Pietro Nenni (1891-1980)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1980
  • Data di nascita: 9 Febbraio 1891
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Faenza (RA)
  • Nazione: Italia
  • Pietro Nenni in Rete:

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  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Pietro Nenni (Faenza, 9 febbraio 1891 – Roma, 1º gennaio 1980) è stato un politico e giornalista italiano.

    Anni giovanili
    Nacque in una famiglia povera e rimase orfano di padre in giovane età: la madre fu quindi costretta ad iscriverlo in un collegio, dove ebbe l'occasione di assistere ad alcune repressioni perpetuate dall'esercito ai danni degli operai. Giornalista pacifista, inizialmente aderì al Partito Repubblicano Italiano, partecipò alle proteste contro la guerra di Libia insieme a Benito Mussolini e con lui passò un periodo in carcere. Aderi' al Partito Socialista Italiano, proprio nel momento in cui avveniva la scissione tra socialisti e comunisti (1921).
    Divenuto dirigente del PSI, lavorò per ottenere l'unità con i riformisti di Filippo Turati, ma non ottenne i risultati sperati. Ad ogni modo, si segnalò come uno dei politici più attivi del movimento socialista.
    Nel 1923 divenne direttore dell'Avanti, ed in questa veste confermò il carattere antifascista del quotidiano. Fu per questo molto inviso al regime mussoliniano (soprattutto dopo che nel 1925 aveva fondato il quotidiano Quarto Stato), tanto da essere costretto ad andare in esilio in Francia nel 1926.
    Militanza all'estero e ritorno in Italia
    Nenni fu partigiano durante la Guerra civile spagnola, dove venne nominato commissario politico nelle Brigate Internazionali e combatté al fianco di democratici provenienti da tutto il mondo. Per narrare al meglio questa esperienza egli scrisse dei Diari privati e soprattutto un libro dal titolo significativo, Spagna, che oltre che a narrare le vicende storiche e politiche del massacro perpetuato dai franchisti costituisce una raccolta dei discorsi del leader socialista che danno bene il senso di ciò che la vicenda spagnola abbia rappresentato nella storia europea e nella vita degli antifascisti .
    Anche durante la Seconda guerra mondiale aderì alla Resistenza e fu uno dei membri più influenti delle Brigate Garibaldi, tanto da meritarsi il Premio Stalin per la pace che poi però riconsegnò dopo la denuncia dei crimini staliniani al XX Congresso del PCUS e devolvendo i soldi ricevuti alla Croce Rossa Internazionale. Nell'estate del 1943, all'indomani della caduta del duce, venne confinato a Ponza: riuscì comunque a liberarsi ed a trasferirsi a Roma dove, insieme a Sandro Pertini, Giuseppe Saragat e Lelio Basso, riuscì ad unificare tutti i socialisti italiani in un unico movimento: il Partito Socialista di Unità Proletaria.
    La stretta alleanza con il PCI
    Nenni con Sandro Pertini (1947)
    Divenuto già nel 1944 segretario nazionale dello PSIUP, egli inizialmente favorì uno stretto rapporto tra i socialisti e il Partito Comunista Italiano. Dopo le elezioni politiche del 1946 (in cui venne eletto deputato), inaugurò la politica del "frontismo" e, a causa di questa scelta, dovette subire nel gennaio del 1947 la cosiddetta "scissione di Palazzo Barberini", guidata da Giuseppe Saragat, dalla quale nacque il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani.
    In vista delle fondamentali elezioni politiche del 18 aprile 1948, fu tra gli artefici del Fronte Democratico Popolare, la coalizione di sinistra con i comunisti di Palmiro Togliatti: le conseguenze del risultato deludente della lista (31% dei voti alla Camera e 30,76% delle preferenze al Senato) furono la netta affermazione della Democrazia Cristiana e la nascita di tre governi De Gasperi.
