Pete Townshend (65)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Peter Dennis Blandford Townshend
  • Data di nascita: 19 Maggio 1945
  • Professione: Musicista
  • Gruppo: The Who
  • Luogo di nascita: Ealing
  • Nazione: Gran Bretagna
  • Pete Townshend in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Pete Townshend
  • Wikipedia: Pete Townshend su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Peter Dennis Blandford Townshend (Chiswick, 19 maggio 1945) è un chitarrista, compositore e attore inglese, noto principalmente per essere uno dei componenti del gruppo rock The Who.

    Infanzia e prime esperienze musicali
    Pete Townshend nacque da una famiglia di musicisti a Chiswick, West London, il 19 maggio 1945. Suo padre Cliff suonava il sax tenore negli Squadronaires, banda della RAF, e sua madre Betty Dennis era una cantante professionista. Una zia lo incoraggiò a prendere lezioni di piano, ma dopo aver visto il film Rock Around The Clock nel 1956 s'ammalo di rock’n’roll, interesse in cui venne sostenuto dai genitori.
    Dopo aver imparato i primi accordi alla chitarra, il suo primo "vero" strumento fu un banjo, che suonava nei Confederates, la band traditional jazz della scuola. Nel gruppo, alla tromba, vi era anche John Entwistle, e dopo che questi iniziò a suonare il basso i due entrarono in un altro complesso della scuola, The Scorpions, con Pete alla chitarra. Pete e John frequentavano entrambi la Acton County School, assieme anche a Roger Daltrey, di un anno più grande, che aveva una sua band chiamata The Detours. Roger chiese a John di entrare a far parte della band e nell'arco di sei mesi circa il nucleo originario dei The Who era fatto, dopo che John riuscì a persuadere Roger riguardo all'ingresso di Pete nel gruppo.
    Nel frattempo Townshend era entrato all'Ealing Art College, dove ebbe l'occasione di nutrire il suo spirito secondo una dieta a base di performance art e blues, entrambe forti influenze; inoltre i Detours cominciano ad allargare il proprio campo passando al circuito dei pub londinesi. Con l'arrivo del batterista Keith Moon nel 1964 e dei manager Kit Lambert e Chris Stamp, The Who erano finalmente sulla carreggiata, con Pete che assunse il ruolo di leader e principale portavoce.
    The Who
    Presto Pete si trovò dinnanzi al boom musicale britannico dei Sixties. In qualità di chitarrista e compositore del gruppo divenne la forza trainante di una delle creature più potenti, innovative e articolate del panorama rock. Dai primi classici singoli di tre minuti come "I Can't Explain", "Substitute" e My Generation", passando successivamente per le grandi opere rock quali Tommy, Lifehouse e Quadrophenia, Townshend si guadagnò il titolo di uno dei più grandi musicisti e compositori in campo rock.
    Pete spese tutti gli anni Sessanta e gran parte dei Settanta concentrando le sue forze creative sugli Who. In concerto divenne famoso come il chitarrista più teatrale della sua generazione (e di quelle future), vagando per il palco, saltando e roteando il braccio nel suonare accordi col windmill ("mulinello"), suo marchio di fabbrica. Sviluppò un proprio stile chitarristico, alternando parti ritmiche e soliste, spaziando da violente pennate d'accordi ed energici power chord a delicati arpeggi e scale cromatiche. Al culmine degli spettacoli il colpo di grazia: la rituale distruzione della chitarra.
    La carriera solista
    Nel 1967 Pete divenne un seguace del santone indiano "Meher Baba", ispiratore di tre devoti album di privata circolazione. Ciò lo portò alla pubblicazione di Who Came First, nel 1972, il primo d'una serie di album solisti, seguito nel '77 da Rough Mix, frutto della collaborazione con un altro devoto di Meher Baba, il bassista degli Small Faces Ronnie Lane, Empy Glass (1980), All The Best Cowboys Have Chinese Eyes (1982), White City: A Novel (1985), The Iron Man (1988, adattamento d'una storia per bambini di Ted Hughes), e Psychoderelict (1993). Nel 1984, con gli Who momentaneamente sciolti, guidò un supergruppo chiamato Deep End (tra gli altri vi era alla chitarra David Gilmour dei Pink Floyd), con i quali pubblicò un live nell'86; inoltre pubblicò una serie di album col nome di Scoop che raccoglievano demo, materiale solista e vari altri progetti non completati.
