Orson Welles (1915-1985)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1985
  • Data di nascita: 6 Giugno 1915
  • Professione: Regista
  • Luogo di nascita: Kenosha
  • Nazione: Stati Uniti
  • Orson Welles in Rete:

  • Wikipedia: Orson Welles su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Orson Welles, fotografato da Carl Van Vechten, 1937



    Oscar alla migliore sceneggiatura originale 1942

    Oscar alla carriera 1971
    George Orson Welles (Kenosha, 6 maggio 1915 – Hollywood, 10 ottobre 1985) è stato un attore, regista e sceneggiatore statunitense.
    È considerato uno degli artisti più poliedrici del Novecento in ambito teatrale, radiofonico e cinematografico, tutti campi in cui raggiunse risultati di eccellenza. Conquistò il successo all'età di ventitré anni grazie allo spettacolo radiofonico La guerra dei mondi, trasmissione che scatenò il panico in buona parte degli Stati Uniti, facendo credere alla popolazione di essere sotto l'attacco da parte dei marziani. Questo sensazionale debutto gli diede la celebrità e gli fece ottenere un contratto per tre film con la casa di produzione cinematografica RKO, da realizzare con assoluta libertà artistica. Nonostante questa vantaggiosa clausola, solo uno dei progetti previsti poté vedere la luce: Quarto potere (1940), il più grande successo cinematografico di Welles, è considerato tutt'oggi da molti critici Il più bel film della storia del cinema.
    La carriera successiva di Welles incontrò una lunga serie di difficoltà e inconvenienti che non gli permisero di continuare a lavorare a Hollywood e che lo costrinsero a trasferirsi in Europa, dove il regista continuò a cercare di realizzare le sue opere finanziandosi soprattutto con apparizioni in film altrui.
    Fra i suoi molti progetti, Welles riuscì a realizzare e dirigere film come: Macbeth (1948), Otello (1952), L'infernale Quinlan (1958), Il processo (1962), F come falso (1971) ed altri.
    La sua fama è aumentata dopo la sua morte, avvenuta nel 1985, e attualmente viene considerato uno dei più grandi registi cinematografici e teatrali del XX secolo. Nel 2002 è stato votato dal British Film Institute come il più grande regista di tutti i tempi.

    Biografia
    L'infanzia e gli inizi
    Orson Welles nasce a Kenosha (Wisconsin), secondogenito di Beatrice Ives, pianista e suffragetta che aveva scontato una condanna per posizioni politiche fortemente radicali, e di Richard Welles, proprietario di una catena di fabbriche di furgoni e inventore dilettante, discendente da una ricca famiglia della Virginia. Fin dalla nascita, gli eclettici e facoltosi genitori impartiscono al figlio un'educazione poco convenzionale e lo trattano come il ragazzo prodigio della famiglia, indirizzandone il precoce talento verso differenti forme artistiche: il piccolo Orson impara subito a suonare grazie agli insegnamenti di sua madre e inizia presto a dedicarsi anche alla pittura.
    Welles fa la sua primissima apparizione teatrale all'età di tre anni, in qualità di comparsa nel Sansone e Dalila, rappresentato all'Opera di Chicago, cui segue la parte del bambino in una versione della Madama Butterfly. Nel 1919 i suoi genitori si separano, al culmine di un tempestoso matrimonio, e Orson segue la madre a Chicago, a fianco della quale frequenta ambienti artistici e intellettuali. Il 10 maggio 1924, Beatrice Welles muore improvvisamente all'età di quarantatré anni. La dolorosa perdita della madre avrà un profondo effetto nelle scelte artistiche di Orson, che torna a vivere con il padre e abbandona per sempre la carriera musicale.
    Il dottor Maurice Bernstein, vecchio amico di famiglia dei Welles, stimola nel ragazzo l'amore per il teatro, regalandogli una lanterna magica, una scatola di colori e un teatrino di marionette, con i quali il giovanissimo Orson inizia a cimentarsi nella messa in scena di spettacoli tutti suoi, dove fornisce di volta in volta personalmente la voce a tutti i personaggi.
    All'età di dieci anni, durante il periodo della sua prima formazione scolastica a Madison (Wisconsin), Welles si dedica alle rappresentazioni studentesche della scuola e dirige ed interpreta il suo primo spettacolo teatrale a Camp Indianola: Il Dottor. Jekyll e Mr. Hyde. Successivamente intraprende gli studi alla Todd School di Woodstock (Illinois), una scuola d'avanguardia diretta dal professor Roger Hill, che Orson citerà più volte come maestro e come colui che gli ha fornito gli spunti artistici e letterari su cui si baserà la sua futura carriera.
    Durante i cinque anni trascorsi alla Todd School, Welles prosegue le proprie esperienze teatrali e letterarie, recitando in tragedie e drammi storici shakesperiani, e cimentandosi perfino nella magia e nell'illusionismo, forme artistiche che rimarranno tra i suoi più grandi interessi futuri. In questo periodo dirige anche una versione del Giulio Cesare di Shakespeare, con la quale vince il premio dell'Associazione Drammatica di Chicago per la migliore realizzazione teatrale scolastica.
    Nel 1930 il padre muore e lascia il quindicenne Orson sotto la tutela del dottor Bernstein (in seguito immortalato dall'attore Everett Sloane nel personaggio di Mr. Bernstein in Quarto potere). L'anno seguente il ragazzo si diploma alla Todd School e, dopo aver frequentato brevemente il Chicago Art Institute, ottiene dal dottor Bernstein il permesso di rinviare l'iscrizione all'università di Harvard e di partire per l'Irlanda per una sorta di "giro artistico" con l'obiettivo principale di sfondare nel mondo della pittura. Spostandosi per mezzo di un carretto trainato da un asino, che molte volte usa come tetto per la notte, Welles dapprima visita le Isole Aran e poi si trasferisce a Dublino, dove esaurisce il denaro a sua disposizione.
    Welles decide di tentare la strada del teatro e si presenta quindi a Hilton Edwards, direttore del Gate Theatre di Dublino, sostenendo di essere un "famoso attore newyorkese" e ottenendo un ingaggio fra gli attori principali. La sua prima interpretazione è il duca Karl Alexander del Wűrtenberg nell'edizione teatrale di Jew Sűss.
    Nel 1933, dopo aver lavorato per due anni come regista e attore in diversi spettacoli anche presso l'Abbey Theatre, Welles decide di trasferirsi a Londra per cimentarsi nel teatro inglese, ma gli viene rifiutato il permesso di lavoro; è costretto quindi a rientrare negli Stati Uniti, dove torna a realizzare spettacoli presso la Todd School e collabora con Roger Hill alla stesura di una serie di saggi su Shakespeare che appariranno nella collana editoriale Everybody's Shakespeare.

