Oscar Wilde (1854-1900)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Oscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde
  • Scomparso nel: 1900
  • Data di nascita: 16 Ottobre 1854
  • Professione: Scrittore
  • Luogo di nascita: Dublino
  • Nazione: Irlanda
  • Oscar Wilde in Rete:

  • Wikipedia: Oscar Wilde su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Oscar Wilde nel 1889
    Oscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900) è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese. Scrittore impudente dalle parole semplici, ma espresse nell'intento di suscitare una riflessione nel suo lettore, prediligeva la scrittura aforistica con l'espressione dei paradossi, al punto da essere citato ad esempio nei moderni dizionari
    Condannato a due anni di prigionia, anche se viene considerato come un capro espiatorio per aver smosso l'Inghilterra del suo tempo, per essere andato contro le regole imposte dalla sua stessa classe sociale. Riuscì ad imporsi nella sua epoca non fornendo principi in cui credere ma nel mostrare la sua personalità, indivisibile dalle sue opere. Su di lui sono stati scritti centinaia di libri, e le sue opere sono considerate come capolavori del teatro dell'800.

    Biografia
    Origini e rapporto con i genitori
    Oscar Wilde in una foto di Napoleon Sarony
    Oscar era figlio di due personaggi particolari: il padre, Sir William era un celebre oftalmologo irlandese, ricordato sia per aver fondato un ospedale a Dublino (il St Mark) che per l'aver pubblicato diversi trattati medici ritenuti validi per molto tempo. Fra i suoi pazienti potè annoverare il re Oscar I di Svezia, a partire dal 1863, e la regina Vittoria, di cui divenne oculista personale. Scrisse anche libri sull'archeologia e di folklore, ma a causa della passione per le donne sciupò la sua fama per un’accusa di stupro ai danni di una ragazza diciannovenne, Mary Travers. Il processo che ne seguì sembrò annunciare quello che in seguito subirà Oscar e si risolse in una condanna al risarcimento dei danni, la cui somma pattuita ammontò a 2000 sterline. A quell'epoca Oscar aveva otto anni.
    La madre, Jane Francesca Elgee, di presunte origini italiane, nata il 27 dicembre 1821 era una poetessa d’ispirazione byroniana conosciuta sotto il nome di “Speranza”, pseudonimo che derivava dal suo motto “Fidanza, speranza, costanza”.La donna aveva un carattere ribelle che mise al servizio della causa dell’irredentismo irlandese, mentre la sua passione per il dialogo la condusse alla fondazione di un salotto letterario a Dublino ed in seguito anche di uno a Londra.Anche lei come il marito dovette subire un processo, ma la sentenza fu assai mite. Era un’abile conversatrice e i suoi ricevimenti erano avvenimenti importanti nella società dublinese.
    Oscar Wilde aveva poco in comune col padre ma molto con la madre, cui somigliava sia nell’aspetto che nella voce, nelle eccentricità e nella passione per la letteratura. Dalla madre aveva ereditato l'abitudine a nascondere la sua vera età, come durante il processo all’Old Bailey, durante il quale affermò di avere trentanove anni quando invece ne aveva quaranta. La pubblica accusa in quell'occasione si accanì su tale contraddizione esibendo come prova un certificato di nascita e sostenendo l’inattendibilità della sua deposizione. In occasione dei compleanni Oscar era solito scherzare e vestirsi in gramaglie, affermando di sentirsi in lutto per la morte di un altro dei suoi anni.
    Sembrava avere in comune col padre anche l’abilità oratorie, e l’indifferenza alle cose che lo circondavano. Nel caso del processo subito, su cui il padre scrisse in seguito un libro (il Lough Corrib), Oscar commentò l'accaduto vantandosi di aver ereditato un nome importante.
    Charles Robert Maturin, famoso per aver scritto un romanzo dal titolo “Melmoth the Wanderer”, era prozio materno. Uscito di prigione Oscar adotterà il nome del protagonista del romanzo, Sebastian Melmoth. Al momento della nascita di Wilde suo padre aveva 39 anni e sua madre 28, ma sua madre sperava di avere una figlia, in seguito espresse più volte il desiderio di vedere suo figlio percorrere una carriera da parlamentare.
    Il nome
    La coppia ebbe tre figli: il maggiore, William Robert Kingsbury Wills Wilde (nato il 26 settembre 1852), il secondogenito, il cui nome completo era Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde e la minore, Isola Francesca Emily Wilde (nata il 2 aprile 1857). La madre era precisa, teneva molto ai dettagli, il nome di Oscar (Costanza lo chiamava Oscár), infatti, era un mosaico di riferimenti:
    Oscar e Fingal derivano da leggende irlandesi;
    Kingsbury, in omaggio alla famiglia della madre;
    O'Flahertie dalla vecchia parentela del padre, da parte di madre.
    A causa del suo nome, Oscar cambiò spesso la sua firma e il modo con cui si faceva chiamare; all'università, ad esempio, scelse il nome di Wills Wilde. Più volte partecipò alla discussione in cui si difese da un'accusa da parte degli inglesi che affermavano che il cognome "Mac" fosse più importante di quello di "O'". In tale occasione, Oscar affermò che tra le famiglie di nobili origini avevano dimenticato di annoverare gli "O Wilde".
    Nel corso della vita utilizzò anche altre firme:
    O.FO.F.W.W., in occasione delle collaborazioni alla rivista Kottabos, (negli anni del College);
    C.3.3., firma inventata durante la prigionia;
    Sant'Oscar di Oxford, elaborata poco prima della morte.
    Non gradiva se qualcuno gli faceva notare che il suo nome in realtà era solo Oscar Wilde, o, peggio ancora, solo Oscar. In seguito venne chiamato anche "Grey Crow" (corvo grigio).
    L'infanzia
    Statua di Oscar Wilde Dublino Merrion Square (Archbishop Ryan Park)
    Quando nacque Oscar i genitori risiedevano in un luogo modesto, al civico 21 di Westland Row. Loro intento era nascondere la loro condizione di momentanea indigenza ed in effetti poco dopo effettuarono un cambio di residenza trasferendosi nella ricca Merrion Square e desiderando che si sapesse che il loro figlio era nato in un luogo importante. Oscar fu battezzato il 26 aprile 1855. La madre chiese al Sir William Hamilton, ricevendo un rifiuto, di fargli da padrino. Del suo battesimo, forse fonte di ispirazione dell'opera "The Importance of Being Earnest", e dei suoi primi anni di incontro con la fede cattolica, lo stesso Oscar ammetterà in seguito di non avere alcun ricordo.
    Poche sono le notizie certe dei suoi primi anni di vita: una volta giocando con suo fratello si ruppe un braccio, un'altra volta fuggì di casa ed è noto anche che gli piacesse pescare. Fra le amicizie di gioventù si annovera quella con Edward Carson, che Oscar conobbe d'estate sulle spiagge di Dungarvan, e che divenne in seguito famoso per essere colui a cui si attribuisce la divisione del regno dell'Irlanda
    Un esempio del carattere di Wilde bambino lo ritroviamo nel seguente aneddoto: insieme al fratello era stato affidato ad una bambinaia. Durante la momentanea assenza di quest'ultima, i vestiti dei bambini, che erano davanti al camino per asciugarsi, presero fuoco. Di fronte a tale episodio Wilde applaudiva felice, mentre il fratello gridava spaventato. Dopo che la donna ebbe spento le fiamme, Oscar pianse perché l'interessante spettacolo era finito.
    Studi
    Iscrizioni che ricordano la casa dove ha soggiornato lo scrittore Oscar Wilde a Dublino tra il 1855 e il 1878
    Oscar Wilde fu educato nelle mura domestiche fino a nove anni; dal 1864 al 1871 studiò alla Portora Royal School a Enniskillen (contea di Fermanagh), seguendo le orme di suo fratello maggiore. Nel 1866 vinse un premio grazie al quale non dovette poi sostenere gli esami di quell'anno. Il 23 febbraio 1867,in seguito ad un'emorragia cerebrale, sua sorella Isola morì, all'età di 8 anni. In suo ricordo Oscar scrisse una poesia, "Requiescat". Si dimostrò un fratello dedito alla memoria della ragazza andando spesso a far visita alla sua tomba.
    Dal 1874 frequentò il Trinity College di Dublino dove, per i suoi studi sul greco, vinse la Berkeley Gold Medal, il premio più alto della scuola.Oscar si vantò a lungo dell'esame sui "Frammenti dei poeti comici greci di Meineke" che sostenne.
    Nel 1873 , grazie ad un esame sostenuto, conseguì una borsa di studio. Nei voti ottenuti, si distinse per composizione inglese e traduzione dal greco.
    Di quegli anni è l'aneddoto secondo cui un ragazzo lo derise mentre stava leggendo a voce alta una poesia; Oscar si arrabbiò arrivando al punto tale da sfidarlo.
    Wilde lesse l'annuncio del 17 marzo 1874 con il quale il college di Magdalen annunciava di aver bandito il concorso che assegnava due borse di studio per gli studi classici (il giornale parlava in totale di 4 Demyships e di 1 exhibition, ma le rimanenti assegnazioni riguardavano altre materie), della durata di 5 anni con assegnazione di un compenso pari a 95 sterline l'anno), e sostenne l'esame con successo il 23 giugno dello stesso anno.
    Stanco delle continue pressioni che gli facevano i club sportivi, si cimentò anche nel canottaggio e svogliatamente si mise ai remi per la "Eights Week", finendo in seguito con il lamentarsi di un'altra squadra, la "Varsity Eight". Partecipò a qualche piccola regata e saltuariamente si dilettò come pugile, anche se affermava di preferire il domino all'atletica e alle discipline sportive che si praticavano all'aperto. Per le sue affermazioni arrivava spesso al litigio con chi invece amava praticare lo sport: si racconta, infatti, che una volta lo gettarono nella polvere su una collina, e una volta rialzato commentò quanto fosse incantevole la vista da quel luogo..In seguito si ruppe il braccio partecipando ad un gioco senza importanza.
    In quegli anni vi era un processo che destava interesse nei giovani e soprattutto in Oscar. Quasi a presagire il futuro, affermava che avrebbe desiderato essere imputato in un processo.

    All'università


    Oscar Wilde studente
    Continuando gli studi si ritrovò al Magdalene College di Oxford. Gli anni di studio, grazie alla guida di due maestri come il professore e scrittore John Ruskin all'epoca 55enne e titolato con "Slade professor of Fine Art" e Walter Pater 35enne, docente nel Brasenose college, i cui testi hanno influenzato la vita di Oscar, anche se anni più tardi sminuì il suo valore come scrittore, arrivando forse a chiedersi in seguito alla sua morte se fosse mai stato vivo. In seguito ricorderà, lucidamente, l'esperienza a Oxford, insieme a quella del carcere, come le esperienze che più caratterizzarono e sconvolsero la sua esistenza, infatti gli anni trascorsi all'università di Oxford vennero in seguito paragonati dallo stesso autore ad un fiore rispetto al resto della sua vita.
    Per quanto riguarda gli alloggi ne ebbe diversi, il primo al Magdalen numero 1,2 Pair Right in Chaplain's e poi Ground Floor Right in Cloitets alla fine ebbe dimora in Kitchen Stairs, i Pair Left. A scuola aveva una particolare predisposizione alla lettura veloce, per scommessa lesse 3 volumi e in seguito dovette anche spiegarne dettagliatamente la trama, e solitamente in pochissimo tempo capiva qualunque intreccio di qualunque romanzo.
    All'università riuscì ad eccellere nello studio dei classici, lo attirava a sè il mondo greco in particolare. L'espressione ellenica per la bellezza pervase Oscar, che permise al ragazzo di seguire la propria vocazione per l'estetismo che lo accompagnò per la vita. La sua opera preferita era l'Agamennone di Eschilo, favorito dalla pubblicazione di un'edizione commentata ad opera di un suo professore, (nel 1868) tanto che non mancherà anche in futuro occasione di citare parte dell'opera. In tale epoca iniziò a scrivere le sue prime poesie. Riuscì a mantenere la costanza dei voti degli anni passati, mostrando di non privilegiare i poeti latini, proprio come Mahaffy prima di lui.
    Oscar Wilde il 3 aprile 1876
    Grazie all'amicizia di Bodley Courtenay Oscar entrò nella Loggia di Apollo il 23 febbraio 1875 (la prima proposta da parte dell'amico fu venti giorni prima), il costume tipico di stampo massonico era composto da:
    Pantaloni alla zuava
    Marsina
    Cravatta bianca
    Calze di seta
    Scarpe di vernice
    Durante la cena accennò a quella che poi sarà la stesura della Salomè.
    L'abbigliamento di Oscar appariva in ogni caso sempre molto particolare, tanto che un giorno un cronista si interessò a lui chiedendogli della stranissima giacca che portava quel giorno, al che Wilde riferì che quella giacca, la quale sembrava cambiare colore a seconda della luce e il cui dorso ricordava per forma quello di un violoncello era stato eseguito successivamente ad un suo sogno. Appena sveglio Wilde ricordandosi quale vestito avesse sognato ne fece uno schizzo e lo portò da un sarto a cui chiese di crearla secondo tali indicazioni.
    Crogiolava nel vestirsi in quel modo e andava alla ricerca di complimenti; una volta in conversazione con Margaret Woods alludeva sottilmente al vestito che indossava in quell'occasione quando commentò di essere triste perché anche se amava la bellezza era condannato ad avere una schiena simile. La ragazza, scrittrice ammirata dallo stesso Wilde per "A village tregedy", gli rispose con freddezza suggerendogli di arruolarsi: in quell'ambiente la schiena verrebbe raddrizzata. Anche il suo alloggio appariva esagerato, pieno di cose inutili, di cui come egli stesso affermava poteva disfarsi di tutto tranne che di un vaso che contenesse almeno un giglio.
    I viaggi

    Wilde ai tempi del viaggio in Grecia, con costume del luogo
    Oscar decise di viaggiare per tutta l'Italia nell'estate del 1875 , in compagnia di William Goulding e dell'uomo di chiesa, il reverendo John Pentland Mahaffy, suo tutor in anni passati, famoso per il suo pensiero conservatore. che non sempre sposerà le idee di Wilde. Durante il viaggio ammirò i dipinti di Tiziano, fra cu l'Assunta e dopo un piccolo riposo a San Miniato (Firenze) dove, il 15 giugno, gli venne l'ispirazione per un'altra poesia, che verrà ripresa e modificata più volte in seguito.Continua a viaggiare e fa visita alle città di Bologna, Venezia, Padova e Verona, sarebbe dovuto andare anche a Roma, ma dato le sue spese eccessive dovette tornare all'università; in tale occasione scrisse "Rome Invisited", opera che piacque molto a Hunter Blair.
    Nell'agosto dello stesso anno conobbe il suo primo amore: Florence Balcombe, in quell'epoca Wilde aveva 20 anni mentre la ragazza 17, anche se si parlava di altri coinvolgimenti sentimentali precedenti: di una ragazza chiamata Fidelia e di un'infatuazione per una sua cugina, tale Eva.Di questi tempi anche la sua attrazione verso gli uomini, scriveva lettere "stranamente dolci" ai suoi amici e come scrisse André Raffalovich nel suo libro: Wilde soleva affermare che mentre altri provavano il piacere nell'atto lui provava estasi nell'ascolto delle storie degli omosessuali. Violet Troubridge, un'amica di Oscar, le fece vedere un suo lavoro, un pastello che aveva intitolato "Giorni sprecati", qui mostrava il doppio volto di un ragazzo attraverso il mutare dei giorni; Oscar allora prese da qui ispirazione per un sonetto, pubblicato inizialmente sul Kottabos nel 1877, per poi ripubblicarlo ma con una piccola modifica: il protagonista da uomo divenne una donna.
    Negli studi fece infuriare all'esame di teologia il sacerdote William Archibald Spooner già infastidito dal suo ritardo
    Il 1876 è l'anno in cui gli muore il padre, e in quegli anni riuscì a pubblicare (1876-1879) sette liriche e 13 poesie. L'anno successivo, nelle vacanze primaverili Oscar partì di nuovo in compagnia dei suoi vecchi amici a cui si aggiunse George Macmillan. Insieme andarono Genova e Torino, mentre Mahaffy il cui obiettivo finale era quello di dissuadere il ragazzo dalle idee cattoliche, cercando di persuaderlo nel suo intento di recarsi a Roma, era sordo alle richieste di Mahaffy, ma lo convinse con uno stratagemma: si finse convinto del rifiuto di Oscar affermando che non voleva un simile compagno nel viaggio, questo tolse ogni dubbio a Wilde che accettò il vecchio invito. Fecero sosta a Ravenna, che il caso volle in seguito essere sorteggiata come tema per il premio Newdigate: Oscar in quell'occasione decise di descrivere il suo ingresso nella città con cavallo e sole alto.
    Monumento alla memoria di Sir William Wilde e di sua moglie nel cimitero di Mount Jerome a Dublino.
    In seguito al lungo viaggio in Grecia dove capitarono alcune disavventure conclusesi positivamente,dopo essersi imbarcato per Napoli giunse infine a Roma, qui accolto da Hunter Blair, che continuava la sua lotta dell'anima di Wilde, portandolo dal Papa Pio IX, riuscì ad incontrarlo privatamente e appena lasciato le stanze papali, tutto felice, si mise subito al lavoro e nell'albergo scrisse un altro sonetto che inviò allo stesso Papa in copia. Blair stesso approfittò della situazione e inviò un'altra copia al direttore del "The Month", il titolo in lingua italiana fu Graffiti d'Italia. Nella capitale conobbe una ragazza che frequentò: Julia Constance Fletcher che veniva da una tormentata storia d'amore.La ragazza, scrittrice, dedicò a Wilde il personaggio chiamato "Claude Davenant" protagonista dei suoi libri, infatti molti atteggiamenti tipici di Wilde si riscontrano nel ragazzo, mentre Oscar in seguito le dedicò "Ravenna".
    Per via della lunga vacanza arriva in ritardo al college venendo sospeso dagli studi, gli vietarono la residenza per il periodo del trimestre rimasto e privato di tutti i benefici e se avesse ritardato la partecipazione anche a quello successivo avrebbero ritirato probabilmente la Demyship. Oscar rimase deluso e indignato a lungo per tale decisione, anche dopo anni dall'evento cercò ogni possibile cavillo a cui appellarsi senza trovarlo. Wilde decise di scrivere una lettera il 4 maggio per ottenere uno sconto sulla pena pecuniaria imposta per la sospensione ciò porterà alla decisione finale del 15 ottobre 1877 di non infliggerli ulteriore condanna.
    Wilde a quei tempi si sentiva povero, colpevolizzava tale stato dell'impossibilità di un suo matrimonio con Florence Balcombe come avrebbe voluto, anche se in realtà aveva sempre speso più di quello che guadagnava. Cercò quindi conforto e risorse economiche in sua madre, ma la donna facendogli i conti in tasca (aveva ricevuto in eredità dal padre alcune proprietà) rispose che era felice di sapere che suo figlio poteva vivere in tranquillità economica per anni.
    Tuttavia due volte dovette presenziare davanti al tribunale per pagare dei debiti: (16 e 30 novembre del 1877 ), due volte tanto vicine che Oscar stesso le confuse.
    Il 13 giugno 1877 morì Henry Wilson, suo fratellastro, Oscar si aspettava tanto dall'eredità ma rimase deluso, ebbe la somma di 100 sterline e la parte dell'abitazione di Illaunroe (i due erano comproprietari) ma solo a patto che per almeno 5 anni non diventasse cattolico.
    L'amicizia con Walter Pater

    In quel periodo scrisse per il Dublin University Magazine dove ebbe alcuni piccoli screzi con il direttore, Keningale Cook, e inviò una copia dell'articolo pubblicato a Pater a cui rispose volendolo conoscere. In seguito quando continuò lo scambio di missive con dei sonetti da lui scritti gli chiese se fosse possibile che si cimentasse nella prosa, compito ben più arduo a suo dire. Durante i primi incontri fra i due il comportamento di Oscar fece preoccupare il suo amico Bodley, in quanto Hardinge, suo conoscente, riceveva lettere con firme equivoche da parte di Pater e anche in seguito continuò a sospettare una possibile relazione amorosa fra i due.Gli atteggiamenti di Pater, che amava circondarsi di giovani ragazzi con aspetto femminei era noti al tempo.
    Di lui Oscar in seguito penserà che avesse paura della propaganda e che aveva vissuto troppo,che parlava sempre a bassa voce tanto che più che ascoltarlo bisognava origliarlo tutto ciò anche se lo chiamava nelle lettere a lui indirizzate come "grande maestro".
    L'Estetismo e il Socialismo per Wilde

