Luciano Virgili (1922-1986)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1986
  • Data di nascita: 25 Gennaio 1922
  • Professione: Cantante
  • Luogo di nascita: Ardenza (LI)
  • Nazione: Italia
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  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Luciano Virgili (Ardenza, 25 gennaio 1922 – Prato, 18 marzo 1986) è stato un cantante italiano.
    Biografia
    Dopo aver fatto lo scaricatore di porto per motivi economici, ancora giovanissimo studia canto lirico su consiglio dell'amico e conterraneo tenore Galliano Masini al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, dove vince una borsa di studio per meriti canori, mettendo a frutto la sua bella voce baritonale cupa, estesa e vibrante.
    Nel 1940 però, con l'inizio della Seconda guerra mondiale, viene richiamato alle armi ed è costretto ad abbandonare gli studi, ed alla fine del conflitto, nel 1946, decide di dedicarsi alla musica leggera ed inizia ad esibirsi nei locali toscani, raggiungendo velocemente grande popolarità.
    Nel 1949 incide il suo primo disco con l'etichetta Fonit e qualche mese dopo viene ascoltato dal maestro Dino Olivieri, che si accorge della sua bravura e della sua crescente popolarità e gli procura una scrittura discografica, prima con la Columbia Records e poi con La voce del padrone, che rimarrà per circa vent'anni la sua casa discografica ufficiale.
    Nello stesso anno lancia la canzone Addio sogni di gloria del maestro Carlo Innocenzi, che diventerà un successo mondiale, ripreso, tra gli altri, da Nilo Ossani e Ferruccio Tagliavini.
    Negli anni Cinquanta, attraverso i microfoni della radio, assieme a Luciano Tajoli, Giorgio Consolini, Achille Togliani, Claudio Villa e Narciso Parigi diviene uno dei cantanti più popolari e richiesti e comincia a farsi conoscere con concerti al Gambrinus di Montecatini Terme (Pistoia), al Grand'Italia di Milano ed in altri teatri italiani.
    La particolarità di Luciano Virgili in quel periodo sarà quella di riprendere i classici della canzone italiana e reinterpretarli con grande espressione, sobrietà d'intenti ed accompagnato da grandi orchestre sinfoniche dirette dai maestri Dino Olivieri e Gian Mario Guarino. Canterà Signorinella, Fili d'oro, Come pioveva, Vipera, Tornerai, Signora fortuna, Ladra, e Non dimenticar le mie parole.
    Nel 1956 partecipa al film Mamma sconosciuta diretto da Carlo Campogalliani e viene invitato negli Stati Uniti per una breve ma fortunatissima tournée che lo porterà a cantare nelle celebri Carnegie Hall, Town Hall e Madison Square Garden di New York ed all'Accademia della musica di Brooklyn, riscuotendo sempre enormi consensi.
    Nel 1957, tornato in Italia, partecipa al Festival di Sanremo con Finalmente (ripetuta da Gino Baldi), A poco a poco (ripetuta da Gino Latilla), Il mio cielo (ripetuta da Carla Boni) e Venezia mia (con il Poker di Voci, ripetuta da Gianni Ravera e dal Duo Fasano), che nella serata dedicata agli autori indipendenti si classifica al secondo posto; nello stesso anno vince la Piedigrotta con Tu ce l'hai la mamma.
    Nel 1958 partecipa al Festival di Napoli con Maistrale (ripetuta da Claudio Terni) e Sincerità (ripetuta da Marisa Del Frate) e vi ritorna altre cinque volte: l'anno successivo con Si' tu (ripetuta da Vera Nepy), nel 1960 con Segretamente (ripetuta da Sergio Bruni, con la quale si piazza al terzo posto), nel 1961, quando si classifica anche al secondo posto a Canzonissima con Tempesta, arriva in finale con Sole, sole d'oro ed O tuono e marzo (entrambe ripetute da Claudio Terni) ed 'E ddoie Lucie (ripetuta da Mario Abbate), nel 1964 con Aspettame (ripetuta da Monica Del Po) e nel 1965 con E te lassaie (ripetuta da Pino Mauro).
    Nel 1966, dopo aver preso parte a varie tournée, tra le quali l'Olympia di Parigi, ritorna in America con la sua famiglia e vi resta fino al 1971, riscuotendo successi ovunque, da San Francisco a Toronto, e divenendo, subito dopo Carlo Buti, l'idolo più amato degli emigrati italiani d'America.
    In seguito, al rientro in patria, torna alla ribalta solo sporadicamente, perché colpito da un grave esaurimento nervoso con depressione che lo allontanerà definitivamente dalle scene e lo porterà alla morte nel 1986.
    Tra i suoi grandi successi figurano anche: Giamaica, Sole di luglio, Non ti scordar di me, Cielo di fuoco, I milioni di Arlecchino, Ti voglio tanto bene, Pecché, 'Na sera 'e maggio, Granada, Incantesimo, Rondine al nido, Piccola Butterfly, Perché non sognar, Campane, Miniera, Piccola santa, Strada bianca, Addio Roma mia, Malafemmena, Manname 'nu raggio 'e sole, La signora di trent'anni fa, Fontane, T'ho vista piangere e Qualcuno verrà.
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