Mia Martini (1947-1995)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Domenica Berté
  • Scomparsa nel: 1995
  • Data di nascita: 20 Settembre 1947
  • Professione: Cantante
  • Luogo di nascita: Bagnara Calabra (RC)
  • Mia Martini in Rete:

  • Wikipedia: Mia Martini su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Mia Martini - pseudonimo di Domenica Bertè (Bagnara Calabra, 20 settembre 1947 – Cardano al Campo, 12 maggio 1995) è stata una cantante italiana.
    Artista ritenuta tra le voci più intense e più importanti della musica italiana.
    Una lunga carriera artistica che inizia nel 1963, col nome di Mimì Bertè: Carlo Alberto Rossi, uno dei più grossi autori e discografici dell'epoca, la vuole lanciare come ragazza yè-yè. Ma il discreto successo raggiunto dura ben poco, e dopo alcuni anni di oblio, riappare sulle scene nel 1971 col nome d'arte di Mia Martini: brani come Piccolo uomo, Minuetto, Donna sola, Inno, Padre davvero, la consacrano come una delle migliori interpreti degli anni Settanta, decennio nel quale raggiunge una grande popolarità nazionale ed internazionale.
    La sua carriera e la sua esistenza furono pesantemente segnate dalle maldicenze di alcuni personaggi dello spettacolo e addetti ai lavori che la emarginarono per molti anni, portandola ad un ritiro dalle scene verso la metà degli anni Ottanta. Grazie al suo indiscusso talento interpretativo, la Martini avrà modo di tornare alla ribalta, riaffermandosi con un consenso ancora maggiore: nel 1989 partecipa al Festival di Sanremo col brano Almeno tu nell'universo, uno dei brani più celebri della musica italiana. Negli anni Novanta sarà protagonista di altri grandi successi come La nevicata del '56, Cu' mme' (in duetto con Roberto Murolo) e Gli uomini non cambiano.
    Morì a soli 47 anni per un arresto cardiaco, in circostanze mai del tutto chiarite legate al consumo di stupefacenti.
    Nel corso della sua carriera, durata ben trentadue anni, ha interpretato brani in lingua: italiana, inglese, francesce, spagnola, portoghese, tedesca e greca. Nel suo repertorio troviamo influenze soul, atmosfere folk, blues e jazz.
    Oltre la collina, il suo primo album (giudicato tra i migliori lavori mai realizzati da una donna), conteneva parecchie cover straniere, per l'epoca molto all'avanguardia per arrangiamenti, tematiche e cantato.
    Con la sua voce inconfondibile, che si distingue per potenza e impatto emotivo, ha interpetato il meglio della canzone d'autore italiana ed internazionale, collaborando con alcuni tra i più grossi nomi del panorama musicale, non solo italiano. Per lei hanno scritto, tra gli altri, Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Franco Califano, Mimmo Cavallo, Riccardo Cocciante, Paolo Conte, Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Enzo Gragnaniello, Bruno Lauzi, Mango, Amedeo Minghi, Mariella Nava, Stefano Rosso, Enrico Ruggeri, Antonello Venditti. La stessa Mia Martini è stata autrice di molti suoi brani e dell'intero album Mimì. Charles Aznavour l'ha voluta per una serie di concerti di grande successo in Italia e in Francia; in quello stesso periodo, un futuro premio Oscar come Luis Enriquez Bacalov arrangiò l'album Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto.

    Biografia
    L'infanzia
    Nasce a Bagnara Calabra (RC) il 20 settembre 1947, secondogenita di quattro figlie: la maggiore, Leda, nata nel 1945, le più giovani Loredana (1950) - anch'essa divenuta famosa come cantante - e Olivia (1957). Il padre, Giuseppe Radames Bertè (1921), professore di latino e greco, diverrà in seguito preside di liceo, mentre la madre Maria Salvina Dato, scomparsa nel 2003, è maestra elementare.
    Trascorre l'infanzia nel maceratese a Porto Recanati, sviluppando una propensione assoluta nei confronti della musica e del canto. Dopo parecchie serate come vocalist e concorsi per voci nuove, nel 1962 convince la madre ad accompagnarla a Milano in cerca di un contratto discografico.
    Gli esordi: Mimì Bertè
    Mimì Bertè nel 1964
    Carlo Alberto Rossi (autore e discografico di grande prestigio all'epoca) è l'unico disposto a metterla alla prova, e dopo poco tempo decide di lanciarla come ragazzina ye-ye secondo la moda musicale del momento.
    Nel 1963 incide col suo vero nome, Mimì Bertè, i primi 45 giri per la CAR Juke Box e raggiunge una certa notorietà con Il magone. Seguì una certa attenzione da parte di giornali e tv, nonché un altro discreto successo, Ed ora che abbiamo litigato, presentato nel 1964 a Teatro 10.
    I numerosi provini realizzati in quel periodo, in previsione di un album, rimangono nel cassetto per quasi trent'anni: Carlo Alberto Rossi auspica una vera crescita musicale per un talento come lei, e la spinge a firmare per una casa discografica più grande, la Durium.
    Nel 1966 esce il 45 giri Non sarà tardi / Quattro settimane, ma l'interesse del pubblico è piuttosto scarso. Inoltre quell'immagine fin troppo leggera e scanzonata era assolutamente inadatta alla giovane Mimì che già allora si ispirava alla vocalità di Etta James e Aretha Franklin.
    Nel frattempo si trasferisce a Roma con la madre e le sorelle. In questo periodo tenta di emergere nuovamente assieme alla sorella Loredana e a Renato Fiacchini (successivamente Renato Zero), guadagnandosi da vivere con vari espedienti, anche come impiegata presso il sindacato dei cantanti.
    Nel 1969 sconta quattro mesi di carcere a Tempio Pausania per essere stata trovata con un quarto di spinello nella borsa durante una serata in discoteca: all'epoca non esisteva il concetto di droghe leggere e nonostante la difesa della cantante, arriva la condanna, con strascichi sui giornali circa la sua carriera spezzata. Un'esperienza che la segnerà per tutta la vita.
    Conseguentemente viene anche bloccata la pubblicazione del 45 giri Coriandoli spenti, inciso qualche mese prima e destinato a rimanere inedito per oltre trent'anni (oggi uno dei dischi più rari in assoluto.
    Nel 1970 partecipa come corista, insieme alla sorella Loredana e ai "Cantori Moderni" di Alessandroni, al disco Per un pugno di samba, inciso durante il suo esilio a Roma da Chico Buarque de Hollanda, di cui la cantante sarà sempre grande estimatrice.
    Mia Martini nel 1973
    Toto Torquati, un pianista cieco dalla nascita, convince Mimì a tornare ad esibirsi affrontando un repertorio più congeniale al suo sentire, spaziando dal blues al soul, da Ella Fitzgerald ai Beatles.

