Michele Santoro (59)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 2 Luglio 1951
  • Professione: Giornalista
  • Luogo di nascita: Salerno (SA)
  • Nazione: Italia
  • Michele Santoro in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Michele Santoro
  • Wikipedia: Michele Santoro su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Michele Santoro (Salerno, 2 luglio 1951) è un giornalista, conduttore televisivo e politico italiano.

    Biografia
    Laureato in filosofia con 110 e lode, è stato direttore della Voce della Campania e ha collaborato con diverse testate come Servire il popolo, Il Mattino, l'Unità ed Epoca. Prima di essere assunto in RAI nel 1982, ha lavorato per la radio come conduttore di rubriche e autore di sceneggiati radiofonici (Via le odiate macchine, Radio Uno).
    La carriera televisiva
    In televisione, dopo una breve esperienza agli esteri del TG3, ha realizzato speciali e settimanali: Tresette, Oggi dove, Specialmente sul Tre, Tg terza. È stato autore e conduttore di vari programmi: Samarcanda, Il Rosso e il Nero, Temporeale. Nel 1991 ha pubblicato il libro Oltre Samarcanda (Ed. Sperling & Kupfer) e nel 1996 Michele chi? (Ed. Baldini e Castoldi). Nello stesso anno ha lasciato la RAI per Mediaset come direttore della testata Moby Dick.
    Nel 1999 il ritorno in Rai con il programma Circus su Rai Uno. Nel 2000 nasce Sciuscià. Dall'autunno dello stesso anno è autore e conduttore de Il Raggio Verde su Rai Due. Subito dopo l'11 settembre 2001 propone, sempre su Rai Due, lo speciale Siamo tutti americani? seguito dalla serie Emergenza Guerra.
    Il "caso Satyricon" e le polemiche del centrodestra su Santoro
    Nel 2001, l'intervista a Marco Travaglio a Satyricon - in cui il giornalista parlò di fatti inerenti la nascita di Fininvest, dei rapporti della famiglia Berlusconi con il boss mafioso Vittorio Mangano e di una delle ultime interviste di Paolo Borsellino - provocò roventi reazioni da parte dei politici della destra e Santoro dedicò all'episodio una puntata della sua trasmissione "Il raggio verde". L'Authority, capeggiata dal presidente Enzo Cheli eletto dal Presidente del Consiglio Giuliano Amato, ricevette un esposto di Forza Italia (i cui esponenti erano del tutto irritati dal modo in cui veicolava la videnda Mangano-Dell'Utri in trasmissioni RAI, come quelle di Santoro) contro la puntata de Il raggio verde dedicata alla mafia e al caso Satyricon, accusata di violare la par condicio e di favorire l'Ulivo. L'Authority però ribadirà che «Il raggio verde non è un programma di comunicazione politica o una tribuna elettorale, ma una trasmissione di informazione e approfondimento che deve seguire l'attualità, le notizie», ribadendo anche che, essendo il regime di par condicio non ancora effettivamente iniziato, non è possibile procedere in alcun modo. Inoltre, secondo il centrodestra, la puntata incriminata non permise agli esponenti di centrodestra di intervenire, mentre, di fatto, era stato il centrodestra stesso a disertare il dibattito in RAI (per protesta contro il caso Satyricon), impedendo ai propri esponenti di parteciparvi (alla puntata incriminata le ragioni della coalizione di centro-destra furono sostenute dal giornalista Paolo Guzzanti de Il Giornale).
    Più volte nel corso del 2001, la trasmissione Il raggio verde, perennemente accusata dal centrodestra di "faziosità" a favore del centrosinistra, dedicava molto spazio allo schieramento di centrodestra, soprattutto dopo che il caso Satyricon vide espoldere furiose polemiche da parte del centrodestra, per presunto "tentativo di complotto politico". In particolare, Santoro ebbe l'ordine dall'Authority di presentare una puntata "riparatoria" a favore di Marcello Dell'Utri (per consentirgli il diritto di replica), contro quella sul caso Satyricon, contestata per lo spazio in gran parte dedicato al caso Mangano-Dell'Utri; in tale puntata riparatoria, il centrodestra, per voce di Dell'Utri, avrebbe potuto esprimere il proprio dissenso per il libro "L'odore dei soldi" (scritto da Marco Travaglio ed Elio Veltri), che durante la presentazione alla trasmissione di Daniele Luttazzi Satyricon scatenò la polemica sulla presunta complicità in mafia della famiglia Berlusconi. Tuttavia, la puntata contestata da Forza Italia (come raccontato dallo stesso Marco Travaglio nel libro "Regime") aveva trasmesso la registrazione ufficiale della semisconosciuta intervista nel 1992 del giudice Paolo Borsellino ai reporter francesi Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi, in cui si parlò dei legami di Berlusconi e Dell'Utri con Cosa Nostra, tramite personalità di mafia quali Vittorio Mangano o Stefano Bontate.
