Mauro Numa (49)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 18 Novembre 1961
  • Professione: Schermidore
  • Luogo di nascita: Mestre (VE)
  • Nazione: Italia
  • Mauro Numa in Rete:

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  • Biografia:

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    Campione olimpico
    Mauro Numa (Mestre, 18 novembre 1961) è uno schermidore e carabiniere italiano, campione olimpico e campione del mondo nella disciplina del fioretto.

    Un giovane campione
    Mauro Numa comincia la sua attività schermistica giovanissimo, nel 1968, presso il Circolo Scherma Mestre, sotto la guida del maestro Livio Di Rosa. All'età di 15 anni vince il suo primo titolo italiano, nella categoria "Allievi", l'anno successivo ripete l'impresa nella categoria "Giovanetti" e con la squadra di Mestre si aggiudica anche il titolo italiano assoluto. Il suo talento non passa inosservato nemmeno nell'ambito della nazionale, e nel 1978 a Madrid, nella categoria "Giovani", vince il suo primo titolo mondiale. Il 1979 porta Numa, a soli 18 anni, ad entrare nella nazionale maggiore, grazie alla vittoria del suo primo campionato italiano assoluto individuale. Continua anche la sua trafila nelle nazionali giovanili, ai mondiali di categoria a Southbend conquista il 3° posto. Il suo decennio d'oro si apre nel 1980 con la conquista del bronzo nei mondiali giovani disputati nella "sua" Venezia. Non partecipa alle Olimpiadi di Mosca a causa del boicottaggio dei paesi occidentali, poiché Numa nel frattempo era entrato nel Gruppo Sportivo Carabinieri e l'Italia partecipò solo con atleti non militari, ma l'anno successivo fu comunque così carico di gloria da fare dimenticare questa piccola delusione. Nel 1981 si aggiudica il campionato italiano giovani e quello assoluto, una doppietta da autentico fenomeno, ed a Losanna vince anche il suo secondo campionato mondiale di categoria "Giovani". Oramai l'atleta è maturo anche il grande risultato iridato a livello assoluto, l'occasione è propizia nel 1982 quando la rassegna iridata è ospitata a Roma. Mauro Numa si presenta come la grande speranza dello sport azzurro, e non delude le attese, giunge al secondo posto sconfitto solo da quel grandissimo campione che fu il sovietico Alexandr Romankov. La rassegna romana verrà però ricordata per il funesto incidente che vide tragici protagonisti il campione uscente Vladimir Smirnov ed il tedesco Matthias Behr. Lo stesso anno Numa si aggiudica anche il campionato europeo a Mödling e la classifica di Coppa del Mondo di fioretto. Il 1983 non arresta l'ascesa del campione mestrino. Per tutta la stagione sembra quasi faccia le prove per la successiva olimpiade. Vince la medaglia d'oro alle Universiadi di Edmonton ed ai Giochi del Mediterraneo, si riaggiudica anche la Coppa del Mondo di specialità.
    Il doppio trionfo olimpico
    Arriva finalmente l'anno delle Olimpiadi di Los Angeles. Lasciata alle spalle Mosca, arriva la grande occasione. Numa si presenta in terra americana come grande favorito, negli ultimi quattro anni ha vinto di tutto e, soprattutto, è sempre stato protagonista fino in fondo di ogni manifestazione. Chiunque ha voluto vincere ha sempre dovuto fare i conti con il campione mestrino. Numa ha solo 22 anni, ma l'esperienza di un veterano, entra senza sconfitte nella poule finale dove, in ordine, batte il francese Philippe Omnes per 10-8, in semifinale il connazionale jesino Stefano Cerioni per 11-9. Nella finalissima trova il tedesco Matthias Behr, al rientro dopo il tragico incidente di Roma di due anni prima. L'assalto è teso, come si conviene per un titolo olimpico. A poco meno di 1 minuto dalla fine dell'assalto il tedesco è avanti di ben 4 stoccate, tutto appare perduto. Ma è la giornata giusta per fare esplodere tutta la classe e la grinta di cui dispone. Numa riesce a riequilibrare clamorosamente il risultato. Da quel momento si viaggia all'extra-time, stoccata su stoccata, ma quella che conta sarà l'ultima. Quella che metterà a segno proprio il mestrino. Storico il suo grido liberatorio, rimasto negli annali della Scherma mondiale. Risultato finale: 12-11 per l'italiano. Ma la fame di successo non è sazia. Assieme ai suoi compagni di nazionale conquista anche la medaglia d'oro della gara a squadre.
    Campione del Mondo
    Le Olimpiadi di Los Angeles furono però, come le precedenti, boicottate. Stavolta fu il blocco dell'Est a chiamarsi fuori dalla rassegna olimpica. Fra tutte le squadre mancanti fece sicuramente peso l'assenza di quella sovietica, forte del fuoriclasse bielorusso Alexandr Romankov. Qualcuno volle quasi sminuire il trionfo olimpico di Numa, serviva quindi una prestazione da campione per zittire tutti. Il campionato mondiale del 1985 a Barcellona è l'occasione per confrontarsi anche con gli atleti dell'Est. Ed il campione rispose da pari suo alla provocazione. Vince il titolo individuale in finale sul compagno di nazionale, e concittadino, Andrea Cipressa, quasi a volere sottolineare la netta supremazia del Fioretto italiano. Sullo slancio fa sua anche la gara a squadre, ora non c'è più nulla da discutere. Era presente tutto il Mondo schermistico e Numa ha bissato tutto quando fatto l'anno precedente. Nello stesso anno, come ciliegina sulla torta, anche la terza Coppa del Mondo. Mauro Numa è nella leggenda di questo sport a soli 24 anni. Il 1986 porta ancora trionfi nel palmarès del mestrino, il podio al mondiale di Sofia lo conferma ancora tra i più forti, e giunge anche il terzo oro consecutivo a squadre. Nel 1987 vince anche il campionato mondiale Master.
    Le olimpiadi di Seoul e Barcellona
    Come prevedibile la fame di successi viene un pochino a mancare, almeno di quelli "minori", ora il vero obbiettivo è ripetere il successo olimpico ed assurgere al mito di campioni che l'anno preceduto, quali Nedo Nadi o Edoardo Mangiarotti. Le Olimpiadi di Seoul, sono il grande obiettivo di Numa. Si allena bene e si presenta pronto a riassaporare l'oro olimpico, replicare Los Angeles. Le qualificazioni vanno benissimo, entra nella poule finale battendo, tra gli altri, il suo grande rivale Alexandr Romankov con un eloquente 10-6. Ma il perfido meccanismo dei ripescaggi ripropone l'assalto al primo turno della finale. Battere due volte un campione così è impresa improba anche per Numa. Nella rivincita prevale il sovietico per 10-9, per Numa è "solo" il 6° posto finale. La classe, però, è sempre grandissima. Fallito l'obiettivo olimpico l'anno dopo, il 1989 si aggiudica il bronzo ai mondiali di Denver sia nella gara individuale che in quella a squadre. Arriva anche il secondo titolo alle universiadi, stavolta a Duisburg. Nei mondiali di Lione arriva anche il terzo titolo mondiale a squadre. Numa punta ancora al bis olimpico, ed il titolo ai Giochi del Mediterraneo del 1991 sembrano il giusto preludio. L'occasione è la sua terza partecipazione alle Olimpiadi di Barcellona, città che lo aveva già consacrato campione del Mondo sette anni prima. Numa ha quasi 31 anni, ma la sua classe è ancora intatta. Lotta, mette in mostra numeri che pochi altri hanno, ma forse non c'è più quell'ardore che lo aveva accompagnato nella favolosa cavalcata lungo il precedente decennio. L'avventura a cinque cerchi si conclude con il 6° posto conquistato con la squadra, eliminata dall'Austria. Si chiude qui anche la sua attività di atleta, nella sua incredibile carriera meritano di essere ricordati anche i due successi della "Coppa Città di Venezia", la tappa di Coppa del mondo di "casa", nel 1983 e nel 1988, e la vittoria nella Coppa Europa per club ottenuta nel 1981 con il Gruppo Sportivo Carabinieri.
    Comincia la carriera di dirigente
    Abbandonata non solo la nazionale, ma anche l'attività agonistica, dopo la delusione olimpica di Barcellona, Numa si lancia nell'avventura di dirigente sportivo, e nel 1994 entra nel direttivo della Federazione Italiana Scherma con il ruolo di Vice-Presidente. Nel 2001 prova la scalata alla Presidenza della federazione, ma viene sconfitto dal presidente uscente Antonio Di Blasi. Attualmente è un affermato professionista con incarichi anche in seno alla Federazione Italiana Scherma, è inoltre presidente onorario della AS Comini di Padova, una delle società di scherma più antiche d'Italia.
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