René Magritte (1898-1967)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1967
  • Data di nascita: 21 Novembre 1898
  • Professione: Pittore
  • Luogo di nascita: Lessines
  • Nazione: Belgio
  • René Magritte in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di René Magritte
  • Wikipedia: René Magritte su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    René Magritte di Lothar Wolleh.
    René François Ghislain Magritte (Lessines, 21 novembre 1898 – Bruxelles, 15 agosto 1967) è stato un pittore belga.
    Insieme a Paul Delvaux è considerato il maggiore esponente del Surrealismo in Belgio, e uno dei più originali esponenti europei dell'intero movimento. Dopo inizi vicini al Cubismo ed al Futurismo, il suo stile s'incentrò su una tecnica raffigurativa accuratissima basata sul trompe l'oeil, alla pari di Salvador Dalí e di Delvaux, ma senza il ricorso alla simbologia di tipo paranoide del primo o di tipo erotico-anticheggiante del secondo. In passato si è usato ridurre parte dell'opera magrittiana, ad una semplice interpretazione psicologica secondo cui alcune delle sue opere, quelle in cui i volti sono coperti da lenzuola, sono da collegare allo shock avuto dal pittore a tredici anni, quando vide recuperare il cadavere della madre suicida in un fiume, coperta appunto da un panno intorno alla testa. Ma René Magritte, detto anche "le saboteur tranquille" per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, non avvicina il reale per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per mostrarne il Mistero in-definibile. Intenzione del suo lavoro è alludere al Tutto come Mistero e non, definirlo.

    Biografia
    Nato a Lessines, Belgio, nel 1898, il padre Léopard Magritte era un mercante. Da giovane si trasferisce più volte con la famiglia: nel 1910, all'età di 12 anni, si trasferiscono a Châtelet, dove sua madre Adeline due anni dopo, nel 1912, morirà gettandosi nel fiume Sambre; fu ritrovata annegata, con la testa avvolta dalla camicia da notte; questo fatto rimase particolarmente impresso in alcuni dipinti come L'histoire centrale, Les amants e "le fantasticherie del passeggiatore solitario".
    Con il padre e i due fratelli si trasferisce nuovamente, questa volta a Charleroi, per allontanare il dolore della tragedia. Dopo gli studi classici, René volge i suoi interessi alla pittura. Nel 1916 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Bruxelles, città dove la famiglia si trasferisce nel 1918.
    Inizia ad interessarsi alle ricerche futuriste, conosciute attraverso Pierre Floquet; nel 1919 espone la sua prima tela, Trois Femmes, presso la Galerie Giroux.
    Nel 1922 si sposa con Georgette Berger, che aveva conosciuto nel 1913, quando aveva quindici anni. Nel 1923 vende il suo primo dipinto, il ritratto della cantante Evelyn Brélin, e nel frattempo inizia a lavorare come grafico, principalmente nel design di carta da parati.
    I suoi inizi di pittore si muovono nell'ambito delle avanguardie del Novecento, assimilando influenze dal cubismo e dal futurismo. Secondo quanto affermato da lui stesso in un suo scritto, la svolta surrealista avviene con la scoperta dell'opera di Giorgio De Chirico, dalla quale viene profondamente colpito, in particolare dalla visione del quadro Canto d'amore, nel quale compare sul lato di un edificio la testa enorme di una statua greca ed un gigantesco guanto di lattice.
    Nel 1925 entra nel suo periodo surrealista con l'adesione al gruppo surrealista di Bruxelles, composto da Camille Goemans, Marcel Lecomte e Paul Nougé, e dipinge il primo quadro surrealista, Le Jockey perdu, mentre lavora a diversi disegni pubblicitari.
    Nel 1926 prende contatto con André Breton, leader del movimento surrealista, che lo colpì al punto di affermare "I miei occhi hanno visto il pensiero per la prima volta", e l'anno successivo si tiene la sua prima mostra personale, presso la galleria Le Centaure di Bruxelles, nella quale Magritte espone ben sessantuno opere; successivamente si trasferisce con la moglie a Perreux-sur-Marne, nei pressi di Parigi nel 1928.
    Nel 1940, per timore dell'occupazione tedesca, si trasferisce con la moglie nel sud della Francia, a Carcassonne. In questi anni, sperimenta un nuovo stile pittorico, detto alla Renoir o solare, che porta avanti sino al 1947.
    Inizia il periodo vache, una sorta di parodia del fauvismo.
    Dopo un ultimo, lungo viaggio fra Cannes, Montecatini e Milano, avvenuto nel 1966, muore il 15 agosto dell'anno successivo a Bruxelles.
    Stile e tecnica
    Magritte svolge un tipico illusionismo di ordine onirico; illustra, ad esempio, oggetti e realtà assurde, come un paio di scarpe che si tramutano nelle dita di un piede o un paesaggio simultaneamente nella parte inferiore notturno e in quella superiore diurno, ricorrendo a tonalità fredde, ambigue, antisentimentali, quali quelle del sogno.
    Magritte è l'artista surrealista che, più di ogni altro, gioca con gli spostamenti del senso, utilizzando sia gli accostamenti inconsueti, sia le deformazioni irreali. Ciò che invece è del tutto estraneo al suo metodo è l'automatismo psichico, in quanto egli, con la sua pittura, non vuole far emergere l'inconscio dell'uomo ma vuole svelare i lati misteriosi dell'universo. Ed è proprio su questo punto che la sua poetica conserva lati molto affini con quelli della Metafisica; non a caso il suo periodo surrealista inizia con la scoperta delle opere di Giorgio De Chirico.
    Da qui nasce il bisogno di creare universi fantastici e misteriosi e le sue pitture sulla natura basate su contenuti apparentemente indecifrabili ed enigmatici.
    I suoi quadri sono realizzati in uno stile da illustratore, (può essere utile sapere che da giovane lavorò come disegnatore di carta da parati, esperienza che gli servì probabilmente a maturare il suo stile freddo ed impersonale) di evidenza quasi infantile. Volutamente le sue immagini conservano un aspetto pittorico, senza alcuna ricerca di illusionismo fotografico. Già in ciò si avverte una delle costanti poetiche di Magritte: l'insanabile distanza che separa la realtà dalla rappresentazione. E spesso il suo surrealismo nasce proprio dalla confusione che egli opera tra i due termini.
    In altri quadri Magritte gioca con il rapporto tra immagine naturalistica e realtà, proponendo immagini dove il quadro nel quadro ha lo stesso identico aspetto della realtà che rappresenta, al punto da confondersi con esso.
    Nel 1928 dipinge Ceci n'est pas une pipe, altro simbolo dell'enigmatico modo di interdere l'arte, dove aleggiano due dipinti di pipe di diverse dimensioni unite in una traccia di insieme misteriosa.
    Di notevole suggestione poetica sono anche i suoi accostamenti o le sue metamorfosi. Combina, nel medesimo quadro, cieli diurni e paesaggi notturni. Accosta, sospesi nel cielo, una nuvola ed un enorme masso di pietra. Trasforma gli animali in foglie o in pietra.
    Uno dei suoi quadri icona è quel grande occhio spalancato nel cielo, o al contrario il cielo che si specchia nell'organo della vista, intitolato Falso specchio, piaciuto talmente a Luis Bunuel da riprenderlo, per la sua ambiguità, come una scena madre ancora più raccappriciante dell'originale, nel suo film "Un chien andalou".
    Il suo surrealismo è dunque uno sguardo molto lucido e sveglio sulla realtà che lo circonda, dove non trovano spazio né il sogno né le pulsioni inconsce. L’unico desiderio che la sua pittura manifesta è quello di "sentire il silenzio del mondo", come egli stesso scrisse. In ciò quindi il surrealismo di Magritte si colloca agli antipodi di quello di Dalí, mancandovi qualsiasi esasperazione onirica o egocentrica.


