Stan Kenton (1911-1979)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Stanley Newcomb Kenton
  • Scomparso nel: 1979
  • Data di nascita: 15 Dicembre 1911
  • Professione: Direttore d'Orchestra
  • Luogo di nascita: Wichita
  • Nazione: Stati Uniti
  • Stan Kenton in Rete:

  • Wikipedia: Stan Kenton su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Stanley Newcomb Kenton (Wichita, 15 dicembre 1911 – Los Angeles, 25 agosto 1979) è stato un direttore d'orchestra statunitense, impegnato nell'ambiente jazz. Nei suoi ultimi anni si dedicò soprattutto all'insegnamento.
    Stan Kenton è tra le grandi figure del firmamento della storia del jazz. La sua orchestra, fortemente caratterizzata da un particolare suono (kenton sound) sapiente e seducente ( anche grazie alla collaborazione di diversi arrangiatori come Pete Rugolo, Lennie Niehaus, Gene Roland, Gerry Mulligan e lo sperimentatore Bob Graettinger ) getta un ponte tra la musica jazz afro-americana e le acquisizioni raffinate e suggestive della musica colta del novecento. La sua orchestra si avvalse sempre di importanti personalità, ad esempio trombonisti, quali Frank Rosolino, Kai Winding e Carl Fontana, o alfierr del suono cool-newyorkese come Lee Konitz e Dave van Kriedt.
    Specializzato nell'arrangiare ritmi Afro-Cubani (di cui fu un pioniere) per grandi organici (e alcune delle sue orchestre sfioravno i quaranta elementi) Kenton fu un direttore d'orchestra dotato di un suono distintivo e di una grande influenza sul panorama musicale: i componenti delle sue orchestre erano normalmente solisti di prim'ordine. Le idee che propugnava, e soprattutto il suo modo di porle, gli attirarono molte critiche inclusa quella (mossagli da Leonard Feather e probabilmente ingiusta) di avere pregiudizi razziali. Resta di lui e della sua orchestra una grande e imponente discografia variamente citata (la sua "Intermission Riff" è la sigla della rubrica settimanale del TG1 "Tv7").