    The Hearts of Age


    Nel 1934 il diciannovenne Welles si sposa con Virginia Nicholson, dalla quale avrà una figlia, dall'insolito nome di Christopher, nata nel 1937. Nello stesso anno gira il suo primo cortometraggio alla Todd School, The Hearts of Age (1934) nel quale interpreta la grottesca figura della Morte e a cui partecipa anche la moglie Virginia nel ruolo di un'anziana gentildonna.
    Questo breve film muto in 16 mm., dal contesto simbolico e drammatico, si ispira all'opera di registi dell'epoca, da Erich von Stroheim a Luis Bunuel, ai surrealisti francesi. Già in questo cortometraggio, si nota come la composizione dell'immagine caratterizzi in maniera evidente la tecnica registica di Welles e come la accompagni nel suo svolgersi. L'immagine presenta luci forti, in contrasto con sequenze oscure più delineate, e ricca di elementi scenografici che ne rendono l'aspetto barocco e ridondante.
    Anche l'accuratezza del trucco è già un elemento fondamentale e rivela una tendenza che Welles svilupperà nel corso della sua carriera di attore, quella del camuffamento e del travestitismo dei propri lineamenti, attraverso l'utilizzo di elaborate tecniche di trucco; in The Hearts of Age, Welles appare come un vecchio, anche se ha solo 19 anni e nel futuro dedicherà sempre una particolare attenzione al make up, già ad iniziare da Quarto potere.
    Il teatro a New York
    Nel 1934 Welles si trasferisce definitivamente a New York, riuscendo finalmente a debuttare a Broadway, dove recita la parte di Tibaldo in Romeo e Giulietta, nella compagnia di Katherine Cornell, interprete del ruolo di Giulietta. Lavora inoltre alla radio, iniziando nell'anonimato con spettacoli come America's Hour, Cavalcade of America, Columbia Workshop: Hamlet e The March of Time (programma di cui farà una parodia all'inizio di Quarto potere).
    Welles inizia a collaborare con il regista e produttore teatrale John Houseman, mettendo in scena lo spettacolo Panic, cui segue una rappresentazione storica che inizia a contribuire alla sua notorietà: il Voodoo Macbeth, la versione più rivoluzionaria del Macbeth mai vista fino ad allora; il lavoro consiste in una trasposizione del Macbeth di Shakespeare, in cui l'azione è trasferita dalla Scozia ad Haiti e in cui le classiche tre streghe sono sostituite da 40 stregoni voodoo. Altra particolarità è la composizione del cast, interamente formato da attori di colore, scelti personalmente da Welles per le strade di Harlem, quartiere dove si erge il teatro Lafayette. Gli ex interpreti raccontano che la selezione consisteva nella semplice lettura di un brano: se il candidato dimostrava di saper leggere, Welles lo ingaggiava con una paga di 21 dollari alla settimana.
    Il Voodoo Macbeth riscuote un enorme successo che consente a Welles, non ancora ventunenne, di poter già dimostrare la sua abilità nella gestione di un palco con più di 100 elementi tra attori e tecnici, nonostante la sua inesperienza nella direzione di uno spettacolo professionale.
    Il periodo dell'affermazione di Welles coincide con un momento di forte impegno sociale da parte del mondo teatrale americano, che mette in scena molti successi attraverso il frutto del lavoro di diverse attività di gruppo. Una delle maggiori tra queste associazioni teatrali collettive è il Federal Theatre, che a New York vanta quattro grosse compagnie e nell'ambito della quale Welles prosegue la collaborazione con John Houseman, attraverso l'allestimento di diversi spettacoli: Un cappello di paglia di Firenze (Horse eat hat), il Faust di Marlowe e The Million Ghosts, una satira sul commercio di cannoni, che risulta però un fiasco colossale.
    Nonostante una certa opposizione da parte degli ambienti politici più conservatori, Welles e Houseman decidono di rappresentare l'opera musicale Cradle Will Rock di Marc Blitzstein, considerato il primo "dramma proletario" della storia del teatro americano. Il governo cerca però di impedire la messa in scena e, la sera della prima, il 16 giugno 1937, il cast trova l'ingresso del Maxine Elliott Theatre sbarrato e l'edificio occupato dalle forze dell'ordine; questo inconveniente non scoraggia Welles, che improvvisa lo spettacolo su due piedi fuori dal teatro per intrattenere gli spettatori fino alla risoluzione del problema. Viene affittato il Venice Theatre a ventuno isolati di distanza, e il pubblico viene invitato a recarsi fino al nuovo teatro, dove lo spettacolo viene rappresentato a sipario chiuso, senza scenari né costumi, con gli interpreti che recitano lungo le corsie della platea, poiché i regolamenti sindacali vietano al cast di entrare in scena. Il solo Blitzstein occupa il palcoscenico, recitando le didascalie che accompagnano i movimenti di scena e suonando al pianoforte le musiche. Lo spettacolo riscuote un tale successo che viene replicato in questa forma improvvisata fino al successivo 1° luglio.
    Chiusa l'esperienza del Federal Theatre, Welles e Houseman fondano una nuova compagnia di prosa, il Mercury Theatre, con l'intento di mettere in scena opere classiche e moderne. La compagnia (che il giovane regista dirigerà fino alla fine del suo periodo hollywoodiano) debutta con una versione del Giulio Cesare di Shakespeare ambientata nell'Italia fascista, una rappresentazione che suscita subito diverse polemiche: oltre a Welles nella parte di Bruto, il personaggio di Giulio Cesare viene caratterizzato presentando molte analogie con la figura di Mussolini. La prima dell'opera non ottiene il successo sperato e le critiche negative costringono Welles ad apportare al testo alcune revisioni che saranno fondamentali per il riscontro da parte del pubblico nei mesi successivi, tanto da dover trasferire lo spettacolo in un teatro di maggior capienza.
    La radio - il Mercury Theatre on the air
    Welles interpreta il suo adattamento radiofonico de La guerra dei mondi
    Nell'estate del 1938 Welles (che nel mese di maggio è già apparso sulla copertina di Time) e la compagnia Mercury Theatre diventano una presenza quotidiana nelle trasmissioni dell'emittente radiofonica CBS, con il programma Mercury Theatre on the Air, nel quale vengono proposte reinterpretazioni audio di classici od opere letterarie popolari. Alcuni dei testi reinterpretati sono: Dracula, L'isola del tesoro, The 39 Steps, Il conte di Montecristo, Giulio Cesare, Sherlock Holmes, Oliver Twist.

    La guerra dei mondi


    Memorabile rimane la trasmissione del 30 ottobre 1938, durante la quale il ventitreenne Welles interpreta un adattamento radiofonico de La guerra dei mondi, romanzo di fantascienza di H. G. Wells; il programma scatena il panico in gran parte degli Stati Uniti, dato che molti radioascoltatori credono che la Terra stia effettivamente subendo l'invasione da parte di una bellicosa flotta di astronavi marziane.
    Welles sa che la CBS trasmette su frequenze vicine a quelle della più seguita NBC, dove nello stesso momento vanno in onda le trasmissioni di Edgar Bergen e Charlie McCarthy, ma sa anche che Bergen, in un momento ben preciso della sua trasmissione, manda sempre in onda uno stacco musicale durante il quale il pubblico tende a cambiare stazione: è in quel momento che Welles decide di far atterrare i suoi marziani. La scelta si rivela efficace perché gli Stati Uniti piombano nel caos. Secondo la testimonianza di molti collaboratori, tra cui l'assistente personale Alland, l'executive della CBS Davison Taylor piomba in camera di registrazione dopo 15 minuti ed esclama, rivolto a Welles: "Per Dio, interrompi questo coso! Là fuori la gente è impazzita!". Poco dopo Welles risponde al direttore generale della CBS Paley (giunto in ciabatte e accappatoio) che gli intima di chiudere la trasmissione: "Interrompere? Perché? Devono avere paura, mi lasci continuare!" Salvo poi dichiarare il contrario in tutte le interviste successive. A dire il vero, Welles pensa che l'adattamento sia noioso, e non vorrebbe proporlo, ma è costretto ad usarlo in mancanza di altro materiale interessante a disposizione.
    Credendo che gli eventi descritti nella trasmissione siano autentici, gli ascoltatori del programma sono presi dal panico, senza capire che si tratta in realtà di un semplice spettacolo radiofonico. La vicenda narrata nel romanzo viene interpretata da Welles come una reale radiocronaca, con l'unico intento di risultare avvincente per il pubblico. L'adattamento del romanzo simula infatti un notiziario speciale, che a tratti si inserisce sopra gli altri programmi del palinsesto, per fornire aggiornamenti sull'atterraggio di astronavi marziane a Grovers Mill (New Jersey). Il risultato è fin troppo realistico e va oltre le aspettative dell'autore stesso. La vicenda si trasforma in un enorme ritorno pubblicitario per Welles, tanto che la RKO si fa avanti proponendogli un contratto per la realizzazione di tre film a Hollywood.
    Welles a Hollywood
    Welles sul set di Quarto potere
    Welles ha già realizzato due film prima del suo vero debutto in Quarto potere. Il primo, Too much Johnson (1938), è destinato a essere inserito all'interno dell'omonima farsa teatrale (in tutto mezz'ora) che però non viene mai messa in scena. Welles ha detto del film, dopo che l'unica copia andò perduta nel 1970 nell'incendio della sua villa di Madrid: "Era un bel film. Avevamo creato una Cuba da sogno a New York. L'ho guardato 4 anni fa e la stampa era in ottime condizioni. Sapete, non l'avevo mai montato. Pensavo di metterlo insieme per darlo a Joe Cotten come regalo di Natale qualche anno, ma non l'ho mai fatto." Anche il secondo film, The Green Goddess, non è mai stato visionato da nessuno.
    Fin dal momento del suo arrivo a Hollywood, il 22 luglio 1939, Welles riceve tiepide accoglienze: pochi invitati presenziano al ricevimento in suo onore, mentre i giornali e i caricaturisti ironizzano subito sulla sua barba (che aveva fatto crescere per un ruolo teatrale). Welles però ignora questi atteggiamenti e si concentra sul suo progetto e sulle sue ambizioni di regista.
    Il successivo 21 agosto sottoscrive con la RKO Pictures il più vantaggioso contratto mai offerto da uno studio: in qualità di attore, sceneggiatore, regista e produttore, il cui compenso è previsto in 50.000 dollari di anticipo, oltre al 20% degli incassi lordi, per la realizzazione di tre film. Il contratto concede inoltre a Welles la libertà artistica assoluta, una libertà che chiunque a Hollywood avrebbe desiderato, e che costituiva probabilmente uno dei motivi che tanta invidia stava suscitando nei confronti del nuovo arrivato.
    Per il suo primo progetto alla RKO, Welles rimane a lungo indeciso, lavorando inizialmente ad un adattamento del romanzo Cuore di tenebra (Heart of Darkness) di Joseph Conrad. La sceneggiatura, che viene realizzata in poco tempo, prevede alcune variazioni rispetto al romanzo: nel testo originale di Conrad, la storia si svolge partendo dal Tamigi a Londra fino ad arrivare nel cuore della giungla attraverso la risalita del fiume Congo; nella versione di Welles, l'azione viene attualizzata e si sposta a New York, con il fiume Hudson che sostituisce il Tamigi. Il personaggio di Marlow diventa americano e quello di Kurtz assume delle caratteristiche che lo etichettano come un nazista. Ma l'elemento essenziale di questa versione di Welles non sta nella concezione della trama, quanto soprattutto nell'originalità di concepire la tecnica filmica, aspetto che mai prima di allora era stato affrontato a Hollywood.
    Nella visione del giovane regista, Marlow non è infatti mai visibile in scena, in antitesi con la versione di Conrad, in cui invece Marlow è il narratore in prima persona di tutta la vicenda; la concezione wellesiana in effetti sostituisce il personaggio con l'obiettivo della macchina da presa, nel quale si identifica lo sguardo del protagonista. Solo in alcuni punti si può vedere una sigaretta accesa o l'ombra del personaggio. L'idea di Welles è quella di prestare la voce a Marlow e di interpretare anche il personaggio di Kurtz (anche se, poco prima del fallimento del progetto, ha già deciso di rinunciare).
    Il ruolo di protagonista femminile viene affidato all'attrice Dita Parlo, mentre parte del cast è composto da attori provenienti dal Mercury Theatre, i quali, grazie a Welles, hanno ottenuto a loro volta un contratto con la RKO.
    Il progetto però fallisce per molteplici circostanze. La Parlo viene arrestata in Francia con l'accusa di collaborazionismo, la RKO non si dimostra disposta a riporre fiducia in una tecnica registica così rivoluzionaria, mentre il budget del film si rivela troppo alto, vista anche la necessità di allestire un set che ricostruisca gli ambienti africani.
    Senza perdersi d'animo, Welles si dedica al secondo progetto con la RKO e decide di girare Smiler with a Knife, un film poliziesco. Anche in questo caso, la pellicola non vedrà mai la luce, si dice per la rinuncia da parte delle due interpreti scelte, Carole Lombard e Rosalind Russell, le quali temevano di rovinare la propria reputazione partecipando ad un film diretto da un regista alle prime armi. Come in seguito dichiarò Welles, in realtà Carole Lombard gli era amica e lo appoggiava, ma la casa di produzione dell'attrice non le diede il permesso di partecipare al film.