    Wilde nel 1882
    La figura dell'esteta fu riconosciuto più volte dall'Oxford and Cambridge Undergraduate's Journals già dal 26 aprile del 1877, anche se il movimento in realtà era più antico, anche della parola "Estetica" che fu coniata in precedenza dal filosofo Baumgarten. Lo Stesso Wilde menzionò che già nei simposi di Platone era considerato Agatone esteta di quei tempi. Fra i suoi autori preferiti che rappresentavano il movimento vi era Théophile Gautier, ma Wilde approvava anche coloro che mostravano avversità alla corrente esteta, bastava che le critiche fossero condotte con intelligenza A quei tempi però la sua opera preferita era Aurora Leigh di Elizabeth Barrett Browning di cui parlava benissimo.
    In seguito si definì socialista, anche se intendeva con tale termine genericamente un odio verso ogni tirannia, andando avanti con il tempo associava sempre di più il termine "socialismo" con quello dell'esteta, definendo godimento, bellezza il socialismo.
    Oscar anni dopo, giunto negli USA, giudicò l'estetismo come una scienza, che studiava il bello e che si poteva trovarlo in ogni cosa, stesso la ricerca del bello costituiva il fondamento dell'esteta.
    Opere dell'estetismo sono The Critic as Artist e The Decay of Lying raccolte in Intenzioni oltre a The Picture Of Dorian Gray, la sua idea del socialismo la si legge in L' anima dell'uomo sotto il socialismo
    Wilde e la religione

    Wilde all'inizio s'avvicinò alla religione cattolica, come potrebbe testimoniare i muri della sua casa all'epoca: oltre a possedere una madonna di gesso, erano state appese foto di Pio IX e del cardinale Manning, In seguito, nell'aprile del 1878 Wilde si confessò con un reverendo molto abile con la parole di quel tempo, che alloggiava presso il Brompton Oratory di Londra, H. Sebastien Bowden, anche lui tentò di portarlo verso la fede cattolica, scrivendogli in seguito una lettera dove lo pregava di rispondergli venendolo a trovare, un giovedì come concordato il reverendo ricevette poi una visita, non Wilde ma in vice sua arrivò un pacco contenente dei gigli, il suo rifiuto. Alla fine affermò di non avere alcuna religione e di essere protestante irlandese.
    In seguito, preferendo sempre il cattolicesimo al protestantesimo, con la sua natura triplice, osservava al contempo cattolicesimo e paganesimo in un confronto quasi scientifico. Nei suoi scritti invece univa l’ascetismo platonico a quello cristiano. André Gide passò diverso tempo a contatto con Wilde osservando quanto egli fosse turbato dall'idea del miracolo descritto nel vangelo che andava contro la sua concezione di "miracolo" inteso come opera d'arte. Wilde cercava con ogni mezzo, nel mettere a confronto le due filosofie, di screditare quella religiosa, e ancora nota quanta importanza desse al fato.
    Alla fine della sua vita, quando non riusciva più a parlare, nessuno dei presenti comprese il volere di Wilde e il suo amico Robert Ross si fece carico della decisione di farlo convertire al Cattolicesimo.
    Opere di Wilde dove esprime il suo pensiero sulla religione sono Poems (uno dei suoi primi lavori) e uno dei suoi ultimi scritti Poesie in prosa.
    La fine dell'università

    Wilde in tenuta da college
    Ad Oxford, Wilde scandalizzò i professori con il suo atteggiamento irriverente nei confronti della religione, e venne deriso per il suo abbigliamento eccentrico. Attirarono l'attenzione in modo particolare la sua collezione di piume e i suoi pantaloni alla zuava di velluto.
    Il 31 marzo 1878 Wilde riuscì a consegnare la sua opera Ravenna. In quei giorni Wilde si ammalò probabilmente di sifilide, malattia forse contratta da una prostitutaUna poesia, forse la taedium vitae, fu utilizzata a scopi commerciali in quei tempi: infatti un libraio, approfittando della diceria, supponeva che quella poesia fosse indirizzata alla donna responsabile del contagio della sifilide.
    Nel giugno dello stesso anno Oscar si presentò per il "Final Schools", dove consegnò il compito mezz'ora prima dello scadere del tempo.
    La commissione l'11 giugno composta dall'oratore ufficiale, dal docente di poesia e altri tre membri della congregazione stabilì che il vincitore fu Oscar Wilde, prima di lui il premio fu affidato in tempi recenti al solo Sewell nel 1825. Nella lettera della madre dove affermava che il figlio avesse 22 anni, mentre risultava averne 23, si congratulava con lui.Wilde doveva leggere la poesia, consuetudine era a tal uopo l'assegnazione dell'aiuto di un docente (in tal caso venne scelto John Campbell Shairp, docente di poesia già membro della commissione) lui aveva il compito di fornire consigli e apporre migliorie alla poesia da citare, Oscar ascoltò tutti i suoi consigli con attenzione per poi non ascoltarne alcuno. La lettura avvenne il 26 giugno e L'Oxford and Cambridge Undergraduate's Journal per l'occasione rilasciò encomi per l'evento, commenti positivi che in seguito vennero ritirati.Ottenne, in seguito, un doppio "I" ("primo") davanti agli esaminatori del Final Schools, in tal sede si parlò di Aristotele e del suo ipotetico pensiero su Walt Whitman, sbalordendo i professori.
    A Neuville fu ospite di una famiglia, dove amava raccontare ai figli, fra cui Helena che chiamava invece chiamare "signorina Nelly" e altri due più piccoli storie palesemente assurde che cercava di far apparire reali.
    Aveva ancora l'esame di teologia da superare e a novembre tornò ad Oxford per superarlo il 22 del mese, e ricevuto il diploma di Bachelor of Arts partì alla volta di Londra. Riuscì dunque a vincere l'Oxford Newdigate Prize per la poesia Ravenna prestigioso riconoscimento studentesco già assegnato a letterati poi divenuti insigni tra cui gli stessi Ruskin e Matthew Arnold.
    A seguito di tale successo vennero scritte a caratteri d'oro le sue iniziali nell'albo della scuola, ma in seguito quando ci fu il processo e la condanna si decise di cancellarle, solo molto tempo dopo vennero nuovamente inserite.
    Dopo gli studi

    Alla ricerca di una borsa di studio


    Statua di Oscar Wilde e Eduard Vilde (1865-1933) in Tartu costruita nel 1999. L'opera è stata pensata, essendo i due artisti contemporanei, ad un loro possibile incontro
    L’esitazione che aveva nei confronti di Florence Balcombe portò la ragazza ad accettare la proposta di matrimonio di Bram Stoker, l’autore di Dracula. (il matrimonio avvenne il 4 dicembre 1878), Wilde non poteva offrirle molto e doveva aspettare com’era consuetudine all’epoca che fossero trascorsi due anni dall’insorgere della sifilide. Egli anche dopo anni continuava a corrispondere con una sua amica affermando che i suoi sentimenti non erano cambiati.
    Fece domanda al Trinity per ottenere una "fellowships" ma al momento del concorso, durante la prove scritta Oscar notò che le domande erano scritte in maniera discutibile, cosa che comunque non gli consentì di passare l'esame. Wilde continuò la ricerca di una borsa di studio, non volendo seguire il consiglio della madre di cercare una ereditiera cosa che invece suo fratello cercò di fare invano preferendo applicarsi per quella sull’archeologia come scritto ad una lettera a Archibald Henry Sayce, docente di Filologia comparata a Oxford.
    Grazie all’aiuto di Frank Benson riuscì a portare in scena come desiderava la rappresentazione teatrale dell’Agamennone dell’Eschilo il 3 giugno 1880 e affermò che in seguito sarebbe stato di grande aiuto per la rappresentazione, elargendo consigli e istruzioni, anche se tale versione non trova riscontro nei commenti di Benson
    Il 4 settembre 1879 Wilde scrisse mantenendo l'anonimato per l'Athenaeum, qui effettuò recensioni di una parte dell' Enciclopedia Britannica, nei pezzi scelti si notava la collaborazione di Richard Claverhouse Jebb con cui Wilde non concordava su molti punti
    Oscar continuava intanto a stupire la gente con le sue stravaganze: una volta l’attrice Louise Jopling lo incontrò con serpente attorcigliato al collo e sapeva rispondere a tono ad ogni offesa a lui rivolta, celebre quella volta quando si recò in teatro uno spettatore al vederlo si rivolse a lui in tono offensivo e Wilde rispose sereno «É incredibile come sia semplice farsi conoscere a Londra» Si compiaceva di essere noto affermando quanto fosse stato facile diventarlo

    La casa


    Una delle prime case dove abitò Oscar Wilde(Dublino tra il 1855 e il 1878). In seguito cambierà molte volte residenza e città, finendo a Londra prima vicino al Tamigi, poi a Chelsea
    Vendute le case di Bray e ricavandone 2.800 sterline e sperando nella fortuna avuta da Shakespeare riuscì a trovare agli inizi del 1879 una casa a Londra insieme al suo amico Frank Miles al numero 13 di Salisbury Street. L’abitazione era trasandata, vecchia, buia, mentre agli occhi di Oscar sembrava romantica e non perse tempo dandole anche un nome: Casa del Tamigi onorando il fiume che si osservava affacciandosi.
    L’edificio era composto da tre piani, ad Oscar toccò il secondo e ai suoi libri il primo, non perse tempo e decorò la sua parte di gigli, porcellane cinesi e pannelli bianchi. Fra le altre cose si poteva ammirare statuette di Tanagra, tappeti greci, un dipinto di Edward Poynter che ritraeva Lillie Langtry e mobili costosi.In seguito si trasferì a Tite street a Chelsea, ma non finì ancora di cambiare residenza per via dei litigi con il suo coinquilino.

    L'incontro con Lillie Langtry


    Louise Jane Goode Romer Jopling Rowe ( 1843 – 1933) pittrice, assidua frequentatrice di Wilde e Langtry che invitava ai suoi ricevimenti
    La prima volta che Oscar vide Lillie Langtry fu in occasione di un ricevimento in onore di Lady Sebright, a detta di tutti i presenti la sua nobiltà e bellezza la fecero notare più di ogni altra ragazza presente
    Ogni personalità presente si interessò a lei, chi le chiese di posare per un quadro e chi per una statua, se negava tale piacere le cantavano una serenata e lo stesso fece Wilde pensando di averla infastidita e chiedendo in tal modo scusa. molti la paragonarono a Elena di Troia, o Cleopatra
    Wilde appassionato tanto da quella ragazza da avere anche molte suo foto a casa, conobbe quella che definì come «la più bella donna d’Europa»dopo una sua partecipazione in un teatro. Alla Wilde ragazza apparve come un ragazzo dagli occhi grandi, con un viso semplice, con cui entrò subito in confidenza
    Wilde e il suo compagno di appartamento Miles volevano immortalarla come più potevano grazie alle loro abilità con la matita e con la penna, e tradendo un suo famoso detto dove affermava che non bisognerebbe mai pronunciare il nome di una donna, alla pari del nome segreto di Roma finì con il nominarlo così spesso da far credere a tutti che i due fossero amanti.
    Oscar le dava dei consigli su come vestire che lei non sempre seguiva la ragazza coinvolse Wilde e Miles nella sua posizione economica non florida chiedendo anche consiglio su quale attività poter intraprendere, ma i consigli furono scartati.
    Nel 1880 ci fu l’incontro con l’attrice Helena Modjeska che si lamentava di questo Oscar Wilde che in realtà non aveva fatto nulla se non parlare, secca la riposta di Wilde: «Parlare è di per sé, una sorta di azione spiritualizzata» Riuscì quindi ad incuriosirla, tanto che accettò l’invito e l'incontrò, come sperato da Wilde, da Langtry e Louise Jopling, e in quell’occasione Wilde non mancò di offrire a tutte un giglio dell’Annunciazione. Madame riscontrò in Wilde la capacità di farle da guida ma senza mai corteggiarla: un perfetto accompagnatore.

    L'incontro con Sarah Bernhardt


    Sarah Bernhardt (1844-1923) foto di Napoleon Sarony, l'attrice che Oscar Wilde ha sempre voluto che recitasse in un suo dramma
    Un altro incontro importante nella vita del ragazzo irlandese fu quello con l'attrice Sarah Bernhardt, che riuscì ad impressionare già al suo primo incontro. In quell’occasione gli fece compagnia l’attore Forbes-Robert Norman: lui gli offrì una semplice gardenia, Oscar un tappeto di fiori Il ragazzo irlandese aveva quasi paura di lei, del suo rapporto con i soldi che buttava senza ritegno, e di come appariva come una «pallida fiamma» in occasione del tè Wilde desiderò di poterla avere come protagonista in uno dei suoi drammi, ritenendola perfetta per interpretare il ruolo della regina Elisabetta

    L'incontro con James McNeill Whistler


    Il 5 maggio 1880 Wilde recensì una mostra di James McNeill Whistler, famoso pittore dell'epoca, e nell'occasione fu pieno di complimenti per la sua “ragazza d’oro” Da li iniziò una conoscenza fra i due fatta di incontri e scontri, a proposito di questo loro rapporto scriverà poi Ellen Terry, che considerava entrambi gli uomini più illustri dell’epoca per la loro audacia e per altre capacità che neanche riusciva a descrivere degnamente.
    Oscar non perdeva occasione per migliorare le frasi di Whistler facendole proprie, William Schwenck Gilbert con l'aiuto delle abilità pittoriche di George du Maurier pubblicò su Punch diverse caricature di Oscar, giocando sul termine "Wilde-wild" (in inglese wild significa selvaggio) sui gigli e sulla sua capigliatura. Un giorno mentre Oscar chiacchierava con Maurier si avvicinò Whistler, chiedendo chi dei due avesse inventato l’altro, la risposta che avrebbe voluto dare Maurier, arrivò in seguito grazie a Wilde nel Trilby, dove scrisse che insieme avevano in realtà inventato lui.
    Celebre lo scambio di battute con Gilbert intercorso una sera al Haymarket Theatre
    James McNeill Whistler (10 luglio 1834 – 17 luglio 1903) Autoritratto del 1872, uno degli amici-nemici di Wilde
    In seguito il loro dialogo divenne sempre più aspro, un duello all’ultima battuta, dove Whistler - abituato a graffiare, ferire e anche uccidere- riportava facile vittoria su Oscar che parlava per sedurre.
    Fra i tanti dialoghi, una volta commentavano un articolo uscito sul Punch dove venivano presi in giro pensando che i due parlassero di talune attrici al che Wilde gli scrisse che era ridicolo perché nei loro incontri i due parlavano solo di loro, ma Whistler ribatté affermando che non era vero: negli incontri si parlava solo di lui, infine la battuta finale di Wilde fu «parlavamo di te ma io pensavo a me stesso».
    In un suo storico congresso, anche perché uno dei pochi nella sua vita, che prese poi il nome di Mr “Whistler’s Ten O’Clock”, si divertì a prenderlo in giro in tutti modi, dalle sue proposte per l’abbigliamento al movimento dell’estetismo. Wilde ribatté definendolo, fra le altre cose un capobanda ungherese. Dopo diverso tempo Wilde aiutò Whistler.

    Prime opere e viaggi


    Dopo aver passato un po' di tempo con la madre Wilde trovò nuova residenza al terzo piano di Charles Street che si trovava vicino a Grosvenor Square. Dalla metà degli anni Ottanta divenne collaboratore fisso per il Pall Mall Gazette gestendo in anonimo una rubrica dal titolo The Poet's Corner, il suo compito consisteva nell'effettuare recensioni di libri di poesie appena usciti.
    Conquistò la società conformista del tempo vittoriano con le sue stravaganze, i suoi eccessi, i suoi scandali. Il 7 maggio del 1879 Willie e sua madre raggiunsero Oscar a Londra, finendo dopo vari cambi di residenza ad abitare al 146 di Oakley Street (Chelsea), qui Lady Wilde aprì un salotto londinese dove i suoi figli attraevano il pubblico, diventò famoso al punto di attirare l’attenzione del principe del Galles dove disse «Non conosco il signor Wilde, e non conoscere il signor Wilde significa non essere conosciuti».
    scena tratta dal cartone di Keller da "the Wasp of San Francisco depicting Oscar Wilde", in occasione della sua visita nel 1882
    Viaggiò insieme al suo amico Rennell Rodd nel 1879 in Belgio dove incontrando il poeta olandese Jacques Perk 1858 – 1881, lo definì poeta nel cuore in una delle sue poesie.Due anni dopo sempre con lui visitò la Loira.
    Nel 1881 in occasione della pubblicazione del volume intitolato Poems ("Poesie") comprese che era diventato un personaggio scomodo: all’Oxford Union, dove una copia dell'opera fu inviata dallo stesso Wilde sperando in una ammissione alla prestigiosa biblioteca venne recensita da Oliver Elton e Henry Newbolt dove parlavano di immoralità, inconsistenza e affermando che l’opera fosse colma di plagi di autori più importanti. In seguito si espresse l’Oxford and Cambridge Undergraduate’s Journal affermando che non era ostilità all’opera ma all’autore. Il concetto stesso di immoralità lo perseguitava, il padre di Frank Miles, suo coinquilino, non vedeva bene tale convivenza e ingiunse al figlio di percorrere una strada differente, ciò porto alla rottura dei rapporti con Wilde che abbandonò la casa
    Divenne presto popolare per la sua lingua sferzante, per i suoi modi stravaganti e per la versatile intelligenza. La notorietà dello scrittore irlandese si accrebbe per merito del giornale umoristico “Punch”, che pubblicò numerose caricature del rappresentante di questa nuova moda dell’ estetismo, a tal punto che, nel 1881, il librettista William Schwenck Gilbert e il musicista Arthur Seymour Sullivan composero un’operetta dal titolo Patience, in cui facevano la parodia degli esteti.
    Oscar Wilde negli Stati Uniti d'America
    Un impresario teatrale, Richard D'Oyly Carte, propose a Wilde un giro di conferenze negli Stati Uniti, con l’intenzione di mostrare da vicino al pubblico americano uno degli esteti che l’opera prendeva in giro. Dispiaciuto di non poter assistere alla prima di Vera in quanto la rappresentazione venne posticipata a data di destinarsi per la spiacevole coincidenza di un attentato proprio nel regno della Russia, Wilde senza altri indugi si preparò per la partenza, con un nuovo vestito con colbacco e pelliccia, che fece infuriare Whistler.
    Partito il 24 dicembre 1881 e attraversato l'oceano, con la nave Arizona, attraccò a New York il 2 gennaio 1882. Egli non fece in tempo a sbarcare che subito i giornalisti gli rivolsero mille domande, trovando la risposta che cercavano in uno dei passeggeri: infatti Wilde durante il viaggio ammise di essere rimasto deluso dall’Atlantico, saputo questo, il giorno dopo tale notizia fece il giro del mondo.
    Walt Whitman 1887 in New York, da George C. Cox. Oscar ebbe un doppio II alle Final Schools, quando parlo di Aristotele e di Whitman. Negli USA avrà l'onore di incontrarlo.
    Iniziò dunque la sua tournée di conferenze, che durò fino al 27 dicembre 1882, in America fu considerato una curiosità, veniva studiato da testa a piedi da chi lo intervistava.. Anche nel nuovo continente non mancarono personaggi ostili a cui Wilde contribuì nel fomentare le accuse rivoltegli, come quando rispose Edmund Gosse che, dopo avergli chiesto, al primo incontro, se l’avesse deluso, lui affermò che i letterati non deludono, ma le loro opere sì. mentre il direttore di Atlantic City Thomas Bailey Aldrich evitò l’incontro con ogni mezzo. Le sue conferenze divertirono gli americani, i quali si appassionarono alle arguzie ed alle bizzarrie del personaggio, ridevano alle sue battute, e, ancor più fragorosamente, della serietà con cui considerava la propria missione. Durante il periodo americano Wilde rilasciò interviste, proclamò il suo credo artistico ancora abbozzato, e visitò alcune glorie americane tra cui Walt Whitman, che lo volle incontrare e per l’occasione gli inviò una letterafelice di poter incontrare una persona che ammirava, parlò a lungo, anche in segreto e che in seguito non nascose di essere stato baciato da lui., il generale Ulysses Simpson Grant, Louisa Alcott, Henry Wadsworth Longfellow, a cui proferì solo complimenti anche se in seguito ritirò tutto affermando che può piacere solo a chi non conosce nulla di poesia.con il rammarico della mancata visita a Ralph Waldo Emerson, scomparso proprio nel 1882.
    Durante il tour americano decise di farsi scattare molte foto da Napoleon Sarony, per un totale di 27 foto.
    Trovò un rivale ostinato in Archibald Forbes, un altro personaggio ben voluto dallo stesso Carte che proprio in quel periodo costui, un giornalista proveniente dalla Scozia girava gli USA per fare conferenze a Baltimora. Osteggiò in tutti i modi Oscar, offendendolo nel suo modo di vestire, insinuando che prendesse dei soldi a serata. Incontrando, in verità, poco dopo visi amici irlandesi che gli offrirono 2.000 sterline, ma rifiutò cordialmente il dono offertogli.
    Un altro attacco dell'epoca questa volta Wilde lo ricevette dal suo vecchio amico Bodley, in un articolo apparso sul New York Times del 21 gennaio 1882, anche se l'articolo non fu firmato.
    Foto che ritrae Oscar Wilde a New York
    Appena giunto a Washington Henry James non gli diede importanza, cosa che fece invece la figlia del giudice Edward G. Loring trovandolo molto più divertente dello stesso JamesQuando andò a trovarlo nell’albergo Wilde parlò della sua visione del mondo, della non importanza dei luoghi in cui si trovasse, come se la casa la portasse con se, cosa che offese non poco James che un attimo prima aveva detto che gli mancava Londra. James si scriveva in continuazione con la moglie di Henry Adams che mal vedeva Wilde, ma Wilde nella sua innocenza non sospettava affatto del suo rancore e nel corso del suo viaggio ringraziò più volte James come nell’occasione della conoscenza con Daisy Miller a Luoisville.