    Gli anni Settanta

    Il successo: Mia Martini


    Ma è l'incontro con Alberigo Crocetta a rivelarsi determinante: il fondatore del Piper decide infatti di lanciarla subito in ambito internazionale attraverso un nuovo nome, "Mia Martini": Mia in onore di Mia Farrow, e Martini scelto fra i tre nomi italiani più famosi all'estero (spaghetti, pizza, e appunto Martini). Il look si fa più zingaresco, con i molti anelli e l'immancabile bombetta.
    Nel 1971 esce per la RCA Italiana Padre davvero, il primo brano pubblicato come Mia Martini e registrato col complesso La Macchina. Il testo (di cui l'autore è Antonello De Sanctis) tratta, appunto, del conflitto generazionale tra padre e figlia e viene subito giudicato "dissacrante" e per questo censurato dalla Rai. Ma l'interpretazione, assolutamente innovativa, riscuote comunque parecchio interesse, tanto da ottenere la vittoria al Festival di Musica d'Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio. Sul retro di questo primo 45 giri c'era Amore... amore... un corno, un altro brano d'impatto scritto da un giovanissimo Claudio Baglioni.
    Lo stesso Baglioni scrive anche Gesù è mio fratello (pubblicata su 45 giri, inaugura il suo filone spirituale) e la profetica Lacrime di marzo (facciata B del precedente), canzoni che trovano posto anche nell'Lp Oltre la collina. L'album, il primo della cantante, pubblicato nel novembre 1971, è considerato tra i migliori lavori mai realizzati da una donna, nonché uno dei migliori della discografia d'autore. Oltre la collina è anche uno dei primi esempi di concept album italiani, il cui il filo conduttore è la solitudine dell'età giovanile.
    Mia Martini ottiene anche l'attenzione di Lucio Battisti, che esprime il suo stupore dinanzi alla sua insolita vocalità, e la vuole nel suo unico special televisivo Tutti insieme, in cui canta dal vivo Padre davvero... in versione censurata.
    Nel 1972 arriva la consacrazione vera e propria. Mia lascia la RCA per seguire Alberigo Crocetta alla Ricordi di Milano, dove riesce ad incidere Piccolo uomo (testo di Bruno Lauzi). Nonostante il pessimismo del compositore Dario Baldan Bembo, che voleva affidare il brano ad un'interprete più nota, Mia giunge al vertice della hit parade vincendo il Festivalbar.
    Mia Martini nel 1974
    In autunno presenta alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia il 45 giri Donna sola, che si rivelerà il più venduto della rassegna e verrà premiato con la Gondola D'Oro.
    Inoltre, il secondo Lp Nel mondo, una cosa dove spiccano la struggente Valsinha di Vinicius De Moraes, Madre, cover di John Lennon, e Amanti, viene premiato dalla critica come miglior Lp del 1972.
    Nel 1973 esce il capolavoro Minuetto scritto da Franco Califano e Dario Baldan Bembo, in assoluto il suo 45 giri più venduto. Bissa la vittoria al Festivalbar, ex aequo con Marcella Bella che spopola con Io domani.

    Ottiene l'ennesimo riscontro commerciale anche con il nuovo Lp dal titolo Il giorno dopo, in cui scopre Antonello Venditti che firma Ma quale amore, interpreta fra le altre un brano di Maurizio Fabrizio dal titolo Dove il cielo va a finire, nonché La malattia, sul tema allora insolito (e censuratissimo) della tossicodipendenza.
    I suoi dischi escono in vari paesi del mondo: registra i suoi successi in francese, tedesco e spagnolo, ottenendo consensi significativi anche all'estero, in particolare in Francia dove viene paragonata addirittura a Edith Piaf.
    Nel 1974 Mia Martini è considerata dalla critica europea la cantante dell'anno.
    Esce l'Lp È proprio come vivere, in cui Mia firma Agapimu, con un testo curiosamente in greco. Inno ed ... E stelle stan piovendo vengono estratte come facciate A di uno stesso 45 giri, e infatti entrambe entrano in classifica. Le tematiche sono quelle dei successi precedenti, e cioè l'inquietudine, l'insicurezza e i sentimenti giovanili, resi particolarmente credibili dalla sensibilità della cantante.
    Nel mese di ottobre riceve dalla Ricordi il Disco d'oro per il milione di dischi venduti negli ultimi tre anni.
    Nel 1975 la Rai manda in onda il suo primo special intitolato semplicemente "Mia", con la partecipazione di Lino Capolicchio e Gabriella Ferri. Contemporaneamente il 45 giri Al mondo registra una buona entrata in classifica.
    Riceve il Premio della Critica Europea a Palma de Mallorca per il brano Nevicate, estratto dall'Lp Sensi e controsensi, uno dei più amati dall'artista, in cui compare anche Volesse il cielo di Vinicius De Moraes, registrata in presa diretta con un'orchestra di sessanta elementi.
    In estate esce su 45 giri una cover di Nicole Croisille intitolata Donna con te ("Une femme avec toi"), con cui la Martini partecipa al Festivalbar, riscuotendo un'ottima accoglienza, ma viene esclusa dalla serata finale poiché gli ultimi appuntamenti radiofonici e televisivi che l'avevano riguardata, erano stati giudicati dalla Rai sufficienti per la sua promozione.
    Viene proclamata miglior cantante donna dell'anno dal referendum "Vota la voce", indetto dal popolare settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, e in televisione è una dei protagonisti della "Compagnia stabile della canzone" con Gino Paoli, Gigliola Cinquetti, Riccardo Cocciante e Gianni Nazzaro.
    Proprio per i continui trionfi, la Ricordi obbliga Mia Martini a incidere canzoni di esclusiva edizione dell'etichetta stessa: dal momento che con quella voce, anche le canzoni più banali potevano diventare successi, nella logica dei discografici, non era necessario ricercare materiale estraneo all'etichetta, per generi e autori.
    In particolare, l'album Un altro giorno con me, pubblicato nell'autunno del 1975, risulta assai più commerciale dei precedenti: la Martini - molto contrariata dalla situazione - in questo caso aveva avuto la possibilità di incidere pochissimi brani, tra quelli che le interessavano davvero. Da segnalare, Questi miei pensieri e Milho verde, riproposte dal vivo fino agli anni Novanta, ma anche Veni sonne di la muntagnella.
    Mia Martini (1975)
    Nel 1976 avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo col brano L'amore è il mio orizzonte, poi ugualmente pubblicato dalla Ricordi.
    In primavera la RCA le propone un'ottima offerta contrattuale che prevede, tra l'altro, l'assoluta libertà di scelta in fatto di repertorio: la cantante, che già da tempo meditava l'abbandono della sua casa discografica, decide di rescindere anticipatamente il contratto con la Ricordi, dove le tensioni erano ormai divenute insanabili. Ma l'etichetta milanese cita in tribunale la cantante per inadempienza contrattuale, ottenendo il sequestro di beni e guadagni, e solo successivamente il pagamento di un'altissima penale.
    L'ingaggio alla RCA vede Mia Martini come artista di punta dell'etichetta-satellite Come Il Vento, in cui la cantante sembra ritrovare l'ambiente ispirato di cui ha bisogno.
    Il nuovo album Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto alterna momenti di tensione melodica a brani più di tendenza. Partecipano autori all'epoca ancora sconosciuti come Amedeo Minghi (Ma sono solo giorni), Pino Mango, poi semplicemente Mango (con Se mi sfiori), e soprattutto il chitarrista Memmo Foresi (Noi due, Fiore di melograno, In paradiso, Una come lei). La title-track è invece un'altra canzone d'amore opera di Dario Baldan Bembo, e viene pubblicata anche a 45 giri (sul retro Io donna, io persona). Spicca anche Preghiera, scritta da Stefano Rosso, posta a conclusione del disco. Gli arrangiamenti sono firmati da Luis Enriquez Bacalov.
    Per il lancio dell'album, che ottiene un discreto successo, la RAI realizza a colori uno special omonimo per la regia di Ruggero Miti, e trasmette in radio un concerto in esclusiva.
    In estate si esibisce in alcuni dei palchi italiani ed esteri più esclusivi, dalla Bussola di Viareggio allo Sporting Club di Montecarlo. Intanto, la Come il Vento provvede alla commercializzazione del singolo e dell'album in vari paesi europei e in Canada. A fine anno registra anche un recital per la televisione francese.

