Pier Paolo Pasolini (1922-1975)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1975
  • Data di nascita: 5 Marzo 1922
  • Professione: Scrittore
  • Luogo di nascita: Bologna (BO)
  • Nazione: Italia
  • Pier Paolo Pasolini in Rete:

  • Sito Non Ufficiale: Un sito non ufficiale su Pier Paolo Pasolini
  • Wikipedia: Pier Paolo Pasolini su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Pier Paolo Pasolini
    Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) è stato uno scrittore, poeta e regista italiano. È internazionalmente considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo.
    Dotato di un'eccezionale versatilità culturale, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi come poeta, linguista, giornalista e cineasta.
    Attento osservatore della trasformazione della società dal dopoguerra sino alla metà degli anni settanta, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi, ma anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti. Molti dei suoi scritti e delle sue visioni artistiche, spesso in equilibrio tra lirismo e impegno civile, si sono rivelati col tempo profetici.

    Biografia
    Pier Paolo Pasolini e la madre
    L'infanzia e la giovinezza
    Pier Paolo Pasolini, primogenito di Carlo Alberto e Susanna Colussi, nacque a Bologna al civico 4 di via Borgonuovo.
    A causa delle lunghe campagne militari del padre, la famiglia, che risiedeva a Parma, nel 1923 si trasferì a Conegliano, e nel 1925 a Belluno, dove nacque il fratello Guidalberto. Nel 1927 i Pasolini furono nuovamente a Conegliano, dove Pier Paolo prima di compiere i sei anni fu iscritto alla prima elementare.
    Pier Paolo a Casarsa
    L'anno successivo traslocarono a Casarsa della Delizia, ospiti della casa materna, poiché il padre era agli arresti per alcuni debiti di gioco. La madre, per far fronte alle difficoltà economiche, riprese l'insegnamento. Terminato il periodo di detenzione del padre, ripresero i trasferimenti ad un ritmo quasi annuale. Fondamentali rimasero i soggiorni estivi a Casarsa.
    Nel 1929 i Pasolini si spostarono a Sacile, sempre in ragione del mestiere del capofamiglia, e in quell'anno Pier Paolo aggiunse alla sua passione per il disegno quella della scrittura, cimentandosi in versi ispirati ai semplici aspetti della natura che osservava a Casarsa.
    Dopo un breve soggiorno a Idria (oggi in territorio sloveno), la famiglia ritornò a Sacile, dove Pier Paolo affrontò l'esame di ammissione al ginnasio. A Conegliano iniziò a frequentare la prima classe, ma a metà dell'anno scolastico 1932-1933 il padre fu trasferito a Cremona dove la famiglia rimase fino al 1935, quando ci fu un nuovo spostamento a Scandiano (con gli inevitabili problemi di adattamento). In Pier Paolo crebbe la passione per la poesia e la letteratura, mentre lo abbandonava il fervore religioso del periodo dell'infanzia. Al ginnasio di Reggio Emilia conobbe il primo vero amico della giovinezza, Luciano Serra, che incontrò ancora l'anno seguente al Liceo Galvani di Bologna.
    A Bologna, dove trascorrerà sette anni («Bella e dolce Bologna! Vi ho passato sette anni, forse i più belli... ») Pier Paolo coltivò nuove passioni, come quella del calcio, e alimentò la sua passione per la lettura comprando numerosi volumetti presso le bancarelle di libri usati del Portico della Morte. Le letture spaziavano da Dostoevskij, Tolstoj e Shakespeare ai poeti romantici del periodo di Manzoni.
    Al Liceo Galvani di Bologna fece conoscenza con altri amici, tra i quali Ermes Parini, Franco Farolfi, Elio Meli, e con loro costituì un gruppo di discussione letteraria. Intanto la sua carriera scolastica proseguiva con eccellenti risultati e nel 1939 venne promosso alla terza liceo con una media tanto alta da indurlo a saltare un anno per presentarsi alla maturità in autunno.
    Pier Paolo Pasolini con gli amici a Bologna nel 1937
    Si iscrisse così, a soli diciassette anni, alla Facoltà di Lettere dell'Università di Bologna, e scoprì nuove passioni culturali, come la filologia romanza e soprattutto l'estetica delle arti figurative.
    Frequentava intanto il Cineclub di Bologna dove si appassionò al ciclo dei film di René Clair; si dedicò allo sport e fu promosso capitano di calcio della Facoltà di Lettere; faceva gite in bicicletta con gli amici e frequentava i campeggi estivi che organizzava l'Università di Bologna. Con gli amici – l'immagine da offrire ai quali era sempre quella del "noi siamo virili e guerrieri", cosicché non percepissero nulla dei suoi travagli interiori – si incontrava, oltre che nelle aule dell'Università, anche nei luoghi istituiti dal Regime fascista per la gioventù, come il GUF, i campeggi della "Milizia", le competizioni dei Littoriali della cultura. Procedevano in questo periodo le letture delle Occasioni di Montale, di Ungaretti e delle traduzioni dei lirici greci di Quasimodo, mentre fuori dall'ambito poetico leggeva soprattutto Freud e ogni cosa che fosse disponibile in traduzione italiana.