    A Boston e Rochester


    Nella Music Hall di Boston la sera del 31 gennaio si presentarono, oltre a Julia Ward Howe, 60 ragazzi, tutti studenti di Harvard che, per l’occasione, si erano tinti alcune ciocche di capelli di bianco, ognuno di loro recava un girasole, Oscar allora si vestì in maniera del tutto normale.
    Molto diversamente andò a Rochester, il 7 febbraio, dove gli studenti decisero di far confusione in ogni modo, tanto che dovette intervenire la polizia e la conferenza fu sospesa prima che finisse.Al “sesso incerto” di Wilde, come affermava la moglie Henry Adams, si aggiunse il portatore di “oscenità” della direttrice del "Women’s Journal" Thomas Wentworth Higginson, ma a tutto ciò Wilde non badava, proclamandosi «indistruttibile». Dal 13 maggio, dopo aver meditato sui prossimi ipotetici viaggi, fu la volta del Canada in cui rimase a lungo, tornando infine a New York il 14 ottobre,

    Dal Niagara alle truffe


    I viaggi di Oscar continuarono, di fronte al Niagara affermò che tale spettacolo sarebbe sopravvissuto a ogni critica, ma alla fine era solo acqua che cadeva. Dopo l'incontro con gli irlandesi, decise di parlare anche della «Niobe delle nazioni», dove sperava in un ritorno dell'indipendenza.Si ricordò sempre di sua madre di cui mostrò una foto durante le conferenze, anche se evitò di parlarne più del dovuto, in occasione della commemorazione di tanti scrittori irlandesi, in quanto la critica, secondo il suo parere, non poteva affrontare l’amore.
    Lillie Langtry, uno degli amori di Oscar Wilde
    Oscar Wilde fu anche vittima di alcune situazioni incresciose estranee al suo modo di pensare: a Moncton, per un errore del suo agente, rischiò la prigione mentre a New York fu vittima di una truffa perfettamente organizzata da un noto truffatore del posto

    Il ritorno in Europa


    Degli ultimi tempi celebre è un episodio in cui inciampò in un manichino e iniziò a scusarsi con esso scambiandolo per una persona viva, glielo fecero notare ma lui non si scompose affatto: continuo a dialogare su San Francisco e altro riuscendo a fingere completamente il dialogo e le sue riposte.
    L'immagine proviene dal libro "Oscar Wilde, Volume 1, "His Life and Confessions" di Frank Harris, 1916, New York
    Non mancò di far compagnia ad un gruppo di minatori, dove in un casinò lesse «Si prega di non sparare al pianista; fa del suo meglio», frase che colpì molto l’immaginario di Wilde, in quanto si parlava di “pena di morte”. Qui riuscì a far appassionare di cultura persone che non sapevano nulla di letteratura, ad esempio quando gli lesse di Benvenuto Cellini gli chiesero perché non l’avesse portato con se e quando cercò di far capire che non poteva perché era morto da tempo la risposta fu «chi gli ha sparato>?> Di questa impresa si vantò con il suo amico Whistler, dove in una lettera scrisse:
    .
    In tutto le conferenze fruttarono 18.215,69 dollari, di cui 7.005,06 erano spese sostenute nei viaggi, dei soldi rimasti a Wilde toccarono la metà. Dopo aver terminato tutta la serie di conferenze non tornò immediatamente a casa, rimanendo nel paese per altri due mesi e mezzo. In questi tempi cambiò innumerevoli volte abitazione, dal Fifth Avenue Hotel al Brunswick al 48 dell’11^ strada Ovest a Greenwich Villane, sorprendendo sua madre per il denaro che le inviò e della sua pausa dai viaggi. dato che era certa una sua partenza per l'Australia.
    Il vero motivo del suo tentennamento, di cui evitò di parlarne con la madre per evitare allarmismi inutili era un attacco di malaria Lillie Langtry arrivò negli USA dopo poco e Wilde fu felice di accoglierla e di farla immortalare dal fotografo Sarony. Vide la Langtry esibirsi al Wallack’s Theatre il 6 novembre in un'opera di Tom Taylor, Wilde in una recensione fu prodigo di complimenti anche per il teatro, ben sapendo che Steele Mackaye era stato artefice di numerosi accorgimenti, come le sedie pieghevoli, sperando in un suo coinvolgimento. Costui aveva molto in comune con Wilde, perché aveva portato un'aria innovativa nel teatro, ma non in scena, anche se scriveva con poco successo, bensì dietro le quinte con le sue invenzioni teatrali. Mackaye voleva mettere in scena le due opere di Wilde: Vera e la duchessa di Padova che stava scrivendo, il che, a parer suo, li avrebbe resi immortali e credeva che insieme al suo amico avrebbero potuto conquistare il mondo.
    Per quanto riguarda "Vera" si mise in contatto con l’attrice Marie Prescott, mentre per la "duchessa" aveva contattato Mary Anderson, quando il 27 dicembre 1882 lasciò l’americana i giornali definirono la sua avventura americana un fallimento.
    Il matrimonio

    Le donne di Oscar


    Non riuscì più a tornare a Londra, voleva viaggiare ancora e decise di andare in Francia, a Parigi, dove con l'aiuto di Robert Harborough Sherard Si incontrarono quasi ogni giorno salutandosi con baci sulle labbra, notizia che alimentò i pettegolezzi su di lui. A Parigi Wilde si dedicò al lavoro, anche se amava scherzarci sopra con Sherard: infatti una volta disse che per tutta una mattina era riuscito soltanto a levare una virgola da una sua poesia e che nel pomeriggio l'aveva rimessa.
    In quei mesi decise di abbandonare il suo vecchio stile, i suoi lunghi capelli, la sua nuova acconciatura, molto corti, con piccoli riccioli, volutamente ripresa dagli imperatori romani, ma non mancarono malignità al riguardoTornato a Londra dove nessuno più lo riconosceva e tutti erano concordi, con sua delizia perché bisogna sempre stupire, che dimostrava meno anni di quelli che aveva, ormai sembrava, ed era cambiato tanto al punto che fu vittima di una nuova satira di Punch, dove finsero di metter in vendita girasoli, gigli,vecchie piume e parrucche, insomma tutte le vecchie caratteristiche di Wilde.
    Tornato, pensava al matrimonio, sia per sfuggire ai moralisti, sia per salvarsi dagli usurai, dopo Florence Balcombe e Lillie Langtry, ora posava gli occhi su Violet Hunt. Tale era la figlia di Alfred William Hunt, una ragazza con cui voleva unire il suo cervello alla sua bellezza. Con lei, in passato, avrebbe voluto visitare l’Africa e anche se ella aveva rifiutato l’invito, pur se in seguito se ne sarebbe vantata in continuazione. Poi il pensiero si spostò a Charlotte Montefiore, e anche in questo caso ci fu un rifiuto. Al che la risposta dello scrittore fu: «peccato con la mia intelligenza e il vostro denaro avremmo fatto grandi cose insieme», avvenuta tramite bigliettino, venne subita strappata anche se le parole rimasero a lungo.
    Robert Harborough Sherard, uno dei più grandi amici di Oscar Wilde che curò diverse biografie sullo scrittore.

    L'incontro con Constance Lloyd


    Constance Lloyd la moglie di Oscar WIlde
    A maggio del 1881 accompagnò sua madre a casa di loro amici e qui conobbe Constance Lloyd, una ragazza di 3 anni più giovane di lui, alta 1,70, che riusciva a leggere Dante in italiano. La ragazza impressionò talmente tanto Oscar che appena usciti di casa disse a sua madre che pensava di sposarla. Del loro primo incontro avvenuto il 6 giugno 1881, ne narrò sia con il nonno che con il fratello affermando che di lui le piacquero i modi naturali di fare e il fatto che, dialogandoci, dava l'impressione di essere di un livello superiore rispetto agli altri.
    Per recuperare un po’ di soldi e in attesa della prima americana di Vera, accettò un piccolo giro di conferenze, esso iniziò da Londra dove raccontò, fra le altre cose, il suo viaggio in America. Qui narrò di come all’inizio nel Texas lo chiamassero capitano e alla fine, nel Messico, generale,, anche se si sentì offeso solo quando fu chiamato professore. Aspro fu l’articolo di Labouchere, dove annunciò il declino di Wilde in un articolo a 3 colonne la sua risposta fu che se per annunciare il fallimento si scriveva un articolo di 3 colonne non esisteva alcuna differenza fra fama e oblio.
    Tornato per poco tempo in America, il 2 agosto del 1883, per vedere la sua tragedia, in un viaggio dove si rise con lui e di luinuovamente si recò in Europa dove riprese il suo giro di conferenze, interrotto per l'occasione. Durante le due date che tenne a Dublino ebbe il piacere di incontrare nuovamente Constance, e il 25 novembre si fidanzarono, dopo alcuni dissidi con i parenti di lei e lettere di auguri da parte di parenti ebbe molte difficoltà a coprire i debiti non riuscendoci in tempo per il matrimonio e nell’arredare casa.

    La vita coniugale


    Il matrimonio era previsto per aprile ma fu poi spostato al 29 maggio 1884, il luogo scelto fu la chiesa di Saint James Paddington Dopo la luna di miele sembrava già dispiaciuto della scelta, non aveva ritegno per i soldi e li sprecava, come nel caso delle 50 sterline regalate dalla zia per il matrimonio e spese per due cucchiai.
    Per quanto riguarda l'affinità di coppia, l'inizio fu promettente: Oscar si lamentava scherzosamente che anche se la moglie era così bella non poteva esserne geloso, e per strada venivano chiamati Amleto e Ofelia, mentre i due novelli sposi ebbero difficoltà nell’alloggiare, in quanto la casa non fu pronta in tempo. Wilde litigò con la prima società costruttrice (Green), e non aveva alcuna volontà nel pagarle il compenso, grazie poi all’aiuto di Godwin e il costruttore Sharpe, riuscirono alla fine ha costruire la casa, pronta al numero 16 di Tite Street nel 1 gennaio 1885. I coniugi Wilde però prima di poterci entrare dovettero pagare anche i vecchi costruttori che nel frattempo avevano anche sporto denuncia. Gli introiti della ragazza non bastavano a coprire tutte le grandi spese.
    La casa era composta da 4 piani, senza contare il seminterrato dove si trovava la cucina, mente si potevano ammirare due incisioni nelle pareti dell’atrio: Diana e le sue ninfe al bagno e “Apollo e le Muse”, nella sala da pranzo un tappeto Morris di colore verde-azzurro ricopre parte del pavimento, nella biblioteca una poltrona un tavolino orientale ma mancavano sedie. Al primo piano vi erano le due camere da letto, quella di Oscar divenne poi la camera dei bambini Aveva scelto l’East End in quanto, a sentire lui, in quel luogo non si portava la maschera. La moglie ascoltava cosa avesse da dire suo marito anche nel modo di vestire a volte con successo,
    Wilde era in cerca di lavoro, visto che le ultime conferenze non avevano sortito l’effetto sperato ma si vide negato il posto di ispettore scolastico, mentre la moglie era rimasta incinta, col corpo gonfio e sempre in preda alla nausea, con disprezzo del marito.
    Cyril nacque il 5 giugno 1885 e, dopo pochi mesi, nacque anche Vyvyan il 5 novembre 1886, (ma dichiararono il 3 novembre)
    Dopo la nascita di Vyvyan, Constance e Oscar iniziarono a non essere più la coppia felice di un tempo. Lei lo riprendeva a ogni errore e smascherava le sue piccole bugie Wilde dal canto suo continuava a voler bene ai suoi due figli mentre frequentava anche uomini come Henry Marillier.

    L'incontro con Robert Ross


    Oscar Wilde, fotografo sconosciuto
    Nel 1886 conobbe Robert Ross, che sedusse Oscar, a quei tempi il ragazzo era molto giovane, il 25 maggio aveva compiuto appena 17 anni, e veniva chiamato da Oscar San Roberto di Philllmore per la sua capacità di riuscire a indurre in tentazione le persone. Robert fu picchiato da alcuni ragazzi dopo aver recitato alcune poesie di Wilde ed essere stato gettato in una fontana da alcuni compagni di classe, come richiesto dal professore Arthur Tilley l’8 marzo 1889, ed essersi ammalato di polmonite e di congestione cerebrale, anche se in seguito ricevette le sue scuse. Per conflitti familiari (aveva rivelato alla sua famiglia le sue preferenze sessuali che non furono gradite) dovette abbandonare la casa e Wilde lo ammonì perché la giovinezza è sempre colma di promesse.
    Ross non era il suo unico amico del tempo. Frequentava anche André Raffalovich, ai tempi dello scandalo che coinvolse Lord Arthur SomersetL’amicizia fra i due finì grazie a una battuta infelice, e forse voluta, di Constance. Altri ragazzi che Wilde invitò a casa sua furono Richard Le Gallienne (17 anni nel 1883) e Bernard Berenson che lo rifiutò.

    Il Woman's World magazine


    Constance in compagnia di Cyril, il primogenito di Wilde
    Nel frattempo, sentendosi trascurata, Constance cercò di mettersi in mostra parlando a delle riunioni delle femministe.
    La capacità di recensire libri di Wilde non passò inosservata: Thomas Wemyss Reid era nel febbraio 1887 direttore del “Leeds Mercury”, a quel tempo decise che Oscar, visto le sue abilità, gli sarebbe stato di grande aiuto in una nuova testata giornalistica. Nella sua rivista “The Lady’s World: A Magazine of Fashion and Society” si parlava di femminismo e volle un parere di Wilde, lo ottenne e ne fu colpito positivamente assumendolo. Il 18 maggio 1887 Oscar iniziò la collaborazione, con lo stipendio di 6 sterline ogni settimana Wilde, nel cercare collaborazioni importanti non esito nel chiedere alla regina Vittoria una delle sue poesie, ma lei rifiutò affermando di non averle mai scritte. Esortato dalla signora Dinah Craik Wilde propose ed ottenne dopo qualche discussione che il nome della rivista cambiasse in “The Woman’s World” nel novembre 1887, Wilde poteva contare sull’aiuto di Arthur Fish. All’inizi puntuale (il suo lavoro iniziava alle 11 del mattino) aveva preso l’abitudine di andarsene sempre prima e sempre meno fino a quando ci andava due volte alla settimana per un'ora, probabilmente perché non riusciva a rimanere più tempo senza fumare (vi era il divieto di fumo negli uffici), per tutto il tempo che vi rimase, Wilde si arrabbiò una volta sola e la moglie lo aiutò pubblicando due articoli. Nel 1889 Wilde ormai stanco, lasciò l’incarico.
    Gli incontri
    "A conversation with Oscar Wilde" - Statua di Maggi Hambling - Adelaide Street, vicino a Trafalgar Square, Londra
    Non finirono gli incontri di personaggi che destavano l’interesse di Wilde:
    A casa di Edward Burne-Jones conobbe l’allora diciassettenne Aubrey Beardsley (il 2 luglio 1891) Che in seguito Wilde affermò di aver inventato;
    John Gray, uno fra i più “abietti” personaggi di cui Wilde si circondò come lo definì Bernard Shawanche se di umili origini (il padre era un falegname e lasciò la scuola a 13 anni), non è sicura la data in cui conobbe Wilde in quanto entrambi poi mentirono sul loro incontro, avvenuto almeno nel 1889, le prove che si hanno di questi primi incontri sono una cena dove fu testimone Frank Liebich e l’incontro con Ricketts che aveva pubblicato un'opera dell’emulo di Wilde, aveva scritto una favola (il grande verme) che piacque molto d Oscar.
    Lionel Johnson, che conobbe in occasione di un suo ritorno ad Oxford nel febbraio 1890, per via della messa in scena dello Strafford di Browing, dietro suoi suggerimenti. Egli in seguito scrisse ad un suo amico descrivendo quell’incontro, del fatto che gli avesse consumato tutte le sigarette e che si era innamorato di lui.
    John Barlas che in passato aveva minacciato di far saltare in aria il parlamento, venne arrestato e liberato grazie a Wilde, dove poi apprese le sue folli credenze
    Max Beerbohm che apostrofava Wilde come "divinità", lui lo definiva come la persona che possedeva «l’eterna vecchiezza», scrisse in quegli anni Happy Hypocrite che parlava di un uomo e della sua maschera, un tentativo di imitazione dell’opera di Wilde che non lo rese felice inoltre scrisse anche Zuleika Dobson altra opera che ricordava quelle di Wilde

    Altre opere


    Nel 1888 pubblicò Il principe felice e altri racconti, una raccolta di fiabe scritte per i suoi due figli Cyril e Vyvyan. Erano i tempi di Il ritratto di Dorian Gray, simbologia estetica, che fu pubblicato nel 1890che piacque tanto a sua madre, ma poco alla gente tanto che Constance reclamava che ormai nessuno più li voleva frequentareLitigò con George Curzon per l’accesso in un club, ed ebbe lunghe discussioni con il St James's Gazette e solo alla fine i toni si calmarono. Presso il pubblicò però ebbe una grande presa, Lionel Johnson che scrisse una poesia in latino per festeggiare tale opera lo consegnò ad un suo amico, un suo cugino, che lo lesse almeno 9 volte (forse 14) volle per forza incontrare Wilde e Lionel acconsentì di accompagnarlo: fu il primo incontro fra Oscar e Lord Alfred Douglas.

