Luchino Visconti (1906-1976)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1976
  • Data di nascita: 2 Novembre 1906
  • Professione: Regista
  • Luogo di nascita: Milano (MI)
  • Nazione: Italia
  • Luchino Visconti in Rete:

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  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Disambiguazione – Se stai cercando il signore di Milano con questo nome (1287-1349), vedi Luchino Visconti (signore di Milano).
    Luchino Visconti di Modrone, conte di Lonate Pozzolo
    Luchino Visconti di Modrone, conte di Lonate Pozzolo (Milano, 2 novembre 1906 – Roma, 17 marzo 1976) è stato un regista italiano.

    Vita e opere
    Figlio del duca Giuseppe Visconti di Modrone e di Carla Erba, proprietaria di un'azienda farmaceutica, Luchino è il quarto di sette fratelli. Presta servizio militare come sottufficiale di cavalleria a Pinerolo e vive gli anni della sua gioventù agiata occupandosi dei cavalli di una scuderia di sua proprietà. Frequenta, con scarsi risultati, il liceo classico Berchet di Milano, dove fu bocciato al ginnasio. Viene inoltre influenzato dal mondo della lirica e del melodramma: il padre è un importante finanziatore del Teatro alla Scala e il salotto di casa Visconti è frequentato, tra gli altri, da Arturo Toscanini.
    La carriera cinematografica inizia nel 1936 in Francia, come assistente alla regia e ai costumi per Jean Renoir, conosciuto attraverso la comune amica Coco Chanel. Al suo fianco contribuisce alla realizzazione di Les basfonds e di Une partie de campagne. Il realismo di Renoir lo influenzerà profondamente. Sempre in Francia entra in contatto con alcuni militanti di sinistra fuoriusciti dall'Italia che ne influenzano le convinzioni politiche. Dopo un breve soggiorno a Hollywood, rientra in Italia nel 1939 a causa della morte della madre. Inizia a lavorare con Renoir ad un adattamento cinematografico della Tosca, ma dopo l'inizio della guerra, il regista francese è costretto a lasciare il set, sostituito dal tedesco Karl Koch.
    L'incontro con i giovani intellettuali e critici, collaboratori della rivista Cinema è fondamentale. Da questo gruppo nasce una nuova idea di cinema che superi le melense commedie del cinema dei telefoni bianchi, ambientate in ville lussuose, per raccontrare realisticamente la vita e i drammi quotidiani della gente. Su queste basi, insieme a Giuseppe De Santis, Gianni Puccini, Antonio Pietrangeli, Mario Serandrei e Rosario Assunto, nel 1943 firma il suo primo film, Ossessione, ispirato al romanzo Il postino suona sempre due volte (The Postman Always Rings Twice) di James Cain. Protagonisti sono Clara Calamai, che sostituì all'ultimo momento Anna Magnani, inizialmente destinata a interpretare il torbido ruolo di Giovanna, Massimo Girotti, nella parte del meccanico Gino, Juan de Landa, nel ruolo del marito tradito, ed Elio Marcuzzo nel personaggio de «Lo spagnolo». Il film ha una distribuzione discontinua e tormentata in un'Italia sconvolta dalla guerra.
    Un secondo progetto, di trasporre su pellicola L'amante di Gramigna di Giovanni Verga, non andò in porto a causa della recrudescenza della guerra. Catturato e imprigionato, Visconti si salvò dalla fucilazione soltanto grazie all'intervento dell'attrice Maria Denis (che racconterà quest'esperienza nel suo libro autobiografico di memorie, Il gioco della verità). Alla fine del conflitto collaborò alla realizzazione del pregevole documentario Giorni di gloria, diretto dal suo collaboratore Mario Serandrei, dedicato alla Resistenza e alla Liberazione.
    Nello stesso tempo si dedicò all'allestimento di drammi in prosa con assolute prime rappresentazioni (rimase leggendaria la compagnia formata con Paolo Stoppa e Rina Morelli) e, negli anni cinquanta, anche alla regìa di melodrammi lirici, coronando di fatto un sogno antico e avendo inoltre l'opportunità di dirigere Maria Callas, nel 1955, con La Sonnambula e La Traviata.
    Una scena de «La Terra Trema»
    Nel 1948 tornò dietro la macchina da presa realizzando un film polemico e crudo, che denunciava apertamente le condizioni sociali delle classi più povere, La terra trema, adattamento dal romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga, di stampo quasi documentaristico. È uno dei pochi film italiani interamente parlati in dialetto. Nel 1950 vi fu una seconda edizione del film doppiata in lingua italiana.
    Bellissima del 1951, scritto da Cesare Zavattini, con Anna Magnani e Walter Chiari, analizza con spietatezza il dietro le quinte del mondo cinematografico.
    Siamo donne del 1952, sempre scritto da Zavattini, mostra un episodio della vita privata di quattro attrici celebri (Anna Magnani, Alida Valli, Ingrid Bergman e Isa Miranda).
