Sigmund Freud (1856-1939)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Sigismund Schlomo Freud
  • Scomparso nel: 1939
  • Data di nascita: 6 Maggio 1856
  • Professione: Scrittore
  • Luogo di nascita: Freiberg
  • Nazione: Germania
  • Sigmund Freud in Rete:

  • Sito Non Ufficiale: Un sito non ufficiale su Sigmund Freud
  • Wikipedia: Sigmund Freud su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Sigmund Freud nel 1938
    Sigmund Schlomo Freud (Příbor, 6 maggio 1856 – Londra, 23 settembre 1939) è stato un neurologo, psicoanalista e filosofo austriaco, fondatore della psicoanalisi, una delle principali correnti della moderna psicologia. Ha elaborato la teoria dell'"iceberg", secondo la quale l'inconscio governa il comportamento e il pensiero degli esseri umani e delle interazioni tra individui.
    Nella psicoanalisi l'impulso sessuale e le sue relazioni con l'inconscio sono alla base dei processi interpretativi. Molti dissensi con Freud, e quindi la nascita di indirizzi alternativi (Adler, Jung e altri) nasce dalla contestazione di un ruolo riconosciuto da Freud alla sessualità ritenuto eccessivo.
    In un primo momento si dedicò allo studio dell'ipnosi e dei suoi effetti nella cura di pazienti psicolabili, influenzato dagli studi di Josef Breuer sull'isteria, in particolare dal caso Anna O. (ossia Bertha Pappenheim, futura fondatrice dei movimenti di assistenza sociale e di emancipazione femminile), al quale si interessò sulla base delle considerazioni di Charcot che individuava nell'isteria un disturbo della psiche e non già una simulazione come ritenuto fino ad allora.
    Dalle difficoltà incontrate da Breuer nel caso, Freud costruì progressivamente alcuni principi basilari della psicoanalisi relativi alle relazioni medico-paziente: la resistenza e il transfert. Di questo periodo furono anche le intuizioni che formano il nucleo della psicoanalisi: il metodo di indagine mediante l'analisi di associazioni libere, lapsus (da cui appunto il lapsus), atti involontari e l'interpretazione dei sogni.
    Le idee di Freud e le sue teorie - viste con diffidenza negli ambienti della Vienna del XIX secolo - sono ancora oggi al centro di accesi dibattiti e centro di discussioni non solo in ambito medico-scientifico, ma anche accademico, letterario, filosofico e culturale in genere.

    La vita
    Sigismund Schlomo Freud nacque a Freiberg in Moravia, allora territorio dell'Impero austriaco ora Příbor nella Repubblica Ceca. Nel 1877 abbreviò il suo nome in Sigmund Freud (Schlomo ovvero Salomone in ebraico vuol dire "Pace").
    Sigmund era figlio di Jacob Freud e della sua terza moglie Amalie Nathanson (1835-1930). Jacob, ebreo proveniente dalla Galizia e commerciante di lana, si trasferì a Vienna nel 1860, a causa di sconvolgimenti politico-economici. Dal padre non ricevette una educazione tradizionalista, eppure già in giovanissima età si appassionò alla cultura e alle scritture ebraiche, in particolare allo studio della Bibbia. Questi primi interessi lasciarono evidenti tracce nella sua opera.
    Nella Vienna di quel periodo erano presenti forti componenti antisemitiche e ciò costituì per lui un ostacolo, ma non riuscì a limitare la sua libertà di pensiero. Dalla madre e quindi dal padre ricevette i primi rudimenti. Poi fu inscritto in una scuola privata, e dall'età di nove anni frequentò con grande profitto per otto anni l'Istituto Superiore "Sperl Gimnasyum". Sino alla maturità, conseguita a 17 anni, dimostrò grandi capacità intellettuali tanto da ricevere una menzione d'onore.
    Durante il corso di laurea maturò una crescente avversione per gli insegnanti che considerava non all'altezza; l'insoddisfazione lo spinse a sviluppare un senso critico che, di fatto, ritardò l'ottenimento della sua laurea in medicina (marzo 1881).
    Dopo la laurea si recò in Inghilterra e, successivamente, lavorò in un laboratorio di zoologia diretto da Carl Claus a Vienna. Fu qui che prese contatto con il darwinismo. Il lavoro di ricerca però, non lo soddisfò e dopo due anni cambiò lavoro e conobbe Ernst Wilhelm von Brücke, nell'Istituto di Fisiologia, dove condusse importanti ricerche nel campo della neuro-istologia. Freud lasciò l'istituto dopo sei anni di permanenza, anche se le ricerche effettuate gli assicuravano una sicura carriera nel settore, perché era animato da grande ambizione e valutò troppo lenti i successi conseguibili in quel campo ristretto. Freud fu enormemente colpito dal Brücke, tanto che nella sua autobiografia viene citato come colui che maggiormente influì sulla sua personalità.
    L'aspirazione all'indipendenza economica lo spinse a dedicarsi alla pratica clinica, lavorando per tre anni presso l'Ospedale Generale di Vienna con pazienti affetti da turbe neurologiche. Questa disciplina, essendo molto più remunerativa, gli avrebbe permesso di sposare la sua futura moglie, Martha Bernays.
    Fu proprio mentre lavorava in questo ospedale, nel 1884, che Freud cominciò gli studi sulla cocaina, sostanza allora sconosciuta. Scoperto che la cocaina era utilizzata dai nativi americani come analgesico la sperimentò anche su sé stesso osservandone gli effetti stimolanti e privi, a suo dire, di effetti collaterali rilevanti. La utilizzò in alternativa alla morfina per curare un suo amico che soffriva di una infezione, ma la conseguente instaurazione della dipendenza da essa (più pericolosa rispetto a quella da morfina), fece scoppiare un caso che costituì una macchia nella sua carriera, anche in considerazione del fatto che un altro ricercatore, utilizzando i suoi studi, sperimentò la cocaina quale analgesico oftalmico, ricavandone rilevanti riconoscimenti nell'ambito medico internazionale. Rinunciò pertanto alle forti aspettative di ricavare successo da queste ricerche.