    Il ritorno in Francia


    Oscar Wilde volle tornare in Francia nelle capitale, li costituiva «il grande evento dei salotti letterari parigini» come scrisse l’Echo di Paris dell'epoca, voglioso di fare nuove conoscenze. Prima ci fu l'incontro con Emile Zola, i due si incontrarono l’11 marzo 1891 a Parigi, dove ebbe modo di conoscere ed apprezzare la sua ricerca quasi ossessiva nella documentazione, necessaria per scrivere una buona opera, ma a cui Wilde in seguito contrappose alcune riserve.Volle conoscere anche Marcel Proust ma riuscì solo a vederlo di sfuggita, e alla fine il suo unico commento riguardò la bruttezza della casa.
    In un incontro a cena con Jean Moréas e con i suoi discepoli Wilde gli chiese più volte di recitare qualche verso lui rifiutò ogni volta e ogni volta uno dei suoi seguaci gli recitò una lode, questo comportamento lo fece infuriare e se ne andò. In seguito poi invitò tutti lui e i suoi compagni e parlò per tutto il tempo, definito dallo stesso Moréas come rompiscatole, Wilde invece si chiedeva ironicamente se fosse mai esistito o se fosse solo un mito. Ebbe occasione anche di incontrare Stéphane Mallarmé, colui che non appariva mai al pubblico, conosciuto nel 24 febbraio 1891, amico di Whistler che preoccupato gli scriveva in continuazione parlando male di Wilde. il pensiero di Oscar su Mallarmé si fece palese in un'intervista: secondo Wilde Mallarmé quando riusciva ad essere incomprensibile era perfetto, per questo doveva scrivere solo in francese e non in inglese, una lingua che capiva bene.
    Non sempre fu accolto amichevolmente, esempio è il caso di Marcel Schwob, traduttore delle opere di Wilde di cui non aveva molta stima, lo descrisse come un accanito consumatore di fumo (di importazione egiziana con piccole aggiunte di oppio) che per lui era come una droga e assenzio, ma Oscar si seppe prendere la rivincita a parole, riuscendo con una metafora a paragonarlo con un assassino e molestatore di donne innocenti.
    Si pensava che Wilde potesse fare un'altra opera pericolosa come Dorian Gray mentre Sherad minacciava chiunque si avvicinasse con brutte intenzioni a Wilde.
    L'incontro con André Gide

    André Gide (1869 - 1951)
    André Gide incontrò Wilde il 26 novembre 1891, all'epoca lui aveva 22 anni, da quel giorni i due iniziarono a frequentarsi ogni giorno. Come in occasione del 6 dicembre quando a cena dalla principessa Ouroussoff disse che Wilde emetteva una luce, dei raggi, ma in ogni caso fra i due non vi era alcun rapporto amoroso, anche se sospettato, anche perché Wilde pensando alla sua Salome preferiva altra compagnia.
    Gide a mente fredda pensava che questa amicizia gli avesse fatto solo del male, aveva perso frequentandolo l'abilità del pensare, in seguito inventò il personaggio di Ménalque nel quale riprese a descrivere un rapporto che andava oltre l'amicizia ma che non era amore. Wilde dal canto suo mal vedeva il concetto di discepolo e lo faceva con un racconto dove il dio fiume voleva piangere la morte di Narciso, lo amava si ma non per la bellezza del ragazzo ma perché ogni volta che si affacciava poteva vedersi specchiato nei suoi occhi.
    E di questi tempi (si dice nel 1889) l'idea di Wilde che l'arte per essere tale deve distruggere l'arte ponendo il racconto, a dimostrazione, di un uomo che costretto distrugge la statua della moglie morta, simbolo di tristezza passata per costruire una statua simbolo della gioia del momento.

    Il ritorno a Londra


    Il 22 dicembre 1891 tornò a Londra per incontrare il fratello che nel frattempo aveva contratto un matrimonio fallimentare egli poi fece pace con la moglie tornò in America e riprese a parlare male del fratello: i due non si parlarono mai più.
    Alla prima della Lady Windermere decise che lui e alcuni dei suoi amici dovessero adornare il loro abito con un garofano verde, quasi ad evocare lo stile massonico, una setta, anche se in realtà non significava nulla, l'importante era farlo credere. In quell’occasione si lamentò con Richard Le Gallienne per averlo trattato male nel suo nuovo libro, nella maniera di Oscar: nel non averlo nominato affatto.
    Nello stesso tempo in cui Lady appariva in teatro Dorian Gray era nelle librerie, l'opera fu anche rivisitata in maniera paradossale da Brookfield
    Durante la preparazione della sua opera successiva, Una donna senza importanza, ebbe diversi screzi con Fred Terry, un attore con cui non andava d’accordo (voleva cambiare la parte che voleva recitare), cercando un punto di incontro notò che più volte Wilde parlava bene di Charles Dickens, quindi si avvicinò a lui confessando che era bello poter parlare con qualcun altro che amasse tale scrittore e Wilde ribatté dicendo che non ne aveva mai letto nulla in vita sua. Infine andò in scena il 19 aprile 1893.
    marzo 1892, fotografia scattata dallo studio Alfred Ellis & Walery
    Fu poi la volta della Salomè dove volle per la parte Sarah che Wilde la paragonò alla stessa Salomè, per lei il solo difetto era proprio che fosse un altro il protagonista. ma fu difficile farla rappresentare nei teatri, ciò causò un peggioramento delle condizioni di salute di Wilde e i medici lo obbligarono a smettere di fumare e a mettersi a dieta.
    Wilde a casa di Blanche Roosevelt si fece leggere le mani da un noto chiromante dell'epoca (tale Cheiro ) che senza sapere di chi fossero disse che la sua mano destra rivelava che a quarant'anni gli sarebbe crollato il mondo addosso, sarebbe stato esiliato da se stesso, questo anche se le mani erano quelle di un re. Wilde allora aveva 38 anni. Egli, da sempre superstizioso, appena ascoltato queste parole abbandonò senza dire una parola la casa.

    L'incontro con Alfred Douglas


    La loro storia differisce a seconda di chi la racconta: Douglas narra che fu assillato da una corte eccessiva da parte di Wilde, l’altro che l’iniziativa fu tutta di Alfred.
    Douglas nel 1892 si presentò a casa sua (i due si conoscevano poco prima di allora) per via di un ricatto a cui era sottoposto. Oscar, grazie al suo avvocato George Lewis, risolse il tutto. I due cominciarono a frequentarsi ed amarsi, conobbe la madre Lady Bracknell che ne fece un personaggio di The Importance of Being Earnest. In seguito per disintossicarsi dagli ultimi insuccessi il 3 luglio 1892 andarono a Bad Homburg, dove conobbe altri parenti di Douglas a cui non sempre fece una buona impressione.
    Nel novembre 1892 Wilde si accorse che il ragazzo (il giovane Domiziano come lo chiamava) era prodigo sopra ogni dire e questo gli causava difficoltà economiche, ma Alfred non si faceva scrupolo nel chiedergli lo stesso soldi, un piacere oltre ad un'umiliazione. Il ragazzo pazzo e brillante quando non era pazzo portò alla conoscenza di Wilde il mondo della prostituzione giovanile, ragazzi che per pochi soldi si vendevano, fu nell’autunno del 1892 che fra i due quasi ci fu una competizione con questi incontri furtivi, i ragazzi coinvolti aumentavano: Alfred Taylor (figlio di un industriale) , Sidney Mavor (futuro sacerdote), Maurice Schwabe e Freddy Atkins, erano coloro con cui mangiava e donava denaro (banchettare con le pantere, come dirà in seguito)

    Decadenza e gli amici in pena


    Dal 1893 Wilde alloggiava in albergo dove con la scusa di lavorare incontrava i giovani, ma ne conobbe anche altri: Edward Shelley per un breve periodo anche se venne aiutato in seguito e Alfreed Wood, di diciassette anni, che lo ricattò ricavandone 30 sterline. Gli incontri non furono poi molti se si considera l’arco temporale in cui essi si svolsero, Wilde accettava ogni rifiuto non voleva mai forzare le cose, per lui il solo frequentare quelle persone soddisfava la sua voglia di compiere atti riprovevoli, lo eccitava, ma così si avvicinava al precipizio e la buona stella che aveva anche dipinto a casa sua non poteva durare a lungo. dal canto suo Douglas non gli interessava di nascondersi, entrava dall’entrata principale, voleva far sapere a tutti che era lui il ragazzo preferito da Oscar. A maggio 1893 Wilde andò ad Oxford per incontrare Alfred e nell’estate dello stesso anno affittarono una casa a Goring-on-Thames, dove parlò a lungo con Theodore Wratislaw e Cyril con i suoi boccoli d’oro.
    Il tutto era aggravato dal "Criminal Law amendment Act" del 1885 (sezione 1, 1), un emendamento in cui si puniva fino ad un massimo di due anni di reclusione gli uomini che praticavano atti sessuali fra loro.
    Molti si erano dispiaciuti della situazione in cui si era cacciato Wilde, Max Beerbohm scriveva a Ross di come vedeva l’anima di Oscar persa Vi era anche John Gray, preferito di Oscar prima di Douglas che ora si sentiva abbandonato, (poi in seguito corteggiato da Marc André Raffalovich, un uomo che ebbe molti dissapori con Wilde) e il suo amico Pierre Louys dispiaciuto che non potevano essere solo amici. Louys lo andò a trovare in albergo, in quella circostanza venne anche Costance che pregò il marito di tornare a casa in lacrime cercando di sorridere alle battute del marito.Poco dopo le risposte di Wilde alle domande di Pierre lo scioccarono (disse che si era sposato 3 volte nella vita una con una donna e due con due uomini).

    I litigi e l'allontanamento


    Oscar Wilde e Lord Alfred Douglas al tempo della loro relazione. Immagine tratta dal libro "Wilde" Jonathan Fryer Pag 85
    Dopo tanti litigi con Douglas, dopo tanti addii che si trasformarono in arrivederci, ci fu la richiesta di traduzione dal francese all’inglese di Salomé, che Oscar rivolse ad Alfred, egli accettò di buon grado ma il lavoro svolto venne considerato pessimo da Wilde.
    In questo periodo di tensioni ci fu il caso di Philip Danney, un sedicenne figlio di un colonnello che si trovava a casa di Robert Ross, egli scrisse a Douglas del ragazzo e subito i due lo raggiunsero. Costui sabato andò a letto con Douglas, domenica con Wilde e lunedì con una ragazza a spese di Douglas. Quando poi tornò a scuola vennero fatti degli accertamenti per comprendere la scusa del ritardo ingiustificato e venne scoperto tutto. Subito il padre si rivolse alla polizia, ma sotto consiglio dell'avvocato e visto la reticenza dei ragazzi a fare il nome di Wilde si convinse che era meglio lasciar perdere, visto che anche il figlio poi sarebbe finito in prigione. Ross scelse allora di andare a Davos per fuggire allo scandalo che la famiglia non gli perdonava.
    In seguito ad un altro attacco d'ira Douglas, sotto suggerimento di sua madre, partì alla volta del Cairo mentre Wilde si nascose a Parigi (aveva anche dato un indirizzo falso per sicurezza), pochi giorni dopo verso la fine del 1893, riacquistò serenità, applaudiva Paul Verlaine che recitava una poesia poco dopo uscito dalla prigione come ci racconta Emma Calvé.
    Nel 1894 Wilde si reca in visita a sua madre, ormai anziana, che tanto voleva una riappacificazione fra i due figli, come scriverà gli sarebbe bastate 8 parole per farlo. Di questi tempi lo scritto "The Cardinal of Avignon" che non ebbe seguito, approfittando della lontananza di Douglas riuscì a finire il Un marito ideale, scrisse ance "Florentine Tragedy" e La Saint courtisane, voleva continuare a produrre ma il ritorno di Douglas pose poi fine alla sua inventiva.
    In questi tempi aveva ritrovato anche la lucidità e la disponibilità al prossimo di un tempo:la madre di Nelly Sickert piangeva la morte del marito e credeva che mai più avrebbe sorriso, rifiutò più volte di incontrare Wilde eppure lui se ne andò solo quando lei sorrise di nuovo.
    Simili racconti erano comuni a quei tempi:
    Una lettera anonima ringraziò Wilde per avergli salvato la casa
    Edgar Saltus racconta che in sua compagnia fu avvicinato da un uomo mezzo nudo e Wilde si tolse il cappotto e glielo regalò
    Gertrude Pearce (istruttrice di Vyvyan) racconta invece dei mille modi con cui Wilde le fu d'aiuto

    Gli ultimi lavori prima del processo


    Wilde aveva avuto anche 3 figli fuori dal matrimonio e il suo finì nel 1893. Pochi anni prima (1891) Wilde aveva conosciuto Lord Alfred Douglas (Bosie), un aristocratico, poeta non mediocre, che divenne allo stesso tempo il grande amore dello scrittore e la causa della sua rovina.
    Oscar Wilde ai tempi del viaggio a New York, nel 1883. Foto scattata da Napoleon Sarony (1821-1896).
    Un'altra importante opera da citare è The Canterville Ghost (Il fantasma di Canterville, 1887) che ha per protagonista una famiglia americana trasferitasi in Inghilterra, dove fa i conti con lo spirito di un uomo malvagio che si aggira per la loro nuova casa; il fantasma vorrebbe a tutti i costi spaventarli, ma non ci riesce.
    L'importanza di chiamarsi Ernesto (1895) Restarono incompiute le tragedie "A Florentine Tragedy" e "La Sainte Courtisane" pubblicate entrambe nel 1908.
    I suoi maggiori lavori furono i dialoghi The Decay of Lying (1889) e The Critic as Artist (1890).
    I processi di Wilde

    I primi screzi con il marchese


    John Sholto Douglas nono marchese di Queensberry, padre di Alfred Douglas
    Dopo una burrascosa riappacificazione con Douglas il 1 aprile 1894 durante un pranzo al Café Royal ci fu l’incontro con il padre di Douglas (John Sholto Douglas, nono marchese di Queensberry) a seguito del quale scrisse una lettera al figlio chiedendogli un aggiornamento sulla sua vita la risposta di Alfred lo fece infuriare.
    Wilde si rivolse per consiglio ad un nuovo avvocato perché Lewis era anche l’avvocato di Queensberry: C.O. Humphreys. Il 30 giugno ci fu l’incontro con il marchese a casa di Wilde, tale episodio raccontato in maniera diversa dai due ne troverà una terza nel Profundis, Douglas sembrava divertito dall’episodio e ne desiderava altri.
    Nell’ottobre 1894 per assecondare il volere di Bosie Wilde si trasferì al Grand Hotel di Brighton, poco dopo Wilde si ammalò e Douglas si arrabbiò con lui al punto che Wilde, sentendosi minacciato debilitato com'era decise comunque di fuggire. Il 16 ottobre, aspettandosi una lettera di scuse, lesse invece in una missiva dell’amante parole che mai dimenticò. Volle per questo rompere ogni rapporto, scrivere a Queensberry che mai avrebbe più rivisto il figlio, ma appena saputo della morte del fratello (Drumlanrig) cambiò ancora idea. Wilde e Douglas andarono ad Algeri (città che voleva corrompere) e poi a Blida, nel gennaio 1895 dove consumarono hascisc in quantità. Gidè gli suggerì di essere prudente, ma per lui l’essere prudente significava tornare sui suoi passi e non l’avrebbe mai fatto perché solo avanti si poteva andare. Ritornò a Parigi dove Degas quasi come malaugurio gli parlò di prigione.

    L'accusa di calunnia


    Wilde mal vedeva che un'altra persona, (John Sholto Douglas ) gli potesse ordinare come comportarsi e neanche sopportava l’estrema moralità e ipocrisia dei suoi tempi. Questo gli causò situazioni anche imbarazzanti come nell’episodio di Aimée Lowther dove la sua allusione all’omosessualità fu palesemente non compresa da tutti i presenti
    Intanto la moglie ignorava la residenza del marito e chiese a Ross dei soldi (faceva da intermediario con Oscar), mentre Oscar agli inizi del 1895 rifiutò di ospitare nell'Avondale Hotel a Piccadilly l’ennesimo giovane che voleva Alfred, al che Douglas cambiò albergo andando con il ragazzo. Il 28 febbraio ricevette un biglietto incomprensibile dal marchese di Queensberry dal tono diffamatorio. Si consigliò con Humphreys che questa volta accettò di intentare la causa, l’unico problema rimasto erano i fondi che trovarono nella moglie del marchese e nell’altro figlio. In data 1 marzo 1895 recandosi alla centrale di polizia di Marlborough Street ottenne un mandato di cattura.
    Il biglietto recitava (secondo R.E. Alton) A oscar Wilde ruffiano e sondomita o come disse in seguito che posa come un sondomita.
    Il processo venne rimandato e nel frattempo con moglie e Douglas (il 7 marzo) assistettero alla prima di L'importanza di chiamarsi Ernesto, Constance non riusciva a smettere di versare lacrime.
    In quella che si apprestava a divenire una guerra legale, persino la scelta degli avvocati fu dura, i due li spartirono, Queensberry aveva Carson i cui commenti di Wilde rispetto al suo vecchio amico furono riportati in maniera contrastantee Gill dalla sua parte (il solo Lewis pere amicizia di Wilde decise di astenersi rinunciando al mandato) mentre Wilde schierava Humphreys, Edward George Clarke, Travers (il figlio del primo) e Matthews sotto suggerimento di Reggie Turner.

    I capi di accusa


    Oscar Wilde nel 1889, primo piano con dedica
    Gli investigatori alla ricerca di tracce utili, riuscirono ad arrivare all’alloggio di Alfred Taylor, dove trovarono tutti gli indirizzi di tutti i ragazzi che Wilde stava frequentando (o aveva frequentato), molti di loro, si dice, furono rintracciati e obbligati ad accusare Wilde.
    Durante questo periodo Douglas convinse Wilde ad andare a Montecarlo, dove al tavolo di gioco perse molti soldi, alla fine furono cacciati dall’albergo dove risiedevano Cercarono inutilmente di coinvolgere Frank Harris che prima secondo Douglas ma dopo anche secondo Wilde in quell’occasione non dimostrò affatto la sua amicizia.
    15 i capi di accusa che gli avvocati del marchese mossero a Wilde in difesa (tutte riguardanti la sodomia), fra cui L’opera Dorian Gray e le Le massime su Chameleon. Il processo continuò il 3 aprile 1895, il giudice era R. Henn Collins e si svolse all’Old Bailey.

    La difesa e il verdetto


    Wilde dapprima interrogato da Clarke, in cui in risposta seppe descrivere abilmente il ricatto di Wood, Clibborn e Allen e poi descrisse l’incontro poco amichevole avvenuto con il marchese: l’aula era sul punto di essere sgombrata tanto furono le risate che si elevarono durante la sua esposizione dei fatti.
    Quando fu il turno di Carson iniziò smascherando la vera età di Wilde, poi parlò del Chameleon e del Priest and the Acolyte. Quando continuando lesse alcuni brani dal Dorian Gray, al primo diede l’assenso al secondi disse che era di Shakespare e al terzo disse che lui non l’avrebbe mai letto in quel modo. Al che si girò e osservò il soffitto e poi solo dopo un minuto si volse chiedendo scusa.
    Cercò, non riuscendoci, di far confessare a Wilde che l'opera Dorian Gray fosse piena di messaggi pericolosi e allora passò a parlare della frequentazione dei ragazzi, Wilde negò ogni rapporto di sodomia a quel punto Clarke lesse le lettere che il marchese aveva inviato alla moglie e al figlio per farlo passare come un isterico, nella lettura fece il nome di Rosebery, Gladstone e la stessa regina, valutato in seguito un grave errore.
    Carson espresse nella sua arringa la strenua difesa ad un padre preoccupato per il figlio, continuò fino a quando fu fermato dagli altri avvocati, si chiedeva a questo punto un patteggiamento sulla dichiarazione, cosa che alla fine non avvenne e si diede ragione alle parole di Queensberry (per il bene pubblico, così si disse). Il giudice stesso si congratulò con Carson e il marchese fu felice anche se aveva speso 30.000 franchi perché aveva fatto il bene di suo figlio. Wilde accettò la sconfitta per evitare a Douglas la sofferenza di testimoniare contro suo padre.

