Marco Pantani (1970-2004)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 2004
  • Data di nascita: 13 Gennaio 1970
  • Professione: Ciclista
  • Luogo di nascita: Cesena (FC)
  • Nazione: Italia
  • Marco Pantani in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Marco Pantani
  • Wikipedia: Marco Pantani su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Marco Pantani (Cesena, 13 gennaio 1970 – Rimini, 14 febbraio 2004) è stato un ciclista italiano.
    Soprannominato "il Pirata", è considerato assieme a Gino Bartali, Charly Gaul e Federico Bahamontes uno dei più grandi scalatori di ogni epoca. In una intervista rilasciata dopo la morte di Marco il ciclista Lance Armstrong disse che Pantani era stato il più grande scalatore di ogni epoca, e lo stesso Gaul dichiarò che probabilmente Pantani era stato più forte anche di lui.
    Pantani ottenne i suoi migliori risultati nelle corse a tappe: è a tutt'oggi l'ultimo italiano ad avere vinto il Tour de France, nel 1998 (33 anni dopo Felice Gimondi) e l'ultimo ciclista in assoluto - dopo Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain - ad aver vinto il Giro e il Tour nello stesso anno.
    Escluso dal Giro del 1999 a seguito di un valore di ematocrito al di sopra del consentito, Pantani risentì del clamore mediatico suscitato dalla vicenda e, pur tornato alle gare non molto tempo dopo, raggiunse solo sporadicamente i livelli cui era abituato. Caduto in depressione, morì all'inizio del 2004 a Rimini, per arresto cardiaco dovuto ad eccesso di sostanze stupefacenti. Nella sua carriera ottenne 46 vittorie.

