Kim Il Sung (1912-1994)

Informazioni di base:

  • Vero Nome: Kim Sŏng-ju
  • Scomparso nel: 1994
  • Data di nascita: 15 Aprile 1912
  • Professione: Politico
  • Luogo di nascita: Mangyongdae
  • Nazione: Corea del Nord
  • Kim Il Sung in Rete:

  • Wikipedia: Kim Il Sung su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)


    Kim Il Sung
    Luogo di nascita
    Pyongyang, Corea giapponese
    Data di nascita
    15 aprile 1912
    Luogo di morte
    Pyongyang, Corea del Nord
    Data di morte
    8 luglio 1994 (82 anni)
    Partito politico
    Partito dei Lavoratori di Corea
    Mandato
    28 dicembre 1972 – In eterno (deceduto l'8 luglio 1994)
    Elezione
    Professione
    Vicepresidente
    Predecessore
    Titolo istituito
    Successore
    Ufficialmente in carica eterna
    Kim Il-sung (Pyongyang, 15 aprile 1912 – Pyongyang, 8 luglio 1994) è stato un politico nordcoreano di stampo comunista e capo della Repubblica Democratica Popolare di Corea (Corea del Nord) dal 1948 alla sua morte. Ha retto l'incarico di Primo Ministro dal 1948 al 1972 e di Presidente a partire dal 1972, ma la vera fonte del suo potere era il suo ruolo di Segretario generale del Partito dei Lavoratori di Corea.
    È noto per la portata del suo culto della personalità: la Corea del Nord si riferisce a lui in maniera ufficiale come al "Grande Leader", ed è immortalato nella costituzione come "eterno Presidente" della nazione. Il suo compleanno è festività pubblica in Corea del Nord. Ivi è ufficialmente riconosciuto come Grande Leader KIM IL-SUNG, Presidente Kim Il-sung o Generale Kim Il-sung.
    L'adorazione nei suoi confronti e il conferimento di questi pomposi epiteti ha avuto uno slancio particolare alla salita al potere di Kim Jong Il che, per legittimarsi, ha tentato in ogni modo di presentarsi come legittimo erede di Kim Il-sung, ancora molto apprezzato dal popolo coreano.

    Salita al potere
    Casa natale di Kim Il Sung a Mangyondae.
    Kim, primo dei tre figli di Kim Hyonh Jik e Kang Pan Sok, nacque come Kim Sŏng-ju, probabilmente in un villaggio di Mangyongdae, nei pressi di Pyongyang, nella Corea settentrionale all'epoca sotto occupazione dell'Impero giapponese. La famiglia di Kim era attiva nell'opposizione ai giapponesi, e nel 1920 dovette fuggire in Cina. Kim venne mandato a scuola a Jilin, ma la sua educazione formale finì quando venne arrestato e incarcerato per attività sovversive. Kim si unì a diversi gruppi di guerriglia anti-giapponese nella Cina settentrionale, divenendo infine un membro dell'Esercito Unito Anti-giapponese del Nord-est, un gruppo guerrigliero guidato dal Partito Comunista Cinese.
    Kim combatté in questa unità a partire all'incirca dal 1935, salendo di grado fino a diventarne uno dei comandanti nel 1941, quando i giapponesi scacciarono la guerriglia dalla Cina settentrionale. Durante questo periodo adottò il nome di Kim Il-sung. Kim fuggì in Unione Sovietica e venne inviato in un campo nei pressi di Khabarovsk, dove i guerriglieri comunisti coreani venivano riaddestrati dai sovietici. Li divenne Capitano dell'Armata Rossa.
    Il Partito Comunista Coreano venne fondato nel 1925, ma venne subito sciolto a causa di dissidi interni. Nel 1931 Kim entrò nel Partito Comunista Cinese. Quando fece ritorno in Corea, nel settembre del 1945, assieme alle forze di occupazione sovietiche, venne messo a capo del Comitato Popolare Provvisorio, ma non era a quell'epoca a capo del Partito Comunista, il cui quartier generale si trovava a Seul nella zona occupata dagli statunitensi (si veda l'articolo Partito dei Lavoratori Coreano per ulteriori dettagli storici sull'ascesa al potere di Kim).
    Capo della Repubblica Democratica Popolare di Corea
    Per il 1948 era evidente che l'immediata riunificazione della Corea non era possibile, e i sovietici nominarono Kim Primo Ministro della neonata Repubblica Democratica Popolare di Corea (RDPC). Seguendo il percorso tipico dei paesi satelliti dell'URSS, il Partito Comunista si "fuse" con diversi gruppi più piccoli per formare il Partito dei Lavoratori Nordcoreano, il quale nel 1949 si fuse con la sua controparte sudcoreana per diventare il Partito dei Lavoratori Coreano, con Kim alla presidenza.
    Nel giugno 1950, la RDPC lanciò un attacco contro la Repubblica di Corea (si veda Guerra di Corea). All'epoca, i capi degli Stati Uniti e dei loro alleati credevano che l'attacco fosse stato ordinato da Stalin. Essi presupposero l'esistenza di un monolitico movimento comunista mondiale diretto dal Cremlino. Ora appare più probabile che la decisione venne presa da Kim di propria iniziativa, e che sovietici e Repubblica Popolare Cinese acconsentirono con riluttanza. Le forze nordcoreane conquistarono Seul e occuparono gran parte del Sud, ma vennero ben presto respinte dalle forze delle Nazioni Unite, guidate dagli Stati Uniti. Entro ottobre le forze ONU avevano ripreso Seul e occupato Pyongyang, e Kim e il suo governo furono costretti a rifugiarsi in Cina.
    Ma in novembre, le truppe cinesi entrarono in guerra e respinsero le forze ONU, rioccupando Pyongyang in dicembre e Seul nel gennaio 1951. In marzo le forze dell'ONU presero nuovamente Seul, e il fronte si stabilizzò lungo quella che alla fine sarebbe diventata la "Linea di armistizio" permanente del 1953. Postosi al seguito delle forze cinesi, Kim fu in grado di ristabilire il suo governo a nord di questa linea.
    Il potere assoluto
    Kim Il Sung nel 1946
    Reinstallato come governante della Corea del Nord, Kim usò l'opportunità per eliminare i suoi rivali politici, in particolare l'ex leadership comunista sudcoreana, e si impegnò nella ricostruzione della nazione, che era stata devastata dalla guerra. Lanciò un piano economico nazionale quinquennale per fondare una economia di comando in stile sovietico, con tutte le industrie nazionalizzate e tutta l'agricoltura collettivizzata. L'economia era basata sull'industria pesante, in particolare sulla produzione di armi. La Corea del Nord manteneva delle forze armate numerose, per difendere la linea del cessate il fuoco del 1953.