    Il nuovo processo: le reazioni


    Robert Ross (25 maggio, 1869 – 5 ottobre, 1918), giornalista canadese molto amico di Wilde a lui sarà dedicato L'importanza di chiamarsi Ernesto
    Wilde andò al Cadogan Hotel e rifiutò di partire per Dover come gli avevano suggerito mentre Constance piangeva sperando partisse per l’estero, venne coinvolto anche George Wyndham, parente di Douglas, parlamentare, a nulla servì: alle 6.10 un mandato di cattura era già pronto per Wilde, cosa attesa da Oscar che voleva osservare come in terza persona, come se fosse lettore di quest’opera l’andamento e il finale. Il capo d’accusa era l’aver commesso atti osceni insieme alla sodomia, Wilde era leggermente ubriaco e aveva una valigia mezza vuota sul letto.
    Ross svenne e abbandonò l’amico solo perché la madre spese 500 sterline per aiutarlo, moltissimi quella sera attraversarono la manica.
    Percy voleva pagare da solo la cauzione, ma non fu rilasciato. L’ostilità verso Wilde del pubblico fu evidente: il nome sparì dai cartelloni pubblicitari, le sue rappresentazioni teatrali in seguito vennero sospese, anche negli USA l’attrice Rose Coghlan interruppe ogni rapporto (doveva di li a poco metter in scena a Woman of no Importance. In Francia la situazione era anche peggiore: Jules Huret il 13 aprile del 1895 in un articolo parlò di 3 amici di Wilde. Marcel Schwob e Jean Lorrain mentendo dissero di non essere in alcun modo suoi amici, mentre Rabbonire Catulle Mendès arrivò a sfidarlo a duello per tale affermazione Fu vietata la vendita di fotografie che ritraessero Wilde. Alcuni come Willy (il marito di Colette) e Octave Mirbeau furono solidali con gli eventi accorsi a Wilde Sarah Bernhardt poi non comprò più i diritti di Salomé (la somma avrebbe aiutato Wilde).
    La definizione di "Amore"

    L’udienza iniziò il 6 aprile e nell’aspettarla Wilde dovette rimanere a Bow Street dove non parlava mai
    il giudice Sir John Bridge, che parlava di peccati peggiori in assoluto non volle concedergli la libertà provvisoria, le udienze successive l’11 e il 18.Lo difesero Travers e Edward Clarke che non volle compenso, mentre il pubblico ministero era Charles Gill. Qui i testimoni mentirono sull’età (la diminuirono per non essere punibili penalmente) come nel caso di Charles Parker, (o di suo fratello William Parker) si cercò di fare il meno possibile il nome di Douglas nel processo avvenuto il 26 aprile 1895.
    Durante il controinterrogatorio Gill fu letta una poesia di Alfred Douglas, intitolata Two Loves, Due amori, al che venne chiesto a Wilde:
    Wilde si difese affermando che: l'Amore, che non osa dire il suo nome in questo secolo, è il grande affetto di un uomo anziano nei confronti di un giovane, lo stesso che esisteva tra Davide e Gionata, e che Platone mise alla base stessa della sua filosofia, lo stesso che si può trovare nei sonetti di Michelangelo e di Shakespeare... Non c'è nulla di innaturale in ciò.
    La risposta di Wilde benché fosse ben costruita era fuori luogo, con quei ragazzi non ci fu l’amore che poteva trovare una volta nella vita. Max Beerbohm sentendo gli applausi in aula pensava ad un successo senza precedenti.
    Sidney Mavor convinto da Douglas disse di non aver fatto nulla, mentre Edward Shelley sembrava instabile e così venne giudicato.
    Visto che non si giunse ad una decisione si chiese un nuovo processo e forse ad un nuovo giudice. In tanti chiesero di farla finita e di lasciare in pace Wilde, ma Lockwood, il vice procuratore generale disse di non poterlo fare: l’onore dei Rosebery era stato messo in gioco.

    Cauzione


    Baron Pollock fisso la cauzione a 5.000 sterline, ma grazie al buon comportamento di Wilde venne abbassata a 2.500, che i suoi amici riuscirono a raccogliere, ed il 7 maggio Oscar venne rilasciato, dove fu costretto a chiedere aiuto al fratello (sposato ora con Lily Lees) e madre che vivevano al 146 di Oakley Street, mentre il fratello continuava a trattarlo male, promise alla madre che non sarebbe scappato. In quei giorni ebbe la visita di alcuni amici come Percy che si commosse. e Harris che solo allora, per stessa ammissione di Wilde, comprese che non era innocente alle accuse.
    Preoccupato, Harris progettò una fuga coinvolgendo un suo amico ebreo che appena saputo del motivo concesse il prestito del suo Yacht gratuitamente, di questo seppero Ada Leverson e Yeats ma ugualmente Wilde decise di non fuggire.Per Yeats invece quello era il momento in cui Wilde poteva dimostrare di cosa era capace
    Si trasferì dunque a casa dei Leverson dove fece il possibile per non dare fastidio, in questi giorni prima Constance poi Ada entrambe gli chiesero di non affrontare il processo e di fuggire ma Wilde fu ostinato, il 21 maggio distribuì ai suoi amici quel poco di cui ancora disponeva.

    Sentenza definitiva


    Sir Alfred Wills (1828-1912) Il giudice che sentenziò la condanna a 2 anni di Wilde
    Il giudice, ora Sir Alfred Wills (non imparentato con i Wilde) separò i due processi in corso (quello di Wilde e quello di Taylor, ma fece iniziare prima il secondo) e mentre padre e figlio si picchiarono fino ad avere un occhio nero il processo iniziò.
    Clarke rincuorato dalla testimonianza senza valore di Shelley, parlò affermando che data la natura di ricattatori se ci fosse qualcosa di oscuro nel passato di Wilde non si sarebbero fatti scrupoli al riguardo, quasi una prova della sua innocenza. Inoltre si parlava anche di quanto fosse provato dal lungo processo di quanto sia diventato mite e innocuo ma che al contempo ancora tanto poteva dare alla letteratura se libero.
    Il 25 maggio durante il turno di Lockwood, Wilde ammirò quello che disse, come lo disse
    Eppure Lockwood pensava, come poi disse a Clarke che l’avrebbe vinta Wilde.
    La giuria si espresse affermando la colpevolezza di Wilde tranne che per ciò che coinvolse Shelley, il giudice emettendo la sentenza ( «Persone capaci di compiere simili cose sono chiaramente sorde ad ogni sentimento di vergogna...È il peggior processo che io abbia mai presieduto») applicò il massimo della pena (che secondo lui era anche poco) 2 anni di reclusione ad entrambi. La reazione del pubblico furono grida “vergogna” rivolte alla sentenza
    Le parole di Wilde furono “Mio Dio, mio Dio” e come taluni sostengono «E io? Non posso dir nulla?» Quasi svenuto venne portato in cella, Taylor poi fuggì in America.
    Le reazioni immediate, di prostitute e del marchese furono euforiche, mentre i giornali decantarono la fine dell’estetismo, e pochi e si dimostrarono cordiali nel rispetto della persona. Anche gli amici di Wilde commentarono la sentenza, come Burne-Jones che si aspettava un suicidio.
    La prigionia
    Arrivato ad Holloway rimase con la sola camicia indosso la veste grigia con le frecce, trasferito poi a Pentonville, dove lavorava 6 ore al giorno al mulino a ruota, dormiva senza materasso, dove scontare almeno 3 mesi prima di avere un qualunque contatto con l’esterno. Qui conobbe fame, insonnia e malattia (diarrea) che secondo Wilde erano dei castighi che la prigione gli riservò. Spesso i secondini stavano male nel vedere le condizioni del detenuto, era dimagrito di 10 chili, ma dicevano che era in perfetta salute.

    Le visite


    Richard Burdon Haldane era un membro della commissione di indagine delle carceri, decise di andare in visita a Wilde il 12 giugno 1895, sotto consiglio la primi visita dello scrittore. In quell’occasione pianse perché Haldane riuscì a fare un'analisi realistica della sua vita, chiese 15 libri da leggere che ottenne e rise.
    Il 4 luglio venne trasferito a Wandsworth, giorni dopo venne a fargli visita il fratello di Constance Otho Holland, avvertendolo che sua moglie stava pensando con il suo avvocato di procedere alla causa di divorzio contro di lui e che se non voleva perdere la famiglia doveva far qualcosa, allora Wilde scrisse una lettera a Hargrove (l’avvocato di lei) che lo convinse a desistere a patto che la donna andasse a vivere in America. Questo interesse improvviso per la famiglia preoccupò Douglas.
    Il 26 agosto fu il turno di Robert Sherard, ebbe il permesso di portare una persona con se, ma non trovò nessuno che volesse fargli da compagnia in quell’incontro.Anche lui era preoccupato per Constance in quanto stavano per essere rese pubbliche, proprio per mano di Douglas altre lettere che lo riguardavano, Sherard in quell’occasione ebbe il compito da Oscar di firmarlo, ma ricevette minacce di morte dal ragazzo.
    Incontrato Ross ai tempi in cui era stato dichiarato bancarotta gli rivolse malinconicamente la parol affermando che l’unico argomento che gli interessava era la morte. Il 21 settembre 1895 Wilde incontra Constance, la donna gli promise che una volta uscito di prigione, lo aspettava anche se cambiò il suo cognome in Holland.
    Causa la lunga prigionia, si ammalò di dissenteria, e mentre continuarono a fargli visita Sherard e Otho, sia a Londra (da More Adey) che a Parigi si firmavano petizioni in cerca di una diminuzione della pena. L’adesione non avvenne in massa, fra gli altri rifiutarono Émile Zola, Victorien Sardou e Jules Renard.

    Il trasferimento al Reading Gaol


    Cadde facendosi male all’orecchio destro, per questo fu ricoverato due mesi nell’ospedale trattato male dai secondi della prigione.
    Il 21 novembre venne trasferito al Reading Gaol, in quell’occasione rimase ammanettato sotto la pioggia, venne deriso dalla folla accorsa a vederlo, un signore gli sputò contro, un evento di cui raccontò anche nel profundis e in ricordo di ciò piangeva ogni giorno. Qui gli tagliarono i capelli anche con il dissenso dell’artista
    Lavorava al giardino e aiutava il maestro della scuola. L’11 febbraio 1896 a Parigi andò in scena Salomè con successo di pubblico.
    Ormai si sentiva un detenuto come gli altri, e sollevato da questa condizione non desiderava più la morte come prima. Una volta condivise la pena con un prigioniero (si trattava di un mese di punizione) anche se era innocente per non addossargli tutta la condanna.
    Sognò quella che poi si rivelò essere la morte della madre avvenuta il 3 febbraio 1896. Tutti gli oggetti personali di Wilde furono inviati da Lily Wilde a More Adey visto che fra i fratelli non correva buon sangue. Il 19 febbraio incontrò di nuovo la moglie e riuscirono a baciarsi, i suoi figli come dirà in seguito Vyvian sapevano più di quanto lei potesse pensare.
    Reading Gaol: sofferenza

    Altri incontri ci furono per Wilde: Sherard con More Adey e Sherard con Robert Ross, lui in quell’occasione lo vide invecchiato, con molti meno capelli e in preda alle lacrime, oltre all'ascesso all'orecchio, da cui continuava a perdere sangue, aveva la gotta e un principio di anemia. Wilde fu deciso ed espresse il suo disgusto per Douglas (lo aveva chiamato sempre Bosie)
    Nella lettera che scrisse a Douglas si leggeva: «L’idea che tu porti addosso o possegga qualcosa, qualunque cosa , avuta da me, mi ripugna in modo particolare.»
    E la sua risposta per giustificarsi con Ross fu: «Io non avevo nulla con cui contribuire e Oscar contribuiva con tutto. Che differenza fa?»
    Douglas a cui fu richiesto di non pubblicare più nulla che riguardasse Wilde, fu anche accusato di cercare lo scandalo per pubblicizzare le sue poesie e alla fine il testo venne pubblicato ugualmente anche se la dedica (indirizzata a Wilde) venne omessa nel 1896. La inviò a Mallarmè che rispose che la sua felicità nel conoscere la lingua inglese sarà massima quando riceverà una lettera di Douglas dove dirà che non vuole più inviargli nulla.
    Wilde scrisse allora che era un malato da curare e non un criminale da punire, si lamentava dell’orecchio non curato a sufficienza e della vita che stava andando persa e denunciava il suo stato di quasi follia. Il colonnello Isaacson (direttore del carcere) allegò a questa lettera l’attestato del medico O.C. Maurice dove si leggeva le perfette condizioni mediche di Wilde.
    Frank Harris incontrò Wilde che si sentiva minacciato da Isaacson il quale lo puniva per ogni cosa. Al che inviò la sua petizione al ministero degli interni mentre il colonnello ancora inviava certificati medici che attestavano la salute perfetta, il ministero inviò una commissione.
    Reading Gaol: Alla scoperta dell'amicizia

    Con difficoltà e grazie all’intervento di Ruggles-Brise il direttore venne trasferito e al suo posto arrivò J. O. Nelson che subito gli porse un libro che aveva appena finito di leggere.
    Voleva scrivere ma non gli era permesso farlo, non poteva denunciare i maltrattamenti subiti in passato, non poteva scrivere un libro, allora pensò di fingere di scrivere una lettera a Douglas (questo lo poteva fare) scrivendo di ciò che subì negli ultimi anni, per scriverla ci vollero 3 mesi.
    Constance e Wilde diedero entrambi la colpa a Ross e Adey di intromettersi nella loro storia, anche se poi riconobbe che si erano mossi per amicizia, incontrò ancora la moglie di sfuggita quando Wilde firmò la cessione dei figli alla moglie e alcune clausole in cui avrebbe perso la rendita finanziaria se avesse dato in alcun modo scandalo in Europa.
    Di nuovo Libero
    La pena stava per essere scontata del tutto e si parlava del luogo che avrebbe scelto una volta uscito:Adey propose la Bretagna, Harris i Pirenei, Ross Venezia. Per il giorno dell’uscita c’è chi penso di utilizzare una falsa carrozza per ingannare la stampa
    Ebbe due valigie con scritto sopra le iniziali S.M. (Sebastian Melmoth) martire preferito e nome di prozio, nome con cui si fece chiamare appena uscito dal Reading. Uscito di prigione non voleva farsi scoprire, eppure davanti ad un cespuglio in fiore stava per tradirsi: gridava di quanto potesse essere bello il mondo, l’unico uomo in tutto il paese che parlerebbe in quel modo.
    Uscì il 19 maggio 1897, riuscendo ad evitare i giornalisti lo accompagnarono Adey e Stewart Headlam, andò a casa loro su una carrozza. Decise di chiedere asilo per mesi a dei gesuiti di Farm Street, al loro rifiuto pianse. Salpò alla volta di Dieppe dove Reggie Turner e Ross lo attesero alle 4 del mattino. A Robert consegnò la sua lettera che poi ne inviò copia a Douglas (che bruciò appena avuta fra le mani come disse in seguito, anche se in un'altra deposizione ammise invece di non averla mai ricevuta), mentre lui doveva conservare l’originale, Nel 1909 Ross consegnò l'originale al British Museum di Londra sotto la condizione che non fosse resa pubblica prima di mezzo secolo. E' per questo che solo dal 1962 in poi abbiamo avuto la possibilità di leggere la versione integrale.In quell'occasione chiese ai suoi amici di usare nomi falsi.
    Wilde scrisse alla moglie ma lei, ancora sposata con lui, non volle cedere, si parlava di un incontro di prova, Constance però soffriva alla schiena (precisamente di paralisi spinale) e si pensava di ricorrere chirurgicamente, questo Wilde non lo sapeva, ed egli mentre scriveva alla moglie inviava lettere anche a Douglas chiedendogli di aspettare.
    Rimaneva in quei luoghi, ma molti lo evitarono, come nel caso di un suo vecchio amico Jacques-Emile Blanche. Ma alcuni invece furono felici di passare del tempo con lui come Fritz von Thaulow. Il marchese Queensnerry non si sentiva tranquillo e faceva pedinare Wilde, egli lasciò, appena scoperto l'inseguitore, la città per Berneval. Molti in questo luogo gli fecero visita: Lugné-Poè, Ernest Dowson, Charles Conder, Dalthousie Young, André Gide, Charles Wyndham,Fernand Xau e Leonard Smithers. Alla fine Wilde scrisse ad Alfred chiedendogli di venire a trovarlo,Arthur D. Hansell l’avvocato quando seppe di questo invito rinunciò all’incarico e l’incontro venne rimandato. Alla fine era stanco dei continui rinvii di Constance e la donna comprese chi avesse scelto piangendo.

    A Napoli


    Quando si incontrarono Wilde pensava che lui potesse ricostruire la sua vita, Reggie Turner sapendolo fuggi a Londra per non vederlo Incontrato di nuovo Bosey andarono a Napoli, alla villa del Giudice (Via Posillipo 37), qui i loro nuovi scritti non sortirono effetti positivi. Vide Eleonora Duse e le mandò una copia della Salomé che le piacque. La casa dove alloggiarono fu liberata grazie all’intervento di una strega dei tanti topi, Wilde fu sordo agli ultimi avvertimenti di conoscenti del nuovo scandalo.
    Constance venne a saperlo e si infuriò, nelle lettere che si scrissero lei vietò al marito ogni incontro e ogni soggiorno italiano, lui rispose che fu lei ad averlo obbligato a tali scelte, la donna allora pensò che non poteva farci nulla se preferiva quella vita a stare con lei. Constance e Lady Douglas allora usarono l’esca dei soldi (Douglas e Wilde non avevano alcun reddito se non quello delle due donne), li costrinsero prima a vivere in due case separate, poi alla separazione del 3 dicembre
    Per questo ebbe 200 sterline e la moglie continuò a versargli l’assegno, la donna continuava a nutrire un profondo affetto verso suo marito
    Non si sentiva più così capace nello scrivere, Sullivan lo vide quasi soffocare davanti al giudizio della gente Nel febbraio 1898 decise di trasferirsi, per via de costi, a Palazzo Bambino in Santa Lucia 31

