Luciano Re Cecconi (1948-1977)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1977
  • Data di nascita: 1 Dicembre 1948
  • Professione: Calciatore
  • Luogo di nascita: Nerviano (MI)
  • Nazione: Italia
  • Luciano Re Cecconi in Rete:

  • Sito Ufficiale: Il sito ufficiale di Luciano Re Cecconi
  • Wikipedia: Luciano Re Cecconi su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Luciano Re Cecconi (Nerviano, 1 dicembre 1948 – Roma, 18 gennaio 1977) è stato un calciatore italiano.

    La carriera
    Re Cecconi era figlio di un muratore, e cominciò in gioventù a lavorare come carrozziere assieme al cugino, giocando a calcio come hobby.
    L'angelo biondo, com'era soprannominato per il colore dei suoi capelli, muove i primi passi sul campo polveroso dell'oratorio di Sant'Ilario Milanese (Nerviano). Da agonista comincia a giocare a calcio nell'Aurora Cantalupo, passando poi alle giovanili della Pro Patria, con cui il 14 aprile 1968, esordisce in Serie C (Pro Patria-Messina 1-1). I capelli biondi gli valsero anche il soprannome di Cecconetzer, un gioco di parole sul nome del calciatore tedesco Günter Netzer, con cui c'era una spiccata somiglianza fisica.
    L'anno dopo l'allenatore Carlo Regalia lo inserisce nella rosa dei titolari e coi lombardi disputa una stagione da leader, guidando il centrocampo e collezionando 33 presenze.
    Il calcio che conta l'ha già notato: l'allenatore del Foggia Tommaso Maestrelli chiede e ottiene il giovane centrocampista, facendolo esordire all'11° giornata del Campionato di Serie B 1969-70 contro il Perugia (gara vinta dai pugliesi per 2-0). La stagione è brillante e Luciano colleziona 14 presenze e 1 goal, ma soprattutto il Foggia conquista la promozione in Serie A. La stagione 1970-71 non è però delle migliori e il Foggia torna subito in Serie B.
    Per il campionato cadetto 1971-72 giunge sulla panchina foggiana Ettore Puricelli, che assegna a Re Cecconi il ruolo di regista di centrocampo. Luciano gioca un ottimo campionato, al termine del quale Maestrelli, divenuto allenatore della Lazio, lo porta a Roma.
    È il salto di qualità che Luciano attendeva. Con 29 presenze e 1 goal si proietta tra i protagonisti del campionato 1972-73 che vede la Lazio giungere terza, ad appena 2 punti dalla Juventus campione d'Italia.
    Inoltre il ct Ferruccio Valcareggi convoca Re Cecconi nella Nazionale under 23, con cui esordisce 14 gennaio 1973 ad Ankara (Turchia-Italia 1-3).
    L'apoteosi giunge l'anno seguente, quando il team di Maestrelli conquista il primo scudetto della sua storia. Re Cecconi, rimasto assente per 7 giornate verso metà campionato a causa di un infortunio, si erge comunque a protagonista, collezionando 2 goal in 23 presenze.
    A fine campionato viene convocato da Valcareggi per l'avventura italiana ai Mondiali di calcio Germania Ovest 1974. L'esperienza è però amara, sia perché la Nazionale non supera il primo turno, sia perché Re Cecconi non mette piede in campo.
    Le presenze in Nazionale maggiore giungeranno comunque nello stesso anno: il nuovo ct Fulvio Bernardini lo convoca per l'amichevole contro la Jugoslavia il 28 settembre a Zagabria (persa dagli azzurri per 1-0), dove Re Cecconi gioca tutta la partita, e successivamente per la gara in programma il 29 dicembre a Genova contro la Bulgaria (finita 0-0), nella quale entra nel secondo tempo al posto di Causio.
    Nella stagione seguente la Lazio non può prendere parte alla Coppa dei Campioni: a causa di una rissa scoppiata negli spogliatoi dell'Olimpico, dopo il ritorno dei sedicesimi di finale della Coppa UEFA dell'anno precedente contro l'Ipswich Town, il club biancoceleste subisce dall'UEFA la squalifica per 3 anni (poi ridotti a 1) dalle competizioni europee. Il campionato non è inoltre all'altezza delle aspettative e la Lazio non riesce a difendere il tricolore.
    Il campionato 1975-76 è più difficile e la Lazio, anche a causa dell'addio forzato di mister Maestrelli e alle cessioni di molti dei pezzi pregiati (primo fra tutti Chinaglia), rischia addirittura la retrocessione, ma grazie al miracoloso ritorno, seppur temporaneo, di Tommaso Maestrelli (morirà il 2 dicembre '76 per un tumore al fegato), si salva per un soffio a fine stagione grazie ad una partita maestosa di Re Cecconi e ad una differenza reti migliore rispetto all'Ascoli. Re Cecconi gioca 25 partite, segnando 1 goal, e la Lazio si affida a lui e a Bruno Giordano in vista della stagione successiva.
    Per il campionato 1976-77 giunge sulla panchina laziale Luis Vinicio. La Lazio debutta contro la Juventus (finita 2-3 per i bianconeri) all'Olimpico e Re Cecconi delizia i tifosi biancocelesti con un goal capolavoro, che sarà anche l'ultimo della sua carriera. Alla terza di campionato contro il Bologna, Re Cecconi subisce al 19' un grave infortunio al ginocchio sinistro dopo un intervento del bolognese Tazio Roversi, che lo costringe ad uno stop di parecchi mesi.
    La tragedia
    Re Cecconi non ha ancora recuperato dall'infortunio, quando la sera del 18 gennaio 1977 si trova in compagnia di due amici, il compagno di squadra Pietro Ghedin e il profumiere romano Giorgio Fraticcioli. Quest'ultimo deve sbrigare una commissione presso la gioielleria di Bruno Tabocchini, in Via Francesco Saverio Nitti, situata nella tranquilla e decentrata zona della Collina Fleming della capitale.
    Quando i tre entrano nel negozio, Re Cecconi esclama per scherzo «Fermi tutti, questa è una rapina!», ma Luciano ha scelto il posto sbagliato ed il momento sbagliato: Tabocchini ha subito di recente due rapine e il timore che la cosa possa ripetersi lo ha spinto a nascondere sotto la cassa una Walther calibro 7.65. Il gioielliere non riconosce Re Cecconi, che ha il bavero alzato e tiene una mano in tasca: crede che sia un rapinatore, e che stia impugnando una pistola, e fa subito fuoco colpendolo in pieno petto. Re Cecconi si accascia e muore solo mezz'ora dopo.
    Tabocchini è arrestato e accusato di "eccesso colposo di legittima difesa"; processato solo 18 giorni dopo, è assolto per "aver sparato per legittima difesa putativa". Il gioielliere aveva subito un'altra rapina meno di un anno prima e da allora portava un'arma carica con speciali proiettili rivestiti.
    Re Cecconi muore così, a soli 28 anni. Lascia la moglie, Cesarina, e 2 figli, Stefano e Francesca. Lo sport italiano subisce un profondo shock che dura per giorni. Le sue spoglie sono tumulate nel cimitero della natia Nerviano. Poco dopo la morte è stata creata da Agostino D'Angelo, dirigente laziale e suo grande amico, una fondazione a suo nome, la Fondazione Luciano Re Cecconi - Contro la violenza
    Nel Novembre 2003, il Comune di Roma gli ha dedicato una strada, insieme ad un altro sfortunato giocatore capitolino, l'ex-romanista Agostino Di Bartolomei, al quartiere Tuscolano. Inoltre a Nerviano, suo paese natio, porta il suo nome lo stadio comunale che ospita le partite casalinghe della U.S. Nervianese, oltre a gare di atletica leggera.
    I mezzi di informazione rumoreggiarono allora su una passione diffusa per le armi all'interno della formazione biancoceleste, nonché su precedenti di finte rapine ai danni di commercianti i quali per fortuna, avrebbero riconosciuto tempestivamente gli autori. Ironicamente, Re Cecconi era uno dei pochi, se non l'unico giocatore della rosa laziale dell'epoca, a non possedere e portare abitualmente un'arma da fuoco.
    Statistiche
    Presenze e reti nei club
    Presenze e reti in nazionale
     Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale -  Italia
    Palmarès
    Campionato italiano: 1


    Lazio: 1974

    Curiosità
    Re Cecconi è il titolo di una canzone dell'Orchestra Spettacolo Casadei facente parte dell'album Ciao mare del 1973.
    Il romanzo "Ho visto un re", di Carlo D'Amicis, è ispirato alla vita sportiva e personale di Re Cecconi.
    Stefano Re Cecconi ha scritto un libro sulla vita del padre Luciano, "Lui era mio papà".
    Note

      ^ Calcio. 1898-2007 Storia dello sport che ha fatto l'Italia, di J. Foot, Rizzoli Storica, 2007

    Collegamenti esterni
    Statistiche carriera su enciclopediadelcalcio.com
    Sito dedicato a Luciano Re Cecconi, realizzato dal figlio Stefano
    Portale Biografie
    Portale Calcio
    Portale Sport

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