    Inoltre, nella medesima puntata, Silvio Berlusconi intervenne telefonicamente (scavalcando le sue intenzioni di disertaggio della RAI, da parte del centrodestra), accusando il programma di essere "un processo in diretta", esponendo anche la minaccia di continuare a disertare i programmi RAI per ottenere maggiori garanzie di integrità, e per queste ragioni, nonché per il suo atteggiamento sul tema del caso Satyricon venne duramente criticato, su Telemontecarlo, dal giornalista liberale Indro Montanelli (durante una intervista), che accusò Berlusconi e Fini (colpevole di aver annunciato future epurazioni in RAI da parte della CdL) di "fascismo squadrista" e di "grave intolleranza e sensibilità verso la satira ". In seguito, in una successiva puntata de Il raggio verde, Santoro mandò in onda la suddetta videointervista di Telemontecarlo a Montanelli, provocando le reazioni di Vittorio Feltri, presente in studio, che accusò Montanelli di incoerenza; Marco Travaglio, anch'esso presente in studio, rispose a Feltri, parlando del "golpe" di Berlusconi alla redazione de Il Giornale, che sottrasse brutalmente a Montanelli la dirigenza del suo quotidiano; successivamente, Indro Montanelli telefonò direttamente nello studio ringraziando Travaglio, spiegando le sue vicende con Berlusconi sul tema del quotidiano Il Giornale, concludendo con un breve dialogo con Feltri sulla questione della presunta "incoerenza" attribuita da Feltri allo stesso Montanelli.
    Il 25 aprile 2001, Forza Italia presentò all'Authority il secondo esposto contro Il raggio verde, per la puntata con Dell'Utri; l'esposto venne questa volta accolto dall'Authority, ma venne poi molto contestato dalla RAI: il capo dell'ufficio legale Rubens Esposito, contestò duramente l'esposto per la presunta "inapplicabilità", la mancanza di dettagli su come sarebbe avvenuta la violazione e la mancanza di possibilità di difesa e contraddittorio, da parte di Santoro, al quale Esposito ha ribadito «l'incomprimibile esercizio del suo diritto di opinione e di critica del tutto compatibile e coerente con il suo ruolo di conduttore di una trasmissione puramente informativa, e non a tematiche politiche». In seguito, Forza Italia presentò altri due esposti all'Authority per chiedere la chiusura del programma, ma essi furono respinti, e venne dichiarato che il verdetto finale dell'Authority sarebbe stato rinviato a dopo le elezioni politiche del 13 maggio 2001, in cui Silvio Berlusconi e la sua coalizione ebbero la vittoria (una vittoria che nei sondaggi venne prima vista come quasi certa, poi ritenuta sostanzialmente in bilico, dopo lo svolgimento del caso Satyricon).
    Il 20 maggio 2001, il neoeletto Presidente del Consiglio Berlusconi presentò il quinto esposto all'Authority, che venne nuovamente accolto e che (per la prima volta) condannò definitivamente la RAI a una multa di 40 milioni di lire per non aver dato sufficiente prevalenza a Dell'Utri nella puntata riparatoria. In realtà è dato per certo che nella suddetta puntata, tra i due sfidanti Marcello Dell'Utri e Antonio Di Pietro, il primo parlò più del doppio del secondo (66 minuti per Dell'Utri, contro i 30 minuti di Di Pietro). Inoltre, l'Authority, nella sua sentenza, non citò nessuna fonte o elemento della puntata incriminata che potesse essere a prova della sentenza. Per questi ed altri motivi, il presidente della RAI Roberto Zaccaria, rifiuta la condanna, difendendo l'equilibrio del programma Il raggio verde e facendo ricorso al TAR del Lazio, ma l'Authority gli rispose portando la multa da 40 milioni a 200 milioni di lire.
    L'"editto bulgaro", l'allontanamento dalla RAI e la reintegrazione
    Nel novembre 2001 comincia Sciuscià Edizione Straordinaria. Il 18 aprile 2002, durante una conferenza stampa a Sofia, in Bulgaria, Santoro, il giornalista Enzo Biagi e il comico Daniele Luttazzi vengono duramente attaccati dall'allora Presidente del Consiglio Berlusconi, il quale li definì come individui che hanno fatto "un uso criminoso della televisione pubblica" (episodio noto come Diktat Bulgaro). Santoro replicherà a questo atto censorio di Berlusconi, definendo il premier come "un vigliacco, che abusa dei suoi poteri per attaccare persone più deboli di lui, alle quali non concede il diritto di difesa". Il 31 maggio va in onda l'ultima puntata di Sciuscià: il Cda RAI, a maggioranza di centrodestra, cancella il programma, per "motivi di tutela aziendale"; verranno licenziati e allontanati dalla RAI anche Biagi e Luttazzi.
