Lucio Fulci (1927-1996)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1996
  • Data di nascita: 7 Giugno 1927
  • Professione: Regista
  • Luogo di nascita: Roma (RM)
  • Nazione: Italia
  • Lucio Fulci in Rete:

  • Sito Non Ufficiale: Un sito non ufficiale su Lucio Fulci
  • Wikipedia: Lucio Fulci su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Lucio Fulci sul set di ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà
    Lucio Fulci (Roma, 7 giugno 1927 – Roma, 13 marzo 1996) è stato un regista, sceneggiatore, attore, produttore cinematografico e scrittore italiano, nonché autore di classici della musica leggera italiana, quali 24.000 baci e Il tuo bacio è come un rock, entrambe portate al successo da Adriano Celentano.
    Inizialmente al lavoro con film comici e gialli, si dedicò alla fine degli anni settanta al genere horror, realizzando film come ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà, Paura nella città dei morti viventi e Zombi 2, che gli fecero guadagnare dai critici cinematografici francesi la nomea di poeta del macabro e Godfather of gore. I film sono stati rivalutati in anni recenti dalla critica italiana, e sono considerati dei capisaldi del genere splatter. Inoltre sono stati omaggiati da registi internazionali, tra i quali Quentin Tarantino e Robert Rodriguez, che hanno inserito nelle loro pellicole varie citazioni dei film di Fulci.
    Fulci si considerava un "terrorista dei generi", poiché dirigendo un classico film di genere (sia esso una commedia, un horror, un thriller o uno spaghetti western) vi inseriva temi e stili personali, cercando di provocare e scioccare lo spettatore.

    Biografia
    Gli inizi
    Lucio Fulci nacque a Roma, nel quartiere popolare di Trastevere. La madre, Lucia, una donna siciliana, si innamorò di un uomo, ma la sua famiglia si oppose alla relazione. La donna quindi lasciò la famiglia e raggiunse l'uomo a Roma. I due si separarono prima che nascesse il futuro regista.
    Lucio Fulci frequentò il Convitto Nazionale, quindi per tre anni si recò a Venezia, per frequentare il Collegio Navale. Lì giocò anche a calcio, nel ruolo di portiere, nelle giovanili del Venezia, e diventò noto nell'ambiente per aver parato un calcio di rigore a Valentino Mazzola. Tornato a Roma, si iscrisse al Liceo Ginnasio Statale "Giulio Cesare" e iniziò a frequentare ambienti intellettuali ruotanti attorno al Partito Comunista Italiano.
    Terminato il liceo, Fulci iniziò a interessarsi di arte, musica e cinema. La madre però avrebbe preferito che si iscrivesse all'università. Per accontentare la madre, Fulci si iscrisse così alla facoltà di medicina, non terminando però gli studi. Successivamente si iscrisse a Lettere e filosofia, ottenendo la laurea.
    Fulci iniziò a frequentare il Gruppo Arte Sociale, fondato da alcuni pittori quali Renzo Vespignani, quindi iniziò a collaborare con Il Messaggero di Roma. Successivamente iniziò a scrivere per la Gazzetta delle Arti.
    Lucio Fulci in Luca il contrabbandiere
    Dato che i rapporti con la madre si fecero problematici, Fulci andò a vivere insieme a Vespignani, e iniziò a fare diversi lavori, tra cui anche il presentatore negli spettacoli di un fachiro.
    L'ingresso nel mondo del cinema avvenne grazie a una delusione d'amore. Dopo essere stato lasciato, Fulci infatti decise di iscriversi al Centro Sperimentale di Cinematografia. All'esame finale del CSC, sfidò Luchino Visconti, allora presidente della commissione d'esame, facendogli notare tutte le inquadrature che esso aveva preso da Jean Renoir per realizzare Ossessione.
    Dopo l'attentato a Palmiro Togliatti, Fulci venne arrestato per aver manifestato davanti alla sede del PCI e condannato a tre mesi di carcere con la condizionale. Dopo questo fatto, la madre decise di far rientrare il figlio a casa.
    Fulci esordì nel cinema nel 1950, dirigendo la seconda unità di Gli ultimi giorni di Pompei, diretto da Marcel L'Herbier e Paolo Moffa, quindi realizzò tre documentari per la Settimana Incom: Una lezione di sistema con Fulvio Bernardini, Il sogno di Icaro e Pittura italiana del dopoguerra.
