Sandro Piccinini (52)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 17 Aprile 1958
  • Professione: Giornalista Sportivo
  • Luogo di nascita: Roma (RM)
  • Nazione: Italia
  • Sandro Piccinini in Rete:

  • Wikipedia: Sandro Piccinini su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Alessandro "Sandro" Piccinini (Roma, 17 aprile 1958) è un giornalista, conduttore televisivo e telecronista sportivo italiano.
    Biografia
    Figlio di Alberto Piccinini, ex giocatore della Juventus, del Milan e della Roma durante la guerra, tenta di emulare la carriera del padre. Poiché non ne sente appieno le qualità, a 17 anni lascia le giovanili della Lazio, decidendo di dedicarsi alla carriera di giornalista. In seguito si iscrive all'Università di Torino, alla Scuola di Giornalismo.
    Carriera
    Dal 1978 alla primavera del 1982, negli anni pionieristici della televisione privata locale, collabora con la rete romana Tvr Voxson, e successivamente viene assunto presso TeleRoma 56, come radiocronista inviato negli stadi di Roma e Lazio. Nel periodo di lavoro all'emittente romana, gli va dato merito di aver scoperto il talento del giornalista Fabio Caressa, oggi noto telecronista di Sky Sport che, assieme ad Alberto Brandi e Simone Braconcini, viene considerato il suo naturale erede. Nello stesso anno lavora anche per la SACIS (RAI), che gli affida le cronache radiofoniche del Mondiale di calcio in Spagna, destinate ai circuiti locali.
    Nel 1984 inizia la sua collaborazione con Rete 4 in qualità di commentatore dei match di calcio internazionale per la trasmissione Calcio Spettacolo; quella con Mediaset inizia nel 1987 per Italia 7. Nel 1988 è ai microfoni di TeleCapodistria, per la quale commenterà i Campionati europei di calcio e le Olimpiadi di Seul. Nella stagione 1989-'90 conduce la trasmissione A tutto campo su TeleCapodistria e, al fianco di Maurizio Mosca, Guida al campionato, che condurrà per sette stagioni consecutive su Italia 1 prima di cedere il posto al giornalista Alberto Brandi, e Italia 1 Sport, programma dedicato all'approfondimento calcistico.
    Dalla stagione 1996-'97, insieme a Bruno Longhi, fa parte della squadra dei commentatori delle partite di calcio in onda sulle reti Mediaset e dalla stagione 2005/2006 anche per il digitale terrestre Mediaset Premium. Ha commentato per Mediaset, tra analogico e digitale terrestre, 6 finali di UEFA Champions League, tra le quali quella del 2003 tra Milan e Juventus, unica finale tra due squadre italiane, quella del 2005 con l'incredibile e poi vittoriosa rimonta del Liverpool ai danni del Milan. Nel Maggio 2007 ha raccontato per il digitale terrestre Mediaset Premium la vittoria del Milan contro il Liverpool ad Atene.
    Nel 1998 lancia e conduce la trasmissione cult della domenica calcistica, che lo fa conoscere al grande pubblico: Controcampo che diventa fin da subito l'"avversario" (in termini di audience) della Domenica Sportiva. Dopo nove anni di conduzione con ottimi risultati di ascolti, il 14 maggio 2006, nel corso dell'ultima puntata della stagione 2005-06, Piccinini annuncia l'addio alla trasmissione da lui portata in alto. Dopo aver rifiutato di passare a Sky Sport, il giornalista annuncia, durante la presentazione dei palinsesti Mediaset nel mese di luglio del 2006, la conduzione della rubrica domenicale che prenderà il posto di Serie A: Controcampo Ultimo Minuto, che condurrà fino al 2008 per poi tornare in pianta stabile come telecronista di Serie A e UEFA Champions League.
    Oltre che di sport, si interessa di Storia della Televisione: nel 2005 ha pubblicato, per Mondadori, il libro Il mucchio selvaggio, scritto a quattro mani con il collega Giancarlo Dotto, dedicato all'epoca del Far West televisivo, in cui da un esercito di piccole televisioni libere, si è arrivati all'egemonia oligopolistica\duopolistica delle televisioni del gruppo Mediaset. Piccinini ha l'indubbio vantaggio di aver vissuto, da protagonista, i tempi eroici in cui alle Tv libere era negato qualsiasi spazio o riconoscimento e i telecronisti dovevano inventare giorno per giorno il modo di conquistare qualsiasi piccolo diritto.
    Non si è basato, perciò sulle precedenti enciclopedie dell'emittenza privata, che si trascinavano gli stessi errori e gli stessi luoghi comuni, ma sui ricordi propri, su quelli dei propri colleghi, che ben conosceva.
    Come si legge nel libro, Piccinini, allora giovane inviato per trasmissioni sportive di alcune tv locali del centro Italia, ricorreva a curiosi espedienti, quale quello di fare la radiocronaca in diretta dal bar interno allo stadio o dalla terrazza di un palazzo vicino a esso, per non violare le norme che garantivano le radiocronache in diretta solo alla Rai.
    L'impresa è estremamente complessa: Dalle circa 1000 emittenti dell'epoca siamo scesi ora a 644, ma con una sarabanda di aperture e di chiusure di televisioni ed un groviglio di nomi e di sigle veramente impossibile da districare.
    Per questo una grande attenzione alle fonti più svariate: "Abbiamo incontrato di tutto lungo il percorso. nostalgici, maniaci, feticisti come i collezionisti di monoscopi d'epoca che si fiutano nei forum".
    In un etere in cui le frequenze non erano frutto di un atto di concessione, ma di una occupazione con i monoscopi lo studio di essi vuol dire basarsi su dati documentali.
    Il 31 maggio 2008, gli è stato conferito il "Premio Golden Goal" come miglior giornalista italiano dell'anno.
    Pubblicazioni
    Giancarlo Dotto, Sandro Piccinini Il Mucchio Selvaggio 2006 Edizioni Mondadori ISBN 88-04-53952-6
    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Piccinini"
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