Steve Winwood (62)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Stephen Lawrence Winwood
  • Data di nascita: 12 Maggio 1948
  • Professione: Cantante
  • Gruppo: Traffic
  • Luogo di nascita: Great Barr
  • Nazione: Gran Bretagna
  • Steve Winwood in Rete:

  • Wikipedia: Steve Winwood su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Stephen Lawrence Winwood, detto anche Steve o Stevie (Birmingham, 12 maggio 1948), è un compositore, cantante e polistrumentista britannico, già membro di The Spencer Davis Group, Traffic e Blind Faith.

    Gli esordi e il successo
    Dopo aver studiato piano classico durante l'infanzia, nei primi anni dell'adolescenza, Winwood ha suonato l'Hammond e la chitarra, ed eseguito contro-canto, nelle esibizioni degli artisti americani in tour nella zona di Birmingham, beneficiando di esperienze di blues e di soul particolarmente formative con Muddy Waters, John Lee Hooker, T-Bone Walker, Howlin' Wolf, B. B. King, Sonny Boy Williamson II, Eddie Boyd, Otis Spann, Chuck Berry and Bo Diddley. Questa esperienza gli ha permesso di sviluppare fin dagli esordi una buona preparazione soul-blues e di imprimere alla propria voce, potente e profonda, lo stile interpretativo e il timbro degli afro-americani.
    Nel 1965, all'età di 17 anni, assieme al fratello maggiore Muff Winwood, entra a far parte del gruppo di rythm 'n' blues inglese The Spencer Davis Group, in cui compone, canta, suona l'organo Hammond e la chitarra. Il gruppo ha dei buoni successi in Gran Bretagna (Keep on Running, Somebody Help Me), e con il brano Gimme Some Lovin' ottiene un successo internazionale, raggiungendo le prime posizioni anche nella speciale classifica americana delle vendite dedicata alla musica "black". Questa classifica non era normalmente aperta ai bianchi, ma il successo di vendite presso il pubblico nero, che non immaginava che la voce del brano fosse di un bianco, permise di stabilire al gruppo un primato come primi artisti bianchi a raggiungere i vertici di tale classifica.
    L'interminabile sequela di versioni di Gimme Some Lovin eseguite e registrate da innumerevoli artisti - che comprende quella della Blues Brothers Band nello sketch musicale The Blues Brothers del 1978 e nel successivo film omonimo del 1980 - insieme a quelle di I'm a Man, hanno subito permesso a Winwood di dedicarsi con tranquillità alla composizione. Lontano da ansie commerciali, ha raggiunto straordinari livelli artistici, esprimendo grande spessore emotivo ed estetico e inserendosi spontaneamente nell'ambiente dell'avanguardia musicale della seconda parte degli anni '60.
    Nel 1966 entra a far parte del progetto dei Powerhouse di Eric Clapton, che comprendeva anche Paul Jones e Jack Bruce, che però non produce album. Dal 1967, con Jim Capaldi e Chris Wood dà vita al gruppo dei Traffic, che produrrà fino al 1974, lanciando l'hit Dear Mr. Fantasy.
    Nel 1969, durante un periodo di una pausa del lavoro con i Traffic collabora ad alcune registrazioni di Jimi Hendrix, in particolare suonando l'organo Hammond nel brano Voodoo Chile contenuto nell'album Electric Ladyland. Sempre all'Hammond collabora alla versione di Joe Cocker di With a Little Help from My Friends, partecipa ada alcune date londinesi del grande bluesman Howlin' Wolf, arrivando a registrare un album preziosissimo, The London Howlin' Wolf Sessions, al fianco di Eric Clapton e i Rolling Stones. Quest'esperienza nel blues gli permette di incrementare il proprio bagaglio, e subito dopo, la ripete con Muddy Waters, partecipando all'album The London Muddy Waters Sessions. Consolidando la collaborazione con Eric Clapton, forma i Blind Faith, la cui formazione viene completata con il batterista Ginger Baker, che aveva fatto parte dei Cream, ed il bassista Rick Grech. Il progetto viene prodotto da Robert Stigwood, che in seguito darà vita a Saturday Night Fever, e che ospita il gruppo nella sua villa di campagna per un ritiro artistico, dal quale scaturiscono brani eccellenti, tra cui l'hit di Winwood Can't Find My Way Home e l'album Blind Faith, seguito da un tour promozionale negli USA.
    In seguito, si dedica ad un album solista, avvalendosi dell'aiuto di Jim Capaldi e Chris Wood, ma la collaborazione è talmente fluida e positiva che il lavoro prende un profilo di gruppo e l'album John Barleycorn Must Die è pubblicato a nome dei Traffic, lanciando hit come Glad, Freedom Rider e John Barleycorn. Dall'anno successivo e fino al 1974, il gruppo registra altri 5 album di notevole livello e compie continui tour in tutto il mondo, avvalendosi della collaborazione di grandi musicisti, tra cui Jim Gordon (uno dei migliori batteristi del periodo) e l'ottimo bassista Rick Grech.
    Dopo aver registrato assieme a Stomu Yamash'ta, Al Di Meola, Michael Shrieve e Klaus Shulze l'album Go, si dedica alla carriera solista, lanciando numerose hit di successo: While You See A Chance (album Arc of a Diver), Valerie (album Talking Back to the Night), Higher Love (album Back in the High Life) e Roll with It (album omonimo).
    In questo periodo, si dedica anche ad arrangiamenti e produzioni artistiche per Marianne Faithfull, George Harrison, David Gilmour, Billy Joel, Lou Reed, Phil Collins, Jim Capaldi, Tom Petty, Christina Aguilera, Tito Puente, Arturo Sandoval, Third World, John Mayall, James Brown, Chic, Alex Harvey, The Who e Pete Townshend, John Martyn, Christine McVie, Mike Oldfield, Davy Spillane, Tina Turner, Paul Weller, Jade Warrior, Sandy Denny.


    I brani principali
    Oltre alle hit già citate, che sono tuttora trasmesse per radio, sono considerati veri e propri capolavori, sul piano artistico, brani come (Sometimes I Feel So) Unispired (in particolare nella sua versione dal vivo contenuta nell'album On the Road), Evening Blue (album Shoot Out at the Fantasy Factory) When the Eagle Flies (album omonimo), Dust (album Arc of a Diver) e Back in the High Life Again (album omonimo).


    Discografia essenziale
    Con i Traffic
    Mr. Fantasy (1967)
    Traffic (1968)
    Last Exit (dal vivo, 1969)
    John Barleycorn Must Die (1970)
    Welcome to the Canteen (dal vivo, 1971)
    The Low Spark of High Heeled Boys (1971)
    Shoot Out at the Fantasy Factory (1973)
    On the Road (dal vivo, 1973)
    When the Eagle Flies (1974)
    Far from Home (1994)
    The Last Great Traffic Jam (dal vivo, 2005)
    Con i Blind Faith
    Blind Faith (1969)
    Con i Go
    Go (1976)
    Go Live from Paris (1976)
    Solista
    Steve Winwood (1977)
    Arc of a Diver (1981)
    Talking Back to the Night (1982)
    Back in the High Life (1986)
    chronicles (1987)
    Roll with It (1988)
    Refugees of the Heart (1990)
    Junction Seven (1997)
    About Time (2003)
    Nine Lives (2008)


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