    Mauro Bolognini lo presentò a Steno, che, dopo averne discusso con Totò, lo prese in qualità di aiuto regista. Con Steno e Totò, Fulci iniziò una duratura collaborazione che lo portò a scrivere una quindicina di sceneggiature, tra le quali quelle di Totò a colori, Totò e le donne, Totò all'inferno e Totò nella luna. Ma Fulci scrisse anche le sceneggiature di film divenuti dei classici della commedia all'italiana, come Un giorno in pretura, in cui inventò il personaggio di Nando Meniconi, riproposto poi in Un americano a Roma.
    Le commedie e i musicarelli
    L'esordio nella regia avvenne nel 1959, con I ladri, una commedia interpretata da Totò, che volle Fulci alla regia e per ottenere questo accettò di interpretare una piccola parte nel film. Poco dopo, però, i rapporti tra i due si ruppero a causa di una donna. Fulci dichiarò successivamente che accettò la regia de I ladri perché si trovava in gravi difficoltà economiche, e che avrebbe preferito continuare a fare lo sceneggiatore. Inoltre dichiarò: «Io mi ritengo un errore di Totò. Ero tanto felice come sceneggiatore e mi toccò esordire alla regia».
    Fulci quindi diresse il suo primo musicarello, I ragazzi del Juke-Box, interpretato da Adriano Celentano, Mario Carotenuto, Tony Dallara e Fred Buscaglione, che lanciò Celentano come attore. Nel 1960, Fulci diresse un altro musicarello, Urlatori alla sbarra, interpretato nuovamente da Celentano con Joe Sentieri e Mina, che lanciò la canzone 24.000 baci.
    Negli anni sessanta, Fulci conobbe, in un Festival dell'avanspettacolo, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e, pur non essendo il primo a scoprirli, lanciò definitivamente il loro celebre duo, Franco e Ciccio, disponendo che Ciccio doveva essere il serio e il colto, mentre Franco doveva essere la spalla e lo stupido. Fulci in pochi anni diventò il regista preferito dal duo, dirigendo per la coppia una dozzina di film. Il primo fu I due della legione. Fulci diresse per il duo alcune parodie di grande successo, come 002 agenti segretissimi, I due parà e I due pericoli pubblici, fino a Il lungo, il corto, il gatto, che fu l'ultimo film del duo diretto da Fulci.
    Nella fase delle commedie, Fulci diresse anche altri celebri attori della commedia all'italiana, come Raimondo Vianello, Vittorio Caprioli e Franca Valeri.
    Edwige Fenech in La pretora, suo primo nudo integrale
    Fulci tornò alla commedia nel 1972, dirigendo All'onorevole piacciono le donne - Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia (1972), interpretato da Lando Buzzanca, che venne ostacolato dalla censura e dalla Democrazia Cristiana, poiché il protagonista, interpretato da Buzzanca, alludeva esplicitamente alla figura dell'allora presidente del Consiglio Emilio Colombo. Nel 1975 diresse una parodia horror, Il cav. Costante Nicosia demoniaco ovvero: Dracula in Brianza, nuovamente interpretato da Lando Buzzanca e scritto da Pupi Avati e Bruno Corbucci.
    Nel 1976 diresse la sua ultima commedia, La pretora, che presenta il primo nudo integrale di Edwige Fenech.
    Gli spaghetti western
    Nel 1966 Fulci decise di cambiare genere, in quanto non voleva essere ricordato solamente come "il regista di Franco e Ciccio", e diresse quindi il suo primo spaghetti western, Le colt cantarono la morte e fu... tempo di massacro. Interpretato da Franco Nero, Nino Castelnuovo e George Hilton e scritto da Fernando Di Leo, è considerato uno dei western italiani più violenti di sempre. Il regista definì il film artaudiano, riferendosi al celebre "teatro della crudeltà" teorizzato dal commediografo francese Antonin Artaud. Inoltre questo film è fondamentale nella carriera di Fulci, poiché segna il suo primo incontro con la violenza e la crudeltà.
    Fulci tornò al western nel 1973, dirigendo Zanna Bianca e il sequel Il ritorno di Zanna Bianca (1974), due film tratti dal romanzo di Jack London che riscossero un ottimo successo tra il pubblico.
    Nel 1975 diresse I quattro dell'apocalisse, spaghetti western tardo e crepuscolare, considerato ancora più violento e feroce di Le colt cantarono la morte e fu... tempo di massacro. Interpretato da Tomas Milian, il film presenta infatti scene splatter, come uno sceriffo scuoiato vivo, stupri e persino una scena di cannibalismo. Per questi motivi il film fu uno dei pochi spaghetti-western ad essere vietato ai minori di 18 anni.