    Dai trionfi all'Olympia, all'incontro con Fossati


    Proprio in Francia viene notata da Charles Aznavour: l'istrionico cantautore e attore francese la vuole accanto a sé in un grande recital all'Olympia di Parigi, tempio sacro della musica in Francia, dove la Martini debutta con grande successo. Lo spettacolo viene replicato anche al Sistina di Roma, con una ripresa televisiva. ‎ Nel 1977 viene scelta per rappresentare l'Italia all'Eurofestival con Libera, singolo che viene inciso in varie lingue e pubblicato in paesi come Spagna, Inghilterra, Canada, Giappone, e parecchi altri, dove riscuote un buon successo malgrado il piazzamento non esaltante conseguito alla rassegna europea (13° posto).
    Registra Per amarti, un brano scritto da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio (gli stessi che anni dopo firmeranno la celeberrima Almeno tu nell'universo).
    Mia Martini e Loredana Bertè nel 1977
    Realizza l'omonimo album Per amarti, nel quale collabora per la prima volta col cantautore Ivano Fossati (che partecipa ai cori e scrive Sentimento), dando inizio a un sodalizio artistico e un legame sentimentale decisivi per la sua vita e la sua carriera.
    L'album, uscito anche in Spagna, Francia e Giappone, contiene anche Ritratto di donna, con cui vince il premio della critica al World Popular Song Festival Yamaha di Tokyo.
    Nel pieno della storia d'amore con Fossati, la sua attività è ora contraddistinta da un nuovo e più autentico spirito di lavoro e da un esclusivo interesse artistico, che la porta a valutare i progetti che le interessano davvero, a prescindere dal prestigio che possano recarle:
    «Nel corso di questi anni ho finito per impersonare il tipo della cantante sofisticata per pochi eletti, che cantava all'Olympia e che sembrava snobbare il pubblico che le aveva dato il successo, per ricercare chissà quali traguardi più elevati... Non è vero niente di tutto ciò...».
    Nel 1978 conclude la tournée con Aznavour, rinunciando al rinnovo del contratto per portare il recital in Inghilterra; sfuma, dunque, la realizzazione di un album insieme, e viene bloccata la pubblicazione di un altro Lp destinato al mercato anglosassone a causa della fine del rapporto con la Come Il Vento.
    Mia Martini passa alla Warner e in estate pubblica il primo 45 giri: Vola di Ivano Fossati, preludio di una seconda e ben più importante collaborazione che si concretizza in Danza, album di grande spessore considerato tra i suoi migliori in assoluto, con testi e musiche sempre di Fossati. Canto alla luna e soprattutto La costruzione di un amore rimarranno a lungo nel repertorio dell'artista, così come l'omonima Danza, scelta per promuovere l'album e uscita su 45 giri nel 1979.
    Ma i rapporti con Fossati si complicano, e in seguito a ciò sfuma una sospirata collaborazione con Pino Daniele che prevedeva la realizzazione di un intero album.
    Gli anni Ottanta

    Da interprete a cantautrice


    Mia Martini nel 1982
    Nel 1981, dopo un anno sabbatico, segnato da una difficile operazione alle corde vocali, che ne modifica leggermente il timbro e l'estensione in favore di una voce più roca, Mia è decisa a proporsi anche come cantautrice, presentandosi con un look più discreto e maschile, lontano anni luce da quello eccentrico degli anni Settanta.
    Realizza per la DDD di Roberto Galanti l'album Mimì: dieci brani quasi interamente scritti da lei e registrati tra Londra e gli Usa con gli arrangiamenti di Dick Halligan.
    I risultati sono sorprendenti e variano le atmosfere musicali: degne di nota Parlate di me, Sono tornata e Del mio amore. Vengono estratti due singoli (E ancora canto e Ti regalo un sorriso, con cui partecipa al Festivalbar) e il progetto ottiene un buon successo.
    Nel 1982 arriva il vero rilancio discografico con la prima partecipazione di Mia al Festival di Sanremo, dove interpreta ancora una canzone scritta da Ivano Fossati, intitolata E non finisce mica il cielo. La qualità di un brano del genere, spesso destinato a non raggiungere il podio, viene comunque riconosciuta dai giornalisti con il prestigioso Premio Della Critica, istituito appositamente per lei.
    Dopo la sua morte, il premio della critica verrà intolato in suo onore "Premio Mia Martini".
    Nello stesso anno scrive uno dei suoi testi in assoluto più validi, Quante volte, su musica e arrangiamento soft-funk di Shel Shapiro, che produce l'Lp Quante volte... ho contato le stelle.
    Inizialmente il 45 giri di Quante volte viene distribuito in poche migliaia di copie, ma dopo il suo ingresso in hit-parade, la DDD si affretta a ristamparlo con una copertina differente. Quante volte entrò in classifica anche in Germania, motivo per cui ne venne registrata anche una versione tedesca, rimasta inedita.
    Nell'album, che la cantante dedica al padre, compaiono altri brani firmati dalla stessa Mimì: Stelle, Bambolina (proposta su singolo l'anno dopo) e il testo di Vecchio sole di pietra su musica di Fossati (episodio del tutto eccezionale nella carriera di quest'ultimo, abituato a scrivere testi e musiche delle sue canzoni). Fra gli altri autori compaiono anche Riccardo Cocciante, Mimmo Cavallo (col quale aveva già intrapreso una collaborazione due anni prima), e Gianni Bella (di cui riprende Nuova gente con testo di Mogol), oltre all'affezionato Maurizio Piccoli che firma Solo noi, retro del singolo Quante volte.

    Il ritiro dalle scene


    Mia Martini dopo un concerto a Caselle Landi, 1986
    Sul finire del 1983 decide di ritirarsi dalle scene, a causa delle dicerie sorte circa dieci anni prima e divenute insistenti proprio nei primi anni ottanta, che legavano la sua fama ad eventi negativi.
    La stessa Mia Martini anni dopo dichiara in merito a questo periodo: «La mia vita era diventata impossibile. Qualsiasi cosa facessi era destinata a non avere alcun riscontro e tutte le porte mi si chiudevano in faccia. C'era gente che aveva paura di me, che per esempio rifiutava di partecipare a manifestazioni nelle quali avrei dovuto esserci anch'io. Mi ricordo che un manager mi scongiurò di non partecipare a un festival, perché con me nessuna casa discografica avrebbe mandato i propri artisti. Eravamo ormai arrivati all'assurdo, per cui decisi di ritirarmi.»
    Pertanto, organizza al teatro Ciak di Milano due concerti-evento con musicisti di prim'ordine, in cui registra l'album Miei compagni di viaggio: Mia Martini ripercorre le tappe più importanti della sua crescita musicale attraverso le cover di autori a lei particolarmente cari, tra cui John Lennon, Randy Newman, Vinicius de Moraes, Fabrizio De André, Francesco De Gregori e Luigi Tenco. Ai cori di un brano piuttosto emblematico come Big yellow taxi di Joni Mitchell partecipano anche Loredana Berté, Ivano Fossati, Cristiano De André, e l'amica di sempre Aida Cooper, vocalist di talento. Il concerto si chiude con il significativo brano Ed ora dico sul serio ("...Non vorrei cantare più") di Chico Buarque.
    Nel 1985, la DDD prova un ulteriore ed ultimo tentativo per rilanciare la carriera di Mia Martini cercando di farla partecipare al Festival di Sanremo con Spaccami il cuore, un pezzo scritto da Paolo Conte, che però viene scartato dalle selezioni, come ennesimo episodio di ostracismo. Il brano viene comunque stampato su 45 giri, ma in poche migliaia di copie. Sul retro, un'altra composizione della stessa Mimì intitolata Lucy, in cui emerge il contrasto tra il Sole e la Luna intesi nel significato simbolico che assumono all'interno dei Tarocchi (vecchia passione dell'artista), unitamente ad una filastrocca tradizionale calabrese nel dialetto di Bagnara Calabra, per l'occasione musicata.
    Mia Martini si chiude in sè stessa, ritirandosi nella campagna umbra. Per sopperire alle notevoli difficoltà economiche, continua comunque ad esibirsi in località di provincia, accompagnata da gruppi non sempre all'altezza della sua professionalità.