    Nel 1941 la famiglia Pasolini trascorse come ogni anno le vacanze estive a Casarsa, e Pier Paolo scrisse poesie che allegava alle lettere per gli amici bolognesi tra i quali, oltre l'amico Serra, erano inclusi Roberto Roversi e il cosentino Francesco Leonetti, verso i quali sentiva un forte sodalizio:
    I quattro giovani pensarono di fondare una rivista dal titolo Eredi alla quale Pasolini volle conferire un programma sovraindividuale:
    La rivista non vedrà la luce a causa delle restrizioni ministeriali sull'uso della carta, ma quell'estate del '41 rimarrà per i quattro amici indimenticabile. Iniziarono intanto ad apparire nelle poesie di Pasolini alcuni frammenti di dialogo in friulano anche se le poesie inviate agli amici continuavano ad essere composte da versi improntati alla letteratura in lingua italiana.
    Le prime esperienze letterarie
    Di ritorno da Casarsa all'inizio dell'autunno scoprì di aver nel cuore la lingua friulana e tra gli ultimi mesi del '41 e i primi del 1942 scrisse i versi che, raccolti in un libretto intitolato Poesie a Casarsa, verranno pubblicati a spese dell'autore e saranno subito notati da Gianfranco Contini (che gli dedicherà una recensione positiva), da Alfonso Gatto e dal critico Antonio Russi.
    A Bologna intanto riprese la fervida vita culturale, che si svolse all'interno dell'università, e, anche perché incoraggiato dal giudizio positivo che Francesco Arcangeli aveva dato ai suoi quadri, chiese di svolgere una tesi di laurea sulla pittura italiana contemporanea con Roberto Longhi, docente di Storia dell'arte. Di questa tesi, il cui manoscritto andrà perduto durante i giorni dell'otto settembre del '43, Pasolini abbozzerà solamente i primi capitoli per poi rinunciarvi e passare ad una tesi più motivata sulla poesia del Pascoli.
    La GIL di Bologna aveva intanto in programma di pubblicare una rivista, Il Setaccio, con qualche fronda culturale. Pasolini aderì e ne diventò redattore capo, ma presto entrò in contrasto con il direttore responsabile che era molto ligio alla retorica del regime. La rivista cesserà le pubblicazioni dopo soli sei numeri ma rappresenterà per Pasolini un'esperienza positiva, grazie alla quale comprenderà la natura regressiva e provinciale del fascismo e maturerà un atteggiamento culturale antifascista.
    Sempre in quell'anno partecipò ad un viaggio nella Germania nazista, organizzato come incontro della gioventù universitaria dei paesi fascisti, che gli rivelò aspetti della cultura europea sconosciuti al provincialismo italiano. Al ritorno dal viaggio pubblicò, sulla rivista del GUF, l'articolo – evidentemente sfuggito alla censura – Cultura italiana e cultura europea a Weimar, che anticipava già quello che sarà il Pasolini "corsaro", e sul "Setaccio" tracciò le linee di un programma culturale i cui principi erano quelli dello sforzo di autocoscienza, del travaglio interiore, individuale e collettivo, e della sofferta sensibilità critica.
    Il periodo della guerra
    Il 1942 si concluse con la decisione della famiglia di sfollare in Friuli, a Casarsa, ritenuto un luogo più tranquillo e sicuro per attendere la fine della guerra. Nel 1943 a Casarsa il giovane Pier Paolo fu colto da quei turbamenti erotici che in passato aveva cercato di allontanare:
    Continuava intanto a tenersi in contatto epistolare con gli amici, ai quali questa volta non volle nascondere nulla, raccontando quanto gli stava capitando:
    Alla vigilia dell'Armistizio, Pasolini fu chiamato alle armi. Costretto ad arruolarsi a Livorno nel 1943, all'indomani dell'8 settembre disobbedì all'ordine di consegnare le armi ai tedeschi e riuscì a fuggire travestito da contadino e a rifugiarsi a Casarsa. Lì c'erano alcuni giovani appassionati di poesia con i quali il giovane Pasolini cercò di formare un gruppo culturale che rivendicasse l'uso letterario del friulano casarsese contro l'egemonia di quello udinese. Il nuovo gruppo si propose di pubblicare una rivista che fosse in grado di rivolgersi al pubblico del paese e nello stesso tempo promuovere la sua poetica. Il primo numero della rivista uscì nel maggio del 1944 con il titolo "Stroligùt di cà da l'aga" ("Lunario di qua dell'acqua").
    Nel frattempo la tranquillità di Casarsa era compromessa dai bombardamenti e dai rastrellamenti di fascisti per l'arruolamento forzato nel nuovo esercito della Repubblica di Salò ed iniziavano a formarsi i primi gruppi partigiani. Pier Paolo cercò di astrarsi il più possibile dedicandosi agli studi e alla poesia, e intanto aprì in casa sua una piccola scuola privata per quegli studenti che a causa dei bombardamenti non potevano raggiungere le scuole di Pordenone o il ginnasio di Udine. Nell'ottobre del 1944 Pier Paolo e la madre – il fratello Guido si era intanto unito alle formazioni partigiane della Carnia – si trasferirono a Versuta, che sembrava essere un luogo più tranquillo e lontano dagli obiettivi militari. Nel villaggio mancava la scuola e i ragazzi dovevano percorrere più di un chilometro per raggiungere la loro sede scolastica. Susanna e Pier Paolo decisero così di aprire una scuola gratuita nella loro casa. In questo periodo Pier Paolo visse il suo primo vero amore per un allievo tra i più grandi («In quelle membra splendevano un'ingenuità, una grazia... o l'ombra di una razza scomparsa che durante l'adolescenza riaffiora») e, al contempo, si innamorò di lui una giovane violinista slovena, Pina Kalč, che aveva raggiunto con la sua famiglia il rifugio di Pasolini. L'amore di Pier Paolo per il ragazzo e l'amore di Pina per lui si intrecciarono complicando dolorosamente quei lunghi mesi che mancavano alla fine della guerra.
    Il 7 febbraio del 1945, a Porzus, in Friuli-Venezia Giulia, una milizia di partigiani filocomunisti massacrò la Brigata Osoppo, gruppo di partigiani moderati: si trattava del famoso Eccidio di Porzus. Tra i caduti c'era anche Guido, fratello diciannovenne di Pier Paolo. Questa notizia giunse a Casarsa diverse settimane dopo la fine della guerra gettando Pier Paolo e la madre in un terribile strazio. Proseguirono comunque le lezioni nella piccola scuola di Versuta, dove Pier Paolo era considerato un vero maestro. Il 18 febbraio dello stesso anno venne fondata l'"Academiuta di lenga furlana" che raccoglieva un piccolo gruppo di neòteroi e che, sulle basi delle esperienze precedenti di Pier Paolo, fondò i principi del felibrismo regionale:
    Pier Paolo Pasolini e la scolaresca dell'Academiuta
    In agosto fu pubblicato il primo numero de Il Stroligut, con una numerazione nuova per distinguersi dal precedente Stroligut di cà da l'aga e, nello stesso periodo, iniziò la serie dei "diarii" in versi italiani pubblicati in un primo volumetto a spese dell'autore. Nello stesso anno aderì all'"Associazione per l'autonomia del Friuli" e dopo il ritorno del padre, prigioniero degli inglesi in Africa poi rimpatriato dal Kenya, Pasolini discusse la tesi di laurea su Antologia della poesia pascoliana: introduzione e commenti. Con la laurea il ruolo di Pasolini come insegnante-direttore della scuola, che era stato fortemente contrastato dal provveditorato dal momento che alla sua fondazione egli non era ancora laureato, divenne effettivo.
    Gli anni del dopoguerra
    Uscirono intanto nel 1946, con la data del '45, sulle "Edizioni dell'Academiuta", una breve raccolta di poesie intitolata I Diarii e, sulla rivista fiorentina Il Mondo, due poesie scelte e tratte dalla raccolta dallo stesso Montale. Isolato a Versuta (la casa di Casarsa fu distrutta dai bombardamenti) Pasolini cercò di ristabilire i rapporti con il mondo letterario e scrisse a Gianfranco Contini per presentargli il progetto di trasformare lo Stroligùt da semplice foglio a rivista. In seguito alla visita fatta da Silvana Mauri, sorella di un suo amico e innamorata di Pasolini, a Versuta, si recò in agosto a Macugnaga dove risiedeva la famiglia Mauri, e approfittando dell'occasione si recò a Domodossola per incontrare Contini.
    Usciva nel frattempo a Lugano il bando del premio "Libera Stampa" e Contini, che era membro della giuria, sollecitò il giovane amico a inviare il dattiloscritto che gli aveva mostrato, L'usignolo della Chiesa cattolica, con la seconda parte de Il pianto della rosa. L'operetta riceverà solamente una segnalazione ma intanto Pasolini uscì dal suo isolamento e, grazie anche al clima più sereno del dopoguerra, ricominciò a frequentare la compagnia dei ragazzi più grandi di Versuta. In ottobre Pasolini si recò a Roma dove fece la conoscenza di alcuni letterati che lo invitarono a collaborare alla "Fiera Letteraria" e nel maggio iniziò le prime pagine del diario intimo che chiamò Quaderni rossi perché scritti a mano su quaderni scolastici dalla copertina rossa. Completò inoltre il dramma in italiano in tre atti intitolato Il Cappellano e pubblicò, nelle Edizioni dell'Academiuta, la raccolta poetica, sempre in italiano, I Pianti.
    La loggia di San Giovanni, dove Pasolini affiggeva i suoi manifesti politici giovanili, prima d'essere espulso dal partito
    Il 26 gennaio del 1947 Pasolini scrisse sul quotidiano "Libertà" di Udine una dichiarazione che farà scalpore tra i politici comunisti che smentirono la sua iscrizione al PCI: «Noi, da parte nostra, siamo convinti che solo il comunismo attualmente sia in grado di fornire una nuova cultura "vera", una cultura che sia moralità, interpretazione intera dell'esistenza». Dopo la guerra Pasolini, che era stato a lungo indeciso sul campo in cui scendere, osservò le nuove esigenze di giustizia che erano nate nel rapporto tra il padrone e le varie categorie di diseredati e non ebbe dubbi da che parte schierarsi. Cercò così di consolidare una prima infarinatura dottrinaria con la lettura di Karl Marx e soprattutto con i primi libri di Antonio Gramsci. Scriverà all'amica poetessa Giovanna Bemporad:
    Ed è pensando all'altro che nacque la decisione importante di aderire al comunismo.
    Progettò intanto di allargare la collaborazione della rivista dell'Academiuta alle altre letterature neolatine e fu messo in contatto, da Contini, con il poeta catalano in esilio Carles Cardó. Sempre a Contini inviò la raccolta completa delle sue poesie in friulano che per ora si intitolava Cjants di un muàrt, titolo che verrà cambiato in seguito in La meglio gioventù. Non riuscì però ad ottenere l'aiuto di nessun editore per pubblicare i versi. Malgrado queste delusioni letterarie egli si sentiva felice e scriverà agli amici:
    Alla fine dell'anno ottenne l'incarico di insegnare materie letterarie alla prima media della scuola di Valvasone, che raggiungeva ogni mattina in bicicletta. Continuò con grande convinzione la sua adesione al PCI e in gennaio partecipò alla manifestazione, che si tenne nel centro di San Vito, organizzata dalla Camera del lavoro per ottenere l'applicazione del "Lodo De Gasperi" e fu in questa occasione che, osservando le varie fasi degli scontri con la polizia e parlando con i giovani contadini, si delineò il progetto di scrivere un romanzo su quel mondo in fermento. Il primo titolo del romanzo è La meglio gioventù. Sempre impegnato nel PCI partecipò nel febbraio del 1949 al primo congresso della Federazione comunista di Pordenone e in Maggio si recò a Parigi per il Congresso mondiale della pace. Nell'ottobre dello stesso anno, Pier Paolo venne però denunciato per corruzione di minorenni e atti osceni in luogo pubblico e i suoi avversari politici, sfruttando lo scandalo, lo accusarono di omosessualità mentre i dirigenti del PCI di Udine decisero di espellerlo dal partito. Gli venne anche tolto l'incarico dall'insegnamento.
    Trascorsero due mesi molto difficili per Pier Paolo che nel gennaio del 1950 si rifugerà con la madre a Roma. I primi tempi a Roma saranno difficili per il giovane che sentiva il dovere di trovare un lavoro. Mentre cercava senza successo di dare lezioni private, si iscrisse al sindacato comparse di cinecittà, si offrì come correttore di bozze presso un giornale, riuscì a pubblicare qualche articolo su alcuni quotidiani cattolici e continuò a scrivere i romanzi che aveva iniziato in Friuli: Atti impuri, Amado mio, La meglio gioventù. Inizia a scrivere Ragazzi di vita e alcune pagine romane, come Squarci di notti romane, Gas e Giubileo, che saranno in seguito riprese in Alì dagli occhi azzurri. Dopo l'amicizia con Sandro Penna, che diventò l'amico inseparabile delle passeggiate notturne sul lungotevere, conobbe nel '51 un giovane imbianchino, Sergio Citti, che lo aiuterà ad apprendere il gergo e il dialetto romanesco costituendo, come scriverà lo stesso Pasolini, il suo "dizionario vivente". Compose in questo periodo le poesie che verranno raccolte in Roma 1950 - Diario pubblicate nel 1960 da Scheiwiller e finalmente, nel dicembre dello stesso anno, fu assunto come insegnante nella scuola media parificata di Ciampino. Durante l'estate pubblicò sulla rivista "Paragone" il racconto Il Ferrobedò, che diventerà in seguito un capitolo di "Ragazzi di vita", scrisse il poemetto L'Appennino che farà da apertura a "Le ceneri di Gramsci" e altri racconti romani. In questo periodo strinse amicizia con Giorgio Caproni, Carlo Emilio Gadda e Attilio Bertolucci grazie al quale firmerà il primo contratto editoriale per una Antologia della poesia dialettale del Novecento che uscirà nel dicembre del '52 con una recensione di Eugenio Montale.
    Nel 1953 prese a lavorare ad una antologia della poesia popolare, per la collana dell'editore Guanda diretta dall'amico Bertolucci, che uscirà con il titolo Canzoniere italiano nel 1955 e nel frattempo pubblicò il primo volumetto di versi friulani Tal còur di un frut. Nell'ottobre dello stesso anno uscì su "Paragone" un'altra anticipazione del futuro Ragazzi di vita e Bertolucci lo segnalò a Livio Garzanti che si impegnasse a pubblicare il romanzo.
    Prime esperienze cinematografiche e pubblicazioni letterarie
    Risale al marzo del 1954 il suo primo lavoro cinematografico che consisteva nella collaborazione con l'amico Giorgio Bassani alla sceneggiatura del film di Mario Soldati La donna del fiume e a giugno venne pubblicata l'intera opera delle sue poesie friulane, La meglio gioventù, con la dedica a Gianfranco Contini che vince il premio Carducci ex aequo con Paolo Volponi. Intanto Vittorio Sereni gli propone di pubblicare una raccolta di poesie nella collana per La Meridiana che curava insieme a Sergio Solmi che uscirà nel gennaio del 1955 con il titolo Il canto popolare e che confluirà in seguito nell'opera "Le ceneri di Gramsci".
    Il 13 aprile del 1955 Pasolini spedì all'editore Garzanti il dattiloscritto completo di Ragazzi di vita che viene dato alle bozze. Il romanzo uscirà quello stesso anno ma il tema scabroso che trattava, quello della prostituzione omosessuale maschile, causa all'autore accuse di oscenità.