    Carriera
    Nato scalatore
    Dopo essere stato giocatore di calcio, un giorno ricevette in regalo una bicicletta da suo nonno Sotero. Decise di tesserarsi nel G.C. Fausto Coppi di Cesenatico e mostrò subito indubbie doti di grande scalatore, vincendo molte gare. Nel 1990 è terzo al Giro d'Italia dilettanti, nel 1991 secondo e nel 1992 primo davanti di circa cinque minuti a Francesco Casagrande e Wladimir Belli. Nel 1993 partecipa al primo Giro d'Italia per professionisti, ritirandosi dopo poche tappe per una tendinite.
    La sua esplosione come ciclista professionista avvenne al Giro del 1994 con le vittorie di tappa di Merano e Aprica (con il durissimo Mortirolo) e con il secondo posto in classifica generale. Al suo debutto nel Tour del 1994 finì terzo in classifica generale dietro a Miguel Indurain e Piotr Ugrumov, vincendo la maglia bianca come miglior giovane, pur senza riportare alcun successo di tappa.
    L'anno successivo, arrivarono i primi successi di tappa al Tour, nella leggendaria Alpe d'Huez e nella tappa pirenaica di Guzet Neige. Anche grazie a questi successi riuscì a conquistare la tredicesima posizione della classifica finale nonché la maglia bianca. Nel Campionato mondiale disputatosi in Colombia quell'anno, si classificò terzo dietro Abraham Olano e Miguel Indurain. Proprio quando sembrava agli inizi di una grande carriera, venne investito da un'automobile durante la Milano-Torino, incidente che gli provocò la frattura in due punti di una gamba e il rischio di una prematura interruzione dell'attività agonistica.
    Ritornò a correre nel 1997, ma al Giro d'Italia subì un nuovo incidente, nella discesa dal passo del Chiunzi, a causa di un gatto che attraversò la strada al passaggio del gruppo, e fu costretto al ritiro. Questa volta recuperò velocemente e ritornò in sella al Tour dello stesso anno, dove lottò a lungo per la maglia gialla, riportando altri due successi parziali ancora all'Alpe d'Huez, staccando Ullrich e Virenque, e a Morzine. Pur prevalendo sulle salite delle Alpi e dei Pirenei, venne superato in classifica da Ullrich, che riuscì a recuperare il tempo perso grazie alle tappe a cronometro, nelle quali era più forte, portando la maglia gialla fino a Parigi; Pantani si piazzò al terzo posto della classifica finale dietro anche a Richard Virenque.
    Il Giro e il Tour nel 1998
    Nel 1998 Marco Pantani si impose al Giro d'Italia, nonostante il percorso non facilitasse le sue caratteristiche con poche montagne e molti chilometri a cronometro. Rivaleggiando con gli specialisti della lotta contro il tempo, come Alex Zülle, attaccò ripetutamente sulle montagne e fu in grado di guadagnarsi un margine abbastanza grande da compensare la sua debolezza a cronometro, raggiungendo la vittoria finale e numerosi successi di tappa. Decisiva fu la tappa di Plan di Montecampione quando Pantani, con Zülle ormai in crisi (finì il Giro quattordicesimo), attaccò ripetutamente Pavel Tonkov che alla fine, dopo un bel duello, cedette. Il romagnolo andò così a vincere la tappa e ad ipotecare il successo finale.
    Nel Tour dello stesso anno, Pantani battè finalmente Ullrich, staccandolo di quasi nove minuti nella tappa di montagna conclusa a Les-Deux-Alpes. Alla partenza Pantani aveva quasi 5 minuti da recuperare a Jan Ullrich: attaccò dunque sul Galibièr a quasi 70 kilometri dal traguardo e giunse all'arrivo in solitaria; dopo quella tappa il distacco non venne più colmato e Pantani divenne il primo italiano a vincere il Tour dopo Felice Gimondi nel 1965.
    La sua vittoria fu notevole dato che per negli ultimi anni il Tour era stato vinto da passisti abili anche nelle prove a cronometro, come Miguel Indurain, Jan Ullrich e Bjarne Riis. Era dai tempi di Lucien Van Impe che uno scalatore "puro" non vinceva la classifica finale della corsa francese.
    L'episodio di Madonna di Campiglio
    Le cose cambiarono per Pantani al Giro del 1999: la mattina del 5 giugno del 1999 a Madonna di Campiglio, quando era al comando con parecchi minuti di vantaggio sul secondo in classifica e con ben quattro tappe già vinte, vennero resi pubblici i risultati dei controlli del giorno precedente, dai quali risultava nel sangue di Pantani un livello di globuli rossi superiore al consentito. Il valore di ematocrito riscontrato a Pantani fu infatti del 52%, oltre il margine di tolleranza dell'1% rispetto al valore massimo consentito dai regolamenticontro (il 50%).
    Pantani fu sospeso per 15 giorni, il che comportava l'esclusione dalla corsa rosa. Dopo aver spaccato per l'ira un vetro nell'albergo, accerchiato dai giornalisti e accompagnato dai carabinieri mentre stava per lasciare la corsa, disse:
    Per Pantani quella avrebbe potuto essere la tappa dell'ulteriore consacrazione, vista la planimetria a lui favorevole: partenza da Madonna di Campiglio, arrivo all'Aprica, dopo la scalata del Mortirolo e oltre 50 km di salita. La tappa fu poi vinta dall'iberico Roberto Heras. Paolo Savoldelli, nonostante fosse subentrato a Pantani al primo posto in classifica del Giro, rifiutò di mettere la maglia rosa, simbolo del primato, rischiando una squalifica. La squadra del Pirata, la Mercatone Uno-Bianchi, si ritirò in blocco dal Giro.
    Pantani rinunciò a partecipare al successivo Tour de France, pur se la sospensione di 15 giorni comminatagli glielo avrebbe consentito.
    Comunque Pantani non risultò mai positivo a un controllo antidoping. L'unica associazione del Pirata con le pratiche di doping è relativa alle dichiarazioni di Jesus Manzano, reo confesso, che cita Pantani in un contesto in cui si accusano vari ciclisti di alto livello degli anni novanta, organizzatori, tecnici e sponsor.