    Il ritorno al successo


    Solo nel 1989, alcuni dei discografici che l'avevano seguita all'inizio (Lucio Salvini e Giovanni Sanjust in particolare) potranno convincerla ad un grande rientro.
    Mia Martini nel 1989
    La canzone Almeno tu nell'universo era stata scritta da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972, nella stessa settimana di Piccolo uomo, ma fu ripescata solo nel 1989, quando la ricerca del punto di riferimento era divenuta una tematica più sentita rispetto ai decenni precedenti. Grazie all'interessamento di Adriano Aragozzini, allora direttore artistico del Festival di Sanremo, Mia Martini può gareggiare con questa canzone.
    L'interpretazione suscita gli entusiasmi del pubblico e le vale per la seconda volta il Premio della Critica: un assoluto trionfo che pone fine a un altro dei tanti periodi bui, ogni volta superati con un consenso sempre maggiore.
    «Erano sette anni che non potevo più fare il mio lavoro, per cui ho avuto dei momenti di grande depressione. E in quel momento ho sentito "fisicamente" questo abbraccio totale di tutto il pubblico, l'ho sentito proprio sulla pelle. Ed è stato un attimo indimenticabile.»
    Il successo di Sanremo la incoraggia ad intraprendere una vera nuova tournée e ad incidere per la sua nuova casa discografica, la Fonit Cetra, un nuovo Lp dopo tanti anni, intitolato semplicemente Martini Mia. Si tratta di un lavoro realizzato a tempo di record, che racchiude canzoni come Notturno e Donna, scritta due anni prima da Enzo Gragnaniello.
    Il cantautore napoletano aveva conosciuto Mimì in una delle sue serate e ne era rimasto molto colpito, al punto da scrivere in brevissimo tempo il primo di una lunga serie di brani che la cantante inciderà a partire dal suo ritorno sulle scene, ricambiando un'enorme ammirazione.
    Nel 1989 Donna viene scelta anche come secondo singolo e presentata al Festivalbar, dove le viene consegnato il Disco d'oro per le oltre 100.000 copie vendute del suo album.
    Gli anni Novanta
    Nel 1990 bissa al Festival di Sanremo, il successo dell'anno precedente interpretando con la consueta classe un testo di Franco Califano, La nevicata del '56, per cui riceve ancora una volta il Premio della Critica.
    Collabora, cantando in duetto con Claudio Baglioni in Stelle di stelle, che uscirà nell'album Oltre (1990).
    Sempre nello stesso anno, pubblica l'album La mia razza (il brano omonimo è stato scritto da Fabrizio De André), un lavoro in cui la Martini spazia dalla melodia (Un altro Atlantico, che doveva portare a Sanremo), ai ritmi etnici (Danza pagana di Mimmo Cavallo) e latini con Chica chica bum di Carmen Miranda, precedentemente cantata a Fantastico.
    L'album racchiude anche Io e la musica di Amedeo Minghi, Domani più su, firmata da Enrico Ruggeri e Dodi Battaglia dei Pooh, e altri tre brani di Enzo Gragnaniello.
    Nel 1991 pubblica Mi basta solo che sia un amore, una raccolta delle sue canzoni d'amore più belle in versione originale, unitamente all'inedito Scrupoli, sigla dell'omonimo programma televisivo.
    Ma nello stesso anno si dedica soprattutto ad un progetto molto ambizioso: tiene dodici concerti in cui canta canzoni sue e di altri cantautori in versione jazz (Vola, Pensieri e parole di Battisti, Gente distratta di Pino Daniele, unitamente ad altri classici del genere arrangiati da Maurizio Giammarco). In quest'occasione registra l'album Mia Martini in concerto (da un'idea di Maurizio Giammarco), "boicottato" dalla Fonit Cetra che ne stampa solamente ventimila copie.
    Il suo amore per la città di Napoli è testimoniato da un'altra grande esperienza musicale, quella del duetto col grande Roberto Murolo nel successo Cu' mme' (ancora di Enzo Gragnaniello), sempre del '91.
    Nel 1992 è di nuovo in gara al Festival di Sanremo con un altro dei suoi più grandi successi, Gli uomini non cambiano, su testo di Giancarlo Bigazzi, fra autori più prolifici della musica italiana. Data per super-favorita dalla stampa durante la settimana della kermesse, in extremis le viene assegnato il secondo posto, mentre a vincere sarà Luca Barbarossa.
    Nello stesso anno pubblica Lacrime (ultimo Disco d'oro della sua carriera), che entra in classifica anche in Germania, risultando uno dei suoi album più venduti grazie anche ai brani firmati da Biagio Antonacci (Il fiume dei profumi), Mimmo Cavallo (Dio c'è), Enzo Gragnaniello (Scenne l'argento), e Maurizio Piccoli con la sua Uomini farfalla, in cui gioca sul tema dell'omosessualità.
    Il secondo posto sanremese le consente di rappresentare di nuovo l'Italia all'Eurofestival, che quell'anno si svolse in Svezia. In quest'occasione presenta un brano dal titolo Rapsodia, che viene incluso nell'omonima raccolta Rapsodia - Il meglio di Mia Martini, con i suoi successi storici in versione rimasterizzata, più due tracce live registrate durante il concerto Per aspera ad Astra, che prevedeva la realizzazione di un home video, pubblicato postumo dalla Polygram (sua nuova etichetta discografica).
    In un primo momento Mia è esposta a una grande attenzione mediatica soprattutto per essere "la cognata di Borg" (l'ex-tennista svedese che Loredana Bertè sposò nell'89). Successivamente dà il meglio di sé suscitando gli entusiasmi e gli elogi degli svedesi, apparendo ben lontana dal temperamento di Loredana, e chiudendo con un buon 4° posto.
    Ed è proprio in questo periodo che recupera il rapporto con la sorella dopo anni di silenzi e di profonda incomunicabilità. Loredana ha, nel frattempo, divorziato e si prepara ad un ritorno da cantautrice, incoraggiata proprio dalla sorella, che accetta di duettare con lei nel brano Stiamo come stiamo, presentato al Festival di Sanremo 1993.
    Ma quello che poteva essere l'evento musicale dell'anno, in realtà non riesce a convincere le giurie, anche a causa delle continue tensioni fra le due sorelle nei giorni della rassegna canora. Ad ogni modo Stiamo come stiamo verrà definita una "canzone assolutamente splendida sul disagio nei nostri tempi" e verrà ripresa dalla Martini in versione solista nella tournée estiva. Inoltre, sempre nello stesso anno, Mia Martini e la sorella riproporranno il duetto anche nel primo live di Loredana, Bertex - Ingresso libero.
    Sempre nel 1993, incide Vieneme, ancora in collaborazione con Enzo Gragnianiello e Roberto Murolo, che non riesce a bissare il grande successo di Cu' mmè.
    Successivamente la Polygram la obbliga a presentarsi alle selezioni per il Festival di Sanremo 1994.
    La canzone E la vita racconta viene scartata, ma in questo caso era la stessa Mia Martini a non essere convinta del brano. In ogni caso la notizia suscita comunque un certo clamore, tanto che Claudia Mori propone il proprio ritiro dalla kermesse canora in favore della Martini: ovviamente il regolamento non consente una simile sostituzione, che comunque la cantante non avrebbe mai accettato, pur apprezzando il gesto della collega.
    Nel corso del 1994 passa ad un'altra casa discografica, la RTI Music, con cui termina di incidere il nuovo album (iniziato con la precedente etichetta) che si intitola La musica che mi gira intorno. La Martini rilegge con grande forza interpretativa quelle canzoni che molti dei suoi autori preferiti avrebbero scritto in un momento di grande amore, o di grande fragilità, a prescindere dal loro impegno politico sociale: Fabrizio De André (Hotel Supramonte), Francesco De Gregori (Mimì sarà), Zucchero (Diamante), Vasco Rossi (Dillo alla luna), Lucio Dalla (Stella di mare) Eugenio ed Edoardo Bennato (Tutto sbagliato baby), e naturalmente Ivano Fossati con ben tre pezzi (La canzone popolare, I treni a vapore, e La musica che gira intorno, su cui gioca il titolo dell'album).
    A confezionare il tutto un inedito di Mimmo Cavallo (Viva l'amore), che è anche il brano trainante del disco.

