Joseph Bonanno (1905-2002)

Informazioni di base:

  • Scomparso nel: 2002
  • Data di nascita: 18 Gennaio 1905
  • Professione: Mafioso
  • Luogo di nascita: Castellammare del Golfo (TP)
  • Nazione: Italia
  • Joseph Bonanno in Rete:

  • Wikipedia: Joseph Bonanno su Wikipedia
  • Biografia:

    (estratta da Wikipedia)

    Joseph Bonanno
    Joseph Bonanno , soprannominato "Joe Bananas", (Castellammare del Golfo, 18 gennaio 1905 – Tucson, 11 maggio 2002) è stato un criminale statunitense di origine italiana.
    Bonanno fu uno dei più importanti mafiosi italo-americani, a capo di una potente famiglia della mala newyorkese, la famiglia Bonanno. Era soprannominato Joe Bananas da un errore di stampa di un giornale dell'epoca. A Joe Bonanno non piaceva stare sotto i riflettori, al contrario di molti mafiosi dell'epoca, che andavano quasi puntualmente alle feste mondane. Ma anche Joe, suo malgrado, si trovò al centro dell'interesse della stampa.

    Dall'Italia agli Stati Uniti
    Joseph Bonanno nacque a Castellammare del Golfo, in Sicilia, ma emigrò negli Stati Uniti, all'età di tre anni, nel 1908. La sua famiglia decise però di trattenersi poco nel nuovo continente e solamente alcuni anni più tardi fece ritorno in Sicilia. Joseph durante l'infanzia crebbe circondato dalle idee anti-fasciste della famiglia e per questo nel 1925, quando il potere di Mussolini si consolidò, fu costretto ad abbandonare l'Italia per trasferirsi a Cuba. Al momento dell'esilio nell'isola caraibica, Bonanno era già in contatto con diversi mafiosi e tentò addirittura di impedire al partito fascista di Mussolini di conquistare il potere in Sicilia. Dopo un breve periodo a Cuba, Bonanno fece ritorno negli Stati Uniti, dove diventò cittadino naturalizzato nel 1945.
    Nel 1927 Don Vito Cascio Ferro, preminente mafioso italiano che coltivava il sogno di controllare l'impero oltreoceano, decise di inviare il suo fedelissimo Salvatore Maranzano negli Stati Uniti perché collaborasse con Bonanno al fine di portare la mafia italo-americana sotto il suo controllo. Fu così che Maranzano intraprese una lotta contro colui che aveva il controllo sull'intera mafia newyorkese: Joe "The Boss" Masseria.
    La guerra Castellammarese
    La lotta tra Maranzano e Masseria si trasformò ben presto in una vera e propria guerra, che prese il nome di guerra castellammarese.
    Ma, all'interno delle loro stesse organizzazioni, Maranzano e Masseria avevano un gruppo di giovani uomini senza scrupoli che approfittarono di questa faida per salire di grado nella gerarchia della famiglia di appartenenza. Fu così che i due potenti boss furono assassinati a meno di cinque mesi l'uno dall'altro da un gruppo di giovani mafiosi comprendente: Lucky Luciano, Bugsy Siegel e Meyer Lansky. Dopo la morte di Maranzano, Luciano creò una sorta di comitato di controllo sulle attività mafiose, denominato Commissione. Ne facevano parte le cinque famiglie della mafia newyorkese e la famiglia Bonanno era una di queste.
    Il controllo della famiglia
    Bonanno incorporò gran parte degli affiliati a Maranzano nella sua famiglia. I suoi interessi nel campo commerciale spaziavano dall'abbigliamento alle fabbriche di formaggio fino alle imprese di pompe funebri. Si dice che fu proprio Bonanno ad inventare il modo per occultare i cadaveri chiamato "doppia bara": il corpo da occultare veniva nascosto sotto quello di un cliente delle pompe funebri.
    Negli anni '60, Bonanno decise di espandere le sue attività in Arizona e California. Così gli affari a New York iniziarono a risentirne e, tenuto anche conto del fatto che le altre famiglie si risentivano per la sete di potere di Bonanno, ben presto ci furono aspre ripercussioni. Bonanno iniziò ad investire nel settore del gioco d'azzardo a Cuba con l'amico Meyer Lansky e aprì degli altri esercizi in Canada. In questo periodo, i boss delle altre famiglie iniziarono a sospettare che Bonanno stesse tentando di prendere il controllo anche dei loro territori.
