Paolo Di Canio (42)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 9 Luglio 1968
  • Professione: Calciatore
  • Luogo di nascita: Roma (RM)
  • Nazione: Italia
  • Paolo Di Canio in Rete:

  • Wikipedia: Paolo Di Canio su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Paolo Di Canio (Roma, 9 luglio 1968) è un ex calciatore italiano.

    Carriera
    Le origini
    Paolo Di Canio nasce a Roma il 9 luglio 1968. Trascorre l'infanzia nel quartiere romano del Quarticciolo, e inizia a giocare a calcio nelle giovanili della Lazio.
    Cresce nelle giovanili dei biancocelesti e dopo una stagione in prestito alla Ternana in C2 con Facco come allenatore, dove rischia anche la carriera a causa di un grave infortunio, esordisce in Serie A con la maglia della Lazio, allenata da Giuseppe Materazzi, il 9 ottobre 1988 in un Cesena-Lazio 0-0.
    Il giovane Di Canio verrà ricordato come una bandiera, dai tifosi laziali, per aver segnato un gol agli eterni rivali della Roma nel 1989, ed essere corso sotto la curva giallorossa imitando Giorgio Chinaglia, al primo derby dopo tre anni di assenza della Lazio dalla massima serie.
    Nella sua prima stagione con la maglia biancoceleste si mette in evidenza ai grandi club come uno dei giovani più promettenti. Tuttavia non esordì mai in Nazionale.
    Esperienze importanti
    Si trasferisce alla Juventus nel 1990, ceduto dall'allora presidente della Lazio Gianmarco Calleri, suscitando le ire dei tifosi laziali.
    I tre anni successivi nella Juventus con Gigi Maifredi e Giovanni Trapattoni in panchina non sono esaltanti per Di Canio a causa dei suoi brutti rapporti soprattutto con il Trap, così chiede di esser ceduto almeno in prestito per un anno.
    La mezzapunta del Quarticciolo va a giocare a Napoli con Marcello Lippi in panchina, dove disputerà un'ottima stagione coronata da un gol spettacolare, dribblando a ripetizione tre difensori avversari, contro ilMilan Campione d'Italia.
    Nel novembre 1994, dopo un breve ritorno fuori-rosa alla Juventus, Paolo Di Canio passa al Milan dove vince il suo primo scudetto nel 1995-96 (questo non è però il suo primo trofeo: aveva già vinto la Coppa Uefa 1992-93 con la Juventus). Un pesante litigio con l'allora allenatore dei rossoneri, Fabio Capello, durante la tournée in Oriente del Milan, lo porterà alle svariate esperienze britanniche.
    Campionato inglese
    La convivenza con Fabio Capello è però impossibile e così decide di emigrare all'estero, precisamente a Glasgow, in Scozia.
    Gioca una stagione strepitosa con il Celtic, dove viene votato giocatore dell'anno; i successi personali non corrispondono però con quelli della squadra, dato che il Celtic avrà risultati peggiori dell'altra squadra locale, il Rangers. Dopo un anno in Scozia si sposta in Inghilterra militando per un anno e mezzo con lo Sheffield Wednesday, con prestazioni in chiaro-scuro perché, se nel primo anno segna 12 gol, nel secondo viene squalificato per undici giornate a causa di una spinta all'arbitro Paul Allcock.
    Nel dicembre 1998, Paolo Di Canio passa al West Ham United, dove in quattro anni e mezzo segna 48 gol e colleziona 118 presenze giocando con continuità anche grazie ai due allenatori di quel periodo, Harry Redknapp e Glenn Roeder, mettendo a segno contro il Wimbledon (26 marzo 2000) quello che è considerato uno dei dieci gol più belli degli ultimi dieci anni in Premier League. Nel corso della stagione 1999-2000 vince col West Ham la Coppa Intertoto contro il Metz grazie alla quale porterà gli Hammers in Coppa Uefa, venendo nominato miglior giocatore della Premier League.
    Quella è fra l'altro la miglior stagione di Di Canio col West Ham dato che realizza 16 gol.
    Ma uno degli episodi più famosi della carriera di Di Canio si consuma il 18 dicembre 2000 durante la partita Everton - West Ham. Il portiere dei padroni di casa, Paul Gerrard, si avventura in un'uscita al limite dell'area ma le sue ginocchia cedono e cade su sé stesso. La palla schizza verso l'ala destra dove Trevor Sinclair mette al centro un cross per Di Canio che poteva indisturbato insaccare il gol decisivo (la situazione era infatti sull'1-1). Di Canio, invece, afferra la palla con le mani fermando il gioco. Appena la folla capì quello che era successo, il Goodison Park esplose in una standing ovation e Di Canio ricevette il premio Fair Play dell'anno unito ad una lettera ufficiale di encomio della FIFA, firmata da Joseph Blatter.
    Il giocatore romano viene lasciato libero al termine della stagione 2002-2003 in seguito alla retrocessione del West Ham. Decide di rimanere a Londra per giocare la sua ultima stagione anglosassone nel Charlton: 31 incontri in Premier e 4 reti. Alla conclusione della stagione 2003-2004 Paolo lascia la Gran Bretagna, dove dal 1996 al 2004, tra campionato scozzese e Premier League, ha collezionato 227 presenze e realizzato 90 reti.
