Luciano Violante (69)

Informazioni di base:

  • Data di nascita: 25 Settembre 1941
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Dire Daua
  • Nazione: Italia
  • Luciano Violante in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Luciano Violante
  • Wikipedia: Luciano Violante su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Luciano Violante
    Luciano Violante (Dire Daua, 25 settembre 1941) è un magistrato e politico italiano. È stato presidente della Camera dei Deputati dal 1996 al 2001.

    Biografia
    Il padre, giornalista comunista, fu costretto dal regime fascista a emigrare in Etiopia. La famiglia Violante fu internata dagli inglesi in un campo di concentramento dove nacque Luciano. Furono liberati soltanto alla fine del 1943 ed al termine della Seconda guerra mondiale si trasferirono a Rutigliano, in provincia di Bari.
    Dopo aver conseguito la maturità classica al liceo "Domenico Morea" di Conversano, Luciano intraprese gli studi di diritto e si laureò in giurisprudenza nel 1963 all'Università degli studi di Bari.
    Nel 1966 entrò in magistratura e nel 1970 divenne libero docente di diritto penale all'Università di Torino. Dal 1974 al 1981 fu professore incaricato di istituzioni di diritto pubblico presso la stessa università.
    Fu giudice istruttore a Torino fino al 1977. Dal 1977 al 1979 lavorò presso l'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, occupandosi prevalentemente di terrorismo. Istrui' il processo che portò all'arresto di Edgardo Sogno che fu poi assolto da ogni accusa. Questo pero' gli servi' per iniziare la carriera politica. Infatti nel 1979 si iscrisse al Partito Comunista Italiano e venne subito eletto deputato.
    Con la svolta del 1991 entrò nel Partito Democratico della Sinistra. In Parlamento fece parte della commissione d'inchiesta sul Caso Moro e, in seguito, fu presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Fu lui a raccogliere le deposizioni choc di Tommaso Buscetta che rivelò l'esistenza del terzo livello della mafia, cioè il legame con il mondo politico; la sua gestione della presidenza della Commissione fu poi criticata da Giulio Andreotti, all'indomani dalla sentenza di Palermo che l'assolse dall'addebito di associazione a delinquere di stampo mafioso per i fatti accaduti dal 1980 in poi (mentre confermò la colpevolezza per i fatti antecedenti, per i quali era però subentrata la prescrizione), come improntata a parzialità di tipo politico.
    Il 10 maggio 1996 fu eletto presidente della Camera. Il suo discorso di insediamento fu uno storico appello alla riconciliazione tra le forze che si richiamano alla Resistenza e la destra post-fascista.
    Sotto la sua Presidenza fu introdotta una delle più importanti revisioni del Regolamento della Camera degli ultimi decenni, quella approvata dall'Assemblea nel 1998; la dottrina giuridica ha espresso un giudizio sostanzialmente favorevole della "novella" regolamentare, anche se l'estromissione della magistratura, dal giudizio sul contenzioso tra la Camera ed i terzi, è giudicata un'indebita estensione dell'autodichia.
    Rieletto deputato alle elezioni del 13 maggio 2001, è nominato presidente del gruppo Democratici di sinistra - L'Ulivo.
    Nel 2003 ufficialmente (in qualità di capogruppo dei DS alla Camera) dichiarò in Parlamento che il centrosinistra aveva dato nel 1994 la garanzia piena a Berlusconi e Letta che le "televisioni non sarebbero state toccate" con il cambio di governo. Inoltre "ascrisse il merito" al centrosinistra di non aver fatto nulla riguardo il conflitto di interesse, di aver dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante una legge che nega l'eleggibilità per i concessionari dello Stato e di aver aumentato di 25 volte il fatturato Mediaset. Rieletto alla Camera dei Deputati nel 2006, è stato nominato Presidente della Prima Commissione Permanente, Affari Costituzionali.
    Dopo la caduta del governo Prodi II, in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008, ha dichiarato di non volersi più ricandidare a parlamentare per rispettare il ricambio generazionale perseguito dal segretario del Partito Democratico Walter Veltroni. Dal 2008 è columnist del quotidiano Il Riformista.
    Opere
    La mafìa dell'eroina (libro intervista), Editori Riuniti, 1987,
    I corleonesi (libro-intervista), l'Unità, 1993,
    Non è la piovra, Einaudi, 1995
    Cantata per i bambini morti di mafia, Bollati Boringhieri, 1995
    Dizionario delle istituzioni e dei diritti del cittadino, Editori Riuniti, 1996
    Mafie e antimafia - Rapporto 1996, Laterza
    Mafia e società italiana - Rapporto 1997, Laterza
    La criminalità, Annali della Storia d'Italia, Einaudi 1997, (a cura di)
    Legge Diritto Giustizia, Annali della Storia d'Italia, Einaudi (a cura di)
    I soldi della mafia - Rapporto 1998, Laterza
    Le due libertà. Contributo per l'identità della sinistra, Laterza, 2000
    Il Parlamento, Annali della Storia d'Italia, Einaudi, 2001
    Il ciclo mafioso, Laterza, 2002
    Giustizia penale e poteri dello Stato (manuale di diritto e procedura penale), Garzanti, 2002, con Carlo Federico Grosso e Guido Neppi Modona
    Un mondo asimmetrico, Einaudi, 2003
    Secondo Qoèlet. Dialogo fra gli uomini e Dio, Piemme, 2004.
    Lettera ai giovani sulla Costituzione, Piemme, 2006.
    Note


      ^ Il discorso di Violante alla Camera http://www.youtube.com/watch?v=GJUamGyaANY

    Altri progetti
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Luciano Violante
    Articolo su Wikinotizie: Violante: intorno a Berlusconi molti mafiosi.
    Collegamenti esterni
    Il sito personale
    Scheda su openpolis.it di Luciano Violante

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