    Nonostante l'intervento feroce della critica (tra questi Emilio Cecchi, Asor Rosa e Carlo Salinari) e l'esclusione dal premio Strega e dal premio Viareggio, il libro ottenne un grande successo da parte del pubblico, venne festeggiato a Parma da una giuria presieduta da Giuseppe De Robertis e vinse il "Premio letterario Mario Colombi Guidotti".

    Nel frattempo la magistratura di Milano aveva accolto la denuncia di "carattere pornografico" del libro.
    Il 28 ottobre del 1955 il vecchio amico cosentino Francesco Leonetti gli aveva scritto dicendo che era giunto il momento di fare una nuova rivista, annunciando in questo modo quella che diventerà presto "Officina", rivista che ritrova i suoi precedenti nella rivista giovanile "Eredi".

    Il progetto della rivista, lanciato appunto da Leonetti e da Roberto Roversi, procedette in quello stesso anno con numerosi incontri per la stesura del programma al quale Pasolini aderì attivamente.
    Sempre nel 1955 uscì l'antologia della poesia popolare, Canzoniere italiano con una dedica al fratello Guido e in luglio Pasolini si recherà a Ortisei con Giorgio Bassani per lavorare alla sceneggiatura di un film di Luis Trenker. Questo è il periodo in cui cinema e letteratura iniziano a procedere su due binari paralleli come scrive Pasolini stesso a Contini;
    Polemiche e denunce
    Continuava nel frattempo la polemica della critica marxista a Ragazzi di vita e Pasolini pubblicò sul numero di aprile della nuova rivista Officina un articolo contro Salinari e Trombatore che scrivevano sul Contemporaneo.

    A luglio si tenne a Milano il processo contro Ragazzi di vita che terminerà con una sentenza di assoluzione con "formula piena", grazie anche alla testimonianza di Carlo Bo, che aveva dichiarato il libro essere ricco di valori religiosi "perché spinge alla pietà verso i poveri e i diseredati" e non contenente oscenità perché "i dialoghi sono dialoghi di ragazzi e l'autore ha sentito la necessità di rappresentarli così come in realtà".
    Cineasta e scrittore
    Nel mese di agosto scrisse la sceneggiatura per il film di Mauro Bolognini, Marisa la civetta, e contemporaneamente collaborò con Fellini alle Notti di Cabiria.

    Alternando il suo impegno di cineasta con quella di letterato, scrisse, in questo periodo, articoli di critica sul settimanale "Il Punto" (la prima recensione sarà per "La Bufera" di Montale) e assiste i nuovi giovani scrittori di "Officina", come Arbasino, Sanguineti e Alfredo Giuliani, che emergeranno in seguito nel Gruppo '63.

    Fece nuove amicizie tra le quali si annovera quella con Laura Betti, Adriana Asti, Enzo Siciliano, Ottiero Ottieri.
    Ispirato dalla crisi ideologica e politica in atto (il rapporto Kruscev al "XX Congresso" del Partito comunista sovietico aveva segnato il rovesciamento dell'epoca staliniana mettendo in evidenza il contrasto con quanto era successo in Polonia e in Ungheria - Rivolta di Poznań - ) il 1956 sarà l'anno della stesura definitiva delle "Ceneri di Gramsci" e della prima bozza del romanzo Una vita violenta.
    Il dattiloscritto delle Le ceneri di Gramsci, composto da undici poemetti scritti tra il 1951 e il 1956, venne spedito da Pasolini a Garzanti nell'agosto del 1957. L'opera, come già era successo per Ragazzi di vita, accese un contrastato dibattito critico ma ebbe un forte impatto sul pubblico che in quindici giorni esaurì la prima edizione. Al premio Viareggio, che si tenne nell'agosto di quell'anno, il libro venne premiato insieme al volume Poesie di Sandro Penna, e Quasi una vicenda, di Alberto Mondadori.

    Italo Calvino aveva già espresso, con dure parole, il suo giudizio nei confronti del disinteresse di alcuni critici marxisti sostenendo che per la prima volta "in un vasto componimento poetico viene espresso con una straordinaria riuscita nell'invenzione e nell'impiego dei mezzi formali, un conflitto di idee, una problematica culturale e morale di fronte a una concezione del mondo socialista".
    Collaborò intanto a "Vie Nuove" e a luglio, in veste di inviato speciale, si recò a Mosca al Festival della gioventù mentre presso l'editore Longanesi uscirono i versi de L'usignolo della Chiesa cattolica. Lavorò anche alacremente a "Una vita violenta", scrisse la sua prima autonoma sceneggiatura, "La notte brava", e collaborò con Bolognini a "Giovani mariti".
    Nel dicembre del 1958 terminò Una vita violenta che consegnerà all'editore Garzanti nel marzo del 1959 e, alla fine di un lungo lavoro di "autocensura" reso necessario soprattutto per un episodio considerato dall'editore pericoloso dal punto di vista politico, il libro uscirà a maggio dello stesso anno ma, come già successo per Ragazzi di vita, non otterrà né il premio Viareggio né quello Strega.

    Apprezzato e stimato comunque da una consistente gruppo di letterati otterrà il "premio Crotone" da una giuria composta da Ungaretti, Debenedetti, Moravia, Gadda e Bassani.
    Durante l'estate Pasolini fece un viaggio giornalistico lungo le coste italiane come inviato del mensile Successo e scrisse tre puntate dal titolo La lunga strada di sabbia. Traduce l'Orestiade di Eschilo per la compagnia teatrale di Vittorio Gassman e riordinò i versi che compongono La religione del mio tempo.

    L'Azione cattolica nel frattempo aveva provveduto a sporgere denuncia "per oscenità" alla magistratura per "Una vita violenta", denuncia che verrà però subito archiviata.
    Il suo primo film: Accattone
    Pasolini durante le riprese di Accattone
    Nell'anno 1960 Pasolini iniziò a scrivere le bozze del libro di saggi Passione e ideologia, raccolse i versi de La religione del mio tempo e soprattutto si dedicò al suo amore per il cinema scrivendo le sceneggiature de La giornata balorda di Bolognini, Il carro armato dell'8 settembre per Gianni Puccini, La lunga notte del '43 per Florestano Vancini tratto dal racconto di Bassani e Il bell'Antonio tratto dal romanzo di Vitaliano Brancati.

    Si era intanto prospettato alla sua mente il progetto di scrivere un film in proprio dal titolo La commare secca, ma i fatti di luglio, con i drammatici giorni del governo Tambroni, gli faranno mettere da parte il progetto per scrivere il soggetto di Accattone.

    L'amico Bolognini gli trovò un produttore, Alfredo Bini, al quale Pier Paolo spiegò come voleva fosse girato il film: molti primi piani, prevalenza dei personaggi sul paesaggio e soprattutto grande semplicità. Protagonista sarà Franco Citti, il fratello di Sergio.

    Federico Fellini, per il quale aveva scritto una scena de La dolce vita, lo aiutò a realizzare due sequenze del film.
    Pasolini presentato come corruttore della gioventù sul settimanale di destra "Il borghese" nel 1960
    Il 30 giugno di quello stesso anno Pasolini ricevette una denuncia della polizia per favoreggiamento personale perché aveva dato un passaggio a due ragazzi di Trastevere che erano stati coinvolti in una rissa. Ne risulterà innocente ma l'accanimento contro la sua persona lo amareggerà molto.
    Sempre nel '60 uscirono due volumi di vecchi versi, Roma 1950 - Diario e Sonetto primaverile.

    Prima del Capodanno del 1961 partì per l'India con Moravia e Elsa Morante e il viaggio gli fornirà il materiale per scrivere una serie di articoli per Il Giorno che andranno a formare il volume L'odore dell'India.

