Simone De Beauvoir (1908-1986)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Simone Lucie-Ernestine-Marie-Bertrand de Beauvoir
  • Scomparso nel: 1986
  • Data di nascita: 9 Gennaio 1908
  • Professione: Scrittrice
  • Luogo di nascita: Parigi
  • Nazione: Francia
  • Simone De Beauvoir in Rete:

  • Wikipedia: Simone De Beauvoir su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Simone de Beauvoir, Sartre e Che Guevara in una riunione a Cuba nel 1960
    Simone Lucie-Ernestine-Marie-Bertrand de Beauvoir o più semplicemente Simone de Beauvoir (Parigi, 9 gennaio 1908 – Parigi, 14 aprile 1986) è stata una scrittrice, filosofa e femminista francese.

    Biografia
    La scrittura e l'impegno nei movimenti di trasformazione sociale
    Simone de Beauvoir nacque a Parigi il 9 gennaio 1908 da una famiglia alto-borghese, segnata presto dalla bancarotta del nonno paterno. Simone e Hélène, sua sorella, vissero lunghi anni di disagi e ristrettezze economiche: "usavamo i vestiti fino alla corda, e anche oltre". Ben presto Simone rivelò un'intensa passione per lo studio. Iscritta all'Istituto Désir, diventò un'allieva esemplare, e decise – fatto allora eccezionale – di continuare a studiare e di dedicarsi all'insegnamento, allontanandosi allo stesso tempo dalla religione.
    Studiò alla Sorbona, dove nel 1929 ottenne "l'agrégation" (idoneità) in filosofia e dove incontrò colui che, senza matrimonio né convivenza, sarebbe diventato il compagno della sua vita, il filosofo esistenzialista Jean-Paul Sartre. Sono, questi, gli anni in cui conosce Merleau-Ponty, Lévi-Strauss, Raymond Aron, Paul Nizan.
    Inizia a insegnare nel 1930, prima a Marsiglia, poi a Rouen, infine a Parigi, dove chiuderà la propria carriera di docente nel 1943 per diventare scrittrice a tempo pieno. Molto importanti sono le sue esperienze di viaggio in vari continenti per la sua formazione intellettuale. Con Sartre compie i suoi primi viaggi, in Spagna, in Italia, in Grecia, in Marocco; nulla sfugge a questi due intellettuali degli eventi culturalmente significativi di questo periodo, si appassionano al cinema e al jazz e vivono con partecipazione i grandi rivolgimenti politici di quegli anni: il nazismo in Germania, la guerra civile spagnola del 1936, la seconda guerra mondiale. Durante la guerra, Simone de Beauvoir rimane a Parigi, occupata dai nazisti, e condivide con Sartre la breve esperienza del gruppo di Resistenza "Socialismo e Libertà".
    Dopo la Liberazione lascia l'insegnamento ed entra a far parte del comitato di redazione della rivista Les Temps Modernes, insieme a Sartre, Leiris, Merleau-Ponty e altri.
    Nel 1947 si reca negli Stati Uniti per una serie di conferenze e incontra lo scrittore Nelson Algren, con cui stabilisce un intenso rapporto d'amore. Compie altri viaggi significativi (Brasile, Cuba, Cina, Russia) e ritorna molto spesso in Italia con Sartre. Dopo Il secondo sesso (1949), ormai famosa in tutto il mondo, Simone de Beauvoir, per le particolari posizioni assunte come scrittrice e come donna, è oggetto di grande ammirazione ma anche di aspre polemiche. Allo scoppio della guerra di liberazione algerina, prende posizione a favore di questa lotta, cosa che renderà il suo isolamento ancora più pesante.
    Simone de Beauvoir è considerata la madre del movimento femminista, nato in occasione della contestazione studentesca del maggio 1968, che seguirà con partecipazione e simpatia.
    Gli anni settanta la vedono fervidamente in prima linea in varie cause del progresso civile: la dissidenza sovietica, il conflitto arabo-israeliano, l'aborto, il Cile, la donna (è presidentessa dell'associazione "Choisir " e della Lega dei diritti della donna).
    Nell'ultimo periodo della sua vita, Simone de Beauvoir affronta con coraggio un altro problema sociale, quello della vecchiaia, cui dedica un importante saggio, La Terza Età (1970).
    Nel 1981, in seguito alla morte di Sartre, scrisse La cerimonia degli addii (La Cérémonie des adieux), cronaca degli ultimi anni del celebre pensatore.
    Una vita in due
    Tomba di Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir
    Simone de Beauvoir morì il 14 aprile 1986 e venne seppellita nel cimitero di Montparnasse di Parigi accanto al suo compagno di una vita Jean-Paul Sartre, morto 6 anni prima, il 15 aprile 1980.

