Osama Bin Laden (53)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Usāma bin Muhammad bin Awād bin Lādin
  • Data di nascita: 10 Marzo 1957
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Riyad
  • Nazione: Arabia Saudita
  • Osama Bin Laden in Rete:

  • Wikipedia: Osama Bin Laden su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Osama bin Muhammad bin Awad bin Laden, più noto come Osāma bin Lāden o Bin Lāden (in arabo: أسامة بن محمد بن عوض بن لادن, Usāma b. Muhammad b. Awāḍ b. Lādin; Riyad, 10 marzo 1957), è un militante islamista sunnita a capo di al-Qā‘ida, la più nota organizzazione terroristica internazionale.
    Ritenuto principale ideatore e mandante degli attentati dell'11 settembre 2001 alle Twin Towers di New York e al Pentagono di Arlington (Virginia), dei quali egli stesso si è attribuito la responsabilità, è latitante da anni e non si è certi della sua esistenza in vita. Una corte di giustizia spagnola lo ha accusato assieme ad altre 34 persone degli atti di terrorismo compiuti l'11 marzo 2004 a Madrid.
    Figura al primo posto nella lista dei ricercati dall'FBI ma non per i fatti dell'11 settembre poiché per tali atti terroristici a occuparsene è direttamente il Dipartimento di Stato americano che ha messo su bin Laden una taglia di 25 milioni di dollari . Con al-Qā‘ida avrebbe finanziato nel 1997 l'uccisione di un gruppo di turisti a Luxor, in Egitto. Nel settembre 2006, dopo che alcuni giornali francesi hanno diffuso la notizia della sua morte per febbre tifoidale (poi smentita), è stato ipotizzato un cattivo stato di salute di Bin Lāden che perdurerebbe da alcuni anni.
    Il 2 novembre 2007 in una intervista televisiva alla televisione Al Jazeera, la scomparsa statista pakistana Benazir Bhutto disse che Osāma bin Lāden era stato ucciso da Ahmad Omar Sa'id Shaykh, noto ufficiale del servizio segreto militare pakistano dell'ISI (Inter-Services Intelligence). La BBC ritiene probabile si tratti di un lapsus.

    Il nome
    Il nome Osāma – traslitterazione fonetica di Usāma (bin Lāden - secondo la pronuncia saudita - o Ibn Lādin, secondo la pronuncia "classica") - è quello maggiormente citato nei rapporti dell'FBI e dai mass media di lingua anglosassone. Altre traslitterazioni meno corrette sono: Ussamah Bin Ladin, Oussama Ben Laden, come pure Binladen. Letteralmente la dicitura "Bin Lāden" non è un cognome ma un semplice nasab che significa "figlio di Lāden", equivalente nella sua realtà fonetica al grafico Ibn Lādin.
    Osāma è stato abbinato a parecchi alias, quali "il Principe", "Il Principe del terrore", "l'Emiro", "Abu Abdallah", "Mujahid Shaykh" e "Hajj".
    Biografia
    Origini e adolescenza
    Nato da madre siriana, diciassettesimo di cinquantadue fratelli e fratellastri, Osāma è figlio di Muhammad bin Awād bin Lāden (1908-1967), self made man originario dello Yemen del Sud operante nel settore delle costruzioni e in stretto rapporto con la famiglia reale saudita.
    Primogenito della nuova favorita del padre, voci non confermate raccontano come fosse mal visto dai numerosi fratelli, spesso molto più anziani di lui.
    Cresciuto nell'insegnamento della cultura e della religione musulmana fedele alla Sharī‘a (Allah è spesso invocato da Osāma nelle sue interviste), Osama fa riferimento alla corrente dell'Islam wahhabita, dal nome dal suo fondatore Muhammad ibn ‘Abd al-Wahhāb, che predica un ritorno alla religione delle origini con la cancellazione di tutte le innovazioni apportate dallo svolgersi del tempo.
    Ancora adolescente venne mandato a studiare in un college; le specializzazioni – anche in chiave di un suo futuro inserimento nell'azienda paterna – furono economia e pianificazione amministrativa. A diciassette anni sposa una ragazza siriana, la prima delle sue quattro mogli. Nel 1979 conseguì però anche un diploma in ingegneria civile all'Università di Gedda. Nel 1971, quando aveva quattordici anni, visitò insieme a due fratelli la Oxford University. Il periodo trascorso in Gran Bretagna del giovane Osāma è documentato da alcune istantanee pubblicate dopo i fatti dell'11 settembre dalla stampa occidentale.
    Guerrigliero in Afghanistan
    Nel 1979, ventiduenne, Bin Lāden si avvicinò alla causa dei Mujahedin impegnati nella guerriglia islamista avversa al governo filo-sovietico dell'Afghanistan, organizzando alcuni anni dopo (1984) un nuovo fronte, chiamato Maktab al-Khidmat (MAK), con il compito di convogliare denaro, armi e combattenti per la guerra afgana.
