Steve McQueen (1930-1980)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Terence Steven McQueen
  • Scomparso nel: 1980
  • Data di nascita: 24 Marzo 1930
  • Professione: Attore
  • Luogo di nascita: Beech Grove
  • Nazione: Stati Uniti
  • Steve McQueen in Rete:

  • Wikipedia: Steve McQueen su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Disambiguazione – Se stai cercando altri significati del termine, vedi Steve McQueen (disambigua).
    Steve McQueen (Beech Grove, Indiana, 24 marzo 1930 – Juárez, Messico, 7 novembre 1980) è stato un attore statunitense. McQueen è stato uno dei più celebri attori tra gli anni '60 e gli anni '70. Famoso per il suo atteggiamento spericolato e da anti-eroe, nonostante sia sempre stato un attore piuttosto problematico per registi e produttori, riuscì sempre ad ottenere ingenti compensi e ruoli di rilievo. Nel '79 gli venne diagnosticato un mesotelioma (un tumore della pleura associato all'esposizione all'amianto); si chiuse in una clinica messicana. Morì di due attacchi cardiaci alle 15.45 di un caldo 7 novembre del 1980, accanto all'ultima moglie e all'istruttore di volo e amico Sammy Mason. Ventiquattro ore prima gli era stato rimosso chirurgicamente e con successo un tumore allo stomaco. Venne cremato e le sue ceneri vennero sparse sull'Oceano Pacifico.

    Infanzia
    Nacque Terence Steven McQueen il 24 marzo 1930 a Beech Grove, Indiana (non lontano da Indianapolis). Il padre era uno stuntman che abbandonò la moglie e il figlio appena nato. McQueen fu quindi mandato a vivere a Slater, nel Missouri, presso uno zio. All'età di 12 anni tornò a vivere con la madre che nel frattempo si era trasferita a Los Angeles, in California. A 14 anni era già membro di una gang di strada e la madre si vide costretta a mandare il ragazzo alla California Junior Boys Republic presso Chino Hills, California.
    Abbandonato l'istituto, McQueen entrò nel corpo dei Marines dove prestò servizio dal 1947 al 1950. Nel 1952 grazie ad un prestito fornito agli ex soldati iniziò a studiare recitazione presso l'Actors' Studio di Lee Strasberg a New York.