    L'unico risultato fu che ne divenne, notoriamente, assiduo consumatore e dipendente.
    Nel 1885 ottenne la libera docenza e ciò gli assicurò facilitazioni nell'esercizio della professione medica. La notorietà e la stima dei colleghi gli permise una facile carriera accademica, sino ad ottenere la cattedra di professore ordinario. È sempre di quest'anno la notizia della distruzione delle sue carte personali, avvenimento che si ripeté nel 1907. Successivamente, le sue carte furono attentamente custodite negli "Archivi di Sigmund Freud" e gestite da Ernest Jones, suo biografo ufficiale e da alcuni membri del circolo psicoanalitico. Il lavoro di Jeffrey Moussaieff Masson portò alcuni chiarimenti sulla natura del materiale soppresso.
    Nel biennio 1885/1886 iniziò anche gli studi sull'isteria e con una borsa di studio si recò a Parigi, dove era attivo Jean-Martin Charcot. Questi suscitò notevole impressione sull'ancora giovane Freud, sia per i suoi metodi sia per la sua forte personalità. Le modalità di cura dell'isteria attraverso l'ipnosi, insegnatagli da Charcot, furono applicate da Freud dopo il suo rientro a Vienna, ma i risultati furono deludenti, tanto da attirarsi addosso le critiche di numerosi colleghi.
    Il matrimonio con Martha Bernays era stato più volte rimandato a causa di difficoltà che apparivano a Freud insuperabili e quando, il 13 maggio 1886, riuscì finalmente a sposarsi, visse l'avvenimento come una grossa conquista. Appena un anno dopo (1887) nacque la prima figlia, Mathilde seguita da altri cinque figli di cui l'ultima, Anna, diventò un'importante psicoanalista.
    Nel 1886 iniziò l'attività privata aprendo uno studio a Vienna; utilizzò le tecniche allora in uso, quali le cure termali, l'elettroterapia e l'idroterapia, ricorreva anche all'applicazione dei magneti, una tecnica in uso fin dal 1700 che si credeva fosse in grado di agire sul sistema nervoso dei pazienti, ma non rilevò risultati apprezzabili. Utilizzò allora la tecnica dell'ipnosi e, per migliorare la stessa, compì un altro viaggio in Francia, a Nancy, ma non ottenne i risultati che si aspettava.
    Il 23 settembre 1897 venne iniziato "nella comunità fraterna" della Loggia Vienna del B'nai B'rith di Vienna, un anno dopo la sua fondazione. Freud era professore di neuropatologia e le teorie sulla psicoanalisi avevano ancora poca eco e considerazione nella scuola di medicina dell'epoca.
    Una chiave di volta nel processo evolutivo delle teorie di Freud fu l'incontro con Josef Breuer - importante fisiologo che poi, in diverse circostanze, sostenne Freud anche finanziariamente - intorno al caso di Anna O. Breuer curava l'isteria della paziente attraverso l'ipnosi nel tentativo di guarirla da sintomi invalidanti tra i quali un'idrofobia psicogena. Sono di questo periodo le prime intuizioni sui ricordi traumatici. Il metodo, definito catartico - che fu pubblicato nel 1895 in Studi sull'isteria di Breuer ed Altri - venne successivamente utilizzato in modo sistematico da Freud.
    La nascita della psicoanalisi
    Il suo celebre divano, ora al Freud Museum di Londra
    Per convenzione si usa datare la nascita della psicoanalisi con la prima interpretazione esaustiva di un sogno scritta da Freud: si trattò di un suo sogno personale della notte tra il 23 e il 24 luglio 1895, e riportato anche ne L'interpretazione dei sogni come "il sogno dell'iniezione di Irma". La sua interpretazione rappresentò l'inizio dello sviluppo della teoria freudiana sul sogno. L'analisi dei sogni, infatti, segna l'abbandono del metodo ipnotico utilizzato in quella fase del suo sviluppo, che a ragione si può definire la preistoria della psicoanalisi. Altri legano la nascita della psicoanalisi alla prima volta in cui Freud usò il termine "psicoanalitico", e cioè nel 1896 dopo aver già svolto un'esperienza di 10 anni nel settore della psicopatologia, quando scrisse due articoli nei quali, per la prima volta, parla esplicitamente di "psicoanalisi" per descrivere il suo metodo di ricerca e trattamento terapeutico. La psicoanalisi è la traduzione del neologismo impiegato da Freud a partire dal 1896 per indicare:
    - un procedimento per l'indagine di processi mentali che sono altrimenti inaccessibili per altra via;
    - un metodo terapeutico che trae le sue origini dall'indagine psicoanalitica ha per fine la cura delle nevrosi;
    - un insieme di concezioni psicologiche (teoria della psiche)
    L'internazionale della psicoanalisi
    Dopo aver pubblicato un articolo sulla "Morale sessuale e le malattie nervose moderne" nel quale espresse le sue prime riflessioni sulla natura della civiltà, Freud nel 1909 venne invitato negli Stati Uniti insieme allo psichiatra svizzero Carl Gustav Jung e all'ungherese Sándor Ferenczi. Poco dopo, a New York, si aggiunse ad essi un quarto studioso, Ernest Jones giunto dall'Inghilterra.
    È in questa situazione che presero luce le "Cinque conferenze sulla psicoanalisi". Freud aveva cinquantatré anni e alla Clark University fu insignito del titolo di Dottore. Oltre a questa onorificenza Freud ebbe modo di incontrare personalmente il famoso filosofo americano: William James. Secondo una versione diffusa della storia della psicoanalisi, in Europa il discorso freudiano era allora tacciato di "delirio", di essere ossessionato dal sesso e di rovinare la società mettendo in pubblica piazza ogni indecenza e perversione. Secondo alcune testimonianze, l'impressione era che fosse la stessa comunità umana che si ergeva contro il discorso freudiano chiedendo di ridurre al silenzio lui e i suoi seguaci per metterli nell'impossibilità di nuocere. Questa "folla inferocita" non avrebbe spaventato il medico viennese; anni dopo egli accusò lo stesso Jung di codardia, chiedendogli di non utilizzare più il termine di psicoanalisi per le sue teorie basate su una teoria della libido desessualizzata.

