Silvana Mangano (1930-1989)

Informazioni di base:

  • Scomparsa nel: 1989
  • Data di nascita: 23 Aprile 1930
  • Professione: Attrice
  • Luogo di nascita: Roma (RM)
  • Nazione: Italia
  • Silvana Mangano in Rete:

  • Wikipedia: Silvana Mangano su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Silvana Mangano in Scusi, lei è favorevole o contrario? (1966)
    Silvana Mangano (Roma, 23 aprile 1930 – Madrid, 16 dicembre 1989) è stata un'attrice italiana.
    Dopo il matrimonio con il produttore Dino De Laurentiis ha lavorato con i nomi più importanti del cinema italiano: Federico Fellini, Vittorio De Sica, Alberto Lattuada, Marco Ferreri, Pier Paolo Pasolini, Franco Zeffirelli e Luchino Visconti.

    Biografia
    Silvana Mangano in Riso amaro (1949)
    Gli esordi
    Figlia di un ferroviere italiano e un'inglese, iniziò a seguire dei corsi di danza classica a Milano presso Jia Ruskaya e, notata dal famoso costumista francese Georges Armenkov la Mangano, dopo un po' di titubanza, decise di partire per la Francia per lavorare come indossatrice per la maison Mascetti; fu proprio in Francia che Silvana apparve nel 1945 come comparsa nel suo primo film: Le jugement dernier di René Chanas.
    Ritornata in Italia, grazie alla sua bellezza scultorea partecipò al concorso di Miss Italia del 1947 che fu vinto da Lucia Bosè: a quell'edizione parteciparono anche Gianna Maria Canale (seconda), Gina Lollobrigida (terza) ed Eleonora Rossi Drago (poi esclusa) che divennero amiche della Mangano per tutta la sua vita.
    Silvana venne notata dal regista Mario Costa e inizio quindi a lavorare come comparsa in alcune pellicole come Il delitto di Giovanni episcopo del 1947 di Alberto Lattuada a fianco della Lollobrigida. Nel frattempo seguì un corso di recitazione incontrandovi Marcello Mastroianni, il suo primo grande amore; al proposito la Mangano disse anni dopo:Ci conosciamo da sempre. A Roma da ragazzi abitavamo nello stesso quartiere, innamorati. Io sedici anni, lui ventidue. Marcello non lo ha mai dimenticato, anche perché una volta mentre ci baciavamo su una panchina, sorprese un guardone, lo affrontò, gli tirò un pugno, quello si scansò... e Marcello colpì un tronco d' albero. Così negli anni ogni volta che quel pollice gli ha fatto male si è ricordato di me.
    Riso amaro e il successo
    La relazione con Mastroianni dura poco, dato che appena diciannovenne la Mangano fu scelta da Giuseppe De Santis per il film neorealista Riso amaro (1949) con Vittorio Gassman: l'attrice aveva 19 anni e si presentò al provino in mezzo a una folla di ragazze, ma il regista non ne scelse nessuna: nemmeno lei, che era vestita in modo troppo vistoso e troppo truccata. Tempo dopo, passeggiando per via Veneto a Roma si scontrò sotto la pioggia col regista: senza trucco, coi i capelli bagnati e con un aspetto semplice colpisce De Santis che le fece fare un secondo provino, ottenendo così la parte della protagonista Silvana. Sul set conobbe il futuro marito, il produttore cinematografico Dino de Laurentis.
    Il film ottenne un successo straordinario e la Mangano, grazie anche alle sue doti fisiche, raggiunse il successo nel mondo del cinema, lanciata come sex symbol nazionale nel dopoguerra. La sua immagine altera e indolente della mondina con la maglietta attillata e le calze nere a metà coscia diventano un'immagine simbolo del cinema italiano.
    Sempre nel 1949 lavorò in Cagliostro e nuovamente con Gassman ne Il lupo della Sila, tanto che girarono voci che la volevano fidanzata con l'attore. L'anno successivo girò con Amedeo Nazzari Il brigante Musolino.
    Arrivò il successo a livello internazionale: i critici americani la paragonano a Rita Hayworth e ricevette proposte da Hollywood e dal regista Alexander Korda, ma Silvana rifiutò. Quello stesso anno sposò Dino De Laurentiis, dal quale ebbe quattro figli: Veronica, Raffaella (futura produttrice), Federico e Francesca.
    Gli anni cinquanta e l'abbandono dei ruoli estetici