    A maggio venne pubblicata la raccolta La religione del mio tempo molto apprezzata dall'amico Franco Fortini che gli scriverà: "Vorrei che fossi qui per abbracciarti".
    Erano intanto iniziate nel mese di aprile le riprese del film l'Accattone che a settembre viene presentato al Festival di Venezia. Non particolarmente apprezzato dalla critica italiana, a Parigi, dove venne presto proiettato, ricevette invece il giudizio entusiastico di Marcel Carné e di André Chamson.
    Gli anni sessanta
    Nell'autunno del '61 si recò al Circeo nella villa di un'amica per scrivere insieme a Sergio Citti la sceneggiatura del film Mamma Roma la cui lavorazione verrà programmata per la primavera del 1962 e venne chiamata per interpretarlo Anna Magnani.

    Terminò nel frattempo il romanzo del periodo friulano, Il sogno di una cosa, che verrà pubblicato in maggio e tra aprile e giugno lavorò alle riprese di Mamma Roma che verrà presentato alla Mostra del cinema di Venezia ottenendo un grande successo.
    Durante il settembre di quello stesso anno Pasolini partecipò a un convegno che si tenne alla Cittadella di Assisi ed ebbe occasione di leggere il Vangelo di San Matteo. Da questa lettura nacque l'idea di produrre un film. Nel frattempo partecipò, con il produttore Bini, ad un film a episodi insieme a Roberto Rossellini, Jean-Luc Godard e Ugo Gregoretti e in quell'occasione pensò di ricavare un mediometraggio su una ricostruzione cinematografica della Passione di Cristo scritta durante la lavorazione di Mamma Roma dal titolo La ricotta che uscirà il primo marzo del 1963 accolto da un pubblico poco partecipe e che verrà sequestrato lo stesso giorno della sua uscita con l'accusa di "vilipendio alla religione di stato".
    Pier Paolo Pasolini durante il processo
    Il processo, che verrà tenuto a Roma tra il 6 e il 7 marzo, condannò Pasolini a quattro mesi di reclusione per essere "colpevole del delitto ascrittogli" e il film venne sequestrato fino al dicembre dello stesso anno.
    Come scriverà Alberto Moravia sull'Espresso:
    Continuò intanto a tenere i contatti con la Cittadella di Assisi e nel febbraio iniziò le ricerche filologiche e storiche per poter realizzare il progetto di girare un film che avesse come soggetto il Vangelo.

    Insieme al biblista Andrea Carraro e un troupe di tecnici compì viaggi in Israele e Giordania per trovare i luoghi e le persone adatte per la realizzazione del film. Il personaggio più difficile da trovare fu il Cristo che Pasolini volle dai lineamenti forti e decisi.

    Dopo averlo cercato tra poeti come Evtusenko, Ginsberg e Goytisolo, trovò per caso uno studente spagnolo, Enrique Irazoqui, dal volto fiero e distaccato simile ai Cristi dipinti dal Goya o da El Greco, e comprese di aver trovato la persona giusta.
    Contemporaneamente alla preparazione del film Pasolini realizzò un film-inchiesta sulla sessualità degli italiani dal titolo Comizi d'amore. Iniziò a scrivere La Divina Mimesis, il rifacimento in romanesco del "Miles gloriosus" di Plauto che intitolerà Il Vantone e su richiesta di Vittorini presentò alcune poesie sulla rivista Il menabò e la Notizia su Amelia Rosselli.
    Nel maggio del 1964 pubblicò la quarta raccolta di versi italiani Poesia in forma di rosa e il 24 aprile iniziarono le riprese del Vangelo secondo Matteo che verranno concluse all'inizio dell'estate. L'opera è stata girata nei paesaggi rupestri di Matera e Massafra utilizzando moltissime comparse locali.

    Il film, presentato a settembre dello stesso anno a Venezia, venne stroncato all'inizio da molti intellettuali di sinistra tra i quali Sciascia e Fortini. Il film venne presentato a Parigi malamente accolto da alcuni critici di sinistra tra i quali Jean-Paul Sartre. Ma il film, presentato in tutti i paesi europei, ottenne un grande successo di pubblico e partecipò alla prima edizione della Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. In quella occasione Pasolini conobbe Roland Barthes.
    Ninetto Davoli con Pier Paolo Pasolini a Venezia
    Nel mese di ottobre del 1965 iniziarono le riprese del nuovo film Uccellacci e uccellini che trattava il tema della crisi politica del PCI e del marxismo in chiave "ideocomica". Tra gli attori compariranno Totò e il giovane Ninetto Davoli. Totò era stato scelto perché il film, che si svolgeva tra il reale e il surreale, aveva bisogno di un attore che fosse un po' clown.
    Nel novembre del '65 uscì anche la raccolta narrativa con il titolo suggerito da Sartre Alì dagli occhi azzurri che conteneva nella parte centrale le sceneggiature de La notte brava, Accattone, Mamma Roma, La ricotta, mentre la prima e l'ultima parte era costituita da racconti che risalivano agli anni Cinquanta e dagli abbozzi dei romanzi Il Rio della grana e La Mortaccia.
    In quell'anno fu invitato da Alberto Moravia e Alberto Carocci, che era stato direttore di Solaria, a dirigere con loro la nuova serie della rivista Nuovi Argomenti e, alla fine dell'anno, dopo aver progettato l'uscita di un nuovo film con Totò e la regia di un'opera lirica alla Piccola Scala, partirà per un viaggio in Nord Africa.
    Già sofferente di ulcera, nel marzo del 1966, Pasolini, venne colpito da una forte emorragia che lo costrinse a letto. Sarà l'occasione di rileggere con calma i Dialoghi di Platone che lo stimoleranno a scrivere un teatro simile alla prosa.

    Terminata la convalescenza lavorò a Bestemmia, un romanzo sotto forma di sceneggiatura in versi, e abbozzò Orgia e Bestia da stile e tra maggio e giugno lavorò ad alcuni drammi che voleva rappresentare all'estero.
    Intanto, al Festival di Cannes che si tenne il 3 maggio, il film "Uccellacci e uccellini" ebbe grande successo e l'intervento positivo di Roberto Rossellini durante la conferenza stampa suscitò grande interesse.
    Tra la primavera e l'estate del '66 scrisse la bozza dei film Teorema e l'Edipo re oltre ad elaborare altri drammi: Piliade, Porcile e Caldéron.

    In agosto si recò a New York e durante il soggiorno pensò di ambientare in questa città un film su San Paolo. Conobbe in quell'occasione Allen Ginsberg che rincontrerà l'anno seguente a Milano.
    All'inizio di Ottobre si recò in Marocco per studiare l'ambientazione dell'"Edipo re" e a novembre girò un cortometraggio dal titolo La terra vista dalla luna con Silvana Mangano, Totò e Ninetto Davoli.

    Di ritorno da un secondo viaggio in Marocco realizzò, in una sola settimana, le riprese del breve film Che cosa sono le nuvole?.

    In aprile ebbero inizio le riprese dell'Edipo re nei deserti rossi del Marocco del sud che continueranno, per alcune scene, nella pianura di Lodi e per il finale nella città di Bologna.

    Il film, che verrà presentato alla Mostra di Venezia quello stesso anno, non ebbe successo in Italia, mentre ottenne il favore del pubblico e della critica in Francia e in Giappone.

    Nello stesso anno scrisse saggi di teoria e tecnica cinematografica che verranno raccolti nel 1972 in Empirismo eretico.
    Nel marzo del 1968 venne dato alle stampe il romanzo Teorema che sarà trasformato successivamente nel soggetto di un film che verrà presentato alla Mostra di Venezia quello stesso anno e che vincerà il secondo premio della carriera di Pasolini, il "premio Ocic". Jean Renoir, che assistette alla prima, dirà a un giornalista: "A chaque image, à chaque plan, on sent le trouble d'un artiste".

    La polemica con i giovani sessantottini


    Walter Veltroni con Pier Paolo Pasolini e Ferdinando Adornato negli anni Settanta
    In seguito ai celebri scontri di Valle Giulia, scoppiati tra i reparti della polizia che avevano occupato preventivamente la facoltà romana di Architettura e giovani studenti, scrisse la poesia Il P.C.I. ai giovani!! che, destinata alla rivista "Nuovi Argomenti" uscì, senza preavviso, su l'Espresso scatenando una forte polemica. Nella poesia Pasolini si rivolge ai giovani dicendo che la loro è una falsa rivoluzione e che essi sono solamente dei borghesi conformisti, strumenti nelle mani della nuova borghesia.
    La poesia venne strumentalizzata da alcuni, non capita da altri, e ancora oggi, scomparso l'autore, viene spesso citata per sostenere tesi differenti. Può essere illuminante sulle reali intenzioni di Pasolini andare a rileggerne la versione integrale e soprattutto la tavola rotonda che l'Espresso ospitò qualche settimana dopo la pubblicazione, tavola rotonda a cui partecipò Pasolini stesso.
    Nello stesso anno Pasolini girò La sequenza del fiore di carta con Ninetto Davoli tratto dalla parabola evangelica del fico infruttuoso che uscirà nel 1969, come terzo episodio del film "Amore e rabbia".

    Fine anni '60, tra teatro e cinema


    Pubblicò intanto su Nuovi Argomenti un saggio dal titolo Manifesto per un nuovo teatro in cui dichiarava il suo completo rifiuto del teatro italiano con un giudizio negativo sui testi scritti di Dario Fo.