    La scomparsa


    La musica che mi gira intorno era solo il primo di una serie di progetti improntati alla rilettura di vari autori e generi musicali, che l'artista non ha avuto il tempo di realizzare: dai classici napoletani (un disco che si sarebbe dovuto chiamare Napoli Mia) a quelli più moderni di Pino Daniele (autore da lei amatissimo, che aveva volutamente tralasciato nell'ultimo album per dedicargli un capitolo discografico a sé), fino al tributo a Tom Waits.
    Nel marzo del 1995, due mesi prima della sua morte, Mia Martini annuncia al suo fans club Chez Mimì, di voler realizzare un album dedicato completamente alla luna, dal titolo Canto alla luna (brano del 1978 scritto per lei da Ivano Fossati e pubblicato nell'album Danza). I brani che quest'album doveva racchiudere sono i seguenti: Canto alla luna, Dillo alla luna, Verde luna, Luna rossa, Blue moon, Luna bianca e due inediti ancor'oggi come Alla luna, scritta appositamente per lei da Franco Fasano e Luna sciamanna, scritta da Mimmo Cavallo.
    Per il 1996 era prevista anche una collaborazione con Mina, che Mia Martini ha definito "la più grande artista che abbiamo in Italia". Entrambe erano legate da un rapporto di amicizia e stima, più volte confermato dalla Martini nel corso degli anni. Sarà proprio Mina, a pochi mesi dalla scomparsa della collega, la prima cantante a dedicarle un omaggio discografico nell'album Pappa di latte, dove è inserita una sua personale versione di Almeno tu nell'universo.
    Da mesi la cantante soffriva di un fibroma all'utero, per questo motivo assumeva dei farmaci anticoagulanti.
    Il 14 maggio 1995, dopo giorni di silenzio, il suo corpo senza vita viene ritrovato nell'appartamento a Cardano al Campo (VA), dove si era trasferita per essere più vicina al padre, il quale risiede tutt'ora a Cavaria con Premezzo insieme alla seconda moglie.
    La Procura di Busto Arsizio aprì un'inchiesta e dispose l'autopsia. Secondo il referto del medico legale, la morte dell’artista è avvenuta per un arresto cardiaco causato da un'overdose di farmaci e cocaina. Il 17 maggio il corpo venne cremato, e successivamente il caso fu archiviato.
    Ai suoi funerali, svoltisi alle 16:30 del 15 maggio a Busto Arsizio, nella chiesa di San Giuseppe presso Via Stelvio, presero parte migliaia di suoi fans, persone dello spettacolo e colleghi del panorama musicale. Per volontà del padre, le sue ceneri si trovano nel cimitero di Cavaria con Premezzo.
    Omaggi a Mia Martini
    Dal 1996 il "Premio della critica" del Festival di Sanremo è intitolato alla sua memoria, diventando così Premio della Critica Mia Martini, mentre si sono sprecate negli anni successivi le pubblicazioni postume di raccolte con inediti e non, che hanno sempre suscitato l'interesse dei numerosi estimatori e del grande pubblico che ancora oggi la ricorda e la ama.
    La morte di Mia Martini o di Mimì per gli amici e parenti, ha segnato profondamente la vita della sorella Loredana Bertè, che le ha dedicato brani come Luna (presentata al Festival di Sanremo 1997), Zona Venerdì e Mufida.
    Nel 1998, anche Renato Zero le ha dedicato una canzone dal titolo La grande assente, incluso nel fortunato album Amore dopo amore.
    Nel 2006 Gilda Giuliani realizza Canto Mimì, un recital di circa due ore, che ripercorre cronologicamente la carriera musicale di Mia Martini.
    Inoltre, le sono stati intitolati:
    Anfiteatro a Castiglione Cosentino;
    Piazzale a Soveria Simeri;
    Monumento a Bagnara Calabra;
    Parco a Roma;
    Vie nelle città di Roma, Cagliari, e Bagnara Calabra.
    Tributi televisivi
    Il 18 maggio 1995, la trasmissione Tempo reale, in onda su Rai Tre, ha dedicato una puntata alla cantante appena scomparsa: al programmma partecipò anche Carmen Consoli, giovane cantautrice, all'epoca del tutto sconosciuta.
    Il successivo 20 luglio, Rai Due ha trasmesso Mille voci per una voce: alla commemorazione, organizzata dal Comune di Lamezia Terme e da Ruggero Pegna e condotta da Andrea Giordana e Myriam Fecchi davanti a cinquantamila persone, hanno partecipato numerosi artisti del mondo della canzone, tra cui Pierangelo Bertoli, Bruno Lauzi, Peppino Di Capri, Mariella Nava, Rosa Martirano, Mimmo Cavallo e altri ancora.
    Nel 1996, Paolo Limiti conduce su Rai Tre Ciao Mimì, dove vengono riproposti filmati di repertorio, unitamente alle testimonianze in studio di Dori Ghezzi, Enzo Gragnaniello, Alba Calia, Luciano Tallarini, e in collegamento Loredana Bertè e Marisa Laurito.
    Sempre a partire dal 1996 ad oggi, Rete 4 ha mandato in onda, in varie fasce orarie, una serie di speciali televisivi a cura di Paolo Piccioli: Chiamatemi Mimì, Notte Mimì, Mimì sarà, Le canzoni di Mia Martini, eccetera, con tutti i passaggi televisivi presenti negli archivi Mediaset, o intercettati nelle tv estere.
    Nel 2000, la trasmissione di Giovanni Anversa, Racconti di vita, dedica una puntata alla figura di Mia Martini, con le testimonianze della sorella Olivia Bertè, dell'amica e corista Aida Cooper, degli autori Bruno Lauzi e Dario Baldan Bembo, e con Pippo Baudo e Menico Caroli, biografo della cantante.
    Molti sono stati i tributi televisivi mandati in onda per il decennale della scomparsa di Mia Martini (2005).
    Vincenzo Mollica ha curato uno Speciale Tg 1 con filmati di repertorio e le interviste a Loredana Bertè e Renato Zero; anche La storia siamo noi di Giovanni Minoli si è occupata della vita di Mia Martini, intolandole la puntata Mia Martini - Storia di una voce, scritta da Caterina Stagno e Silvia Tortora: entrambe le trasmissioni sono state replicate più volte, ottenendo ottimi ascolti.
    Rai Due ha mandato in onda uno speciale Tg 2 Dossier, su Mia Martini, Gabriella Ferri e Dalida (Voci spezzate), e ben due puntate della trasmissione Successi di Stefania La Fauci, con le testimonianze, tra gli altri, di Mietta, del discografico Lucio Salvini e di Menico Caroli.
    Discografia
    Bibliografia
    "Il mio canto universale" - di Menico Caroli;
    "Il caso Mia Martini" - di F. Giordano;
    "La regina senza trono" - di Pippo Augliera dello Chez Mimì, fanclub ufficiale, Guida editore;
    "Avevo quindici anni. La costruzione di un uomo" - di Alessandro Peruzzi (Silloge poetica dedicata a Mia Martini);
    "Mia Martini. Io sono la Calabria" - di Domenico Gallo;
    "La mia Mimì (il mio viaggio con Mia Martini)" - di Giorgio Nobis


