Lev Trockij (1879-1940)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Lev Davidovič Bronštejn
  • Scomparso nel: 1940
  • Data di nascita: 7 Novembre 1879
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Yanovka
  • Nazione: Ucraina
  • Lev Trockij in Rete:

  • Sito Non Ufficiale: Un sito non ufficiale su Lev Trockij
  • Wikipedia: Lev Trockij su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Lev (Lejba) Davidovič Bronštejn
    Lev (Lejba) Davidovič Bronštejn (Лев (Лейба) Давидович Бронштейн) Trockij, traslitterato come Trotsky (Janovka, 7 novembre 1879 – Coyoacán, 21 agosto 1940) fu un politico e rivoluzionario russo.
    Fu un influente politico nella neonata Unione Sovietica, dapprima come commissario del popolo per gli affari esteri e in seguito come fondatore e comandante dell'Armata Rossa e commissario del popolo per la guerra, e membro fondatore del Politburo. Fu presidente del Soviet di Pietroburgo durante le rivoluzioni del 1905 e del 1917. Fu anche scrittore di notevoli capacità, soprannominato Penna dai compagni di partito. A seguito della lotta contro Stalin negli anni Venti, fu espulso dal partito e deportato: venne ucciso in Messico da un agente sovietico. Le idee di Trotsky formano la base della corrente comunista del trotskismo.