    L'Authority, dopo il sesto esposto di Forza Italia, richiama alla RAI anche il programma Sciuscià Edizione Straordinaria. In seguito a queste vicende, e al conseguente allontanamento dall'azienda, Michele Santoro ha fatto causa alla RAI per licenziamento senza giusta causa, in una querela che si concluse nel 2005 con una sentenza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Roma che dà ragione a Santoro e quindi condanna la RAI ad un risarcimento danni pari ad 1 milione e 400 mila € e ordina la reintegrazione del giornalista nelle funzioni in RAI per programmi di prima serata. In seguito Santoro è tornato con un programma RAI in prima serata, ma soltanto nel settembre del 2006, dopo l'insediamento, cioè, del secondo governo di Romano Prodi.
    L'esperienza politica
    Da questo momento trasforma quella che ritiene la sua personale "battaglia per la libertà di informazione" in un impegno politico: aderisce al programma di Romano Prodi e si candida come parlamentare europeo nel 2004 per la lista di Uniti nell'Ulivo: viene eletto eurodeputato. Candidato nelle circoscrizioni nord-ovest e sud ed eletto in entrambe, Santoro riceve in totale circa 730.000 preferenze (il più alto numero di preferenze tra i non capolista). Aderisce al gruppo parlamentare del Partito del Socialismo Europeo insieme alla collega Lilli Gruber, candidata nella medesima lista.
    Al Parlamento europeo è stato membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Commissione per la cultura e l'istruzione; della delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Croazia; della delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Russia.
    Il ritorno in televisione
    Il 19 ottobre 2005 presenta le sue dimissioni da parlamentare europeo per partecipare alla prima puntata del programma televisivo Rockpolitik condotto da Adriano Celentano. Santoro rescinde il proprio mandato parlamentare per non dover sottostare alle limitazioni sulla presenza di politici in TV imposta dall'Autorità garante, e partecipa alla trasmissione.
    A fine marzo 2006 viene affidato a Michele Santoro un nuovo programma televisivo di approfondimento incentrato sul tema politico del "dopo elezioni". Il programma, trasmesso da Rai Due e intitolato Anno Zero, articolato in undici puntate, avrebbe dovuto essere trasmesso a partire dal 27 aprile 2006. L'avvio del programma, tuttavia, è avvenuto il 14 settembre 2006. Sono stati scelti come ospiti fissi il vignettista Vauro, i giornalisti Marco Travaglio e Rula Jebreal e la fotomodella Beatrice Borromeo, oltre al suo collaboratore storico Sandro Ruotolo. Nella puntata inaugurale, a fine trasmissione era presente Fausto Bertinotti. Uno degli argomenti di attualità che ha trattato la prima puntata del programma riguarda i frequenti maltrattamenti degli emigrati nei cosiddetti centri di accoglienza, detti anche centri di permanenza temporanea; molto spazio è stato dato inoltre a un reportage sulla situazione lavorativa degli operai dell'edilizia in Lombardia, soprattutto immigrati spesso irregolari.
    Numerose le polemiche scaturite nel centrodestra (da sempre ostile alle trasmissioni televisive di Santoro) e dai vertici RAI, da alcune prese di posizione di Santoro durante la trasmissione, accusata di essere "faziosa" e "strumentale". Nella puntata del 16 novembre 2006, dedicata alla Sicilia, al lavoro che non c’è ed ai numerosi sprechi di denaro pubblico, Santoro è accusato di demagogia dal Presidente della Regione Salvatore Cuffaro. Cuffaro, alle domande del conduttore che lo incalza con le prime pagine dei quotidiani che parlano degli stipendi d'oro dei dirigenti regionali, risponde rivelando un presunto stipendio annuo RAI di Santoro pari a circa 800.000 €, ben due volte superiore di quello del più pagato dirigente siciliano.
    Fece poi molto scalpore la querela da 400 € intentata alla RAI da un cittadino di convinte credenze cattoliche per la puntata di Anno Zero del 31 maggio 2007 dedicata ai preti pedofili. Tale querela, vinta poi in tribunale, fece molto discutere il mondo laico, che contestò la querela definendola illegittima per una trasmissione a sfondo assolutamente lecito e di libero giornalismo.