    Il 27 novembre rappresentò, al Deposito del Teatro Stabile di Torino, Orgia che venne accolta malamente dal pubblico e dai critici e, alla fine del 1968, ebbero inizio le riprese di Porcile.
    Porcile ha come sfondo, per il suo episodio "metastorico", l'Etna ed era stato pensato da Pasolini già nel 1965 quando aveva visto il film di Buñuel, "Simone nel deserto". In seguito, per girare l'episodio moderno, la troupe si sposterà per le riprese a Villa Pisani a Stra.

    Dopo Porcile, che l'autore ritenne "il più riuscito dei miei film, almeno esteriormente", realizzò Medea e chiamò per interpretarlo Maria Callas. Le riprese del film vennero girate in Cappadocia, a Grado, a Pisa.

    Durante la lavorazione del film compì un viaggio in Uganda, Tanzania e Tanganica per cercare i luoghi dell'ambientazione del film che pensava di girare subito dopo Porcile: Appunti per un'Orestiade africana.
    Intanto era arrivato il 30 agosto e il film venne rappresentato alla Mostra di Venezia ma, ancora una volta, fu giudicato film poco gradevole e incomprensibile.
    Gli anni settanta
    Pier Paolo Pasolini
    Durante l'estate del 1970 scrisse la sceneggiatura di dieci novelle tratte, tra quelle tragico-comiche, dal Decamerone che ambienterà nel mondo napoletano.

    Il trittico della vita


    Vuole essere Il Decameron il primo del trittico che Pasolini "dedica alla vita". Seguiranno infatti I racconti di Canterbury e Il fiore delle Mille e una notte.
    Nel settembre dello stesso anno iniziò a girare a Caserta Vecchia le prime riprese per proseguire, con Ser Ciappelletto, a Napoli e a Merano. Era la prima volta che appariva in un film il corpo nudo di un uomo.
    Nel frattempo si propose di pubblicare tutte le sue poesie, dal primo libretto in lingua friulana del 1942 al volume che non ancora era stato pubblicato Trasumanar e organizzar, e intitolarlo "Bestemmia".
    All'inizio del 1971 realizzò un documentario, dal titolo 12 dicembre, con la collaborazione di alcuni impegnati di "Lotta continua" sul tema della strage alla Banca dell'Agricoltura di Milano e a marzo presta il suo nome come direttore responsabile dello stesso quotidiano. Ad aprile venne denunciato per "istigazione a delinquere e apologia del reato", ma non dimostrò di essere preoccupato e scrisse:
    Scrisse nel frattempo una recensione a "Satura" di Montale e in aprile uscì la sua ultima raccolta di poesie Transumar e organizzar accolta da lettori e critici distratti.

    Si accinse a scrivere la sceneggiatura dei Racconti di Canterbury tratti da Chaucer e il 28 giugno al Festival di Berlino, "Il Decameron" ottenne il secondo premio.
    Sempre nel giugno 1971 fu tra i firmatari di un documento pubblicato su l'Espresso che denunciavano commissario Calabresi come «un torturatore», «responsabile della morte di Pinelli».
    Nel 1972, accolto dalla solita indifferenza da parte della critica, pubblicò la raccolta di saggi Empirismo eretico e continuò a lavorare al romanzo, Petrolio, del quale, in tre anni, aveva compilato più di cinquecento pagine dattiloscritte e che pensò dovesse impegnarlo: "forse per il resto della mia vita".
    Intanto, dopo le nove settimane impegnate alle riprese in Inghilterra di "Canterbury", iniziò durante l'estate, senza attendere che il film uscisse nelle sale, a lavorare alla terza parte della trilogia tratta dalle novelle delle Mille e una notte e fece diversi sopralluoghi in Egitto nello Yemen, in Persia, in India e in Eritrea.

    La collaborazione con giornali e riviste


    A novembre iniziò a collaborare con il settimanale "Tempo illustrato" occupandosi di recensioni letterarie che usciranno nel volume postumo, Descrizioni di descrizioni.

    All'inizio del 1973 accettò di collaborare al Corriere della Sera e il 7 gennaio uscì il primo articolo, Contro i capelli lunghi, che avviò una ininterrotta serie di interventi riguardo l'ambito politico, il costume, il comportamento pubblico e privato. Questi articoli saranno raccolti nel volume Scritti corsari.

    Documentari e testi per il teatro


    Iniziarono nel frattempo le riprese del Fiore delle mille e una notte a Isfahan, in Iran. Il lavoro procedette con precisione e velocità tanto che l'autore riuscì a girare nel frattempo un documentario, Le mura di Sana'a , che voleva essere un appello all'Unesco perché salvaguardasse l'antica città yemenita.
    Nel settembre dello stesso anno uscirono due testi per il teatro, Caldéron e Affabulazione.
    Alla fine dell'anno lo scrittore aveva già in mente il progetto per un nuovo film dal titolo provvisorio Porno-teo-kolossal al quale avrebbe dovuto partecipare tra i protagonisti Eduardo De Filippo.
    Il fiore delle Mille e una notte uscì nelle sale all'inizio del 1974 e ottenne un gran successo, anche se il giudizio della critica non soddisfece l'autore.

    La polemica politica e i saggi


    Durante l'estate scrisse una lunga appendice al dramma in versi Bestia da stile.
    Scrisse anche altri testi de La nuova gioventù e pubblicò, in seguito al referendum sul divorzio, l'articolo Gli italiani non sono più quelli.

    Il male radicale


    Interessato al progetto del film tratto da Sade si mise a studiare intensamente il kantiano "male radicale" che riduce l'umanità nella schiavitù del consumismo e che corrompe, manipolandole, le anime insieme ai corpi; e per spiegare meglio questa concezione di radical Böse Pasolini analizzò il suo caso personale e descrisse le sue angosce:
    Il 19 gennaio uscì sul " Corriere della Sera" il suo articolo "Sono contro l'aborto" che suscitò altre polemiche. Ai primi di febbraio terminò la sceneggiatura del film che non sarà mai realizzato, Il padre selvaggio e a metà dello stesso mese iniziarono nel mantovano le riprese di Salò o le centoventi giornate di Sodoma.
    Scrisse alcuni articoli sul settimanale "Il Mondo" che andranno a far parte del volume postumo Lettere luterane.
    Nel mese di maggio uscì il volume Scritti corsari che raccoglieva tutti gli articoli scritti per il "Corriere della Sera" dal 7 gennaio '74 al 18 febbraio '75 con una sezione "Documenti allegati", nella quale vengono raccolti alcuni scritti di critica che erano apparsi sul settimanale "Tempo" dal 10 giugno '74 al 22 ottobre '74.
    Sempre in maggio vide le stampe La nuova gioventù, che era una riproduzione dell'opera "La meglio gioventù", e durante l'estate Pasolini lavorò al montaggio di Salò.

    La trilogia della vita


    A ottobre uscirono le sceneggiature della Trilogia della vita con alcune pagine di introduzione Abiura dalla Trilogia della vita e consegnò a Einaudi La Divina Mimesis.

    Si recò quindi a Stoccolma per un incontro all'Istituto italiano di cultura e al ritorno si fermò a Parigi per rivedere l'edizione francese di Salò: il 31 ottobre ritornò a Roma.

    La torre di Chia a Soriano nel Cimino


    Pier Paolo Pasolini si affezionò molto al viterbese e proprio per questo motivo decise di viverci per alcuni anni; vi soggiornò sempre più spesso negli ultimi anni della sua vita. Nella primavera del 1964, dopo aver visionato molti luoghi, per ricostruire la scena del Battesimo di Gesù nel fiume Giordano nel film Il Vangelo secondo Matteo, Pasolini si fermò a Chia, nei pressi di Soriano nel Cimino, e ambientò la scena nel suggestivo panorama di una valle ricca di vecchi mulini ed attraversata da uno spumeggiante torrente, dai ruderi di una vecchia torre medioevale, chiamata la Torre di Chia, che divenne poi, nell'autunno del 1970, di sua proprietà.
    Nel 1966 il regista scrisse "(...) ebbene ti confiderò, prima di lasciarti, che io vorrei essere scrittore di musica, vivere con degli strumenti dentro la torre di Soriano nel Cimino che non riesco a comprare, nel paesaggio più bello del mondo, dove l'Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con tanta innocenza di querce, colli, acque e botri, e lì comporre musica, l'unica azione espressiva forse, alta, ed indefinibile come le azioni della realtà".
    Pasolini durante i suoi anni a Soriano nel Cimino lottò anche per il riconoscimento statale dell'Università della Tuscia, allora ancora Libera Università della Tuscia.
    La morte
    Il monumento a Pasolini ad Ostia
    Nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1975 Pasolini venne ucciso in maniera brutale: battuto a colpi di bastone e travolto con la sua auto sulla spiaggia dell'idroscalo di Ostia, località del Comune di Roma.
    Il cadavere massacrato venne ritrovato da una donna alle 6 e 30 circa. Sarà l'amico Ninetto Davoli a riconoscerlo.
    L'omicidio fu attribuito ad un "ragazzo di vita", Pino Pelosi di Guidonia, nei pressi di Tivoli, di soli diciassette anni, che prontamente si dichiarò unico colpevole.
    Secondo la propria versione, egli avrebbe incontrato Pasolini presso la Stazione Termini, il quale lo avrebbe invitato a salire sulla sua vettura, un'Alfa Romeo Giulia GT, per fare un giro insieme. Dopo una cena offerta dallo scrittore, in una trattoria nei pressi della Basilica di San Paolo, i due si sarebbero diretti alla periferia di Ostia. Stando alla dichiarazione del giovane, la tragedia sarebbe scaturita per delle presunte pretese di carattere sessuale di Pasolini alle quali Pelosi era riluttante, sfociando in un alterco che sarebbe degenerato fuori dalla vettura. Lo scrittore avrebbe quindi minacciato Pelosi con un bastone del quale il giovane si sarebbe poi impadronito per percuotere Pasolini.
    La versione fu riportata dal telegiornale RAI il giorno dopo il delitto, violando le norme sul segreto istruttorio e venendo meno al carattere consueto di asetticità su temi sconvenienti all'allora etichetta televisiva.
    La tesi difensiva presentava evidenti falle: il bastone di legno marcio non sarebbe potuto risultare arma contundente; la corporatura esile di Pelosi non avrebbe potuto aver ragione su Pasolini, esperto di arti marziali, a meno di riportare ferite ed ecchimosi che di fatto erano assenti.
    Pelosi venne condannato in primo grado per omicidio in concorso con ignoti e nel dicembre del 1976, con sentenza della Corte d'Appello, venne confermata la condanna.
    Pelosi ha mantenuto invariata la sua assunzione di colpevolezza fino al maggio 2005, quando, a sorpresa, nel corso di un'intervista televisiva, affermando di non essere stato l'autore del delitto di Pier Paolo Pasolini, ha dichiarato che l'omicidio sarebbe stato commesso da altre tre persone. Non ha detto i nomi di questi presunti assassini, asserendo solo che essi avevano un accento siciliano. Ha aggiunto inoltre di aver celato questa sua verità per timore di mettere a rischio l'incolumità della propria famiglia.
    Le circostanze della morte di Pasolini non sono ad oggi ancora state chiarite. Contraddizioni nelle deposizioni rese dall'omicida, un "chiacchierato" intervento dei servizi segreti durante le indagini e alcuni passaggi a vuoto o poco coerenti riscontrati negli atti processuali, sono fattori che – come hanno ripetutamente sottolineato negli anni seguenti gli amici più intimi di Pasolini (particolarmente Laura Betti) – lasciano aperte le porte a più di un dubbio.
    A prescindere dai fatti e dalle reali responsabilità che hanno condotto alla sua morte, la fine di Pasolini sembra essere emblematica, al punto che alcuni hanno paragonato la sua morte a quella di Caravaggio:
    Il parco ed il monumento a Pasolini ad Ostia
    Per lungo tempo l'opinione pubblica venne tenuta all'oscuro sugli sviluppi delle indagini e del processo, restando del parere di un delitto scaturito in "circostanze sordide". Due settimane dopo il delitto apparve un articolo dalla giornalista fiorentina Oriana Fallaci, dove si ipotizzava una premeditazione ed un concorso di ignoti ma nel frattempo i due protagonisti erano spariti dalla cronaca. Dieci anni dopo, i mezzi di informazione iniziarono a sostenere l'ipotesi della Fallaci, dipingendo il Pelosi come "ragazzo di vita", abitudinario della Stazione Termini, rilevato da Pasolini come esca per un'eventuale azione punitiva sui quali mandanti si immaginano avversari politici o malavitosi, ai quali lo scrittore avrebbe fatto dello sgarbo per dei tentativi altruistici di portare fuori dei giovani dalla strada.
    Il film di Marco Tullio Giordana esce nel ventennale del delitto. Nella storia dove viene riportato l'iter dell'inchiesta che demolisce definitivamente la versione difensiva del Pelosi. Emergono testimonianze ad indicare un'estraneità del giovane dall'ambiente della prostituzione maschile.
    A trent'anni dalla morte, assieme alla ritrattazione del Pelosi emerge la testimonianza di Sergio Citti, amico e collega di Pasolini, su una sparizione di copie dell'ultimo film Salò e su un eventuale incontro con dei malavitosi per trattare la restituzione. Sergio Citti morirà alcune settimane dopo.
    La tomba di Pier Paolo Pasolini, a Casarsa
    Omaggi
    Musicali
    Lamento per la morte di Pasolini, canzone scritta da Giovanna Marini nel dicembre del 1975, ricalca la narrazione per orario tipica del modo narrativo popolare, e in particolare il modulo di un canto religioso extra-liturgico abruzzese, L'orazione di San Donato.
    Il soldato di Napoleone, canzone scritta da Sergio Endrigo su testo di Pier Paolo Pasolini.
    Una storia sbagliata del 1980, scritta da Fabrizio De André e Massimo Bubola. A proposito di questa canzone De André ha detto: «Nel testo di Una storia sbagliata rievoco la tragica vicenda di Pier Paolo Pasolini. È una canzone su commissione, forse l'unica che mi è stata commissionata. Mi fu chiesta come sigla per due documentari-inchiesta sulle morti di Pasolini e Wilma Montesi».
    A Pà, canzone scritta da Francesco De Gregori (Scacchi e tarocchi, 1985).
    Ostia (the death of Pasolini), canzone del gruppo industrial Coil contenuta nell'album Horse Rotorvator (1986).
    Pier Paolo, opera, prima rappresentazione assoluta nel 23 maggio del 1987 al Teatro dell'Opera di Kassel (testo di Gerd Uecker e musica di Walter Haupt)
    Renato Zero nell'album Quando non sei più di nessuno del 1993 canta Casal de' Pazzi, una canzone ispirata all'opera del regista poeta.
    Il gruppo italo-nippo-americano Blonde Redhead ha inciso in ricordo di Pasolini la canzone Pier Paolo, contenuta nell'album Fake can be just as good (1997).
    Pasolini Scrive, LeART 2008, di Linda Valori. Con questo brano Linda chiama in causa l'intellettuale scomodo, il poeta visionario capace di scardinare ogni convinzione gettando un raggio di verità sul mondo.
    Il buco del diavolo, The Gang, traccia 10 del disco Una volta per sempre. Citazione di uno scritto di Pier Paolo Pasolini. Brano dei fratelli Severini.
    Nel pezzo Baudelaire dall'album Amen dei Baustelle Pasolini è citato come esempio di impegno sociale e culturale.
    Cinematografici
    Un omaggio cinematografico alla morte di Pier Paolo Pasolini viene offerto al termine del primo episodio del film Caro Diario di Nanni Moretti, del 1993, in cui l'autore a bordo di una Vespa percorre le strade di Ostia fino a raggiungere il luogo dell'omicidio sulle note del Köln Concert di Keith Jarrett.
    Nel film Magi randagi, di Sergio Citti, del 1996, una donna partorisce nel luogo dove Pasolini fu ucciso. Nello stesso luogo, davanti al monumento, è girata una scena drammatica del film Amore tossico di Claudio Caligari (1983) e di Uno a me, uno a te e uno a Raffaele di Jon Jost (1995), dove appare uno dei protagonisti in un'invettiva intellettuale contro lo scrittore.
    I registi Daniele Ciprì e Franco Maresco hanno dedicato a Pasolini un mediometraggio dal titolo Arruso.
    Il regista Marco Tullio Giordana ha girato nel 1995 il film Pasolini, un delitto italiano, ispirato al libro di Enzo Siciliano Vita di Pasolini, pubblicato da Giunti sempre nello stesso anno.
    Per il trentennale della scomparsa del celebre regista-scrittore (2005) è stato realizzato il primo film d'animazione biografico, intitolato Pasolini requiem, animato e diretto da Mario Verger e realizzato con una tecnica innovativa, con brani animati ispirati a Mamma Roma, Uccellacci e Uccellini, La Terra vista dalla Luna, fino alla descrizione dell'omicidio all'Idroscalo.
    Letterari e fumetti
    Le ceneri di Pasolini, fumetto grafico di Graziano Origa, tre tavole in bianco e nero a pennino e china, pubblicato nel periodico Contro, n. 6, marzo 1976.
    Il fumettista Davide Toffolo ha pubblicato un romanzo a fumetti, "Intervista a Pasolini", a lui dedicato. Un viaggio-intervista fantastico tra i luoghi e i pensieri del poeta friulano.
    Il giovane scrittore Alcide Pierantozzi ha dedicato alla sua memoria il suo primo romanzo, Uno in diviso, pubblicato nel 2006.
    Diversi
    L'Amministrazione comunale di Ciampino, nel 1997, gli ha dedicato la Biblioteca Comunale. Dal dicembre del 1951 alla fine del 1954 Pasolini insegnò a Ciampino alla scuola media di via Pignatelli, ora non più esistente; tra i suoi allievi vi fu Vincenzo Cerami, illustre scrittore, giornalista e sceneggiatore, che iniziò a lavorare come assistente di Pasolini. All'inaugurazione attesero l'allora sindaco Antonio Rugghia, Walter Veltroni e Willer Bordon (il primo a quei tempi Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dei Beni Culturali e il secondo Sottosegretario ai Beni Culturali).
    Lo scrittore e autore televisivo Carlo Lucarelli nel 2005 ha dedicato una puntata della trasmissione televisiva Blu Notte - Misteri Italiani alla morte del poeta, ricostruendone i fatti e indagandone il caso. La trasmissione andò in onda sulla RAI il 9 ottobre 2005, in prossimità del trentennale dell'omicidio di Pasolini (2.11.1975).
    Opere
    Poesia
    Poesie a Casarsa, Libreria Antiquaria Mario Landi, Bologna 1942.
    Poesie, Stamperia Primon, San Vito al Tagliamento 1945.
    Diarii, Pubblicazioni dell'Academiuta, Casarsa 1945 (ristampa anastatica 1979, con premessa di Nico Naldini).
    I pianti, Pubblicazioni dell'Academiuta, Casarsa 1946.
    Dov'è la mia patria, con 13 disegni di G. Zigaina, Edizioni dell'Academiuta, Casarsa 1949.
    Tal còur di un frut, Edizioni di Lingua Friulana, Tricesimo 1953 (nuova edizione a cura di Luigi Ciceri, Forum Julii, Udine 1974).
    Dal diario (1945-47), Sciascia, Caltanissetta 1954 (nuova edizione 1979, con introduzione di L. Sciascia, illustrazioni di Giuseppe Mazzullo).
    La meglio gioventù, Sansoni ("Biblioteca di Paragone"), Firenze 1954.
    Il canto popolare, Edizioni della Meridiana, Milano 1954.
    Le ceneri di Gramsci, Garzanti, Milano 1957 (nuova edizione Einaudi, Torino 1981, con un saggio critico di Walter Siti).
    L'Usignolo della Chiesa Cattolica, Longanesi, Milano 1958 (nuova edizione Einaudi, Torino 1976).
    Roma 1950. Diario, All'insegna del pesce d'oro (Scheiwiller), Milano 1960.
    Sonetto primaverile (1953), Scheiwiller, Milano 1960.
    La religione del mio tempo, Garzanti, Milano 1961 (nuova edizione Einaudi, Torino 1982).
    Poesia in forma di rosa (1961-1964), Garzanti, Milano 1964.
    Poesie dimenticate, a cura di Luigi Ciceri, Società filologica Friulana, Udine 1965.
    Trasumanar e organizzar, Garzanti, Milano 1971.
    La nuova gioventù. Poesie friulane 1941-1974, Einaudi, Torino 1975.
    Le poesie: Le ceneri di Gramsci, La religione del mio tempo, Poesia in forma di rosa, Trasumanar e organizzar; Garzanti, Milano 1975.
    Bestemmia. Tutte le poesie, 2 voll., a cura di Graziella Chiarcossi e Walter Siti, prefazione di Giovanni Giudici, Garzanti, Milano 1993 (nuova edizione negli "Elefanti", 4 voll., ivi 1995-1996).
    Poesie scelte, a cura di Nico Naldini e Francesco Zambon, con una introduzione di F. Zambon, TEA, Milano 1997.
    Tutte le poesie, 2 voll. in cofanetto, a cura e con uno scritto di W. Siti, saggio introduttivo di Fernando Bandini, Mondadori, Milano 2003.
    Traduzioni poetiche

