Martin Luther King (1929-1968)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1968
  • Data di nascita: 15 Gennaio 1929
  • Professione: Politico
  • Nazione: Stati Uniti
  • Martin Luther King in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Martin Luther King
  • Wikipedia: Martin Luther King su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Martin Luther King



    Nobel per la pace 1964
    Martin Luther King Jr. (Atlanta, 15 gennaio 1929 – Memphis, 4 aprile 1968) è stato un politico, attivista e pastore protestante statunitense, leader dei diritti civili. È stato il più giovane Premio Nobel per la pace della storia, riconoscimento conferitogli nel 1964 all'età, quindi, di soli trentacinque anni.
    Il suo nome viene accostato per la sua attività di pacifista a quello di Gandhi, il leader del pacifismo della cui opera King è stato un appassionato studioso, ed a Richard Gregg, primo americano a teorizzare organicamente la lotta nonviolenta.
    L'impegno civile di Martin Luther King è condensato nella Letter from Birmingham Jail (Lettera dalla prigione di Birmingham, scritta nel 1963, e in Strength to love ("la forza di amare") che costituiscono un'appassionata enunciazione della sua indomabile crociata per la giustizia.
    Unanimemente riconosciuto apostolo della resistenza non violenta, eroe e paladino dei reietti e degli emarginati, Martin Luther King si è sempre esposto in prima linea affinché fosse abbattuta nella realtà americana degli anni '50 e '60 ogni sorta di pregiudizio etnico. Ha predicato l'ottimismo creativo dell'amore e della resistenza non violenta, come la più sicura alternativa sia alla rassegnazione passiva che alla reazione violenta preferita da altri gruppi di colore (seguaci di Malcolm X).