    A tempi alterni durante gli anni '90 girò con una band di supporto per il Nord America, inizialmente promuovendo Psychoderelict, e poi sia materiale solista che classici dei The Who. Molti di questi show, assieme con qualche occasionale apparizione nel Regno Unito, venivano fatti per beneficenza.
    Il ritorno con i The Who
    Torna con i vecchi compagni nel 1989, portando Tommy in tutto il mondo per festeggiare il 25° anniversrio del gruppo; tocca poi a Quadrophenia nel 1996/'97. Altri tour con gli Who nel 1999, 2000 e 2002 (adesso senza Entwistle, tragicamente scomparso alla vigilia della tranche statunitense del tour), e poi ancora nel 2004, che vede l'arrivo di due nuovi pezzi poi pubblicati nella raccolta The Who: Then and Now, "Real Good Looking Boy" e "Old Red Wine".
    Letteratura, Internet, beneficenza
    Riconosciuto a lungo come uno dei più dotati e poliedrici performers della musica rock, Pete ha anche promosso una sua casa editrice e ha lavorato come editore per la Faber & Faber, che ha tra l'altro pubblicato nel 1985 il suo libro 'Horse’s Neck', una raccolta di brevi racconti. Da sempre interessato alla nuove tecnologie, ha sfruttato e sfrutta il web come mezzo d'espressione della sua vena artistica, pubblicando articoli e saggi disponibili ai fans. Per certi versi Pete può addirittura esser considerato un pioniere, se non un profeta, di Internet, un cui primitivo modello ("the Grid") era già presente in Lifehouse, il progetto che stava dietro ai brani poi confluiti in Who's Next. Al tempo (parliamo dei primi anni Settanta) il pubblico non fu in grado di cogliere la genialità del progetto, che di troppo anticipava i suoi tempi, fatto sta che Townshend non fu in grado di rappresentarlo nella usa interezza (o quasi) se non trent'anni dopo, quando ebbe la tecnologia necessaria, raggiungendo via webcast la possibilità di un'audience globale.
    Cura un suo sito ed un blog, sui cui nel 2005 dà l'annuncio dell'uscita posticipata a data da destinarsi del tanto atteso nuovo album a firma The Who. Sul blog pubblica una novella, The Boy Who Heard Music, la cui trama si ricollega a Lifehouse e verrà trasposta musicalmente in Wire And Glass, mini-opera uscita prima come singolo e poi contenuta nel famigerato nuovo album, Endless Wire, il primo a 24 anni di distanza da It's Hard, pubblicato nell'ottobre 2006 e promosso in un tour, già partito nell'estate dello stesso anno e conclusosi nel luglio 2007.
    Con l'apertura del sito www.eelpie.com rende possibile l'acquisto di nuovo esclusivo materiale e delle Encore Series delle date del tour degli Who, nonché promuove aste di beneficenza vendendo effetti personali e quant'altro.
    L'attività caritatevole sua e del gruppo non si limita a questo: ricordiamo la partecipazione dei The Who al Live Aid nell85 e al Live 8 nel 2005; il gruppo è tra l'altro sempre presente agli show annuali del Teenage Cancer Trust, di cui Daltrey è presidente. Svariati a livello solista i concerti benefici già a partire degli anni Settanta.
    Pete sta attualmente lavorando ad una autobiografia la cui pubblicazione è prevista per il 2010.
    Discografia
    1972 - Who Came First US #69
    1977 - Rough Mix
    1980 - Empty Glass US #5
    1982 - All the Best Cowboys Have Chinese Eyes US #26
    1983 - Scoop US #35
    1985 - White City: A Novel US #26
    1986 - Another Scoop US #198
    1989 - The Iron Man: A Musical US #58
    1993 - Psychoderelict US #118
    1998 - A Benefit For Maryville Academy
    2000 - Live: The Fillmore
    2000 - Live: The Empire
    2001 - Live: Sadler's Wells
    2001 - Live: La Jolla
    2001 - Scoop 3 US #22
    Altri progetti
    Commons
    Wikimedia Commons contiene file multimediali su Pete Townshend
    Collegamenti esterni
    (EN) Sito ufficiale
    The Who

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