    Note

      ^ Dario Salvatori, Almeno tu nell'universo, "Dizionario delle canzoni italiane", 2001, pag. 31
      ^ Dario Salvatori, La nevicata del '56, "Dizionario delle canzoni italiane", 2001, pag. 226
      ^ Mia Martini: storia di una voce - Puntata de "La storia siamo noi" - Rai Educational
      ^ Vota la voce, i lettori hanno scelto i più popolari dell'anno. Tv Sorrisi e Canzoni
      ^ Mia Martini, libera, felice e sconfitta. Tv Sorrisi e Canzoni
      ^ La forza dell'inesistente. Corriere della sera
      ^ "Jettatrice!", Mia Martini stoppata. Corriere della sera
      ^ Una grande artista, una falsa maledizione. Corriere della sera
      ^ Gli occhi assenti di Mia Martini. La Repubblica
      ^ Venier: contro Mimì pregiudizi indecorosi. La Repubblica
      ^ Celentano: grazie Zaccaria hai difeso la libertà di parola. La Repubblica
      ^ Masini: rovinato come Mia Martini. Corriere della Sera
      ^ "Successi" di Vania Colasanti, Stefania La Fauci e Fabio Toncelli, RAI, 2005
      ^ Mia Martini, uccisa da overdose. Corriere della Sera
      ^ "I miti musica" n. 18, "Mia Martini", Mondadori Editore, 1999
      ^ Mia Martini: storia di una voce - Puntata de "La storia siamo noi" - Rai Educational
      ^ Tg 2 Dossier, "Voci spezzate", RAI, 2005
      ^ "Successi" di Vania Colasanti, Stefania La Fauci e Fabio Toncelli, RAI, 2005
      ^ Menico Caroli, "Mia Martini, Il mio canto universale", 1999 Tarab Edizioni, Firenze
      ^ Menico Caroli, "Mia Martini, Il mio canto universale", 1999 Tarab Edizioni, Firenze
      ^ Menico Caroli, "Mia Martini, Il mio canto universale", 1999 Tarab Edizioni, Firenze
      ^ Dario Salvatori, Minuetto, "Il grande dizionario della canzone italiana", 2007, pag. 537
      ^ Mia Martini: storia di una voce - Puntata de "La storia siamo noi" - Rai Educational
      ^ Mia Martini: storia di una voce - Puntata de "La storia siamo noi" - Rai Educational
      ^ Renzo Allegri, "Mia Martini vuota il sacco", Gente n.34, 1979
      ^ Menico Caroli, "Mia Martini, Il mio canto universale", 1999 Tarab Edizioni, Firenze
      ^ Renzo Allegri, "Mia Martini vuota il sacco", Gente n.34, 1979
      ^ Menico Caroli, "Mia Martini, Il mio canto universale", 1999 Tarab Edizioni, Firenze
      ^ "I miti musica" n. 18, "Mia Martini", Mondadori Editore, 1999
      ^ Menico Caroli, "Mia Martini, Il mio canto universale", 1999 Tarab Edizioni, Firenze
      ^ Menico Caroli, "Mia Martini, Il mio canto universale", 1999 Tarab Edizioni, Firenze
      ^ La forza dell'inesistente. Corriere della sera
      ^ "Jettatrice!", Mia Martini stoppata. Corriere della sera
      ^ Una grande artista, una falsa maledizione. Corriere della sera
      ^ Gli occhi assenti di Mia Martini. La Repubblica
      ^ Venier: contro Mimì pregiudizi indecorosi. La Repubblica
      ^ Celentano: grazie Zaccaria hai difeso la libertà di parola. La Repubblica
      ^ Masini: rovinato come Mia Martini. Corriere della Sera
      ^ Mia Martini: storia di una voce - Puntata de "La storia siamo noi" - Rai Educational
      ^ Menico Caroli, "Mia Martini, Il mio canto universale", 1999 Tarab Edizioni, Firenze
      ^ Menico Caroli, "Mia Martini, Il mio canto universale", 1999 Tarab Edizioni, Firenze
      ^ "Successi" di Vania Colasanti, Stefania La Fauci e Fabio Toncelli, RAI, 2005
      ^ Mia Martini da "Mezzogiorno in famiglia", 1994
      ^ Mia Martini: storia di una voce - Puntata de "La storia siamo noi" - Rai Educational
      ^ All'Irlanda l'Eurofestival. Mia Martini è quarta. Corriere della Sera
      ^ La rabbia della compagna Loredana Bertè. Corriere della Sera
      ^ "La regina senza trono", a cura di Pippo Augliera, Guida Edizioni, 2005, pag. 141
      ^ "La regina senza trono", a cura di Pippo Augliera, Guida Edizioni, 2005, pag. 152
      ^ "La regina senza trono", a cura di Pippo Augliera, Guida Edizioni, 2005, pag. 143
      ^ "La regina senza trono", a cura di Pippo Augliera, Guida Edizioni, 2005, pag. 163
      ^ "La regina senza trono", a cura di Pippo Augliera, Guida Edizioni, 2005, pag. 191
      ^ "Almeno tu": omaggio di Mina a Mia Martini. Corriere della Sera
      ^ "La regina senza trono", a cura di Pippo Augliera, Guida Edizioni, 2005, pag. 180
      ^ Zero: Mia Martini non si è suicidata. Corriere della Sera
      ^ Mia Martini, uccisa da overdose. Corriere della Sera