    Tuttavia, lo storico della psicologia Allen Esterson, criticando il resoconto del neuroscienziato Mark Solms secondo cui le idee di Freud sull'esistenza di pulsioni animali primitive negli umani avevano scandalizzato i suoi contemporanei vittoriani, ha scritto:
    Secondo Catherine Meyer,
    Negli Stati Uniti, Freud si sarebbe sentito più a suo agio anche se in seguito (1925) confessò che in America, dove l'ingenua "dottrina del comportamento" si vantava di aver completamente eliminato la psicologia, la portata radicale del suo pensiero era abbondantemente annacquata.
    Al ritorno, nel 1910 il Congresso di Norimberga (30 e 31 marzo) istituì un'organizzazione internazionale per coordinare tutte quelle associazioni psicoanalitiche nazionali già costituitesi o di nuova creazione. Il congresso era stato organizzato da Jung, che veniva visto come il successore di Freud alla guida del movimento psicoanalitico. Freud stesso, in questa occasione, fece pressione affinché la presidenza dell'internazionale della psicoanalisi venisse affidata a Jung. Adler e Stekel invece si incaricarono del giornale dell'associazione: lo "Zentralblatt für Psychoanalyse" (Rivista centrale di Psicoanalisi). In seguito, a questa rivista si affiancò un'altra pubblicazione per trattare gli aspetti non direttamente medici della psicoanalisi: "Imago", diretta dallo stesso Freud. Già allora circoli medici legati alla psicoanalisi erano presenti oltre a Berlino, Vienna e Zurigo anche a Budapest, Bruxelles, negli Stati Uniti, in Russia, Francia, Italia e Australia.
    Con questi medici e psicoanalisti, che nell'insieme costituivano la prima avanguardia del nuovo movimento di pensiero del novecento (bisognerebbe includere in questa avanguardia l'insieme numeroso e sofferente dei loro pazienti di entrambi i sessi, che erano materia prima per la nuova scienza), Freud cominciò ad intessere una fitta e costante corrispondenza per garantire la coerenza e l'avvenire del movimento psicoanalitico.
    Di quello stesso anno fu un'altra novità: "Un ricordo infantile di Leonardo da Vinci" che costituisce il primo tentativo di biografia psicoanalitica scritto dallo stesso Freud. In seguito, a proposito di questo testo del 1910 confessò: "è stata la sola cosa piacevole che io abbia mai scritto".
    Freud e Einstein
    Nel 1926 Freud, che per ragioni di salute fu costretto a ridurre a tre il numero dei pazienti che trattava ogni giorno, compì settanta anni e per il suo compleanno giunsero al n° 19 della Berggasse telegrammi e lettere di felicitazioni da ogni parte del mondo, tra cui quello di Albert Einstein. Ma fu nel dicembre di quello stesso anno che Freud, recandosi a Berlino per rivedere figli e nipoti, incontrò per la prima volta Einstein e sua moglie andati da lui per fargli una visita
    Questo fu il commento di Freud in margine a questo colloquio che si era protratto per due ore:



    Tuttavia, la credenza diffusa secondo cui Einstein era un grande ammiratore di Freud è erronea, come ha fatto notare A. H. Esterson: in una lettera a uno dei suoi figli nei primi anni trenta Einstein scrisse che non era rimasto convinto dalle opere di Freud e che riteneva i suoi metodi dubbi se non fraudolenti.
    Nel 1933 infine, a richiesta della Società delle Nazioni, venne pubblicata una discussione con Einstein sul tema: "Perché la guerra?". Freud, al contrario di Einstein, dimostrando un profondo pragmatismo affermò l'impossibilità della fine delle guerre, in quanto l'aggressività, fondamento di ogni guerra, è radicata indissolubilmente nell'uomo.
    Freud e Lou Andreas Salomé
    Sicuramente una delle muse ispiratrici più enigmatiche dell'intero '800, Lou Andreas Salomé colpì e diede modo anche a Freud di rinnovare le proprie idee. Grande catalizzatrice di idee innovative, Salomé, dopo le frequentazioni con Rainer Maria Rilke, Friedrich Nietzsche, e lo stesso Jung, ebbe modo di incontrare anche Freud. Dal loro confronto, Freud smorzò quella che fino ad allora era rimasta la concezione primaria delle sue teorie, la libido come motore della vita emotiva dell'uomo. Infatti, nel suo saggio "Psicologia e Metapsicologia" espose per la prima volta la dualità tra istinto alla vita (libido = Eros) e l'istinto alla morte (= Thanatos): modellizzando l'uomo come un globo la cui superficie, la coscienza, filtra il mondo istintuale, che è l'essenza del "globo", dal mondo esterno vero e proprio. Un'essenza che nasconde la lotta tra volontà alla vita e all'aggregazione, da un lato, e alla morte e disgregazione dall'altro. È doveroso ricordare che un altro personaggio femminile del primo novecento, Sabina Spielrein, ebrea russa ricoverata al Burgozli, curata da Jung e diventata poi essa stessa psicoanalista, fu la prima a scrivere sull'istinto di morte, ma Freud non la citò probabilmente per la burrascosa vicenda sentimentale fra Sabina e Jung.
    "Analisi terminabile e analisi interminabile" (1937)
    Durante lo sviluppo della disciplina psicoanalitica, in Freud si faceva sempre più chiaro che questa sua "figlia" era qualcosa che andava ben oltre una semplice psicoterapia come era invece negli intenti iniziali che nella sua qualifica di medico si era prefissato. Così scrive infatti nel 1925:
    (Sigmund Freud "Psicoanalisi" sta in "Opere Complete" volume X).

    Partendo dal confronto con i problemi psicoterapeutici la psicoanalisi si era mossa lentamente verso il superamento della semplice psicoterapia stessa.

    Andando ancora più in là, a due anni dalla sua morte in "Analisi terminabile e interminabile" Freud pose una delle questioni se non la questione fondamentale della psicoanalisi ormai nota con le stesse parole di Freud come del problema del "fondo roccioso della psicoanalisi" ovvero ancora dell'impossibilità o per lo meno la difficoltà a proseguire il lavoro psicoanalitico oltre un certo limite.