    Il MAK di bin Laden non ricevette finanziamenti dalla CIA che – secondo lo stesso Consigliere per la Sicurezza Nazionale del presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, Zbigniew Brzezinski – in quel tempo intervenne direttamente ed indirettamente (attraverso i Servizi Segreti pakistani) nel finanziamento, nella fornitura di armi (inclusi i missili contraerei spalleggiabili Stinger), nella preparazione e nell'assistenza logistica ai guerriglieri afgani.
    Nascita di al-Qā‘ida
    La nascita dell'organizzazione terroristica di al-Qā‘ida, in principio una formazione preparata per la guerriglia, risale attorno al 1988. Quando Osāma lasciò il MAK, molti dei suoi militanti confluirono nella nuova organizzazione. Osannato come eroe in Arabia Saudita, Bin Lāden non si mostrò tenero verso la sua patria, lamentando in occasione della Guerra del Golfo del 1991 un'eccessiva dipendenza militare del suo paese nei confronti degli Stati Uniti. Seguì una incrinatura dei rapporti, ed una rottura definitiva, con la monarchia araba. Nello stesso 1991 decise di fissare in Sudan la propria base operativa a Khartum, in Mc Nimr street. Tre anni dopo, ammettendo il suo coinvolgimento in attentati compiuti a Riyad e Dahran, perderà la cittadinanza saudita.
    Con l'aiuto di presunte organizzazioni caritatevoli (una delle quali fondata dallo stesso cognato Mohammed Jamāl Khalīfa), espanse successivamente il proprio raggio di attività inviando esponenti della propria organizzazione nel sud est asiatico ed in Africa, Europa e Stati Uniti con lo scopo di reclutare nuovi affiliati per al Qā‘ida e radicare il fondamentalismo islamico.
    Nel 1996 il Sudan espulse bin Laden che fu costretto ad un ritorno in Afghanistan, accolto dai capi del governo regime talebano che in quell'anno avevano assunto il controllo del paese.
    Nel 1999 la Cia si occupò di addestrare ed equipaggiare segretamente un commando di circa 60 uomini dei servizi segreti pakistani con l'obiettivo di farli entrare in Afghanistan per catturare o uccidere Osama bin Laden
    Il 1° marzo 2003 a Rawalpindi, nel nord-est del Pakistan avviene l'arresto di Khālid Sheikh Mohammed, uomo chiave dell'organizzazione terroristica al-Qā‘ida e ritenuto la mente degli attentati dell'11 settembre 2001.
    Guerra santa
    Il primo attacco di Bin Lāden contro gli Stati Uniti avvenne contro un gruppo di soldati alloggiati in un albergo nello Yemen: i militari erano però partiti due giorni prima per la Somalia. Nel bombardamento dell'hotel morirono due turisti austriaci.
    Secondo alcune fonti Osāma avrebbe anche ideato e diretto l'attentato al World Trade Center nel 1993 e pianificato, con la complicità del terrorismo indonesiano, l'operazione Bojinka, sventata a Manila il 6 gennaio 1995.
    Il 23 febbraio 1998, Osāma fu uno dei cinque firmatari (fra cui l'emiro Ayman al-Zawāhirī, fondatore della Jihad islamica egiziana) di una fatwa (editto o proclama religioso) diretta a nome del Fronte islamico mondiale contro "ebrei e crociati". In essa si sosteneva testualmente che «uccidere gli americani ed i loro alleati, civili e militari, è un dovere individuale per ogni musulmano che possa farlo in ogni paese ove sia possibile, per giungere alla liberazione della moschea al Aqsā di Gerusalemme e della Sacra Moschea della Mecca (che circonda la Ka‘ba) e scacciare le loro armate dalle terre dell'Islam». Tutto ciò – proseguiva la fatwa – «secondo le parole dell'onnipotente Allah: combattete i pagani tutti insieme come essi combattono voi tutti insieme, combatteteli fino a quando non ci saranno più tumulti od oppressioni e fintanto che non prevalga la giustizia e la fede in Allah».
    Il presidente americano Bill Clinton ordinò il congelamento di ogni bene di bin Lāden, ma nulla fu trovato. Contestualmente autorizzò la sua cattura e, se necessario, la sua uccisione, come nel caso del fallito lancio di missili da crociera contro la sua presunta base nell'agosto 1998. Posta sul capo di bin Lāden una taglia di 25 milioni di dollari, per chiunque avesse fornito informazioni alla sua cattura, gli Stati Uniti convinsero nel 1999 le Nazioni Unite a imporre sanzioni contro l'Afghanistan nel tentativo di forzare il regime talebano a estradarlo.
