Leonid Brežnev (1906-1982)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Leonid Il'ič Brežnev
  • Scomparso nel: 1982
  • Data di nascita: 19 Dicembre 1906
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Dneprodzerźinsk
  • Nazione: Ucraina
  • Leonid Brežnev in Rete:

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  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

       

    Leonid Il'ič Brežnev
    Luogo di nascita
    Dnìprodzeržins'k
    Data di nascita
    19 dicembre 1906
    Luogo di morte
    Mosca
    Data di morte
    10 novembre 1982
    Partito politico
    Partito comunista dell'Unione Sovietica
    Coalizione
    Mandato
    14 ottobre 1964 - 10 novembre 1982
    Elezione
    Titolo di studio
    Professione
    Coniuge
    Vicepresidente
    Predecessore
    Nikita Sergeevič Chruščëv
    Successore
    Jurij Vladimirovič Andropov



    Luogo di nascita
    Data di nascita
    Luogo di morte
    Data di morte
    Partito politico
    Coalizione
    Mandato
    7 maggio 1960 - 15 luglio 1964
    Elezione
    Titolo di studio
    Professione
    Coniuge
    Vicepresidente
    Predecessore
    Kliment Vorošilov
    Successore
    Anastas Mikoyan



    Luogo di nascita
    Data di nascita
    Luogo di morte
    Data di morte
    Partito politico
    Coalizione
    Mandato
    16 giugno 1977 - 10 novembre 1982
    Elezione
    Titolo di studio
    Professione
    Coniuge
    Vicepresidente
    Predecessore
    Nikolaj Podgornyj
    Successore
    Vasilij Vasil'evič Kuznecov

    Leonid Il'ič Brežnev (Леонид Ильич Брежнев) (Dnìprodzeržins'k, 19 dicembre 1906 – Mosca, 10 novembre 1982) è stato un politico sovietico, l'effettivo capo assoluto dell'Unione Sovietica dal 1964 al 1982, anche se all'inizio in collaborazione con altri.
    Fu segretario generale del Partito comunista dell'Unione Sovietica dal 1964 al 1982, e due volte a capo del Praesidium del Soviet supremo (capo dello stato), dal 1960 al 1964 e dal 1977 al 1982.