    Detto in altri termini, qui Freud si riferisce al fatto che la psicoanalisi è impotente di fronte alla realtà biologica. Quando cioè il paziente pone domande che affrontano l'aspetto biologico della divisione sessuale l'analisi diventava interminabile. Tuttavia è invece proprio in questa capitale questione che si cela, quale implicazione, un'altra questione: quella sulla funzione adattativa-conservatrice della psicoanalisi che ha attraversato tutta la storia della psicoanalisi e che proprio su questo punto ha subito le critiche di quella parte dell'umanità impegnata per altre vie sulla via della trasformazione ad andare oltre lo status quo.

    Una parte delle critiche alla psicoanalisi infatti provenivano da coloro che al contrario si domandavano se la psicoanalisi costituiva una vera e propria pratica rivoluzionaria conseguentemente evolutiva o se invece fosse solo una semplice pratica normativa ed adattativa atta ad esorcizzare ogni naturale movimento eversivo.
    L'esilio a Londra
    Siamo nel 1930, Hitler prenderà tra breve il potere in Germania. Le origini ebree di Freud iniziano a costituire un serio problema. Sempre in quell'anno, il suo nome entra nella lista nera degli autori di opere che devono essere mandate al rogo.

    La situazione comincia ad aggravarsi seriamente a partire dal 1938, anno in cui l'Austria è annessa al Terzo Reich: quattro sorelle di Freud muoiono nei campi di sterminio mentre la figlia Anna viene sequestrata dalla Gestapo.

    Freud si prepara così a lasciare Vienna: pochi giorni dopo, accompagnato da Martha e da Anna, che nel frattempo era stata rilasciata, Freud parte per Londra.

    La sua casa a Londra è situata in un famoso quartiere residenziale, non lontano dal centro di psicoanalisi, dove lavorerà, anni dopo, la stessa figlia Anna.
    Psicoanalisi e Surrealismo
    A Londra incontrò Salvador Dalì, uno dei più importanti esponenti dell'avanguardia artistica storica surrealista. L'artista spagnolo era stato accompagnato a far visita a Freud da Stefan Zweig; il loro incontro avvenne in un caffè, dove Dalí, sopra ad un tovagliolo, fece rapidamente uno splendido ritratto di Freud, che ne rimase stupito.
    In merito a questo incontro con il pittore surrealista, Freud scrive a Zweig:


