Michele Alboreto (1956-2001)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 2001
  • Data di nascita: 23 Dicembre 1956
  • Professione: Pilota
  • Luogo di nascita: Milano (MI)
  • Nazione: Italia
  • Michele Alboreto in Rete:

  • Sito Non Ufficiale: Un sito non ufficiale su Michele Alboreto
  • Wikipedia: Michele Alboreto su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Palmarès

     
    Michele Alboreto (Milano, 23 dicembre 1956 – Lausitzring, 25 aprile 2001) è stato un pilota automobilistico italiano.
    Vice campione del mondo di Formula 1 nel 1985, vinse in tutto cinque Gran Premi nella massima formula.
    Oltre che in Formula 1 Alboreto corse anche in competizione a ruote coperte, riuscendo anche a vincere la 24 Ore di Le Mans nel 1997 e la 12 Ore di Sebring nel 2001.
    Nel 2001 ha perso la vita sul circuito di Lausitzring durante alcune prove.

    Carriera
    Esordi
    Gli esordi, nel 1976, lo vedono impegnato nel campionato Formula Monza al volante di una vettura del Team Salvati, conquistando l'anno seguente il 3° posto nello stesso campionato. Campione di Formula Fiat Abarth nel 1978, corre anche in Formula Italia, nei campionati italiani ed europei di F3, vincendo quest'ultimo nel 1980, al volante di una March-Alfa Romeo. Nel 1981 esordisce in F2 nel team Minardi.
    Formula 1

    L'arrivo in Formula 1 e il passaggio in Ferrari


    Alboreto guida la Ferrari a Dallas nel 1984
    Grazie ai buoni risultati ottenuti nelle formule minori nel 1981 debutta in Formula 1, alla guida di una Tyrrell-Ford, al gp di San Marino. Ma la scarsa affidabilità e potenza della sua vettura gli causano problemi e più volte è costretto al ritiro o alla partenza da posizioni arretrate. Nel 1982 Alboreto, ormai più maturo e munito di una Tyrrell più potente, ottiene il settimo posto in classifica piloti (a pari punti con Tambay) e centra il suo primo successo nella massima serie, al GP di Las Vegas, bissato, l'anno successivo, a Detroit.

    Le sue buone prestazioni gli valgono nel 1984, la chiamata in Ferrari. Con la rossa Alboreto conquista: la sua prima pole position e vittoria nel GP del Belgio a Zolder, due secondi posti ai Gran Premi d'Italia e d'Europa ed un terzo posto al Gran Premio d'Austria. Giunge 4° nella classifica finale del Campionato del Mondo.

