Manlio Scopigno (1925-1993)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1993
  • Data di nascita: 20 Novembre 1925
  • Professione: Allenatore
  • Luogo di nascita: Paularo (UD)
  • Nazione: Italia
  • Manlio Scopigno in Rete:

  • Wikipedia: Manlio Scopigno su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Manlio Scopigno (Paularo, 20 novembre 1925 – Rieti, 25 settembre 1993) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, famoso per aver vinto lo scudetto con il Cagliari nel 1970.
    Carriera
    Cresciuto a Rieti, dove si trasferisce con la famiglia dopo che il padre, Guardia Forestale, venne inviato lì, rimane sempre legato alla cittadina laziale.
    Gioca in Serie C con il Rieti nel ruolo di terzino, dimostrando uno stile di gioco diverso da quello deciso e a volte rude dei difensori del tempo. Milita poi in Serie B, nelle file della Salernitana. La sua carriera nsi interrompe bruscamente tre anni dopo quando, al passaggio al Napoli, è vittima di un terribile incidente (rottura dei legamenti del ginocchio, infortunio all'epoca senza rimedio) durante la sfida casalinga col Como, per ironia della sorte pochi istanti dopo aver segnato la sua unica rete in Serie A
    Iniziò ad allenare nelle serie minori, diventando poi amico dell'allenatore del Lanerossi Vicenza Roberto Lerici, conosciuto ad un corso per allenatori. Diventato secondo dell'allenatore biancorosso, nella stagione 1961-62 Lerici è esonerato ma consiglia i dirigenti a dare la panchina a Scopigno. Rimane a Vicenza fino al 1965 ottenendo due ottimi piazzamenti, un sesto ed un settimo posto, portando il Vicenza fra le migliori provinciali.
    Passato al Bologna, vive una stagione sfortunata venendo esonerato e poi chiamato al Cagliari nell'estate 1966. Nonostante il sesto posto finale la dirigenza preferisce sollevarlo dall'incarico affidando la panchina ad Ettore Puricelli.
    Scopigno passa quindi la stagione 1967-1968 ufficialmente da disoccupato. In realtà il tecnico friulano è regolarmente stipendiato dall'Inter affinché sia disponibile alla sostutizione del bizzoso Helenio Herrera, ormai al termine della sua avventura sulla panchina nerazzurra. All'inizio della stagione 1968-1969 torna alla guida del Cagliari.
    Nel giro di pochi anni guida la squadra sarda ai vertici del calcio italiano con il secondo posto nel 1969 e soprattutto lo storico scudetto del 1970, il capolavoro della sua carriera, anche se non può sedersi in panchina per buona parte del girone di ritorno a causa di una squalifica di cinque mesi per offese ad un guardalinee.
    Dopo la conquista del titolo di Campione d'Italia resta altri due anni in Sardegna, quindi dopo un anno sabbatico viene ingaggiato dalla Roma per la stagione 1973-1974, ma abbandona la panchina dopo solo sei giornate, forse dopo aver verificato di non poter reggere la pressione di una piazza molto più esigente di Cagliari.
    La stagione successiva accetta, a campionanto in corso, di subentare ad Ettore Puricelli sulla panchina del Lanerossi Vicenza coinvolto nella lotta per non retrocedere. Il campionato si conclude con la retrocessione della squadra veneta. Scopigno resta alla guida dei biancorossi anche la stagione successiva in Serie B alla ricerca di un immediato ritorno nella massima serie, ma l'esito è deludente e complice una malattia che lo costringe a letto per mesi, Scopigno lascia la panchina con il Lanerossi in zona retrocessione (a fine stagione i veneti otteranno una sofferta salvezza). Da allora nonostante non si sia mai ufficialmente "ritirato" non viene più ingaggiato come allenatore
    Dopo avere superato le conseguenze di un primo infarto, Scopigno scompare nel 1993, all'ospedale di Rieti, vittima di un secondo arresto cardiaco.
    In suo onore si gioca il torneo "Memorial Scopigno", in cui si ricorda anche il fratello Loris, anch'egli sportivo e calciatore.
    Nel 2005 è stato a lui intitolato lo stadio "Centro d'Italia" di Rieti.
    Nello stadio Sant'Elia di Cagliari, che fu aperto subito dopo il campionato dello scudetto, è a lui dedicata la tribuna d'onore.


    Personaggio singolare, soprannominato il "filosofo" per la sua visione disincantata del calcio e della vita, anticonformista, dissacrante, ironico e sempre con la battuta pronta, si dimostrò un allenatore innovatico cercando continuamente il dialogo coi propri calciatori, abolendo i ritiri pre-partita e allestendo formazioni compatte, dinamiche, con molti giocatori in grado di ricoprire più ruoli.
    Palmarès allenatore
    Campionati italiani: 1
    Cagliari (1969/70)


    Altri progetti
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