    Nel 1954 realizza il suo primo film a colori, Senso, tratto da un racconto di Camillo Boito, con Alida Valli. Siamo nel 1866: una nobildonna veneta si innamora di un ufficiale dell'esercito austriaco. Scoperto il tradimento dell'uomo, al quale aveva donato il denaro che doveva servire a una causa patriottica, si trasforma in delatrice e lo fa condannare alla fucilazione. Questo film segna una svolta nell'arte di Visconti, un tradimento del neorealismo: la cura del dettaglio scenografico è estrema.
    Le notti bianche del 1957, ispirato al romanzo di Dostoevskij, interpretato da Marcello Mastroianni, Maria Schell e Jean Marais, è un film in bianco e nero, dall'atmosfera plumbea e nebbiosa. Vince il Leone d'Argento a Venezia.
    Rocco e i suoi fratelli, del 1960, è la storia di una famiglia di meridionali trapiantata per lavoro a Milano, narrata con i toni della tragedia greca. Provoca grandi polemiche a causa di alcune scene crude e violente. Vince il Gran Premio della Giuria a Venezia.
    L'anno seguente, insieme a Vittorio De Sica, Federico Fellini e Mario Monicelli realizza il film a episodi Boccaccio '70. L'episodio di Visconti, Il lavoro, con Tomas Milian, Romy Schneider, Romolo Valli e Paolo Stoppa, è critico e nei confronti della censura che aveva tartassato il suo film precedente.
    Nel 1962 mette d'accordo critica e pubblico con Il Gattopardo, tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, vincitore della Palma d'Oro. Interpretato da Burt Lancaster e Claudia Cardinale, è ambientato nel periodo dello sbarco dei garibaldini in Sicilia. Il culmine del film è la scena finale del ballo, che occupa l'ultima mezz'ora della pellicola. Riscuote grande successo anche in Europa, mentre negli Stati Uniti, nonostante la presenza di Lancaster, il film fu un fiasco.
    «Il Gattopardo», B.Lancaster e C.Cardinale
    Nel 1965 uscì il film Vaghe stelle dell'Orsa, ispirata nel titolo a Leopardi. È la storia di un incesto, interpretata da Claudia Cardinale.
    Nel 1966 Visconti gira La strega bruciata viva, un episodio del collettivo Le streghe.
    Del 1967 è Lo straniero, ispirato al libro di Albert Camus, con Marcello Mastroianni.
    Durante le riprese di Vaghe stelle dell'Orsa (1964) incontra per la prima volta il giovane Helmut Berger, che diverrà suo compagno di vita e di lavoro fino alla morte del regista. Alla fine degli anni '60 Visconti, ispirandosi alle tematiche mitologiche e decadenti di Richard Wagner e Thomas Mann, iniziò il progetto di una tetralogia tedesca e dei quattro titoli previsti inizialmente ne realizzò tre. Il primo fu La caduta degli dei (1969), con Helmut Berger nel ruolo di martin v. Essenbeck, storia dell'ascesa e della conseguente caduta dei componenti di una famiglia proprietaria delle più importanti acciaierie tedesche con l'avvento del nazismo. Il secondo fu Morte a Venezia (1971), tratto dal lavoro omonimo di Mann, che esplora il tema di una bellezza ideale e irraggiungibile. Infine, il terzo fu Ludwig, ancora con Helmut Berger nel ruolo principale, uno dei film più lunghi della storia del cinema italiano (dura oltre 3 ore e 40 minuti nella sua versione integrale) che narra la storia dell'ultimo monarca della Baviera, Ludwig II, trovato ucciso in circostanze misteriose nel fondo di un lago. La tetralogia avrebbe dovuto concludersi con la trasposizione cinematografica de La montagna incantata, sempre di Mann, dal quale aveva già tratto Morte a Venezia, però durante la lavorazione di Ludwig viene colto da un ictus cerebrale che lo lasciò paralizzato nella parte sinistra del corpo.
    Nonostante le grandi difficoltà riesce a girare due ultimi film, di gusto visibilmente decadente. Sono Gruppo di famiglia in un interno, scopertamente autobiografico e di nuovo interpretato da Burt Lancaster e Helmut Berger, e il crepuscolare L'innocente tratto dal romanzo omonimo di Gabriele d'Annunzio, interpretato da Giancarlo Giannini e Laura Antonelli. Luchino Visconti muore nella primavera del 1976, colto da una forma grave di trombosi poco dopo aver visionato insieme ai suoi più stretti collaboratori il primo montaggio del film a cui stava ancora lavorando. Il film fu restituito al pubblico in quella veste, a parte alcune modifiche apportate dalla co - sceneggiatrice Suso Cecchi D'Amico sulla base di indicazioni del regista durante una discussione di lavoro.
    Filmografia
    Aiutante alla regia
    I bassifondi (Les basfonds) di Jean Renoir (1936)
    La scampagnata (Une partie de campagne) di Jean Renoir (1936)
    La Tosca di Jean Renoir e Carl Koch (1940)
    Regista

    Film


    Ossessione (1943)
    La terra trema (1948)
    Bellissima (1951)
    Siamo donne, l'episodio Anna Magnani (1953)
    Senso (1954)
    Le notti bianche (1957)
    Rocco e i suoi fratelli (1960)
    Boccaccio '70, l'episodio Il lavoro (1962)
    Il Gattopardo (1963)
    Vaghe stelle dell'Orsa (1965)
    Le streghe, l'episodio La strega bruciata viva (1967)
    Lo straniero (1967)
    La caduta degli dei (1969)
    Morte a Venezia (1971)
    Ludwig (1972)
    Gruppo di famiglia in un interno (1974)
    L'innocente (1976)

    Documentari


    Giorni di gloria (1945) Documentario
    Appunti su un fatto di cronaca (1951) Documentario
    Alla ricerca di Tadzio (1970) Documentario
    Teatrografìa
    Regista del teatro di prosa
    Parenti terribili di Jean Cocteau (1945)
    Quinta colonna di Ernest Hemingway (1945)
    La macchina da scrivere di Jean Cocteau (1945)
    Antigone di Jean Anouilh (1945)
    A porte chiuse di Jean-Paul Sartre (1945)
    Adamo di Marcel Achard (1945)
    La via del tabacco di John Kirkland (da Erskine Caldwell) (1945)
    Il matrimonio di Figaro di Pierre Augustin Caron De Beaumarchais (1946)
    Delitto e castigo di Gaston Bary (da Fedor Michajlovic Dostoevskij) (1946)
    Zoo di vetro di Tennessee Williams (1946)
    Euridice di Jean Anouilh (1947)
    Rosalinda o Come vi piace di William Shakespeare (1948)
    Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams (1949)
    Oreste di Vittorio Alfieri (1949)
    Troilo e Clessidra di William Shakespeare (1949)
    Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller (1951)
    Il seduttore di Diego Fabbri (1951)
    La locandiera di Carlo Goldoni (1952)
    Tre sorelle di Anton Cechov (1952)
    Il tabacco fa male di Anton Cechov (1953)
    Medea di Euripide (1953)
    Come le foglie di Giuseppe Giacosa (1954)
    Il Crogiuolo di Arthur Miller (1955)
    Zio Vania di Anton Cechov (1955)
    Contessina Giulia di August Strindberg (1957)
    L'impresario di Smirne di Carlo Goldoni (1957)
    Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller (1958)
    Immagini e tempi di Eleonora Duse (1958)
    Veglia la mia casa, angelo di Ketti Frings (da Thomas Wolfe) (1958)
    Deux sur la balançoire di William Gibson (1958)
    I ragazzi della signora Gibbons di Will Glickman e Joseph Stein (1958)
    Figli d'arte di Diego Fabbri (1959)
    L'Arialda di Giovanni Testori (1960)
    Dommage qu'elle soit une p... di John Ford (drammaturgo) (1961)
    Il tredicesimo albero di André Gide (1963)
    Après la chute di Arthur Miller (1965)
    Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov (1965)
    Egmont di Johann Wolfgang von Goethe (1967)
    La monaca di Monza di Giovanni Testori (1967)
