Paul Marcinkus (1922-2006)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Paul Casimir Marcinkus
  • Scomparso nel: 2006
  • Data di nascita: 15 Gennaio 1922
  • Professione: Sacerdote
  • Luogo di nascita: Cicero
  • Nazione: Stati Uniti
  • Paul Marcinkus in Rete:

  • Wikipedia: Paul Marcinkus su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Paul Casimir Marcinkus (Cicero, 15 gennaio 1922 – Sun City, 20 febbraio 2006) è stato un arcivescovo cattolico statunitense.

    Biografia
    Nato in un sobborgo di Chicago da una famiglia di emigrati lituani. Di madre russa, il padre si guadagnava da vivere pulendo i vetri degli uffici.
    Trasferitosi a diciotto anni nel seminario maggiore di St. Mary of the Lake a Munderlein, in Illinois, studiò filosofia e teologia, fu ordinato sacerdote per l'arcidiocesi di Chicago il 3 maggio 1947 per poi passare al Tribunale diocesano l'anno seguente.
    Negli anni '50, dopo il trasferimento a Roma, studiò teologia presso la Pontificia Università Gregoriana ed ebbe la possibilità di lavorare nella prestigiosa sezione inglese della Segreteria di Stato. Così ebbe l'occasione di incontrare e lavorare col vescovo Giovanni Battista Montini che, nel 1963 divenne papa Paolo VI. Nello stesso anno, fece costruire Villa Stritch, un complesso progettato per ospitare i prelati statunitensi, divenendone il primo rettore.
    Il 21 agosto 1967, Marcinkus entrò a far parte della massoneria, con numero di matricola 43/649 e soprannome "Marpa". Il suo nome fu trovato nella lista contenente 121 ecclesiastici massoni, fra cui Jean-Marie Villot (Cardinale Segretario di Stato), Agostino Casaroli (capo del ministero degli Affari Esteri del Vaticano), Pasquale Macchi (segretario di Paolo VI), monsignor Donato de Bonis (alto esponente dello IOR), Ugo Poletti (vicario generale di Roma), don Virgilio Levi (vicedirettore de «L'Osservatore Romano») e Roberto Tucci (direttore di Radio Vaticana), pubblicata in concomitanza all'elezione di papa Giovanni Paolo I dalla rivista «OP Osservatore Politico» di Mino Pecorelli, ucciso il 20 marzo 1979.
    Il 6 gennaio 1969, fu ordinato arcivescovo titolare di Horta e Segretario della Curia romana. Negli anni settanta papa Paolo VI lo incaricò di organizzare i propri viaggi. Nel 1970, nel corso del viaggio a Manila, nelle Filippine, sventò un attentato al Papa, deviando il pugnale con cui un pittore aveva tentato di colpirlo e guadagnandosi così il soprannome di "gorilla".
    Strinse amicizia con l'uomo d'affari americano David Matthew Kennedy, allora presidente della Continental Illinois National Bank di Chicago, poi nominato nel 1969 ministro del Tesoro nell'amministrazione Nixon. Fu proprio il banchiere-ministro a mettere Marcinkus in contatto con Michele Sindona (finanziere siciliano, membro della P2 ed in stretti contatti con la mafia), il quale a sua volta lo introdusse al presidente del Banco Ambrosiano, Roberto Calvi (anch'egli appartenente alla loggia massonica P2). Con Calvi fondò nel 1971 la Cisalpina Overseas Nassau Bank (poi Banco Ambrosiano Overseas, indagato per riciclaggio di denaro proveniente dal narcotraffico) nelle Bahamas, nel cui consiglio di amministrazione figuravano anche Sindona e Licio Gelli.

    Monsignor Marcinkus diventò presidente dell'Istituto per le Opere di Religione (IOR), la banca del Vaticano, dal 1971 al 1989. Di particolare rilievo risultano i rapporti con il Banco Ambrosiano, al cui Consiglio di Amministrazione Marcinkus partecipò ben 23 volte.
    Al 1972 risale un contrasto con l'allora Patriarca di Venezia Albino Luciani (poi Papa Giovanni Paolo I) riguardo la cessione da parte dello IOR del 37% delle azioni della Banca Cattolica del Veneto al Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, senza avvisare i vescovi veneti.
    Il 26 aprile 1973, Marcinkus fu interrogato da William Lynch, capo della Organised Crime and Racheteering section del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, e William Aronwald, vice capo della Strike Force del distretto Sud di New York, riguardo un caso di riciclaggio di denaro e obbligazioni false che partiva dalla mafia newyorkese e approdava in Vaticano, per un totale di 950 milioni di dollari. Alle indagini fecero seguito alcuni arresti, ma Marcinkus fu assolto per insufficienza di prove.