    Nel 1978 diresse Sella d'argento, interpretato da Giuliano Gemma, un western classico senza scene estreme di violenza, dedicato alle famiglie.
    I gialli
    Nel 1969 Fulci cambiò ancora una volta genere, dirigendo il suo primo giallo, Una sull'altra, interpretato da Marisa Mell e Jean Sorel. Ispirato a La donna che visse due volte, è un giallo classico, senza scene violente ma con scene erotiche molto spinte per l'epoca.
    Una scena di Una sull'altra, primo giallo di Fulci
    Sempre nel 1969, Fulci diresse Beatrice Cenci, dramma storico ispirato alla vera vicenda della nobildonna romana giustiziata nel 1599, che evidenzia i momenti violenti ed erotici della vicenda. Considerato uno dei migliori film del regista, è anche il suo film "maledetto", poiché quell'anno sua moglie si suicidò e l'anno seguente morì anche sua madre.
    Nel 1971 diresse Una lucertola con la pelle di donna, suo primo giallo estremo, erotico ed onirico, interpretato da Florinda Bolkan e da Jean Sorel.
    Nel 1972 fu la volta di Non si sevizia un paperino, interpretato da Florinda Bolkan, Tomas Milian e Barbara Bouchet, sconvolgente giallo da molti considerato il capolavoro del regista.
    Nel 1977 girò Sette note in nero, più misurato nella violenza rispetto agli altri gialli del regista ma forse ancor più estremo negli aspetti onirici e psicologici.
    Fulci approdò al giallo italiano, genere allora molto in voga grazie al successo dei film diretti da Dario Argento, e lo propose in una chiave cupa ed onirica, distinguendosi subito dagli altri registi del genere per lo stile personale e una violenza a tratti eccessiva.
    I fantasy e i post-atomici
    Fulci si cimentò anche nei genere fantasy e post-atomico, dirigendo I guerrieri dell'anno 2072, ispirato a 1997: fuga da New York, e Conquest, ispirato a Conan il barbaro. Entrambi i film presentano scene horror.
    Gli horror
    La famosa scena dell'occhio di Zombi 2
    La svolta definitiva per il regista arrivò nel 1979, per puro caso, quando fu chiamato a dirigere al posto di Joe D'Amato ed Enzo G. Castellari Zombi 2, che nelle intenzioni dei produttori doveva essere una copia di Zombi di George Romero, e invece diventò un film molto personale, che lanciò Fulci come maestro dello splatter. La scena nella quale a Olga Karlatos viene perforato un occhio con un pezzo di legno è entrata negli annali del cinema horror, per la sua violenza estrema e sconvolgente.
    Una scena di Paura nella città dei morti viventi, poi citata da Quentin Tarantino in Kill Bill vol.1
    Da quel momento in poi il regista diresse in gran parte film horror, come Paura nella città dei morti viventi, Quella villa accanto al cimitero e ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà, che riscossero un grande successo di pubblico e posero Fulci come principale rivale di Dario Argento.
    Con questi film Fulci si guadagnò la nomea di terrorista dei generi e poeta del macabro. Anche nell'horror Fulci scardinò le regole e mostrò immagini splatter mai viste prima di allora nei cinema italiani, prediligendo trame a tratti surreali, senza alcuna spiegazione logica, visualizzate tramite sequenze scioccanti e iperviolente.
    La riuscita di questi film è dovuta anche ai collaboratori abituali del regista, come Dardano Sacchetti alla sceneggiatura, Sergio Salvati alla fotografia, Vincenzo Tomassi al montaggio, Giannetto De Rossi al trucco e agli effetti speciali e a un produttore che lasciava Fulci molto libero, come Fabrizio De Angelis. Questo periodo iniziale di horror, che va dal 1979 al 1982, è conosciuto anche come il periodo degli horror della Fulvia, dal nome della casa di produzione, ed è costituito da Zombi 2, L'Aldilà, Quella villa accanto al cimitero, Black Cat (Gatto nero), Lo squartatore di New York e Manhattan Baby.
    Nel 1980 Fulci diresse Luca il contrabbandiere, noir iperviolento che presenta scene degne dei suoi horror: colpi di pistola che sfondano il volto, una donna torturata con la fiamma ossidrica, coltellate che squarciano il petto.