    La morte
    Un anno prima della morte, nel 1938, al suo arrivo a Londra aveva concesso un'intervista alla BBC. L'intervista si era conclusa con uno sguardo alla strada ancora da percorrere per la neonata scienza: "La lotta non è ancora terminata" affermerà. Il suo attaccamento estenuante nei confronti della madre Amalie Nathanson, lo porterà a dire, dopo la sua morte 1930, che solo ora anche lui se ne sarebbe potuto andare, non certo prima che lei morisse.
    Il 21 settembre 1939, il medico viennese sul letto di morte consumato fra atroci sofferenze mormorò al suo medico di fiducia: "Ora non è più che tortura, non ha senso" e poco dopo ancora: "Ne parli con Anna, e se lei pensa che sia giusto, facciamola finita". Freud si affidò al sentire della figlia. Morì due giorni dopo, senza risvegliarsi dal sonno tranquillo che la morfina gli provocò.
    Altre note biografiche
    La figlia di Freud, Anna, si distinse anch'essa quale psicologa, specialmente nella psicologia dell'infanzia e dello sviluppo del bambino. Freud è anche il nonno del pittore Lucian Freud, del commediografo Freud Clemente, ed è il bisnonno della giornalista Emma Freud e della stilista di moda Bella Freud.Freud è zio di Edward Louis Bernays (il padre Ely Bernays era il fratello di Martha Bernays moglie di Freud. la madre Anna era la sorella di Freud). Bernays è considerato uno dei padri del settore delle pubbliche relazioni e della propaganda, è stato uno dei primi a sperimentare la manipolazione dell’opinione pubblica utilizzando la psicologia subliminale.
    Freud fumò sigari per la maggior parte della sua vita. Anche in seguito alla asportazione della mascella a causa del cancro ha continuato a fumare. Si dice che abbia fumato una scatola di sigari al giorno sino alla morte.
    Le innovazioni di Freud
    L'influenza di Freud fu determinante in due campi correlati ma distinti. Sviluppò simultaneamente una teoria della mente e del comportamento e tecniche cliniche finalizzate all'apporto terapeutico nella risoluzione delle nevrosi. Molti sostengono che abbia influenzato solo il primo campo.
    Secondo alcuni, il contributo forse più significativo di Freud al pensiero moderno fu la sua concezione dell'inconscio. Secondo una versione diffusa della storia della psicologia, durante il XIX secolo la tendenza dominante nel pensiero occidentale fu il positivismo, che avrebbe creduto nella capacità degli individui di poter controllare la conoscenza reale di se stessi e del mondo esterno ed esercitare un controllo razionale su entrambi. Freud, invece, suggerì che questa pretesa di controllo fosse in realtà una illusione; che persino ciò che pensiamo sfugge al totale controllo e alla comprensione e le ragioni dei nostri comportamenti spesso non hanno niente a che fare con i nostri pensieri coscienti. Il concetto di inconscio sarebbe stato rivoluzionario in quanto sostenne che la consapevolezza fosse allocata nei vari strati di cui è composta la mente e che ci sono pensieri non immediatamente disponibili in quanto "sotto la superficie" (livello cosciente). Tuttavia, come lo psicologo Jacques Van Rillaer, fra gli altri, ha sottolineato, "contrariamente a quanto crede il grande pubblico, l'inconscio non è stato scoperto da Freud. Nel 1890, quando ancora non si parlava di psicoanalisi, William James, nel suo monumentale trattato di psicologia, esaminava il modo in cui Schopenhauer, von Hartmann, Janet, Binet e altri avevano utilizzato il termine "inconscio" e "subconscio"". Inoltre, lo storico della psicologia Mark Altschule ha scritto nel 1977: "È difficile -o forse impossibile- trovare uno psicologo o psicologo clinico del diciannovesimo secolo che non riconoscesse la cerebrazione inconscia come non solo reale ma anche della massima importanza".
    I sogni, proposti come "la via regia che conduce all'inconscio", sono gli indizi migliori per la comprensione della nostra vita inconscia e ne L'interpretazione dei sogni, Freud sviluppò l'argomento dell'esistenza dell'inconscio e descrisse una tecnica per accedervi.
    Il preconscio venne descritto come uno strato a cui si può accedere con meno sforzo, in quanto interposto tra il conscio e l'inconscio (il termine subcosciente, benché usato popolarmente, non fa parte della terminologia psicoanalitica). Anche se molti aderiscono ancora alla concezione razionalista e positivista, è ormai comunemente accettato, anche da coloro che rifiutano altre parti delle teorie di Freud, che l'inconscio è una parte della mente e che parte dei comportamenti possono avere luogo senza il controllo della coscienza.
    Nel 1910, in una conferenza all'università di Clark, Freud spiegò la sua nuova concezione del funzionamento della mente umana e del rifiuto dei suoi lavori da parte dei suoi colleghi e del pubblico:
    Elemento cruciale del funzionamento dell'inconscio è la rimozione. Secondo Freud, spesso i pensieri e le esperienze sono così dolorosi che la gente non può sopportarli. Tali pensieri ed esperienze, e i ricordi associati, ha argomentato Freud, sono banditi dalla mente, ma potrebbero essere banditi anche dalla coscienza. In questo modo costituiscono l'inconscio. Benché Freud più tardi tentasse di trovare strutture di rimozione tra i suoi pazienti per derivare un modello generale della mente, egli ha anche osservato una differenziazione tra i singoli pazienti dovuta alla rimozione di pensieri ed esperienze diverse. Freud ha osservato, inoltre, che il processo di rimozione è in sé un atto non-cosciente (cioè non si presenta con pensieri o sensazioni dipendenti dalla volontà). Freud ha supposto, insomma, che ciò che viene rimosso è in parte determinato dall'inconscio. L'inconscio, per Freud, era sia causa che effetto della rimozione.
    Freud ha cercato di spiegare come il subconscio opera e ne propose una particolare struttura. Egli ha proposto una suddivisione del subconscio in tre parti: Id, Ego ("Ich" in tedesco o "Io" in italiano) e Superego ("Überich" in tedesco, "Super-Io" in italiano). L'Id (= latino, = it in inglese, = es in tedesco) viene rappresentato come il processo di identificazione–soddisfazione dei bisogni di tipo primitivo. Il Superego rappresenta la coscienza e si oppone all'Id con la morale e l'etica. L'Ego (Ich) si frappone tra Id e Superego sia per bilanciare le istanze di soddisfazione dei bisogni primitivi, sia le spinte contrarie derivanti dalle nostre opinioni morali ed etiche. Un Ego ben strutturato garantisce la capacità di adattarsi alla realtà e di interagire con il mondo esterno, soddisfacendo le istanze dell'Id e del Superego. L'affermazione di principio che la mente non è monolitica o omogenea, continua ad avere un'influenza enorme al di fuori degli ambienti della psicologia.
    Freud era particolarmente interessato al rapporto dinamico tra queste tre parti della mente, argomentando che la dinamica fosse governata da comportamenti innati, ma ha anche asserito che il rapporto dinamico mutasse col cambiare del contesto dei rapporti sociali. Alcuni hanno criticato Freud per aver dato troppa importanza all'uno o all'altro fattore; allo stesso modo, molti dei seguaci di Freud hanno concentrato la loro attenzione privilegiando l'uno o l'altro. Freud ha sviluppato il concetto di "sovradeterminazione" per evidenziare le molteplici cause che sottendono alla interpretazione dei sogni, piuttosto che contare su un modello di semplice corrispondenza biunivoca tra cause ed effetti. Ha creduto che gli esseri umani fossero guidati da due comportamenti istintivi: dalla libido (Eros) e dall'istinto di morte (Thanatos). La descrizione di Freud della libido comprende la creatività e gli istinti. L'istinto di morte è definito come un comportamento istintivo finalizzato alla creazione di una condizione di calma, o non-esistenza, ed è ricavato dai suoi studi sui protozoi. (vedi: Oltre il principio di piacere).
    Freud credeva anche che la libido si sviluppasse negli individui cambiando il suo oggetto. Egli ha argomentato che gli esseri umani nascessero "polimorficamente perversi", volendo con ciò significare che qualsiasi oggetto potrebbe essere una sorgente di piacere. Egli più avanti ha argomentato che gli esseri umani si sono sviluppati in differenti stadi di sviluppo identificati nella fase orale (piacere del neonato nell'allattamento), quindi nella fase anale (esemplificato dal piacere del bambino nel controllo della defecazione) e ancora nella fase genitale, che a sua volta comprende la fase fallica. Freud arguisce che i bambini passino a uno stadio nel quale si identificano sul genitore di sesso opposto, mentre il genitore dello stesso sesso viene visto come un rivale. Freud ha cercato di inquadrare questa struttura di sviluppo nel dinamismo mentale. Ogni stadio è una progressione della maturità sessuale, caratterizzata da un ego più forte e dalla capacità di ritardare la soddisfazione dei bisogni (principio di piacere e principio di realtà). (vedi: Tre saggi sulla teoria sessuale).
    Cercò di dimostrare che il suo modello, basato soprattutto sulle osservazioni della borghesia viennese, fosse universalmente valido. Ha per questo orientato i suoi studi verso la mitologia antica e l'etnografia del suo tempo per trovare materiale comparativo. Freud ha utilizzato la tragedia greca Edipo Re di Sofocle per precisare che, soprattutto negli adolescenti, è presente il desiderio dell'incesto e contemporaneamente la necessità di reprimere quel desiderio. Il complesso di Edipo è stato descritto come una condizione dello sviluppo e della consapevolezza psicosessuale. Ha inoltre orientato i suoi studi sull'antropologia e precipuamente sul totemismo, sostenendo che lo stesso riflette la codificazione di un complesso di Edipo relativo alla tribù (si veda Totem e Tabù).
    Egli sperava che le sue ricerche fornissero una solida base scientifica per le sue tecniche terapeutiche. L'obiettivo della terapia psicoanalitica (psicoanalisi), era di portare allo stato cosciente i pensieri repressi/rimossi, rafforzando così il proprio ego. Per portare i pensieri inconsci al livello della coscienza, il metodo classico prevede delle sedute in cui il paziente, è invitato ad effettuare delle associazioni libere ed a descrivere i suoi sogni. Un altro elemento importante della psicoanalisi è l'assunzione, da parte dell'analista, di un atteggiamento distaccato durante l'analisi, che permette al paziente di proiettare i pensieri e le sensazioni sull'analista. Con questo processo, chiamato transfert, il paziente può riesumare e risolvere i conflitti rimossi, particolarmente quelli infantili e quelli con i suoi genitori.
    Freud era, in anticipo sui tempi, un consumatore ed un estimatore di cocaina (vedi: Sulla cocaina) ed anche uno sviluppatore della teoria e della pratica delle nevrosi nasali riflesse d'accordo con Wilhelm Fliess. Emma Eckstein subì un disastroso intervento chirurgico al naso ad opera di Fliess.
    Uno degli interessi minori di Freud era la neurologia. Fu uno dei pionieri delle ricerche sulla paralisi cerebrale e pubblicò numerosi documenti medici sull'argomento. Dimostrò anche, precedendo altri ricercatori suoi contemporanei che iniziavano lo studio sugli stessi argomenti, l'esistenza della neuropatia. Affermò che William Little, che per primo identificò la paralisi cerebrale, aveva torto nell'inferire che la mancanza di ossigeno durante il parto fosse una causa della malattia. Suggerì, invece, che le complicazioni del parto fossero solo un sintomo del problema. Solo alla fine degli anni '80 le sue speculazioni sono state confermate da ricerche più avanzate.
    Sua è anche la definizione di carica psichica, intesa come l'energia derivata dagli istinti che si manifesta in un qualsiasi processo psichico, conservando la possibilità di spostarsi per attivare vari contenuti di coscienza.
    La teoria e la pratica freudiana sono state messe in discussione dalla mancanza di successive validazioni scientifiche. Alcuni continuano a praticare la psicoanalisi tradizionale freudiana, ma la maggior parte degli psichiatri attuali rifiutano gran parte del lavoro di Freud in quanto non sarebbe confermato da prove evidenti o da studi sufficienti. Benché Freud sviluppasse il suo metodo per il solo trattamento delle nevrosi, c'è chi oggi utilizza la psicoanalisi non come una cura per una malattia, ma come parte di un processo di analisi introspettiva. Nel suo ultimo libro, "Compendio di psicoanalisi", scritto sul letto di morte, Freud individua i pilastri della psicoanalisi nel complesso edipico, nella teoria della rimozione e nella sessualità infantile.
    La psicoanalisi freudiana
    La formazione di Freud era di tipo medico; per questo egli ha coerentemente dichiarato che i suoi metodi e le sue conclusioni di ricerca erano scientifici. Tuttavia, la sua ricerca e la sua pratica sono state messe in discussione da altri studiosi. Inoltre, sia i critici che i seguaci di Freud hanno osservato che l'affermazione di base che molti dei nostri pensieri e delle nostre azioni coscienti sono motivati da paure inconsapevoli e desideri, sfida implicitamente le concezioni universali e oggettive sul mondo.
    Gli psicologi clinici, che cercano di curare le malattie mentali, si rifanno variamente alla psicoanalisi freudiana. Alcuni hanno modificato questo approccio ed hanno sviluppato una varietà di modelli e terapie "psicodinamiche", mentre altri rigettano il modello della mente proposto da Freud, ed hanno adattato elementi del suo metodo terapeutico, specialmente nel privilegiare il colloquio col paziente come forma di terapia. Infine, pur avendo una formazione medica come lo stesso Freud e la maggior parte dei suoi colleghi contemporanei, gli psichiatri rifiutano la sua teoria della mente e generalmente contano più sui farmaci che sulla psicoterapia. Ci sono, tuttavia, psichiatri che combinano i due approcci terapeutici utilizzando in parte i farmaci e in parte la psicoterapia.
    Critiche a Freud
    Il dibattito interno ed esterno rispetto alle teorie psicoanalitiche è stato sempre piuttosto acceso. Questi dibattiti hanno spesso permesso di sviluppare ed articolare la teorizzazione freudiana originaria, facilitando l'evoluzione della psicoanalisi dagli originari modelli pulsionalisti ai più recenti modelli relazionali.

