Renato Soru (53)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 6 Agosto 1957
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Sanluri (MD)
  • Nazione: Italia
  • Renato Soru in Rete:

  • Wikipedia: Renato Soru su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)



    Renato Soru (Sanluri, 6 agosto 1957) è un imprenditore e politico italiano, fondatore di Tiscali e di H3G, Presidente della Regione sarda dal 2004, dimissionario dal novembre 2008. Le dimissioni sono state ufficialmente confermate nel Consiglio regionale straordinario del 23 dicembre 2008 ed hanno avuto effetto dalla mezzanotte del 25 dicembre.

    Biografia
    Figlio di un segretario comunale e della proprietaria di un supermercato, passa la prima parte della sua vita a Sanluri. Si iscrive nel 1976 al corso di laurea in Discipline economiche sociali presso la facoltà di Economia dell'Università Bocconi di Milano, nello stesso corso dell'economista Alberto Alesina, ma la abbandona all'inizio del 1977 per seguire delle esperienze lavorative. Si laureerà poi a 42 anni, nel 1999.
    Una delle sue prime esperienze in ambito finanziario è stata la sua partecipazione alla fondazione della CBI Merchant, ma nel 1992, dopo una serie di esperienze lavorative a Milano, decide di tornare in Sardegna. Qui la sua attività imprenditoriale si sposta verso la grande distribuzione del mercato immobiliare nei paesi dell'est europeo.
    La fondazione di Tiscali
    Inizia a collaborare con l'imprenditore cagliaritano Nicola Grauso, creatore di Video On Line, il primo internet provider di dimensioni davvero nazionali, e in contatto con lui segue il progetto relativo alla fondazione di analoga iniziativa nella Repubblica Ceca: l'Internet provider Czech On Line, a tutt'oggi il maggiore del paese.
    Nel 1997, anche in seguito alla vendita di Video On Line a Telecom Italia (che dalla fusione delle strutture di Video On Line con quelle del suo Internet provider Telecom On Line farà nascere il colosso Tin.it), torna in Italia dove l'anno successivo fonda Tiscali, un provider informatico che saprà far diventare tra i più importanti del mondo, sfondando come alternativa a basso costo alla telefonia tradizionale e col successivo debutto in borsa nel 1999.
    Gli inizi della carriera politica
    Nel 2003, dopo anni di contatti informali coi DS, decide di schierarsi in politica, creando un proprio movimento, denominato Progetto Sardegna, che si colloca su posizioni di sinistra moderata, proponendo un programma di valorizzazione dell'economia sarda; viene candidato alla guida della Regione Sardegna per lo schieramento di centrosinistra, sostenuto da Ds, Margherita, Udeur, Sdi, Prc, Pdci, Verdi, Idv e, appunto, Progetto Sardegna. Alle elezioni del 2004, ottiene il 50,16% delle preferenze (487.692 voti), contro il diretto concorrente Mauro Pili, esponente di Forza Italia alla guida dello schieramento di centrodestra, che ha ottenuto il 40,5 % (394.271 voti).
    Ha quindi ufficialmente lasciato il controllo della Tiscali per dedicarsi alla politica, pur continuando a mantenere il 27,5% del capitale della società (in seguito è gradualmente sceso fino al 18%), ed attirandosi per questo accuse di conflitto di interessi.
    Partecipazione al Partito Democratico
    Dal 23 maggio 2007 Renato Soru è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico, che riunisce i leader delle componenti del PD.
    Il 13 settembre dello stesso anno Soru ha consegnato all'ufficio tecnico del costituendo partito le firme che ufficializzano la sua candidatura alle elezioni primarie per la scelta della guida regionale del PD; è stato l'unico tra i governatori regionali in carica ad aver presentato la propria discesa in campo per le elezioni primarie del 14 ottobre.
    Dalle primarie del PD è uscito sconfitto, seppur di stretta misura, e con un forte numero di schede annullate. È infatti risultato eletto il senatore Antonello Cabras. In seguito i contrasti tra l'area Soru e quella Cabras e l'idea del Governatore di ricandidarsi alle regionali 2009 senza affrontare le primarie hanno portato il PD a una grave spaccatura e alle dimissioni di Cabras.
