Marco Follini (56)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 26 Settembre 1954
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Roma (RM)
  • Nazione: Italia
  • Marco Follini in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Marco Follini
  • Wikipedia: Marco Follini su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Giuseppe Follini detto Marco (Roma, 26 settembre 1954) è un politico e giornalista italiano. È stato un esponente di spicco dell'UDC, che ha abbandonato per fondare il movimento politico Italia di Mezzo, confluito nel processo costituente del Partito Democratico.

    Esordio in politica con la Democrazia cristiana
    La sua esperienza politica inizia tra le file della Democrazia Cristiana, del cui movimento giovanile è segretario nazionale dal 1977 al 1980.
    Successivamente viene promosso alla direzione nazionale del partito, dove lavora per sei anni, dall'1980 all'1986, durante i governi di Forlani, Spadolini e Fanfani.
    Esce quindi dalla direzione di partito per entrare nel consiglio di amministrazione della RAI, dove rimane fino al 1993.


    Adesione al centro-destra
    Al momento dello scioglimento della Democrazia Cristiana, è fra i dirigenti favorevoli ad un'alleanza moderata di centrodestra, seguendo le orme di Pier Ferdinando Casini nella fondazione del Centro Cristiano Democratico (CCD), che darà vita alle coalizioni del Polo delle Libertà e Polo del Buon Governo.
    Dal 1995 al 2001, Follini è membro della direzione nazionale del CCD guidato da Casini. Quando il partito partecipa alla costituzione della nuova alleanza di centro-destra (la Casa delle Libertà) che vince le elezioni, e Casini viene eletto presidente della Camera dei Deputati, Follini assume la presidenza del CCD. Mantiene la carica fino al termine della storia politica del partito, determinata dalla confluenza nel nuovo soggetto centrista dell'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (UDC).
    All'atto della costituzione del partito, con il primo congresso nazionale (dicembre 2002), Follini viene eletto segretario dell'UDC. Nel corso della sua attività, il partito raggiunge risultati ragguardevoli, toccando il ciglio del 6% dei consensi a livello nazionale.
    Dal 2 dicembre del 2004 al 15 aprile 2005 ricopre la carica di vicepresidente del Consiglio nel secondo governo Berlusconi, ed è uno dei promotori del rinnovamento nella coalizione di governo dopo la palese sconfitta maturata alle elezioni regionali del 2005, che porterà alla costituzione di un nuovo esecutivo (il terzo governo Berlusconi, di cui Follini sceglierà di non entrare a far parte per dedicarsi all'attività di partito).
    Secondo alcune fonti, durante questo periodo si sarebbero verificati vari episodi di conflitto tra Follini e il presidente Berlusconi il quale, ancora più che a Casini, addebita a lui un surrettizio ostruzionismo che avrebbe prodotto un rallentamento della spinta riformatrice in direzione del liberismo economico e della revisione delle strutture dello Stato.
    Inaspettatamente, il 15 ottobre 2005, con un breve intervento alla direzione nazionale del partito, Marco Follini presenta le sue dimissioni dalla carica di segretario dell'UDC. L'episodio avviene all'indomani dell'approvazione dalla Camera dei Deputati della nuova legge proporzionale, una legge sollecitata dalla stessa UDC, ma non proprio nella misura in cui la richiedeva Follini. Dice infatti:
    Follini sostiene che con questa nuova legge si apre una stagione nuova per la politica italiana e "non esistono uomini per tutte le stagioni". Da qui le sue dimissioni, "conseguenza inevitabile" dell'attuale situazione.
    Dopo le elezioni politiche del 2006 (nelle quali Follini viene eletto senatore), insieme a Bruno Tabacci e ad altri esponenti del partito, è però tornato a esprimere con energia il suo dissenso rispetto alla linea politica dell'UDC, che egli ritiene succube nei confronti di Silvio Berlusconi. Follini e Tabacci hanno auspicato un cambiamento nella guida della coalizione.
    Il dissenso si è manifestato anche in occasione dell'elezione del nuovo presidente della repubblica (Follini e Tabacci hanno votato per Giorgio Napolitano) e della campagna per il referendum costituzionale del 2006 (in cui Follini ed i suoi amici sono attivamente impegnati per il NO, poi risultato vincente).
    Passaggio al centro-sinistra
    Nell'estate 2006, sostiene che l'UDC debba dichiarare conclusa l'esperienza della Casa delle Libertà:
    Il 18 ottobre 2006 ha annunciato, assieme al deputato Riccardo Conti, la sua uscita dal gruppo parlamentare dell'UDC a favore del gruppo misto accusando i suoi ex-compagni di aver, negli ultimi mesi, "abbaiato poco e morsicato molto meno" .
    Follini ha fondato e diretto la fondazione culturale Formiche. Ha poi fondato il movimento politico denominato Italia di mezzo.
    Il 2 marzo 2007 ha votato a favore della fiducia al Governo Prodi II, rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La scelta di votare a favore del governo di centro sinistra, secondo quanto dichiarato in un'intervista al Corriere della sera del 24 febbraio 2007, è dovuta alla riprogrammazione da parte dell'esecutivo di Prodi, che ha fissato il proprio programma nel conseguimento di 12 specifici punti.
    Nello stesso periodo, il governo di centro-sinistra ha confermato sua moglie, l'architetto Elisabetta Spitz, alla dirigenza dell'Agenzia del Demanio.
    Il 22 maggio 2007 è entrato a far parte del Comitato 14 ottobre, il gruppo promotore di 45 componenti incaricato dell'elaborazione delle linee guida per la nascita del nuovo Partito Democratico.
    Dall'11 giugno 2007 aderisce al gruppo L'Ulivo del Senato della Repubblica.
    Il 26 novembre 2007, il segretario Walter Veltroni lo ha nominato responsabile nazionale per le Politiche dell'informazione del Partito Democratico. In questi stessi mesi inizia la collaborazione con Il Riformista, quotidiano per il quale tiene una rubrica settimanale.
    Alle elezioni politiche dell'aprile 2008 è stato rieletto al Senato per il quale era candidato in Campania come capolista del Partito Democratico. Nella Camera alta è stato eletto presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari.


    Riferimenti e note


      ^ (IT) la Repubblica.it Marco Travaglio. «Carta Canta - Il Partito del Popolo delle Libertà». , 20-11-2007. descrive un colloquio che sarebbe avvenuto l'11 luglio 2004 durante una verifica di governo, di cui si riportano le parole:

      Silvio Berlusconi: "Parliamo della par condicio: se non abbiamo vinto le elezioni, caro Follini, è colpa tua che non l'hai voluta abolire".

      Marco Follini: "Io trasecolo. Credevo che dovessimo parlare dei problemi della maggioranza e del governo".

      Berlusconi: "Non far finta di non capire, la par condicio è fondamentale. Capisco che tu non te ne renda conto, visto che sei già molto presente sulle reti Rai e Mediaset".

      Follini: "Sulle reti Mediaset ho avuto 42 secondi in un mese".

      Berlusconi: "Non dire sciocchezze, la verità è che su Mediaset nessuno ti attacca mai".

      Follini: "Ci mancherebbe pure che mi attacchino".

      Berlusconi: "Se continui così, te ne accorgerai. Vedrai come ti tratteranno le mie tv".

      Follini: "Voglio che sia chiaro a tutti che sono stato minacciato".
      ^ Follini lascia e sferza il partito - L'Avvenire, 16 ott 2005 - Citazione da conferenza stampa
      ^ Marco Follini lascia l'UDC: "Abbaia ma non morde" - La Gente d'Italia, 19 ott 2006
      ^ Follini lascia l'Udc e fonda nuovo movimento - Il Corriere della Sera, 10 ott 2006
      ^ "Ecco perché scelgo di sostenere il premier" - Intervista al Corriere della sera, 24 feb 2007

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