    Il 26 settembre 1981 Giovanni Paolo II nominò monsignor Marcinkus arcivescovo e pro-presidente della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano, posizione da cui si dimise il 30 ottobre 1990. In ogni caso, Marcinkus non fu mai nominato cardinale.
    Marcinkus rimase invischiato, in quanto presidente dello IOR, nello scandalo del crack del Banco Ambrosiano, riuscendo ad evitare, grazie al passaporto diplomatico vaticano, il mandato di cattura emesso il 20 febbraio 1987 dal giudice istruttore del tribunale di Milano.
    Il nome di Marcinkus è citato anche in altri scandali, quali la morte di papa Giovanni Paolo I e la scomparsa di Emanuela Orlandi.
    Marcinkus rimase in Vaticano sino al 1997, quando, come prescritto dal canone 401 § 1 del Codice di Diritto canonico, all'età di settantacinque anni si dimise da ogni incarico facendo ritorno alla sua arcidiocesi di Chicago per poi trasferirsi definitivamente a Sun City, in Arizona, dove, da pensionato, ricoprì la carica di quarto parroco della chiesetta di San Clemente. L'unica passione legata al suo vecchio stile di vita era il golf, ma fu costretto a diradare le sue uscite sul green a causa di un intervento alle anche.
    Marcinkus è deceduto il 20 febbraio 2006 a Sun City.
    Scandali e questioni irrisolte
    Il crack del Banco Ambrosiano ed il "caso IOR"
    All'inizio degli anni ottanta, il nome di Marcinkus fu collegato a scandali finanziari riportati in prima pagina sulla stampa di tutto il mondo.


    In particolare, fu accertato che lo IOR a quel tempo diretto da Marcinkus, aveva avuto un ruolo primario nel crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, in un complicato "risiko bancario" che aveva come ulteriori protagonisti personaggi discussi come Michele Sindona o il "venerabile maestro" della loggia massonica P2, Licio Gelli.

    Lo IOR, infatti, aveva concesso nel 1981 a Calvi lettere di patronage, con le quali confermava che «direttamente o indirettamente» esercitava il controllo su Manic. S.A. (Lussemburgo), Astolfine S.A. (Panamá), Nordeurop Establishment (Liechtenstein), U.T.C. United Trading Corporation (Panamá), Erin S.A (Panamá), Bellatrix S.A (Panamá), Belrosa S.A (Panamá), Starfield S.A (Panamá), società fantasma con sede in noti paradisi fiscali, che avevano fatto da "paravento" alla destinazione dell'ingarbugliato flusso di denaro che aveva drenato duemila miliardi di lire dalle casse dell'Ambrosiano.

    Inoltre, secondo le dichiarazioni rese dal pentito di Cosa Nostra Vincenzo Calcara, considerate credibili nel 2003 con sentenza del tribunale di Roma, (nona sezione penale, con sentenza del 6 giugno 2003) e rese pubbliche solo nel 2008, Marcinkus sarebbe stato il personaggio di raccordo fra l'"entità vaticana" e quella di Cosa Nostra per le attività di riciclaggio di denaro. Il pentito, fra l'altro, riferisce di aver trasportato a Roma, pochi mesi prima dell'attentato a Giovanni Paolo II nel 1981, per conto di Tonino Vaccarino (presunto consigliere della famiglia di Castelvetrano) dieci miliardi di lire da investire in Sud America e nei Caraibi attraverso Marcinkus, la Banca Vaticana e il notaio Francesco Albano. L'incontro si sarebbe svolto a casa di quest'ultimo (a detta di Calcara membro, come Marcinkus, dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro, "contatto" fra Cosa Nostra e il Vaticano, nonché notaio personale di Giulio Andreotti, del boss Luciano Liggio e di Frank Coppola), alla presenza del notaio stesso, di Marcinkus, di un cardinale, di Roberto Calvi, Vincenzo Culicchia (deputato al Consiglio Regionale della Sicilia), Stefano Accardo (detto «cannata»), Vincenzo Furnari, Enzo Leone (anch'egli componente del Consiglio Regionale della Sicilia), Antonino Marotta e il suo padrino Tonino Vaccarino.
    A seguito dello scandalo, l'allora ministro del Tesoro Beniamino Andreatta impose lo scioglimento dell'Ambrosiano e la sua liquidazione coatta, avvenuta il 6 agosto 1982. Andreatta stesso tenne uno storico discorso in Parlamento l'8 ottobre 1982, riferendo pubblicamente delle responsabilità della banca vaticana e dei suoi dirigenti, fra cui lo stesso Marcinkus. Secondo i suoi calcoli il Vaticano fu coinvolto nello scandalo per una somma di circa 1500 miliardi di lire. Nel 1987 Marcinkus venne indagato, assieme ad altri due dirigenti dello IOR, per concorso in bancarotta fraudolenta e venne emesso un mandato di cattura dalla magistratura italiana in rapporto al crack dell'Ambrosiano, ma dopo pochi mesi la Corte di Cassazione prima, e quella Costituzionale poi, annullarono il mandato in base all'articolo 11 dei Patti lateranensi (Marcinkus era in possesso di un passaporto diplomatico vaticano, il che lo rendeva immune).
    L'opinione del Vaticano, accreditata da recenti esternazioni di Giulio Andreotti e dall'opinione di Angelo Caloia, è che si agì con leggerezza nel delegare incarichi così delicati a una persona che si rivelò alla fine inadeguata e inesperta. Per David Yallop , però, Paul Marcinkus era tutt'altro che un incapace. Semmai, attraverso la conoscenza di Roberto Calvi, Michele Sindona e Licio Gelli, portò il livello economico del Vaticano a vette mai raggiunte prima, influenzando direttamente o indirettamente svariati governi.

    I fatti dell'Ambrosiano tuttavia rimangono ancora tutti da chiarire e costituiscono una zona oscura della recente storia italiana. In particolare, tanto Calvi quanto Sindona furono trovati morti in circostanze misteriose. Il primo, fuggito a Londra, fu trovato impiccato il 18 giugno 1982 sotto il ponte dei frati neri sul Tamigi; il secondo in carcere per l'omicidio di Giorgio Ambrosoli, fu avvelenato da un caffè al cianuro il 20 marzo 1986 e morì due giorni dopo. Inoltre, la segretaria di Calvi Graziella Corrocher fu trovata morta dopo un volo da una finestra del Banco Ambrosiano di Milano il 17 giugno 1982, il giorno prima della morte di Calvi.
    Presunto coinvolgimento nella morte di Papa Giovanni Paolo I
    Oltre a questi scandali, alcuni autori (fra cui il giornalista britannico David Yallop, autore del best-seller In nome di Dio, pubblicato nel 1984), ipotizzarono che il monsignore fosse coinvolto, insieme al cardinale Villot (all'epoca Segretario di Stato), al cardinale Cody, a Licio Gelli e allo stesso Calvi, nella morte di papa Giovanni Paolo I, il cui pontificato durò solo 33 giorni e col quale esisteva una forte ostilità. Questa risaliva agli anni Settanta, quando Marcinkus aveva venduto a Roberto Calvi del Banco Ambrosiano di Milano il 37% delle azioni della Banca Cattolica del Veneto (fondata per contribuire al lavoro assistenziale del clero veneto), senza informare il patriarca di Venezia (a quei tempi Albino Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I) e i vescovi veneti. Essi, per protesta, chiusero i lori conti presso la Banca Cattolica del Veneto e Luciani trasferì i conti dell’arcivescovado nel Banco di San Marco.

    Divenuto Papa, riconosciuto come innovatore e rinnovatore, Luciani intendeva riportare la Chiesa cattolica agli ideali originari di umiltà e semplicità, operando riforme nello IOR e nella stessa Curia. Secondo Yallop ed il vaticanista Gianni Gennari, infatti, il Papa aveva con sè un taccuino, sparito poco dopo il ritrovamento del corpo, che conteneva un piano di ristrutturazione delle gerarchie ecclesiastiche (fra cui la sostituzione di Villot e Marcinkus).

    Secondo questa tesi, la morte del papa, avvenuta nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1978, sarebbe avvenuta per avvelenamento.