    La povertà


    Ormai i soldi non gli bastarono più, arrivando a scroccare alcuni pasti avvicinandosi, quasi come un mendicante, a chi parlasse inglese ad un bar, pagando con le parole il conto.
    Chiese compagnia a Henry Davray suo traduttore che per assecondarlo dovette rinunciare ad un suo appuntamento alla fine Wilde gli chiese del denaro e per ottenerlo prese una copia di The Duchess of Malfi di Webster e gliela consegnò con dedica.Frédéric Boutet lo vide nel luglio del 1899 in un bar sotto la pioggia mentre stava per chiudere, non si alzava perché non aveva denaro per pagare il conto. Anche quando tornò a frequentare Douglas i soldi mancarono: una volta prese un mezzo pubblico chiedendo e qualcuno gli poteva pagare il biglietto, avendo ricevuto rifiuto da tutti i presenti lo fecero scendere dal mezzo, allora in piazza prese una carrozza, sicuro che sarebbe stato Alfred a pagargliela.
    Arrivò quasi a derubare una cantante lirica, Nellie Melba, avvicinatosi a lei barcollante gli disse «Sono Oscar Wilde e sto per fare una cosa terribile. Sto per chiederle dei soldi», la donna in preda al panico gli diede tutto quello che aveva. Un'altra volta Ellen Terry lo vide affamato davanti ad una pasticceria che per la fame si mordeva le mani, quella volta a pranzo parlò come un tempo.
    Ridotto senza denti anteriori e senza dentiera, venne riconosciuto da pochi suoi vecchi amici, fra cui Bodley e Emma Calvé, lui stesso riconobbe la fine triste che aveva fatto, tutto perché un monastero tempo prima non lo accettò.
    La fine
    Particolare dei "baci" impressi sulla tomba di Wilde.
    Trasferitosi a Parigi, con The Ballad of Reading Gaol ormai pronta, l'opera appena pubblicata si rivelò un successo, Wilde inviò numerose copie con dediche, ne ricevette una anche la moglie ma senza dedica, Constance trovò lo scritto meraviglioso. La donna anche se venne operata morì il 7 aprile del 1898 (pochissimi giorni dopo l’operazione), aveva 40 anni, si dice che Wilde l’avesse sognata il giorno prima della morte e in quell'occasione le disse “vattene lasciami in pace”.
    Nel maggio 1898 per cause sconosciute venne operato alla gola, poco più tardi morirono anche Beardsley il 16 marzo 1898 (aveva 25 anni), Dowson il 23 febbraio 1900, anche suo fratello Willie morì il 13 marzo 1899.
    Raggiunse il suo amico Frank e nel dicembre 1898 risiedeva all’Hotel des Bains di La Napoule vicino Cannes, fu qui che evidenziò la differenza con il suo amico: mentre Harris soleva vantarsi di aver avuto l’onore di conoscere Balfour, Balforur stesso si vantava di aver conosciuto Wilde.Era stanco di inventare anche se andava a dire che stava sempre preparando qualcosa.
    Passò per Genova nel cimitero di Staglieno dove si trovava seppellita ai piedi di una collina le spoglie di Constance, solo in seguito fu aggiunto una scritta che ricordava di chi fosse stata la moglie.
    Per poco tempo andò a trovare Mellor Gland in Svizzera, ma stanco di vedersi rifiutato ogni richiesta di prestito decise di ripartire quasi subito, andò primo a Santa Margherita dove fu salvato dai debiti che contraeva da Ross, a Parigi all’hotel Marsollier venne obbligato a non consumare alcool per 6 mesi. Fra i tanti viaggi che ancora fece incontrò lo scienziato Peter Chalmers Mitchell a Fontainebleau, dove dopo lungo dialogo finì con il rifiutare un invito a cena
    Incontrò tanta gente che prima lo adorava ed ora faceva finta di non vederlo (come Stuart Merrill e Mendès) incontrò anche Whistler, invecchiato, e il chiromante Cheiro che 5 anni prima gli aveva predetto sventura. Viaggiò di nuovo in Italia dove ebbe la benedizione del papa 6 volte nel giro di poco tempo e disse che grazie a ciò guarì il suo esantema. In quei giorni incontrò anche John Gray. Harris scrisse al posto di Wilde la sua opera Mr and Mrs Daventry i cui proventi pagarono i debiti di Oscar.
    Il 31 gennaio 1900 Queensberry morì lasciando ad Alfred 20.000 sterline, di quella somma non diede neanche un penny affermando che lui doveva spenderli.
    In quei giorni frequentava dei vari caffè letterari e incontrò Anna de Brémont, la donna inizialmente si nascose. La notte non riuscì a dormire e la mattina si svegliò di buon ora scese e percorse per intero gli Champs-Elysées, arrivato ad un molo, prese senza pensare un battello e qui sentì una voce chiamarla era Oscar Wilde che le chiese se fosse sorpresa di vederla. La donna le chiese cosa le premesse di più, il perché non scriveva e lui rispose:
    Malato di nevrastenia o di avvelenamento di cozze come sosteneva Wilde, soffriva di un prurito e si doveva continuamente grattare le varie chiazze sul corpo, per questo non doveva trattarsi di sifilide. Confinato a letto da settembre del 1900 Il medico, che secondo Ross tardò nella corretta diagnosi, lo visitò 68 volte. Operato per una paracentesi del timpano o per asportazioni di polipi, proprio suo padre anni prima aveva scritto di quanto fosse insidiosa l’otorrea
    A mezzogiorno del 29 ottobre si alzò dal letto (non capitava da molti giorni) e dopo pranzo passeggiò con Ross e al bar bevve dell’assenzio. Il giorno dopo peggiorò, mostrò un otite media probabilmente dovuto alla sifilide terziaria, ad una malattia che si manifestò molti anni prima morfina, oppio e cloralio gli venivano somministrati per alleviare il dolore, ma bevevo champagne ogni giorno, la vecchia suppurazione dell’orecchio destro peggiorò, a novembre l’infiammazione arrivò al cervello (meningoencefalite). Al suo capezzale dopo Ross rimaneva Reggie Turner il 29 novembre tornò Ross che portò un prete innanzi a lui, anche se in realtà non sapeva cosa volesse Wilde, non riusciva più a parlare. Portatogli innanzi Cuthbert Dunne Wilde alzò la mano due volte, una in risposta a se voleva vederlo e l’altra se voleva convertirsi, il suo bene stare rimane dubbio ma Ross lo fece per propria coscienza.
    Tomba di Oscar Wilde
    Il giorno dopo, il 30 novembre, in Rue des Beaux-Arts 13, all'età di 46 anni, dopo aver vomitato sangue morì alle 14.00 Nel mentre della morte usci del siero da ogni orificio.

    Il funerale


    Dupoirier mise a posto il cadavere, Dunne riempì la bara con icone cattoliche e venne fatta una foto con il flash (da Gilbert) 4 carrozze seguirono il carro funebre.
    Wilde disse una volta ad André Gide:
    Douglas si accanì i seguito contro Ross sino alla morte di quest’ultimo avvenuta nel 1918, in prigione per sei mesi definì Wilde il re degli abomini. Uscito di galera continuò a giocare ai cavalli sino al giorno della sua morte perdendo sempre. I due figli furono aiutati da Ross, loro curatore e riuscì a pagare ogni loro debito di famiglia. Cyril morì durante la prima guerra mondiale, Vyvyan fu uno scrittore ed ebbe un figlio Merlin, Willie ebbe un'unica figlia, Dolly.
    Ciò che rimase di Wilde fu prima seppellito nel cimitero di Bagneaux. Nel cimitero di Bagneaux, sulla sua tomba, gli amici che nonostante tutto gli erano rimasti fedeli anche negli ultimi difficilissimi anni, avevano fatto costruire un modesto monumento su cui avevano fatto incidere la frase (tratta dal libro di Giobbe) "Nulla osavano aggiungere alle mie parole, e su di loro stillava goccia a goccia il mio discorso". Le sue spoglie riposano al cimitero di Père Lachaise, dal 1909 dove riposa sotto un imponente monumento costruitogli da Jacob Epstein, raffigurante una sfinge. Il trasporto fu a cura della signora Carew madre di Sir Coleridge Kennard. Dopo la morte di Ross le sue ceneri vennero sepolte nella stesa tomba di Wilde. Negli anni, numerose estimatrici di Oscar Wilde si sono succedute dinnanzi a questo monumento lasciandovi, come traccia del loro passaggio, impronte di baci.
    Aspetto e carattere
    Immagine presa dalla rivista caricaturista Punch "Fancy Portraits N° 37" dove ritratta Oscar Wilde
    Oltre alle innumerevoli foto giunte sino a noi, innumerevoli sono le descrizioni che ci sono rimaste di lui, spesso rappresentato nel caricaturale ritratto di polemista, sardonico battutista e confezionatore di aforismi. Molte parodie sono state fatte su di lui, spesso per vendicarsi di torti subiti come nel caso di Francis Chaloner, personaggio creato da Rhoda Broughton, mai invitata da Wilde nei suoi incontri, dove lo descriveva come un uomo dalle membra flaccide e dalla testa botticelliana.Si arrivò anche a commentare come si muoveva trovando, se si voleva trovare, qualcosa di sgradevole.
    Somigliava d’aspetto a suo fratello Willie, tanto che agli occhi inesperti i due si potevano confondere, ma non di carattere dove mancava lo spessore, più volte tentò la sua stessa strada fallendo Anche se agli occhi dei bambini appariva come Pierrot
    La risposta, che diede alla domanda se avesse qualcosa da dichiarare:
    Descrive perfettamente il suo intero modo di vivere, quello di un uomo che fece dell’eccentricità un pregio. Il suo aspetto fisico nei dettagli viene descritto da chi visse insieme a lui: alto 1,88 cm, labbra spesse, corpo grosso con i capelli che sembravano neri anche se il suo vero colore era di una tinta sul marrone scuro gli occhi blu, sguardo profondo, la sua andatura era oscillante e i denti sporgenti tanto che Edith Cooper lo paragonò ad un frutto che per quanto poteva apparire succoso era allo stesso tempo privo di grazia. Appariva a tratti come se fosse impacciato e possedeva un modo di ridere che poteva dare fastidio.Il suo accento irlandese, molto marcato all'inizio, si corresse durante la sua permanenza ad Oxford come descrisse l’attore Seymour Hicks, mentre alle orecchie di Max Beerbohm sembrava avesse una tonalità da mezzosoprano, e le sue frasi erano un misto di attenta preparazione e di spontaneità.
    Altra immagine caricaturale di Oscar Wilde, in cui si prende in giro varie passioni come la lingua francese che studierà.
    La figura letteraria di Wilde è stata per molto tempo subordinata a quella biografica, egli è stato provocatore ed eccentrico nelle sue pose, umorista pungente e amabile conversatore.Ebbe la sfrontatezza di dichiararsi socialista, di lasciar trasparire di essere omosessuale e di farsi beffa della saggezza depositata nei luoghi comuni. Divenne simbolo della spregiudicatezza, negli scritti come nella vita. La sua condotta fu un affronto costante all’ipocrisia vittoriana, rispettando, e chiedendo lo stesso ai suoi interlocutori, sempre l'osservanza delle buone maniere.E si divertiva a pescare.
    Quando poteva cercava anche di essere d’’aiuto al prossimo come quando in occasione di un'inondazione nella città di Lambeth convinse Rennell Rodd a venire con lui per cercare di aiutare le persone in difficoltà: qui riuscì a far divertire tantissimo una vecchia signora costretta a letto.Non faceva progetti sul futuro, non ci pensava, semplicemente viveva alla giornata.
    Richard Ellmann, curatore di una biografia che gli è valso il premio Premio Pulitzer affermava che non vi era traccia di crudeltà in lui e che non la comprendeva.
    Wilde come mecenate
    Nel corso del suo giro di conferenza in America riuscì ad aiutare molti giovani artisti: John Donoghue, uno scultore, volendosi farsi conoscere da Wilde gli inviò un bassorilievo della figura che lo aveva ispirato per Requiescat. Wilde si interessò a lui, lo conobbe e riuscì a levarlo dalla povertà in cui viveva.Lo scrittore irlandese non fu mai avaro di complimenti per i nuovi talenti, definendoli a volte come i migliori, nel loro genere, di tutto il paese e a volte il suo spirito convinse indecisi ad intraprendere l'attività letteraria.Fu anche prodigo nell'elargire consigli alle modelle, senza mai chiedere nulla in cambio. Altro personaggio che si sentì spinto da Wilde fu l'attrice di teatro Elizabeth Robbins.
    Critica letteraria
    Tutti si sono espressi su Oscar Wilde e sul suo modo di scrivere, anche chi come nel caso di Giulio Andreotti, ammetteva candidamente di non conoscere pressoché nulla dell’autore, l' "artista martire" come lo definirà Hugues Rebell dose ricalcata aggiungendo alla definizione di martire anche eroe e mentore in un paragrafo che non a caso ci chiama “il culto di Oscar”, mostra nelle sue opere il suo semplice linguaggio, la facilità con cui veniva compreso anche fuori dal suo paese d’origine come sottolinea Jorge Luis Borges. Nei suoi scritti Karl Beckson notò che qualunque fosse l’argomento trattato si leggeva del post-modernismo, riusciva sempre a presagire i tempi, ma la sua abilità più che con la poesia veniva espressa con la prosa, per via delle sue frasi colorate e dell'immaginazione che nascevano dalle parole come nel 1925 espresse Osbert Burdett.Mario Praz lo paragona più volte a Byron, ammettendo che entrambi davano una grande importanza all'arte che in mano loro diventava vita, notando che anche le loro opere meno riuscite avevano di fatto un identico impatto, superiore a quello che si poteva pensare, grazie alle loro personalità e Wilde, massimo esponente dell'estetismo, aveva poco da offrire per contrastare la superiorità di Byron, solo la sua capacità di conversare in maniera brillante, riuscendo a strappare sorrisi.
    Arthur Nethercot parlava della coesistenza di un Wilde e di un Anti-Wilde, nella sua esposizione si ritrova a parlare sia del dandy, colui che voleva farsi conoscere a ogni costo, colui che proclamava l’estetismo che si frapponeva all’altra parte conosciuta da pochi: una persona normale sentimentale e penitente, il paradosso è stato evidenziato da molti autori Il peccatore che è anche santo, il pagliaccio che ha visto la tragedia della realtà del resto lui stesso ammetteva che concetti come il pianto di gioia erano per lui l’effetto drammatico della natura, cosa che amava esternalizzare nelle sue opere. In fondo come notano altri autori, Wilde aveva due strade che percorse entrambe: la via del cinismo che si evolse nell’ ironia, e la ritroviamo nel suo teatro e nelle commedie, che ha portato l’inserimento a tanti aforismi, e lo spirito Idealistico che si ritrova nei dialoghi immaginari creati da lui, come si ritrovano nei suoi romanzi e nella prosa, quella prosa che seduce lo spettatore.
    A William Butler Yeats, che lo conosceva bene, sembrava un autore incompiuto, quasi vincitore del Graal, mentre Walter Pater diceva che leggendo i suoi scritti si pensa più ad un ottimo parlatore che altro.Secondo Renaud gli artefizi non gli si addicevano, Wilde otteneva i suoi risultati migliori con naturalezza.
    Cultura popolare
    Il nome Oscar Wilde si diffuse, superando il confine della carta stampata già all’epoca del viaggio in America: furono creati dei valzer con i titoli di "non ti scordar di me di Oscar Wilde", il "giovanotto ciondolante" e "Oscar caro!" Oltre alle innumerevoli caricature su carta l’umorista Eugene Field arrivò a prendere, camuffandosi, le sue sembianze, ci fu anche una versione pirata della sua prima operaSu Wilde sono state organizzate conferenze internazionali a distanza di quasi cento anni dalla sua morte,in suo nome venne chiamato un filone d’argento (L’Oscar). Vi si ritrovano anche agenzie turistiche che propongono come mete di viaggio i luoghi che più hanno distinti la vita di Wilde a Londra.
    Le sue frasi si vedono dappertutto sia stampate sulle T-shirt che marchiate sulle tazze di caffè rendendolo più popolare di quanto non fosse nell’epoca vittoriana
    Opere
    Teleny (Teleny or The Reverse of the Medal) (Parigi, 1893) - In cui fra i vari autori figurerebbe anche Wilde, ma nell'opera il suo tratto caratteristico non si riscontra in nessun passaggio.
    Aforismi
    Una casa di melograni (frontespizio)
    Wilde non pubblicò mai una raccolta di aforismi: chi ne parla, quindi, li estrapola dall’intero corpus delle sue opere. Eppure proprio gli aforismi rappresentano la quintessenza del suo stile di vita, di pensiero e di scrittura. In vita, il pensiero di creare tale raccolta gli venne una volta, poco prima di recarsi in Francia, nel 1897, quando era ancora nel carcere di "Reading", ma a tale progetto non seguì mai una realizzazione.L'idea di una raccolta di questo genere non apparteneva soltanto ad Oscar, infatti ne apparvero alcune, già prima del processo: Phrases and Philosophies for the use of the Young e nella Prefazione del romanzo "The Picture of Dorian Gray" (datato 1891), che fu interamente composta di suoi aforismi
    Nella sua abilità nel riuscire ad esprimere con un aforisma una verità sono stati in molti a cimentarsi ma nessuno lo supererò mai.
    Film su Oscar Wilde
    Illustrazione da The Canterville Ghost
    Nel corso degli anni la figura di Oscar Wilde è apparsa innumerevoli volte sul palcoscenico della tv, del cinema e del teatro, mentre le opere da lui create sono state ampiamente sfruttate sia direttamente che indirettamente. Fra tutte il ritratto di Dorian Gray ha saputo, già dal 1910, e con successo nel 1945 dove grazie anche all'interpretazione di Angela Lansbury fu candidato a 3 premi Oscar fornire idee a tanti registi e produttori televisivi.
    Teatro su Oscar Wilde
    Le interpretazioni teatrali di Wilde nel corso degli anni sono innumerevoli, i vari attori che lo hanno interpretato nel corso dei tempi sono stati ra gli altri Vincent Price, Simon Callow, Liam Neeson, Romolo Valli, mentre fre le rappresentazioni teatrali più famose si riscontrano Diversions and delights, The invention of Love e The Judas Kiss.
    Bibliografia
    Anni dopo la sua morte di Oscar Wilde Reggie Turner scriveva a Robert Sherard affermando che secondo lui mai si sarebbe scritto un libro che potesse essere considerato soddisfacente per contenere un personaggio talmente infinito come Oscar Wilde.
    Su di lui hanno scritto premi Nobel per la letteratura e per i testi dedicato a lui si è conferito anche un Premio Pulitzer per la biografia.
    Note