    Biografia
    Lev Trotsky nel 1897
    Nacque in una agiata famiglia di contadini ebrei a Janovka, nella provincia di Kherson (Ucraina). La sua data di nascita nel calendario gregoriano è il 7 novembre – lo stesso giorno della Rivoluzione d'ottobre del 1917 (il calendario giuliano venne abolito in Russia nel 1918).
    Si avvicinò agli ambienti ed alle idee rivoluzionarie già durante i suoi studi all'università di Odessa. Venne arrestato per la prima volta nel 1898 mentre lavorava come organizzatore per l'Unione Operaia della Russia Meridionale. Nel 1900 venne condannato a quattro anni di esilio in Siberia. Nel 1902 riuscì a fuggire dalla Siberia, prendendo il nome di Trotsky da un ex-carceriere di Odessa, e raggiunse Londra per unirsi a Vladimir Lenin, all'epoca redattore capo del giornale Iskra (Scintilla), organo del Partito Social Democratico Russo dei Lavoratori (PSDRL, denominazione esatta Partito Operaio Socialista Democratico Russo, sigla esatta dal russo POSDR).
    Partecipò al secondo congresso del POSDR nell'estate del 1903, e nella disputa interna che divise il partito, si mise con i Menscevichi contro Lenin. Anche se la sua lealtà ai Menscevichi ebbe vita breve, il danno alle sue relazioni con Lenin sarebbe durato per i 14 anni successivi.
    Nel 1905 tornò in Russia. Il suo coinvolgimento nello sciopero generale di ottobre, con la presidenza del Soviet di San Pietroburgo e il suo appoggio alla rivolta armata, lo portarono all'arresto e a una sentenza di esilio a vita. Nel gennaio del 1907 fuggì sulla strada per l'esilio e ancora una volta trovò la via di Londra, dove partecipò al quinto congresso del partito. In ottobre si spostò a Vienna.
    Nel 1912 era stato inviato dal diffuso quotidiano radical-democratico Kievskaja Mysl' nei Balcani, dove fu testimone della guerra del 1912-1913, tragico prologo della Prima Guerra Mondiale. In quel periodo fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Le sue corrispondenze furono successivamente raccolte nel volume Le guerre balcaniche 1912-1913 (1926).
    Con l'avvicinarsi della guerra si spostò nella neutrale Svizzera, e quindi in Francia. Fu espulso dalla Francia e viveva a New York quando la Rivoluzione Russa (febbraio 1917) rimosse lo Zar. Fece ritorno in Russia nel maggio 1917 dove infine si unì ai Bolscevichi e divenne attivamente coinvolto nei loro sforzi per rovesciare il governo provvisorio guidato da Aleksandr Kerensky, ed anzi ne fu tra i massimi dirigenti.
    Dopo la presa del potere da parte dei Bolscevichi divenne Commissario del popolo per gli Affari Esteri, con lo scopo principale di negoziare la pace con la Germania e i suoi alleati; nella speranza che i soldati tedeschi si ribellassero ai loro ufficiali si ritirò dai colloqui (10 febbraio 1918). Tale speranza fu però delusa e i tedeschi invasero il territorio russo (18 febbraio), costringendo l'Unione Sovietica a firmare l'altamente penalizzante Trattato di Brest-Litovsk il 3 marzo. Trotsky successivamente rassegnò la sua posizione diplomatica e divenne Commissario del Popolo alla Guerra. Come fondatore e comandante dell'Armata Rossa, fu ampiamente artefice del successo contro l'Armata Bianca e della vittoria nella Guerra Civile Russa, durante la quale decine di migliaia di persone vennero uccise in Russia e in Ucraina, a seguito dei pogrom promossi dai Bianchi.
    Stalin al potere
    Trotsky sconfigge il drago della controrivoluzione zarista, manifesto del 1918
    Con la malattia e la morte di Lenin, Stalin e il gruppo attorno a lui (che inizialmente, nel periodo della cosiddetta trojka, includeva anche le frazioni di Lev Kamenev e Grigorij Zinov'ev) furono in grado di consolidare il proprio controllo sul Partito e sullo Stato. Il 1924 è l'anno della "lotta contro il trotskismo", un feroce scontro ideologico in cui, senza risparmio di colpi bassi (con accuse reciproche molto dure sul ruolo avuto dai vari dirigenti nell'Ottobre, negli anni precedenti e negli anni successivi), viene portata avanti l'emarginazione dell'ala trotskista (che inizia a farsi chiamare "Opposizione di sinistra"), fino all'ottenimento delle dimissioni di Trotsky dal posto di Commissario del Popolo alla Guerra e agli Affari della Marina (gennaio 1925).
    Trotsky aveva infatti approfondito la sua teoria della Rivoluzione Permanente (che aveva peraltro già preso le mosse subito dopo la fallita rivoluzione del 1905), che si poneva in netto contrasto con la politica stalinista di costruire il "socialismo in un solo paese". I punti decisivi della polemica dell'Opposizione in quegli anni sono la critica al regime autoritario vigente nel Partito, la critica allo sviluppo di deformazioni burocratiche nell'apparato statale sovietico, l'opposizione allo sviluppo di una nuova borghesia in seguito al prolungamento eccessivo delle misure di mercato (NEP); sul piano delle rivendicazioni, il gruppo di Trotsky chiede una politica di forte industrializzazione, un piano di collettivizzazione volontaria nelle campagne (da realizzarsi in tempi lunghi) e soprattutto la promozione su scala mondiale di nuove rivoluzioni proletarie (Cina, Germania), viste come unica soluzione ai pericoli di involuzione del regime interno dell'URSS.
    Dopo la brusca rottura della trojka e la costituzione di un nuovo blocco Stalin-Bucharin che allontana da ogni posizione di potere le frazioni Kamenev e Zinov'ev (forti soprattutto a Leningrado), queste ultime formano nel 1926, insieme ad altri gruppi minori, un'alleanza con il gruppo di Trotsky che sarà conosciuta come Opposizione Unificata. Si apre una fase di scontri sempre più violenti tra il gruppo al potere e i gruppi oppositori, che contavano su decine se non centinaia di migliaia di sostenitori nel Partito e nel sindacato.
    Nell'autunno 1927 l'Opposizione decide di organizzare in forma autonoma la celebrazione del decimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre; è da parte di Trotsky e dei suoi alleati un tentativo di una prova di forza nei confronti del regime staliniano in formazione. In piazza nelle principali città del Paese (e specialmente a Mosca e Leningrado) scendono migliaia di persone sotto le bandiere dell'Opposizione Unificata, che si scontrano con sostenitori di Stalin e con le milizie statali: le dimostrazioni degli oppositori sono sciolte con la forza. Pochi giorni dopo, il 12 novembre, Trotsky e Zinov'ev sono espulsi dal partito Comunista Sovietico, lasciando Stalin alla guida indiscussa dell'Unione Sovietica (Kamenev sarà espulso poche settimane dopo e in seguitò sarà liquidato anche l'alleato Bucharin).
    Piegata l'Opposizione e iniziata la persecuzione sistematica dei suoi militanti, Trotsky venne esiliato ad Alma Ata (oggi nel Kazakhistan) il 31 gennaio 1929. Fu poi espulso e si spostò dalla Turchia alla Francia e alla Norvegia, stabilendosi finalmente in Messico su invito del pittore Diego Rivera: visse ad un certo punto nella casa di Rivera, e in un altro momento in quella della moglie del pittore, l'artista Frida Kahlo, con cui ebbe una breve relazione. Nel 1938, Trotsky fondò un'organizzazione marxista internazionale, denominata Quarta Internazionale, la quale intendeva essere un'alternativa trotskista alla Terza Internazionale stalinista. Ebbe una discussione con Rivera e nel 1939 si spostò in una residenza sua. Il 24 maggio 1940, Trotsky sopravvisse a un raid nella sua casa da parte di assassini stalinisti capitanati dal pittore Siqueiros. Mentre era a casa sua, a Coyoacán (un sobborgo di Città del Messico), il 20 agosto 1940, venne aggredito alle spalle da Ramón Mercader, rivelatosi un agente stalinista, che gli sfondò il cranio usando una piccozza. Trotsky morì il giorno seguente.
    Prospettiva della tomba di Trotsky
    Mercader in seguito testimoniò al suo processo:
    La casa di Trotsky a Coyoacán è stata preservata più o meno nelle stesse condizioni in cui si trovava il giorno del suo assassinio ed è oggi un museo. La tomba di Trotsky si trova nel terreno attorno alla casa.
    Poco prima del suo brutale assassinio, all'età di sessantuno anni, scrisse nel suo testamento:
    Opere
    Durante la sua vita, Trotsky fu uno scrittore prolifico e molti dei suoi scritti sono disponibili on-line (www.marxists.org/archive/trotsky/index.htm) sotto licenza GFDL. Un'altra fonte di opere di Trotsky è The Lubitz TrotskyanaNet (in inglese).
    Rivoluzione permanente (1930)
    Storia della rivoluzione russa (1932)
    La rivoluzione tradita (1938)
    Note