    Radicalmente atea proprio come Sartre del resto, in La Cérémonie des Adieux, aveva scritto al riguardo della morte di colui col quale aveva condiviso gran parte della sua esistenza e delle sue idee: «La sua morte ci separa. La mia morte non ci riunirà. È così; è già bello che le nostre vite abbiano potuto accordarsi per un così lungo tempo» («Sa mort nous sépare. Ma mort ne nous réunira pas. C'est ainsi; il est déjà beau que nos vies aient pu si longtemps s'accorder»).
    Le opere
    L'invitata (1943) è il primo romanzo pubblicato da Simone de Beauvoir, quello che la rivelò come scrittrice. Vi è affrontato con coraggio un tema difficile: l'inserimento nell'ambito di una coppia di un terzo personaggio, che ne muta l'intero equilibrio, costringendo ognuno a svelarsi sotto lo sguardo dell'Altro. La tematica della responsabilità ritorna nel suo secondo romanzo, Il sangue degli altri (1945): durante la seconda guerra mondiale, nella Francia occupata, coloro che si erano accostati alla Resistenza si erano trovati di fronte a una duplice assunzione di responsabilità: quella di lottare contro l'oppressione nazista e quella di spingere gli altri (spesso le persone più care) a rischiare la vita. Di fronte allo strazio di queste morti, Simone de Beauvoir riafferma che non c'era altra via possibile, e che ognuno è sempre responsabile in prima persona delle proprie scelte, della propria libertà.
    Dopo il suo viaggio negli Stati Uniti, pubblica Il secondo sesso (1949), un saggio fondamentale che da un lato fa il punto sulle conoscenze biologiche, psicoanalitiche, storiche, antropologiche esistenti sulla donna, e dall'altro apre la strada a quella discussione radicale sulla condizione femminile che avrebbe caratterizzato i decenni successivi.
    Sono, questi, anni ricchi per la de Beauvoir, che riesce ad affrontare opere di grande respiro con forza e originalità. Nel 1954 esce I Mandarini, con cui vince il premio Goncourt, considerato il suo più bel romanzo.
    L'autobiografia
    A partire dal 1958, si dedica alla sua autobiografia, uscita in quattro volumi: Memorie di una ragazza perbene (1958), L'età forte (1960), La forza delle cose (1963), A conti fatti (1972). È un'opera particolarmente preziosa perché offre, oltre alla storia personale della scrittrice, la diretta testimonianza sull'atmosfera e sul grande dibattito culturale svoltosi in Francia dagli anni trenta fino alla fine degli anni sessanta.
    Una morte dolcissima (1964) è la recita intensamente commossa dedicata alla morte della madre. I temi angosciosi della malattia, della vecchiaia e della morte sono quelli che Simone de Beauvoir ha voluto affrontare, una volta di più con grande coraggio, negli ultimi anni della sua vita (La Terza Età, 1970).
    La cerimonia degli addii
    La cerimonia degli addii (1981) è l'ultimo suo grande lavoro letterario che conclude in qualche modo descrivendo la morte per lei più straziante, quella di Jean-Paul Sartre, la sua autobiografia in più volumi.
    Pensiero
    Il pensiero di Simone de Beauvoir si forma in comunione con quello di Sartre e con il suo esistenzialismo: i due scrittori sono soliti discutere le loro idee così come i loro scritti, e tengono in massima considerazione la reciproca critica. Le opere della scrittrice sono densamente intessute di considerazioni filosofiche ed esistenzialiste comunque personali, rivolte in modo particolare ad approfondire il tema del ruolo e della condizione della donna nella società moderna. Nella sua attività intellettuale hanno ovviamente avuto una notevole rilevanza le sue origini alto-borghesi e la presa di una qualche distanza "politica" da queste in anni successivi, così come l'abbraccio di un certo tipo di socialismo e d'attivismo politico di concerto con Sartre (pur condividendo molti dei principi del comunismo i due non vi aderiranno mai completamente per varie ragioni, alcune delle quali si possono evincere ad esempio dalla lettura del romanzo "I mandarini"). Il suo ateismo è ben reso da espressioni come: "Dio è diventato un'idea astratta, che una sera io ho cancellato" (cit. da "Memorie d' una ragazza perbene"). Per lei ateismo non è disimpegno dalla morale, ma la fondazione di una nuova etica atea non meno impegnativa e innovativa della coscienza e del costume.
    Bibliografia
    Romanzi
    L'invitata (L'Invitée, 1943)
    Il sangue degli altri (Le sang des autres, 1945)
    Tutti gli uomini sono mortali (Tous les hommes sont mortels, 1946)
    I mandarini (Les Mandarins, 1954), Premio Goncourt
    Le belle immagini (Les Belles Images, 1966)
    Una donna spezzata (La Femme rompue, 1967)
    Lo spirituale un tempo (Quand prime le spirituel 1979)
    Saggi
    Pyrrhus et Cinéas (1944)
    Per una morale dell'ambiguità (Pour une morale de l'ambiguïté, 1947)
    L'America giorno per giorno (L'Amérique au jour le jour, 1948)
    L'Existentialisme et la Sagesse des nations (1948)
    Il secondo sesso (Le Deuxième Sexe, 1949)
    Bruciare Sade? (Privilèges1955)
    La lunga marcia (La Longue Marche, 1957)
    La terza età (La Vieillesse, 1970)
    Recite
    Una morte dolcissima (Une mort très douce, 1964)
    La cerimonia degli addii (La cérémonie des adieux, 1981)
    Memorie
    Memorie d'una ragazza perbene (Mémoires d'une jeune fille rangée, 1958)
    L'età forte (La Force de l'âge, 1960)
    La forza delle cose (La Force des choses, 1963)
    A conti fatti (Tout compte fait, 1972)
    Testi teatrali
    Les bouches inutiles (1945)
    Note


      ^ (FR) Il movimento femminista "Choisir" sulla Wikipedia francese

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