Massimo Girotti (1918-2003)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 2003
  • Data di nascita: 18 Maggio 1918
  • Professione: Attore
  • Luogo di nascita: Mogliano (MC)
  • Nazione: Italia
  • Massimo Girotti in Rete:

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  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Massimo Girotti (Mogliano, 18 maggio 1918 – Roma, 5 gennaio 2003) è stato un attore italiano.

    Biografia
    Gli inizi
    Studente della facoltà di Giurisprudenza, grazie al suo fisico atletico - era campione di nuoto ma praticò anche il canottaggio, lo sci, l'ippica e la Pallanuoto, sfiorando in questa disciplina con la S.S. Lazio Nuoto la Serie A nel 1935 giocando come portiere - e ai corsi di recitazione tenuti da Teresa Franchini, si dedicò al teatro e dopo una serie di interpretazioni con compagnie minori, venne notato da Mario Soldati, che gli offrì un piccolo ruolo in Dora Nelson (1939); l'anno successivo, nel 1940, ebbe un ruolo anche in Una romantica avventura di Mario Camerini. Fu l'inizio di una lunga e luminosa carriera, nel corso della quale lavorò con molti dei più prestigiosi registi italiani divenendo una autentica celebrità al punto da insidiare Amedeo Nazzari quale attore più amato dalle donne soprattutto a seguito della sua interpretazione in La corona di ferro di Alessandro Blasetti nel 1941.
    Divo del cinema
    Il suo incontro con Luchino Visconti fu un'ulteriore svolta con l'interpretazioni forse più significativa della sua carriera: quella di Gino, il protagonista maschile di Ossessione, del (1943). Quel film fu anche l'inizio di un suo forte legame con la città di Ferrara, dove il film era ambientato, perché successivamente nella città estense girò Cronaca di un amore, di Michelangelo Antonioni nel 1950 e L'Agnese va a morire di Giuliano Montaldo nel 1976. Il suo legame con il capoluogo emiliano divenne quindi molto saldo, al punto tale che, dopo la sua scomparsa, il comune emiliano gli dedicò una via.
    Ma Girotti fu divo prima e dopo la guerra. Divo vero al punto da essere acclamato dal pubblico e dalla critica e recitare con registi, oltre a queli importantissimi già citati, del calibro di Roberto Rossellini, Carmine Gallone, Giuseppe De Santis, Pietro Germi, Raffaello Matarazzo, Vittorio De Sica, Jean Renoir, Pierpaolo Pasolini, Bernardo Bertolucci, Alberto Lattuada, Luigi Comencini, Antonio Pietrangeli, Luigi Zampa, Ettore Scola, Liliana Cavani, Marco Ferreri, Mauro Bolognini, Claude Autant-Lara, Joseph Losey, Mikheil Kalatozishvili e molti altri ancora.
    I suoi ruoli si differenziarono nel tempo: dopo i ruoli giovanili di eroe spericolato e aitante, emulo degli scanzonati attori americani alla Errol Flynn di cui l'autarchico cinema italiano era orfano, sino a divenire, da Ossessione in poi, protagonista tenebroso e tormentato, spesso in ruoli di uomini fragili, ambigui e gelosi (Un marito per Anna Zaccheo), che ne esaltarono le doti drammatiche. Girotti, a differenza del inquietante e spesso torbido Roldano Lupi, restò nel cuore del pubblico, soprattutto femminile, anche quando interpretò ruoli di figure prive di personalità e vili (Cronaca di un amore). Un pubblico che gli seppe perdonare la debolezza di questi personaggi in virtù del fascino che Girotti diffondeva accanto alle sue partners di turno (Clara Calamai, Luisa Ferida, Silvana Pampanini, Lucia Bosè, Vivi Gioi, Alida Valli, Elisa Cegani, Carla Del Poggio, Elli Parvo, Milly Vitale, Eleonora Rossi Drago, Dina Sassoli, Marina Berti, Maria Michi, Mariella Lotti). Lo apprezzò anche nel ruolo del marito imbelle che si fa mettere i piedi in testa dall'energica ed invadente Anna Magnani in Tanti sogni per le strade di Camerini del 1948. Nella maturità si distinse invece in ruoli di signore elegante e posato, gentile ma fermo e risoluto. Vinse il Nastro d'Argento al migliore attore protagonista nel 1949 con il film La città si difende di Germi e il Nastro d'Argento al migliore attore non protagonista nel 1981 per Passione d'amore di Scola.
    Il cinema degli ultimi anni
    Dopo la partecipazione a film minori e talvolta trash interpretati tra gli anni '60 e '70, lavorò successivamente in Medea, Teorema, La tenda rossa e Ultimo tango a Parigi, ritornando a nobilitare la sua carriera. Apparve anche ne Il mostro di Roberto Benigni nel 1994. Morì per una crisi cardiaca poco dopo la fine delle riprese di La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek, film per il quale gli venne attribuito postumo il David di Donatello quale miglior attore protagonista.
    Il teatro
    Fu molto attivo, nel dopoguerra, in teatro dove ritornò con Blasetti, con cui recitò assieme ad Anna Proclemer nel 1945 in Il tempo e la famiglia Conway e ne La foresta pietrificata nel 1946. Poi fu diretto dal suo mentore Visconti ma anche da Orazio Costa e Luigi Squarzina (con quest'ultimo recitò in Detective's Story portato poi al cinema da Paul Newman, attore a cui venne accostato Girotti) nel 1951, guadagnando grandi apprezzamenti. Fece anche parte della Compagnia del Teatro Nazionale diretta da Guido Salvini e dove recitò con Vittorio Gassman, Edda Albertini, Vivi Gioi, Gabriele Ferzetti, Cesare Polacco, Vittorio Sanipoli, Franca Tamantini, Arnoldo Foà e Giorgio Albertazzi.
    La televisione
    Notevoli, non di meno, anche le sue apparizioni sul piccolo schermo. In particolare sono da segnalare le sue interpretazioni, nel 1956, in Cime tempestose (sceneggiato televisivo) sceneggiato televisivo RAI diretto da Mario Landi in cui impersonava un tormentatisimo Heathcliff facendo coppia con Anna Maria Ferrero che impersonava Catherine); e, nel 1967, quella nei panni di Fra' Cristoforo ne I promessi sposi, uno degli sceneggiati RAI di maggior successo, diretto da Sandro Bolchi. Interpretò anche Il re di Silverio Blasi del 1965 e Dalla notte all'alba di Cinzia Th. Torrini del 1991. Nel 1971 fu tra i protagonisti di un altro sceneggiato culto della RAI di grande successo, Il segno del comando, diretto da Daniele D'Anza. La sua nuova immagine, compassata e tranquilla, favorì addirittura la presenza in una storica pubblicità di una marca di Té in un carosello degli anni '60.
    La politica
    Uomo di sinistra, all'indomani della liberazione di Roma, fece parte di un gruppo di intellettuali (Pietro Ingrao, Mario Alicata, Maurizio Ferrara, Antonello Trombadori, Giuseppe De Santis, Gianni Puccini ed altri) che in pieno neorealismo si occupò del futuro e della riorganizzazione del cinema italiano. Seppur da posizioni spesso critiche, non mancò mai di firmare gli appelli al voto a favore del P.C.I. in ogni consultazione.
    La vita privata
    Girotti fu uomo schivo e riservato, al di fuori di ogni clamore mondano, si sposò negli anni '40 e rimase vedovo ancora giovane. Amava andare in vacanza a Scauri nell'Isola di Pantelleria quando quella perla del mediterraneo non era ancora di moda. Rilasciò una lunga intervista, svelando alcuni aspetti intimi che mai erano stati resi noti, a Giulia Alberico da cui fu tratto un libro (Il corpo gentile) che uscì dopo la sua morte.
    Scelse di vivere a Roma che divenne la sua città d'adozione. Girotti risiedeva nel quartiere Trieste e, dopo la sua morte, è stato sepolto nel cimitero del Verano.
    Filmografia parziale
    Dora Nelson di Mario Soldati (1939)
    La corona di ferro di Alessandro Blasetti (1941)
    Tosca di Jean Renoir e Carl Koch (1941)
    Le due tigri di Giorgio Simonelli (1941)
    Un pilota ritorna di Roberto Rossellini (1942)
    Ossessione di Luchino Visconti (1943)
    La porta del cielo di Vittorio De Sica (1944)
    Caccia tragica di Giuseppe De Santis (1946)
    In nome della legge di Pietro Germi (1946)
    Un giorno nella vita di Alessandro Blasetti (1946)
    Preludio d'amore di Giovanni Paolucci (1946)
    Gioventù perduta di Pietro Germi (1947)
    Anni difficili di Luigi Zampa (1948)
    Cronaca di un amore di Michelangelo Antonioni (1950)
    Roma ore 11 di Giuseppe De Santis (1951)
    Persiane chiuse di Luigi Comencini (1951)
    Spartaco di Riccardo Freda (1952)
    Un marito per Anna Zaccheo di Giuseppe De Santis (1953)
    Senso di Luchino Visconti (1954)
    Souvenir d'Italie di Antonio Pietrangeli (1956)
    Saranno uomini di Silvio Siano (1956)
    Romolo e Remo, regia di Sergio Corbucci (1961)
    Venere imperiale di Jean Delannoy (1962)
    Teorema di Pier Paolo Pasolini (1968)
    Medea di Pier Paolo Pasolini (1970)
    Gli orrori del castello di Norimberga di Mario Bava (1972)
    Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci (1972)
    Mr. Klein di Joseph Losey (1976)
    Il mostro di Roberto Benigni (1994)
    La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek (2003)
    Sceneggiati televisivi
    Cime tempestose diretto da Mario Landi (1956)
    I promessi sposi diretto da Sandro Bolchi (1967)
    Il segno del comando diretto da Daniele D'Anza (1971)
    Collegamenti esterni
    Scheda su Massimo Girotti dell'Internet Movie Database
    Scheda di Massimo Girotti su MyMovies
    Scheda di Massimo Girotti su Italica.Rai
    Portale Biografie
    Portale Cinema
    Portale Teatro

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