    Silvana, aiutata anche dal matrimonio con De Laurentiis, riuscì a gestire in modo oculato e attento la sua carriera, sapendo scegliere i copioni adatti così da allontanarsi dalla fisicità erotica dei primi film verso personaggi psicologicamente più complessi ed eterei, come la ballerina che si fa suora nel film Anna di Alberto Lattuada (1951, con il famoso ballo El negro Zumbon che Nanni Moretti ricorderà quarant'anni dopo inserendo la scena in Caro Diario) e L'oro di Napoli (1954) di Vittorio De Sica dove interpreta la prostituta nell'episodio di Teresa, nonché di nuovo accanto a Gassman in "Mambo" (1954). In questo periodo aumentò il graduale distacco dai ruoli legati alla sua estetica verso interpretazioni con sfumature psicologiche più complesse.
    Nella sua prima opera internazionale, Ulisse (1954) di Mario Camerini, al fianco di Kirk Douglas e Anthony Quinn, l'attrice interpretò due personaggi: Penelope e la Maga Circe. A questo punto Silvana era una diva del cinema. Le chiesero di lavorare con Mastroianni, ma più di una volta rifiutò, accettando di lavorare nel film La tempesta (1958).
    Inevitabile il confronto divistico tra la Mangano e il mito nascente di Sophia Loren, sostenuto da Carlo Ponti, una volta socio di De Laurentiis. Grande risalto giornalistico ebbero nel 1956 le riprese del film Uomini e lupi, di Peppino De Santis, accanto a un ancora immaturo Yves Montand e all'esperto Guido Celano: durante una pausa della lavorazione, nelle montagne della Majella in Abruzzo, la Mangano fu assalita da uno dei lupi utilizzati per le scene, sfuggito al proprio domatore. Celano, rischiando la propria incolumità, riuscì a bloccare l'animale, che fu poi abbattuto da un cacciatore che si trovava in zona.
    In seguito la Mangano continuò a selezionare le proposte ricevute, lavorando in film famosi come La diga del Pacifico (1958), diretto da René Clément e tratto da un romanzo di Marguerite Duras, lavorando con Anthony Perkins e Alida Valli come cointerpreti.
    Dalla fine degli anni cinquanta, nonostante il carattere riservato e schivo, la Mangano si cimentò anche nei ruoli della commedia, dando prova della sua versatilità nel ruolo della prostituta La grande guerra (1959) di Mario Monicelli, con Alberto Sordi e Vittorio Gassman, o in quello della popolana in Crimen (1961) di Mario Camerini.
    Gli anni sessanta: le commedie e i film d'autore
    Nel 1960 Federico Fellini le propose di recitare a fianco di Mastroianni ne La dolce vita ma De Laurentis, a causa della sua gelosia, le fa rifiutare la parte, che venne così interpretata da Anouk Aimée.
    La Mangano interpretò una donna slava che lotta contro le forze naziste in Jovanka e le altre (1960) di Martin Ritt, accettando di tagliare a zero i suoi lunghi capelli per la parte e finisce sulla copertina della rivista americana Life. Nel frattempo girò Una vita difficile (1961) e Il giudizio universale (1961), stringendo amicizia con Alberto Sordi, che divenne uno dei suoi più cari amici. Con la notevole interpretazione del personaggio di Edda Ciano nel film Il processo di Verona di Carlo Lizzani la Mangano iniziò a cimentarsi con ruoli sempre più tormentati, introspettivi e raffinati.
    Proseguì comunque il lato della commedia in coppia con Sordi, lavorando con il regista Tinto Brass, quando non era ancora passato al genere erotico, in La mia signora (1964) e ne Il disco volante (1964), con Alessandro Blasetti in Io, io, io... e gli altri (1965) dove rincontrò Mastroianni e fu diretta sempre da Sordi nel satirico Scusi, lei è favorevole o contrario? (1966).
    Pasolini e Visconti
    Negli anni dal 1967 al 1974, Silvana Mangano ebbe l'opportunità di mostrare il suo talento in modo definito, guidata da due maestri quali Pier Paolo Pasolini e Luchino Visconti, che avevano compreso e intuito il suo modo di recitare. Fu una splendida Giocasta nel film Edipo re (1967) e lavorò inoltre nei due film Capriccio all'italiana (1967) e Le streghe (1967) accanto a Totò.
    Interpretò una madre snaturata e ipocrita in Teorema (1968) con Massimo Girotti e Terence Stamp. Dopo il Decameron (1971) abbandonò Pasolini e recitò nella commedia Lo scopone scientifico (1972), considerato da alcuni il capolavoro di Luigi Comencini, attorniata da Alberto Sordi, Bette Davis e Joseph Cotten.