    Critiche alla teoria dell'eziologia sessuale delle nevrosi


    Le prime critiche a Freud riguardarono la teoria dell'eziologia sessuale delle nevrosi, che Freud definiva il "dogma della psicoanalisi" e che, all'epoca, suscitava il disappunto dei perbenisti. In effetti, il dogma fu in seguito criticato anche alcuni seguaci di Freud; Alfred Adler, per esempio, propose di sostituirlo con una teoria della volontà di potenza di derivazione nietzschiana, e Carl Gustav Jung elaborò invece una teoria della libido intesa come forza astratta e non necessariamente specificata come "forza sessuale".

    Critiche alla teoria freudiana dei sogni


    Un celebre attacco alla teoria freudiana dei sogni fu formulato da Lydiard H. Horton nel 1915, nel corso di una riunione congiunta dell'Associazione Psicologica Americana e dell'Accademia delle Scienze di New York. Horton definì la teoria dei sogni di Freud "pericolosamente inesatta" accusando anche Freud di usare argomentazioni create ad arte per "portare acqua al mulino della psicoanalisi."

    Critiche delle impostazioni epistemologiche della psicoanalisi


    Una critica all'impianto psicanalitico Freudiano fu formulata dal filosofo della scienza Karl Popper, che annoverava la psicanalisi e il materialismo storico marxista fra quelle discipline "non passibili di smentita" e perciò, a suo parere, non scientifiche.