    Altre polemiche sono state scatenate anche dalla puntata del 1 maggio 2008, nella quale Santoro ha invitato in studio, tra gli altri, l'allora Assessore alla cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, e ha mandato in onda le parti del comizio tenuto dal comico Beppe Grillo al V2-Day, nella quale erano criticate alcune azioni di Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, e di Umberto Veronesi, oncologo. Pesanti attacchi alla trasmissione furono effettuati contro Santoro e contro Grillo in modo trasversale. In più, la puntata fu caratterizzata dalla tipica irascibilità di Sgarbi, che ad alto tono di voce, insultò Beppe Grillo ed il giornalista Marco Travaglio (presente in studio), accusò lo stesso Grillo di "antiamericanismo" (in riferimento allo spezzone di video nel quale Grillo parlò, criticando apertamente la presenza di più di 70 basi NATO in Italia), difese le persone di Napolitano e Veronesi sovrapponendosi alla voce di Grillo e di Travaglio, affermando, d'accordo con la falsa affermazione di Silvio Berlusconi, che «Enzo Biagi non è stato cacciato dalla RAI», e che, sempre riferendosi a Biagi, «gli hanno proposto un altro programma su Rai Tre ad un diverso orario e lui non accettò».
    La questione della "faziosità" e le considerazioni finali
    Come già prima menzionato, più volte l'Authority e lo schieramento politico di centrodestra, hanno denunciato la presunta "faziosità" del giornalista, in un insieme di accuse che sono poi arrivate ad una serie di procedimenti e azioni volte contro Santoro. Secondo Marco Travaglio, la motivazione che sta alla radice di queste gravi accuse e dei procedimenti è direttamente proveniente dal mondo della politica, e dovuta, in principio, alle controversie politiche sul caso Mangano-Dell'Utri e sul caso Satyricon, e successivamente su molti altri casi di condizionamento della gestione della RAI da parte dei vertici di amministrazione riguardo alcune puntate della trasmissione Anno Zero (come per il caso De Magistris o per il caso Grillo-Sgarbi). Infatti, come raccontato nel libro Regime (scritto insieme a Peter Gomez), il "meccanismo" che il mondo politico escogitò più volte per epurare Santoro quale "personaggio scomodo", funzionò con tecniche che partirono dalle accuse di "faziosità", per lo screditamento in pubblico, l'impiego degli esposti all'Authority per infliggere sanzioni, l'editto di Sofia, arrivando infine al licenziamento ufficiale dalla RAI per mezzo di scaramucce e scuse di vario genere. Infatti, l'Authority (ideata dai Governi di centrosinistra) è una agenzia lottizzata, e quindi amministrata in toto dalle istituzioni politiche, nelle quali molti politici (in particolare nello schieramento di centrodestra, come più volte menzionato), dimostrerebbero, secondo giornalisti e studiosi come lo stesso Travaglio, "tutto l'interesse nell'epurazione di Santoro, quale "giornalista scomodo"".
    Per molti, Santoro fu il giornalista e reporter che mise alla luce molti aspetti sconvolgenti del paese e che diede voce alle voci emergenti e minoritarie, compresi i piccoli movimenti politici (come il MSI o la Lega lombarda) oscurati in altre trasmissioni RAI. Per quest'ultima caratteristica di Santoro, Achille Occhetto lo definì un "leghista di sinistra".
    Nel 1994, Umberto Bossi dichiarò alla Commissione Cultura della Camera quanto di seguito: «Senza le trasmissioni di Santoro l'Italia non avrebbe preso coscienza degli sprechi di denaro pubblico, del disastro culturale, economico e sociale del Sud provocato dal sistema dei partiti».
    Secondo l'Auditel, le trasmissioni di Santoro ebbero un largo share televisivo in RAI, dal 1986 fino al 2008, fatte salve le interruzioni di lavoro del giornalista dalla sua azienda. A partire dal 1986, il programma televisivo Samarcanda, portò lo share di Rai3, inizialmente del 2%, fino al 15%, mentre il programma stesso raggiunse il 30% di share medio. Le puntate delle trasmissioni Il raggio verde e Sciuscià, a partire dal caso Satyricon fino all'epurazione di Santoro, ebbero share televisivi compresi tra il 18% e il 25%, pari al programma di attualità più visto in televisione.
    Note


      ^ , Diktat Bulgaro, fonte "Il Corriere della Sera"
      ^ , Condanna della RAI per licenziamento Santoro, fonte "Il Corriere della Sera"

    Voci correlate
    Editto bulgaro
    Altri progetti
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    Collegamenti esterni
    Sito personale sulle elezioni europee 2004
    Sito di Annozero
    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Santoro"
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