    La malattia e gli ultimi lavori
    La scena finale del film ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà
    Nel 1984, dopo aver diretto il giallo Murderock – Uccide a passo di danza, un'improvvisa malattia costrinse Fulci a rimanere due anni lontano dai set cinematografici, e il suo ritorno fu segnato soprattutto da pellicole a basso budget girate spesso in condizioni proibitive, ma sempre col suo stile inconfondibile. Nel 1986 tornò dietro la macchina da presa, dirigendo Il miele del diavolo, un dramma morboso ed erotico.
    Particolarmente difficile e complicata si rivelò la lavorazione di Zombi 3: Fulci aveva in mente una versione in 3D, da intitolarsi Zombi 3D, ma il progetto fu abbandonato per gli alti costi della pellicola. Così il regista accettò di dirigere Zombi 3, ma fu costretto ad abbandonare il set a metà delle riprese, a causa della malattia. Il film fu quindi completato da Bruno Mattei e da Claudio Fragasso.
    Tra i film del suo ultimo periodo, vanno ricordati almeno Aenigma, diretto nel 1987, Un gatto nel cervello del 1990, curioso film interpretato dallo stesso Fulci nella parte di se stesso, preda di incubi terribili, che ottenne un successo nell'ambito dell'home video e viene venerato dai fans come piccolo oggetto di culto, La casa nel tempo, girato per la televisione ma mai trasmesso a causa della sua violenza estrema, e Le porte del silenzio del 1992, il suo ultimo film, interpretato da John Savage e prodotto da Joe D'Amato, che non presenta una goccia di sangue ed è una meditazione sulla morte e una sorta di testamento del regista.
    Lucio Fulci morì per un attacco diabetico, mentre stava preparando le riprese del film M.D.C. - Maschera di cera, che avrebbe dovuto segnare il suo ritorno sul grande schermo, grazie ad una produzione di Dario Argento. Il film poi fu diretto da Sergio Stivaletti, seguendo la sceneggiatura scritta dal regista, e dedicato a Fulci.
    Lucio Fulci presenta
    Nel 1988 il produttore Augusto Caminito commissionò a Fulci la supervisione di una serie di film horror, destinati alla televisione. Fulci ne diresse due, Quando Alice ruppe lo specchio e Il fantasma di Sodoma. Ma il progetto si arenò, e i film di Fulci furono trasmessi solo nel 1991, mentre gli altri film uscirono direttamente in videocassetta, l'anno seguente. Fulci inserì alcune scene dei suoi due film in Un gatto nel cervello, opportunamente rimontati e ridoppiati.
    Progetti incompiuti
    Negli anni ottanta Fulci doveva girare alcuni film, che non furono portati a termine. Tra i progetti vi erano Nero Romano, un thriller ambientato ai tempi dell'Impero Romano, Blastfighter, western post-atomico poi diretto da Lamberto Bava, Evil Comes Back, una versione horror de Il postino suona sempre due volte, L'aldilà parte seconda, Zanna Bianca a New York, Un gatto nel cervello 2, e La Mummia.
    Altri lavori
    Fulci ha realizzato anche lavori per la televisione italiana: negli anni sessanta e settanta diresse tre caroselli, mentre nel 1978 diresse il varietà Buonasera con... Franco Franchi e nel 1980 lo sceneggiato Un uomo da ridere.
    Fulci ha pubblicato anche due raccolte di racconti: Le lune nere risale al 1992 e contiene nove racconti, tra cui quelli intitolati Voci dal profondo e Porte dal nulla, dai quali sono stati tratti i film Voci dal profondo e Le porte del silenzio.
    Il secondo libro è Miei mostri adorati, del 1995, contenente sette racconti e vari scritti sul cinema.
    Estetica e stile
    Un classico di Lucio Fulci: il primo piano sugli occhi. Qui dal film Sette note in nero
    Fulci amava trattare temi provocatori, come dimostrano le molte vicissitudini con la censura, e sceglieva finali aperti, circolari o cinici. Inoltre i suoi film dimostrano un'ironia e un sarcasmo a volte macabri. Temi ricorrenti nel suo cinema sono il dubbio, il peccato, il tempo, la morte e la crudeltà.