    Critiche alla metapsicologia e alla teoria "idraulica" delle pulsioni


    Critico di Freud in questo campo è Antonio Imbasciati, che contesta la teoria energetica pulsionale freudiana per attribuire un nuovo significato al concetto di inconscio.
    Il disagio della civiltà
    È uno degli ultimi libri di Freud, dedicato all'applicazione delle teorie psicanalitiche alla società. Certi spunti di questa teoria risultano validi ancora oggi, mentre qualche altro può risultare superato o non del tutto corretto. Un esempio è il fatto che la repressione della libido da parte della società, sia fonte del disagio che ci colpisce e che ci fa sentire limitati, in quanto privati delle soddisfazioni di cui necessitiamo. Freud fa risalire tutto questo alla sua storica contrapposizione tra Io e Super-Io, identificando nel Super-Io la morale sociale che avvilisce l'Io. Questo in realtà è un problema che è da tempo rimasto irrisolto, ed è tratto peraltro anche dalle opere di Nietzsche (contrapposizione tra spirito dionisiaco e spirito apollineo). Il Super-Io limita, in senso moralista soprattutto certe pulsioni sessuali che sono responsabili delle nevrosi dell'individuo. Un'altra fondamentale limitazione è quella dell'aggressività, in quanto secondo Freud è "homo homini lupus". Per vivere in comunità e godere dei vantaggi del proprio stile di vita, occorre infatti rinunciare alle pulsioni aggressive che agitano l'animo umano. In senso più filosofico che psicologico, tutto il disagio viene fatto risalire ad una forma di primordiale peccato originale, di cui tutti gli individui serbano traccia. Il peccato è quello della prima tribù di uomini, in cui un solo capo comandava con la forza e possedeva tutte le donne del clan. Il dispotismo di questo padre-capo accrebbe così tanto l'odio degli altri membri, suoi figli, che essi lo uccisero, risentendone poi il senso di colpa ed il rimorso.

    Ebbene, secondo Freud tutti noi inconsciamente serbiamo traccia di questo ancestrale parricidio. L'opera, edita nel 1929, è nobile interprete delle oscure riflessioni sulla natura umana che, in seguito alla Grande Guerra e alla Depressione, tormentarono i circoli culturali . L'uomo decade da valoroso patriota e lavoratore a lupo parricida. I valori sono così ridotti a convenzioni, peraltro disagevoli. Freud fa del "Disagio della civiltà" il manifesto delle più tetre e disilluse analisi. Cito antologizzazione sui sentimenti religiosi:




    Pazienti di Freud
    Memoriale dedicato a Freud
    Pazienti che compaiono negli studi di Freud, con gli pseudonimi usati e i relativi nomi reali:
    Anna O. = Bertha Pappenheim (1859 - 1936)
    Cäcilie M. = Anna von Lieben
    Dora = Ida Bauer (1882-1945)
    Signora Emmy von N. = Fanny Moser
    Signorina Elizabeth von R.
    Signorina Katharina = Aurelia Kronich
    Signorina Lucy R.
    Il piccolo Hans = Herbert Graf (1903-1973)
    L'uomo dei ratti = Ernst Lanzer (1878-1914)
    L'uomo dei lupi = Sergius Pankejeff (1887-1979)
    Personaggi storici analizzati da Freud
    Mosè
    Daniel Paul Schreber (1842-1911)
    Leonardo da Vinci (1452-1519)
    Altri pazienti
    H.D. (1886-1961)
    Emma Eckstein
    Gustav Mahler (1860-1911)
    Salvador Dalì
    Virginia Woolf
    Discepoli
    Da sinistra a destra: Sigmund Freud, Stanley Hall, C.G.Jung. Fila dietro, da sinistra a destra: Abraham A. Brill, Ernest Jones, Sandor Ferenczi
    Freud ha avuto molti colleghi divenuti famosi, denominati "Neo-Freudiani", che hanno diviso con lui l'interesse sulla teoria psicoanalitica. Molti sono entrati in collisione con lui per aver messo in dubbio argomenti relativi ai suoi dogmi psicoanalitici. Altri psicologi sono stati influenzati dal pensiero di Freud, pur non essendogli legati professionalmente:
    Alfred Adler
    August Aichhorn
    Didier Anzieu
    Karl Abraham
    Michael Balint
    Wilfred Bion
    Marie Bonaparte
    John Bowlby
    Helene Deutsch
    Erik Erikson
    William R. D. Fairbairn
    Pierre Fédida
    Sandor Ferenczi
    Otto Fenichel
    Franco Fornari
    Anna Freud
    André Green
    Karen Horney
    Edith Jacobson
    Ernest Jones
    Carl Gustav Jung
    Melanie Klein
    Heinz Kohut
    Jacques Lacan
    Jean Laplanche
    Donald Meltzer
    Cesare Musatti
    Heinrich Racker
    Otto Rank
    Wilhelm Reich
    Theodor Reik
    Herbert Rosenfeld
    Lou Andreas Salomè
    Max Schur
    Hanna Segal
    René Spitz
    Sabina Spielrein
    Ricardo Steiner
    Viktor Tausk
    Frances Tustin
    Edoardo Weiss
    Donald Woods Winnicott
    Curiosità
    A Sigmund Freud è stato intitolato il cratere Freud sulla Luna.
    Annibale fu l'eroe preferito di Sigmund Freud come egli stesso riferisce nell'Interpretazione dei sogni, perché rappresentava il conflitto tra la tenacia degli ebrei e la Chiesa Cattolica..
    Nel 1990 a Freud è stato dedicato un concept album da Eric Woolfson ed Alan Parsons dal titolo Freudiana.
    Nel 2006 la ICS Company ha voluto dedicargli una divertente sit-com dal titolo HELLO,FREUD!
    Note

      ^ Allen Esterson, Freud returns?
      ^ autore di "Freud, Biologist of the Mind: Beyond the Psychoanalytic Legend", New York, Basic Books, 1979; riedito con una nuova prefazione dalla Harvard University Press nel 1992; il libro ha vinto la Mac Arthur Grant
      ^ Le livre noir de la psychanalyse: Vivre, penser et aller mieux sans Freud, AA.VV. (dir. Catherine Meyer), les Arènes, 2005, p.49
      ^ Roger Highfield e Paul Carter, The Private Lives of Albert Einstein, St. Martin's Griffin, p.233
      ^ Le livre noir de la psychanalyse: Vivre, penser et aller mieux sans Freud, AA.VV. (dir. Catherine Meyer), les Arènes, 2005, p.217
      ^ citato in Allen Esterson, Freud returns?
      ^ Sigmund Freud, L'Interpretazione dei sogni,