    Quarto potere


    Il titolo originale di Quarto potere nel trailer del film (1941)
    Come afferma Welles, il terzo film previsto dal contratto con la RKO inizia a prendere forma già durante la progettazione di The smiler with a knife. Oltre a Welles, lavorano alla sceneggiatura anche John Houseman e il neo assunto Herman J. Mankiewicz. Il film in principio deve intitolarsi Welles1, poi passa a chiamarsi American, fino a prendere il suo titolo definitivo, Citizen Kane (letteralmente Il cittadino Kane, titolo italiano: Quarto potere).
    Questa volta Welles punta a scrivere un soggetto completamente originale, senza trarre spunto dalla letteratura, come era solito fare anche in teatro. Il soggetto viene ispirato dalla figura del magnate della stampa William Randolph Hearst e la trama del film riprende a grandi linee molti riferimenti alla vita di Hearst: la ricchezza dei genitori di Kane dipende da una miniera d'oro, esattamente come per i genitori di Hearst; nonostante i grandi possedimenti ereditati, Kane si interessa quasi esclusivamente del suo piccolo giornale, e lo amplia fino a farlo diventare una pubblicazione a tiratura nazionale, creando un impero editoriale le cui prese di posizione saranno tutt'altro che imparziali; Kane si sposa due volte, la seconda con un'attrice-cantante-ballerina (Hearst era legato all'attrice Marion Davies), e tenta senza successo di entrare in politica; la realizzazione di Xanadu ricorda la residenza che Hearst si fece costruire (un castello che divenne famoso anche per gli avvenimenti mondani legati al mondo del cinema e a Hollywood); Kane acquista ogni genere di opera d'arte per il solo gusto di possederla, esattamente come fa Hearst con la sua mania per il collezionismo; negli ultimi anni di vita, Kane si ritira a vita privata, isolandosi per evitare ogni contatto umano.
    Altre interpretazioni ritengono invece che il film possa essere stato ispirato da Julien Brulatour, proprietario della Kodak, oppure dall'eccentrico produttore Howard Hughes, come riportato in F come Falso.
    Quale co-protagonista del film, nel ruolo di Jedediah Leland, giornalista e amico di Kane, Welles chiama uno dei componenti della compagnia del Mercury Theatre, l'attore Joseph Cotten, la cui amicizia e collaborazione professionale con Welles proseguirà anche negli anni futuri.
    Le riprese di Quarto potere, la cui sceneggiatura ha richiesto tre mesi di lavoro, prendono il via il 30 luglio 1940, mentre il montaggio inizia il 23 ottobre dello stesso anno. La stampa specializzata in gossip inizia ad interessarsi al film e i pettegolezzi arrivano all'orecchio di W.R. Hearst, grazie a Louella Parsons, una celebre columnist che scrive sui suoi giornali e che, allo stesso tempo, è un'estimatrice di Welles; secondo la Parsons, Welles sta girando un film basato sulla vita di Hearst, e quest'ultimo va su tutte le furie. Grazie alla potenza del proprio impero editoriale, il grande magnate della stampa inizia un'opera di boicottaggio nei confronti del film e della RKO.
    La data d'uscita di Quarto potere è prevista in origine per il 14 febbraio 1941, ma viene rimandata più volte, tanto che Welles minaccia la RKO di inadempienza contrattuale per questo ritardo. La polemica smuove la casa di produzione, che sta cercando di sfruttare la pubblicità creata dalla controversia per lanciare il film; la data di uscita nelle sale di New York e Los Angeles viene finalmente fissata per il 9 aprile 1941.
    Una scena di Quarto potere che ritrae la scelta stilistica del "soffitto basso", ovvero puntare la telecamera dal basso verso l'alto, una scelta la cui invenzione secondo gli esperti era di Welles ma che lui dichiara di non aver inventato, ma di averla solo usata in gran quantità.
    Quarto potere non ottiene un grande successo di pubblico, principalmente a causa dell'opera di boicottaggio intrapresa dai periodici dell'impero editoriale Hearst, mentre le recensioni della critica accolgono invece il film come uno dei più grandi capolavori del cinema di sempre. Con Quarto potere, Orson Welles scardina le pratiche del cosiddetto 'cinema delle origini' rifondando, di fatto, le tecniche della ripresa cinematografica. Rielaborando meccanica, ottica e illuminotecnica, ricostruisce e migliora lo stile di maestri del 'primo cinema' come David Wark Griffith (autore de La nascita di una nazione) dai quali trae ispirazione e suggestioni. Welles fonde elementi eterogenei del teatro e del cinema, ricostruendo il punto di vista dello spettatore con inquadrature virtuose e mai osate fino a quel momento, o cambi di luci fondamentali, come per esempio la dissolvenza della luce da punti diversi dello schermo e la sparizione degli attori uno dopo l'altro (innovazione poco considerata da Welles, che la credeva in uso nel cinema e che ritiene ripresa dalle sue abitudini teatrali, ma una delle poche che ammette di aver inventato).
    Con il ruolo del protagonista Charles Foster Kane, Welles dimostra inoltre la propria sensibilità e abilità interpretativa, arrivando a coprire tutte le fasi dell'esistenza del personaggio, dalla prima giovinezza, in cui Kane è un baldo e idealista direttore di giornale, passando per la mezza età, quando Kane è all'apice del suo carisma e della sua spavalderia, fino alla vecchiaia, in cui si è ormai trasformato nel megalomane magnate dell'editoria, la cui umanità è rimasta soffocata dall'immenso potere conquistato.
    Di fondamentale importanza per l'interpretazione di Welles è anche l'abilità del truccatore Maurice Siederman, il cui impegno riesce a rendere estremamente convincenti i vari passaggi dell'esistenza di Kane, dai venti ai settantasette anni. Anche nelle scene che ritraggono Kane da giovane, Welles è sempre pesantemente truccato.
    Ma l'aspetto più innovativo del film è costituito dall'uso, per la prima volta consapevole e sistematico, della profondità di campo (deep focus) e del piano sequenza. La prima tecnica viene studiata e approfondita dal celebre direttore della fotografia Gregg Toland, che ricorse a speciali lenti e ad una potentissima illuminazione del set.
    A livello di scrittura, l'innovazione principale sta invece nel ricorso all'uso sistematico di flashback, contrario allo stile classico dei film..
    Il regista, nelle interviste successive, ha poi sempre affermato che molte delle innovazioni a lui attribuite non erano affatto tali; per essere riuscito a farle apparire come sue, Welles si definirà - nel film F come Falso (1973) - un illusionista.
    Secondo le classifiche dell'AFI e del BFI, e di molti altri critici, Quarto potere viene considerato il "Più bel film della Storia del Cinema".

    L'orgoglio degli Amberson


    La copertina del romanzo L'orgoglio degli Amberson in uno screenshot del film di Welles
    Il secondo film che Welles dirige per la RKO (in cui non compare come attore, ma solo come voce narrante) è il più sobrio e tradizionale L'orgoglio degli Amberson (The Magnificent Ambersons, 1942), adattato dall'omonimo romanzo di Booth Tarkington, vincitore del premio Pulitzer. Con questa pellicola, i dirigenti della casa di produzione ripongono le speranze di recuperare gli investimenti persi con il parziale flop commerciale del film precedente.
    Il film racconta la saga degli Amberson, una famiglia dell'alta borghesia che vive a Indianapolis durante il periodo in cui il progresso tecnico e industriale proveniente dall'Europa (simboleggiato dall'arrivo e dall'affermazione dell'automobile) inizia a minarne la supremazia sociale. L'inventore Eugene Morgan (Joseph Cotten), divenuto proprietario di una fabbrica di automobili, è da sempre innamorato di Isabel Amberson (Dolores Costello), la matriarca della famiglia, la quale torna a frequentarlo dopo la morte del marito. Questo amore viene ostacolato dal di lei figlio George Minafer (Tim Holt), il quale continua a mantenere lo spirito altezzoso e l'atteggiamento aristocratico che ha sempre caratterizzato gli Amberson.
    Welles considera questa pellicola addirittura migliore di Quarto potere, ritenendola una realizzazione più matura, più studiata e con una tecnica registica già differente dal primo film.La composizione dell'immagine ha un taglio meno barocco e le innovazioni sono meno coraggiose di quelle apparse in Quarto potere, ma si nota comunque un'abilità registica enorme, con un'eccellente fotografia, diverse creazioni di montaggio e un uso eccezionale dei piani sequenza.
    In sostanza, il film ha tutte le premesse per diventare un grande successo e una grande opera d'arte cinematografica; ma anche in questo caso Welles trova davanti a sé una strada irta di difficoltà, poiché sono in agguato nuovi scontri con la casa produttrice.
    Durante le riprese, il governo degli Stati Uniti chiede a Welles di realizzare un film documentario sull'America meridionale. Welles lascia dunque il paese per cominciare le riprese di It's All True, dopo aver montato la prima copia di bozza di L'orgoglio degli Amberson, pensando di poter continuare a inoltrare tramite telegramma le istruzioni finali ai suoi collaboratori.
    A questo punto la RKO, già in difficoltà finanziarie e spaventata da un possibile nuovo insuccesso commerciale, prende il controllo della pellicola dallo staff della Mercury Production di Welles e opera un taglio di oltre 50 minuti di girato, mentre alcune scene, comprese quelle finali, vengono rifilmate ed aggiunte o sostituite a quel che resta della prima versione. La pellicola originale tagliata, compreso il finale originale che Welles aveva girato, va irrimediabilmente perduta. L'intervento della RKO, che attenua fortemente i toni nostalgici e agrodolci de L'orgoglio degli Amberson, è solo il primo di una lunga serie di persecuzioni e dannose interferenze da parte dei produttori, che Welles dovrà affrontare nel corso di tutta la sua carriera a Hollywood.
    Durante la lavorazione de L'orgoglio degli Amberson, Welles è contemporaneamente impegnato come attore sul set di un'altra pellicola, la spy-story Terrore sul Mar Nero, tratta da un romanzo di Eric Ambler e girata in simultanea in un vicino teatro di posa. Scritto e interpretato assieme a Joseph Cotten, il film viene frettolosamente realizzato di notte e non convince la casa di produzione, che lo farà uscire soltanto nell'agosto del 1943, limitandone la durata a 71 minuti e ricavandone scarso successo. Welles, che nel film impersona il sanguinario e caricaturale colonnello Haki, capo della polizia segreta turca, riesce in un primo tempo ad ottenere dalla RKO la facoltà di rigirare il finale e di integrare la storia con la voce narrante di Joseph Cotten, ma questo tentativo non gioverà comunque al film.
    Allo scoppio della seconda guerra mondiale, molti artisti si impegnano in campo politico, o addirittura si arruolano, ma Welles cerca di evitare il servizio di leva; la storica cinematografica Giuliana Muscio ha ritrovato una lettera indirizzata alla MGM e datata 28 aprile 1943, diretta all'Office War Information, nella quale il regista chiede l'esonero dal servizio militare per partecipare a una produzione cinematografica basata su Guerra e pace di Lev Tolstoj, mai però realizzata.

    It's All True


    Il carnevale di Rio
    Già nel 1941 Welles progetta di girare un film a episodi, It's All True; il primo episodio, il cui titolo previsto è Il Capitano Chair, è basato su un soggetto del 1938 in cui l'autore, il documentarista Robert J. Flaherty, affronta il tema dei propri viaggi nel gelido nord. L'intenzione di Welles è di riadattare il racconto, ma il progetto alla fine non si concretizza. Il secondo episodio previsto, My friend Bonito, tratto anch'esso da un soggetto di Flaherty, narra la storia dell'amicizia tra un bambino messicano ed un toro, destinato alla corrida e salvato dalla morte nell'arena grazie alla pietà della folla.
    Le riprese di questo episodio vengono avviate dal regista Norman Foster e non da Welles, ma Foster non prosegue la lavorazione, poiché viene richiamato da Welles a Hollywood per collaborare alla regia di Terrore sul Mar Nero.
    All'indomani dell'attacco giapponese a Pearl Harbor - nell'ottica di avvio di un'azione di propaganda in America latina per timore di una possibile influenza nazista in quei paesi - Welles viene interpellato dal Governo degli Stati Uniti che lo incarica di raggiungere il Brasile per girare un film sul Carnevale di Rio De Janeiro, compromettendo così la prosecuzione del lavoro del regista, sia per L'orgoglio degli Amberson che per Terrore sul Mar Nero.
    Welles parte per il Brasile, dove il 13 febbraio prende il via il carnevale; la sua idea è quella di riprogettare interamente It's All True, di utilizzare le riprese sul carnevale come primo episodio e di conservare il girato di My friend Bonito, utilizzandolo come secondo episodio.
    Per il secondo episodio, Welles trova ispirazione da un fatto realmente accaduto e di cui ha letto un articolo sulla rivista Time. È la storia di Jacaré, Tata, Mané e Geronymo, quattro pescatori (Jangadeiros) originari di una regione del Nord del Brasile, i quali sono costretti a dividere il frutto del loro lavoro con i padroni delle barche (Jangadas). Desiderosi di ottenere la tutela e la protezione di un sindacato, i quattro intraprendono un viaggio lungo tutta la costa del Brasile fino a Rio de Janeiro, transitando solo nei tratti d'acqua più bassa e più vicina alla costa, attraccando occasionalmente per rifornirsi e per chiedere ospitalità alla gente del luogo. Prima di giungere nella capitale, sono diventati così famosi che il presidente Getulio Vargas è costretto a riceverli. I quattro conquistano solo un piccolo miglioramento economico ma non riescono ad ottenere l'istituzione del sindacato, che il presidente comunque promette loro.
    Welles decide di iniziare la lavorazione dell'episodio con le riprese relative all'arrivo dei jangadeiros a Rio. Durante una pausa, mentre la macchina da presa è ferma ed i pescatori si trovano in mezzo alla baia, un'onda gigantesca li travolge e trascina in fondo al mare Jacaré, che muore annegato. La responsabilità della tragedia viene attribuita a Welles che, da questo momento, come dichiara lui stesso in un'intervista poi apparsa nel documentario It's All True, prova un tale senso di colpa da voler a tutti i costi terminare il film per onorare la memoria del povero Jacaré.
    Nel frattempo, la casa produttrice RKO subisce un avvicendamento ai vertici dirigenziali: George J. Schaefer, protettore di Welles, è sostituito da Charles J. Koerner, che licenzia in tronco il regista e decide di richiamare la troupe dal Brasile, revocando la disponibilità dei fondi residuati. Con il fallimento del film, tutto il lavoro rimane inutilizzato e viene depositato negli archivi RKO. L'unico materiale oggi visionabile è contenuto in "It's All true", ovvero nel documentario omonimo che racconta la realizzazione del film, uscito negli anni novanta.

    Gli altri film degli anni quaranta


    La débacle di Terrore sul Mar Nero e di It's all True rappresenta la fine di quella che per Welles era stata preannunciata, poco più di un anno prima, come la folgorante carriera di un genio.
    Per alcuni anni, durante il periodo della seconda guerra mondiale, Welles rimane lontano dal mondo del cinema, dedicandosi a trasmissioni radiofoniche di propaganda per la CBS e, in particolare, ad attività di carattere politico quali un ciclo di conferenze sulla natura del fascismo, che egli presiede in tutto il paese, unitamente al sostegno all'amministrazione del presidente americano Roosevelt, per il quale scrive diversi discorsi politici.
    Nel frattempo Welles, che nel 1939 ha divorziato dalla prima moglie Virginia Nicholson, e che ha avuto una successiva relazione con l'attrice messicana Dolores del Rio (sua partner in Terrore sul Mar Nero), nel 1943 si risposa con Rita Hayworth, la cui interpretazione in Gilda (1946) ne farà uno dei maggiori sex symbol del dopoguerra. Dal matrimonio con la Hayworth nasce una figlia, Rebecca (1944-2004).
    Welles ritorna al cinema grazie al produttore David O. Selznick, che lo scrittura per interpretare il dramma in costume La porta proibita (1944), tratto dal romanzo Jane Eyre, accanto a Joan Fontaine. Con il vigoroso ritratto del protagonista Edward Rochester, l'ombroso eroe romantico nato dalla penna di Charlotte Brontë, Welles può sfruttare al meglio la propria imponente presenza scenica.
    Il successivo impegno cinematografico di Welles rappresenta uno dei momenti più curiosi e affascinanti della sua carriera. Nel film La nave della morte (1944), un tipico prodotto hollywoodiano del periodo bellico, infarcito di sketches e numeri musicali di intrattenimento, Welles ricorre a una sua antica passione, l'illusionismo, producendosi nel Mercury Wonder Show, un famoso spettacolo di magia durante il quale esegue con eleganza alcuni numeri da prestigiatore e si esibisce nel trucco della donna segata a metà, con l'ausilio di una partner d'eccezione, Marlene Dietrich.
    Dopo l'interpretazione di un veterano della prima guerra mondiale nel dramma sentimentale Conta solo l'avvenire (1945), accanto a Claudette Colbert, Welles riesce a realizzare ancora tre film a Hollywood: nel primo, Lo straniero (1946), Welles dirige Loretta Young e Edward G. Robinson, interpretando anche il ruolo del protagonista, un ex nazista che tenta di nascondere il proprio passato sotto l'identità di un professore che insegna in un college di un piccolo centro del Connecticut.

    La signora di Shanghai


    Orson Welles nel trailer de La signora di Shanghai (1948)
    Nel 1946 Welles ritorna al teatro con Around the world, un adattamento musicale de Il giro del mondo in ottanta giorni. Lo spettacolo ottiene un grande successo di critica ma lo scarso riscontro di pubblico lascia Welles in disastrose condizioni finanziarie e lo costringe a raggiungere un frettoloso accordo con Harry Cohn, boss della casa produttrice Columbia, per dirigere La signora di Shanghai, un curioso mix di dramma e elementi noir, in cui recita anche nel ruolo del protagonista, il marinaio Michael O'Hara, e affida alla moglie Rita Hayworth il personaggio di Elsa Bannister, una femme fatale falsa e amorale.
    Welles ricorre ad alcune originali ambientazioni, come nella scena dell'incontro tra O'Hara e la Bannister tra le vasche di un grottesco acquario, e come la lunga sequenza da incubo in un tentacolare luna park, che culmina nella sparatoria finale all'interno di un labirinto di specchi. Sua è anche la rielaborazione del look della Hayworth, le cui celeberrime chiome lunghe e rosse vengono sacrificate da Welles in favore di un'acconciatura più corta e di un biondo più freddo e più aderente al cliché di spietata dark lady.
    L'uscita del film, oggi considerato un "classico", viene bloccata da Harry Cohn, inorridito dalla possibile reazione del pubblico di fronte alla drastica trasformazione dell'immagine della Hayworth. La signora di Shanghai verrà distribuito solo nel 1948, all'epoca in cui Welles e la Hayworth avviano le pratiche di divorzio, dopo un matrimonio durato cinque anni.

    Il Macbeth e l'addio a Hollywood


    Archiviata l'esperienza nel genere noir, nell'estate del 1947 Welles si dedica alla trasposizione cinematografica del Macbeth di Shakespeare (di cui è regista e interprete), ottenendo dalla casa produttrice Republic Pictures un tempo di soli 23 giorni per terminare la lavorazione, un singolo teatro di posa e un budget così ridotto da costringere il regista a ricorrere a scenari e sfondi di cartapesta. Nonostante i mezzi tecnici limitati e le restrizioni in termini di tempo, la versione del Macbeth realizzata da Welles è da considerarsi parzialmente riuscita, ma non basta ad evitare la conclusione della prima fase hollywoodiana della sua carriera.
    I primi anni in Europa (1949-1957)
    Nel 1948 Welles lascia definitivamente la cittadina californiana e si trasferisce in Europa, dove inizia a concentrarsi su una nuova trasposizione di un dramma shakesperiano, l'Otello, che intende dirigere e interpretare. La necessità di finanziare questo progetto lo costringe ad accettare alcune parti in film americani realizzati in Europa, quali Gli spadaccini della serenissima (1949), Il principe delle volpi (1949) e La rosa nera (1950) (gli ultimi due accanto a Tyrone Power). Si tratta di pellicole in costume, con scenografie ridondanti, in cui Welles si produce in annoiate interpretazioni di personaggi intriganti e appesantiti da eccessivi orpelli.

    Il terzo uomo


    Nel 1949, Welles ottiene un ruolo che si rivela di fondamentale importanza per la sua carriera e in cui verrà spesso identificato, quello del bieco Harry Lime ne Il terzo uomo (The Third Man, 1949), diretto da Carol Reed e sceneggiato dallo scrittore inglese Graham Greene, che dal film trarrà successivamente un romanzo di successo.
    Ambientato nella Vienna dell'immediato dopoguerra, il film ruota attorno alla misteriosa figura di Harry Lime, un ignobile avventuriero che traffica in penicillina adulterata in una città sconvolta dagli eventi bellici. La trama prevede che il personaggio di Lime compaia solo in un numero limitato di scene, ma il fatto che nel film si continui a parlare di lui (sono state calcolate ben 57 allusioni verbali a Lime, prima della sua entrata in scena), lo colloca automaticamente al centro dell'attenzione dello spettatore.
    Il film ottiene un enorme successo di pubblico, e la carismatica presenza di Welles, che appare per pochi minuti ma il cui cinico e sfrontato personaggio è continuamente citato per tutto il film, contribuisce a consolidare la sua popolarità, già nel frattempo rafforzata fin dal pubblicizzato matrimonio con Rita Hayworth.

    L'Otello


    Otello e Desdemona
    Con la realizzazione dell'Otello (1952), che richiederà quasi tre anni di lavoro, Welles inizia la sua avventura da regista in Europa, affrontando una lunga serie di difficoltà professionali, quali la costante necessità di reperire i fondi necessari, il sopravvenuto fallimento della casa produttrice del film (la Scalera Film di Roma), il lungo lavoro di selezione per assegnare la parte di Desdemona, la difficoltà di conciliare gli impegni di interpreti e tecnici con la crescente lunghezza dei tempi di lavorazione, protrattisi dal 1949 al 1951 e caratterizzati da ripetute interruzioni e riprese.
    L'esperienza dell'Otello è rappresentativa delle difficoltà artistiche che Welles incontrerà durante tutto il resto della sua carriera di regista. Via via impegnato come attore su set altrui, o in trasmissioni radiofoniche e spettacoli teatrali al solo scopo di finanziarsi, Welles riesce a rendere il suo Otello un'opera memorabile, privilegiando la tecnica del montaggio, con cui riesce a restituire la dimensione classica dell'opera attraverso scene ambientate direttamente nei luoghi storici, dando una efficace continuità spaziale e temporale a sequenze spesso realizzate in ambienti e momenti assai differenti tra loro.
    Girato in esterni a Mogador e Safi (sulla costa del Marocco), a Venezia e a Tuscania, nel 1952 l'Otello di Welles si aggiudica la Palma d'Oro al Festival di Cannes partecipando come rappresentante del Marocco.
    I successivi impegni vedono Welles dividersi tra alcune produzioni europee girate in Inghilterra, Francia e Italia (in quest'ultimo paese partecipa come attore al film L'uomo, la bestia e la virtù (1953), diretto da Steno e interpretato a fianco di Totò). Inizia inoltre a lavorare anche per la televisione, dirigendo due serie per la BBC inglese e tornando a New York nel 1953 per una versione del Re Lear destinata all’Omnibus Theatre della CBS.
    Con Rapporto confidenziale (1955), Welles torna alla regia cinematografica, scegliendo un tema per certi versi analogo a Quarto potere, ovvero la storia di Mr. Gregory Arkadin, un potentissimo arricchito che tenta di disfarsi di chiunque possa scoprire gli infamanti segreti del suo passato e le vergognose origini della sua potenza finanziaria. Welles, la cui costituzione fisica inizia ad appesantirsi col trascorrere degli anni, fornisce un ritratto di grande imponenza del magnate Arkadin, curando come di consueto il make up, completo di folti baffi e barba e di un marcato trucco dei lineamenti.
    Il ruolo della figlia di Arkadin, Raina, è interpretato da un'attrice italiana, la contessina Paola Mori che, nel maggio del 1955, diventa la terza signora Welles. Nel novembre dello stesso anno nasce la loro figlia Beatrice.
    Dopo una riduzione teatrale del Moby Dick di Melville, con cui va in scena a Londra nel 1956, nel ruolo del capitano Achab, Welles prende parte anche alla trasposizione cinematografica del medesimo romanzo, diretta da John Huston. Quella di Welles è una breve ma vigorosa apparizione nei panni dell'imponente Padre Mapple, che pronuncia un memorabile sermone su Giona e la balena, dall'alto di un pulpito a forma di prua di una nave.
    Breve parentesi a Hollywood (1957-1959)
    Dopo quasi dieci anni di lontananza, nel 1957 Welles rientra a Hollywood. Il suo aspetto diventato massiccio lo fa sembrare più anziano dei suoi 42 anni e gli preclude ormai quei ruoli romantici che aveva spesso affrontato negli anni quaranta. Nei suoi primi due film subito dopo il ritorno, Welles interpreta due figure di "americano del Sud": in La tragedia del Rio Grande (1957) è Virgil Renchler, un malvagio proprietario terriero che dirige dispoticamente un grosso ranch nel sud-ovest e si scontra con lo sceriffo del luogo (Jeff Chandler). In La lunga estate calda (1958), è Will Varner, un rozzo piantatore sudista di mezza età, personaggio con cui Welles può contrapporre la propria recitazione teatrale e la propria accurata dizione allo stile introspettivo del Metodo Stanislavskij proposto dai suoi prestigiosi partner, Paul Newman, Joanne Woodward e Anthony Franciosa.

    L'infernale Quinlan


    Nel 1958 Welles accetta un incarico dalla Universal Pictures per dirigere e interpretare L'infernale Quinlan, un film inizialmente di ambizioni modeste che si rivela invece, secondo il parere degli storici del cinema e di parecchi estimatori, come un altro capolavoro assoluto di Welles, che qui ritrova la sua inesauribile creatività di regista, ricorrendo a lunghissimi piani sequenza, ad audaci movimenti aerei di gru, e a delicate carrellate senza stacchi per assicurare la continuità dell'azione.
    L'ormai celeberrimo incipit de L’infernale Quinlan è costituito da un lungo piano sequenza introduttivo, che Welles dirige in maniera magistrale e per mezzo del quale può coinvolgere immediatamente il pubblico, fornendo un meccanismo narrativo di forte tensione emotiva, dal quale lo spettatore può trarre una molteplicità di indicazioni sulla trama e sui personaggi protagonisti del film, ambientato a Los Robles, una cittadina di confine tra gli Stati Uniti e il Messico.
    Orson Welles nel ruolo di Hank Quinlan ne L'infernale Quinlan (1958)
    L'ambiguo poliziotto Hank Quinlan, interpretato dallo stesso Welles, rimane uno dei personaggi più memorabili della sua carriera di attore. È una figura che ha perduto il suo idealismo giovanile e la sua onestà, e si è ridotto a condurre indagini superficiali e sbrigative nelle quali si serve della propria passata esperienza professionale unicamente per costruire prove fasulle allo scopo di incastrare i sospetti che, secondo il suo intuito, sono colpevoli. È un personaggio amorale e negativo fin dalle caratteristiche fisiche, dalla sua esagerata obesità (Welles, già notevolmente ingrassato all'epoca, per la parte ricorse comunque a un'ulteriore imbottitura sotto gli abiti ) al suo strascicato modo di incedere, ai suoi vestiti stazzonati, ai suoi atteggiamenti spesso sinistramente infantili. La sua monumentale presenza viene ulteriormente accentuata da inconsueti angoli di ripresa filmati dal basso. Eppure, a suo modo, Quinlan è anche un sentimentale: dietro la sua amarezza e il suo cinico disincanto nei confronti della società, si nascondono profondo dolore, stanchezza e inquietudine, che Welles riesce a interpretare in modo tale da accattivarsi la simpatia dello spettatore, malgrado le caratteristiche negative del personaggio.
    Anche L'infernale Quinlan fu oggetto di modifiche da parte della produzione ma è oggi visibile nella sua completezza, in una versione che comprende una quindicina di minuti in più di girato, relativi a scene di raccordo e di spiegazione che furono inserite da un altro regista (Harry Keller) nella fase di post produzione del film. Ma ci sono anche scene che inizialmente non sono state inserite da Welles e che risultano utili a colmare delle lacune narrative: un dialogo vis-à-vis tra Welles e Heston e una scena, in prossimità del finale, in cui Heston riflette sulle sue intenzioni di intrappolare Quinlan.
    Dopo un'apparizione in Le radici del cielo (1958), per la regia di John Huston, in cui interpreta Cy Sedgewick, un untuoso opinionista televisivo, Welles prende parte al film Frenesia del delitto (1959), basato sul celebre caso giudiziario Leopold e Loeb, in cui ha l'opportunità di prodursi in un'incisiva interpretazione dell'avvocato Jonathan Wilk, difensore dei due giovani protagonisti (personaggio ispirato alla figura del noto penalista Clarence Darrow), pronunciando un'appassionata arringa contro la pena di morte.
    Il rientro in Europa
    Dopo il breve intermezzo hollywoodiano, il resto della carriera registica di Welles si svolge in Europa, dove egli riesce a realizzare molti dei suoi progetti grazie ai compensi percepiti per i suoi ruoli di attore oppure, in seguito, con i finanziamenti ottenuti da piccole case di produzione. Finalmente ottiene la possibilità di curare personalmente il montaggio finale di quasi tutte le sue pellicole, anche se può godere di questa riguadagnata indipendenza artistica quasi solo in produzioni con budget molto ridotto e pochi mezzi tecnici rispetto alle opportunità offerte da Hollywood. Nonostante questo, produce alcuni dei suoi migliori lavori proprio in questo periodo, aiutato dall'ispirazione ritrovata grazie alla riconquistata libertà di azione.

    Falstaff


    I perenni vagabondaggi professionali portano Welles a recitare in numerosi film durante gli anni sessanta, e a dirigere due opere di spicco quali Il processo (1962), trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo di Franz Kafka e soprattutto, grazie a finanziamenti svizzeri e spagnoli, Falstaff (Campanadas a medianoche, 1965), un classico sottovalutato nel quale Welles ritorna all'amato Shakespeare, interpretando il ruolo principale, quello di Falstaff, per il quale alterna la chiassosa cialtroneria alla delicata vulnerabilità, fornendo una delle migliori interpretazioni della sua carriera. Il suo Falstaff ama profondamente la vita, il divertimento e le fanfaronate ed è destinato alla tristezza di un epilogo in cui viene disconosciuto dal principe Hal, divenuto re, che è stato suo compagno di tante goliardate e ora rinnega la loro fanciullesca amicizia.
    Con Falstaff, Welles viene acclamato in Francia e vince un premio speciale "per il suo contributo al cinema mondiale" al Festival di Cannes, dove viene accolto dall'ovazione di pubblico e critica. In America il film viene invece accolto da recensioni contrastanti e ottiene una distribuzione appena marginale.
    Gli ultimi anni
    Una delle ultime apparizioni degne di nota di Welles è nel ruolo del cardinale Wolsey in Un uomo per tutte le stagioni (1966).
    Già vincitore di un Oscar nel 1942 per la miglior sceneggiatura originale di Quarto potere, nella sua carriera Welles ottiene altre quattro candidature, e nel 1971 viene insignito dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences (l'organizzazione che presiede all'assegnazione degli Oscar) di un premio alla carriera "per la superlativa capacità artistica e la versatilità dimostrata nella creazione di opere cinematografiche". Nel medesimo anno lavora con Claude Chabrol in Dieci incredibili giorni, curiosa trasposizione europea di un noto romanzo giallo di Ellery Queen.
    Grande opera di questi anni è il documentario F come Falso dove il regista affronta la tematica dei falsari e della validità dell'expertise nel campo delle arti figurative, nel cinema e nella scrittura, basandosi sulla figura di Elmyr de Hory, un falsario ungherese di successo, della sua personale esperienza e di quella di Clifford Irving, biografo di de Hory. Gira anche Filming Othello, un documentario dove rievoca la travagliata e avventurosa lavorazione del film Otello e narra parte della sua biografia.
    Di costituzione robusta fin dalla nascita, Welles raggiunge un certo grado di obesità negli ultimi anni di vita, anche a causa di alcune disfunzioni fisiche accumulate con l'avanzare dell'età. In questo periodo compare in numerose campagne pubblicitarie di vini, hot dog e altri prodotti alimentari, consolidando la propria fama di buongustaio (evidente anche nel film-documentario F come Falso del 1976) e di viveur.
    Orson Welles muore nell'amata/odiata Hollywood, per un attacco cardiaco, il 10 ottobre 1985, lo stesso giorno della scomparsa di Yul Brynner, altra leggenda del cinema americano. Solo il giorno precedente, aveva registrato una puntata televisiva del Merv Griffin Show, in cui si era esibito in un abile gioco di prestigio.
    Le sue ceneri riposano a Ronda (Spagna), nella hacienda (fattoria) che fu residenza del torero Antonio Ordoñez e dove il diciannovenne Welles trascorse qualche mese durante i suoi vagabondaggi giovanili.
    I progetti incompiuti
    Copertina del Don Quixote di Miguel de Cervantes
    Durante la sua carriera Orson Welles non è riuscito a terminare diversi progetti, che si è trovato costretto ad abbandonare per problemi legati alla produzione. Oltre a It's all True, anche Don Quixote e il più recente The Other Side of the Wind sono rimaste leggendarie opere incompiute. Il primo è un progetto per la televisione che Welles intraprese subito dopo aver girato Rapporto confidenziale, con l'intenzione di sperimentare tecniche innovative rispetto ai suoi metodi tradizionali, ovvero lasciando agli attori massima libertà d'improvvisazione, oltre ad apparire egli stesso sia come voce narrante che come protagonista, accanto a Francisco Regueira, Akim Tamiroff e Patty McCormack. Welles, che aveva inizialmente previsto la durata del film tra i 75 e gli 80 minuti, incontra crescenti difficoltà a terminare l'opera poiché, come disse, si fece prendere la mano, mentre le idee continuavano a portarlo avanti nel progetto e ad allungarlo. "Più o meno mi è successo come a Cervantes che cominciò per farne una novella e finì per scrivere il Don Quixote. È un soggetto che una volta iniziato non si può più abbandonare."
    Ma finì anche per dichiarare che: "E' veramente un film difficile. Devo dire anche che è molto lungo; quello che devo ancora girare non servirà a completare il metraggio: con il materiale esistente potrei montare tre film La cosa curiosa è che Don Quixote è stato girato con un'équipe di sei persone. Mia moglie (Paola Mori) era la "script girl", l'autista piazzava le lampade, io dirigevo, facevo le luci e l'operatore in seconda. Solo attraverso la cinepresa si può avere l'occhio a tutto."
    Nel 1970 Welles inizia a girare The Other Side of the Wind, con la collaborazione di altri personaggi già noti come l'amico Peter Bogdanovich, John Huston, Norman Foster, Susan Strasberg, Joseph McBride e l'artista croata Oja Kodar (ultima compagna di vita di Welles), ma la produzione viene sospesa più volte a causa dei consueti problemi di finanziamento che Welles regolarmente incontrava. Il soggetto del film è assai differente dalle tematiche solitamente affrontate da Welles, e narra dell'ultima notte di J.J. "Jake" Hannaford (Huston), un anziano regista della vecchia scuola che, nel tentativo di rimanere a galla, sta girando un film economico, estremista, con scene di nudo. Il personaggio del regista, pur essendo eterosessuale, si innamora del suo protagonista. Come dichiarato da McBride, il film riflette non solo la tematica dell'omosessualità, ma cerca di spiegare la visione di Welles nei riguardi del rapporto tra attore e regista, tra "uomo" e "Dio". Questo film, dice McBride, "è l'di Welles, una meditazione sull'arte e il mestiere del cinema". Questo film non sarà mai completato, ma il regista Peter Bogdanovich ha dichiarato che sta tentando di terminarlo e che forse uscirà nel 2009.
    Apparizioni speciali
    Come spiegato in precedenza, durante tutta la sua carriera Orson Welles fu costretto a interpretare molti piccoli ruoli in svariati film e produzioni, spesso di scarso livello artistico, per riuscire a trovare i soldi necessari a produrre i suoi progetti. Apparve in numerose pellicole dirette da altri registi, in programmi radiofonici, in registrazioni musicali con apparizioni speciali, e divenne un ospite consueto alle trasmissioni televisive più popolari. Orson Welles fece due speciali apparizioni, in qualità di voce narrante, in due canzoni del gruppo epic metal Manowar: Dark Avenger (dall'album Battle Hymns) e Defender (dall'album Fighting the World).
    Radio
    Prime opere
    Les Miserables (1937 in diverse puntate)
    The Mercury Theater on the Air (1938)
    Dracula (11 luglio)
    L'isola del tesoro (18 luglio)
    A Tale of Two Cities (25 luglio)
    The 39 Steps (1 agosto)
    I'm a Fool/The Open Window/My Little Boy (8 agosto)
    Abraham Lincoln (15 agosto)
    The Affairs of Anatole (22 agosto)
    Il conte di Montecristo (29 agosto)
    The Man Who Was Thursday (5 settembre)
    Giulio Cesare (11 settembre)
    Jane Eyre (18 settembre)
    Sherlock Holmes (25 settembre)
    Oliver Twist (2 ottobre)
    Hell On Ice (9 ottobre)
    Seventeen (16 ottobre)
    Il giro del mondo in 80 giorni (23 ottobre)
    La guerra dei mondi (30 ottobre)
    Heart of Darkness/Life With Father/Gift of the Magi (6 novembre)
    A Passenger to Bali (13 novembre)
    The Pickwick Papers (20 novembre)
    Clarence (27 novembre)
    The Bridge at San Luis Rey (4 dicembre)
    The Campbell Playhouse (1938-40)
    Rebecca (9 dicembre 1938)
    A Christmas Carol (23 dicembre 1938)
    Counselor-at-Law (6 gennaio 1939)
    L'ammutinamento del Bounty (13 gennaio 1939)
    I Lost My Girlish Laughter (27 gennaio 1939)
    Arrowsmith (3 febbraio 1939)
    The Green Goddess (10 febbraio 1939)
    The Glass Key (10 marzo 1939)
    Beau Geste (17 marzo 1939)
    Showboat (31 marzo 1939)
    The Patriot (14 aprile 1939)
    Private Lives (21 aprile 1939)
    Wickford Point (5 maggio 1939)
    Our Town (12 maggio 1939)
    The Bad Man (19 maggio 1939)
    Things We Have (26 maggio 1939)
    Victoria Regina (2 giugno 1939)
    Peter Ibbetson (10 settembre 1939)
    Ah, Wilderness (17 settembre 1939)
    What Every Woman Knows (24 settembre 1939)
    il Conte di Montecristo (1 ottobre 1939)
    Algeri (8 ottobre 1939)
    Escape (15 ottobre 1939)
    Liliom (22 ottobre 1939)
    L'orgoglio degli Amberson (29 ottobre 1939)
    The Hurricane (5 novembre 1939)
    The Murder of Roger Ackroyd (12 novembre 1939)
    The Garden of Allah (19 novembre 1939)
    Dodsworth (26 novembre 1939)
    Lost Horizon (3 dicembre 1939)
    Venessa (10 dicembre 1939)
    There’s Always a Woman (17 dicembre 1939)
    A Christmas Carol (24 decembre 1939)
    Vanity Fair (7 gennaio 1940)
    Theodora Goes Wild (14 gennaio 1940)
    The Citadel (21 gennaio 1940)
    It Happened One Night (28 gennaio 1940)
    Mr. Deeds Goes to Town (11 febbraio 1940)
    Dinner at Eight (18 febbraio 1940)
    Only Angels Have Wings (25 febbraio 1940)
    Rabble in Arms (3 marzo 1940)
    Craig’s Wife (10 marzo 1940)
    Huckleberry Finn (17 marzo 1940)
    June Moon (24 marzo 1940)
    Teatrografia
    Opere di cui Welles firma solo la regia;
    Date di apertura
    Gate Theatre di Dublino (1931-1934)
    The Lady from the sea, di Henrik Ibsen,
    Le tre sorelle, di Anton Cechov,
    Alice in the wonderland USA
    Tood School, Woodstock (1934-1936)
    Trilby, di Gerald Du Maurier,
    The drunkard, di Mr. Smith di Boston,
    Amleto, di William Shakespeare,
    Czar Paul, di Dimitri Merejewskij,
    Pre-Mercury Theatre (1936-37)
    William Shakespeare, Macbeth - 14 aprile , 1936, Lafayette Theatre, New York
    Horse Eats Hat da Eugène Labiche, Un chapeau de paille d'Italie - 26 settembre, 1936, Maxine Elliott Theatre, New York City
    Christopher Marlowe, Doctor Faustus - 8 gennaio, 1937, Maxine Elliott Theatre, New York City
    Aaron Copland, The Second Hurricane (opera lirica) - 21 aprile, 1937, Henry Street Playhouse, New York City
    Marc Blitzstein, The Cradle Will Rock (musical) - 16 giugno, 1937, Venice Theatre, New York City
    Mercury Theatre (1937-41)
    Giulio Cesare - 11 novembre, 1937, Mercury Theatre, New York City
    The Shoemaker's Holiday - 1 gennaio, 1938, Mercury Theatre, New York City
    Heartbreak House - 29 aprile, 1938, Mercury Theatre, New York City
    Too Much Johnson - 16 agosto, 1938, Stony Creek Summer Theatre, Connecticut
    Danton's Death - 5 novembre, 1938, Mercury Theatre, New York City
    Five Kings - 27 febbraio, 1939, Colonial Theatre, Boston, Massachusetts
    The Green Goddess - Luglio 1939, Palace Theatre, Chicago,Illinois
    Native Son - 24 marzo, 1941, St. James Theatre, New York City
    Dopo la seconda guerra mondiale (1942-60)
    The Mercury Wonder Show - 3 agosto, 1943, Mercury Wonder Show Tent, Los Angeles, California
    Il giro del mondo in 80 giorni - 27 aprile, 1946, Boston Opera House, Boston, Massachusetts
    Macbeth - 28 maggio, 1947, University Theatre, Salt Lake City, Utah
    The Blessed and the Damned - 15 giugno, 1950, Théâtre-Edouard VII, Paris, France
    Otello - 1 ottobre, 1951, Theatre Royal, Newcastle, Inghilterra
    The Lady in the Ice - 7 settembre, 1953, Stoll Theatre, London
    Moby Dick: Rehearsed - 16 giugno, 1955, Duke of York's Theatre, London
    Re Lear - 12 agosto, 1956, City Center, New York City
    Falstaff - 13 febbraio, 1960, Grand Opera House, Belfast
    Rhinoceros - 28 aprile, 1960, Royal Court Theatre, London
    Filmografia
    Premi e riconoscimenti
    Oscar
    1941: Miglior Film — Quarto potere (nomination)
    1941: Miglior Regista — Quarto potere (nomination)
    1941: Miglior Attore — Quarto potere (nomination)
    1941: Miglior sceneggiatura originale — Quarto potere (vinto)
    1942: Miglior Film — L'orgoglio degli Amberson (nomination)
    1970: Oscar alla carriera
    BAFTA Awards
    1968: Miglior attore straniero — Falstaff (nomination)
    Cannes Film Festival
    1952: Palma d'Oro — Othello
    Premio Golden Globe
    1982: Miglior attore di supporto — Butterfly (nomination)
    Festival del cinema di Venezia
    1947: Leone d'oro — Lo straniero (nomination)
    1970: Leone d'oro alla carriera
    Grammy Awards
    1982: Best Spoken Word Recording — Donovan's Brain
    Premio alla carriera dell'American Film Institute 1975
    Note

      ^ a b McBride 1979, p. 39
      ^ "Orson Welles' Citizen Kane has been consistently voted number one in each of the last five Sight & Sound polls. A separate poll of established film directors, held for the first time in 1992, has also placed Citizen Kane at the top. The film was selected as number one in a Village Voice and in a Time Out critics' poll and was listed as the greatest American film twice by the American Film Institute in 1998 and 2007."
      ^ a b c BFI | Sight & Sound |Top Ten Poll 2002 - The Directors' Top Ten Directors
      ^ a b c BFI | Sight & Sound |Top Ten Poll 2002 - The Critics' Top Ten Directors
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      ^ a b c McBride 1979, p. 19
      ^ McBride 1979, p. 18
      ^ McBride 1979, pp. 19-20
      ^ È possibile vederlo su Youtube, http://www.youtube.com/watch?v=pXKIMag5hHE
      ^ Welles-Bogdanovich 1993, p. 74
      ^ Welles-Bogdanovich 1993, pp. 43-44
      ^ Valentinetti 1988, p. 123
      ^ a b Valentinetti 1988, p. 20
      ^ a b c d e f g Documentario The Battle Over Citizen Kane.
      ^ "Orson Welles" di James Naramore, ed. Marsilio, 1993, pag. 28
      ^ "Orson Welles" di James Naramore, ed. Marsilio, 1993, pag. 29
      ^ Welles-Bogdanovich 1993, pp. 348-349
      ^ Valentinetti 1988, pp. 21 e 120 (prima Comedy Theatre, poi National Theatre)
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      ^ F come Falso.
      ^ McBride 1979, pp. 19-20
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      ^ Cristina Jandelli, Breve storia del divismo cinematografico, Marsilio Editore, Venezia 2008.
      ^ a b Valentinetti 1988, p. 26
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      ^ a b c d e f Documentario It's All True.
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      ^ Salotti 1995, pp. 116-117
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    Welles, Orson: "The Cradle Will Rock", Santa Teresa Press, 1994
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    White, Rob: "The Third Man", BFI, 2003
    Wood, Bret: "Orson Welles: A Bio-Bibliography", Greenwood blue, 1990
    Documentari
    The Battle Over Citizen Kane, documentario
    It's All True, documentario sul film inconcluso di Orson Welles
    W - L'Ultimo Welles, filmato di montaggio indipendente che racchiude gli ultimi anni dell'opera di Orson Welles
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    Filmografia di Orson Welles
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