      ^ Oscar Wilde, Detti e Aforismi quinta edizione Pag 223, Milano, BUR, 2004. ISBN 978-88-386-3917-3
      ^ «Il pubblico borghese adora avere la sensazione che si fa appello alla sua intelligenza» così come scrive Masolino d’Amico in Masolino d’Amico, Dieci secoli di teatro inglese Pag 327, Milano, Mondadori, 1981.
      ^ Nel Grande dizionario dell’uso, diretto da Tullio De Mauro, Torino, UTET, 2000, alla voce «esprimersi per paradossi» rinvia a «i paradossi di O.Wilde».
      ^ Oscar Wilde, articolo di James Joyce pubblicato sul Piccolo della Sera di Trieste il 24 marzo 1909 e scritto in italiano dall’autore. L’articolo è riportato in Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray Pag 9, Roma, Newton Compton, 1993. .
      ^ Neil Bartlett, Who was that Man? A Present for Mr Oscar Wilde Pag 41, London, Serpent's Tail, 1988.
      ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde, London, Hamish Hamilton, 1987, pag 184
      ^ Barbara Belford, Oscar Wilde: A Certain Genius. Pag XII, Random House, 2000. ISBN 9780679457343
      ^ Fra tutte l'importanza di chiamarsi Onesto, fra cui è stata definita da W.H. Auden come «l'unica opera puramente verbale in lingua inglese» dal suo saggio "An Improbable Life" su New Yorker del 9 marzo del 1963
      ^ Greta Jones; Elizabeth Malcolm, Medicine, Disease and the State in Ireland, 1650-1940 Pag 88, New York, Cork University Press, 1999. ISBN 9781859182307
      ^ della sua "incisione di Wilde" se ne parla ancora oggi, ha pubblicato due studi: epidemic ophtalmia nel 1851 e aural surgery nel 1853 Diamant H, Hultcrantz M. (1996). history of otitis media Nord Medicinhist Arsb..
      ^ Irish popular superstitions 1852, opera dedicata alla moglie
      ^ La ragazza in seguito venne dichiarata pazza dalla moglie di Sir Wilde tramite corrispondenza ai colleghi del marito. Lady Wilde lettera a Mrs Olivecrona 1 gennaio e 23 marzo 1865
      ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde Pag 122-123, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Masolino d'Amico ci ricorda di come la sua vantata discendenza italiana (più precisamente toscana) era in realtà finta: discendeva da umili lavoratori inglesi così come scritto in Oscar Wilde, Wilde Opere a cura di Masolino D'Amico pag XII, Milano, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-47906-X
      ^ La madre, come il figlio, tendeva a nascondere la propria età: la data esatta fu ricavata dalla sua richiesta di finanziamento mossa alla Royal Literary Fund nel 1888
      ^ Dalle lettere di Lady Wilde lettere ad Henry Wadsworth Longfellow, 30 novembre 1875 e 11 maggio 1898 (Houghton)
      ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde, London, Hamish Hamilton, 1987, pag. 16
      ^ Jonathan Fryer, Wilde Pag 97, Haus Publishing, 2005. ISBN 9781904341116
      ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde Pag 421, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Oscar Wilde, Detti e Aforismi quinta edizione Pag 218, Milano, BUR, 2004. ISBN 978-88-386-3917-3 traduzione di Alberto Rossatti
      ^ A Dublino si ricordavano le sue abilità oratorie fino al punto che solo una volta egli fu contrastato da un altro abile parlatore quanto lui, e in quell’occasione Sir William espresse le sue rimostranze, facendo finta di addormentarsi e russando. Da Lady Wilde, lettere 1852, 22 novembre 1854.
      ^ Terence De Vere White, The parents Of Oscar Wilde Pag 210-211, London, 1967.
      ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde pag 24, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Christopher John Murray; Elizabeth Malcolm, Encyclopedia of the Romantic Era, 1760-1850 Pag 717, New York, Taylor & Francis, 2004. ISBN 9781579584221
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      ^ «Names are everything» (i nomi sono tutto) si legge nel ritratto di Dorian Gray pag 231. La madre pensava alla grandezza del nome come descrive accuratamente in Barbara Belford, Oscar Wilde: A Certain Genius. Pag 3-4, Random House, 2000. ISBN 9780679457343
      ^ Il nome Oscar secondo la mitologia irlandese era il figlio di Osin nato nella terra dell’eterna giovinezza, da ciò l'augurio di essere sempre giovane.
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      ^ "C33" era la sua matricola da prigioniero come scritto in:André Gide, Gli ultimi anni di Oscar Wilde Dandy decaduto Pag 51, Viterbo, Fiabesca, marzo 2008. ISBN 978-88-6222-027-9 Traduzione a cura di Stefano Lanuzza
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      ^ Wilde si alterò a vedere l'articolo apparso sul giornale “Pall Mall budget” di Wiliam Archer, articolo comparso nel 10 gennaio 1895
      ^ Frank Harris; Bernard Shaw, Oscar Wilde: Including My Memories of Oscar Wilde Pag 15, Michigan State University Press, 1959.
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      ^ Questa informazione la si deve a Murroe Fitzgerald, in una lettera al direttore dell’Irish Times il 28 agosto 1954, in tale sede fa riferimento ad entrambi i ragazzi in qualità di loro badante
      ^ Reginald Turner lettera a A.J.A. Symons 26 agosto 1935, l’aneddoto gli era stato raccontato dallo stesso Wilde
      ^ a b Oscar Wilde, Aforismi Humor inglese con la firma d'artista seconda edizione, Colognola ai Colli, Demetra srl, 1998. 5 ISBN 88-7122-433-7Traduzione di Bettina della casa
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      ^ Stuart Mason, Bibliography of Oscar Wilde, London, 1914. 295
      ^ a b Oscar Wilde, Aforismi 21a edizione, Colognola ai Colli, Mondadori, 1998. 53 ISBN 88-04-47791-1Traduzione di Alex R. Falzon
      ^ Sherard, the real Oscar Wilde,, London, 1946. 148
      ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. 41 ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Wilde all'esame di Composizione inglese ebbe 6, per tale disciplina in quell'anno fu il voto più alto conseguito
      ^ Wilde in traduzione del greco ebbe 7, il voto massimo consentito
      ^ Lewis Henry Lloyd; Justin Smith, Oscar Wilde Diuscovers America, new york, 1936. 8-9
      ^ L'intero testo del giornale è riportato in Stuart Mason, Bibliography of Oscar Wilde, London, READ BOOKS, 2007. 100 ISBN 9781406754858
      ^ Oliver St John Gogarty, A picture of Oscar Wilde, in intimations, New York, 1950. 50
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      ^ Recensione di "As you like it at Colombe House Dramatic Review 6 giugno 1885
      ^ Lettera di Robert Ross citata inEduard J. Bock, Oscar Wildes persönliche und frühste literasiche Beziehngen zu Walter Pater, Bonn, "Cornihill Magazine" LXVI, 1913. 26
      ^ Come scrisse Max Beerbohm nei suoi appunti su Wilde (Nypl – Berg)
      ^ Recensione di Henry the Fourth at Oxford "Dramatic Review 23 maggio 1885 Henry James Persons and Places 1883 |pagine=246
      ^ H.Montgomery Hyde, Oscar Wilde: A Biography pag 19, London, Mandarin, 1975. ISBN 9780417019307
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      ^ Evento ricordato in Secret Diary of a Lady of fashion evening news 15 novembre 1920
      ^ Woods Margaret L, Oxford in the Seventie "Fortnightly" CL n° 282, , 1941. 281-282
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      ^ Mr Mahaffy's New Book daPall Mall Gazzette del 9 novembre 1887
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      ^ Lettera di Edith J Kingsford brighton 11 ottobre 1875 in sui si parlava anche dell'opposizione della madre di lei
      ^ Marc-André Raffalovich, Uranisme et unisexualitè Pag 245, Lyon - Paris, 1896.
      ^ Le due versioni, quella con soggetto maschile e quella con soggetto femminile sono disponibili in Oscar Wilde, teatro e poesia Pag 499 e 665 a cura di Aldo Camerino, Roma, Casini, 1952.
      ^ Due sono le versioni di tale episodio, o gli fece copiare il 27° capitolo degli atti o una traduzione dal greco dell'episodio del tradimento di Gesù, in entrambi i casi quando il professore gli chiese di fermarsi Oscar continuò riferendo che voleva sapere come andava a finire. Douglas Ainslie, Adventures Pag 93 a cura di Aldo Camerino, London, Casini, 1922.
      ^ Del successo ottenuto si vantò con sua moglie in una lettera a lei inviata dalle Carte di Shane Lesile (tcd) G.A. Macmilliam lettera a suo padre da Genova datata 28 marzo 1877, in possesso di WSG Macmilliam Stanford e Mc Dowell, Mahaffy pag. 41
      ^ La trascrizione fedele e la traduzione del testo la si ritrova in Oscar Wilde, teatro e poesia Pag 615 a cura di Aldo Camerino, Roma, Casini, 1952.
      ^ G.A. Macmillian, A Ride Across the Peloponnese pag 551-552 -561 e 563, Edinburgh, Edinburgh Monthly Magazine, maggio 1878.
      ^ David Hunter Blair, Victorian Days Pag 132-134, London, 1939.
      ^ W.W. Ward, An Oxford Reminiscence in Vyvyan Holland Son if Oscar Wilde Pag 220, New York, 1954.
      ^ George Fleming, Mirage opera in 3 volumi., London, 1877. II pp. 91-92, III p. 26
      ^ Come si legge dal registro dei verbali del presidente del college. Detenuto presso il Magdalen,
      ^ Così come viene riportato in Henry James, Persons and Places, London, 1883. 246
      ^ Lady Wilde lettera a Wilde autunno 1876 (Clark)
      ^ Wilde confuse le due ammende pensando che doveva pagare 3 sterline di spese giudiziarie per il pagamento di 5, ma in realtà erano pochi scellini. Così come viene riportato in Oscar Wilde, More Letters of Oscar Wilde, London, 1985. 82 a cura di Rupert Hart-Davis
      ^ Oscar Wilde, The Letters of Oscar Wilde, London, 1962. 23 a cura di Rupert Hart-Davis
      ^ Oscar Wilde, The letters of Oscar Wilde a cura di Rupert-Hart-Davis Pag 39, London, 1962.
      ^ Citazione di Wilde in Pater, Mr Pater' Last Volume I n.12"The Speaker", London, 22 marzo 1890. 319-320
      ^ a b c Bodley in un articolo sul "Mew Yor Times" del 20 gennaio 1882
      ^ Dal diario del rettore del Lincoln College Mark Pattison 5 maggio 1878, altre descrizioni le ritroviamo da Thomas Wright il Biografo di Pater nel 1907 dove si racconta le ue attenzioni anche verso un barbiere. Lettera al Brasenose college di Oxford
      ^ Lettera di Robert Ross citata in Eduard J. Bock, Oscar Wildes persönliche und frühste literarische Beziehngen zu Walter Pater Pag 11, Bonn, "Cornihill Magazine" LXVI, 1913.
      ^ William Rothenstein, Men and Memories Pag 139, New York, gallery, 1931.
      ^ Thomas Wright, The Life of Walter Pater 2 volumi II volume, London, gallery, 1907. 126
      ^ Articolo scritto in parte da Wilde del 4 settembre 1880 "The Athenaeum"
      ^ Wilde stesso comprò una copia del libro di W.M. Mallock in The New Republic. In tale opera mise a confronto due tipologie di uomo: quello esteta e quello pratico, dando per vincente il secondo. Wilde aveva una copia di quel libro che ora la stessa si può ammirare nella biblioteca di Londra del King's College. Il suo apprezzamento per Mallock lo si può leggere inOscar Wilde, The Letters of Oscar Wilde, London, 1962. 20-21 a cura di Rupert Hart-Davis
      ^ P.H.W. Almy, New Views of Mr Oscar Wilde Theatre XXII, London, 1894. 119-127
      ^ a b Violet Hunt, The Flurried Years Pag 13, New York, 1926.
      ^ Walter Sichel, The Sand of Time, London, 1923. 125
      ^ Douglas Ainslie, Adventures, Pag 178 a cura di Aldo Camerino, London, Casini, 1922.
      ^ Jean Lorrain, Heures de casse Pag 31, Paris
      ^ De Saix Guillot Souvenirs inédits, in l'Européen, Pag 141
      ^ Edmond Jaloux, Les Saisons littéraires, Pag 170-171, Paris, 1950.
      ^ Coulson Kernahan, Good Company, seconda edizione, Pag 208, London, 1917.
      ^ Henry James; Eugene Field, The Painter's eye, a cura di L. Sweeney, Pag. 142, New York, The Grosvenor gallery, 1956.
      ^ Reverendo H.S. Bowden lettera a Wilde 15 aprile 1878 (Clark)
      ^ André Raffalovich, Oscar Wilde "Blackfriars" VIII n 92, London, The Grosvenor gallery, 1927.
      ^ Vincent O'Sullivan, Aspects of Wilde, Pag. 65, London, 1936.
      ^ Come raccontato dallo stesso Wilde a mrs Julian Hawthorne, in Harper's Bazar
      ^ Smith Philip E. e Micheal S. Helfand, Oscar Wilde’s Oxford Notebooks, New York e Oxford, 1989 come riferito in Oscar Wilde: Myths, Miracles, and Imitations, Pag. 186, Cambridge University Press, 1996. ISBN 9780521475372
      ^ Ernest Rubinstein, Religion and the Muse: The Vexed Relation Between Religion and Western Literature. Pag. 165, SUNY Press, 2007. ISBN 9780791471494
      ^ André Gide, Oscar Wilde, pag. 27, Firenze, Passigli, 1990. ISBN 978-88-3680-6164 traduzione a cura di Gaby Pazzi
      ^ André Gide, Gli ultimi anni di Oscar Wilde Dandy decaduto pag 30, Viterbo, Fiabesca, marzo 2008. ISBN 978-88-6222-027-9
      ^ a b Max Meyerfeld, Gedenkblatter Robert Ross in Das Literarische Echo XXI Pag 779-785, , gennaio 1919.
      ^ Richard Ellmann cita a sostegno di questa tesi sia il libro di Ransome del 1912 e quello di Harris del 1916, dove entrambi citano la sifilide come la causa della morte, ipotesi comunque non accettata dall'unanimità della critica dell'autore. Ellmann affermò poi che forse era stato contagiato prima di conoscere Constance Fletcher, così come in Richard Ellmann, Oscar Wilde, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. 115-116 ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Dal Catalogo di Mass n812 del 1953 (voce 121) si poteva leggere che tale opera era "probabilmente indirizzata alla donna che contagiò Wilde".
      ^ Robert Formano Horton, an Autobiography, , 1917. 44
      ^ Da Lady Wilde lettere giugno 1878
      ^ Come da articolo apparso sull'Academy del 17 febbraio 1906
      ^ Come si evince dalla pubblicazione del 30 gennaio 1879
      ^ Ethel Smith, Impressions That Remained, 2 volumi, London, 1919. 115-117
      ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde, Pag 36, Rocca san Casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Oscar Wilde, The Letters of Oscar Wilde a cura di Rupert Hart-Davis pag 54-74, London, 1962.
      ^ Wilde con gli esaminatori discuteva sul termine “metaphysic” presente nel testo, mentre si sarebbe dovuto scrivere per come era indicato “metaphysics”. Per tale evento si registra la presenza di Lewis Farnell in Lewis Farnell, An Oxonian Looks Back, pp. 70-71, London
      ^ Willie non aveva il tempismo adatto: mise fretta alla donna che voleva sposare per l'eredità fidanzandosi dopo solo poche ore l'averla conosciuta e le chiese anche di mantenere il più stretto riserbo, questo portò la donna ad allontanarsi da lui come scritto in Ethel Smyth, Impressions That remained, 2 volumi, volume I, pp. 115-117, London, 1919.
      ^ Lettera a A.H. Sayce datata 28 maggio 1879 (Bodleian)
      ^ Frank Benson affermò che Wilde non fu di alcun aiuto, mentre la versione di Wilde la si ritrova in Telegram NewYork del 13 gennaio 1882
      ^ Da Athenaeum del 4 settembre 1880 pag 301-302. la parte attribuita a Wilde inizia dall’articolo di Mr Jebb per poi terminare a Atene
      ^ Louise Jopling, Twenty Yeras of My Life, 1867 to 1887, pag. 79, London, 1925.
      ^ Frank Benson, presente all’episodio, descrive la scena in Frank Benson, my memories pag 138, London, 1925.
      ^ Raccontato a Mrs Julian Hawthorne e scritto in "Harper’s Bazar" 18 giugno 1881
      ^ a b Claude Beddimgton, All that I have Met, pag. 34, London, 1929.
      ^ William Shakespeare prima di arrivare a Londra non era molto conosciuto, Wilde sperava in altrettanta fortunaElizabeth Robins, Both Sides of the Curtain, pag. 9, London, 1940.
      ^ Descrizione particolareggiata della dimora la si ritrova in Laura Troubridge, Life Among the Ttrubridges a cura di Jacqueline Hope Nicholson, pag. 152, London, 1966.
      ^ a b Nigel Rees; Humphries L.Roger, Brewer's Famous Quotations: 5000 Quotations and the Stories Behind Them, Pag. 491, Weidenfeld & Nicolson, 2006. ISBN 9780304367993
      ^ Nella descrizione che fa di lei Randolph Churchill sembra avesse "3 plis de Vénus" 3 pieghe di venere al collo come da Randolph Churchill, Reminiscences, pag. 105, London, 1908.
      ^ Wilde in particolare sembrò apprezzare la sua bellezza come descritto in Mrs Langtry as Hester Grazebrook, "World" di New York del7 novembre 1882
      ^ Noel B Gerson, Lillie Langtry, pag. 54, London, 1971.
      ^ Oscar Wilde citato sul Morning Herald di Halifax, 10 ottobre 1882
      ^ Con questa sua ultima battuta si congeda dal suo amico Bodley. Informazione e risposta appresa dal diario di Bodley tenuto a Bodleian.
      ^ Particolare e dettagliata descrizione di Oscar Wilde in Lillie Langtry, The Days I Knew, pp. 86-87, London, 1925.
      ^ Gower, My Reminescens, Vol. II, pag. 153, London
      ^ Come narrava Raffalovich in André Raffalovich, Oscar Wilde “Blackfriars” VIII n 92, London, The Grosvenor gallery, 1927.
      ^ Da: Some Letters of Vincent O’Sullivan to A.J.A. Symons, Edimburgh, 1975
      ^ Robertson Graham, Time was, pag. 70, London, 1931.
      ^ Rifiutò a prescindere sia il lavoro proposto direttamente da Miles, nel campo dell’orticoltura, che Wilde giudicò offensivo per un "giglio" come lei e anche alla rivista Life dove invece collaborava Miles come descritto in Heinrich Febelberman, The Memoirs of a Cosmopolitan, pag. 125, London, 1932.
      ^ L’attrice non comprendeva il perché fosse così presente in ogni dove così come in G.T. Atkinson, Oscar Wilde at Oxford, Pag. 562, London, 1895.
      ^ Wilde, come Henry James, difendeva il concetto di essere più che di fare, tipico del movimento dell’esteta. Per la risposta data a Modjeska: "Should Geniuses Meet?", Court and Society Review, iv, 4 maggio 1887, pp. 413-414
      ^ Louise Jopling, Twenty Years of My Life, 1867 to 1887, pag. 78, London, 1925.
      ^ Robert Sherard, Oscar Wilde Story of an Unhappy Friendship, Pag. 13, London, 1917.
      ^ a b Charles Ricketts racconta nella sua opera sotto lo pseudomino Jean Paul RaymondJean Paul Leverson; Raymond, Oscar Wilde, Recollections, London, Nonesuch Press, gennaio 1932.
      ^ Wilde sentendo i commenti al gesto di Norman dove scherzando dissero che a momenti gli stendevano un tappeto di fiori, subito ne approfittò gettando tutti i gigli che aveva in mano ai suoi piedi. Così come raccontato in Ada Leverson, The Last First Night “New Criterion”, pp. 148-153, London, 1926 gennaio.
      ^ W.W. Ward, An Oxford Reminiscence in Vyvyan Holland Son if Oscar Wilde, p. 220, New York, 1954.
      ^ Oscar Wilde in una recensione apparsa sul Saunders’s Irish Daily News del 5 maggio 1879
      ^ Ellen Terry; Raymond, Ellen Terry Memories a cura di Edith Craig e Cristopher, pag. 231, Saint John, 1933.
      ^ Oscar Wilde in una recensione del quadro “Olivia” di Whistler del 30 maggio 1885
      ^ Joseph Pennell; E.R., The Life of James McNeill Whistler, pag. 724, London, 1911.
      ^ Il Trilby era un'opera scritta dallo stesso du Maurier Léonée Ormond; E.R., Georgedu du Maurier, pp. 468-469, London, 1969.
      ^ Scambio di battute prese da Pearson Hesketh, Gilbert His Life and Strife, pag. 110, London, 1957.
      ^ Don C. Seitz, Whistler Stories, pp. 66-67, New York, 1913.
      ^ Karl Beckson, Oscar Wilde: The Critical Heritage, Pag. 59, London, Routledge, 1997. ISBN 9780415159524
      ^ Jean Paul Leverson; Raymond, Oscar Wilde, Recollections, Pag. 29, London, Nonesuch Press, gennaio 1932.
      ^ Oscar Wilde, Wilde Opere a cura di Masolino D'Amico pag 1654, Milano, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-47906-X
      ^ Come riportato da Mrs Julia Hawthorne in Harper's Bazaar
      ^ Schrickx, "Oscar Wilde in Belgium in 1879 and his early Interest in Gautier", in Revue des langues vivantes, n° 2-3, pp. 117-256, London, 1971.
      ^ Henry Newbolt, Os my world as in My Time, pp. 96-97, London, 1932.