    Molti piani, un tradimento ed un rapimento
    Dopo la morte di Joseph Profaci, un buon amico di Bonanno e boss dell'omonima famiglia, Joe Magliocco ne diventò il capo. Fu a questo punto che Bonanno tentò di convincere Magliocco ad eliminare alcuni boss eccellenti, fra cui Carlo Gambino, Tommy Lucchese e Sam Giancana. Rispettando la gerarchia del potere mafioso, Magliocco delegò a Joe Colombo il compito di provvedere a questi assassinii, ma quest'ultimo lo tradì e andò a riferire il piano agli altri membri della Commissione.
    La Commissione pretese una spiegazione da Magliocco e Bonanno, ma quest'ultimo si rifiutò di presentarsi e rispondere alle domande. All'epoca, Magliocco era anziano e molto malato, ragion per cui la Commissione fu piuttosto clemente, infliggendogli una multa di 50.000 $ e obbligandolo a ritirarsi dalla vita criminale attiva. Un mese dopo, Magliocco morì di cause naturali.
    I membri della Commissione avevano sperato che la clemenza nei confronti di Magliocco avrebbe portato Bonanno a confessare. In ogni caso, visto e considerato che molti di loro conoscevano Bonanno fin dall'infanzia, furono riluttanti ad accettare la proposta di Sam Giancana di uccidere Bonanno senza prima aver ascoltato una sua dichiarazione.
    Nel 1964, Bonanno ed il suo rappresentante legale furono rapiti da un uomo di fiducia di Bonanno stesso, Mike Zaffarino. Bonanno fu tenuto prigioniero per 19 mesi a New York, dopodiché accettò di ritirarsi, di consegnare la gestione del business della famiglia alla Commissione (circa 2 miliardi di dollari all'anno) e di trasferirsi in un altro Paese.
    La guerra di Joe Bananas
    Bonanno accettò le direttive della Commissione e si trasferì ad Haiti. Ma nel 1965 il figlio Salvatore subì un tentativo di omicidio, durante il quale rischiava di essere ucciso il fratello. Bonanno capì che dietro ad esso c'era colui che prese in suo posto nella gestione della famiglia, Paul Sciacca. Presto iniziarono le ripercussioni per Sciacca in quella che fu conosciuta come la guerra di Joe Bananas. Questa nuova faida divise la famiglia Bonanno in due rami: uno che supportava Joseph Bonanno e l'altro che supportava Paul Sciacca. Bonanno era ancora molto potente, più potente di Sciacca e la Commissione lo capì immediatamente. Prima che potessero essere presi ulteriori provvedimenti, Bonanno fu colpito da infarto e si ritirò definitivamente dalla scena, mettendo la parola fine alla guerra.
    Gli ultimi anni in Arizona
    Bonanno si ritirò in Arizona, dove era stato anche detenuto dall'FBI per una serie di reati minori in passato. Tentò di riabilitare il suo nome nel 1983, scrivendo sotto pseudonimo l'autobiografia "A Man of Honor" (un uomo d'onore), ma finì per denunciare l'editore che, a suo dire, aveva messo in copertina una foto che lo ritraeva come un gangster da quattro soldi. Alcuni importanti particolari e segreti sulla mafia vennero rivelati nel libro e fu avviata un'inchiesta. Dopo la sua rinuncia a testimoniare di fronte ad una giuria in merito a quanto pubblicato, fu arrestato e imprigionato per un breve periodo.
    Non fu mai condannato per reati gravi. Fu solamente condannato a pagare una multa di 450 dollari e rimase in prigione per 14 mesi quando si rifiutò di testimoniare.
    Collegamenti esterni
    La scheda su Imbd.com


    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Bonanno"
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