Paolo Mieli (61)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 25 Febbraio 1949
  • Professione: Giornalista
  • Luogo di nascita: Milano (MI)
  • Nazione: Italia
  • Paolo Mieli in Rete:

  • Wikipedia: Paolo Mieli su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Paolo Mieli (Milano, 25 febbraio 1949) è un giornalista italiano.

    Biografia
    Figlio di Renato Mieli, muove i primi passi nella carta stampata da giovanissimo: a 18 anni lavora a L'espresso, dove rimane per circa vent’anni. La sua idea di giornalismo cambia col passare degli anni.
    La militanza in Potere Operaio, movimento politico sessantottino della sinistra extraparlamentare, influenza i suoi esordi. Da posizioni estremiste, Mieli passa presto a toni moderati durante gli studi di storia moderna all’Università, dove i suoi maestri sono Rosario Romeo (studioso del Risorgimento) e Renzo De Felice (storico italiano del Fascismo).
    Fondamentale nella sua formazione anche la figura di Livio Zanetti, suo direttore all'Espresso.
    Nel 1971 fu tra i firmatari del documento pubblicato sul settimanale L'espresso contro il commissario Luigi Calabresi e di un altro pubblicato ad ottobre su Lotta Continua in cui esprimeva solidarietà verso alcuni militanti e direttori responsabili del giornale inquisiti per istigazione a delinquere a causa del contenuto violento di alcuni articoli, impegnandosi a «combattere un giorno con le armi in pugno contro lo Stato».
    Nel 1985 è la volta di "La Repubblica", dove rimane per un anno e mezzo, fino al suo approdo alla "Stampa". Il 21 maggio 1990 diventa direttore del quotidiano torinese. È in questi anni che Mieli affina il suo modo di fare giornalismo, che con un neologismo verrà in seguito da alcuni definito "mielismo", che prenderà forma soprattutto con il suo passaggio al "Corriere della Sera" (10 settembre 1992).
    In sostanza il nuovo direttore, come già aveva sperimentato con successo alla "Stampa", prova a svecchiare il giornale della borghesia lombarda, alleggerendone foliazione e contenuti con l'utilizzo di linguaggio, personaggi e tematiche della televisione, che in questi anni sta sottraendo ingenti quote di lettori alla carta stampata. Con il cambiamento il "Corriere" non perde ma anzi consolida la sua autorevolezza. In particolare durante "Tangentopoli" cerca di porsi in maniera equidistante dai poteri pubblici e privati.
    Il 7 maggio 1997 Mieli lascia la direzione del quotidiano lombardo, al suo posto va Ferruccio De Bortoli. Mieli diventa direttore editoriale del gruppo Rcs e dopo la scomparsa di Indro Montanelli si occupa della rubrica giornaliera "lettere al Corriere", dove dialoga con i lettori su temi prevalentemente storici. In virtù dei suoi studi e della sua passione per la materia, è infatti anche uno storico.
    Nel 2003 viene indicato dai presidenti di Camera e Senato come nuovo presidente della RAI. La sua nomina, però, durerà soltanto pochi giorni: Mieli rinuncia subito non sentendo attorno a lui, per motivi definiti "di ordine tecnico e politico", l'appoggio necessario alla sua linea editoriale.
    Dal 24 dicembre 2004 Paolo Mieli è tornato a dirigere il Corriere della Sera sostituendo Stefano Folli.
    È membro del comitato scientifico della Fondazione Italia USA.
    L'8 marzo del 2006, con un editoriale, ha dichiarato che il suo giornale avrebbe auspicato una vittoria elettorale dell'Unione e di Romano Prodi (e auspicato un rafforzamento di AN e UDC) alle successive elezioni politiche. Esso ha suscitato aspre polemiche non solo tra gli esponenti della Casa delle Libertà a causa dell'abbandono del cosiddetto "terzismo" da parte della testata. In realtà un famoso precedente di endorsement è quello di Indro Montanelli che, su Il Giornale, consigliò nel 1976 di "turarsi il naso" e votare Democrazia Cristiana (citazione di Gaetano Salvemini) contro il pericolo di una possibile affermazione del Partito Comunista di Enrico Berlinguer.
    Il 3 dicembre del 2008, con una telefonata, solleva il giornalista del Corriere della Sera, Carlo Vulpio, dall'incarico di seguire le indagini delle procure di Salerno e Catanzaro relative al caso De Magistris.
    Note


      ^ "I falsi profeti del Sessantotto" di Michele Brambilla
      ^ "Caso Calabresi" di Antonio Socci
      ^ "Via di qui. Cattivi magistrati e cattivi giornalisti" di Carlo Vulpio

    Altri progetti
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    Wikiquote contiene citazioni di o su Paolo Mieli
    Articolo su Wikinotizie: Il Corriere della Sera si schiera con l'Unione
    Collegamenti esterni
    Il Corriere della Sera
    L'editoriale dell'8 marzo 2006
    Tre ipotesi sulla morte dell'anarchico Pinelli Gruppo dei Lavoratori dello Spettacolo (1970)
    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Mieli"
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