Reinhold Messner (66)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 17 Settembre 1944
  • Professione: Esploratore
  • Luogo di nascita: Bressanone (BZ)
  • Nazione: Italia
  • Reinhold Messner in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Reinhold Messner
  • Wikipedia: Reinhold Messner su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Reinhold Messner nel 2004
    Reinhold Messner (Bressanone, 17 settembre 1944) è un alpinista ed esploratore italiano di lingua tedesca, da molti considerato il miglior alpinista di sempre. Il suo nome è legato a innumerevoli esplorazioni ed arrampicate ma è noto al grande pubblico per essere stato il primo alpinista ad aver scalato tutti gli ottomila, ossia le quattordici cime che superano gli 8000 metri sul livello del mare.
    Nel 1978 è stato il primo uomo a scalare l'Everest senza l'ausilio di ossigeno, effettuando l'ascesa insieme a Peter Habeler. Tale impresa, ritenuta sino ad allora impossibile, è stata persino superata da Messner stesso nel 1980, quando è divenuto il primo uomo a raggiungere la vetta della montagna più alta del mondo, senza ossigeno ed in solitaria. Tra le altre imprese, vanno senz'altro ricordate le traversate dell'Antartide e della Groenlandia senza il supporto di mezzi a motore o cani da slitta e la traversata del Deserto del Gobi.
    Messner è autore di molti libri e dal 1999 al 2004 è stato Membro del Parlamento Europeo eletto come indipendente nella lista dei Verdi italiani. Agricoltore, si dedica alla gestione del Messner Mountain Museum, un complesso museale dedicato a tutti gli aspetti della montagna nel centro delle Alpi, a Bolzano, Solda, Castel Juval (dove Messner abita dal 1983) e Monte Rite.