    In vista delle elezioni politiche italiane del 1953, lottò contro la nuova legge elettorale voluta dalla DC (denominata dai detrattori "legge truffa") ed ebbe partita vinta: il suo PSI conseguì un incoraggiante 12,7% dei consensi e per pochissimi voti il premio di maggioranza previsto dalla legge tanto criticata non scattò: questa fu l'ultima volta in cui Nenni si presentò alle elezioni da rivale della DC.
    Il centro-sinistra e l'addio
    Nenni con il Guardaportone di Palazzo Montecitorio (1958)
    Dopo i fatti d'Ungheria del 1956 preferì allontanarsi dai comunisti ed all'interno del partito guidò la corrente dei "Socialisti autonomisti", tendente a creare le condizioni per un governo che fosse espressione di un accordo tra i socialisti ed il centro, contrapposta alla corrente dei "Socialisti carristi", più orientati a sinistra.
    Fondò, con Aldo Moro, Ugo La Malfa e Giuseppe Saragat, una nuova coalizione politica, chiamata centrosinistra. Tuttavia in tale occasione si ebbe la scissione della corrente dei "carristi" che, dopo il congresso al palazzo Esposizioni dell'EUR, all'inizio del 1964 diedero vita al nuovo PSIUP, guidato da Tullio Vecchietti e Dario Valori.
    Eletto deputato per numerose legislature, fu più volte ministro e anche vicepresidente del Consiglio nel primo, nel secondo e nel terzo governo Moro), ed in tale veste si adoperò per l'adozione di riforme economiche e di struttura, nonché per la riforma della scuola (fu tra l'altro fautore dell'abolizione dell'insegnamento obbligatorio del latino, da lui definito "lingua dei signori") e per la semplificazione della burocrazia (famosa la sua battaglia contro il titolo di "eccellenza"). Fu favorevole all'unione tra socialisti e PSDI e la sua ultima grande campagna fu quella per il riconoscimento legale del divorzio.
    Nel 1970 venne nominato senatore a vita, ma rimase comunque presidente onorario del partito.
    La disillusione per molte delle speranze infrante del centro-sinistra - ma anche la difficoltà di riconoscersi nelle mutate condizioni sociali e politiche del Paese - lo portò al "periodo triste" , caratterizzato dalla sconfitta della linea autonomista che portò alla segreteria De Martino. A tale linea però rimase sempre fedele e, quando morì, il giorno di capodanno del 1980, il PSI era da tempo nelle mani di Bettino Craxi, che era considerato il suo delfino.
    Note


      ^ Nenni fu così radicatamente identificato con la parte perdente della guerra di Spagna che, nel 1977, quando il PSOE tenne in semiclandestinità il suo primo congresso post-franchista a Madrid i suoi dirigenti Gonzales e Guerra pregarono Nenni di non sedere al banco di presidenza (dove tutti gli altri dirigenti dell'Internazionale socialista sedevano, da Mitterrand a Palme a Kreisky) per non indisporre le autorità (e presumibilmente per non dare un senso di reducismo e di rivendicazionismo di parte al ritorno della democrazia spagnola, volutamente presentato dalle nuove generazioni come superamento delle divisioni del passato): ha descritto l'evento e la profonda delusione di Nenni per l'episodio (ed ancor più per il successivo rifiuto dei giovani dirigenti PSOE di accompagnarlo in visita al cenotafio dell'Alcazar, dove riposavano moltissimi dei suoi compagni di lotta di mezzo secolo prima) Rino Formica, presente ai fatti, nell'allocuzione al convegno di presentazione del libro "Caro compagno. Lettere di Nenni a Franco Iacono, Marsilio editore, tenutosi a Roma, palazzo Giustiniani, sala degli Zuccari, il 12 marzo 2008.
      ^ Così definito da Rino Formica nell'allocuzione al convegno di presentazione del libro "Caro compagno. Lettere di Nenni a Franco Iacono, Marsilio editore, tenutosi a Roma, palazzo Giustiniani, sala degli Zuccari, il 12 marzo 2008.