    Opere significative
    Il fantino perduto (1926)- Collezione Privata, New York
    L'età della pietra (1926) - Museum Würth, Künzelsau, Germania
    L'assassino minacciato (1926) - The Museum of Modern Art, New York
    Il doppio segreto (1927)
    Il dormiente temerario (1927)
    Falso specchio (1928) olio su tela - Museum of Modern Art di New York
    Ceci n'est pas une pipe
    Gli amanti (1928) - Richard Zeisler Collection, New York
    L'uso della parola I - o "Trahison des Images" (1928-29) - Collezione privata, New York
    La condizione umana (1933)
    La Clairvoyance (1936)
    La magia nera (1936) - Galerie Brusberg Berlin, Berlino
    Il modello rosso II (1937) olio su tela - Edward James Foundation, Chichester, Sussex
    Golconda (1953) olio su tela
    L'impero delle luci (1954) - Collezione Peggy Guggheneim, Venezia
    Il capolavoro o i misteri dell'orizzonte (1955)
    Souvenir de voyage, 1955, MOMA, New York City
    Le vacanze di Hegel (1958)
    La chiave di ghiaccio (1959) olio su tela - The Menil Collection, Houston, Texas
    Il dominio di Arnheim (1962)
    Le grazie naturali (1963)
    L'uomo con la bombetta (1964) - S. Whiters Swan Collection, New York
    La firma in bianco (1965) - National Gallery of Art, Washington
    Il sorriso del diavolo (1966)
    Note


      ^ a b "Magritte: la naura e il mistero", di Melisa Garzonio, pubbl. su "IL SECOLO XIX", 5 dicembbre 2008, pag.19

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