    La vita e le imprese
    Messner nacque a Bressanone nel 1944, da famiglia di lingua tedesca. Il padre lo introdusse precocemente all'alpinismo e sin dall'età di tredici anni prese a scalare le vette alpine, in primis quelle Dolomitiche. In seguito, studiò all'Università di Padova.
    Ispirato da Hermann Buhl, sin dagli anni sessanta fu uno dei primi e più convinti sostenitori di uno stile di arrampicata che non utilizzi ausili esterni (come ad esempio quello dei portatori). Da allora, Messner ha sempre supportato una filosofia alpinistica volta a non invadere le montagne, ma solamente ad arrampicarle. Lo stile di alpinismo proposto da Messner viene talvolta denominato alpine style, e comporta fra l'altro la necessità di utilizzare un equipaggiamento minimo e molto leggero. Tra gli altri alpinisti che seguirono le idee di Reinhold Messner già dagli anni sessanta, vanno ricordati il fratello Günther e Peter Habeler, che divenne in seguito suo compagno di imprese.
    Nel 1970 effettuò la sua prima scalata di una delle principali vette dell'Himalaya: il Nanga Parbat. Tale impresa fu funestata dalla morte del fratello minore Günther, avvenuta mentre i due stavano affrontando la discesa, due giorni dopo aver raggiunto la cima. Reinhold Messner, che subì l'amputazione di sette dita dei piedi in seguito al congelamento, fu oggetto di polemiche perché accusato di non aver fatto tutto il possibile per trarre in salvo Günther; tuttavia con una recente spedizione, Messner ha dimostrato l'infondatezza delle critiche rivoltegli.
    Nel 1975, completò con Peter Habeler la prima ascesa senza ossigeno artificiale di una vetta oltre gli ottomila metri: il Gasherbrum I. Nel 1978 ripeté — sempre con Habeler — l'impresa sull'Everest, diventando uno degli alpinisti più famosi del mondo. La scalata dell'Everest senza l'ausilio di bombole di ossigeno era considerata fino ad allora impossibile per l'uomo, tanto che Messner ed Habeler furono accusati di aver utilizzato di nascosto delle mini-bombole. Tuttavia, nel 1980, Messner mise a tacere le polemiche nei suoi confronti quando il 20 agosto raggiunse di nuovo la vetta dell'Everest senza l'ausilio di ossigeno, ed in solitaria. Durante l'ascesa dovette affrontare anche la caduta in un crepaccio. Una continua agonia scriverà, in seguito: il suo fisico non era mai stato tanto provato come in quell'ascesa.
    Dopo il 1980, Messner ha continuato a conquistare numerose vette Himalayane, spesso aprendo nuovi percorsi, o tentando per primo l'ascesa in inverno, sempre proponendo un approccio nuovo all'alpinismo, basato sul suo stile di arrampicata leggera. Nel 1986 è divenuto il primo uomo ad aver conquistato tutti i quattordici ottomila (fra l'altro, aveva arrampicato più volte diverse cime). Nonostante il suo nome sia oggi legato a molte imprese memorabili, Messner non è considerato, al contrario di molti avventurieri, un inseguitore di record: il suo interesse dichiarato è infatti quello di entrare in contatto con la natura, muovendosi in luoghi in cui l'uomo non era mai arrivato prima, ed evitando di violarla, di invaderla.
    Nel 1990 è stato il primo uomo ad attraversare l'Antartide a piedi, passando per il Polo Sud, senza l'ausilio di mezzi meccanici o animali (in imprese precedenti erano stati utilizzati i cani da slitta). Nel 2004, a quasi 60 anni, ha attraversato a piedi il deserto del Gobi. Nella sua carriera, Messner ha effettuato oltre cento spedizioni e 3500 scalate.
    Nel 1999 è diventato parlamentare europeo per i Verdi, ricevendo oltre 20 mila preferenze nella circoscrizione nord-est, ma non si è ricandidato alle successive elezioni del 2004.
    Dal 2004 l'attenzione di Messner è dedicata principalmente ad un progetto di apertura dei musei della montagna. Ha dichiarato:
    Il 10 marzo 2006, insieme a Alex Zanardi, è stato testimonial della Cerimonia di apertura dei IX Giochi Paralimpici invernali di Torino 2006.
    I quattordici ottomila
    Messner ha conquistato i quattordici ottomila nelle seguenti date:
    1970: Nanga Parbat (8125 m)
    1972: Manaslu (8156 m)
    1975: Gasherbrum I (Picco nascosto) (8068 m)
    1977: Dhaulagiri (8167 m)
    1978: Everest (8846 m), Nanga Parbat (8125 m)
    1979: K2 (8611 m)
    1980: Everest (8846 m)
    1981: Shisha Pangma (8012 m)
    1982: Kanchenjunga (8598 m), Gasherbrum II (8035 m), Broad Peak (8048 m), Cho Oyu (8201 m - tentativo fallito di ascesa invernale)
    1983: Cho Oyu (8201 m)
    1984: Gasherbrum I (8068 m) e Gasherbrum II (8035 m) in una sola escursione, senza ritorno al campo base
    1985: Annapurna (8091 m), Dhaulagiri (8167 m)
    1986: Makalu (8485 m), Lhotse (8516 m)
    Bibliografia
    Libri di Reinhold Messner
    Reinhold Messner è autore di numerosi libri in lingua tedesca, la maggior parte dei quali tradotti in molte altre lingue, tra cui l'italiano.
    Messner R., Ritorno ai monti, Athesia (1975)
    Messner R., Everest (1978)
    Messner R., Settimo Grado
    Messner R., Il limite della vita
    Messner R., Orizzonti di Ghiaccio (1982)
    Messner R., Corsa alla vetta (1986)
    Messner R., L'arrampicata libera di Paul Press, De Agostini (1987)
    Messner R., La libertà di andare dove voglio, Garzanti Libri (1992)
    Messner R., Le più belle montagne e le più famose scalate (1992)
    Messner R., Horst H., Hermann Buhl, in alto senza compromessi CDA & Vivalda (1998)
    Messner R., Yeti. Leggenda e verità, Feltrinelli (1999)
    Messner R., Annapurna. Cinquant'anni di ottomila, CDA & Vivalda (2000)
    Messner R., Salvate le Alpi, Bollati Boringhieri (2001)
    Messner R., Non troverai i confini dell'anima (2001)
    Messner R., Montagne, immagini, pensieri, De Agostini (2002)
    Messner R., Vertical. Cento anni di arrampicata sulla roccia, Zanichelli (2003)
    Messner R. Tappeiner J., Re Ortles, Tappeiner (2004)
    Messner R., La montagna nuda. Il Nanga Parbat, mio fratello, la morte e la solitudine, Corbaccio (2004)
    Messner R., K2 Chogori. La grande montagna, Corbaccio (2004)
    Messner R. "La mia vita al limite", Corbaccio (2006) con Thomas Huetlin
    Messner R. "Nanga Parbat La montagna del destino", Mondadori(2008)
    Libri su Reinhold Messner
    (DE) Boomers S., Reisen als Lebensform.: Isabelle Eberhardt, Reinhold Messner und Bruce Chatwin, Campus, Frankfurt New York (2004)
    ALP Speciale ritratti Reinhold Messner, marzo-aprile 2008, Cda&Vivalda Editori, Torino.
    Collegamenti esterni
    Il Museo nelle nuvole di Reinhold Messner
    (DE) Sito web ufficiale
    (EN) La fine della polemica sulla morte del fratello
    (IT) Bibliografia dei testi editi in italiano di Reinhold Messner
    Note


      ^ Si vedano il libro dello stesso Messner La montagna nuda. Il Nanga Parbat, mio fratello, la morte e la solitudine, e l'articolo di The Guardian sulla vicenda.

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Reinhold_Messner"
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