      ^ Smentendo un'interpretazione interessata delle vicende interne al partito nel periodo conclusivo della sua vita - nell'allocuzione al citato convegno di Roma, palazzo Giustiniani, sala degli Zuccari, il 12 marzo 2008 - sia Francesco Guizzi che Rino Formica hanno confermato che il suo sostegno alla segreteria di Craxi si prolungò fino alla fine: quando la corrente signoriliano-amatiano-giolittiana tentò di abbattere la segreteria nel comitato centrale del 20 dicembre 1979, il già malato Nenni, nell'abbandonare stremato a mezzanotte la riunione, richiese di essere richiamato nel caso si addivenisse ad un voto nel prosieguo della nottata, per non far mancare il suo voto a Craxi (com'è noto, quel voto non fu più necessario per la defezione di De Michelis dallo schieramento contrario alla segreteria).



    Opere
    Repubblicani e sindacalisti, La tipografica jesina, 1913.
    Lo spettro del comunismo, 1914-1921, Modernissima, 1921.
    L'assassinio di Matteotti ed il processo al Regime, Avanti!, 1924.
    Il delitto di Roma, L'Italia del popolo, 1924.
    Storia di quattro anni. La crisi socialista dal 1919 al 1922, Libreria del Quarto Stato, 1927.
    La faillite du syndacalisme fasciste, Librairie Valois, 1929.
    Ricordi di un socialista: sei anni di guerra civile in Italia, E. Cecconi, 1929.
    Le esecuzioni di Trieste, Librairie S.F.I.C., 1930.
    La lutte de classes en Italie, Editions de la Nouvelle Reveu Socialiste, 1930.
    La lutte socialiste contre le fascisme et pour le pouvoir, Sfie, 1933.
    Marx e il marxismo. In occasione del cinquantenario della morte di Marx, Edizioni popolari del Partito socialista italiano, 1933.
    Il delitto africano del fascismo, Sfie, 1935.
    Per la Spagna. Con la Spagna, Edizioni del Partito socialista italiano, 1937.
    Solidarite envers le peuple italien, Entente internationale pour la defense du droit, de la liberte et de la paix en Italie, 1938.
    Sei anni di guerra civile, Rizzoli, 1945.
    L'eredità della breccia di Porta Pia, Sugar, 1971.
    Pietro Nenni. Dalle barricate a Palazzo Madama, Mursia, 1971.
    I nodi della politica estera italiana, SugarCo, 1974.
    Spagna. Edizione riveduta ed ampliata, SugarCo, 1976.
    Storia di quattro anni. 1919-1922, Sugarco, 1976.
    La battaglia socialista contro il fascismo, 1922-1944, Mursia, 1977.
    Intervista sul socialismo italiano, Laterza, 1977.
    Vento del Nord, Einaudi, 1978.
    Diari , 3 voll., SugarCo, 1981-1983.
    Discorsi parlamentari. 1946-1979, Camera dei deputati. Segreteria generale. Ufficio stampa e pubblicazioni, 1983.
    Nenni e Israele, Il Garofano Rosso, 1984.
    La lotta di classe in Italia, SugarCo, 1987.
    Nenni dieci anni dopo, Lucarini, 1990.
    Nenni, 1956, Comma, 1991.
    Pietro Nenni. Protagonista e testimone di un secolo, 1891-1991, Psi, 1991.
    Carteggio La Malfa-Nenni, 1947-1971, 1991.
    Pietro Nenni, Aldo Moro. Carteggio 1960-1978, La nuova Italia, 1998.
    Bibliografia
    Giuseppe Tamburrano, Pietro Nenni, Roma-Bari, Laterza, 1986.
    Enzo Santarelli, Pietro Nenni, Torino, UTET, 1988.
    Altri progetti
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    Wikiquote contiene citazioni di o su Pietro Nenni
    Collegamenti esterni
    Dati personali ed incarichi nella Costituente. Camera dei Deputati. URL consultato il 26-12-2007.
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    Dati personali e incarichi nella V Legislatura. Camera dei Deputati. URL consultato il 26-12-2007.
    Pietro Nenni. Alcide De Gasperi nella storia d'Europa. URL consultato il 26-12-2007.
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