    Le critiche
    Le critiche contro Kenton non si limitarono solo alla sua musica. Nel 1956 quando la sua orchestra era ritornata dal suo tour europeo, il "Premio della Critica" indetto dalla rivista americana Down Beat, aveva mostrato vittorie di musicisti Afro-Americani in tutte le categorie. L'orchestra di Kenton stava suonando in Ontario, in Canada a quel tempo, e Stan Kenton mandò un telegramma dove lamentava "una nuova minorità, i musicisti di jazz bianchi," e inoltre il compositore affermava "un completo e totale disgusto con i geni del jazz". Il critico Leonard Feather, da solo senza il supporto degli altri critici, rispose il 3 ottobre del 1956 con una lettera, dove discuteva la visione razziale di Kenton e il suo disprezzare dei musicisti Afro-Americani come Duke Ellington, Count Basie e Dizzy Gillespie. Il fatto che Kenton non avesse vinto il "Premio della Critica" era la ragione più ovvia di questo suo atteggiamento; questo lungo pregiudizio per molti anni, ora veniva in superficie; Kenton non aveva assunto abbastanza Afro-Americani (nella sua orchestra) in tutti questi anni.
    Molti critici furono in disaccordo. Tre anni prima di questo avvenimento, il 16 dicembre 1953, il critico di Down Beat, Nat Hentoff, aveva scritto che: "Stan è libero da ogni pregiudizio di ogni tipo, come ogni uomo che io conosco". Tuttavia, sebbene ci furono solisti Afro-Americani che suonarono nell'orchestra di Kenton, pochissimi effettivamente suonarono con lui per lungo tempo.
    Gli anni successivi
    L'ultimo esperimento di Kenton fu la sua orchestra mellofonica del 1960-1963. Nonostante le difficoltà di mantenere i 4 mellophonium in intonazione (che formavano una sezione propria e separata), questa orchestra particolare di Kenton ebbe i suoi momenti esaltanti. Tuttavia dal 1963 in poi, l'inclinazione verso le grandi big band iniziò a cambiare. Invece che usare i solisti talentuosi, Kenton enfatizzava i giovani a costo dell'originalità. Mentre gli arragiamenti (incluso quello di Hank Levy) continuavano a cambiare, dopo la "graduazione" di Gabe Baltazar nel 1965, dove c'erano nuovi importanti allievi di Kenton (oltre che il batterista Peter Erskine e Tim Hagans). Per molti dei giovani musicisti, suonare in tour con Kenton voleva dire essere al punto massimo della loro carriera, oltre che ad un importante e precoce passo. Kenton suona Wagner (1964) fu un altro importante progetto, ma per il direttore d'orchestra l'attenzione era sull'educazione del jazz; condusse un infinito numero di clinics, e rese disponibili alle orchestre dei college e delle università le sue composizioni. Kenton continuò a dirigere e far concerti con la sua big band fino a quando non morì, nel 1979.
    Gli ultimi anni
    Negli ultimi anni di vita, il geniale e carismatico Kenton spese molte energie sostenendo la musica delle big band e quello che chiamava "jazz progressivo" nelle scuole e nei college nei vari Paesi Americani. La sua intera biblioteca fu donata all'Università del Nord Texas a Denton. Fu una figura saliente nella musica americana e lasciò un indelebile segno nell'arrangiamento delle big band. La musica di Kenton evolse con il tempo tra il 1960 e il 1970, anche se non più un grande innovatore. Il suo concerto finale avvenne in Agosto nel 1978, un anno prima di morire. Visse con il figlio Lance, un membro chiave della riabilitazione per droga, condannato alla prigione per assalto e cospirazione dopo che aveva messo un serpente a sonagli nella casella postale di un avvocato.
    Quello che Kenton perse, comunque, fu la successiva "riscoperta" della sua musica, con molte ristampe delle sue registrazioni.
    Stan Kenton morì il 25 agosto del 1979, dopo aver sofferto una settimana prima per un attacco di cuore. Fu sepolto al Westwood Village Memorial Park Cemetery, a Los Angeles.
    Lo stile
    Senza dubbio la musica di Kenton stride alle orecchie degli ascoltatori di jazz classico come quello di Duke Ellington, Count Basie e altri, per molte delle sue scelte musicali.
    In primis, un elemento che contraddistinguerà Kenton in molte sue registrazioni (e che sarà oggetto di critiche continue), è l'accostare veri e propri muri sonori di fiati (trombe, tromboni), spinti al massimo, talvolta alla dissonanza, a temi e melodie tranquille. L'imprevedibile è sempre un elemento principale in Kenton, tant'è che in molti suoi brani non si è mai in grado di capire cosa accadrà dopo: un piano solo, un tema eseguito dall'orchestra o un'esplosione astratta di note, eseguite dai fiati.
    Ma lo stile di Kenton arriva fino alla cinematografia: saranno infatti le musiche dei film polizieschi a influenzarlo molto, e a creare composizioni non tanto differenti dalle colonne sonore dei primi film di 007. Successivamente una passione che Kenton coltiverà per molti anni, sarà quella per la musica cubana e latina. Infatti, molte delle composizioni che scriverà e da cui trarrà ispirazione avranno come radice i ritmi cubani e africani, tant'è che si circonderà di percussionisti e di polistrumentisti: i suoi trombettisti ad esempio, nel brano Peanut Vendor, useranno percussioni durante alcuni stacchi ritmici.
    Discografia parziale
    La maggiora pate del lavoro dei primi anni di Kenton fu pubblicato su dischi a 78 giri ed è stato ripubblicato in antologie, che sono quelle elencate di seguito.
    Collaboratori
    Tra i membri delle sue orchestre figurarono (tra gli altri) i seguenti musicisti:
    Tra le voci maschili e femminili si ricordano Anita O'Day, June Christy, e Chris Connor. Kenton scoprì The Four Freshmen quando suonavano in un localino a Dayton (Ohio), e li aiutò ad arrivare al successo.
    Collegamenti esterni
    Pagina dedicata a Kenton sul libro del suo liceo
    Portale Jazz: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di jazz

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Stan_Kenton"
    Categorie: Biografie | Direttori d'orchestra statunitensi | Nati nel 1911 | Morti nel 1979 | Nati il 15 dicembre | Morti il 25 agosto | Direttori d'orchestra jazz | Down Beat Jazz Hall of FameCategoria nascosta: BioBot

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