    Dal latino


    Dall'Eneide, in Umberto Todini, Virgilio e Plauto, Pasolini e Zanzotto. Inediti e manoscritti d'autore tra antico e moderno, in Lezioni su Pasolini, a cura di Tullio De Mauro e Francesco Ferri, Sestante, Ascoli Piceno 1997, p. 56.

    Dal francese


    Roger Allard, Storia di Yvonne, in Poesia straniera del Novecento, a cura di A. Bertolucci, Garzanti, Milano 1958, pp. 82-87.
    Jean Pellerin, La romanza del ritorno, in Poesia straniera del Novecento, a cura di A. Bertolucci, Garzanti, Milano 1958, pp. 88-93.
    André Frenaud, Esortazione ai poveri, in «L'Europa letteraria», dicembre 1960.

    In friulano


    Niccolò Tommaseo, A la so Pissula Patria, «Il Stroligut», n. 1, avost 1945, p. 19.
    Giuseppe Ungaretti, Luna, «Il Stroligut», n. 2, avril 1946, p. 19.

    Dal greco al friulano


    Tre frammenti di Saffo, in Massimo Fusillo, La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema, La Nuova Italia, Firenze 1996, pp. 243-244.
    Narrativa
    Ragazzi di vita, Garzanti, Milano 1955 (nuova edizione: Einaudi, Torino 1979, con un'appendice contenente Il metodo di lavoro e I parlanti).
    Una vita violenta, Garzanti, Milano 1959 (nuova edizione: Einaudi, Torino 1979).
    L'odore dell'India, Longanesi, Milano 1962 (nuova edizione Guanda, Parma 1990, con un'intervista di Renzo Paris ad Alberto Moravia).
    Il sogno di una cosa, Garzanti, Milano 1962.
    Alì dagli occhi azzurri, Garzanti, Milano 1965.
    Teorema , Garzanti, Milano 1968.
    La Divina Mimesis, Einaudi, Torino 1975 (nuova edizione 1993, con una nota introduttiva di Walter Siti).
    Amado mio preceduto da Atti impuri, con uno scritto di A. Bertolucci, edizione a cura di Concetta D'Angeli, Garzanti, Milano 1982.
    Petrolio, a cura di Maria Careri e Graziella Chiarcossi, con una nota filologica di Aurelio Roncaglia, Einaudi, Torino 1992.
    Un paese di temporali e di primule, a cura di Nico Naldini, Guanda, Parma 1993 (oltre a racconti, contiene saggi di argomento friulano).
    Romàns, seguito da Un articolo per il «Progresso» e Operetta marina, a cura di Nico Naldini, Guanda, Parma 1994.
    Storie della città di Dio. Racconti e cronache romane (1950-1966), a cura di Walter Siti, Einaudi, Torino 1995.
    Romanzi e racconti, 2 voll., a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, con due saggi di W. Siti, Mondadori, Milano 1998.
    Petrolio, a cura di Silvia De Laude, con una nota filologica di Aurelio Roncaglia, Mondadori, Milano 2005.
    Sceneggiature e testi per il cinema
    La notte brava, in «Filmcritica», novembre-dicembre 1959.
    Accattone, prefazione di Carlo Levi, FM, Roma 1961; poi in Accattone, Mamma Roma, Ostia, introduzione di Ugo Casiraghi, Garzanti, Milano 1993, pp. 23-236.
    Mamma Roma, Rizzoli, Milano 1962; poi in Accattone, Mamma Roma, Ostia, cit., pp. 239-401.
    Il Vangelo secondo Matteo, a cura di Giacomo Gambetti, Garzanti, Milano 1964; poi in Il Vangelo, Edipo, Medea, introduzione di Morando Morandini, Garzanti, Milano 1991, pp. 7-300.
    La Commare Secca, in «Filmcritica», ottobre 1965.
    Uccellacci e uccellini, Garzanti, Milano 1966.
    Edipo Re, Garzanti, Milano 1967, poi in Il Vangelo, Edipo, Medea, cit., pp. 313-454.
    Che cosa sono le nuvole?, in «Cinema e Film», 1969.
    Porcile (soggetto del primo episodio, titolo originario Orgia), in «ABC», 10 gennaio 1969.
    Appunti per un poema sul Terzo Mondo (soggetto), in Pier Paolo Pasolini. Corpi e luoghi, a cura di Michele Mancini e Giuseppe Perrella, Theorema, Roma 1981, pp. 35-44.
    Ostia, un film di Sergio Citti, sceneggiatura di S. Citti e Pier Paolo Pasolini, Garzanti, Milano 1970; poi in Accattone, Mamma Roma, Ostia, cit., pp. 405-566.
    Medea, Garzanti, Milano 1970; poi in Il Vangelo, Edipo, Medea, cit., pp. 475-605.
    Il padre selvaggio (racconto-sceneggiatura per un film mai realizzato), Einaudi, Torino 1975,
    Trilogia della vita (Il Decameron, I racconti di Canterbury, il Fiore delle Mille e una notte), a cura di Giorgio Gattei, Cappelli, Bologna 1975; nuove edizioni Oscar Mondadori, Milano 1987, e Garzanti, Milano 1995, con introduzione di Gianni Canova.
    San Paolo, Einaudi, Torino 1977.
    Appunti per un'Orestiade africana, a cura di Antonio Costa, Quaderni del Centro Culturale di Copparo, Copparo (Ferrara) 1983.
    Ignoti alla città (commento), in Pier Paolo Pasolini, Il cinema in forma di poesia, a cura di Luciano De Giusti, Cinemazero, Pordenone 1979, pp. 117-18.
    La canta delle marane (commento), ibid., pp. 119-20.
    Comizi d'amore (scaletta preparatoria), ibid., pp. 123-27.
    Storia indiana (soggetto), ibid., pp. 134-35.
    Le mura di Sana'a (commento), in «Epoca», 27 marzo 1988.
    Porno-Teo-Kolossal, in «Cinecritica», aprile-giugno 1989.
    Sant'Infame, ivi.
    La Terra vista dalla Luna, sceneggiatura a fumetti, presentazione di Serafino Murri, in «MicroMega», ottobre-novembre 1995.
    La Nebbiosa, in «Filmcritica», 459/460, novembre-dicembre 1995.
    Per il cinema, 2 voll. in cofanetto, a cura di Walter Siti e Franco Zabagli, con due scritti di B. Bertolucci e Mario Martone, saggio introduttivo di Vincenzo Cerami, Mondadori, Milano 2001.
    Teatro
    Italie Magique, in Potentissima signora, canzoni e dialoghi scritti per Laura Betti, Longanesi, Milano 1965, pp. 187-203.
    Pilade, in «Nuovi Argomenti», luglio-dicembre 1967.
    Affabulazione, in «Nuovi Argomenti», luglio-settembre 1969.
    Calderón, Garzanti, Milano 1973.
    I Turcs tal Friùl (I Turchi in Friuli), a cura di Luigi Ciceri, Forum Julii, Udine 1976 (nuova edizione a cura di Andreina Nicoloso Ciceri, Società filologica friulana, Udine 1995).
    Affabulazione-Pilade, presentazione di Attilio Bertolucci, Garzanti, Milano 1977.
    Porcile, Orgia, Bestia da stile, con una nota di Aurelio Roncaglia, Garzanti, Milano 1979.
    Teatro (Calderón, Affabulazione, Pilade, Porcile, Orgia, Bestia da stile), prefazione di Guido Davico Bonino, Garzanti, Milano 1988.
    Affabulazione, con una nota di Guido Davico Bonino, Einaudi, Torino 1992.
    La sua gloria (dramma in 3 atti e 4 quadri, 1938), in «Rendiconti», 40, marzo 1996, pp. 43-70.
    Teatro, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, con due interviste a L. Ronconi e S. Nordey, Mondadori, Milano 2001.
    Bestia da stile, a cura di Pasquale Voza, Editrice Palomar, Bari 2005.
    Traduzioni teatrali
    Eschilo, Orestiade, traduzione di Pier Paolo Pasolini, a cura dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico per le rappresentazioni classiche nel teatro greco di Siracusa, Urbino 1960; poi Einaudi, Torino 1960 e 1988, con una Lettera del traduttore.
    Plauto, Il vantone, traduzione di Pier Paolo Pasolini, Garzanti, Milano 1963 (nuova edizione 1994, con la presentazione di U. Todini).
    Saggi
    Passione e ideologia (1948-1958), Garzanti, Milano 1960 (nuove edizioni Einaudi, Torino 1985, con un saggio introduttivo di C. Segre, e Garzanti, Milano 1994, con prefazione di A. Asor Rosa).
    Empirismo eretico, Garzanti, Milano 1972.
    Scritti corsari, Garzanti, Milano 1975 (nuova edizione 1990, con prefazione di A. Berardinelli).
    Volgar'eloquio, a cura di Antonio Piromalli e Domenico Scafoglio, Athena, Napoli, 1976
    Lettere luterane, Einaudi, Torino, 1976; con un'introduzione di Alfonso Berardinelli, 2003.
    Descrizioni di descrizioni, a cura di Graziella Chiarcossi, Einaudi, Torino 1979 (nuova edizione Garzanti, Milano 1996, con una prefazione di Giampaolo Dossena).
    Il Portico della Morte, a cura di Cesare Segre, «Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini», Garzanti Milano 1988.
    Antologia della lirica pascoliana. Introduzione e commenti, a cura di Marco Antonio Bazzocchi, saggio introduttivo di M. A. Bazzocchi ed Ezio Raimondi, Einaudi, Torino 1993.
    I film degli altri, a cura di Tullio Kezich, Guanda, Parma 1996.
    Poesia dialettale del Novecento, a cura di Mario Dell'Arco e Pier Paolo Pasolini, introduzione di Pasolini, Guanda, Parma 1952 (nuova edizione Einaudi, Torino 1995, con prefazione di Giovanni Tesio).
    Canzoniere italiano. Antologia della poesia popolare, a cura di Pier Paolo Pasolini, Guanda, Parma 1955 (nuova edizione Garzanti, Milano 1972 e 1992).
    Pier Paolo Pasolini e il setaccio 1942-1943, a cura di Mario Ricci, Cappelli, Bologna 1977, con scritti di Roberto Roversi e Gianni Scalia (contiene i seguenti saggi pasoliniani: «Umori» di Bartolini; Cultura italiana e cultura europea a Weimar; I giovani, l'attesa; Noterelle per una polemica; Mostre e città; Per una morale pura in Ungaretti; Ragionamento sul dolore civile; Fuoco lento.Collezioni letterarie; Filologia e morale; Personalità di Gentilini; «Dino» e «Biografia ad Ebe»; Ultimo discorso sugli intellettuali; Commento a un'antologia di «lirici nuovi»; Giustificazione per De Angelis; Commento allo scritto del Bresson; Una mostra a Udine).
    Stroligut di cà da l'aga (1944) - Il Stroligut (1945-1946) - Quaderno romanzo (1947), riproduzione anastatica delle riviste dell'Academiuta friulana, a cura del Circolo filologico linguistico padovano, Padova 1983(contiene i seguenti saggi pasoliniani: Dialet, lenga e stil; Academiuta di Lenga Furlana; Alcune regole empiriche d'ortografia; Volontà poetica ed evoluzione della lingua).
    Saggi sulla letteratura e sull'arte, 2 voll., in cofanetto, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, con un saggio di Cesare Segre, Mondadori, Milano, 1999.
    Saggi sulla politica e sulla società, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, con un saggio di Piergiorgio Belloccio, Mondadori, Milano 1999.
    Programmi radiofonici
    RAI
    Paesaggi e scrittori, Il Friuli, a cura di Pier Paolo Pasolini, sabato 17 agosto 1956, programma nazionale ore 11.
    Dialoghi con i lettori
    Le belle bandiere. Dialoghi 1960-65, a cura di Gian Carlo Ferretti, Editori Riuniti, Roma 1977 (contiene una scelta dei dialoghi apparsi sul settimanale «Vie Nuove» tra il 4 giugno e il 30 settembre 1965).
    Il caos, a cura di Gian Carlo Ferretti, Editori Riuniti, Roma 1979 (contiene una scelta dei dialoghi apparsi sul settimanale «Tempo», dal 6 agosto 1968 al 24 gennaio 1970).
    I dialoghi, a cura di Giovanni Falaschi, prefazione di Gian Carlo Ferretti, Editori Riuniti 1992 (comprende tutti i dialoghi apparsi su «Vie Nuove» e su «Tempo»).