    Lucio Fulci è stato il primo regista italiano a portare nell'horror scene splatter ed estreme, e a visualizzare con estremo realismo la morte. La scena più ricorrente nei film di Fulci è quella nella quale a un attore viene perforato un occhio. Il regista ha dichiarato che per lui questa scena era una metafora della perdita della ragione dei suoi protagonisti. «L'occhio frustrato, traviato, distrutto, per me significa anche perdita della ragione. L'occhio è un preciso riferimento surrealista e dadaista».
    Per quanto riguarda il versante tecnico, la peculiarità principale del regista sono i primissimi piani sugli occhi degli attori, per evidenziare emozioni quali la paura e lo sconcerto.
    Nel suo cinema horror, Fulci mostrava le scene violente e splatter senza stacchi di montaggio, mostrando tutto sino in fondo come in un film pornografico. Una prova di questo è la famosa "scena dell'occhio" presente in Zombi 2, in cui il regista romano mostra, senza stacchi di montaggio e con profusione di dettagli, l'occhio di una donna trafitto da una scheggia di legno, stimolando il sadismo e il voyeurismo dello spettatore.
    La critica
    I rapporti tra Fulci e la critica cinematografica furono difficili. Fulci infatti veniva considerato prevalentemente un regista di B-movie, mentre i suoi horror venivano liquidati come prodotti di "bassa macelleria". A conferma della prevenzione della critica di allora nei suoi confronti, Fulci raccontava spesso che anche il suo film più "d'autore", Beatrice Cenci, fu maltrattato come altri suoi film. Un amico del regista chiamò infatti un critico del giornale Paese Sera, dicendogli che finalmente i critici avrebbero dato tre stellette a un film di Fulci. Il critico però gli rispose negativamente, dicendo che non si potevano mai dare tre stellette a un film di Fulci.
    Solo in tempi recenti, il lavoro del regista è stato rivalutato, grazie a riviste di genere quali Nocturno, Amarcord e Cine '70, che hanno divulgato la sua opera e trattato i suoi film come opere d'autore.
    Diverso invece fu il rapporto con i critici esteri, soprattutto francesi, che videro sin da subito in Fulci un autore estremo e personale.
    Omaggi
    Lucio Fulci (a destra) insieme al regista tedesco Andreas Schnaas
    Le opere di Fulci sono state spesso omaggiate nel cinema, nella musica e nei fumetti:
    In più di un'occasione Quentin Tarantino ha citato molti film di Lucio Fulci. In Kill Bill vol. 1, la scena del risveglio di Uma Thurman dal coma è accompagnata dalla musica di Sette note in nero, mentre in Kill Bill vol. 2 la scena della sua sepoltura prematura ricalca quella di Paura nella città dei morti viventi, film che viene citato anche nella scena in cui Gogo Yubari piange lacrime di sangue, nel volume 1. Inoltre, sempre in Kill Bill, sono presenti riferimenti a Zombi 2: quando la sposa cava un occhio a uno degli 88 folli e ad Elle Driver. In CSI: Sepolto vivo, doppio episodio di CSI: Crime Scene Investigation diretto da Tarantino nel 2005, un personaggio indossa una maglietta con la scritta Fulci Lives! (Fulci vive).
    L'implacabile, film del 1988, tratto da un romanzo di Stephen King, ricalca la trama de I guerrieri dell'anno 2072, diretto da Fulci nel 1982.
    Lucio Fulci è citato anche nella serie del fumetto horror Dampyr. Il regista infatti vi appare come Louis Fuller, nell'albo Lo schermo demoniaco. Ispirato al film ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà è il fumetto statunitense The Beyond, mentre The Gates of Hell è ispirato a Paura nella città dei morti viventi.
    L'idea presente in Un gatto nel cervello, vale a dire Fulci che interpreta se stesso (un regista preda di incubi), è stata riproposta da Wes Craven nel suo Nightmare nuovo incubo, diretto nel 1994.
    Il gruppo svedese Europe ha dedicato al regista italiano la canzone Seven Doors Hotel, omaggio all'hotel sette porte del film ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà.
    Il film La casa del peccato mortale, diretto da Pete Walker nel 1975, riprende l'idea presente nel finale di Non si sevizia un paperino.
    In Poltergeist II - L'altra dimensione, diretto da Brian Gibson nel 1986, è presente un prete maledetto, che apre le porte dell'inferno. Idea già presente in Paura nella città dei morti viventi.