    Partecipazioni a Festival musicali
    Partecipazioni al Midem di Cannes
    Midem di Cannes 1974 con Tu t'en vans quand tu vieux;
    Partecipazioni alla Gondola d'oro di Venezia
    Gondola d'oro di Venezia 1972/73 con Donna sola - vince la Gondola d'oro;
    Gondola d'oro di Venezia 1973/74 con Il guerriero e Bolero;
    Gondola d'oro di Venezia 1974/75 con Inno e Agapimu;
    Gondola d'oro di Venezia 1976/77 con Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto;
    Partecipazioni a Riva del Garda
    Riva del Garda 1981 con E ancora canto;
    Riva del Garda 1982 con Quante volte;
    Partecipazioni alla Caravella dei successi
    Caravella dei successi 1975 con Al mondo;
    Partecipazioni al Festival di Sanremo
    Festival di Sanremo 1982 con E non finisce mica il cielo (Ivano Fossati) - 6° posto, premio della critica;
    Festival di Sanremo 1989 con Almeno tu nell'universo (Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio) - 9° posto, premio della critica;
    Festival di Sanremo 1990 con La nevicata del '56 (Carla Vistarini, Franco Califano, Massimo Cantini e Luigi Lopez) - 4° posto, premio della critica;
    Festival di Sanremo 1992 con Gli uomini non cambiano (Giuseppe Dati, Marco Falagiani e Giancarlo Bigazzi) - 2° posto;
    Festival di Sanremo 1993 con Stiamo come Stiamo in coppia con Loredana Bertè (Maurizio Piccoli e Loredana Bertè) - 14° posto.
    Nel 1972, la RCA Italiana la propone al Festival di Sanremo 1972, con il brano Credo, ma viene scartata dalla selezione.
    Nel 1976, la Ricordi, la propone al Festival di Sanremo 1976, col brano L'amore è il mio orizzonte, poi ugualmente verrà pubblicato (senza successo).
    Nel 1985, la DDD, la propose al Festival di Sanremo con il brano Spaccami il cuore (Paolo Conte), che però venne scartato.
    Nel 1994, la Polygram la obbligò a presentarsi al Festival di Sanremo 1994 con il brano E la vita racconta, ma questa volta fu la cantante a facilitare l'esclusione inviando un nastro smagnetizzato, dal momento che il brano non la convinceva del tutto.
    Partecipazioni al Festivalbar
    Festivalbar 1972: Con Piccolo uomo - 1° posto
    Festivalbar 1973: Con Minuetto - 1° posto ex-aequo con Marcella Bella col suo brano Io domani
    Festivalbar 1975: Con Donna con te - 7° posto
    Festivalbar 1976: Con Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto - 8° posto
    Festivalbar 1978: Con Vola
    Festivalbar 1979: Con Danza
    Festivalbar 1981: Con Ti regalo un sorriso
    Festivalbar 1989: Con Donna e Notturno
    Festivalbar 1990: Con Danza pagana e Domani più su - 3° posto per indice di gradimento nella serata in cui si presenta con Domani più su
    Partecipazioni al Cantagiro
    Cantagiro 1971: Con Amore...amore...un corno, Padre davvero
    Cantagiro 1972: Con Gesù è mio fratello
    Cantagiro 1990: Con Donna, La nevicata del '56, Almeno tu nell'universo e Quante volte
    Cantagiro 1992: Con Gli uomini non cambiano, Lacrime e Minuetto
    Cantagiro 1993: Con Vieneme (con Enzo Gragnaniello e Roberto Murolo)
    Partecipazioni all'Eurofestival
    Eurofestival 1977: Con Libera - 13° posto
    Eurofestival 1992: Con Rapsodia - 4° posto
    Partecipazioni al Premio Tenco
    Premio Tenco 1989: Con Almeno tu nell'universo e Donna.
    Partecipazione al World Popular Song Festival Yamaha
    World Popular Song Festival Yamaha 1977: Con Ritratto di donna - 1° posto.
    Partecipazioni a Viva Napoli
    Viva Napoli 1993: Con Cu'mme feat Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello
    Viva Napoli 1994: Con Luna rossa.
    Partecipazioni ad Azzurro
    Azzurro 1989: Con Donna;
    Azzurro 1990: Con Danza pagana;
    Azzurro 1992: Con Cu'mme e O' marenariello
    Partecipazioni al Festival Italiano
    Festival Italiano 1994: Con Viva l'amore
    Partecipazioni al Festival di Saint-Vincent
    Festival di Saint-Vincent 1982: Con Quante volte.
    Festival di Saint-Vincent 1983: Con Bambolina bambolina.
    Festival di Saint-Vincent 1985: Con Spaccami il cuore.
    Festival di Saint-Vincent 1989: Con La donna cannone.
    Partecipazioni ad altre manifestazioni canore
    1963 - Festival di Bellaria: con Il magone - 1° posto;
    1971 - Festival di Avanguardie e Nuove Tendenze: con Padre davvero - 1° posto;
    1981 - Girofestival;
    1982 - Premiatissima '82;
    1993 - Il Canzoniere dell'estate: con Vieneme, in trio con Roberto Murolo e Enzo Gragnaniello.
    Filmografia
    1975 - Musical de Mallorca 75 nel ruolo di Eleonora Duse.
    Premi e Riconoscimenti
    Dati di "La regina senza trono"
    1964: Primo Posto "Festival di Bellaria" con Il magone;
    1971: Primo Posto "Festival di Musica d'Avanguardia e Nuove Tendenze" di Viareggio con Padre davvero;
    1972: "Premio della critica discografica" per l'album Nel mondo, una cosa;
    1972: Primo Posto al Festivalbar 1972 con il brano Piccolo uomo;
    1972: Disco d'oro con il brano Piccolo uomo;
    1972: Primo Posto alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con il brano Donna sola;
    1973: Primo Posto al Festivalbar 1973 con il brano Minuetto;
    1973: Disco d'oro con il brano Minuetto;
    1974: Disco d'oro dalla Ricordi, per il milione di dischi venduti negli ultimi tre anni;
    1974: "Premio Deborah per il miglior trucco";
    1975: "Premio della Critica di Palma de Mallorca" con il brano Nevicate;
    1975: "Premio Deborah per il miglior trucco";
    1975: "Premio de Il canzoniere dell'estate" come miglior cantante dell'anno;
    1975: Telegatto di Vota la voce come migliore cantante donna dell'anno;
    1977: Premio della critica al "World Song Popular Festival Yamaha di Tokyo" con Ritratto di donna;
    1981: "Eolo d'oro" del Comune di Milazzo;
    1982: Premio della Critica "Mia Martini" con E non finisce mica il cielo;
    1983: "Sigillo d'oro Rete 4" da parte di Rete 4;
    1989: Targa Tenco come migliore interprete dell'anno;
    1989: Premio della Critica "Mia Martini" con Almeno tu nell'universo;
    1989: Disco d'oro per l'album Martini Mia;
    1989: Telegatto come migliore interprete femminile dell'anno;
    1989: "Prima Pagina de Il mattino del 1891", motivazione: "per il rinnovato successo che ben meritano la sua voce e le sue eccezionali capacità interpretative";
    1990: Premio della Critica "Mia Martini" con La nevicata del '56;
    1990: "Targa Onda TV", Rete Televisiva locale della Sicilia;
    1991: "La più bella sei tu" con il brano Almeno tu nell'universo;
    1992: "Premio Civiltà del mare" dal Comune di Bagnara Calabra;
    1992: Secondo Posto al Festival di Sanremo;
    1992: Tre tappe vinte e 852 punti in classifica al "Cantagiro";
    1992: Disco d'oro per l'album Lacrime;
    1992: "Premio de Il Canzoniere dell'estate" come miglior interprete dell'anno
    1992: "Premio Simpatia" conferito dalla Sala Stampa Tv, durante una conferenza stampa sulla presentazione del disco Lacrime;
    1992: Disco d'oro per l'album Ottantavogliadicantare di Roberto Murolo, in cui Mimì interpreta Cu'mme.
    Partecipazioni televisive (selezione)
    1971: Tutti insieme (RAI) - Mia Martini partecipa in qualità di ospite al programma di Lucio Battisti, ed esegue dal vivo la canzone Padre davvero.
    1972: Senza rete (RAI) - Partecipa alla puntata in qualità di ospite insieme a Gigliola Cinquetti e Tony Renis; intepreta Padre davvero, Madre, Piccolo uomo, Il posto mio e Te voglio bene (con gli altri due ospiti e Renato Rascel).
    1973: Senza rete (RAI) - Mia Martini è ospite insieme ad Al Bano, e interpreta Minuetto, Signora, Donna sola, Neve bianca e Buona domenica (in duetto con Al Bano).
    1974: L'orchestra racconta (RAI) - Mia Martini propone, tra le altre, Inno e una meravigliosa versione di Breve amore, rigorosamente accompagnata dall'orchestra (regia di Enzo Trapani).
    1975: Mia (RAI) - E' il primo vero e proprio special (regia di Enzo Trapani) dedicato alla cantante; si alternano video e momenti parlati in cui Mia Martini si confida con Lino Capolicchio; interpreta Agapimu, Al mondo, e un medley costituito dai classici When I feel in love, Hit the road Jack e Desafinado; invita anche Gabriella Ferri, con cui duetta in Stornello dell'Estate, Calabrisella, A ritornelli antichi, per poi lasciare spazio alla collega che canta Tu nun me piaci più; a chiudere lo special vi è la poesia di Villon Conosco tutti tranne me stesso, recitata da Capolicchio.
    1975: Compagnia stabile della canzone (RAI) - Programma per la regia di Enzo Trapani, diviso in cinque puntate formate da tre parti ciascuna; gli ospiti sono Mia Martini, Gigliola Cinquetti, Riccardo Cocciante, Gino Paoli, Gianni Nazzaro e Cristian De Sica; la prima parte di ogni puntata è dedicata a ogni singolo cantante, a cui è riservata la maggior parte dello spettacolo, poi i colleghi fanno un omaggio (proverbiale è a tal proposito la splendida interpretazione di Quando finisce un amore di Cocciante); la seconda parte di ogni puntata è dedicata a un mix di varietà e cabaret (ricordiamo le sue interpretazioni di Addio Tabaret e My man); la terza parte è dedicata alla comicità.
    1975: Senza rete (RAI) - Terza e ultima partecipazione di Mia Martini al popolare programma; propone Agapimù, Signora, Veni sonne di la muntagnella, Volesse il cielo, Donna con te e Piccolo uomo (nella prima e nelle ultime due canzoni è accompagnata dalla Schola Cantorum).
    1976: Recital - Programma registrato in novembre per la tv francese; Mia Martini canta Agapimu, Donna con te, Volesse il cielo, Io donna io persona e Se mi sfiori; al suo gruppo si aggiunge anche Dario Baldan Bembo e intepreta Che vuoi che sia...se t'ho aspettato tanto, Piccolo uomo, Inno, Minuetto e Donna sola; alla fine del programma lascia spazio a Baldan Bembo.
    1976: Che vuoi che sia...se t'ho aspettato tanto - Special a colori per la regia di Ruggero Miti, in cui presenta canzoni tratte dall'album Che vuoi che sia...se t'ho aspettato tanto; alcune riprese si svolsero al Teatro Olimpico di Roma.
    1977 - Montecatini Follies: Mia Martini presenta il singolo Libera, e duetta con la sorella Loredana Bertè nello stornello Te possino da' tante cortellate.
    1977: Serata Martini - Aznavour (RAI) - Lo spettacolo teatrale si svolge al Teatro Sistina di Roma e fa parte di una lunga tournée, che porterà al debutto di Mia Martini all'Olympia di Parigi; la cantante propone Il guerriero, Amanti, Piccolo uomo, Se mi sfiori, Volesse il cielo, Minuetto, Donna sola, Inno, Io donna, io persona, Donna con te, Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto, Amore... amore... un corno, Padre davvero, e in coppia con Charles Aznavour canta Dopo l'amore e L'amore è come un giorno.
    1979: Musicalmente (Tv Svizzera Italiana) - Durante la puntata a lei dedicata, Mia Martini e il suo gruppo propongono diversi brani del suo repertorio e presentano l'album Danza.
    1981: Donna Rock - Io sono Mia (RAI) - Realizzato dalla sede Rai della Calabria, lo special viene girato nel paese natale di Mia Martini, Bagnara Calabra; alternate alle interviste, vengono cantati tutti i brani dell'ultimo album Mimì e i tre classici Minuetto, Donna sola e Piccolo uomo.
    1981: Girofestival (RAI) - Il programma è introdotto da un'intervista in cui Mia Martini parla del suo ultimo lavoro discografico (Mimì), e poi ne presenta alcuni brani.
    1982: Musicalmente (Tv Svizzera Italiana) - Concerto, preceduto da un'intervista, in cui canta alcuni brani dell'album Mimì (Nanneo, E ancora canto, Ti regalo un sorriso, Sono tornata e Stai con me), tre brani tratti dall'album Danza (Danza, Vola e La costruzione di un amore), alcuni brani del suo vecchio repertorio (Inno, Piccolo uomo, Amanti, Valsinha e Minuetto), e l'ultimo suo successo E non finise mica il cielo. Mia Martini omaggia anche Billy Joel con Just the way you are.
    1982: Premiatissima (Canale 5) - Mia Martini fa parte della squadra "Forza sette": presenta molti brani tratti dall'album Quante volte... ho contato le stelle, tra cui Quante volte, Solo noi e Io appartengo a te, e duetta in alcune occasioni con altri cantanti appartenenti alla sua squadra: da segnalare il duetto con Anna Oxa e il Banco del Mutuo Soccorso, nella canzone I vecchi.
    1983: Miei compagni di viaggio (Mediaset) - Concerto con cui la cantante abbandona momentaneamente le scene, in cui viene accompagnata da grandi musicisti e ospiti come Loredana Bertè, Aida Cooper, Cristiano De Andrè, Ivano Fossati: interpreta Il pescatore, Suzanne, Un giorno dopo l'altro, Signora, Cime tempestose, Taxi giallo, Valsinha, Le ali della mente, Rotativa, Vedrai vedrai, Guilty, Imagine e Ed ora dico sul serio; canta anche Alice, ma la canzone viene inspiegabilmente tagliata dal montaggio.
    1985: Domenica in (RAI) - Ultima partecipazione televisiva prima del ritiro definitivo, viene invitata come ospite, interpretando il suo nuovo singolo Spaccami il cuore.
    1989: Doc (RAI) - Programma di Renzo Arbore, in cui partecipa in qualità di ospite: canta alcuni suoi cavalli di battaglia, celebri cover come Come togheter dei Beatles, e altre canzoni tratte dall'ultimo album Martini Mia.
    1990: Europa Europa (RAI) - Programma in cui è ospite fissa per alcune puntate, alternativamente a Milva e Fiordaliso: presenta alcuni suoi ultimi successi ed esegue spendidi duetti con ospiti internazionali.
    1992: Serata d'onore (RAI) - Puntata dedicata a Mia Martini e Alberto Tomba: la cantante presenta alcuni suoi successi, tra cui Gli uomini non cambiano e Cu'mme, e insieme a Marisa Laurito dedica una spiritosa canzone ad Alberto Tomba, E nun sta bene.
    1992: Mia Martini in concerto - Per aspera ad astra (RAI) - Selezione di un'ora dello spettacolo Per Aspera ad Astra, in cui Mia Martini ripercorre le tappe salienti del suo percorso umano e discografico.
    1995: Papaveri e papere (RAI) - Programma di punta della Rai a cui Mia Martini partecipa ben due volte: la prima volta canta con Giorgia e Michele Zarrillo nella fantasia sanremese (tra le altre intepreta Eternità, Vacanze romane e E se domani), e nella fantasia reciproca (tra le altre vanno segnalate Almeno tu nell'universo, E poi e Come saprei) e il brano Ancora; la seconda volta canta con Barbara Cola e Ivana Spagna nella fantasia sanremese (intepreta tra le altre La notte dell'Addio e La voce del silenzio) e nella fantasia reciproca; e canta anche Loretta Goggi e Andrea Bocelli al clarinetto (da segnalare Maledetta primavera e La nevicata del '56).
    Curiosità
    I suoi singoli più venduti sono Minuetto, Piccolo uomo, Donna sola e Almeno tu nell'universo; invece gli album: Nel mondo, una cosa, Il giorno dopo, Martini Mia e Lacrime.
    Nel 1975 le fu proposto il ruolo di Eleonora Duse in un film.
    Nel 1978 partecipò al programma Stryx di Enzo Trapani, presentando il brano Bene con look da strega e sullo sfondo di un rogo in fiamme, per rispondere alle maldicenze sul suo conto.
    In molte partecipazioni televisive del 1982, Mia Martini veste con una sciarpa ed una cintura disegnate come la tastiera del pianoforte, regalatele dalla sorella Loredana Bertè.
    Dalla metà degli anni Settanta alla metà degli anni Ottanta, ha accudito un pinscher di nome Movie.
    I suoi ultimi abiti erano firmati Giorgio Armani.
    Il brano Attimo x Attimo di Anna Tatangelo, contenuto nell'omonimo album pubblicato nel 2003, venne scritto da Fio Zanotti per Mia Martini, ma non ha mai potuto inciderlo a causa dell'improvvisa morte.
    Oltre al Sud e alla sua Calabria, l'artista dichiarò di riconoscersi molto anche nella città di Milano, dove visse stabilmente dal 1979 al 1985 nel complesso San Felicino; dal 1986 al marzo 1995 visse a Santa Maria della neve, frazione di Calvi dell'Umbria, e come ultima dimora, dal marzo 1995 a Cardano al Campo.
    Alcuni dei vip presenti al suo funerale: Loredana Bertè, Renato Zero, Ivano Fossati, Matia Bazar, Jo Squillo, Marcella Bella, Ornella Vanoni, Bruno Lauzi, Giorgio Armani, Aida Cooper, Fiordaliso, Mimmo Cavallo, Enzo Gragnaniello, Enrico Ruggeri, Memo Remigi, Amedeo Minghi, Dori Ghezzi, Viola Valentino, Adriano Celentano, Claudia Mori, Ron, Maurizio Vandelli, Giorgio Faletti, Luca Zeta.
    Nel corso della sua carriera trentennale ha cambiato moltissime case discografiche: CAR Juke Box, Durium, Esse Records, RCA Italiana, Dischi Ricordi, Warner Bros Records, DDD, Fonit Cetra, Polygram, RTI Music.
    Voci correlate
    Festival di Sanremo
    Loredana Berté
    Ivano Fossati
    Renato Zero
    Festivalbar
    Bagnara Calabra
    Cardano al Campo
    Cavaria con Premezzo
    Collegamenti esterni
    Mia Martini: storia di una voce - Puntata de "La storia siamo noi" - Rai Educational
    Mia Martini: Dieciannisenzadite - Puntata di "Speciale TG1" - Rai Uno
    Mia Martini Web - Il primo sito non ufficiale dedicato a Mia Martini
    Mia Martini Official Fan's Club - Sito ufficiale del Fan's Club di Mia Martini.
    Mia Martini Fan Community - Sito Fan Community molto ricco di notizie su Mimì.
    Premio Mia Martini - Sito ufficiale della Manifestazione Canora del Premio intitolato a Mia Martini dal 1996.
    Mia Martini - "E ancora canto" - Sito non ufficiale su Mia Martini.
    Scheda su Mia Martini dell'Internet Movie Database


    Mia Martini
    Discografia
    Studio: Oltre la collina (1971) · Nel mondo, una cosa (1972) · Il giorno dopo (1973) · E' proprio come vivere (1974) · Sensi e controsensi (1975) · Un altro giorno con me (1975) · Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto (1976) · Per amarti (1977) · Danza (1978) · Mimì (1981) · Quante volte... ho contato le stelle (1982) · Martini Mia (1989) · La mia razza (1990) · Mi basta solo che sia un amore (1991) · Rapsodia - Il meglio di Mia Martini (1992) · Lacrime (1992) · La musica che mi gira intorno (1994)
    Live: Miei compagni di viaggio (1983) · Mia Martini in concerto (da un'idea di Maurizio Giammarco) (1991)
    Progetto musica · Portale della musica · Auditorium
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