    Il 1985, la grande occasione


    Michele Alboreto nel 1985 alla guida di una Ferrari
    Il 1985 è la grande occasione per la conquista del titolo.
    Il campionato parte molto bene per il pilota italiano, che in Brasile, dopo essere partito dalla pole position, giunge secondo dietro Alain Prost, suo rivale principale. Risultato che ripete quindici giorni dopo in Portogallo, solo che stavolta il francese della McLaren esce di pista dopo trenta giri e Michele si ritrova solo in testa alla classifica con dodici punti.
    Si arriva quindi al Gp di San Marino, a Imola. Alboreto è quarto in griglia, Prost sesto. Alla partenza l'italiano guadagna la terza piazza ma il pilota della McLaren è subito dietro e tenta più volte di insidiarne il terzo posto. Il ferrarista decide quindi di passare all'attacco e supera Elio De Angelis, che lo precede, ma al 29° passaggio la sua monoposto ha problemi all'alternatore e Michele è costretto al ritiro. Prost quindi, senza il suo rivale, si mette in seconda posizione.
    Intanto l'altro ferrarista Johansson comincia una rimonta che lo porterà fino in seconda posizione. A tre giri dalla fine il colpo di scena: Ayrton Senna, leader della corsa si ritira. Johansson è quindi in testa, ma a causa del serbatoio vuoto anche l'altro ferrarista si ritira. Prost, quindi vince, ma la sua vettura è trovata sottopeso e questo porta alla squalifica del pilota francese, rimettendo in gioco il mondiale.
    A Montecarlo, quarto appuntamento della stagione. Ancora una volta il duello vede opposti Prost e Alboreto. Alla partenza Senna, ancora poleman è in testa, ma dopo tredici giri, il motore lo tradisce. Alboreto passato in testa, è costretto poi a rallentare, a causa di alcuni problemi al propulsore, e Prost ne approfitta per vincere, mentre l'italiano si accontenta del secondo posto. La classifica vede i entrambi contendenti a 18 punti.
    Il 16 giugno si corre in Canada. Le Ferrari occupano la seconda fila, Prost è quinto. I due piloti della rossa, dopo 70 giri sfrecciano sul traguardo realizzando una grande doppietta, mentre Prost giunge terzo. Alboreto è quindi solo in testa alla classifica, posizione che si rafforzerà il 23 giugno con il ritiro di Prost e la conquista del terzo posto a Detroit. Si ha poi un tira e molla fino al Gp d'Olanda, quando Prost guadagna tre punti di vantaggio.
    Intanto in Ferrari si ha un repentino cambio delle turbine del motore, per aumentare la potenza della vettura, e il tutto sarà determinante per il mondiale.
    Alboreto vedrà, nelle ultime cinque gare, cinque ritiri, causati dalla rottura continua del propulsore e non andrà più a punti. Prost conquisterà quindi l'iride, con 20 punti di vantaggio sul pilota italiano della Ferrari.

    La lenta decadenza


    Alboreto con la Ferrari al Gran Premio del Canada del 1988
    Esclusa l'ipotesi di passare alla Williams, resta alla Ferrari anche negli anni successivi. La stagione 1986 è una delle peggiori della storia della Ferrari, Alboreto ottiene un solo secondo posto, in Austria. Nel tentativo di risollevarsi, la Ferrari arruola John Barnard, tecnico delle McLaren vincitrici nelle ultime stagioni. Nel 1987 Alboreto centra due terzi posti, a Imola e Montecarlo, ad inizio campionato. Le prestazioni delle Ferrari aumentano nettamente nella seconda metà della stagione, ma soprattutto quelle del compagno di squadra di Alboreto, Gerhard Berger: Alboreto ottiene infatti solo un secondo posto, al Gran Premio d'Australia, e proprio alle spalle di Berger.
    Nel 1988 la Ferrari è data tra le favorite nella lotta per il titolo, ma i risultati attesi non arrivano: la stagione si conclude con delusione: Alboreto ottiene solo un secondo posto, al Gran Premio d'Italia.

    Archiviata l'esperienza ferrarista, Alboreto ritorna alla Tyrrell. Il team inglese, da anni in difficoltà, dopo un quinto posto a Montecarlo, conquista, con Alboreto, il terzo posto al Gran Premio del Messico. Sembra l'inizio del riscatto, ma, causa un cambio di sponsor, Alboreto viene posto fuori squadra; dopo un paio di gare da spettatore, fa ritorno nei Gran Premi con la Lola del team Larrousse, ottenendo però scarsi risultati, tra cui alcune mancate qualificazioni.
    Dal 1990 al 1992 corre per la Arrows poi divenuta Footwork. Totalmente fallimentari le prime due stagioni, dove non ottiene nemmeno un punto, un po più positiva l'ultima, con alcuni piazzamenti, sei punti in classifica e il decimo posto in campionato.
    Nel 1993 disputa un'altra stagione deludente con la Lola del team Scuderia Italia. Nella sua ultima stagione in F1, quella del 1994, è alla Minardi: non ottiene alcun risultato di rilievo, e, a fine campionato, annuncia il suo ritiro dalla categoria. Nel GP di San Marino del 1994, il ferimento di quattro meccanici causato dalla perdita di uno pneumatico della sua Minardi durante l'uscita dai box a circa 140 Km/h, convince la federazione ad apportare modifiche sostanziali al regolamento, prevedendo una velocità moderata nella pit-lane.