    Filmografia
    Regie
    Lungometraggi
    Una scena da Murderock - Uccide a passo di danza
    I ladri (1959)
    I ragazzi del Juke-Box (1959)
    Urlatori alla sbarra (1960)
    Colpo gobbo all'italiana (1962)
    I due della legione straniera (1962)
    Le massaggiatrici (1962)
    Uno strano tipo (1963)
    Gli imbroglioni (1963)
    I maniaci (1964)
    I due evasi di Sing Sing (1964)
    002 agenti segretissimi (1964)
    I due pericoli pubblici (1964)
    Come inguaiammo l'esercito (1965)
    00-2 Operazione Luna (1965)
    I due parà (1965)
    Come svaligiammo la Banca d'Italia (1966)
    Le colt cantarono la morte e fu... tempo di massacro (1966)
    Come rubammo la bomba atomica (1967)
    Il lungo, il corto, il gatto (1967)
    Operazione San Pietro (1967)
    Una sull'altra (1969)
    Beatrice Cenci (1969)
    Una lucertola con la pelle di donna (1971)
    All'onorevole piacciono le donne - Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia (1972)
    Non si sevizia un paperino (1972)
    Zanna Bianca (1973)
    Il ritorno di Zanna Bianca (1974)
    I quattro dell'apocalisse (1975)
    Il cav. Costante Nicosia demoniaco ovvero: Dracula in Brianza (1975)
    La pretora (1976)
    Sette note in nero (1977)
    Sella d’argento (1978)
    Zombi 2 (1979)
    Luca il contrabbandiere (1980)
    Paura nella città dei morti viventi (1980)
    Black Cat (Gatto nero) (1981)
    ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà (1981)
    Quella villa accanto al cimitero (1981)
    Lo squartatore di New York (1982)
    Manhattan Baby (1982)
    Conquest (1983)
    I guerrieri dell'anno 2072 (1984)
    Murderock - Uccide a passo di danza (1984)
    Il miele del diavolo (1986)
    Aenigma (1987)
    Quando Alice ruppe lo specchio (1988)
    Il fantasma di Sodoma (1988)
    Zombi 3 (1988) (terminato da Bruno Mattei e Claudio Fragasso)
    La dolce casa degli orrori (film TV) (1989)
    La casa nel tempo (film TV) (1989)
    Un gatto nel cervello (1990)
    Demonia (1990)
    Voci dal profondo (1991)
    Le porte del silenzio (1991)
    Documentari
    Pittori italiani del dopoguerra (1948)
    Il sogno di Icaro (1948)
    Una lezione di sistema con Fulvio Bernardini (1948)
    Pittori in provincia (1949)
    Tecnica della regata (1978)
    Televisione
    Buonasera con... Franco Franchi (1978)
    Un uomo da ridere (1980)
    Sceneggiatore
    L'uomo, la bestia e la virtù di Steno (1953)
    Ci troviamo in galleria di Mauro Bolognini (1953)
    Totò all'inferno di Camillo Mastrocinque (1954)
    Un giorno in pretura di Steno (1954)
    Un americano a Roma di Steno (1954)
    La ragazza di Via Veneto di Marino Girolami (1955)
    Piccola posta di Steno (1955)
    Io sono la primula rossa di Giorgio Simonelli (1955)
    Le avventure di Giacomo Casanova di Steno (1955)
    Guardia, ladro e cameriera di Steno (1958)
    Totò nella luna di Steno (1958)
    I ladri (1959)
    I ragazzi del Juke-Box (1959)
    Letto a tre piazze di Steno (1960)
    Urlatori alla sbarra (1960)
    Totò, Peppino e...la dolce vita di Sergio Corbucci (1961)
    I due della legione straniera (1962)
    Uno strano tipo (1963)
    Gli imbroglioni (1963)
    I maniaci (1964)
    I due evasi di Sing Sing (1964)
    002 agenti segretissimi (1964)
    I due pericoli pubblici (1964)
    I due parà (1965)
    Come svaligiammo la Banca d'Italia (1966)
    ...E divenne il più spietato bandito del sud di Julio Buchs (1967)
    Operazione San Pietro (1967)
    I due crociati di Giuseppe Orlandini (1968)
    A doppia faccia di Riccardo Freda (1969)
    Una sull'altra (1969)
    Beatrice Cenci (1969)
    Una lucertola con la pelle di donna (1971)
    All'onorevole piacciono le donne - Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia (1972)
    Non si sevizia un paperino (1972)
    Ettore lo fusto di Enzo G. Castellari (1974)
    Il ritorno di Zanna Bianca (1974)
    Sette note in nero (1977)
    Luca il contrabbandiere (1980)
    Paura nella città dei morti viventi (1980)
    Black Cat (Gatto nero) (1981)
    ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà (1981)
    Quella villa accanto al cimitero (1981)
    Lo squartatore di New York (1982)
    I guerrieri dell'anno 2072 (1984)
    Murderock - Uccide a passo di danza (1984)
    La gabbia di Giuseppe Patroni Griffi (1985)
    Il miele del diavolo (1986)
    Aenigma (1987)
    Quando Alice ruppe lo specchio (1988)
    Il fantasma di Sodoma (1988)
    Night Club di Sergio Corbucci (1989)
    La dolce casa degli orrori (film TV) (1989)
    La casa nel tempo (film TV) (1989)
    Un gatto nel cervello (1990)
    Demonia (1990)
    Voci dal profondo (1991)
    Le porte del silenzio (1991)
    M.D.C. - Maschera di cera di Sergio Stivaletti (1997)
    Attore
    Un americano a Roma (non accreditato) di Steno (1954)
    San Remo, la grande sfida di Piero Vivarelli (1960)
    Due rrringos nel Texas di Marino Girolami (1967)
    Una sull'altra (1969)
    Zombi 2 (1979)
    Luca il contrabbandiere (1980)
    Paura nella città dei morti viventi (1980)
    Black Cat (Gatto nero) (1981)
    ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà (1981)
    Quella villa accanto al cimitero (1981)
    Lo squartatore di New York (1982)
    Manhattan Baby (1982)
    Murderock - Uccide a passo di danza (1984)
    Il miele del diavolo (1986)
    Aenigma (1987)
    Un gatto nel cervello (1990)
    Demonia (1990)
    Voci dal profondo (1991)
    Collaborazioni
    The Curse (produttore associato e responsabile effetti speciali) (1987)
    I frati rossi (supervisore effetti speciali) (1988)
    Hansel e Gretel (co-regia, non accreditato) (1988)
    Documentari sul suo lavoro
    La notte americana del Dottor Fulci, di Marcello Garofalo e Antonella De Lillo (1994)
    Note


      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004. quarta di copertina ISBN 8890062967
      ^ a b c d e f g Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Perché Lucio Fulci?, in op. cit., pag 15
      ^ As Chianese & Gordiano Lupi, Filmare la morte. Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci, Piombino, Edizioni Il Foglio, 2006. pag 9 ISBN 88-7606-101-0
      ^ a b c d e f g h i j k Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Dalla sinistra di via Veneto alla destra di Steno (1927-1958), in op. cit., pag 19-24
      ^ La questione della laurea resta però controversa: stando infatti alle dichiarazioni della figlia di Fulci, il regista effettivamente si laureò, mentre un suo compagno di scuola affermava che Fulci non si iscrisse mai all'università. Queste dichiarazioni sono presenti nella monografia di Albiero e Cacciatore, pag. 19
      ^ a b c Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, In principio era Totò, ovvero: I ladri (1959), in op. cit., pag 25-32
      ^ a b Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Urlatori e rockettari alla conquista del Belpaese, ovvero: "I musicarelli", in op. cit., pag 33-43
      ^ a b Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Attenti a quei tre, ovvero: Franco, Ciccio e Fulci (Parte Iª), in op. cit., pag 51-70
      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Agli onorevoli non piacque il film, ovvero: Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia... All'onorevole piacciono le donne, in op. cit., pag 114-123
      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Quando "Giovannona coscialunga" incontrò "Un giorno in pretura, ovvero: La pretora (1976) in op. cit., pag 114-123
      ^ a b c d Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Prove tecniche di crudeltà, ovvero: Le Colt cantarono e fu... tempo di massacro in op. cit., pag 71-78
      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Lupi finti e produttori veri, ovvero: Zanna Bianca (1973) in op. cit., pag 136-144
      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Squadra che vince non si cambia, ovvero: Il ritorno di Zanna Bianca (1974) in op. cit., pag 145-151
      ^ a b Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Quando il western incontrò il "road-movie", ovvero: I quattro dell'apocalisse (1975) in op. cit., pag 152-158