    Leader per i diritti civili
    Si diploma nel 1948 al Morehouse College e dopo esser diventato pastore battista a Montgomery, King si laureò nel 1955 in filosofia alla Boston University. Nella sua vita organizzò decine e decine di marce e manifestazioni di protesta, invocando il diritto al voto ed altri basilari diritti. Queste rivendicazioni furono in seguito accolte con il Civil Rights Act e il Voting Rights Act. Il "caso culmine" che fece scaturire la rivolta dei neri fu l'arresto di Rosa Parks,accusata di aver violato le leggi sulla segregazione. King,in America,come Gandhi in India,organizzò una protesta pacifica,senza armi e soprattutto basandosi sul dialogo.
    M.L. King
    Celeberrimo è rimasto il discorso che Martin Luther King tenne il 28 agosto 1963 durante la marcia per il lavoro e la libertà davanti al Lincoln Memorial di Washington e nel quale pronunciò più volte la fatidica frase "I have a dream" (in Italia evocata spesso in maniera forse impropria ma efficace con: Io ho un sogno) che sottintendeva la (spasmodica) attesa che egli coltivava, assieme a molte altre persone, perché ogni uomo venisse riconosciuto uguale ad ogni altro, con gli stessi diritti e le stesse prerogative, proprio negli anni in cui - per dirla con le parole di Bob Dylan - i tempi stavano cambiando e solo il vento poteva portare una risposta. Martin, molte volte fu soggetto ad aggressioni e ad offese molto gravi.
    Secondo alcune analisi il discorso I have a dream sarebbe in parte molto simile alla discussione di Archibald Carey, Sr. tenuta alla Republican National Convention nel 1952. La somiglianza consiste nel fatto che entrambi i discorsi finiscono con una recitazione del primo verso dell'inno popolar patriottico America (My Country ´Tis of Thee) di Samuel Francis Smith, e i due discorsi condividono i nomi di numerose montagne per cui entrambi esortano "let the freedom ring" (lasciate risuonare la libertà).
    I have a dream I say to you today,even though we face the difficulties of today and tomorrow, I still have a dream It is a dream that is deeply rooted in the American dream. I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: "We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal."
    L'assassinio
    Più volte imprigionato, perseguitato dagli ambienti segregazionisti del sud degli Stati Uniti, nel mirino dell'FBI di cui alcuni esponenti cercavano prove di ogni tipo(come connivenze con i marxisti) per metterlo in difficoltà, King fu assassinato a colpi d'arma da fuoco prima della marcia del 4 aprile 1968 su un balcone del Lorraine Motel di Memphis, Tennessee, poco prima di andare ad un incontro locale in una chiesa dove era programmato un culto. Aveva chiesto anche al cantore di intonare il suo inno preferito "Take my hand, my precious Lord" (prendimi per mano, mio prezioso Signore), poi intonato davvero dalla celebre Mahalia Jackson nel corso dei suoi funerali. Il suo assassino, James Earl Ray dapprima confessò l'omicidio ma in seguito ritrattò. Gli atti dell'indagine sull'assassinio di Martin Luther King jr. sono stati secretati fino al 2002 dall'amministrazione americana. La sua bara è stata trascinata da un carro con due asinelli, così come espressamente richiesto da lui quando era ancora in vita.
    Il Lorraine motel
    Il 18 gennaio Festa Nazionale
    Nel 1986 è stata istituita una giornata della memoria in onore di King, da celebrarsi il terzo lunedì di gennaio, in un giorno prossimo a quello della sua nascita. Il 18 gennaio 1993 il Martin Luther King Day è stato celebrato per la prima volta in tutti i cinquanta stati degli USA.
    Influenza nella cultura popolare
    La celebre canzone Pride (In the Name of Love), tratta dall'album The Unforgettable Fire degli U2 è dedicata a Martin Luther King. Inoltre nel medesimo album della band irlandese è presente un secondo pezzo ispirato a King, "MLK", titolo coniato semplicemente prendendo le iniziali del reverendo. Altre canzoni che fan riferimento a lui sono One Vision dei Queen, nel brano di Ben Harper Like a king e nell'inedito Super Pop di Madonna ("If I was a hero I'd be Martin Luther"), canzone della session di Confessions on a Dance Floor, ma poi non rientrata nella track-list finale dell'album (la si può sempre scaricare da internet o da ICON); ma la prima in ordine cronologico fu Le rondini bianche di Armando Stula, nel 1969. Nel video "Man in the mirror" di Michael Jackson appare più volte Martin Luther King così come nella canzone "They don't care about us" sempre di Michael Jackson viene nominato in questa frase: but if Martin Luther was living he wouldn't let this be; ancora Michael Jackson, stavolta in HIStory, campiona una parte del celeberrimo discorso "I have a dream".
    Anche il celeberrimo cantante Elvis Presley fece un proprio tributo a Martin Luther King. Si tratta della canzone "If I Can Dream", scritta da Walter Earl Brown. Venne incisa da Elvis Presley circa due mesi dopo l'assassinio di Martin Luther King, e venne riprodotta per la prima volta in pubblico nello speciale televisivo "Elvis Presley's '68 Comeback Special", come brano finale dello show andato in onda sulle reti della NBC il 3 dicembre 1968.
    La canzone "giggino" dei Rage Against The Machine si riferisce esplicitamente all'opera di King e contiene al suo interno parte di un memorandum segreto scritto su di lui dall'allora capo dell'FBI Edgar Hoover "He may be a real contender for this position should he abandon his supposed obediance to white liberal doctrine of non-violence and embrace black nationalism Through counter-intelligence it should be possible to pinpoint potential troublemakers and neutralize them, neutralize them, neutralize them" (Counterintelligence Program BLACK NATIONALIST-HATE GROUPS RACIAL INTELLIGENCE 3/4/68 By J. Edgar Hoover)
    L'alternativa a capitalismo e comunismo, critiche e strumentalizzazioni
    Il reverendo King condannò duramente sia il capitalismo selvaggio che il marxismo. Sostiene nei suoi sermoni, in particolare un sermone dedicato alla giustizia e riportato integralmente nel libro "La forza di amare"(casa editrice SEI), la necessità di riconoscere il bene e il male in entrambi i sistemi economici che si fronteggiavano durante la guerra fredda. partendo dalla convinzione che Dio desidera liberare dal peccato la stessa struttura sociale ed economica, descrisse come il capitalismo è fonte di libertà e ricchezza per l'uomo ma al tempo stesso fonte d'impoverimento spirituale perché produce materialismo e consumismo sfrenato, così come il comunismo sovietico è dovuto da giuste esigenze di eguaglianza ma distrugge la libertà individuale e annienta l'uomo con i suoi mezzi crudeli e aberranti. Il dottor King credeva nel sogno della fratellanza umana tra i popoli della Terra, nella cosiddetta "beloved community" (comunità d'amore) che era ai suoi occhi la "sintesi creativa" della tesi (capitalismo) e dell'antitesi (comunismo), motivata dalla sua profonda fede in Gesù Cristo.
    Nonostante ciò piovvero alcune ingiuste accuse da parte di esponenti dei comitati razzisti o del kkk, solo per il fatto di aver partecipato a titolo di curiosità personale ai primi di settembre del 1957 ad una riunione organizzata dall' Highlander Folk School a Monteagle, Tennessee, organizzazione fondata da Myles Horton e Don West, entrambi esponenti di alto grado del Partito comunista americano. Lo scopo di questa riunione era organizzare rivolte e proteste nel sud degli Stati Uniti. Idem per l'inevitabile varietà del movimento dei diritti civili che non aveva pregiudizi ma apriva alla partecipazione di tutti, come al segretario personale di Martin Luther King, Bayard Rustin, omosessuale dichiarato, organizzatore della celebre e storica Marcia di Washington nel 1963. solo per il suo aver aderito alla 'Youth Communist League' nel 1936, presso il New York City College. la manifestazione di Washington venne strumentalizzata dai gruppi marxisti americani intendendola, pur sapendo di mentire, come una loro naturale espressione. Un'altra strumentalizzazione nasce dalla sua introduzione al libro Negroes With Guns (Neri Armati) di Robert Williams, un residente a Cuba, che godeva dell'appoggio di Mao Tse-Tung e trasmetteva regolarmente tre volte a settimana una trasmissione ad alta frequenza in cui giunse in almeno un caso ad incitare rivolte ed atti sovversivi. Senza però aver mai letto tale introduzione e l'ispirazione di King che è sempre stata per il rifiuto totale di ogni forma di strumento violento.
    Il caso della tesi di laurea
    Nel 1984, presso l'Università di Stanford venne costituito un comitato per la pubblicazione delle opere di King. Durante la raccolta dei documenti, però, i ricercatori pensarono in un primo momento che buona parte delle opere del pastore battista erano state "copiate". Tra queste, la tesi con cui si era laureato all'Università di Boston.
    Il caso era clamoroso, anche perché toccava una personalità di grande impatto sociale come un Premio Nobel per la Pace. La notizia fece fatica a trovare spazio negli organi di stampa. Lo stesso presidente del Comitato, Claiborne Carson, minimizzò per anni la portata del presunto plagio, perché di plagio non si tratta ma fa parte della tradizionale retorica dei predicatori afro americani che amavano riprendere e riadattare nuovamente discorsi e sermoni di predicatori precedenti. Ma l'evidente intuizione di Martin Luther King fu proprio quella di riadattare certi brani in una meravigliosa sintesi creativa, così come riconosciuto dall'Ateneo.
    Nel 1990, nel tentativo di porre una pietra tombale sulla vicenda, il Rettore dell'Università di Boston affermò che la tesi di King è stata esaminata scrupolosamente da specialisti e che non è stato trovato un singolo esempio di plagio su 343 pagine. Ma la dichiarazione ebbe l'effetto di riaprire il caso. Soltanto un mese dopo un giornalista de The Wall Street Journal dimostrò di essere in possesso della tesi da cui King aveva copiato diffusamente.
    A Carson non restò che ammettere le somiglianze. Un anno dopo, nel 1991, l'Università di Boston pubblicò i risultati di un altro comitato, incaricato di quantificare le dimensioni del presunto "plagio" della tesi del Premio Nobel: il 45% della prima metà e il 21% della seconda metà risultarono copiati.
    La notizia fece il giro del mondo. L'ateneo argomentò che comunque il lavoro di King costituiva un "contributo originale alla disciplina" e rifiutò la proposta di revocargli il titolo di dottore.
    Oggi nella biblioteca universitaria, sulla tesi di Martin Luther King è affisso un foglio che spiega dove e da quali libri il lavoro ha preso spunto.
    Bibliografia
    Stride toward freedom, 1958
    La forza di amare (Strenght to love), Società Editrice Internazionale 1963
    Lerone Bennet, Martin Luther King. L'uomo di Atlanta, Torino, Claudiana 1998
    Martin Luther King, I have a dream, Milano, Mondadori, 2001.
    Paolo Naso. L'altro Martin Luther King, Torino, Claudiana 1993.
    Il sogno e la storia, Torino, Claudiana, 2007.
    Paolo Naso, Come una città sulla collina, Torino, Claudiana, 2008.
    Voci correlate
    Diritti civili
    Diritti civili negli Stati Uniti
    Letteratura afroamericana
    Note

      ^ http://web.archive.org/web/19990508205053/chem-gharbison.unl.edu/mlk/whose_dream.php
      ^ IF I CAN DREAM in ACE Title Search. American Society of Composers, Authors and Publishers. URL consultato il 2008-10-21.
      ^ Giuseppe Ghini, «L'icona mitizzata di Martin Luther King», La Voce di Romagna, 15 giugno 2008.
      ^ Giuseppe Ghini, «L'icona mitizzata di Martin Luther King», La Voce di Romagna, 15 giugno 2008.
      ^ (EN) Carson, Clayborne. Editing Martin Luther King, Jr.:Political and Scholarly Issues. URL consultato il 17-08-2008.

    Altri progetti
    Wikiquote
    Commons
    Wikiquote contiene citazioni di o su Martin Luther King
    Wikimedia Commons contiene file multimediali su Martin Luther King
    Collegamenti esterni
    (EN) The King Center
    (EN) The Martin Luther King, Jr. Papers Project
    (EN) The Seattle Times: Martin Luther King Jr.
    (EN) Testo del discorso: I have a dream
    (EN) Testo della causa intentata dalla famiglia King contro Loyd Jowers e i cospiratori "ignoti" per l'assassinio di Martin Luther King
    (EN) Testo della letter from Birmingham jail
    (EN) Southern Christian Leadership Conference organizzazione per i diritti civili fondata da Martin Luther King e tuttora attiva dal 1957
    Materiale video
    (EN) The New Negro - intervista a Martin Luther King
    Critiche
    (EN) John Birch Society: "An Anti-Communist Negro Makes This Appeal: Please Don't Help Glorify Martin Luther King" by Mrs. Julia Brown
    (EN) Martin Luther King.org
    (EN) Honoring the King Myth
    (EN) Martin Luther King - The Man Behind the Media Mask
    (EN) Myths of Martin Luther King
    (EN) Remarks of Senator Jesse Helms, October 3rd, 1983 On the Subject of Martin Luther King Jr.
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    Portale Politica

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