    A dar ulteriore adito all'ipotesi dell'avvelenamento, concorrono le rivelazioni del pentito Vincenzo Calcara rilasciate a Paolo Borsellino e pubblicate nel suo memoriale. Calcara scrive di un colloquio con l'imprenditore e politico mafioso Michele Lucchese (membro di una loggia massonica segreta, secondo Calcara) subito dopo l'attentato a Giovanni Paolo II (al quale i mafiosi partecipano indirettamente). Lucchese rivela a Calcara che Giovanni Paolo II stava perseguendo un disegno simila a quello di papa Luciani, il quale intendeva «rompere gli equilibri all'interno del Vaticano», attuando una redistribuzione dei beni della Banca Vaticana sostituendo i vertici dello IOR e della Segreteria di Stato (Marcinkus e Villot). Calcara parla così di una "congiura" di quattro cardinali (Jean-Marie Villot, Pasquale Macchi, Giovanni Benelli e un certo Gianvio) che, usando Marcinkus, avrebbero fatto uccidere il papa per mezzo di ingenti dosi di calmante, con l'aiuto del suo medico personale.

    Calcara è già stato considerato attendibile, in merito ad altre dichiarazioni, dal tribunale di Roma, nona sezione penale, con sentenza del 6 giugno 2003

    Queste ipotesi non hanno avuto seguito per il momento, ma sussistono dubbi in merito, anche a causa del diniego delle autorità ecclesiastiche ad effettuare l'autopsia sul corpo.
    Presunto coinvolgimento nella scomparsa di Emanuela Orlandi
    Altra vicenda poco chiara in qualche modo collegata alla figura di Marcinkus fu la scomparsa di Emanuela Orlandi. Per le telefonate di un uomo, che fu soprannominato l'Amerikano per la sua inflessione, nelle quali si proponeva lo scambio della stessa in cambio della libertà del terrorista Mehmet Ali Ağca, alcuni giornali dell'epoca additarono Paul Marcinkus. Questa ipotesi non ha avuto riscontri oggettivi.
    Nel giugno 2008 uno dei supertestimoni del processo contro la banda della Magliana, Sabrina Minardi, ex compagna del boss Enrico De Pedis detto Renatino, ha rilasciato agli inquirenti dichiarazioni secondo cui Emanuela Orlandi sarebbe stata rapita dall'organizzazione criminale di De Pedis, tenuta in un'abitazione in via Antonio Pignatelli 13 a Roma, che ha «un sotterraneo immenso che arrivava quasi fino all'ospedale San Camillo» (la cui esistenza è stata confermata dagli inquirenti), poi uccisa e gettata in una betoniera a Torvaianica. La palazzina in questione sul gianicolese sarebbe stata restaurata da Danilo Abbruciati, membro della banda della Magliana e vicino a Calvi (con il quale Marcinkus aveva contatti). Il rapimento sarebbe stato richiesto, secondo una confidenza fatta da De Pedis alla stessa Minardi, proprio da Mons. Marcinkus, «come se avessero voluto dare un messaggio a qualcuno sopra di loro». E' la stessa Minardi ad ammettere di aver accompagnato in auto la ragazza dal bar del Gianicolo fino al benzinaio del Vaticano, dove ad attenderla stava un sacerdote a bordo di una Mercedes targata Città del Vaticano.

    La Minardi ha altresì aggiunto di aver personalmente accompagnato ragazze compiacenti ad incontri privati col monsignore in via Porta Angelica.

    Affiora anche il personaggio di Giulio Andreotti, presso il quale la testimone racconta di essere andata a cena due volte, assieme al compagno, a quel tempo già ricercato dalla polizia. La donna specifica però che Andreotti «non c'entra direttamente con Emanuela Orlandi, ma con monsignor Marcinkus sì».