    L'ascesa al potere
    Brežnev nacque a Kamenka (oggi Dnìprodzeržins'k) in Ucraina, figlio di un operaio dell'acciaio. Il suo vero cognome era Brežnёv (Брежнёв, Brežnjòv) e così si fece chiamare fino al 1956. Nonostante fosse di famiglia russa, mantenne la pronuncia e le abitudini ucraine per l'intera vita. Come molti ragazzi appartenenti alle classi operaie, negli anni successivi alla rivoluzione russa ricevette un'educazione tecnica, prima in economia agraria, poi in metallurgia. Diplomatosi nell'Istituto di studi Metallurgici di Dneprodzerźinsk e laureatosi in Ingegneria Metallurgica, lavorò per qualche tempo in alcune industrie del ferro e dell'acciaio nell'Ucraina orientale. Si unì alle organizzazioni giovanili del PCUS, il Komsomol, nel 1923, e divenne membro del partito stesso nel 1931.
    Nel 1935-1936 Brežnev partì per il servizio militare, e dopo l'addestramento alla scuola carristi divenne commissario politico in una compagnia di cavalleria corazzata. Nel 1936 fu anche direttore dell'Istituto Superiore Tecnico di Studi Metallurgici di Dneprodzerźinsk, prima di essere trasferito al capoluogo della regione, Dnepropetrovsk. Qui, nel 1939, diventò segretario di partito, incaricato di gestire le importanti industrie militari della città.
    Brežnev apparteneva alla prima generazione di comunisti sovietici che non avevano una vera memoria di come fosse la Russia prima della rivoluzione, e che erano troppo giovani per aver partecipato a quelle lotte per il comando del Partito che si erano scatenate dopo la morte di Lenin nel 1924. Quando egli vi entrò Stalin ne era il capo indiscusso, e lui con molti altri crebbero politicamente nel segno dello stalinismo senza porsi dubbi o domande sulla bontà delle scelte che venivano dall'alto. Coloro che sopravvissero alle Grandi purghe del 1937-1939 ebbero una carriera incalzante e molto rapida, dal momento che molte posizioni nei ranghi medi e alti del Partito, del governo e delle Forze Armate restavano vacanti per l'eliminazione di chi le occupava.
    Nel giugno 1941 la Germania nazista invase l'Unione Sovietica e, come molti ufficiali del Partito che godevano di considerazione, Brežnev fu immediatamente richiamato alle armi (i suoi ordini avevano la data del 22 giugno). Egli si occupò dell'evacuazione delle fabbriche di Dnepropetrovsk nell'Est russo, prima che la città cadesse in mano tedesca il 26 agosto, e fu poi riassegnato come politruk (политрук, commissario politico). In ottobre, Breźnev fu messo a capo dell'amministrazione politica per l'intero Fronte Meridionale, col grado di Commissario di Brigata.
    Brežnev (a destra) nel 1942
    Nel 1942, con l'Ucraina completamente in mano tedesca, Brežnev fu inviato in Caucaso come capo dell'amministrazione politica del fronte transcaucasico. Nell'aprile 1943 diventò capo del dipartimento politico della XVIII Armata, che successivamente fu inserita nel I Fronte Ucraino, quando l'Armata Rossa riprese l'iniziativa e cominciò l'avanzata verso occidente sul territorio ucraino. Il commissario politico del Fronte, suo diretto superiore, era Nikita Chruščёv, che divenne un importante alleato nella carriera di Brežnev. Alla fine della guerra in Europa Brežnev occupava la posizione di capo commissario politico del IV Fronte Ucraino, che entrò a Praga dopo la resa tedesca.
    Nell'agosto 1946 Brežnev lasciò l'Armata Rossa col grado di Maggior Generale: era stato commissario politico per l'intera durata del conflitto, e si era occupato pochissimo di incarichi di comando militare vero e proprio. Dopo aver lavorato su alcuni progetti per la ricostruzione in Ucraina, tornò alla vita civile come primo segretario a Dnepropetrovsk. Nel 1950 divenne deputato del Soviet Supremo, il parlamento dell'URSS; nello stesso anno, fu primo segretario nella RSS Moldava, che era stata da poco assorbita nell'Unione Sovietica dopo l'annessione alla Romania. Nel 1952 divenne membro del Comitato Centrale del Partito Comunista, e successivamente del Praesidium (già noto come Politburo).
    Brežnev e Chruščёv
    Stalin morì nel marzo del 1953, e nella riorganizzazione che seguì fu abolito il Praesidium, assieme ad una generale ristrutturazione del Politburo. Anche se Brežnev non vi fu incluso, fu comunque nominato capo del Direttorato Politico dell'Esercito e della Marina, col grado di Tenente Generale, una posizione di grande rilievo la cui assegnazione fu probabilmente non priva dell'influenza del suo mèntore e amico, Nikita Chruščёv, il quale aveva da poco preso il posto di Stalin come segretario generale del partito. Nel 1955 venne nominato primo segretario del partito in Kazakhstan, una posizione a sua volta molto importante.
    Nel febbraio del 1956 Brežnev fu richiamato a Mosca, promosso a membro candidato del Politburo, e fu incaricato dell'industria degli armamenti, del programma spaziale, dell'industria pesante e della loro amministrazione. In quei momenti, come membro dell'entourage di Chruščёv, egli diede supporto a quest'ultimo nella lotta contro la vecchia guardia stalinista della leadership di partito, il cosiddetto "Gruppo Anti-partito" guidato da Vyacheslav Molotov, Georgij Malenkov e Lazar Kaganovič. Seguendo la sconfitta della vecchia guardia Brežnev divenne un membro pieno del Politburo.
    Nel 1959 Brežnev divenne secondo segretario del Comitato centrale e nel maggio 1960 fu promosso a presidente del Praesidium del Soviet supremo, rendendolo nominalmente Capo dello Stato. Anche se il vero potere era nelle mani di Chruščёv, che era segretario di partito, la posizione presidenziale permise a Brežnev di viaggiare all'estero, e così inizio a sviluppare il gusto per i ricchi abiti occidentali e le automobili, per le quali divenne poi famoso.
    Il marxismo-leninismo di Brežnev
    Divenne presidente dell'URSS nel 1964, dopo le dimissioni di Chruščёv dovute apparentemente ad una cospirazione guidata dallo stesso Brežnev, insieme ad Aleksandr Šelepin e al capo del KGB Vladimir Semičastny.
    La sua politica (soprattutto quella estera) si basò su una versione del marxismo-leninismo che venne chiamata dottrina Brežnev (nota anche come teoria o "dottrina della sovranità limitata"). Egli dichiarò che l'Unione Sovietica fosse lo stato guida del comunismo e che avesse il diritto di intervenire, anche militarmente, negli affari interni dei paesi alleati. Si giustificò così, nel 1968, l'intervento in Cecoslovacchia dell'URSS (assieme ad altri contingenti dei paesi membri del patto di Varsavia), mettendo fine alla primavera di Praga.
    La politica estera
    Negli anni settanta fu il principale interlocutore della Ostpolitik del cancelliere della Germania Occidentale Willy Brandt.
    Tolse la Iugoslavia del maresciallo Tito dall'isolamento ideologico e politico a cui era stata condannata da Stalin e avviò dei rapporti di collaborazione con la Francia.
    Nei confronti di Stati Uniti ed Europa occidentale egli perseguì una politica di distensione, riportando risultati significativi agli inizi degli anni settanta, ad esempio con la firma del primo trattato sulla limitazione delle armi strategiche SALT II. Tuttavia l'intervento sovietico in Afghanistan nel 1979 segnò un deterioramento nelle relazioni USA-URSS che portò tra l'altro al boicottaggio di due Olimpiadi, quelle del 1980 a Mosca, e quelle del 1984 a Los Angeles.
    Negli ultimi anni della sua vita Brežnev, nonostante la salute malferma e la vecchiaia, consolidò il proprio potere: nel 1976 fu nominato maresciallo dell'Unione Sovietica, l'anno successivo venne rieletto alla presidenza del Soviet Supremo e nel 1981 fu di nuovo alla guida del PCUS.
    Negli ultimi mesi della sua vita riaprì alcuni negoziati con la Repubblica Popolare Cinese.
    La passione per le automobili
    La "Rolls-Royce Silver Shadow" di Breznev conservata al museo di Riga
    Ben nota era la grande passione del leader sovietico per le automobili, con una particolare predilezione per le grandi berline ad alte prestazioni. Dopo la sua elezione al vertice dell'URSS, i politici dell'intero pianeta fecero a gara per dimostrare la loro amicizia attraverso il dono di lussuose vetture.
    Nel 1980 il garage di Breznev era giunto a contenere una cinquantina di fuoriserie, che egli faceva manutenere con scrupolo e che utilizzava a turno, guidandole personalmente a velocità sostenuta sulla Leningradskij Prospekt che, nelle occasioni, veniva opportunamente chiusa al traffico per diverse ore.
    Fu in una di queste "scorribande", nel 1980, che Breznev distrusse la sua Rolls-Royce Silver Shadow del 1966, in un pauroso incidente. La vettura è ora conservata al Motor Museum di Riga e, all'epoca, venne immediatamente rimpiazzata dalla casa inglese.
    Tra i pezzi più importanti della collezione, anche una speciale Mercedes Limousine a sei porte, costruita in soli due esemplari. L'altro venne donato all'imperatore Hirohito.
    Il presidente americano Richard Nixon regalò al collega sovietico, nel 1972, una Cadillac Eldorado e, dietro esplicita richiesta dello stesso Breznev, nel 1974 gli fece recapitare una speciale versione personalizzata di Lincoln Continental.
    Anche il comitato centrale del P.C.I., al termine della crisi internazionale causata dalla primavera di Praga, fece dono al leader comunista di una fiammante Maserati Quattroporte, all'epoca considerata la berlina dalle più elevate prestazioni della produzione mondiale.
    Dopo la morte di Breznev, la collezione venne smembrata, per finire nelle mani di commercianti stranieri di auto d'epoca.
    Note


      ^ Franco Venturini, Corriere della Sera, 11 agosto 2005

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    Invasione sovietica dell'Afghanistan
    Jurij Andropov

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