      ^ Dalla pubblicazione dell’Oxford and Cambridge Undergraduate’s Journal del 17 novembre 1881, l’opera dopo una lunga discussione non fu ammessa alla Biblioteca
      ^ Il padre di Frank Miles morì dopo poco e lui finì i suoi giorni in manicomio, per la diatriba con Wilde Frank Harris, His Life and Adventures, pag. 303, London, 1947.
      ^ I contatti avvennero grazie al colonnello W.F. Morse così come in W F Morse, American Lectures in the Works of Oscar Wilde, la lettera si trova in un volume chiamato His Life (non vi è l’elenco delle pagine al suo interno), Boston – New York, 1999.
      ^ Whistler non ammetteva che si ridicolizzasse in tal modo la sua Chelsea come riferito in James McNeil Whistler, The Gentle Art of Making Enemies, pag. 243, London, 1904.
      ^ Peter Raby, Oscar Wilde Pag 12, Cambridge, Cambridge university Press, edizione 1988. ISBN 0521260787
      ^ Fra le tante reazioni la più singolare fu quella proposta da Labouchere che scrisse “sono deluso da Wilde” firmandosi l’Oceano Atlantico. In realtà Wilde disse tutt’altro, parlando pensando ai viaggi turbolenti che fece in passato come narra in Richard Ellmann, Oscar Wilde, pp. 189-190, Rocca san Casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Helen Potter, Impersonations, pp. 195-197, New York, 1891.
      ^ Ann Thwaite, Edmund Gosse, pag. 211, New York, 1985.
      ^ Fu avvisato dallo scrittore Clarence Stedman che si lamentava di quanto idioti sembravamo gli americani di fronte ad Oscar Wilde, così come riportato dalla moglie in Mrs Thomas Bailey Aldirch Crowding, Memories, pag. 246, , 1921.
      ^ Wilde accennava fra le altre cose all’importanza della satira, affermando che per mantenere la mente lucida bisognava opporsi al pensiero di quasi tutto il pubblico britannico, così come scrisse al "Daily Gazette" di Cincinnati (21 febbraio 1882)
      ^ Walt Whitman, lettera del 18 gennaio 1882 detenuta nel Texas
      ^ Incontro descritto in parte in un articolo uscito il 19 gennaio 1882 su “Press”, a Filadelfia
      ^ come dichiarato a Gorge Ives, diario, pag. 4305, detenuto nel Texas, , 1901.
      ^ Come la regina prima di lui, in una visita al suo palazzo vicino al poeta lo assicurò a modo suo sul fatto che in Inghilterra fosse famoso («tutta la mia servitù la legge») per i commenti di Wilde Chris Healy, Confession of a Journalist, pp. 130-138, London, 1904.
      ^ Uwe Böker; Richard Corballis, Julie Hibbard, The Importance of Reinventing Oscar: Versions of Wilde During the Last 100 Years, Pag 111, Rodopi, 2002. ISBN 9789042014008
      ^ Archibald Forbes lettera a Miss Flosce 15 gennaio 1882 (Clark)
      ^ Come si racconta in un articolo del Sunday Herald di Boston apparso il 29 gennaio 1882
      ^ Molte erano le prove a sostegno che fosse lui l’autore dell’articolo, oltre a scrivere di cose che sapevano solo loro due vi fu anche il commento di sua madre dove parlava di “sue critiche mosse a WildeHelen Mrs Bodley, For Remembrance, opera in IV volumi, Volume I pag 648-649, London
      ^ a b Richard Ellmann, Oscar Wilde pag 212-214, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Henry Leon Edel Adams, The Middle Philadelphia pag 31, London, 1962.
      ^ Mrs Henry Adams, Letters a cura di Ward Thoron pag 338 e 342, London, 1937.
      ^ Articolo apparso il 21 febbraio 1882 sul Daily Gazette di Cincinnati
      ^ W F Morse, American Lectures in the Works of Oscar Wilde, pp. 81-82, Boston – New York, 1999.
      ^ Lewis Henry Lloyd; Justin Smith, Oscar Wilde Diuscovers America, pp. 155-156, New York, 1936.
      ^ Ernest Samuels Henry Adams; Justin Smith, The Middle Years Cambridge, pag. 164; Oscar Wilde Discovers America, pp. 155-156, Cambridge, 1958.
      ^ "Democrat and Chronicle" di Rochester dell’8 febbraio 1882
      ^ Articolo apparso sul "Globe" di Boston il 10 febbraio 1882
      ^ Epiteto preso da Byron solo che aveva cambiato il soggetto: infatti lui lo aveva accostato in precedenza a Roma. Così come "World", di New York del 18 giugno 1882
      ^ Robert D. Pepper, Irish Poets of the Nineteeth Century, pag. 33, San Francisco, 1972.
      ^ Si trattò di un errore in fase di organizzazione degli incontri come da "Times and Transcript" di Moncton, Diamond Jubilee luglio 1954
      ^ Oscar comprese in ritardo di essere stato vittima di una truffa organizzata da Hungry Joe Sellick, non sporse denuncia e questo gli permise di recuperare parte del maltolto, fu poi vittima di una presa in giro del "New York Tribune", come da "Tribune" di New York il 29 dicembre 1882, "New York Times" del 29 dicembre 1882, lettera da lui scritta a John Boyle O’Reilly (in seguito venduta il 6 marzo 1945)
      ^ Come riporta la signorina Piffle Isabel Field, This Lufe is Loved, pp. 139-144, , 1937.
      ^ a b Stuart Mason, Impressions of America, pp. 30-36, Sunderland, 1906. e "The World" del 7 marzo 1883
      ^ Oscar Wilde, The Letters of Oscar Wilde. Pag. 119 a cura di Rupert Hart-Davis, London, 1962.
      ^ I conti furono registrati al registro contabile della collezione Arends NYPL
      ^ Lady Wilde, Letters. Datazione incerta, si presuppone che sia di ottobre, l’anno è il 1882. Si trova a Clark
      ^ Wilde era incuriosito da quel paese, che sul mappamondo sembrava così brutto (l'Australia) e voleva se lui avrebbe potuto trasformarlo in qualcosa di bello. Così come dal "Tribune" di New York, in un articolo apparso il 31 ottobre 1882
      ^ dall’intervista rilasciata il 23 dicembre Andrew’s American Queen, dove descriveva la malattia che lo fece impensierire per un'eventuale ricaduta: infatti non gettò i medicinali con cui si curò anche dopo la guarigione
      ^ Per l’occasione scelse uno sfondo quasi inadeguato a lei, le cascate del Niagara come in Lillie Langtry, The Days I Knew, pag. 93, London, 1925.
      ^ come nell'articolo apparso in "Word" di New York del 7 novembre 1882
      ^ Mary Anderson, A few More Memories, pag. 20, London, 1926.
      ^ Mackaye Percy, Epoch: The Life of Steele Mackaye, pp. 444-446, da dove si leggono le lettere a Steele Mackaye, New York, 1927.
      ^ "Tribune" del 10 gennaio 1883 e del 4 febbraio 1883
      ^ Oscar Wilde, Detti e Aforismi quinta edizione Pag 34, Milano, BUR, 2004. ISBN 978-88-386-3917-3
      ^ Louis Latourette, Dernières heures avec Oscar Wilde, “Nouvelles Littéraires”, , dicembre 1928.
      ^ John Augustus, Chiaroscuro Fragments of Autobiography, First Series, pp. 433-434, , dicembre 1952.
      ^ a b Robert Harborough Sherard fu uno dei più grandi biografi di Oscar Wilde, inseguito scrisse 3 libri: The Story of an Un happy Friendship del 1902, Life of Oscar Wilde 1906 e The Real Oscar Wilde del 1915, più altre piccole raccolte.
      ^ Sherard lettera ad A.J.A. Symons 3 giugno 1937 31 maggio 1937
      ^ Robert Sherard, Oscar Wilde Story of an Unhappy Friendship, Pag. 72, London, 1917.
      ^ Oscar Wilde in occasione del suo nuovo taglio di capelli, portò un busto forse di Nerone, o forse di Antinoo al barbiere. Come si legge in Louise Jopling, Twenty Yeras of My Life, 1867 to 1887, pag. 80, London, 1925.
      ^ Alcuni insinuarono che i suoi capelli erano diventati ricci come i suoi dentiE. Terry, Memoirs, pag. 253,
      ^ Il "The World" per l'occasione aveva scritto una piccola poesia, come da articolo del 23 maggio 1883
      ^ Come da "Punch" del 31 marzo 1883
      ^ Douglas Goldring, South Lodge Pag 187, Cambridge, edizione 1943.
      ^ dalla lettera che Harry Phillips indirizzata a Sir Rupert Hart-Davis del 14 settembre 1960
      ^ Descrizione particolareggiata dal “P.’s Weekly del 30 maggio del 1913
      ^ Dal ritaglio di giornale da cui è tratta la notizia non si è riuscito a comprendere né la data né quale giornale fosse, in ogni caso la notizia è riportata anche in Richard Ellmann, Oscar Wilde, pag. 275, Rocca san Casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Merlin Holland, The Wilde Album, Pag. 112, London, 1997.
      ^ Constance Lloyd lettera a Otho Lloyd del 7 giugno 1881
      ^ Oscar Wilde; Alvin Redman, The Wit and Humor of Oscar Wilde, Pag. 123, London, Courier Dover Publications, 1959. ISBN 9780486206028
      ^ "The truth" 18 luglio 1883
      ^ "Herald" di New York del 12 luglio 1883
      ^ Kenneth Rose, Superior Person, Pag. 72, Cambridge, edizione 1969.
      ^ Constance Lloyd lettera a Otho Lloyd 26 novembre 1883
      ^ Fra le varie lettere quella di Lady Wilde indirizzata ad Oscar del 27 novembre 1883 era firmata “La Madre” ovvero in lingua italiana
      ^ veniva schernito del fatto che nelle sue conferenze parlava sempre della "casa bella", ora, secondo i suoi interlocutori aveva l’occasione di mostrarne una. Da Sir Johnston Forbes-Robertson, A Player Under Three Regins, Pag. 110, , edizione 1925.
      ^ Hyde H. Montgomery; Oscar Wilde, The Trials of Oscar Wilde Pag 45, Courier Dover Publications, 1973. ISBN 9780486202167
      ^ E.A. Brayley Hodgett, Moss From a Rolling Stone, Pag. 130, , 1924.
      ^ L.B. Walford, Memories of Victorian, pp. 147-153 e 230-233, London, 1912.
      ^ Jonathan Fryer, Wilde Pag 53, Haus Publishing, 2005. ISBN 9781904341116
      ^ "The Bat" del 30 marzo 1886
      ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde,pp. 307-308, Rocca san Casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Louise Jopling, Wilde, pp. 79-82,
      ^ Anne Clark Amor, Mrs. Oscar Wilde: A Woman of Some Importance, Pag. 51, Sidgwick & Jackson,
      ^ Jonathan Hyde, Oscar Wilde, pp. 21-23,
      ^ E. H Mikhail, Oscar Wilde: Interviews and Recollections, Pag. xvi, Barnes & Noble, 1979.
      ^ Descrizione più particolareggiata dell’abitazione in Charlotte Gere; Lesley Hoskins, Geffrye Museum, Wilde, pp. 79-82, London, Lund Humphries, ISBN 9780853318187 La versione originale si trova nella University of Michigan
      ^ Coulson Kernahan, Good Company, seconda edizione, Pag. 217, London, 1917.
      ^ Anna Dunphy. De Brèmont, Oscar Wilde and His Mother a memoir, Pag. 89, London, Everett, 1914.
      ^ Frank Harris, Oscar Wilde His Life and Confessions Pag 337-338, Kessinger Publishing, 2005. ISBN 9781417904839
      ^ Peter Raby, The Cambridge Companion to Oscar Wilde, Pag. XX, London, Cambridge University Press, 1997. ISBN 9780521479875
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      ^ Oscar Wilde DS a CLark
      ^ Wilde appena letta quella fiaba subito si diresse verso la sede centrale dell’editore dove chiese di non pubblicare altre opere simili perché era già perfetta in quel modo, l’opera in questione era stata scritta da John Gray Ricketts pag 28
      ^ Lionel Johnson lettera ad Arthur Galton del 18 febbraio 1890 (tenuta a Hart-Davis)
      ^ Barlas credeva di essere un personaggio della bibbia ma Wilde ne aveva compassione visto il male che la Bibbia aveva fatto come riportato in . Anon, Wilde As I Saw Him Pag 244-245, Book Lover, dicembre 1914.
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      ^ Wilde più che affermare che la ricerca della documentazione fosse impossibile asseriva che era una fatica che non avrebbe mai fatto (parlava di un'ipotetica mattinata da trascorrere al British Museum per un racconto meraviglioso, cosa che non avrebbe mai fatto) in Max Beerbohm, Oscar Wilde in Anglo-American Times del 25 marzo 1893
      ^ Tale commento fu udito dai suoi genitori mentre Wilde osservava la casa aspettando il ritorno di Proust Julian Philippe, Oscar Wilde Pag 246, Paris, 1967.
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      ^ Ross lettera a Sherard del 3 gennaio 1934 (si trova a Reading)
      ^ John Augustus, Chiaroscuro Fragments of Autobiography, First Series pag 396, , dicembre 1952.
      ^ Reginald Turner Lettera a R.S. Meickeljohn del 31 dicembre 1936. Il commento fu in seguito negato dallo stesso Turner
      ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde Pag 672, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7
      ^ Rhoda Broughton, Second Thoughts Pag 9-10 188, 187 e 207, Rocca san casciano, Mondadori, 1880.
      ^ John Burroughs, naturalista, fu uno di coloro che lo avversarono durante il suo tour in America, in tal frangente ad un incontro notò il suo brutto modo di muovere schiena e fianchi mentre camminava, come raccontato in Clara Barrus, The Life and Letters of John Burroughs opera in due volumi Volume II pag 106, Boston, 1925.
      ^ «Gratta Willie e troverai Oscar» così come racconta Max Beerbohm in Max Beerbohm, Letters to Reggie Turner a cura di Rupert Hart-Davis pag 63, London, 1964.
      ^ Come vene definito da Paul de Reul durante uno dei suoi viaggi in Belgio, così come raccontato da Schrickx, Oscar Wilde in Belgium in 1879 and his early Interest in Gautier », in Revue des langues vivantes, n° 2-3 pag 117-256, London, 1971.
      ^ Riportata in Richard Ellmann, Oscar Wilde, London, Hamish Hamilton, 1987, p. 152.
      ^ In realtà non esistono fonti sicure per tale affermazione, tutti i libri riportano la stessa: Richard Ellmann, Oscar Wilde Pag 190, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7
      ^ H.W Nevinson, Changes and Chances Pag 55, London, 1923.
      ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde Pag 47, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Edith Cooper in una lettera del 30 novembre del 1900 (BL)
      ^ Seymour Hicks, Between Ourselves Pag 79, London, 1930.
      ^ Micheal J. O’Neil, Unpublished Lecture Notes of a Speech by Oscar Wilde Pag 29-32, San Francisco "University Review", primavera 1955.
      ^ Micheal J. O’Neil, Autobiography Pag 87, London
      ^ Masolino d’Amico sottolinea il fatto che tutti i critici letterari sono concordi sulle sue abilità di conversatore nella prefazione di Oscar Wilde, Detti e Aforismi quinta edizione Pag 7, Milano, BUR, 2004. ISBN 978-88-386-3917-3 Traduzione di Alberto Rossatti
      ^ Lewis R Farnell, Oxonian Looks Back Pag 31, London, 1934.
      ^ Arrivò ad offendere l’attore Charles Brookfield per via del fatto che durante gli incontri quando assaggiava il tè non si toglieva mai i guanti da Robert Sherard, The Real Oscar Wilde Pag 163, London, 1917. ISBN
      ^ Pearson Haskett, The Life of Oscar Wilde Pag 20-21, London, 1946. ISBN
      ^ La vecchia, dopo aver ricevuto anche una somma di denaro lo salutò benedicendolo scena descritta in James Rennell, Rodd Social and Diplomatic Memories 1884 – 1893 Pag 22-25, London, 1922.
      ^ Richard Ellmann, Oscar Wilde Pag 162, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ in Richard Ellmann, Oscar Wilde Pag 234, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ Lewis Henry Lloyd; Justin Smith, Oscar Wilde Diuscovers America Pag 180, new york, 1936. e vedesi anche il Daily Gazette di Cincinnati del 21 febbraio 1882 grazie all’aiuto di Wilde potè aprirsi uno studio a Parigi ma in seguito non si dimostrò riconoscente
      ^ Molti sono stati i suoi complimenti come quelli riferiti a Homer Watson, Louis Fréchette, Elizabeth Pennell, Nathalie Clifford Barney e padre Ryan Kevin O’ Brein, Oscar Wilde in Canada pag 67, Toronto, 1982.
      ^ Martin Birnbaum, Oscar Wilde, Fragments and Memories pag 28-29, London, 1920.
      ^ Elizabeth Robbins, Both Sides of the Curtain Pag 12-22,
      ^ Ellmann Richard (ed. by), The Artist as Critic: Critical Writings of Oscar Wilde pag 276, London, W. H Allen, 1970
      ^ Prefazione a Oscar Wilde Scelti e tradotti da Alex R. Falzon edizione speciale uscita con Epoca n.1973 del 25-07-1988 mondadori
      ^ Hugues Rebell’, Defense d'Oscar Wilde num° XV pag 182-190, Paris, 1895.
      ^ Philip Hoare, Oscar Wilde's Last Stand: Decadence, Conspiracy, and the Most Outrageous Trial of the Century Pag 15, London, Arcade Publishing, 1998. ISBN 9781559704236
      ^ Jorge Luis Borges, Sopra Oscar Wilde in altre inquisizioni pag 85, Milano, Feltrinelli, 1973. Traduzione di Francesco Tentori Montalto
      ^ Oscar Wilde; Russell Jackson, Bobby Fong, Ian Small, Karl Beckson, Joseph Bristow, The Complete Works of Oscar Wilde: Poems and Poems in Prose pag Pag X, Oxford, Oxford University Press, 1925. ISBN 9780198119609
      ^ Osbert Burdett, The Beardsley Period pag 57, London, 1925. ISBN
      ^ Mario Praz, La letteratura inglese dai Romantici al Novecento pag 191, Firenze, Sansoni, 1971.
      ^ Mario Praz, Oscar Wilde, il patto con il serpente, pag 254, Milano, Mondadori, 1972.
      ^ Patrick M. Horan, The Importance of Being Paradoxical: Maternal Presence in the Works of Oscar Wilde Pag 30, London, Fairleigh Dickinson Univ Press, 1997. ISBN 9780838637333
      ^ Jonathan Fryer, Wilde Pag 3, Haus Publishing, 2005. ISBN 9781904341116
      ^ Oscar Wilde, The Letters of Oscar Wilde a cura di Rupert Hart-Davis Pag 143, London, 1962.
      ^ Regenia Gagnier, Idylls of the Marketplace: Oscar Wilde and the Victorian Public Pag 80, Stanford University Press, 1986. ISBN 9780804713344
      ^ Il Graal, ovvero il mitico calice che tutti cercavano e che donava a seconda delle leggende immortalità o sovranità. In un'intervista a Sybil Bristowe, Mr W.B. Yeats, Poet and Mystic apparsa il 4 aprile 1913 sul Daily Mail and Record
      ^ Walter. Pater, A Novel by Mr Oscar Wilde Pag, Bookman, 1891.
      ^ J J Renaud, Nella prefazione alla traduzione di Intentions Pag VII-XII, Paris, 1905.
      ^ Charles H Dennis, Eugene Field’s Creative Years pag 213, New York, 1924.
      ^ Come quelle del 1993 e del 1997 tenutosi a Birmingham, con la presenza, fra gli altri, di Russell Jackson e Ian Small, due scrittori
      ^ Oscar Wilde, Wilde Opere a cura di Masolino D'Amico pag XIX, Milano, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-47906-X
      ^ Oscar Wilde; Linda C. Dowling, The Soul of Man Under Socialism and Selected Critical Prose: & Selected Critical Prose Pag VII – VIII, London, Penguin Classics, 2001. ISBN 9780140433876
      ^ Segue lo schema proposto in Richard Ellmann, Oscar Wilde Pag 710-711, Rocca san casciano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-47897-7 Traduzione di Ettore Capriolo
      ^ L'analisi si riscontra in Barbara Belford, Oscar Wilde: A Certain Genius Pag 218, Random House, 2000. ISBN 9780679457343
      ^ Oscar Wilde, Aforismi a cura di Alex Falzon Pag 63 "Avvertenza", Mondadori, 2000. ISBN 88044779141
      ^ Breve antologia di aforismi pubblicata nel 1894 su «The Chameleon», la rivista degli universitari di Oxford.
      ^ Nel marzo del 1891, un mese prima che l’opera apparisse in volume, la prefazione fu pubblicata sulla «Fortnightly Review».
      ^ Oscar Wilde, The Complete works Pag VIII Edizione limitata, London, Collector’s Library editions, 2006. ISBN 978-1-904633-98-3
      ^ Film su Dorian Gray del 1910
      ^ Titolo originale "The pictureof Dorian Gray", dove per i 4 dipinti necessari al film fu utilizzato al posto del normale rosso il sangue di vari animali. Così come raccontato in Patrick Robertson, I record del cinema. Enciclopedia dei fatti, delle curiosità e dei primati del cinema mondiale, dall'epoca del muto ad oggi pag 218, Gremese Editore, 2004. ISBN 9788884402738
      ^ Oscar Wilde; Camille Cauti, The Picture of Dorian Gray pag 239, Spark Educational Publishing, 2003. ISBN 9781593080259
      ^ Per un elenco più particolareggiato si veda Oscar Wilde, Wilde Opere a cura di Masolino D'Amico pag XVIII-XIX, Milano, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-47906-X
      ^ Peter Raby, The Cambridge Companion to Oscar Wilde Pag 55, London, Cambridge University Press, 1997. ISBN 9780521479875

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    Collegamenti esterni
    (EN) The trials of Oscar Wilde con estratti dai verbali del processo.
    Giovanni Dall'Orto, Oscar Wilde in Italia (1897), "Babilonia", maggio 1997.
    Stefano Bolognini, La Dublino di Oscar Wilde
    Gli aforismi di Oscar Wilde
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