    Sebbene le dichiarazioni della Minardi siano state messe in dubbio a causa di alcune incongruenze temporali del verbale e, come da sua stessa ammissione, per aver fatto notevole abuso di sostanze stupefacenti, il ritrovamento, nell'agosto 2008, della BMW che la stessa Minardi ha raccontato di aver utilizzato per il trasporto di Emanuela Orlandi, rende le sue dichiarazioni sempre più credibili. L'auto, infatti, risulta appartenuta prima a Flavio Carboni (imprenditore indagato e poi assolto nel processo sulla morte di Roberto Calvi) e successivamente ad uno dei componenti della Banda della Magliana.
    La pubblicazione dei verbali resi alla magistratura dalla Minardi ha suscitato le proteste del Vaticano che, per bocca di padre Federico Lombardi (portavoce della Sala Stampa della Santa Sede), ha dichiarato che oltre alla «mancanza di umanità e rispetto per la famiglia Orlandi, che ne ravviva il dolore», ha poi definito come «infamanti le accuse rivolte a Mons. Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi».
    Filmografia
    Agli scandali che riguardano Marcinkus è liberamente ispirato il film Il padrino - Parte III di Francis Ford Coppola, dove la storia della famiglia mafiosa Corleone si intreccia con le vicende vaticane nella persona dell' Arcivescovo Gilday.
    Il film I banchieri di Dio del 2002 di Giuseppe Ferrara dedicato allo scandalo IOR, è tuttora sospeso dalla distribuzione per ordine della magistratura in quanto i fatti riportati dalla pellicola sono ancora oggetto di indagine. La pellicola è stata però trasmessa in diverse occasioni dall'emittente satellitare italiana Sky. Il personaggio di Marcinkus è interpretato da Rutger Hauer; la figura che ne esce è quella di un cinico finanziere più che di un ministro della Chiesa.
    Note


      ^ a b c d Marcinkus, come farsi un tesoro in terra (e forse pure in Cielo), articolo del quotidiano "Il Foglio" del 25 giugno 2008
      ^ Lo strano caso della morte di Albino Luciani, da disinformazione.it
      ^ Giuseppe Ardagna. La scoperta della lista P2 nella stampa italiana. Napoli, 2004
      ^ a b la Repubblica, 22 febbraio 2006
      ^ Lista dei Ministri del Tesoro degli Stati Uniti
      ^ Scheda di Marcinkus sul sito di Rifondazione Comunista
      ^ Da Calvi a Ricucci, articolo su Liberal Giovani
      ^ (EN) The Shady Deals of God's Banker in The Boot
      ^ L' ombra del narcotraffico sul Banco da "Il Corriere della Sera" del 19 aprile 1992
      ^ Articolo sul sito della Fondazione Cipriani
      ^ Articolo sul sito di "Polizia e Democrazia"
      ^ La storia della banca Rasini, sul sito di cobraf.wallstreetitalia.com
      ^ a b c La strana morte di Papa Luciani: un decesso all'italiana? da "Storia in Network
      ^ (EN) Pope John Paul I – a saint for our hour – Part four di Ruth Bertels
      ^ (FR) Histoire et chronologie de la chrétienté
      ^ Can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico
      ^ La morte di Paul Marcinkus «banchiere di Dio» in esilio, articolo dal "Corriere della Sera" del 22 febbraio 2006
      ^ Sergio Bocconi. «dalle lettere di patronage all'"esilio" di Marcinkus». Il Corriere della Sera , 19-aprile-1992 (consultato in data 30/08/2008).
      ^ a b c Articolo su Antimafia Duemila riguardo l'assoluzione di Calcara dall'accusa di calunnia aggravata, che riporta in parte la deposizione del pentito
      ^ Rita Di Giovacchio, Giovanni Pellegrini. Il libro nero della prima Repubblica. Fazi editore, 2005, pag. 328
      ^ Sentenza della Corte Costituzionale n.609/1988 che dichiara inammissibile la questione di illegittimità costituzionale sollevata dal giudice istruttore del Tribunale penale di Milano in merito alla sentenza del 17 luglio 1987 della Corte di Cassazione che annullava l'ordinanza confermativa del mandato di cattura.
      ^ Finanza Bianca, Giancarlo Galli, Mondadori, 2004
      ^ David Yallop, "In nome di Dio", Tullio Pironti Editore, 1992
      ^ Graziella Corrocher : una segretaria scomoda, da Girodivite, 2 marzo 2006
      ^ (EN) ITALY'S MYSTERIOUS, DEEPENING BANK SCANDAL, "The New York Times" del 28 luglio 1982
      ^ ad es. Matillò R.D.. L'avventura delle finanze Vaticane. Ed.Pironti, Napoli, 1988;

      Don Jesus Lopez Saez Se pedirá cuenta. Muerte y figura di Juan Pablo I. Edizioni Origenes, Madrid, 1990;

      Luigi Incitti. Papa Luciani: una morte sospetta. L’Airone Editrice, Roma, 2001;