    L'acquisto de L'Unità
    Il polverone sul suo presunto conflitto di interessi si intensificano quando, il 20 maggio 2008, Renato Soru acquista la storica testata della sinistra fondata da Antonio Gramsci de l'Unità. Evitando, in tal modo, l'ingresso nel quotidiano della famiglia Angelucci (proprietaria di Libero e Il Riformista). Soddisfatto il consiglio di redazione de L'Unità, in passato sfavorevole all'ingresso della famiglia Angelucci, che commenta:
    Nuovo direttore dell'Unità sarà designata la giornalista del quotidiano nazionale la Repubblica, Concita De Gregorio, che prenderà il posto di Antonio Padellaro. La redazione culturale del quotidiano avrà la sede a Cagliari.
    Il 19 dicembre 2008, Soru, primo politico in Italia, affronta il nodo del conflitto di interessi cedendo, attraverso la pratica del "negozio fiduciario", prevista nelle Legge Statutaria della Sardegna, tutte le sue partecipazioni azionarie al professore di diritto commerciale all'Università di Cagliari Gabriele Racugno.
    Le dimissioni da Presidente della Giunta regionale
    Renato Soru presenta le dimissioni da Presidente della Giunta il 25 novembre 2008, a seguito della mancata integrale approvazione della legge urbanistica regionale.
    E' ufficialmente il candidato alla presidenza della giunta regionale della coalizione di centrosinistra per le elezioni regionali sarde del 2009 che si svolgeranno il 15 ed il 16 febbraio.
    La Giunta Soru
    La Giunta Regionale, che ha giurato il 5 luglio del 2004, era formata dal Presidente Renato Soru e da dodici Assessori, nominati dallo stesso:
    Dopo le dimissioni degli assessori Salerno, Pilia, Pigliaru, Addis e Dessì, nel 2008 al termine della legislatura presentava questa composizione:
    Principali attuazioni politiche
    Piano Paesaggistico Regionale
    La Giunta regionale ha disposto con la delibera n° 36/7 del 05/09/2006 l'adozione del Piano Paesaggistico Regionale (Ppr), approvato in seguito dal Consiglio Regionale. Esso è in sostanza un piano regolatore che impone precisi vincoli allo sviluppo edilizio nelle coste dell'Isola, finalizzato a tutelarne la bellezza paesaggistica e l'equilibrio ambientale. Il Ppr fu preceduto da un temporaneo provvedimento amministrativo denominato "legge salvacoste" che non consentiva di costruire in una fascia di 2 km dalla costa, con l'eccezione dei centri urbani situati in prossimità della costa, e delle isole minori già urbanizzate. Ora il vincolo presenta una più marcata flessibilità, e parte da un minimo di 300 metri dal mare, ad un massimo di 5 km per le zone di particolare interesse naturalistico .
    Nonostante sia stato ferocemente criticato all'interno dell'Isola, soprattutto da parte delle lobbies dell'edilizia, e dai principali media regionali (la testata giornalistica regionale L'Unione Sarda e l'emittente privata locale Videolina, possedute da uno dei più importanti imprenditori edili della Sardegna, Sergio Zuncheddu), il Ppr è stato preso come modello da alcuni Stati del mediterraneo che puntano maggiormente sul turismo come veicolo di sviluppo economico (Croazia e Spagna).
    Soru inoltre è stato nominato dall'ONU "Ambasciatore della costa" proprio in merito al suo impegno e al suo ruolo nella difesa dell'ambiente delle zone costiere.
    Tassa sul lusso
    La cosiddetta tassa sul lusso, un'imposta applicata alle seconde case di non residenti, alle imbarcazioni con lunghezza superiore ai 14 metri, agli aeromobili privati e alla plusvalenza degli immobili, è stata una delle delibere della Giunta che hanno destato maggior scalpore e i più infuocati dibattiti politici.
    Su tale provvedimento si è pronunciata la Corte Costituzionale ritenendo incostituzionali le imposte sulle plusvalenze delle seconde case ad uso turistico e le imposte sulle seconde case ad uso turistico e imponendo alla Regione la restituzione delle somme percepite quantificate in 29,8 milioni di euro. Altri aspetti sono stati ritenuti legittimi, mentre su altri ancora gli atti (fatto accaduto per la prima volta in Italia) sono stati inviati alla Corte di Giustizia europea.