    Dei 2000 candidati che si erano presentati alle selezioni, solo lui e Martin Landau riuscirono a entrare nella scuola. Nel 1955 Steve McQueen esordiva a Broadway.
    Matrimoni
    McQueen si sposò tre volte:
    Il 2 novembre 1956 sposò l'attrice Neile Adams dalla quale ebbe una figlia, Terry (nata il 5 giugno 1959 e morta a 38 anni nel 1998 per emocromatosi), e un figlio, Chad (nato il 28 dicembre 1960). Nel 1972 i due divorziarono.
    Il 31 agosto 1973 McQueen sposò l'attrice Ali MacGraw, che recitò con lui nel film Getaway!. La loro relazione fu piuttosto tumultuosa dato che lei abbandonò letteralmente il marito, il produttore Robert Evans, per sposarlo. Nel 1978 comunque il matrimonio finì.
    Il 16 gennaio 1980, dieci mesi prima di morire, sposò la modella Barbara Minty.
    Motori
    McQueen è ricordato, oltre che per il talento recitativo, anche per la sua passione per le corse, motociclistiche e automobilistiche. Quando ne aveva la possibilità, amava fare a meno di controfigure e girare egli stesso le scene che solitamente venivano svolte dagli stuntman.
    Le più famose scene motoristiche sono state girate per il film Bullitt e nel finale del film La grande fuga quando cerca di raggiungere la Svizzera a bordo di una motocicletta Triumph Bonneville T120 mascherata come se fosse una BMW bellica. Soltanto la scena del salto sul filo spinato fu eseguita dallo stuntman Bud Ekins. McQueen aveva voluto provare la scena una prima volta, ma finì con una caduta e la produzione, per non rischiare un infortunio, impose alla star di punta di non riprovarci. In tutte le altre scene di inseguimento non vi fu mai il bisogno effettivo di uno stuntman.
    Durante la sua carriera cinematografica McQueen partecipò a parecchie gare e considerò più volte l'ipotesi di abbandonare il cinema per dedicarsi completamente alle corse. Nel 1970 partecipò alle 12 ore di Sebring insieme a Peter Revson con una Porsche 908 (guidandola con un piede fasciato a causa di un precedente incidente motociclistico) arrivando primo nella sua categoria e secondo assoluto a soli 23" dal vincitore Mario Andretti su Ferrari.
    Nel 1971 la stessa Porsche 908 fu usata come camera car per girare il film Le 24 Ore di Le Mans. Il film fu un flop al botteghino e costituì un grosso fiasco nella carriera di McQueen, ma a distanza di anni viene ricordato come una realistica testimonianza su uno dei più famosi periodi della storia motoristica e come uno tra i migliori film di corse automobilistiche mai girato. McQueen comunque non partecipò alla 24 ore del 1970 poiché la produzione del film negò il supporto all'attore nel caso in cui egli avesse gareggiato.
    L'attore partecipò anche a parecchie gare motociclistiche durante gli anni '60 e i '70 a bordo perlopiù di una Triumph 500cc acquistata da Bud Ekins. Tra le altre competizioni prese parte anche alla Baja 1000, alla Mint 400, al Gran Prix di Elsinore e nel 1964 venne scelto per rappresentare gli USA alla International Six Days Enduro (ISDE).
    Alla sua morte, la sua collezione di moto comprendeva oltre 100 modelli per un valore di vari milioni di dollari.
    Steve McQueen aveva anche avuto la fortuna di possedere alcune tra le più famose auto sportive dell'epoca come ad esempio:
    Porsche 908, Porsche 917 e Porsche 356
    Ferrari 512 e Ferrari 250 Lusso Berlinetta (battuta all'asta da Christie's California nell'agosto 2007, per 1,7 milioni di euro).
    Jaguar D-Type XKSS
    Con suo grande dispiacere invece McQueen non riuscì mai a venire in possesso della Ford Mustang GT utilizzata nel film Bullitt. Secondo il regista del film infatti, nessuna delle due auto (ancora oggi esistenti) utilizzate per le riprese è mai stata posseduta dall'attore. Negli anni 90, all'uscita della sportiva e potente Ford Puma, un suggestivo fotomontaggio fece sì che McQueen la guidasse nella pubblicità. Nello spot si vede l'attore guidare la Puma per le strade californiane, deporla in una autorimessa insieme ad una vecchia moto e una ad berlina degli anni 50. Un attimo dopo tutto sparisce e resta solo la Puma.
    Filmografia
    Lassù qualcuno mi ama (Somebody Up There Likes Me) (1956)
    Autopsia di un gangster (Never Love a Stranger), regia di Robert Stevens (1958)
    Blob - Fluido mortale (The Blob), regia di Irvin S. Yeaworth Jr. (1958)
    Gli occhi del testimone (The Great St. Louis Bank Robbery), regia di Charles Guggenheim e John Stix (1959)
    Sacro e profano (Never So Few), regia di John Sturges (1959)
    I magnifici sette (The Magnificent Seven), regia di John Sturges (1960)
    Per favore non toccate le palline (The Honeymoon Machine), regia di Richard Thorpe (1961)
    L'inferno è per gli eroi (Hell Is for Heroes), regia di Don Siegel (1962)
    Amante di guerra (The War Lover), regia di Philip Leacock (1962)
    La grande fuga (The Great Escape), regia di John Sturges (1963)
    Soldato sotto la pioggia (Soldier in the Rain), regia di Ralph Nelson (1963)
    Strano incontro (Love with the Proper Stranger), regia di Robert Mulligan (1963)
    L'ultimo tentativo (Baby the Rain Must Fall), regia di Robert Mulligan (1965)
    Cincinnati Kid (The Cincinnati Kid), regia di Norman Jewison (1965)
    Nevada Smith (Nevada Smith), regia di Henry Hathaway (1966)
    Quelli della San Pablo (The Sand Pebbles), regia di Robert Wise (1966)
    Il caso Thomas Crown (The Thomas Crown Affair), regia di Norman Jewison (1968)
    Bullitt (Bullitt), regia di Peter Yates (1968)
    Boon il saccheggiatore (The Reivers), regia di Mark Rydell (1969)
    Le 24 Ore di Le Mans (Le Mans), regia di Lee H. Katzin (1971)
    L'ultimo buscadero (Junior Bonner), regia di Sam Peckinpah (1972)
    Getaway! (The Getaway), regia di Sam Peckinpah (1972)
    Papillon (Papillon), regia di Franklin J. Schaffner (1973)
    L'inferno di cristallo (The Towering Inferno), regia di John Guillermin (1974)
    Dixie Dynamite (Dixie Dynamite), regia di Lee Frost (1976)
    Un nemico del popolo (An Enemy of the People), regia di George Schaefer (1978)
    Tom Horn (Tom Horn), regia di William Wiard (1980)
    Il cacciatore di taglie (The Hunter), regia di Buzz Kulik (1980)
    Doppiatori italiani
    Doppiato da Cesare Barbetti in: Lassù qualcuno mi ama, Blob - Fluido mortale, Sacro e profano, Soldato sotto la pioggia, Cincinnati Kid, Nevada Smith, Quelli della San Pablo, Boon il saccheggiatore, Le 24 Ore di Le Mans, Getaway!, Papillon, Un nemico del popolo
    Doppiato da Pino Locchi in: I magnifici sette, L'inferno è per gli eroi, L'ultimo tentativo
    Doppiato da Nando Gazzolo in: Amante di guerra
    Doppiato da Giuseppe Rinaldi in: La grande fuga, Il cacciatore di taglie
    Doppiato da Gigi Pirarba in: Il caso Thomas Crown
    Doppiato da Michele Kalamera in: Bullitt
    Doppiato da Pino Colizzi in: L'ultimo buscadero
    Doppiato da Sergio Rossi in: L'inferno di cristallo
    Doppiato da Renzo Stacchi in: Tom Horn
    Doppiato da Luigi La Monica in: L'inferno di cristallo ridopp. DVD
    Collegamenti esterni
    (IT) Il sito italiano dedicato a Steve McQueen
    Altri progetti
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Steve McQueen
    Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Steve_McQueen"
    Categorie: Biografie | Attori statunitensi | Nati nel 1930 | Morti nel 1980 | Nati il 24 marzo | Morti il 7 novembreCategoria nascosta: BioBot

    « Torna al 24 Marzo


    Cerca compleanni per iniziale: a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 5
    Oppure per mese: Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre