Luigi Sturzo (1871-1959)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1959
  • Data di nascita: 26 Novembre 1871
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Caltagirone (CT)
  • Nazione: Italia
  • Luigi Sturzo in Rete:

  • Sito Non Ufficiale: Un sito non ufficiale su Luigi Sturzo
  • Wikipedia: Luigi Sturzo su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Don Luigi Sturzo (Caltagirone, 26 novembre 1871 – Roma, 8 agosto 1959) è stato un sacerdote e politico italiano.

    Biografia
    Ordinato sacerdote il 19 maggio 1894, ottenne la laurea in teologia a Roma nel 1896. Fondò il giornale di orientamento politico-sociale "La croce di Costantino" nel 1897. Nel 1900 fu visto tra i fondatori della Democrazia Cristiana Italiana (movimento democratico-cristiano) ma in realtà aveva pure rifiutato la tessera del partito, guidato da Romolo Murri. Nel 1919 fondò il Partito Popolare Italiano, del quale divenne segretario politico.
    Pro-sindaco di Caltagirone dal 1905 al 1920, Sturzo rese il PPI un partito molto influente della politica italiana ed un suo voto impedì a Giovanni Giolitti di prendere il potere nel 1922, permettendo così l'insediamento di Luigi Facta.
    Si oppose al fascismo e dovette per tale motivo lasciare gli incarichi nel partito e rifugiarsi (dal 1924) prima a Londra e poi a New York. Difese la libera iniziativa con l'argomento della economicità e della libertà.
    Dopo la seconda guerra mondiale non svolse un ruolo dominante nella scena politica italiana, ma venne nominato senatore a vita il 17 dicembre 1952 dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi per «altissimi meriti scientifico-sociali»; Sturzo accettò la nomina aderendo al gruppo misto solo dopo aver ricevuto la dispensa da papa Pio XII.
    Il 3 maggio 2002 è stato aperto il processo di beatificazione.
    Pensiero politico
    Tutta l'attività politica di Sturzo è fondata su una questione centrale: dare voce in politica ai cattolici. Sturzo si impegna per dare un'alternativa cattolica e sociale al movimento socialista.
    Per Sturzo i cattolici si devono impegnare in politica, tuttavia tra politica e Chiesa deve esserci assoluta autonomia. La politica, essendo complessa, può essere mossa da princìpi cristiani, ma non si deve tornare alla vecchia rigidità e all'eccessivo schematismo del passato. Il Cristianesimo è, insomma, la principale fonte di ispirazione, ma non l'unica.
    La società deve saper riconoscere le aspirazioni di ogni singolo individuo: “la base del fatto sociale è da ricercarsi nell'individuo” e l'individuo viene prima della società; la società è socialità: si fonda, cioè, su libere e coscienti attività relazionali.
    Sturzo è contrario ad una società immobile ed il movimento è dato dalle relazioni interindividuali tra le persone; la società non deve essere un limite alla libertà dell'individuo. Non può essere, tuttavia, definito iperindividualista. All'interno di questo schema sociale multiforme la religione non può essere strumento di governo. Il cristianesimo ha dato qualcosa ad ogni corrente politica, quindi nessuno può dire di possedere il monopolio della verità religiosa.
    L'individuo deve scegliere da sé se seguire la propria coscienza di buon cittadino o di credente; non è la Chiesa che deve indirizzarlo nell'atto della scelta, la quale attiene strettamente alla sfera individuale del singolo.
    Il PPI nasce perciò come aconfessionale: la religione può influenzare, ma non imporre. In questo modo si palesa una concezione liberale del partito.
    In economia Sturzo non è un liberale classico, ma da un lato denuncia il capitalismo di Stato che ritiene dilapidatore di risorse, e dall'altro rimane convinto della possibilità di interventi dello Stato in economia, anche se per un tempo breve e finalizzato ad un risultato. Il suo faro è la centralità della persona, non delle masse; è un fautore dello stato minimo e censura già all'epoca l'eccessivo partitismo. Si dichiara, inoltre, ostile a una concezione statale panteistica.
    In questo modo fonda il Popolarismo, dottrina politica autonoma e originale, che non è altro che la messa in pratica della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica, arrichita dal suo pensiero e lavorio, spesso profetica e -pur essendo prettamente pragmatica- profondamente intessuta eticamente.
    Sturzo fu avversario del centralismo di Giolitti, di Mussolini, ma anche del primo impianto dell'Italia repubblicana, trovando sbagliata l'assenza del regionalismo, necessario per concedere ampia autonomia individuale.
    Fu un grande amante della scrittura storica.
    Voci correlate
    Non expedit
    Partito Popolare Italiano (1919-1926)
    Dimissione di Don Sturzo dal PPI
    Ma le mie dimissioni favoriranno la dittatura (lettera del 1923)
    Partito Popolare Europeo
    Democrazia Cristiana
    Romolo Murri
    Calatino
    Caltagirone
    Istituto di Sociologia "Luigi Sturzo" di Caltagirone
    Altri progetti
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Luigi Sturzo
    Collegamenti esterni
    Istituto Luigi Sturzo
    Progetto Sturzo
    Luigi Sturzo, L'État totalitaire (1938)


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