    Ritorno alla Lazio
    Nonostante serbi ancora una certa avversione per il calcio italiano, decide di tornare alla Lazio per la stagione 2004-2005 rinunciando a tre quarti del suo stipendio. Di Canio, voluto fortemente dalla tifoseria, gioca una prima parte di stagione con Mister Mimmo Caso in panchina, segnando quattro gol.
    Mimmo Caso viene poi esonerato, a causa della infelice posizione in classifica della Lazio e dei suoi problemi con Di Canio (il quale qualche anno più tardi racconterà di aver aggredito fisicamente il tecnico), venendo sostituito da Giuseppe Papadopulo con il quale la Lazio batte la Roma 3 a 1 nel derby il 6 gennaio 2005. Dopo aver realizzato il goal con cui la Lazio passa in vantaggio (1-0) contro i "cugini", Di Canio va nuovamente ad esultare sotto la Curva Sud come 15 anni prima. Alla fine di quella partita Di Canio non nasconde le sue simpatie politiche di estrema destra salutando col braccio teso i tifosi in curva nord. Ripreso dalle telecamere, verrà squalificato grazie alla prova TV. Termina la stagione con uno score di 23 presenze e 6 gol.
    Nella stagione 2005-06 Di Canio, nonostante l'età avanzata gioca stabilmente nella prima Lazio di Delio Rossi, che si piazza in zona Uefa, salvo poi lasciare la società biancoceleste per attriti con il Presidente Claudio Lotito che non rinnova il contratto del giocatore. La cessione del fantasista è una delle cause della definitiva spaccatura tra la Curva Nord del tifo laziale e la dirigenza.
    La Cisco Roma
    Nel luglio 2006 Di Canio è passato alla Cisco Roma, militante in C2. Il calciatore vi ha militato fino al marzo 2008 quando, a fronte di una lunga serie d'infortuni, ha annunciato il proprio ritiro dall'attività agonistica. Durante una trasferta a Viterbo viene colpito con una bottiglia da un tifoso ospite.
    Controversie
    Da quando è rientrato a far parte del calcio italiano, Paolo Di Canio, politicamente schierato a destra , ha spesso fatto parlare di sé a causa della recidività nel salutare i tifosi laziali con il "saluto romano"; lo ha fatto in occasione del derby del 6 gennaio 2005 vinto dalla Lazio per 3-1. I commenti, pro e contro il giocatore, sono stati tanti generando una forte campagna mediatica anche all'estero, e attivando un primo campanello d'allarme presso la FIFA. Di Canio in questa occasione, ha voluto precisare di essere "un giocatore professionista e vorrei sottolineare che le mie esultanze non hanno nulla a che vedere con comportamenti politici di alcun tipo" Successivamente, non essendo squalificato per nessun turno in campionato, ha dato ulteriori spiegazioni sul suo gesto, puntualizzando che non avrebbe accettato di buon grado nessuna squalifica. Deferito alla disciplinare, nel marzo 2005 al giocatore come alla Lazio è stata comunque inferta una multa di € 10.000.
    Il saluto romano è stato poi effettuato verso la fine dell'anno 2005 in tre occasioni, nella partita contro il Siena, poi durante Livorno-Lazio dell'11 dicembre 2005, al momento della sostituzione. Una settimana dopo, il 17 dicembre 2005, sempre al momento di uscire dal campo, in occasione della partita casalinga contro la Juventus, Di Canio ha riproposto alla curva lo stesso saluto, e per questo ha subito una giornata di squalifica e una multa di € 10.000, mentre un'altra ammenda di pari importo è stata comminata alla società per responsabilità oggettiva. Questi episodi ravvicinati hanno suscitato accese polemiche anche a livello internazionale. Il segretario della FIFA Joseph Blatter ha anche minacciato dure sanzioni contro il giocatore.
    Paolo Di Canio ha mostrato però di non temere le conseguenze del suo perseverare, dichiarandosi disposto ad essere messo sotto inchiesta ogni domenica per ogni saluto Durante il succedersi di questi episodi si sono schierati dalla sua parte il premier Silvio Berlusconi (che lo ha definito "Un ragazzo per bene, non è fascista. Lo fa solo per i tifosi, non per cattiveria. Un bravo ragazzo, ma un po' esibizionista" ) ed Alessandra Mussolini benché Paolo Di Canio abbia voluto prendere le distanze anche da essi, riaffermando la sua apoliticità, per lo meno in relazione al saluto romano: "il mio non e' un gesto politico. Ribadisco che non voglio offendere nessuno, perché io non sono mai contro, ma a favore…Ora ci saranno altre partite, ma torneranno a strumentalizzare tutto solo quando ci sara' il ritorno di Lazio-Livorno e le elezioni saranno ancora piu' vicine" Di Canio ha poi specificato cosa è per lui il saluto romano: non una istigazione alla violenza, non una apologia del fascismo, ma un semplice gesto di appartenenza che lo avvicina alla curva. E facendo leva su queste distinzioni, ha presentato ricorso contro la decisione del Giudice Sportivo Salvo poi smentire parte di quelle dichiarazioni in cui avrebbe dichiarato di essere "fascista sì, ma razzista no".
    Palmarès
    Club

    Competizioni nazionali


    Campionato italiano: 1

    Milan: 1995/1996

    Competizioni internazionali


    Coppa UEFA: 1

    Juventus: 1992/1993

    Supercoppa UEFA: 1

    Milan: 1994

    Coppa Intertoto: 1

    West Ham: 1999

    Individuale
    Giocatore dell'anno della SPFA: 1

    1997

    Premio Fair Play: 1

    1999/2000

    Hammer of the Year (non ufficiale): 1

    2000

    Curiosità
    Nel settembre 1999 Paolo Di Canio ha realizzato un cortometraggio come attore dal titolo Strade Parallele. Il cortometraggio, girato in quattro settimane, è stato realizzato dal regista Luca Borri.
    Citazioni
    Note

      ^ Di Canio P.-Esposito E., "Il ritorno. Un anno vissuto pericolosamente", Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005.
      ^ Intervista rilasciata il 29 marzo 2005 al programma Le iene
      ^ Articolo su www.gazzetta.it
      ^ Articolo su www.repubblica.it
      ^ Articolo su www.tgcom.it
      ^
      ^ Articolo su www.gazzetta.it
      ^ Articolo su www.tgcom.it
      ^
      ^ Articolo su www.corriere.it
      ^ Articolo di TGcom riportato in news.lazio.net
      ^ Articolo su www.repubblica.it

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