    Vittorie


    1982: Las Vegas
    1983: Detroit
    1984: Belgio
    1985: Canada, Germania
    Gli anni successivi
    Gareggia nel DTM, il campionato turismo tedesco, poi nei campionati Sport, e nel 1996 nel campionato Indy Racing League.
    Successivamente si limita a correre poche corse, la 24 Ore di Le Mans vinta nel 1997 al volante di una Porsche del team Joest Racing, e L'American Le Mans Series. Nel 1999 passa al team Audi con cui ottienne, nel 2001, la sua ultima vittoria in una competizione motoristica nella 12 ore di Sebring in coppia con Capello e Aiello.
    Il 25 aprile 2001 muore in un incidente al Lausitzring, mentre effettua i collaudi delle nuove Audi R8 Sport in preparazione della 24 Ore di Le Mans del 2001.
    Alboreto era alla guida lungo un rettilineo, quando la sua auto uscì dal tracciato, colpì una recinzione sulla destra e si capovolse oltre, dopo un volo di un centinaio di metri. La morte sopraggiunse sul colpo, secondo fonti di analisi. Le cause sono ancora ignote; l'Audi comunicò agli investigatori che il prototipo (distruttosi nell'impatto) aveva già completato migliaia di chilometri su molti circuiti, preparandosi per la stagione 2001, senza alcun problema.
    Il responsabile della sicurezza del Lausitzring, Klaus Steinmetz, fece notare che l'incidente avrebbe potuto essere causato dall'esplosione di un pneumatico, perché "pur senza voler andare più rapido dell'indagine, ma tutti i dettagli noti suggeriscono questo particolare". La ruota in questione sarebbe stata la posteriore sinistra: questo spiegherebbe il perché Alboreto si sia schiantato a destra.
    Dai fatti, gli investigatori supposero che né il pilota, né il circuito fossero responsabili per l'incidente. Il manager del Lausitzring, Hans-Jorg Fischer, comunicò che le ambulanze di stanza presso il tracciato impiegarono solo due minuti per raggiungere la scena dell'incidente; un elicottero arrivò tre minuti più tardi, ma i medici dichiararono che non avrebbero potuto far nulla per salvare Alboreto. Al termine delle indagini, i comunicati diramati confermarono che le perizie avevano trovato in una gomma forata, che aveva gradualmente perso pressione, la causa della disgrazia: non si trattò, dunque, né di colpa del pilota, né di cedimento meccanico.
    L'annuncio della morte di Michele Alboreto fu dato, la sera stessa in anteprima, dalla RAI nell'intervallo della trasmissione di una partita della Nazionale di calcio; prima ancora, si dice, che fosse informata la famiglia, che pare abbia scoperto della televisione quanto accaduto. Fu un momento senza dubbio toccante per gli sportivi italiani, e una leggerezza incredibile da parte dei responsabili della comunicazione.
    Riconoscimenti non sportivi
    Nel 2004 il comune di Rozzano, dove Alboreto trascorse l'adolescenza, gli rende omaggio con un monumento alto quattro metri presso il Centro Culturale Cascina Grande.
    Nel Dicembre 2006, sempre a Rozzano gli viene dedicata una piazza.
    Bibliografia
    Roberto Gurian, Michele Alboreto: A Champion as Friend, Motorbooks Intl, 2003. ISBN 8879113011
    Curiosità
    Michele Alboreto era cugino della moglie dell'attore Massimo Boldi.
    Altri progetti
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Michele Alboreto
    Collegamenti esterni
    Sito non ufficiale
    Michele Alboreto a fuoco
    L'incidente del Lausitzring


    Portale F1
    Portale Sport

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