    Bibliografia
    Alcune delle opere di Freud tradotte in italiano
    S. Freud - J. Breuer, Sulla teoria dell'attacco isterico 1892, in S. Freud, Opere, 12 voll, Boringhieri, Torino, 1966-1980, vol. I
    Progetto di una psicologia 1895, in Opere, cit., vol II
    L'interpretazione dei sogni 1899, in Opere, cit., vol. III
    Psicopatologia della vita quotidiana 1901
    Il motto di spirito e il suo rapporto con l'inconscio 1905
    Il caso di Dora 1905
    Tre saggi sulla teoria sessuale 1905
    Delirio e sogni nella Gradiva di Jensen 1907
    Psicoanalisi selvaggia 1910
    Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci 1910
    Totem e tabù 1913
    Introduzione al narcisismo 1914, in Opere, cit, vol. VIII
    Storia del movimento psicoanalitico 1914
    Metapsicologia 1915, in Opere, cit., vol. VIII
    Introduzione alla psicoanalisi 1915-17
    Lutto e melanconia 1917
    Dalla storia di una nevrosi infantile 1918, in Opere, cit., vol VII
    Al di là del principio del piacere 1920, in Opere, cit., vol. IX
    Psicologia delle masse ed analisi dell'Io 1921
    L'Io e l'Es 1922, in Opere, cit., vol. IX
    Inibizione, sintomo e angoscia 1925
    L'avvenire di un'illusione 1927
    Il disagio della civiltà 1929
    L'uomo Mosè e la religione monoteistica: tre saggi 1934-38
    Analisi terminabile e interminabile 1937
    Compendio di Psicoanalisi 1938
    Opere su Freud di autori italiani o tradotte in italiano
    Giancarlo Ricci: Sigmund Freud. La vita, le opere e il destino della psicoanalisi, Bruno Mondadori, Milano, 1998
    Raffaello Cortina: Speculare su "Freud", 2000
    Jean-Marie Dolle: Oltre Freud e Piaget, Moretti & Vitali, 1994
    Hans G. Furth: La conoscenza come desiderio. Un saggio su Freud e Piaget, Armando, Roma, 1993
    Malcom Bowie: Freud, Proust e Lacan: la teoria come finzione, Dedalo, Bari, 1992
    Andre Haynal: Freud, Ferenczi, Balint e la questione della tecnica. Controversie in psicoanalisi, Centro Scientifico Torinese, Torino, 1990
    Billa Zanuso: La nascita della psicoanalisi. Freud nella cultura della Vienna di fine secolo, Bompiani, Milano, 1982
    Mariana Krüll: Padre e figlio. Vita familiare di Freud, Boringhieri, Torino, 1982
    Erich Fromm: Marx e Freud, Il Saggiatore, Milano, 1968
    Marcella D'Abbiero: Eros e democrazia. Un percorso attraverso Tocqueville, Schopenhauer e Freud, Guerini e Associati, 1998
    Alberto Plé: Freud e la morale, Città Nuova, Roma
    Aldo Carotenuto: Freud il perturbante, Studi Bompiani, Bergamo, 2002
    Daniele Luttazzi: Marzullo intervista Freud (1990), contenuto nel libro Adenoidi (Rizzoli, 2004, pp. 147-8, ISBN 880617133X)
    Il libro nero della psicoanalisi, AA.VV. (sotto la direzione di Catherine Meyer), Fazi Editore, 2006. ISBN 8881127954. Traduzione italiana di Le livre noir de la psychanalyse : Vivre, penser et aller mieux sans Freud, AA.VV. (dir. Catherine Meyer), les Arènes, 2005 (coll. Documents). ISBN 2912485886. Estratti. Dossier sul sito dell'editore.
    Opere su Freud in inglese
    The Life and Works of Sigmund Freud, Ernest Jones, Edited and Abridged in One Volume by Lionel Trilling and Steven Marcus, Basic Books, New York, 1961
    Freudian Fraud: The Malignant Effect of Freud's Theory on American Thought and Culture, by E. Fuller Torrey (New York, NY: HarperCollins, 1992), xvi, 362 pages. ISBN 1929636008
    Madness on the Couch: Blaming the Victim in the Heyday of Psychoanalysis by Edward Dolnick ISBN 0684824973
    Unauthorized Freud: Doubters Confront a Legend by Frederick C. Crews ISBN 0765535394
    Opere su Freud in francese
    Alain de Mijolla (sous la dir.): Dictionnaire internationnal de la psychanalyse, 2 vol. ed. révisée de 2005, Hachette Grand Pluriel, ISBN 201279145X
    Opere su "Il contrasto Freud-Jung"
    Carl Gustav Jung, Sigmund Freud come fenomeno storico-culturale, 1932
    Carl Gustav Jung, Sigmund Freud: necrologio, 1939
    Voci correlate
    Fasi dello sviluppo psicosessuale secondo Freud
    Storia della psicoanalisi
    Anna Freud
    Altri progetti
    Commons
    Wikiquote
    Wikimedia Commons contiene file multimediali su Sigmund Freud
    Wikiquote contiene citazioni di o su Sigmund Freud
    Collegamenti esterni
    Vita ed Opere di Sigmund Freud
    Biografia e E-book Aforismi e Pensieri
    Sigmund Freud di Ermanno Pavesi (dal Dizionario del Pensiero Forte)
    (EN) Freud Museum, Londra
    (EN) Biografie e teorie
    (EN) Scientific Method in the Interpretation of Dreams
    (EN) Scienziato o raccontastorie?
    (EN) International Network of Freud Critics
    (EN) Burying Freud ("Seppellendo Freud"), articolo critico di Raymond Tallis, da The Lancet (1996, 9 marzo) Vol. 347: 669-671.
    (DE) Cronologia di Freud
    (EN, DE) Sigmund Freud Museum, Berggasse 19, Vienna
    (EN) One Hundred Years of Sigmund Freud
    (EN) (Freud e la religione: "La religione come patologia", articolo di Maria Mantello pubblicato sul n° 89 della rivista trimestrale europea "Lettera Internazionale"
    (IT) Interpretazione dei sogni prima di Freud
    Portale Psicologia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di psicologia

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