Salvatore Samperi (66)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 26 Agosto 1944
  • Professione: Regista
  • Luogo di nascita: Padova (PD)
  • Nazione: Italia
  • Salvatore Samperi in Rete:

  • Wikipedia: Salvatore Samperi su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Salvatore Samperi (Padova, 26 luglio 1944) è un regista e sceneggiatore italiano. Nei suoi film si è spesso occupato anche del casting e del soggetto.
    Biografia
    Nato in una famiglia benestante, frequenta per un certo periodo l'Università di Padova, ma la abbandona poco dopo per partecipare al Movimento Studentesco del 1968. Proprio da questa esperienza di lotta Samperi apprese quella carica anti-borghese che avrebbe contraddistinto la prima parte della sua cinematografia.
    Lisa Gastoni e Lou Castel in «Grazie zia» (1968)
    Nel 1971 fu tra i firmatari del documento pubblicato sul settimanale L'espresso contro il commissario Luigi Calabresi.
    Grande ammiratore di Marco Bellocchio, con pochi fondi a disposizione realizzò il suo primo lungometraggio, Grazie zia (1968), che seguiva idealmente la scia tracciata da I pugni in tasca. Sono presenti, già in questa sua opera prima, le due caratteristiche più importanti del suo cinema: la satira amara, o per meglio dire cupa, contro la società democristiana e la furba narrazione di un amore morboso ma impossibile (in questo caso, quello tra zia e nipote) che inaugurerà il filone definito "erotico indigeno".
    Nei successivi Cuore di mamma del 1969 e Uccidete il vitello grasso e arrostitelo del 1970 diventa palese la critica di Samperi nei confronti della famiglia borghese, di cui egli narra minuziosamente il disfacimento. Tuttavia queste opere, in cui è presente una forte carica politica (si dice che Samperi in quegli anni aderì al Maoismo), non ebbero molto successo, nonostante le musiche fossero curate da Ennio Morricone.
    Forse per questo, Samperi abbandonerà (quasi) definitivamente i temi della riscossa giovanile per dedicarsi ad altri generi: Un'anguilla da 300 milioni del 1971 mescola suspence, horror e comicità; mentre in Beati i ricchi dell'anno successivo si dedica alla satira di costume, affidandosi all'interpretazione di Paolo Villaggio. In termini economici, il risultato di questi due film fu però debole.
    Laura Antonelli e Turi Ferro in «Malizia» (1973)
    La sua opera più celebre è però senza dubbio Malizia del 1973: questo film, ambientanto nella Sicilia del 1950, ad Acireale, descrive l'ascesa di una modesta cameriera che, grazie al fascino e ai turbamenti erotici che provoca ai suoi interlocutori maschi, diventa una signora altolocata. La pellicola, che ottenne un grande successo al botteghino, consacrò Laura Antonelli come sex symbol del cinema degli anni Settanta.
    Un anno dopo, Samperi batté sullo stesso tasto con Peccato veniale: ancora una volta, Laura Antonelli diventa oggetto del desiderio di un adolescente. Rispetto a Malizia, c'è più volgarità, più erotismo e più critica di costume. La pellicola ha un buon successo, ma incassa meno rispetto alla precedente.
    Nel 1976 Samperi realizza due progetti: il primo di questi, Scandalo (storia di una giovane donna che diventa schiava d'amore), viene offuscato dal successo del secondo, Sturmtruppen. Qui il regista non si limita a trasportare le striscie di Bonvi sul grande schermo, ma arricchisce il fumetto originario con una comicità umoristico-satirica e con una buona dose di anti-militarismo.
    In seguito, il regista padovano realizzerà Nenè, tratto da un romanzo di Cesare Lanza, ed Ernesto, su un'iniziazione amorosa omosessuale, tratto da un'opera di Umberto Saba. Con Liquirizia, sulla rabbia studentesca pre-1968, egli ritorna famoso al grande pubblico e riacquista la sua forma migliore (anche se il film verrà contestato da alcuni critici, tra cui Morando Morandini, a causa del suo presunto cattivo gusto).
    Gli anni Ottanta saranno dedicati quasi completamente al genere erotico: vengono da lui diretti Un amore in prima classe, sull'attaccamento amoroso; Casta e pura (ancora con Laura Antonelli protagonista), in cui unisce l'erotismo alla satira anti-clericale ed anti-borghese; Vai alla grande, sulla rivalità "virile" tra quattro amici; Fotografando Patrizia (con una buona prova di Monica Guerritore), sul tema dell'incesto e La bonne, in cui mescola seduzione ed horror. Fa eccezione a questa regola Sturmtruppen 2 - Tutti al fronte del 1982, sequel scanzonato del precedente.
    Gli anni Novanta segnano il progressivo allontanamento di Samperi dal cinema: dopo l'insuccesso di Malizia 2000, maldestro seguito di Malizia con un Antonelli implacabilmente disfatta e prossima al ritiro dalle scene, il padovano smetterà di fare film per il cinema.
    Tornò dietro la telecamera nel 2004 con un film televisivo intitolato Madame ed interpretato da Nancy Brilli, cui ne farà seguito un altro (L'onore e il rispetto, 2006), di grande successo.
    Filmografia completa
    Grazie, zia (1968)
    Cuore di mamma (1969)
    Uccidete il vitello grasso e arrostitelo (1970)
    Un'anguilla da 300 milioni (1971)
    Beati i ricchi (1972)
    Malizia (1973)
    La sbandata (1974) (supervisione)
    Peccato veniale (1974)
    Scandalo (1976)
    Sturmtruppen (1976)
    Nenè (1977)
    Liquirizia (1979)
    Amore in prima classe (1979)
    Ernesto (1979)
    Casta e pura (1981)
    Sturmtruppen II (1982)
    Vai alla grande (1983)
    Fotografando Patrizia (1984)
    La Bonne (1986)
    Dov'eri quella notte (1991) (TV)
    Malizia 2000 (1991)
    Madame (2004) (TV)
    L'onore e il rispetto (2006) (TV)
    Estrenando sueños (2009)
    Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Samperi"
    Categorie: Biografie | Registi italiani | Sceneggiatori italiani | Nati nel 1944 | Nati il 26 luglio | Personalità legate a PadovaCategoria nascosta: BioBot

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