    Durante gli anni Cinquanta, Kim veniva visto come un governante ortodosso del blocco comunista, leale e in definitiva sotto il controllo dell'Unione Sovietica. Quando negli anni Sessanta si sviluppò la crisi cino-sovietica, apparve che si considerava indipendente. Si schierò con i cinesi nei primi anni Sessanta, ma non chiuse mai le relazioni con i sovietici. Quando dopo il 1966 esplose in Cina la rivoluzione culturale, Kim tornò a fianco dell'URSS. Allo stesso tempo sviluppò un culto della personalità ancor più grande di quello di Mao Zedong, nel quale Kim venne dichiarato essere il "Grande Leader". Kim sviluppò una politica di juche (autosufficienza), che vide la Corea del Nord isolarsi sempre più dal resto del mondo.
    Una nuova costituzione venne proclamata nel dicembre del 1972 e in base ad essa Kim divenne Presidente della Corea del Nord. Per quell'epoca aveva già deciso che suo figlio Kim Jong-il gli sarebbe succeduto, e delegò sempre più a lui la conduzione del governo. Il vero potere della famiglia Kim risiedeva nella lealtà dell'esercito, che era garantita sia dal prestigio rivoluzionario di Kim Il-Sung che dall'appoggio del veterano ministro della difesa, Oh Jin-wu. Al sesto congresso del Partito, nell'ottobre del 1980, Kim designò pubblicamente il figlio come suo successore.
    Gli ultimi anni
    Durante gli anni Settanta, il culto della personalità di Kim crebbe sempre più grande e grottesco. Si diceva che Kim supervisionasse praticamente ogni aspetto della vita della Corea del Nord, e gli venivano attribuiti poteri quasi sovrannaturali. La RDPC sostenne che la Corea sarebbe stata riunificata prima del 70° compleanno di Kim (1982), e che c'erano timori ad occidente che Kim avrebbe lanciato una nuova Guerra di Corea, ma in quel periodo la disparità nella potenza economica e militare tra il Nord e il Sud ancora appoggiato dagli USA, rese tale impresa impossibile.
    In questo periodo si pensa che Kim abbia sviluppato una crescita anomala sul retro del collo. Tutte le sue foto successive vennero scattate con una angolazione che nascondeva la crescita, e menzionarla era considerato un reato. Non si sa se questa "escrescenza" abbia a che fare con la sua morte.
    A partire dagli anni Ottanta la Corea del Nord incontrò difficoltà economiche sempre maggiori. L'effetto pratico della Juche fu di escludere il paese da praticamente tutto il commercio estero. Le riforme economiche di Deng Xiaoping in Cina, dopo il 1976, significarono che il commercio con l'economia arretrata della Corea del Nord divenne sempre meno interessante per la Cina, mentre la caduta del comunismo in Unione Sovietica nel 1991, completò l'isolamento della nazione. Questo, aggiunto al livello sempre alto di spese per gli armamenti, portò ad una crisi economica costantemente in crescita, aggravata anche da alcuni tragici eventi climatici che hanno spesso compromesso la produzione agricola, settore fra i più importanti dell'economia del paese. Le differenze fra lo stile di vita della Corea del Nord e della Corea del Sud divenne sempre più evidente, ma i cittadini della Corea del Nord erano completamente tagliati fuori dalle notizie provenienti dall'esterno.
    Successione
    Per gli anni Novanta la Corea del Nord era completamente isolata dal resto del mondo, ad eccezione dei limitati contatti con la Cina. La sua economia era virtualmente in bancarotta, inceppata dalle enormi spese militari, con un settore agricolo incapace di sfamare la popolazione. I media nordcoreani non diedero assolutamente alcun indizio di ciò, continuando a lodare Kim come il più grande genio della storia coreana. Kim morì improvvisamente per un attacco cardiaco l'8 luglio 1994 alle 2 di mattina, a Pyongyang, lasciando in eredità la crisi crescente a Kim Jong-il. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone, molte delle quali piangevano e invocavano il suo nome durante la processione.
    Kim Il-sung si era sposato due volte. La sua prima moglie, Kim Chong-suk, gli diede due figli maschi e una femmina. Kim Jong-il, il suo primogenito, nacque a Khabarovsk, anche se la Corea del Nord dice che nacque sulle montagne della Corea settentrionale. L'altro figlio morì in un incidente mentre nuotava. Kim Chong-suk morì di parto nel 1949 mentre dava alla luce un bambino morto. Kim sposò la seconda moglie, Kim Song-ae, nel 1962, e si ritiene che ebbe con lei quattro figli. Uno di questi, Kim Pyong-il, fu una figura di spicco della politica nordcoreana, fin quando venne bandito e inviato come ambasciatore in Ungheria, per evitare una lotta di potere dopo la morte di Kim Il-sung.
    Collegamenti esterni
    Kim Il-sung: Programma in 10 punti per la riunificazione della nazione
    Cariche statali e militari

    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Kim_Il_Sung"
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