    Filmografia
    Accattone (1961)
    Mamma Roma (1962)
    La ricotta, episodio del film Ro.Go.Pa.G. (1963)
    La rabbia (1963)
    Comizi d'amore (1964)
    Sopralluoghi in Palestina per il Vangelo secondo Matteo (1964)
    Il Vangelo secondo Matteo (1964)
    Uccellacci e uccellini (1965)
    La Terra vista dalla Luna, episodio del film Le streghe, (1966)
    Che cosa sono le nuvole?, episodio del film Capriccio all'italiana, (1967)
    Edipo re (1967)
    Appunti per un film sull'India (1967-1968)
    Teorema (1968)
    La sequenza del fiore di carta, episodio del film Amore e rabbia, (1968)
    Porcile (1968-1969)
    Appunti per un'Orestiade africana (1968-1969)
    Medea (1969)
    Il Decameron (1971)
    Le mura di Sana'a (1971)
    I racconti di Canterbury (1972)
    Il fiore delle Mille e una notte (1974)
    Salò o le centoventi giornate di Sodoma (1975)
    Porno-Teo-Kolossal (1976) (incompiuto a causa della morte di Pasolini nel 1975)
    Bibliografia critica
    Nella critica di tutto il mondo l'opera di Pier Paolo Pasolini ha suscitato e continua a suscitare enorme interesse e la bibliografia della critica riguardante l'autore è vastissima.
    Note

      ^ a b Ritratti su misura, a cura di Elio Filippo Accrocca, Venezia, Sodalizio del Libro, 1960
      ^ a b Da Le lettere di Pasolini, a cura di Nico Naldini, Editore Einaudi, 1988, vol. I
      ^ Scheda di "Giovani mariti" su IMDb
      ^ (FR) André Chamson sulla Wikipedia francese
      ^ Cittadella On line
      ^ Alberto Moravia, L'uomo medio sotto il bisturi, "L'espresso", 3 marzo 1963
      ^ pasolini.net: "Il P.C.I. ai giovani!!"
      ^ pasolini.net: tavola rotonda
      ^ "I falsi profeti del Sessantotto" di Michele Brambilla
      ^ "Caso Calabresi" di Antonio Socci
      ^ da l'Appendice a Bestia da stile, Garzanti, 1979
      ^ Radical Böse: male radicale in tedesco
      ^ Fonte:Corriere della Sera
      ^ italialibri.net: "Pasolini secondo Federico Zeri"
      ^ (DE)Opera di Kassel sulla Wikipedia tedesca
      ^ Ubicata in Via 4 novembre

    Voci correlate
    David Maria Turoldo
    Pier Paolo Pasolini (cineasta)
    Pier Paolo Pasolini (analisi delle opere)
    Pier Paolo Pasolini (poetica)
    Pier Paolo Pasolini (bibliografia)
    Academiuta di lenga furlana
    Altri progetti
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    Wikimedia Commons contiene file multimediali su Pier Paolo Pasolini
    Collegamenti esterni
    Biografia di Pier Paolo Pasolini (su ItaliaLibri)
    Pasolini e Caravaggio, uniti da un comune destino (su ItaliaLibri)
    La Passione secondo Pier Paolo Rai Educational - La storia siamo noi
    Centro Studi Pier Paolo Pasolini - Casarsa
    Scheda su Pier Paolo Pasolini dell'Internet Movie Database
    Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna
    Cerca video su Pier Paolo Pasolini in YouTube
    Notizie, immagini e commenti su Volgar'eloquio di Pier Paolo Pasolini, dall'archivio del Fondo Antonio Piromalli.
    la scheda di Pier Paolo Pasolini sul sito del Comune di Ciampino, dove insegnò dal 1951 al 1954
    Un Mistero a Barile la targa commemorativa per Pier Paolo Pasolini tra l'indifferenza di tutti in ricorrenza del trentatresimo anno dalla sua morte - 2 novembre 2008
    Filmati con opere di Pasolini su Videopoesia
    Whipart-Associazione Onlus Nota di Antonio Colecchia sulla raccolta "Bestemmia" e alcune poesie
    A Pier Paolo Pasolini nel 33' anniversario della scomparsa

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