      Max Morgan-Witts e Thomas Gordon. Dentro il Vaticano. Storia segreta del pontificato di Giovanni Montini, Albino Luciani e Karol Wojtyla. Pironti Editore, Napoli, 1989 e 1995
      ^ I fioretti di papa Luciani, parte IV, da "Humilitas" - anni 1994 - 1995
      ^ a b Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (parte 2), paragrafi 5-6
      ^ Forse un errore di trascrizione
      ^ Lettere e memoriali di Vincenzo Calcara (parte 5)
      ^ a b c d Caso Orlandi, parla la superteste "Rapita per ordine di Marcinkus" da la Repubblica del 24 giugno 2008.
      ^ Chi l'ha visto?, puntata andata in onda il 7 luglio 2008
      ^ «Sequestro Orlandi, ecco l’auto». Parcheggiata da 13 anni, articolo da "Il Corriere della Sera" del 14 agosto 2008
      ^ Vatican Diplomacy: «Il Vaticano: “Accuse infamanti su Marcinkus”»

    Bibliografia
    Mario Almerighi. I banchieri di Dio. Il caso Calvi. Editori Riuniti, Roma, 2002
    Lucio D’Orazi. In nome di Dio o del diavolo?. Logos, Roma, 1988
    Mario Guarino. I mercanti del Vaticano. Kaos Editore, Roma, 1993
    Domènech Matillo Rossend. L'avventura delle finanze Vaticane. Pironti Editore, Napoli, 1988
    I Millenari (pseud.).Via col vento in Vaticano. Milano, Kaos Editore, 1999
    Max Morgan-Witts, Thomas Gordon. Dentro il Vaticano. Storia segreta del pontificato di Giovanni Montini, Albino Luciani e Karol Wojtyla. Pironti Editore, Napoli, 1989 e 1995
    David Yallop. In nome di Dio. Pironti Editore, 1985
    Voci correlate
    Propaganda Due
    Crack del Banco Ambrosiano
    Scomparsa di Emanuela Orlandi
    Istituto per le Opere di Religione (IOR)
    Roberto Calvi
    Michele Sindona
    Collegamenti esterni
    È morto Marcinkus il "banchiere di Dio", articolo de "La Repubblica", del 21 febbraio 2006
    Storia del banchiere di Dio "amico" di Calvi e Sindona, articolo de "la Repubblica" del 22 febbraio 2006
    Marcinkus, monsignore e finanziere, articolo de "la Repubblica" del 22 febbraio 2006
    Da Solidarnosc al clan della Magliana tutti i segreti del banchiere di Dio, articolo de "la Repubblica" del 7 ottobre 2005
    Emanuela Orlandi,Marcinkus e la Banda della Magliana. Un mistero all'italiana. Articolo sul sito de La Destra
    Marcinkus, come farsi un tesoro in terra (e forse pure in Cielo), articolo del quotidiano "Il Foglio" del 25 giugno 2008
    Gli speciali di Avvenire sulle ultime dichiarazioni che tirano in ballo Marcinkus, 25 giugno 2008
    Caso Orlandi, Cossiga difende Marcinkus: “Era un galantuomo, la sua unica colpa fu di essere incompetente. E sulla sepoltura di De Pedis a Sant’Apollinare vi dico io la verità…”, articolo di "Petrus" del 25 giugno 2008
    dalle lettere di patronage all' "esilio" di Marcinkus articolo dal "Corriere della Sera" del 19 aprile 1992
    Quando monsignor Marcinkus era il vero re di Roma, articolo del "Corriere della Sera" del 20 luglio 1998
    La morte di Paul Marcinkus «banchiere di Dio» in esilio, articolo dal "Corriere della Sera" del 22 febbraio 2006
    Scheda su Paul Marcinkus su avvenimentitaliani.it
    Scheda su Paul Marcinkus sul vecchio sito di avvenimentitaliani
    "Marcinkus e Sindona" su avvenimentitaliani.it
    "Banchieri, mafiosi e il Vaticano" su avvenimentitaliani.it
    (EN) The Shady Deals of God's Banker in The Boot
    Portale Biografie
    Portale Cattolicesimo

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Marcinkus"
    Categorie: Biografie | Arcivescovi cattolici statunitensi | Nati nel 1922 | Morti nel 2006 | Nati il 15 gennaio | Morti il 20 febbraio | Governatori del VaticanoCategoria nascosta: BioBot

    « Torna al 15 Gennaio


    Cerca compleanni per iniziale: a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 5
    Oppure per mese: Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre