Oliviero Diliberto (54)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 13 Ottobre 1956
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Cagliari (CA)
  • Nazione: Italia
  • Oliviero Diliberto in Rete:

  • Wikipedia: Oliviero Diliberto su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Oliviero Diliberto (Cagliari, 13 ottobre 1956) è un politico, giurista e docente italiano. Attualmente ricopre il ruolo di segretario nazionale del PdCI con un passato prima nel Partito Comunista Italiano e poi nel PRC.

    Biografia
    Figlio di una famiglia della buona borghesia cagliaritana, laureato in giurisprudenza, è professore ordinario di Diritto romano presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università La Sapienza di Roma. Pur avendo discusso una tesi sull'origine della giurisdizione ecclesiastica è particolarmente rinomato come romanista di fama nazionale. Diliberto esercita il suo incarico di docente universitario gratuitamente. In passato è stato anche docente di Diritto Romano (e delegato all'argomento Diritto delle Persone in Istituzioni di Diritto Romano) presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Cagliari, sua città natale.
    A 13 anni iniziò la militanza politica studentesca, avvicinandosi presto al PCI. Dell'esperienza giovanile ha detto "Non avevo nessuna passione per le esperienze cinesi. Assistevo allibito alle eterne discussioni sul Libretto Rosso di Mao. Non avevo nemmeno il mito del Che". Si iscrisse poi nel 1974 alla FGCI, il ramo giovanile del partito comunista.
    Attività politica
    Nel 1991, allo scioglimento del PCI, confluì in Rifondazione. Ha diretto dal 1994 al 1995 il settimanale del Prc Liberazione (oggi quotidiano) ed è autore di numerosi saggi. Ricopriva il ruolo di capogruppo alla Camera, quando ha lasciato il PRC nel 1998, nell'ambito della scissione che ha portato alla nascita del PdCI, in quanto contrario alla decisione bertinottiana di sfiduciare il governo Prodi.
    È deputato dal 1994, è quindi alla sua quarta legislatura. Alle elezioni politiche del 2006 è stato capolista del suo partito in tutte le circoscrizioni per la Camera, ricevendo un nuovo mandato parlamentare dalla maggioranza di esse.
    Esperienza ministeriale
    È stato Ministro di Grazia e Giustizia nel governo guidato da D'Alema dall'ottobre del 1998 alla primavera del 2000, contribuendo (insieme a tutto il suo nuovo partito) a salvare la maggioranza di centrosinistra dopo che il PRC decise di non appoggiare anche gli altri esecutivi ulivisti.
    Il caso Baraldini
    Nella veste di Ministro della Giustizia ha ottenuto il rimpatrio di Silvia Baraldini, italiana residente negli Stati Uniti, affinché potesse scontare in Italia il resto della pena carceraria comminatale negli USA. Il provvedimento era da tempo invocato da molti, soprattutto a sinistra, ma avversato da altri e foriero di critiche. Alcune di queste hanno riguardato le ingenti spese sostenute, viste anche le costose misure di sicurezza adottate per il suo trasferimento su richiesta degli Stati Uniti che ritenevano la Baraldini assai pericolosa. Non è accertato se lo Stato Italiano abbia pagato anche alcune multe.

    Il caso è interessante anche sotto il profilo giuridico perché potrebbe sancire, per analogia, un precedente utile anche ad altri cittadini italiani detenuti all'estero.
    Attività successive all'esperienza ministeriale
    Concluso l'incarico ministeriale, è stato eletto segretario nazionale del suo partito.
    Nel novembre 2004 in occasione di una sua visita in Libano, ha suscitato critiche l'incontro con il segretario degli Hezbollah, lo shaykh Ḥasan Naṣrallāh. Ferma la reazione di condanna delle autorità israeliane, che per voce dell'ambasciatore in Italia Ehud Gol, esprime «disgusto e ripugnanza» per l'episodio, per «il desiderio di Diliberto di intrattenere relazioni con quella organizzazione terroristica e assassina».
    Oliviero Diliberto dopo il comizio elettorale per la Sinistra l'Arcobaleno a Padova
    Si distingue per il suo impegno nel sostenere i movimenti pacifisti, attraverso dichiarazioni, organizzazione e partecipazione a manifestazioni ed, ovviamente, attività parlamentare, con lo scopo di ottenere il ritiro di alcune missioni militari italiane, ritenute funzionali alle mire espansionistiche degli USA, in particolare di quella in Iraq che ritiene violi la legalità internazionale, riconoscendole solo il merito di aver assicurato ad un tribunale il deposto dittatore Ṣaddām Ḥusayn. Ciononostante Diliberto ed il suo partito, assieme agli altri partiti della sinistra governativa, hanno votato più volte a favore del rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan nel periodo 2006-2007 pur di non mettere in pericolo il Governo Prodi.
    Al termine delle elezioni comunali del 2006 viene eletto consigliere comunale a Roma con 1476 voti, carica che lascia subito dopo per non accumulare incarichi istituzionali e lasciare posto ad altre persone, al suo posto subentra Fabio Nobile, segretario dei Comunisti Italiani di Roma. Oggi è l'unico leader della sinistra che si richiama alla storia politica del Partito Comunista Italiano e, in particolare, alla figura storica e politica di Enrico Berlinguer. Già dal 2001, si è fatto promotore della realizzazione di soggetto politico unitario della Sinistra, che, nella sua idea originale, avrebbe compreso il PdCI, PRC, Verdi, i fuoriusciti dai DS e l'SDI di Boselli. Questo progetto, anche grazie alla forte spinta in questo senso, venuta dal IV congresso del suo partito, è sfociato nella costituzione de La Sinistra-L'arcobaleno, che comprende PdCI, PRC, Verdi e Sinistra Democratica.
    Rieletto alla Camera dei Deputati nel aprile del 2006, è stato componente della I Commissione della Camera, Affari Costituzionali. Nel novembre 2007 è l'unico dirigente comunista italiano a recarsi a Mosca, per le celebrazioni in onore del 90° anniversario della rivoluzione d'ottobre. In tale occasione ha destato polemiche la sua affermazione di voler portare a Roma la mummia di Lenin nel caso che il Cremlino prendesse la decisione di rimuoverla dal celebre mausoleo dove è esposta al pubblico.
    Dal dicembre 2007 guida il suo partito all'adesione alla confederazione della sinistra, "La Sinistra, l'Arcobaleno", con PRC, Verdi e Sinistra Democratica, movimento che tarda la sua nascita a causa della imminente crisi del governo Prodi. Nel corso di interviste ripropone, ad ogni modo, la riunificazione dei comunisti, Partito della Rifondazione Comunista con il Partito dei Comunisti Italiani. Inoltre aggiunge, che da anni propone a Fausto Bertinotti di guidare una coalizione dei partiti della sinistra, nonostante le diversità con Diliberto e i comunisti, in quanto unico leader in grado di tenere insieme le componenti socialiste, socialdemocratiche e comuniste.
    Il 7 marzo 2008 ha rinunciato a ricandidarsi alla Camera per lasciare il posto di capolista in Piemonte a Ciro Argentino, operaio della Thyssen Krupp e dirigente locale del partito. Per 14 anni di attività parlamentare, ha ricevuto una liquidazione di 131.608 euro e gli è stato assegnato un vitalizio mensile di 6217 euro.
    Dopo la sconfitta elettorale della Sinistra Arcobaleno, ritiene necessaria una riunificazione dei due maggiori partiti comunisti: Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista.
    Uffici politici
    Uffici di governo


    Note


      ^ Mozione parlamentare di un deputato di Alleanza nazionale sul rimpatrio Baraldini
      ^ Francesca Schianchi, L'espresso n. 17 del 1º maggio 2008, pag. 65

    Voci correlate
    PdCI
    Altri progetti
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