    Anticipazione delle future entrate tributarie
    Una volta insediatosi alla guida della Sardegna, il governatore Soru lamenta l'eredità derivata dalle amministrazioni precedenti di un consistente buco nelle casse regionali di oltre 4 miliardi di euro (2,5 dei quali accumulati nel quinquennio 1999-2004 dalla precedente giunta di centrodestra) e quindi annuncia una legislatura di sacrifici volti a tagliare gli sprechi e i costi eccessivi per risanare tale bilancio.
    In quest'ottica rivendica e, in un secondo tempo, ottiene la restituzione da parte dello Stato italiano delle somme trattenute indebitamente e derivanti dalla compartecipazione alle imposte regionali come IRPEF ed IVA, protrattesi per vari anni ed ammontanti ad oltre 4 miliardi di euro. Lo Stato però assicura il completo passaggio dei crediti in tre rate e solo a partire dall'anno 2013.
    Nella finanziaria regionale 2006 la giunta propone di coprire una parte della spesa corrente e ripianare una parte del buco del bilancio, attraverso l'inserimento di tali crediti arretrati, per l'ammontare di 1,5 miliardi di euro. Il nonostante fosse un progetto approvato dalla Ragioneria Generale dello Stato, il provvedimento è stato in seguito bocciato dalla Corte Costituzionale con sentenza 213/2008 per illegittimità costituzionale e inammissibilità. Secondo le motivazioni della sentenza, le anticipazioni dei crediti garantiti dallo Stato a partire dal 2013 inserite nel bilancio del 2006 della Regione Sardegna sono illegittime perché violano l’art. 81 della Costituzione sull’accertabilità delle entrate. I giudici contabili hanno ritenuto una “tecnica di copertura irrazionale e irragionevole” l’anticipazione di un’entrata futura per finanziare spese correnti, giudicata “del tutto estranea ai canoni previsti dalla contabilità pubblica non solo statale ma anche regionale“, oltre che contraria al principio dell’annualità del bilancio.
    Dopo di ciò la Giunta regionale ha presentato un bilancio riveduto e corretto nel quale compaiono sempre le entrate future, ma stavolta per un ammontare di 500 milioni di euro. In questa occasione, però, la Corte dei Conti promuove il bilancio regionale in quanto i crediti futuri inseriti derivano essenzialmente dalla compartecipazione del gettito Iva dallo Stato italiano, che per definizione è ripartibile in bilanci pluriennali, pertanto si tratta di "risorse esigibili a tutti gli effetti", quindi non anticipazioni di entrate future ma risorse che provengono da entrate proprie, maturate in virtù dello Statuto sardo. Nella sentenza della Corte dei Conti viene inoltre sottolineato come il processo di risanamento di bilancio portato avanti dalla Giunta regionale sia meritevole di attenzione e certifichi la buona gestione delle proprie risorse finanziarie.
    Basi militari
    Dopo poco tempo dal suo insediamento Soru ha sollevato il problema del grosso peso che hanno le basi militari in Sardegna.Nell'isola, infatti, al tempo della rivendicazione del governatore Soru, ben 38 mila ettari di territorio erano servitù militari che in termini percentuali rappresentavano oltre il 60 per cento sul totale nazionale. Per mesi Soru ha sollecitato il governo a interventi di riequilibrio, fino a riuscire ad ottenere l'abbandono dei militari USA dalla base di Santo Stefano nell'arcipelago de La Maddalena dove erano presenti anche vari sommergibili nucleari. La giunta regionale ha dato il via a vari progetti di riqualificazione dell'ex base militare, ad uso turistico.
    Controversie
    Il caso Saatchi & Saatchi
    Il caso Saatchi & Saatchi ha visto l'istituzione da parte del Consiglio Regionale della Sardegna di una commissione regionale, per investigare sulle presunte irregolarità nell'assegnazione alla Saatchi & Saatchi dell'appalto sulle linee guida della pubblicità regionale della Regione Sardegna, per complessivi 56 milioni di euro.
    In seguito si accerta l'intenzione della Saatchi & Saatchi di affidare in subappalto fino al 30% dell'incarico a Sardinia Media Factory, un consorzio di imprese sarde al cui vertice figurano nomi che hanno collaborato o hanno avuto un ruolo dirigenziale in Tiscali come i fratelli Benoni.
    Le conclusioni presenti nella relazione finale della Commissione Consiliare, approvate dal Consiglio Regionale, possono essere così sintetizzate:
    Renato Soru non ha mai avuto modo di poter esporre il proprio operato nonostante le sue esplicite richieste.