    L'inserzione di Natalia Ginzburg (1969)
    Tanto tempo fa di Harold Pinter (1973)
    Collaborazioni (teatro di prosa)
    Carità mondana di Giannino Antona Traversi, messinscena (1936)
    Il dolce aloe di Jay Mallory, messinscena (1936)
    Il viaggio di Henry Bernstein, scena (non firmata) (1938)
    Vita col padre di Howard Lindsay e Russel Crouse (da Clarence Day), supervisione (1947)
    Festival di Age, Scarpelli, Dino Verde eVergani, supervisione, (1954)
    Regia di opere liriche
    La Vestale di Gaspare Spontini (1954)
    La sonnambula di Vincenzo Bellini (1955
    La traviata di Giuseppe Verdi (1955)
    Anna Bolena di Gaetano Donizetti (1957)
    Ifigenia in Tauride di Christoph Willibald Gluck(1957)
    Don Carlos di Giuseppe Verdi (1958)
    Macbeth di Giuseppe Verdi (1958)
    Il Duca d'Alba di Gaetano Donizetti (1959)
    Salomè di Richard Strauss (1961)
    Il diavolo in giardino di Franco Mannino su libretto dello stesso Visconti, Filippo Sanjust e Enrico Medioli (1963)
    La traviata di Giuseppe Verdi (1963)
    Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart (1964)
    Il trovatore di Giuseppe Verdi (1964)
    Il trovatore di Giuseppe Verdi (1964), diverso allestimento
    Don Carlos di Giuseppe Verdi (1965)
    Falstaff di Giuseppe Verdi (1966)
    Der Rosenkavalier di Richard Strauss (1966)
    La traviata di Giuseppe Verdi (1967)
    Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi (1969)
    Manon Lescaut di Giacomo Puccini (1973)
    Balletti
    Mario e il Mago, azione coreografica, (1956)
    Maratona di danza, libretto (1957)
    Celebrazioni
    Nel 2006 le Poste italiane hanno emesso un francobollo commemorativo del centenario della nascita di Luchino Visconti.
    Un'emissione dedicata a Visconti nel centenario della nascita è stata curata anche dalle Poste del Principato di Monaco e da quelle della Repubblica di San Marino.
    Bibliografia
    Alessandro Bencivenni: Luchino Visconti, Il Castoro, 1994. ISBN 8880330187
    Sandro Naglia: Mann, Mahler, Visconti: Morte a Venezia, Pescara: Edizioni Tracce, 1995.
    Viscontiana: Luchino Visconti e il melodramma verdiano, Milano: Edizioni Gabriele Mazzotta, 2001. ISBN 88-202-518-7
    Altri progetti
    Wikiquote
    Wikiquote contiene citazioni di o su Luchino Visconti
    Note

      ^ http://www.liceoberchet.it/storia/visconti/carriera.htm

    Collegamenti esterni
    Sito Ufficiale
    Sito amatoriale francese
    Pagina su Visconti del sito RAI
    Filmografia IMDB di Luchino Visconti
    Luchino Visconti - ritratto d'autore
    Pagina dedicata al regista sul sito del Liceo Berchet di Milano
    Portale Biografie
    Portale Cinema

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