha ispirato molte delle band di rock psichedelico e ha affascinato anche molti altri artisti importanti. Ha avuto gran peso anche il suo approccio verso la musica, libero, non tecnico e legato all'improvvisazione. Per molto tempo, dopo essersi diviso dai Pink Floyd, si è speculato sul suo stato di salute mentale e si sono create varie dicerie sul fatto che la sua pazzia fosse effettivamente dovuta all'uso di quantità industriali di acido. I fan più affezionati, gli amici e i familiari hanno smentito tutto, ma Barrett è ormai considerato l'esempio più folgorante di "rockstar fantasma".
    La malattia
    Molti si sono chiesti di quale malattia realmente soffrisse Syd Barrett. Sono state avanzate le ipotesi della schizofrenia, della psicosi maniaco-depressiva e della sindrome di Asperger senza che la sua patologia fosse mai chiarita del tutto.
    L'uso di droghe psicotropiche da parte di Barrett, negli anni Sessanta, è ampiamente documentato. In parecchi ritengono che le droghe siano state il fattore scatenante della sua follia.

    Ben documentate sono anche le sue "performance" sul palco e fuori da esso. Per June Bolan, i campanelli d'allarme iniziarono quando Syd tenne prigioniera in camera la sua ragazza per tre giorni, lasciando occasionalmente scivolare sotto la porta una porzione di biscotti. Secondo il critico Jonathan Meades, in un'occasione fu compiuto un atto di crudeltà verso Barrett, da parte dei groupies. Secondo il racconto, smentito da Storm Thorgerson, «Raggiunsi per vedere Harry, e sentii questo gran fracasso, come tubi del riscaldamento che vibrano. Io dissi "Cosa sta succedendo?" Lui ridacchiò e mi rispose: "Questo è Syd che sta avendo un brutto trip. L'abbiamo messo nell'armadio"». Sempre Storm Thorgerson racconta dell'umore estremamente incostante di Syd, dicendo che spesso doveva tirarlo via da Lynsey (la sua ragazza), perché smettesse di colpirla in testa con un mandolino.
    David Gilmour, in un'intervista al National Post, diede una sua possibile diagnosi. Secondo lui Barrett era epilettico, ma soffriva solo di crisi parziali; le luci del palco e le droghe avrebbero provocato le crisi, scambiate per malattia mentale.
    Album solisti
    Octupus/Golden Hair (Singolo - 45 Giri) - 14 novembre 1969
    The Madcap Laughs (Album - LP) - gennaio 1970

    Musicisti - David Gilmour, Roger Waters, 'Willie' Wilson, Jerry Shirley, Mike Ratledge, Hugh Hopper, Robert Wyatt
    Barrett (Album - LP) - novembre 1970

    Musicisti - David Gilmour, Richard Wright, 'Willie' Wilson, Jerry Shirley, Vic Saywell
    Syd Barrett (LP) - settembre 1974
    Syd Barrett - The Peel Session (Mini LP) - febbraio 1983

    Musicisti: David Gilmour, Jerry Shirley
    Opel (Album - LP) - 1988
    Crazy Diamond (CD Box) - 1993
    Wouldn't You Miss Me? (CD - Raccolta) - 16 aprile 2001
    Bibliografia
    Tim Willis, Madcap. The half-life of Syd Barrett, Pink Floyd's lost genius, Londra, Short Books, 2002. ISBN 1-904095-50-X
    Mike Watkinson; Pete Anderson, Crazy Diamond. Il viaggio psichedelico di Syd Barrett, Londra, Arcana, 1991. ISBN 978-88-7966-433-2
    Note

      ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh Tim Willis, Madcap. The half-life of Syd Barrett, Pink Floyd's lost genius, Londra, Short Books, 2002. ISBN 1-904095-50-X
      ^ a b c Mike Watkinson; Pete Anderson, Crazy Diamond. Il viaggio psichedelico di Syd Barrett, Londra, Arcana, 1991. ISBN 978-88-7966-433-2
      ^ a b c The Pink Floyd and Syd Barrett Story, documentario disponibile su DVD della Zeit Media Limited.
      ^ What Colour is Sound?, booklet allegato al boxset Crazy Diamond.

    Altri progetti
    Articolo su Wikinotizie: Morto Syd Barrett, fondatore dei Pink Floyd
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Syd Barrett
    Collegamenti esterni
    Splendevi come il sole: un ricordo di Syd Barrett
    Pink Floyd

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