      ^ a b c Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Storia d'amore, incesti, persecuzioni, torture, omicidi e... serenate, ovvero: Beatrice Cenci (1969) in op. cit., pag 98-105
      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Cristo si è fermato ad Accendura, ovvero: Non si sevizia un paperino (1972) in op. cit., pag 124-135
      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, "Viaggio nel paranormale", ovvero Sette note in nero (1977) in op. cit., pag 98-105
      ^ Antonio Tentori & Antonio Bruschini, in op. cit., pag 37
      ^ a b c d e f Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Arriva il "poète du macabre", ovvero: Zombi 2 (1979), in op. cit., pagine 184-193
      ^ Antonio Tentori & Luigi Cozzi, Guida al cinema horror made in Italy, Roma, Profondo Rosso Edizioni, 2004. pag 537 ISBN 978-88-95294-03-2
      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Ultimo tango a Barcellona, ovvero: Il miele del diavolo (1986) in op. cit., pagine 267-272
      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, "Dio come sono caduto in basso", ovvero: Zombi 3 (1988) in op. cit., pagine 278-283
      ^ a b Antonio Tentori & Antonio Bruschini, Lucio Fulci. Il poeta della crudeltà, Roma, Mondo Ignoto, 2004. pag 92 ISBN 88-89084-25-1
      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Quel maledetto palinsesto, ovvero: La casa nel tempo (1989) in op. cit., pagine 296-300
      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Il cinquantaquattresimo sigillo, ovvero: Le porte del silenzio (1991) in op. cit., pagine 324-330
      ^ Paolo Albiero & Giacomo Cacciatore, Epilogo: gli anni dal '91 al '96, ovvero: M.D.C. Machera di cera... (e facce di bronzo) in op. cit., pagine 331-338
      ^ Autori vari, Il cinema del dubbio: Intervista a Lucio Fulci, in Dossier Nocturno numero 3. L'opera al nero. Il cinema di Lucio Fulci, Milano, Nocturno Cinema, Settembre 2003. pag 19
      ^ Autori vari, Il cinema delle amate spoglie, in op. cit., pag 60
      ^ As Chianese & Gordiano Lupi, in op. cit., pag 17
      ^ Antonio Tentori & Antonio Bruschini, Omaggi e copiature, in op. cit., pag 196-197

    Bibliografia
    Libri di Lucio Fulci
    Lucio Fulci, Le lune nere, Roma, Granata Press, 1992. ISBN 8872480337
    Lucio Fulci, Miei mostri adorati, Roma, Pendragon, 1995. ISBN 9788886366120
    Libri su Lucio Fulci
    Jean-Claude Michel, Directed by Lucio Fulci, (in inglese) Fantasy Film Memory, 1990.
    Michele Romagnoli, L'occhio del testimone - Il cinema di Lucio Fulci, Roma, Granata Press, 1992.
    Daniela Catelli, Ciak si trema, Roma, Theoria, 1996.
    Stephen Thrower, Beyond Terror - The Films of Lucio Fulci, (in inglese) New York, Fab Press, 1999.
    Autori vari, Dossier Nocturno numero 3, L'opera al nero. Il cinema di Lucio Fulci, Milano, Nocturno Cinema, settembre 2003.
    Paolo Albiero e Giacomo Cacciatore, Il terrorista dei generi. Tutto il cinema di Lucio Fulci, Roma, Un mondo a parte, 2004. ISBN 8890062967
    Antonio Bruschini e Antonio Tentori, Lucio Fulci, il poeta della crudeltà, Roma, Mondo Ignoto, 2004. ISBN 88-89084-25-1
    Paolo Fazzini, Gli artigiani dell'orrore, Roma, Un mondo a parte, 2004. ISBN 88-900629-8-3
    Antonio Tentori & Luigi Cozzi, Guida al cinema horror made in Italy, Roma, Profondo Rosso Edizioni, 2004. ISBN 978-88-95294-03-2
    As Chianese e Gordiano Lupi, Filmare la morte - Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci, Piombino, Edizioni Il Foglio, 2006. ISBN 88-7606-101-0
    Voci correlate
    Commedia all'italiana
    Estetizzazione della violenza
    Film d'exploitation
    Franco e Ciccio
    Shoxploitation
    Splatter
    Totò
    Trilogia della morte
    Zombi
    Altri progetti
    Wikiquote
    Commons
    Wikiquote contiene citazioni di o su Lucio Fulci
    Wikimedia Commons contiene file multimediali su Lucio Fulci
    Collegamenti esterni
    Scheda su Lucio Fulci dell'Internet Movie Database
    Scheda su Lucio Fulci di Splattercontainer
    (FR) Sito francese
    (EN) Sito ufficiale
    (EN) Intervista
    Portale Biografie
    Portale Cinema
    Portale Letteratura

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