    La CIA pagò 140.000 sterline affinché Siddiq Ahmed, agente dei servizi sauditi assoldato dal principe Salmān Bin ʿAbd al-ʿAziz, avvelenasse Bin Laden, ma la spia riuscì solo parzialmente; Bin Laden riuscì per poco a salvarsi, pur rimediando la malattia ai reni di cui ancora soffre.
    Attentati terroristici agli Stati Uniti d'America
    Bin Lāden ha ammesso un suo diretto coinvolgimento negli atti terroristici contro gli Stati Uniti dell'11 settembre 2001 solo tre anni dopo gli episodi, ovvero il 29 ottobre 2004 con un video trasmesso dall'emittente del Qatar al-Jazīra, pochi giorni prima delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. In precedenza non aveva comunque mancato di definire più volte gli Stati Uniti un paese ostile all'Islam e un nemico dichiarato da combattere "con ogni mezzo" in nome della Jihād. Fra le registrazioni video, effettuate presumibilmente in Afghanistan e diffuse nei giorni immediatamente successivi all'11 settembre dall'emittente al-Jazīra, una in particolare aveva mostrato lo stesso Osāma parlare dell'attentato in termini che – secondo gli analisti dei Servizi Segreti statunitensi – lasciavano pochi dubbi su una sua partecipazione al piano d'attacco.
    Localizzazione di Bin Laden
    L'ultima localizzazione di Bin Lāden risale al 2001 nella zona di Kandahar, Afghanistan. Dopo l'attacco dell'11 settembre gli Stati Uniti chiesero al governo dei Talebani l'estradizione di Bin Lāden, senza ottenerla. Questo rifiuto fu uno dei motivi riportati dalle fonti ufficiali statunitensi per il successivo attacco militare all'Afghanistan in cui lo stesso governo talebano fu rovesciato. I tentativi di trovare e catturare Osāma da parte dei contingenti militari americani in azione in Afghanistan non ebbero successo, nonostante massicci attacchi aerei compiuti nell'area di confine tra Afghanistan e Pakistan, in special modo nella zona montuosa ricca di grotte di Tora Bora, nella quale si riteneva che il capo di al-Qā‘ida potesse essersi nascosto (qui avvenne la battaglia di Tora Bora). Esistono ipotesi secondo cui Bin Laden sia stato ucciso in quei raid o che sia morto per cause naturali a causa delle sue precarie condizioni di salute. L'ultima testimonianza incontrovertibile della sua presenza risale al 2001.
    Sebbene sia stato ufficialmente ripudiato dalla sua famiglia, si ritiene che continui a ricevere da essa sostentamento finanziario.
    La sua esatta ubicazione rimane tuttora sconosciuta, anche se si ritiene che il luogo ove potrebbe essere rifugiato, assieme ad alcuni suoi fedeli collaboratori, sia localizzato nelle zone montuose al confine tra Afghanistan e Pakistan.
    Sempre secondo l'FBI, Bin Lāden è responsabile anche degli attentati compiuti contro le ambasciate degli Stati Uniti a Dar es Salaam (Tanzania) e Nairobi (Kenya) che causarono la morte di oltre duecento persone, e di altri attacchi terroristici in varie parti del mondo.
    Alla vigilia del sesto anniversario dell'attacco agli Stati Uniti dell'11 settembre 2001, la CIA rivela di aver ricevuto un nuovo video di Osāma bin Lāden – con una barba curiosamente nera, dopo che essa aveva mostrato in precedenza un abbondante imbiancamento. Bin Laden nel video cita Sarkozy. Nel video Bin Lāden sarebbe ritratto sullo sfondo e leggerebbe il testamento di uno dei terroristi delle Twin Towers, Walīd al-Shehri.
    Fonti della catena televisiva Al Arabiya hanno affermato che i servizi segreti americani intendono cercarlo con una massiccia operazione militare in tutta la parte settentrionale delle aree tribali pakistane,dove si nasconderebbe proprio a nord del paese, nei pressi del K2. Si sarebbe tenuto inoltre a Doha un vertice per attuare il piano. Ahmid Mir, giornalista pakistano autore di numerosi servizi su Bin Laden e la sua organizzazione, non sostiene tale tesi, ma al confine tra Afghanistan e Pakistan, in una zona, afferma, più simile alla natìa Arabia Saudita.
    Presunta morte
    Il 2 novembre 2007 in una intervista alla televisione Al Jazeera, durante il programma canadese Frost over the world, la scomparsa statista pakistana Benazir Bhutto disse che Osāma bin Lāden era stato ucciso da Ahmad Omar Sa'id Shaykh, noto ufficiale del servizio segreto militare pakistano dell'ISI (Inter-Services Intelligence). Tuttavia la dichiarazione è ritenuta un lapsus dalla BBC ed è ritenuta non confermata dalla Commissione Europea.
    L'ultimo videomessaggio di bin Lāden risale al 21 marzo 2008, quando ha inviato due videomessaggi, in uno dei quali minacciava di morte papa Benedetto XVI che venne difeso da Bill Clinton.
    Note


      ^ (EN) Bin Laden urges Europeans to stop aiding US in Afghan war. 30/11/2007. URL consultato il 10-03-2008.
      ^ Osama bin Laden (Riad 1957). URL consultato il 10-03-2008.
      ^ (EN)  «Spain's 11 September 'connection'». BBC , 22/4/2005 (consultato in data 10-03-2008).
      ^ (EN) Most Wanted Terrorists. URL consultato il 10-03-2008.
      ^ (EN) Rewards For Justice
      ^ Osama Bin Laden. URL consultato il 10-03-2008.
      ^ a b (EN) Editing Interviews. 04-01-2008. URL consultato il 10-03-2008.
      ^ Cfr. il pezzo di Steve Coll sul The New Yorker del 12 dicembre 2005 ( URL consultato il 20 ottobre 2008).
      ^ Recensione: La Guerra Segreta della CIA
      ^ Così la Cia fallì la missione e Bin Laden restò un fantasma
      ^ Numero speciale "11 settembre". URL consultato il 10-03-2008.
      ^ Stephen Engelberg. Guerra Santa globale, la crociata di Bin Laden. 15-09-2001. URL consultato il 10-03-2008.
      ^ Testo originale
      ^ (EN)  «Clinton ordered Bin Laden killing». BBC News  (consultato in data 10-03-2008).
      ^ M. Ferreri-M. Mineo, Il terrore viene dall'islam, Duemme
      ^ Osama bin Laden: Una taglia da cinque milioni di dollari. URL consultato il 10-03-2008.
      ^ «La Cia: "Al Qaeda prepara attacchi"». , 07-11-2007 (consultato in data 10-03-2008).
      ^ Al-Arabiya: "Bin Laden è sul K2 e da lì progetta nuovo 11 settembre «». .
      ^ Risposta della Commissione all'interrogazione dell'europarlamentare Giulietto Chiesa, 28/2/2008
      ^ «Bin Laden minaccia il Papa e l'Europa». Il Tempo , 21-03-2008 (consultato in data 04-04-2008).

    Bibliografia
    Bin Laden Osama; a cura di Bruce Lawrence, Messaggi al mondo: la prima analisi delle dichiarazioni di Osama bin Laden in interviste, lettere, comunicati via internet, registrazioni audio e video, Roma, Fandango libri, 2007.
    Jean-Pierre Milelli, Al-Qaeda. I testi, Roma-Bari, Laterza, 2006.
    Voci correlate
    11 settembre 2001
    Abd Allah Azzam
    al-Qaeda
    As-Sahab
    Ayman al-Zawahiri
    FBI Ten Most Wanted Fugitives
    FBI Most Wanted Terrorists
    Terrorismo islamico
    Salem bin Laden
    Mohammed bin Laden
    Saudi Binladin Group
    Famiglia bin Laden
    Altri progetti
    Commons
    Wikimedia Commons contiene file multimediali su Osama bin Laden
    Articolo su Wikinotizie: Secondo un'informativa dei servizi francesi, Bin Laden sarebbe morto di tifo
    Articolo su Wikinotizie: Trasmesso messaggio audio di Bin Laden
    Articolo su Wikinotizie: Bin Laden: nuovo messaggio audio
    Articolo su Wikinotizie: Nuovo video di Osama bin Laden
    Articolo su Wikinotizie: Bin Laden: secondo video in pochi giorni
    Collegamenti esterni
    (EN) Immagini di Osama bin Laden
    (EN) Profilo di Bin Laden di BBC News
    (EN) Chi è Osama bin Laden
    (EN) Interpol
    (EN) Frontline - intervista ad Osama bin Laden
    (EN) (PDF) Intervista di Peter Arnett per la CNN
    (EN) Approfondimento della CNN
    (EN) BBC: la visita a Oxford
    (EN) Finanziamenti USA a fondamentalismo islamico
    (EN) ABC News: finanziamenti familiari a bin Laden
    (EN) ABC News: intervista sulla Fatwa del 1998
    (EN) Il rapporto con Khalid Sheikh Mohammed
    (EN) Sito della multinazionale di famiglia Saudi Binladin Group
    Articolo di Giulietto Chiesa contenente il video dell'intervista a Benazir Bhutto
    Osama Bin Laden. Il nemico perfetto., La Storia Siamo Noi, Rai educational

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