    Visconti la volle in Morte a Venezia (1971) e, accanto a Romy Schneider, in Ludwig (1973), poi l'anno seguente nel cast all-stars di Gruppo di famiglia in un interno (1974) con Burt Lancaster ed Helmut Berger.
    Gli ultimi successi
    La morte del figlio ventenne Federico (avvenuta il 15 luglio 1981 in un incidente aereo in Alaska) causò un forte periodo di depressione. La Mangano divorziò da Dino De Laurentiis e, ammalatasi di un tumore allo stomaco, si ritirò a vita privata, lavorando solo nel film Dune (1984) di David Lynch. Intuendo l'avvicinarsi della fine, si rappacificò con De Laurentiis e lavorò ancora con Marcello Mastroianni nel capolavoro di Nikita Mikhalkov Oci ciornie (1987).
    Morì due anni più tardi per emorragia cerebrale, lasciando nella memoria del pubblico italiano il ritratto di una grandissima attrice e stimata interprete.
    Filmografia
    Le jugement dernier (1945), regia di René Chanas
    L'elisir d'amore (1946), regia di Mario Costa
    Il delitto di Giovanni Episcopo (1947), regia di Alberto Lattuada
    Gli uomini sono nemici (1948)regia di Ettore Giannini
    Il lupo della Sila (1949), regia di Duilio Coletti
    Cagliostro (Black Magic) (1949), regia di Gregory Ratoff e, non acceditato, Orson Welles
    Riso amaro (1949), regia di Giuseppe de Santis
    Il brigante Musolino (1950), regia di Mario Camerini
    Anna (1951), regia di Alberto Lattuada
    Il più comico spettacolo del mondo (1953), non accreditata, regia di Mario Mattoli
    Mambo (1954), regia di Robert Rossen
    Ulisse (1954), regia di Mario Camerini
    L'oro di Napoli (1954), regia di Vittorio de Sica
    Uomini e lupi (1956), regia di Giuseppe de Santis
    La diga sul Pacifico (This Angry Age) (1958), regia di René Clement
    La tempesta (1958), regia di Alberto Lattuada
    La grande guerra (1959), regia di Mario Monicelli
    Jovanka e le altre (5 Branded Women) (1960), regia di Martin Ritt
    Crimen (1961), regia di Mario Camerini
    Il giudizio universale (1961), regia di Vittorio De Sica
    Barabba (1961), regia di Richard Fleischer
    Il processo di Verona (1963), regia di Carlo Lizzani
    La mia signora (1964), regia di Mauro Bolognini, Tinto Brass e Luigi Comencini
    Il disco volante (1964), regia di Tinto Brass
    Io, io, io... e gli altri (1966), regia di Alessandro Blasetti
    Scusi, lei è favorevole o contrario? (1967), regia di Alberto Sordi
    Le streghe (1967), regia di Mauro Bolognini, Vittorio De Sica, Pier Paolo Pasolini, Franco Rossi e Luchino Visconti
    Edipo re (1967), regia di Pier Paolo Pasolini
    Capriccio all'italiana (1968) - episodi "La bambinaia" di Mario Monicelli, "Perché?" di Mauro Bolognini e "Viaggio di lavoro" di Pino Zac
    Teorema (1968), regia di Pier Paolo Pasolini
    Scipione detto anche l'africano (1971), regia di Luigi Magni
    Morte a Venezia (1971), regia di Luchino Visconti
    Il Decameron (1971), non accreditata, regia di Pier Paolo Pasolini
    D'amore si muore (1972), regia di Carlo Carunchio
    Lo scopone scientifico (1972), regia di Luigi Comencini
    Ludwig (1972), regia di Luchino Visconti
    Gruppo di famiglia in un interno (1974), regia di Luchino Visconti
    Dune (1984), regia di David Lynch
    Oci ciornie (1987), regia di Nikita Mikhalkov
    Premi
    1955 : Nastro d'Argento come migliore attrice protagonista per il film L'oro di Napoli
    1963 : David di Donatello come migliore attrice protagonista per il film Il processo di Verona
    1964 : Nastro d'Argento come migliore attrice protagonista per il film Il processo di Verona
    1967 : David di Donatello come migliore attrice protagonista per il film Le streghe
    1972 : Nastro d'Argento come migliore attrice non protagonista per il film Morte a Venezia
    1973 : David di Donatello come migliore attrice protagonista per il film Lo scopone scientifico
    Collegamenti esterni
    Scheda dell'Internet Movie Database
    Portale Biografie
    Portale Cinema
    Portale Donne nella storia

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