    Vengono alimentati in seguito dei dubbi su un eventuale "complotto" ai danni di Pantani. Celebre la lettera di Renato Vallanzasca alla madre del ciclista, Tonina, dell'8 novembre 2007. In breve Vallanzasca sostiene che un suo amico, habitué delle scommesse clandestine, lo abbia avvicinato cinque giorni prima del "fatto" di Madonna di Campiglio consigliandogli di scommettere sulla sconfitta di Pantani per la classifica finale, e assicurandogli che «il giro non lo vincerà sicuramente lui».
    Tour 1999 e Giro 2000
    Pantani non partecipa di sua volonta al Tour del '99 fino a che non si fa luce su Madonna di Campiglio. In quel periodo la bicicletta non fa più parte della sua vita. Braccato dai media ed in preda ad una forte depressione, Marco resta chiuso in casa. Esce poco e non per andare in bici.Le poche volte che, con un guizzo d'orgoglio, torna in sella deve fare i conti con gli insulti dei passanti che lo etichettano come un dopato,il dopato d'italia. L'inverno, il più duro per un ciclista, del 1999 è per Pantani un periodo difficile. Già in quell'inverno suonano le sirene della cocaina. L'inizio del 2000 è un anno difficile, Marco fatica ad ingranare e la preparazione per il Giro si fa sempre più frammentata fino a diventare inesistente. Il problema della cocaina è superato in vista del Giro ma la preparazione fisica non è adatta ad una corsa così dura. Oramai nella Mercatone Uno si pensa ad un Giro senza Marco, con Garzelli capitano.A sorpresa Marco partecipa al Giro all'ultimo istante.La sua prova è incolore causa la forma non ottimale.E' spento e nelle salite non brilla.Risorge invece sull'Izoard dove fa da gregario al capitano Garzelli,poi vincitore della classifica generale, e va ad agguantare un secondo posto di tappa che fa ben sperare.
    Gli anni successivi
    Nonostante un anno d'inattività, Pantani partecipò al Tour de France del 2000. Anche se fuori dalla lotta per gran parte della corsa, si mise in luce confrontandosi con Lance Armstrong sulla salita del Mont Ventoux. In quella dura tappa Pantani perse inizialmente terreno per poi recuperare e staccare tutti gli altri e addirittura il vincitore dell'anno prima, Lance Armstrong. Lo statunitense poi lo andò a riprendere, e i due arrivarono appaiati al traguardo, dove Pantani vinse. Successivamente, Armstrong, durante un'intervista dichiarò apertamente d'aver lasciato la vittoria al Pirata. Qualche giorno dopo Pantani decise di attaccare di nuovo, nella tappa di Courchevel: recuperò i fuggitivi (l'ultimo ad arrendersi fu José Maria Jiménez) e andò a vincere in solitaria, staccando lo stesso Armstrong di ben 50 secondi.
    Fu questa vittoria l'ultima della sua carriera. Il giorno dopo, nella tappa di Morzine con il duro Col de Joux-Plane poco prima del traguardo, Pantani attaccò alla prima salita, tentando di recuperare il distacco in classifica. La scarsa collaborazione con i compagni di fuga, il caldo e problemi intestinali (dissenteria) lo costrinsero però al ritiro dalla "Grand Boucle". «Ho provato a far saltare il Tour, sono saltato io» disse dopo essere arrivato al traguardo con 13'44" di ritardo dal vincitore di tappa Virenque. Nel 2001 e nel 2002 partecipò al Giro d'Italia ottenendo però scarsi risultati.
    Gli ultimi lampi di classe del Pirata furono al Giro d'Italia 2003 dove lottò testa a testa con i migliori giungendo quattordicesimo nella classifica generale. Durante la tappa del Monte Zoncolan reagì allo scatto di Gilberto Simoni, che aveva staccato tutti. Pantani si mise all'inseguimento e l'unico a reggere il suo ritmo fu Stefano Garzelli. Per le energie spese però calò nel finale e arrivò quinto. Nella tappa di Cascata del Toce fece il suo ultimo scatto a 3 km dall'arrivo venendo ripreso da Simoni e finendo ottavo.
    Nonostante l'episodio della squalifica a causa dei valori troppo alti dell'ematocrito, Pantani rimase popolare tra i suoi ammiratori, che non smisero mai di osannarlo e che preferivano pensare al grande scalatore del passato, ai suoi attacchi esplosivi sulle montagne che rendevano eccitante la corsa.
    Il 21 giugno 2003 Pantani entrò in una clinica del Nord Italia specializzata nella cura della depressione e della dipendenza da alcol, uscendone ai primi di luglio per continuare le cure con i medici personali. Nel 2003 iniziarono anche a girare le voci di una possibile tossicodipendenza favorita dalla grave depressione.
    Morte
    Il 14 febbraio 2004, Marco Pantani fu trovato morto nella stanza D5 del residence "Le Rose" di Rimini. L'autopsia rivelò che la morte era stata causata da un arresto cardiaco, conseguente a un'overdose di cocaina.
    L'autopsia sul corpo del campione dopo la tragica morte ha escluso qualsiasi assunzione di sostanze dopanti al di fuori della cocaina stessa, assunta comunque in un periodo in cui non gareggiava (considerata sostanza dopante che può incrementare la resa atletica poco dopo l'assunzione, ma molto limitante per atleti in periodi di astinenza).
    La morte di Pantani lasciò sgomenti tutti gli appassionati delle due ruote, per la perdita di un grande corridore; uno degli sportivi italiani più popolari del dopo guerra, protagonista nel bene e nel male di tante imprese.
    Per ricordare le sue doti di scalatore, dal 2004 il Giro d'Italia assegna ogni anno ad una salita (la più "rappresentativa") il titolo "Montagna Pantani", onore concesso fino allora solo al Campionissimo Fausto Coppi, con la "Cima Coppi" (il passo più alto percorso dal Giro). Nel 2004 la salita è stata il Mortirolo, nel 2005 il Passo delle Erbe, nel 2006 di nuovo il Mortirolo, nel 2007 la salita che giunge al Santuario di Oropa, dove Pantani vinse al Giro del 1999. Nel 2008 ancora una volta il Mortirolo, nella tappa del 31 maggio.
    Palmarès
    1994 (2 vittorie)


    2 tappe al Giro d'Italia

    1995 (3 vittorie)

    1 tappa al Giro della Svizzera
    2 tappe al Tour de France

    1997 (7 vittorie)

    Eliminazione Circuito di Bologna
    Classifica finale Circuito di Bologna
    Rominger Classic
    Criterium di Pijnacker
    Due ruote per Carpi
    2 tappe al Tour de France

    1998 (19 vittorie)

    1 tappa alla Vuelta a Murcia
    Criterium di Bologna
    Classifica finale Attraverso Losanna
    1a e 2a prova Attraverso Losanna
    Ole Ritter Classic
    Criterium di Surhuisterveen
    Criterium di Chateaulin
    Criterium di L'Aquila
    Criterium Luxemburgo
    Rominger Classic
    Classifica finale Criterium Comunidad de Valencia
    Classifica finale Giro d'Italia
    2 tappe al Giro d'Italia
    Premio Azzurra d'Italia
    Classifica finale Tour de France
    2 tappe Tour de France

    1999 (8 vittorie)

    Classifica finale Vuelta a Murcia
    1 tappa Vuelta a Murcia
    1 tappa alla Settimana Catalana
    Classifica finale Coppa Italia a Squadre
    4 tappe al Giro d'Italia

    2000 (4 vittorie)

    Criterium di Stiphout
    Criterium Acht van Chaam
    2 tappe al Tour de France

    Altri successi
    1994

    Classifica giovani al Tour de France

    1995

    Classifica giovani al Tour de France

    1998

    Classifica Gran Premio della Montagna alla Vuelta a Murcia
    Classifica del Gran Premio della Montagna al Giro d'Italia

    1999

    Classifica Gran Premio della Montagna alla Vuelta a Murcia

    Le biciclette utilizzate
    Carrera (1992/1996)
    Wilier Triestina (1997)
    Bianchi (1998/2001)
    Wilier Triestina (2002)
    Carrera (2003)
    Riconoscimenti
    Velo d'Or: 1998
    Mendrisio d'Oro: 1998
    Canzoni e dediche
    Marco Pantani ha cantato la sigla televisiva dell'edizione 1996 del Giro d'Italia.
    I Litfiba hanno dedicato a Marco Pantani la canzone Prendi in mano i tuoi anni, pubblicata nel 1999 nell'album Infinito. A differenza di tutte le altre (avvenute dopo la morte del ciclista), questa dedica è stata fatta quando Pantani era ancora all'apice della sua carriera, prima della squalifica del 1999.
    Gli Stadio hanno scritto appositamente per lui E mi alzo sui pedali integrando il testo della canzone con alcuni pensieri scritti dallo stesso Marco Pantani su fogliettini trovati sparsi nella stanza accanto al suo cadavere.
    I Nomadi hanno dedicato al corridore romagnolo la canzone L'ultima salita presente nell'album Con me o contro di me uscito nel febbraio 2006.
    Riccardo Maffoni ha dedicato a Marco la canzone Uomo in fuga, pubblicata nell'anno 2004 nell'album Storie di chi vince a metà.
    Francesco Baccini ha scritto la canzone In fuga dedicata al pirata, pubblicata nell'album Stasera teatro.
    Claudio Lolli ha pubblicato la canzone Le rose di Pantani (testo di Gianni D'Elia) nell'album La scoperta dell'America del 2006.
    Antonello Venditti nell'album Dalla pelle al cuore del 2007, cita il pirata nel brano Tradimento e Perdono, insieme a altri campioni come Agostino di Bartolomei (cui è dedicata la canzone) e al cantante Luigi Tenco suicidatosi a Sanremo nel 1967.
    Il gruppo rock francese Les Wampas ha reso omaggio al ciclista scomparso nell'album Rock'n'Roll Part 9, pubblicato nel 2006, con la canzone Rimini.
    Francesco Bejor gli ha dedicato la canzone Dove osano i pirati.
    Note

      ^ Gianni Mura. «Pantani trovato morto in un residence». ricerca.repubblica.it , 15-02-2004 (consultato in data 15-10-2008).
      ^ «Pantani: "Sono pulito - Non so cosa sia successo"». www.repubblica.it , 09-06-1999 (consultato in data 15-10-2008).
      ^ «Gino Bartali: la vita, le imprese, le polemiche». .
      ^ Lance Armstrong parla di Marco Pantani. URL consultato il 03-01-2008.
      ^ Pier Augusto Stagi. «Morto Gaul, appiattiva le montagne». www.ilgiornale.it , 07-12-2005 (consultato in data 03-01-2008).
      ^ Gianni Mura. «Pantani eroe del Tour». ricerca.repubblica.it , 20-07-1997 (consultato in data 15-10-2008).
      ^ Tour de France 1998 - quindicesima tappa. www.sitodelciclismo.net. URL consultato il 03-10-2008.
      ^ a b c d e Dario Ceccarelli. Quattro anni dalla morte di Pantani: ricordo di un campione infelice. www.ilsole24ore.com. URL consultato il 03-10-2008.
      ^ Ed ora luce su Campiglio - Vallanzasca: Pantani fu incastrato. www.cicloweb.it. URL consultato il 03-10-2008.
      ^ Gianni Mura. «Pantani risorge sul Ventoux». ricerca.repubblica.it , 14-07-2000 (consultato in data 15-10-2008).
      ^ Gianni Mura. «Pantani, impresa da Pirata al Tour stacca tutti sulle Alpi». ricerca.repubblica.it , 17-07-2000 (consultato in data 15-10-2008).
      ^ a b Gianni Mura. «Pantani, fine dell'avventura». ricerca.repubblica.it , 19-07-2000 (consultato in data 15-10-2008).
      ^ «Pantani dimesso dalla clinica». ricerca.repubblica.it , 04-07-2003 (consultato in data 15-10-2008).

    Bibliografia
    Beppe Conti, Marco Pantani. Una vita da Pirata (Sperling & Kupfer, 2004)
    Manuela Ronchi, Gianfranco Josti, Un uomo in fuga. La vera storia di Marco Pantani (Rizzoli, 2004, ISBN 8817003670)
    Stefano Fiori, Pantani vive (2004)
    Andrea Rossini, Ultimo chilometro (I libri del Corriere Romagna 2004)
    Fabio Marzaglia, Appena sotto il cielo (Bradipolibri Editore, Torino 2005, ISBN 8888329609)
    Pier Bergonzi, Davide Cassani, Ivan Zazzaroni, Pantani. Un eroe tragico (Mondadori, 2005)
    Salima Barzanti, Marco Pantani mito e tragedia. (I libri di Pipinè 2006)
    Philippe Brunel, Vie et mort de Marco Pantani, Grasset, 2007, ISBN 2246675219
    Tonina Pantani con Enzo Vicennati, "Era mio figlio", Mondadori, 2008
    Altri progetti
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