    Infatti egli non fu ascoltato dalla Commissione d'inchiesta consiliare ma è stato sentito il 19 novembre 2007, e in sedute seguenti, dal pm Marchetti che indaga sul fatto. Il Presidente ha dichiarato la sua estraneità alla vicenda sostenendo di non conoscere le procedure di funzionamento di una gara, reputandole di competenza del Direttore Generale dell'ufficio di Presidenza Fulvio Dettori; quest'ultimo, come detto, è stato censurato e ne è stata chiesta la rimozione dal suo incarico sia dalla Commissione, sia dal Consiglio Regionale che ha approvato unanimemente la relazione della Commissione d'inchiesta. Renato Soru ha però respinto la censura su Dettori, il dirigente è stato confermato e il 2 agosto 2008 ha ottenuto il rinnovo dell'incarico.
    A seguito del ricorso di una delle società facenti capo al R.T.I. seconda classificata, in data 19 dicembre 2007, con sentenza 31/2008 depositata il 15/01/2008 il Tar ha assegnato l'appalto alla seconda classificata, la Meet, condannando la Regione Sardegna al pagamento di 20mila euro per spese processuali e disponendo la trasmissione della sentenza alla Procura regionale della Corte dei Conti, per le valutazioni di competenza in ordine all’accertamento di eventuali profili di danno erariale.
    Alla Saatchi & Saatchi è mancata la documentazione sulla certificazione ISO9001-2000, un vuoto giudicato ininfluente dal presidente della commissione Fulvio Dettori viste le dimensioni del gruppo, ma ritenuto fondamentale dal TAR di Cagliari. Nel corso del febbraio del 2008 è diventata di pubblico dominio la notizia dell'indagine della Procura della Repubblica e dell'avviso di garanzia notificato a Renato Soru.
    Nell'ottobre 2008 la dirigente responsabile della gara, Michela Melis, ha avviato la procedura di annullamento della gara in seguito al patteggiamento del segretario della commissione di gara, Carlo Sanna, e su consiglio dell'Avvocatura dello Stato di Cagliari.
    L'11 settembre 2008 il pubblico ministero Mario Marchetti dichiara conclusa l'inchiesta sugli appalti pubblicitari. Renato Soru è indagato per abuso d'ufficio, turbativa d'asta e falso. Tra gli indagati, oltre a Soru, il DG dell'ufficio di Presidenza Fulvio Dettori, i componenti della commissione, i fratelli Benoni e il pubblicitario Aldo Brigaglia.
    Voci correlate
    Giunta regionale della Sardegna
    Presidenti della Sardegna
    Note


      ^ La Repubblica 20.05.2008: Soru compra l'Unità: una fondazione gestirà il giornale
      ^ La Repubblica 20.05.2008: Soru compra l'Unità: una fondazione gestirà il giornale
      ^ Strappo di Soru: «Mi dimetto» Il presidente della Sardegna lascia per contrasti con il Pd sulla legge urbanistica regionale
      ^ Piano paesaggistico regionale LEGGE REGIONALE 25 NOVEMBRE 2004, N°8
      ^ Operazione Sardegna-Croazia
      ^ Lezione per i sardi dalla Spagna
      ^ "Il Presidente Soru nominato dall'Onu "Ambasciatore della costa"
      ^ "La7-Tasse sul lusso"
      ^ "Repubblica-Tasse sul lusso"
      ^ "Tiscali-Tasse sul lusso"
      ^ "Finanziaria, il via libera arriva nella notte Soru promosso dalla ragioneria dello stato"
      ^ IL SARDEGNA - Politica: Corte dei conti,ok al bilancio
      ^ Soru «disobbediente» agli Usa: via le basi
      ^ Gli Usa: entro il 2008 via dalla Maddalena
      ^ "Istituzione Commissione Consiliare di inchiesta"
      ^ "Bando d'Appalto per la pubblicità istituzionale della Regione Sardegna"
      ^ "Relazione Commissione Consiliare"
      ^ "Sito Ricerche sentenze TAR"
      ^ Avviso di Garanzia - L'espresso"

    Collegamenti esterni
    Sito Ufficiale
    Scheda su openpolis.it di Renato Soru
    Sito della Regione Sardegna
    Referendum, quorum mancato Fallita la spallata alla giunta Soru. lanuovasardegna.repubblica.it, 5 ottobre 2008. URL consultato il 5-10-2008.
    Portale Biografie
    Portale Politica

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Soru"
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