Leandro Arpinati (1892-1945)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 1945
  • Data di nascita: 29 Febbraio 1892
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Civitella di Romagna (FC)
  • Nazione: Italia
  • Leandro Arpinati in Rete:

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  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Leandro Arpinati (Civitella di Romagna, 29 febbraio 1892 – Argelato, 22 aprile 1945) è stato un politico italiano.
    Famoso e/o famigerato fascista dissidente. Prima della prima guerra mondiale fu un anarchico individualista e, come il conterraneo Benito Mussolini, di cui era inizialmente amico, collaborò al giornale socialista "La lotta di classe"; fu fervente interventista fin dall'agosto del 1914. In quegli anni si stabilì a Bologna, dove lavorò come ferroviere. Nei primi anni '20 fondò il secondo Fascio di combattimento nella città felsinea.
    Il 21 novembre 1920 capeggiava una delle squadre che presero parte agli scontri tra fascisti e socialisti in Piazza Nettuno e Piazza Maggiore a Bologna, episodio ricordato come la Strage di Palazzo d'Accursio().
    Nel 1921 divenne deputato e, dopo la Marcia su Roma, vice-segretario generale del Partito Nazionale Fascista. Nel 1926 divenne podestà di Bologna, carica che lasciò nel 1929 per la poltrona di sottosegretario agli Interni.
    Ricoprì molti incarichi anche in ambito sportivo: a cavallo tra gli anni '20 e '30 fu presidente del CONI e della FIGC, diede il via all'importante riforma del campionato di calcio e ottenne l'organizzazione dei Mondiali del 1934.

    Dal punto di vista sportivo (e a proposito di conflitto di interessi), vale forse la pena ricordare un episodio risalente al 1926-27, mentre Arpinati era presidente della Figc: il Torino vince lo scudetto ma emerge un episodio di corruzione (di un calciatore della Juventus da parte di un dirigente del Toro) provoca la revoca dello scudetto che dovrebbe essere assegnato d'ufficio al Bologna secondo in classifica. Arpinati teme però che tale assegnazione possa essere giudicata di parte, essendo lui bolognese e pertanto decide per la non assegnazione del titolo.
    Nei primi anni '30 s'incrinarono però i suoi rapporti con il segretario del PNF Achille Starace, che lo accusò di aver organizzato lui stesso l'attentato verificatosi ai danni di Mussolini il giorno dell'inaugurazione dello Stadio di Bologna (31 ottobre 1926), visto che il giovane attentatore, Anteo Zamboni, era figlio di un amico di Arpinati. Fu dunque etichettato come nemico del regime e fu confinato, prima a Lipari dal 1934 al 1937 e poi nel borgo di Malacappa, presso Bologna, agli arresti domiciliari.
    Nel 1943, rifiutò l'invito, fattogli da Mussolini in persona, di aderire alla Repubblica di Salò. Nonostante questo, fu ucciso il 22 aprile del 1945 (il giorno dopo la Liberazione di Bologna), a Malacappa, da un gruppo di partigiani.


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