      ^ Lev Trotsky è il nome con cui si firmò sempre in tutti i propri scritti destinati all'estero, e perciò quello con cui lo si designa universalmente. Bronštejn fuggendo dalla prigione di Odessa assunse come pseudonimo il nome del proprio carceriere, N. Trockij: questa è la traslitterazione scientifica del nome Троцкий; sono usate anche le traslitterazioni Trotski, Trozkij, Trotskij, Trotzki o Trotzky. Il nome è spesso tradotto in Leone in italiano o Leon in inglese e varie lingue romanze.
      ^ Il titolo del film di Roberto Benigni La vita è bella è una citazione di questa frase di Trotsky.

    Bibliografia essenziale
    Pierre Broué, La rivoluzione perduta. Vita di Trockij, 1879 – 1940, Bollati Boringhieri, 1991.
    Isaac Deutscher, trilogia su Trotsky, Il profeta armato, Il profeta disarmato, Il profeta esiliato, Longanesi negli anni dopo il 1970.
    Victor Serge, Vita e morte di Trotzkj, Laterza,1973
    Voci correlate
    Trotskismo
    Lenin
    Rivoluzione d'Ottobre
    Aleksandra Sokolovskaya
    Pietro Tresso
    Quarta Internazionale
    Rivoluzione permanente
    Altri progetti
    Commons
    Wikiquote
    Wikimedia Commons contiene file multimediali su Lev Trotsky
    Wikiquote contiene citazioni di o su Lev Trotsky
    Collegamenti esterni
    Opere di Trotsky

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Lev_Trotsky"
    Categorie: Biografie | Politici russi | Rivoluzionari russi | Nati nel 1879 | Morti nel 1940 | Nati il 7 novembre | Morti il 21 agosto | Trotskismo | Politici sovietici | Militari sovietici | Guerra civile russa | Persone morte assassinate | Comunisti | Personalità legate a San PietroburgoCategorie nascoste: BioBot | Voci di qualità su be-x-old.wiki

    « Torna al 7 Novembre


    Cerca compleanni per iniziale: a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z 5
    Oppure per mese: Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre